giovedì 5 gennaio 2012

In punta di penna. T-Mac is baaaaaaack

di Luca Policastro


Voglio dedicare il mio ormai consueto pezzo settimanale a un campione che all’anagrafe fa Tracy Lamar McGrady jr : questo ragazzo , classe 79 , è tanto pieno di talento quanto fragile tipo un cristallo Swarowski ;  tanto per gradire, è stato uno dei primi a passare direttamente dalla high school all’NBA (viene da Mt. Zion Christian Academy) dove venne scelto dai Raptors ; almeno inizialmente era conosciuto per essere cugino alla lontana con Vincredible, Vince Carter , ma ben presto si scrolla di dosso questa etichetta per via delle memorabili gesta sui parquet di tutta America.

Tutto il suo infinito talento si è messo meglio in mostra in quel di Orlando dove il ragazzo volle vigorosamente andare per vestire la maglia numero 1 appartenuto al suo idolo Penny Hardaway : già nel primo anno vince il premio di giocatore “più migliorato” e finisce all’All star Game ; un paio di stagioni più tardi è stato miglior realizzatore della lega con la bellezza di 32,1 punti a partita. Che il ragazzo il fondo della retina lo veda spesso è stato confermato l’anno dopo dove si conferma best –scorer con soli 28 punti di media partita(con un top di 62 contro i Washington Wizards) ; nonostante queste incredibili cifre il record dei Magic non era molto lusinghiero e spesso TMac è stato accusato di impegnarsi poco  ( qui prende anche il soprannome “The Big Sleep” per via della sua espressione sonnolenta e della incredibile capacità di addormentarsi in ogni dove).

Molto presto i rapporti col GM si deteriorarono e nella stagione 2004/05 finisce in Texas, precisamente a Houston insieme a Juwan Howard in cambio di Steve Franchise Francis
 che invece fa la tratta opposta ; quell’anno si è reso protagonista di una vera e propria impresa sportiva quando ribalta 11 punti di svantaggio agli Spurs segnandogliene 13 negli
ultimi 35 secondi di partita (ricordo come fossero ieri i commenti increduli di quegli istanti del duo Tranquillo – Buffa) . Nonostante cifre da capogiro anche in quel di Houston le critiche si sprecano perché non riesce mai a portare i biancorossi oltre il primo turno playoff (addirittura nell’anno in cui lui è infortunato la squadra arriva al secondo turno , apriti cielo).
Una costante della carriera di Tmac son gli infortuni che ma l’hanno abbandonato e che ne hanno limitato le incredibili potenzialità : prima frequenti problemi alla schiena (con le siringate che erano all’ordine del giorno solo per poter tirare ) quindi problemi a entrambe le ginocchia (operazione a ginocchio sinistro che gli fa perdere gran parte del 2009 ).
La stagione 2009/10 è costellata da numerosi altri problemi fisici così a Febbraio è spedito nella Grande Mela dove è allenato da D’Antoni che subito gli dimostra fiducia (ripagata da iniziali buone prestazioni) e vuole provarlo come Play : ben presto l’idillio si spezza e TMac (che era il giocatore NBA più pagato) finisce free agent in estate : gli viene offerta una possibilità ma gli introiti calano esponenzialmente ai Detroit Pistons : qui infatti si deve accontentare del minimo salariale ma spera di rimettersi in sesto dal preparatore atletico che ha curato anche un All Star quale Antonio Mc Dyess anch’egli martoriato dagli infortuni.
L’ultima squadra in ordine di tempo che dà fiducia a TMac (che tra l’altro ha scollinato i trent’anni da un po’ ) son i Falchi di Atlanta : anche qui firma il consueto annuale al minimo salariale ma sembra che almeno gli acciacchi fisici lo mollino un attimo . Infatti le prime partite di regular season son decisamente buone ma è qualche giorno fa che il campione ha sfoderato l’ennesima perla della sua carriera : sul parquet della squadra più in forma del momento e reduce da un filotto di 5 partite consecutive ,i Miami Heat , TMac mette a referto 13 punti (11 nell’ultimo periodo)conditi da 5 rimbalzi e 4 assist  (il massimo dal novembre 2008 ) e porta i suoi Hawks a una vittoria alla vigilia quantomeno insperata. Ecco le dichiarazioni del redivivo TMac a fine partita :”Per me è stato molto importante battere la squadra di LeBron e Wade contro i quali peraltro è facile trovare le giuste motivazioni” e “Finalmente posso dichiarare di sentirmi in forma dopo l’infortunio al ginocchio” : insomma sembra proprio che per il ragazzo di Barlow la 15sima stagione NBA consecutiva sia iniziata sotto i migliori auspici.
Personalmente non posso che essere entusiasta per la rinascita di TMac che similmente alla fenice è rinato dalle proprie ceneri : bisogna rendere gli onori a un ragazzo che ha avuto tantissima sfortuna nella sua carriera cestistica ; senza questa cattiva compagnia probabilmente staremmo parlando di un giocatore molto più incisivo e vincente di quello che è adesso. Nota a margine a sua parziale discolpa : non ha mai giocato con giocatori alla sua altezza (se escludiamo un Grant Hill che ai tempi di Orlando era più infortunato di lui-il che è tutto dire- e Yao Ming , che tra l’altro adesso si gode la sua Cina da ritirato col contratto da nababbo) .

Se quindi si tenesse conto di tutte queste variabili sicuramente influenti si potrebbe vedere la carriera di Mc Grady sotto una lente diversa : è facilissimo accanirsi su di lui (non solo non ha al dito manco un anello ma non ha mai superato un turno di Playoff)  però così facendo si dimenticano le sue giocate, i crossover, le entrate al ferro come ridere, la mano da cecchino , le scollinate oltre il ferro..
Concedetemi di trascrivere il virgolettato di uno che ,nonostante tutto quello che ha vinto come allenatore, a sentirlo parlare di basket si rabbrividisce : “ tra Mc Grady e Josh Howard (avessi detto… avvistato nei pressi delle Montagne Rocciose in mezzo ai Mormoni in quel di Salt Lake City) sicuramente mi tengo il secondo”. Ah,se ancora non avete capito chi è il solone in questione vi do un paio di indizi  : faceva la pubblicità del The Lipton e commenta le partite su una nota rete televisiva con uno che ne capisce ancora meno di lui.

Luca Policastro

PS : Auguri di un fortunato 2012 a tutti i lettori del Blog di BasketZone .

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