venerdì 6 luglio 2012

Basketball Jones: Ghemon "L'Hip-Hop mi ha insegnato a essere originale"


intervista realizzata da Claudio Pavesi
Photo courtesy of Ghemon Staff

Oggi la nostra rubrica di interviste musicali vi regala le parole di Ghemon, uno degli artisti migliori della nostra penisola come ha dimostrato il successo del suo ultimo lavoro "Qualcosa è Cambiato".


Cominciamo con la musica, precisamente con l'inizio della tua carriera. Come ti sei avvicinato al rap e come si è evoluta la tua passione durante l'esperienza con i Sangamaro? Come è cambiata la scena da quando hai iniziato a oggi?
Ho iniziato ad ascoltare rap nel 1994 e a farlo nel 95, ero molto molto giovane. Poi ho conosciuto un po’ di persone interessate alla faccenda, ci riunivamo in cantina e di lì abbiamo formato il nostro primo gruppo, appunto i Sangamaro. Era tutto diverso all’epoca, non avevamo internet e quindi ci siamo inventati un sacco di cose, è stato bello e rimane nei miei ricordi come una cosa positiva.

A proposito dei cambiamenti della scena hip-hop negli ultimi anni, se dovessi dare dei consigli ai giovani rapper alle prime armi cosa diresti?
Chiaro, semplice, pulito: LAVORATE. Non cercate scorciatoie.

Da che cosa è nata l'ispirazione per fare un disco profondo come "Qualcosa è Cambiato"? E soprattutto: da "Qualcosa Cambierà" a "Qualcosa è Cambiato", che filo conduttore hai tratto tra questi due lavori? E' davvero cambiato qualcosa?
L’ispirazione nasce dalla vita e dalla realtà. Io non invento nulla, o giù di lì. Perciò era tanta roba accumulata nella mia testa, nel mio cuore, nel mio stomaco. Ma non è finita perché c’è ancora un disco che fa parte dello stesso troncone di vita. Ovviamente il titolo “Qualcosa è Cambiato” non è causale. Le cose che non sono più uguali sono tante, è difficile riassumerle qui, ma nel disco ne le ho raccontate tutte.

Il tuo rap è sempre stato molto particolare, fine ed elaborato, pieno di influenze soul. A tal proposito i tuoi testi sono frutto di intuizioni e sensazioni istantanee oppure sono molto più ragionati e rielaborati?
Come dico sempre, non esiste uno metodo che sia quello. Gli spunti sono tanti, a volte ti costringono a fare di getto a volte a limare all’infinito. Cambia di volta in volta.

Da tempo si affianca al termine "rapper" anche un certo stereotipo di stile (dal vestiario al modo di porsi), stereotipo da cui sembri essere abbastanza lontano. Da cosa nasce l'esigenza di questo distacco?
Dagli inizi, quelli che erano nell’Hip Hop hanno fatto sempre la gara a chi aveva le scarpe più belle o la catena più lucida e più pesante. A me piace vestire bene e a modo mio, l’Hip Hop mi ha insegnato a essere originale, e non a portare la divisa. Altrimenti è stereotipo, e con quelli ho chiuso nel 94 !

I tuoi testi svariano tra argomenti sempre molto diversi tra loro, da quelli più profondi a fotografie della vita quotidiana come ad esempio "Voci nella Testa (Stentoree)". Quali sono le cose che ti ispirano di più nella tua vita quotidiana per scrivere i tuoi testi?
Tutto, credimi. “Ogni cosa è illuminata” (titolo di un bel film). Intendo dire, ogni cosa luccica al punto tale da diventare uno spunto, anche una carta sporca per strada. Perché le immagini sono un link che apre ad altro. Vi è capitato mai di vedere una cosa e per associazione di immagini finire a pensare in un minuto a tutt’altro? E poi dire “Come ho fatto ad arrivare a questo?”. Ecco, a me capita più o meno sempre!

Da tempo fai parte del collettivo Blue Nox, ormai una certezza dato che da tempo sforna prodotti di qualità sempre più alta. Com'è nato questo progetto? Si è mai pensato di fare un album della Blue Nox sfruttando tutti i membri del collettivo?
E’ nato perché volevamo trovare un luogo comune, un insieme in cui riunirci. Si in realtà avevamo pensato sia a un mixtape Blue Nox che a un album “Blue Nox Vs Unlimited Struggle”. Non so se ci sarà tempo di fare una cosa del genere, siamo in tanti e siamo impegnati. Non ci interessa fare troppe cose a scapito della qualità. Le persone si attendono molto da entrambe le crew, meglio fare il massimo sempre.

Su Blue-Nox.com, tu e gli altri membri, consigliate l'ascolto di artisti molto interessanti postando video delle loro canzoni. In un anno così pieno di produzioni musicali come questo 2012 quali sono i prodotti, italiani e non, che ti hanno colpito maggiormente e che, di conseguenza, consiglieresti?
Per una volta diciamo quelli italiani: Mecna, Johnny Marsiglia, Big Joe, Louis Dee, Egreen. Disco preferito per ora, senza offesa per gli altri, Bypass di Stokka & Madbuddy

Noi che ci occupiamo di questo blog siamo anche i conduttori di un programma radiofonico su una radio locale. Come noi anche tu conducevi un programma: Radio Fantasma, come è nata questa avventura? Ti piacerebbe un futuro nel mondo della radiofonia?
E’ nata per scherzo. Facevo tutto da solo. E ovviamente quando dico tutto intendo TUTTO. Non ho avuto più tempo di proseguire. Se mi chiedessero di rifarlo in etere, sarebbe un’esperienza che porterei avanti volentieri ma solo su un network nazionale. O il massimo o niente!

Concedimi la classica domanda riguardo i progetti futuri, cosa dobbiamo aspettarci da 440/Scritto nelle Stelle? Hai anche dichiarato che questo sarà il tuo ultimo lavoro hip-hop, hai per caso intenzione poi di dedicarti al ruolo di autore?
Parlo poco volentieri di questo disco per un solo motivo: voglio che le persone lo giudichino quando lo ascoltano. Parlarne prima è come spiegarti come è fatto un figlio che nascerà tra qualche mese. Ti posso dire il sesso, ma non il colore dei capelli, né che voti prenderà a scuola. Quello lo vediamo insieme tutti!

Photo courtesy of Ghemon Staff

Cambiamo ora argomento. Come si può capire facilmente dal nome del nostro blog la cosa di cui ci occupiamo maggiormente è la pallacanestro. Come è nata la tua passione per il basket?
Ho iniziato a giocare a 6 anni e ho alternato questo sport col calcio e il Karate, per tantissimi anni. Lo adoro, ma in generale mi piace lo sport tantissimo. Mi sarebbe piaciuto fare l’altleta!

Hai una passione particolare per qualche squadra, NBA o italiana che sia? Quali sono i tuoi miti cestistici di sempre e quali i giocatori che ammiri di più adesso? 
Ovviamente la mia squadra del cuore è la Scandone Avellino. Ho iniziato ad andare al palazzetto in B2, e tuttora seguo la squadra, dopo tanti anni di A1, sofferenze e grandi gioie come la Coppa Italia e la partecipazione all’Eurolega. In Nba non ho una squadra preferita o almeno non l’ho più avuta dopo la Orlando di Penny e Shaq. Mi piace molto Westbrook, mi piace Shumpert. Mi piace la gente che salta due metri ecco! Negli ultimi playoff ero per OKC.

C'è qualcuno nel mondo della musica con cui ti piace discutere di questa tua passione? Qualcuno che sia anche abbastanza competente.
Basket? Ce ne sono diversi che lo seguono. Calcio, assurdamente, di meno. Comunque i miei collaboratori stretti, come Kira (il ragazzo che cura i miei social network)  e Weps (il mio webmaster) e miei amici come Lustro dei Microphone Killarz , Eko 121 (grandissimo intenditore), Sumo, sono persone con cui parlo spesso di sport in generale, e soprattutto di basket. I rapper in ogni caso non sono molto per lo sport, con pochi colleghi posso parlare di sport…fa un po’ ridere ma è così.

All'interno di 440/Scritto nelle Stelle potresti regalarci una canzone a sfondo cestistico così da fondere due delle tue passioni.
Sarebbe bello, ma mi limiterò ad andare al campetto qua sotto a sistemare il mio tiro dalla lunetta che mi ricorda le percentuali di Shaq ai bei tempi.


Ringraziamo davvero di cuore Ghemon, molto disponibile nel rispondere alle nostre domande nonostante i tanti impegni. Un grazie di cuore va anche al suo intero staff e a Filippo Giorgi, anche loro molto disponibili e fondamentali nella realizzazione di questa intervista.
Ovviamente per altre interviste, musicali e non, sapete dove cercare: ovviamente su Basketzone RTP.

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