mercoledì 11 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 17; il risveglio del Black Mamba, secondo ko per Miami

di Luca Ngoi


Diciassettesima nottata NBA scoppiettante, con la vittoria dei Lakers firmata Bryant e il secondo crollo dei Miami Heat per mano della squadra più pazza della Lega: i Golden State Warriors. Continuano le marce di Oklahoma City e Portland ad Ovest (vittorie su Memphis e Clippers) e dei sorprendenti 76ers (vincenti contro Sacramento) ad Est, dove anche i Washington Wizards riescono a vincere una partita ai danni dei Raptors di Andrea Bargnani. Senza ulteriori indugi andiamo a scoprire top e flop dell'ultima giornata di basket americano.

TOP: KOBE BRYANT. 48 punti vi bastano? Il Mamba vede i Phoenix Suns, colpevoli a suo dire di qualche parola di troppo in occasione delle loro vittorie, e si infuoca mettendo in campo una prestazione che merita poche parole (o forse ne merita tantissime) per essere commentata. Con questa sono 108 le gare del numero 24 oltre i 40 punti, numeri che fanno paura solo a pronunciarli. La sua leadership sulla squadra è assoluta e non lo scopriamo certo adesso, e Luke Walton a fine gara ha detto che gli sembra sia ritornato il "numero 8", il problema è capire se sia tornato il numero 8 dei titoli con Shaq o quello della mancata qualificazione ai playoff e dell'eliminazione al primo turno. Il contesto di squadra sembra far propendere per questa seconda opzione, ma è certo che con gare di questo genere da parte del suo capo i Lakers possano ancora essere una contender credibile.

FLOP: LOS ANGELES CLIPPERS. Sono stati i dominatori indiscussi della off season con i loro innumerevoli e sensazionali colpi di mercato, ma la stagione regolare è iniziata un po' a singhiozzo. Per costruire una mentalità vincente non basta chiaramente un mercato in prima linea, ma ci vogliono anni e anni di programmazione e vittorie, cosa che ai Clips manca clamorosamente. I vari Chris Paul, Blake Griffin e Chauncey Billups si imbattono nella forza travolgente dei Trail Blazers e non riescono a contrastarla in alcun modo. Serve continuità a questa squadra, quella che Phil Jackson individuava in una striscia di almeno 5 vittorie consecutive; ne riparliamo quando arriverà.

LA SORPRESA: NATE ROBINSON. Di fatto contro Miami la vince lui. Golden State si ritrova sotto di 13 a qualche minuto dalla fine del match e la sensazione degli astanti è che la squadra sarà costretta ad incassare la solita sconfitta, ma non hanno fatto i conti con KryptoNate, che di fatto si accende e segna 15 dei suoi 24 punti finali nel quarto periodo, prima forzando l'overtime e poi mettendo in cassaforte la terza vittoria dei ragazzi di coach Mark Jackson che venivano da 6 sconfitte in fila (due delle quali già con Robinson a roster). Erano in tanti quelli che lo davano già per finito, ma questo è un ragazzo dalla determinazione infinita, e in assenza di Steph Curry potrebbe assumere il ruolo di leader che pare non essere cucito per Monta Ellis.

SARANNO FAMOSI: CHANDLER PARSONS. Nella vittoria dei Rockets su Charlotte il suo contributo è fondamentale. A fine partita saranno 20 punti e 7 rimbalzi per il rookie da Florida scelto ad inizio secondo giro nell'ultimo draft e che di fatto è già riuscito a scalzare Chase Budinger dal ruolo di ala piccola titolare a suon di prestazioni convincenti, eppure le caratteristiche dei due sono simili (bianchi, tiratori e buoni atleti entrambi), ma l'ex Gator evidentemente garantisce qualcosa in più quanto a solidità soprattutto sotto le plance. Si pensava potesse essere un giocatore inadatto alla fisicità del basket NBA e viceversa perfetto per l'Europa, ma ancora una volta le predizioni sulla carta lasciano il tempo che trovano.

Nessun commento:

Posta un commento