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martedì 3 aprile 2012

NCAA National Championship, trionfa Kentucky


di Claudio Pavesi
Photo by David J. Phillip / MCT
Finalmente l'atto finale, la partita più attesa, la conclusione della March Madness. Kentucky contro Kansas, John Calipari contro Bill Self, la squadra dei freshman contro la squadra d'esperienza. La partita di oggi è una sorta di rivincita per il coach Calipari che nel 2008, come allenatore di Memphis University, perse la finale proprio per mano dei Kansas Jayhawks di Bill Self che invece potè festeggiare il suo primo titolo NCAA in carriera. Anche per Kansas non mancano curiosità, i Jayhawks infatti nel 2003 persero la finale del Torneo NCAA contro la Syracuse di Carmelo Anthony, finale che si giocava proprio al Superdome di New Orleans in cui oggi Kansas si gioca il titolo. Il Superdome di New Orleans è pieno in tutti i suoi 74000 posti, non manca più nulla, che la finale del Torneo NCAA 2012 abbia inizio.


Primo Tempo
Nei primi secondi della partita Jeff Withey di Kansas vuole dimostrare di essere uno stoppatore migliore di Anthony Davis e lo fa rifilando una clamorosa stoppata a Terrence Jones che lo avvicina al record di stoppate nella storia del Torneo NCAA. Come previsto tocca a Terrence Jones marcare a uomo Thomas Robinson, impresa abbastanza difficile dato che il numero 0 di Kansas è probabilmente il miglior giocatore della NCAA a prendere posizione. Durante i primi sei minuti le squadre giocano ad un ritmo incredibile, non si fermano un secondo e spesso preferiscono prendere tiri senza senso piuttosto che attendere qualche secondo, di conseguenza anche l'intensità si alza: fioccano contatti e stoppate, ce ne sono ben 2 di Anthony Davis che raggiunge il record di stoppate eseguite da un freshman in una stagione. C'è molta tattica in questa partita come si può vedere dai cambi, non appena Bill Self fa uscire Withey subito Calipari risponde facendo sedere Anthony Davis, inutile dire che senza i due intimidatori d'area, ne approfittano gli attacchi con Thomas Robinson da un lato e Kidd-Gilchrist dall'altro.
Uno dei simboli della serata: le stoppate di Davis
Photo by Rich Sugg / MCT
Continua ad accelerare Kentucky che dopo tredici minuti conduce già di 12 punti sul 31 a 19, fondamentale l'inizio di Maquis Teague e Kidd-Gilchrist con i loro 18 punti in combinata, 9 a testa. Anche se Kansas sta perdendo bisogna segnalare l'impatto di Kevin Young, entrato dalla panchina ha realizzato subito una stoppata e si è procurato un fallo di sfondamento su Anthony Davis, tutte azioni che confermano il grande cuore di un giocatore che vive di intensità e di intangibles cioè di giocate importanti ma non segnalate sui tabellini statistici.
Sulla sirena del primo tempo Tyshawn Taylor riesce a trovare il canestro per cercare di dare morale ai suoi come fecero i 2 punti di Releford sulla sirena del primo tempo della partita contro Ohio State anche se in questo caso il divario resta superiore a 10 punti, il primo tempo infatti si chiude sul 41 a 27 per i Wildcats. Stupendi dal punto di vista realizzativo Teague (9 punti), Lamb (12 punti) e Kidd-Gilchrist (11 punti) con pochissimi errori al tiro. Anthony Davis chiude sorprendentemente il primo tempo con 0 punti su 4 tentativi dal campo che vengono però compensati dai 9 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate che lo rendono probabilmente il giocatore più decisivo del primo tempo nonostante la scarsa serata al tiro. Kentucky sembra avere l'atteggiamento giusto per potere arrivare tranquillamente al traguardo, a testimoniarlo c'è il dominio a rimbalzo (22 a 14 per i Wildcats all'intervallo) e una statistica secondo la quale Kentucky ha una striscia attiva di 40 vittorie consecutive quando conduce all'intervallo.


Secondo Tempo
Il secondo tempo inizia sullo stesso trend del primo cioè con la quarta stoppata di Anthony Davis, giocata che però non scoraggia Thomas Robinson, a canestro subito dopo con un semigancio proprio sulla faccia di Davis, giocata importante per la partita di Kansas ma anche per i General Manager che dovranno sceglierlo al Draft NBA. A quindici minuti e trenta secondi dalla fine arrivano i primi punti di Anthony Davis o per meglio dire il primo punto, 1 su 2 per lui ai liberi. A quattordici minuti dalla fine Kansas prova a rientrare in partita con un parziale di 6 a 0 che la porta sul -10; per Kentucky ci sono all'orizzonte gli spettri di Ohio State in semifinale e Calipari preferisce parlarne con un timeout. Al ritorno dalla mini-pausa sono i più esperti Lamb e Miller a mettere due triple consecutive che riportano i Wildcats sul +15. I Jayhawks non vogliono mollare e capitanati dalla pazzia di Elijah Johnson ci provano in ogni modo mantenendo un ritmo che sarebbe difficilmente sostenibile anche per un maratoneta esperto.
Le lacrime di Thomas Robinson
Mark Humphrey / AP
Si arriva ai cinque minuti finali, la "zona Kansas", dato che nel Torneo NCAA i Jayhawks hanno tenuto gli avversari al 19% ai tiri dal campo negli ultimi 300 secondi. Kansas infatti si trasforma, prima segna una tripla Tyshawn Taylor, poi Withey stoppa Anthony Davis e lancia il gioco da tre punti di Elijah Johnson che fa da antipasti ai due liberi successivi conquistati e realizzati da Thomas Robinson. Teague prova a buttare acqua sul fuoco con una tripla a cui però rispondono i 3 punti di Elijah Johnson e i successivi 2 di Robinson: Kansas, non si sa benissimo come, è rientrata dal -16 al -5. A un minuto dalla fine Taylor si vede stoppare il tiro e dopo essersi ritrovato il pallone in mano lo perde malamente, un errore il suo che potrebbe essere decisivo per la sconfitta. Inizia la giostra dei tiri liberi, puntualmente realizzati da Kentucky a cui risponde Tyshawn Taylor con un canestro da vero leader. A 20 secondi dalla fine sul -6 Kansas trova la tripla del -3 con Elijah Johnson che però viene annullata per l'infrazione di passi del numero 15 dei Jayhawks, era l'ultima occasione, finisce la partita con la vittoria di Kentucky per 67 a 59.

Kentucky conferma di essere la seconda università più titolata nella storia del college basketball mentre John Calipari può festeggiare il suo primo titolo NCAA dopo aver raggiunto le Final Four con tre squadre diverse: UMass, Memphis e Kentucky (le Final Four con le prime due università sono state però rese vacanti per alcune irregolarità sul recruiting).
Grande festa per coach Calipari
John Sleezer / MCT
C'è commozione nelle parole finali di coach Calipari quando solleva il tanto agognato trofeo NCAA insieme al resto della squadra, soprattutto insieme ad Anthony Davis, premiato come miglior giocatore della partita con i suoi 6 punti, 16 rimbalzi, 6 stoppate, 5 assist e 3 palle rubate, statistiche che lo rendono paurosamente decisivo nonostante la brutta serata al tiro (1-10 dal campo).
E' stata una finale strana, una partita che sembrava già decisa nel primo tempo si è invece conclusa con un finale incandescente, un finale tipico di ogni Final Four giocata al Superdome di New Orleans, un finale che ha visto trionfare la squadra più forte, la squadra che a inizio stagione tutti si aspettavano di vedere oggi a festeggiare. Il giusto credito va dato anche a Kansas, una discreta squadra che ha portato a termine una stagione straordinaria grazie soprattutto alla guida di coach Bill Self, giustamente premiato come allenatore dell'anno, e alle incredibili prestagioni di Thomas Robinson.
Difficilmente si poteva pensare a una conclusione migliore per un grande anno di basket NCAA, l'appuntamento è per l'anno prossimo al Georgia Dome di Atlanta dove si svolgeranno le prossime Final Four.

Tabellini
Kentucky: Lamb 22 pt, Teague 14 pt, Kidd-Gilchrist 11 pt, Jones 9 pt, Davis 6 pt e 16 rim, Miller 5 pt, Wiltjer, Vargas.
Kansas: Taylor 19 pt, Robinson 18 pt e 17 rim, Johnson 13 pt, Withey 5 pt, Releford 4 pt, Teahan, Young, Wesley.

domenica 1 aprile 2012

Final Four NCAA, tutti pronti per la finale, sarà Kentucky-Kansas


di Claudio Pavesi
Photo by www.wrapupp.com

Kentucky e Louisville distano pochi chilometri una dall'altra e la rivalità tra le loro tifoserie è quantomeno incandescente e la sfida a livello tecnico tra Calipari e Pitino, i due coach, aggiunge motivazioni alla sfida. Il primo tempo inizia controllato da Kentucky, più precisamente da Anthony Davis che in post, in ricezione statica o in movimento sembra in ogni caso inarrestabile anche per Dieng, il lungo africano di Louisville. Il primo tempo scorre abbastanza veloce e nonostante lo strapotere di Kentucky, Louisville riesce a restare a galla grazie soprattutto alle palle rubate di Russ Smith poi da lui convertite in punti o in brillanti assist per Craigh Smith e Dieng, giocate ch permettono ai Cardinals di chiudere il primo tempo a -7 sul 28 a 35. Inizia il secondo tempo e la difesa di Louisville inizia a fare sul serio, Kentucky ha problemi nella circolazione di palla e nell'effettuare le rimesse per cui è obbligata a sprecare anche un timeout e, come se non bastasse, Dieng porta alla causa un paio di stoppate notevoli. Anche in difesa Kentucky sembra avere qualche amnesia ad esempio quando abbandona sul perimetro Chris Smith, fratello di J.R. dei New York Knicks, regalandogli 3 punti facili. I Cardinals tornano così sul -5 ma Calipari chiama a raccolta i suoi che in tre minuti piazzano un ottimo parziale che li riporta sul +12 guidati dalle giocate di Lamb e Miller, i due giocatori più esperti, anche se l'immagine simbolo di questo momento la regala Anthony Davis quando rifila una clamorosa stoppata su una debole penetrazione di Peyton Siva, giocatore in continua difficoltà nel trovare il canestro (0 punti a dieci minuti dalla fine). La partita sembrerebbe indirizzata verso i Wildcats ma tutto cambia quando Dieng obbliga Kidd-Gilchrist ad un fallo di sfondamento che rigenera il morale dei Cardinals. Allo sfondamento seguono ottime difese, capitanate da Dieng che continua a rifilare stoppate e palle rubate, tutte situazioni che portano a buoni attacchi e, anche quando non si dovesse riuscire a segnare, Louisville trova sempre una seconda opportunità di tiro controllando i rimbalzi d'attacco (17 a 4 i rimbalzi d'attacco a favore di Louisville a otto minuti dalla fine). Riescono a segnare quasi tutti i Cardinals, perfino Siva che mette a segno i 5 punti consecutivi necessari per raggiungere il pareggio a nove minuti dal termine, i suoi ultimi 3 punti sono la fotografia perfetta del momento dei Cardinals: una fantastica tripla fronte a canestro eseguita dopo un crossover che manda al tappeto Teague.
Anthony Davis stoppa Peyton Siva
photo by Mark Humphrey / AP
La partita continua con le squadre appaiate, Kentucky trema soprattutto quando Kidd-Gilchrist è costretto ad uscire dal campo tenendosi la coscia sinistra. I Wildcats non si demoralizzano e tornano a giocare la loro classica pallacanestro guidati dal giocatore più esperto della squadra: il senior Darius Miller che con le sue penetrazioni aggressive e il suo tiro da tre punti aiuta a chiudere un parziale di 9 a 2 che porta Kentucky sul +9 a tre minuti e trenta dalla fine. Sembrerebbe impossibile per i Cardinals rimontare ma Siva ha altre idee, prima segna con un finger-roll incredibile, poi schiaccia sulla difesa dei Wildcats e infine perfeziona la rubata che regala a Russ Smith i liberi del -5 a un solo minuto dalla fine. E' l'inizio della rimonta? Non proprio. Anthony Davis segna su alley hoop e Kidd-Gilchrist, tornato in campo dal leggero infortunio, mette a segno tre schiacciate in fila che chiudono il match. Per i Cardinals è insufficiente la tripla di Blackshear, unico canestro a segno nell'ultimo minuto.
Louisville ha mostrato grande cuore e un'ottima pallacanestro, sono rimasti in gioco fino all'ultimo minuto grazie soprattutto ai rimbalzi in attacco. Anthony Davis chiude da leading scorer con 18 punti a cui aggiunge anche 14 rimbalzi e 5 stoppate mentre per i Cardinals il miglior realizzatore è Peyton Siva con i suoi 11 punti, tutti realizzati negli ultimi 10 minuti, forse con più continuità Louisville avrebbe avuto più possibilità di vincere come dimostra il fatto che ha avuto un solo vantaggio in tutta la partita: il 2 a 0 iniziale. Kentucky è ufficialmente in finale e può così iniziare a studiare il futuro avversario che sarà il vincente tra Kansas e Ohio State.

Kansas e Ohio State, Thomas Robinson contro Jared Sullinger, Bill Self contro Thad Matta. Nei primi minuti Thomas Robinson ha le idee chiare, vuole segnare, concetto dimostrato dai 3 tiri presi in pochissimo tempo anche se riesce a realizzarne solo uno. Kansas sembra avere le mani fredde come dimostrano i continui errori di Elijah Johnson e Tyshawn Taylor, errori che permottono a Ohio State di portarsi sul 7 a 2 obbligando Bill Self a chiamare il primo timeout. Interessante la decisione di coach Matta di non mettere Sullinger in marcatura su Robinson preferendogli Deshaun Thomas che però, oltre a essere più basso, ha notoriamente il suo punto debole nella difesa, vedremo quindi come si svilupperà. Intuibile invece l'idea di Bill Self che sceglie Jeff Withey su Sullinger, scelta che nei primi minuti sembra abbastanza azzeccata considerando la stoppata che l'ex pallavolista rifila alla stella di Ohio State. Verso la metà del primo tempo decide di salire in cattedra Aaron Craft, playmaker dei Buckeyes che tra le altre cose riesce a finire il cubo di Rubik in un minuto e cinque secondi ma è principalmente un super giocatore di basket come dimostra prima con un canestro da 3 punti, poi con un magnifico assist che regala a Sullinger una facile schiacciata e infine procurandosi uno sfondamento su Tyshawn Taylor. Il primo tempo scorre con poche interruzioni, Thomas Robinson continua a fare fatica mentre Ohio State inizia a perfezionare il tiro da 3 punti con Buford e Deshaun Thomas e comincia così a prendere il largo portandosi sul 26 a 13 a sei minuti dalla fine del primo tempo. Le difficoltà di Robinson permettono a Kevin Young di avere più minuti del solito ma la vera notizia per Kansas arriva a quattro minuti dalla fine del primo tempo quando finalmente si sblocca Robinson che infila il suo secondo canestro della serata. Il primo tempo continua con i Buckeyes in controllo ma si conclude con una grande azione di Kansas: stoppata di Withey su Craft, ribaltamento di campo e canestro di Releford sulla sirena, giocata fondamentale per il morale dei Jayhawks che chiudono il primo tempo sotto la doppia cifra di svantaggio, 34 a 25.
Photo by sbnation.com
Il secondo tempo inizia con dei nuovi Jayhawks che in quattro minuti si riportano sul -3 grazie soprattutto alla difesa di Withey che in una sola azione piazza 3 stoppate, diventando anche l'uomo con più stoppate in una singola stagione della storia di Kansas. Continua la corsa dei Jayhawks che pareggiano con i 5 punti consecutivi di Elijah Johnson anche se fondamentale in questi momenti è stata la difesa di Thomas Robinson su Sullinger al primo scontro diretto della serata. Nel frattempo i Buckeyes affrontano un blackout offensivo e solo Craft sembra avere il carattere necessario per riportare Ohio State davanti, in ogni caso mancano ancora dodici minuti alla fine, un'eternità. La partita continua con le due squadre a punteggio molto ravvicinato e sono principalmente le giocate difensive a fare la differenza come dimostra la clamorosa stoppata della sorpresa serale Kevin Young su Sullinger che porta al contropiede di Elijah Johnson a cui i Buckeyes rispondono con il solito Aaron Craft, autore dell'ennesima palla rubata e dei consueti due punti in campo aperto. Si arriva agli ultimi novanta secondi di gioco con Kansas sul +1, vantaggio che viene mantenuto grazie alla meravigliosa difesa di Withey che rifila un'altra stoppata a Deashaun Thomas e lancia il contropiede del velocissimo Elijah Johnson che firma il +3 sul 62 a 59. Per un minuto non segna più nessuno ma a quindici secondi dalla fine si concretizza l'azione più clamorosa della partita: Deshaun Thomas sbaglia la tripla del pareggio, Withey pasticcia a rimbalzo ma riesce a tenere la palla in campo anche se la manda in mano allo stesso Thomas che riprova il tiro sbagliandolo nuovamente, questa volta però è Buford che approfitta della brutta posizione a rimbalzo di Withey per correggere l'errore del compagno in una schiacciata che riporta i Buckeyes sul -1. Dopo i tiri liberi Kansas si ritrova sul +3 a otto secondo dalla fine, i Buckeyes hanno quindi occasione di pareggiare ma Tyshawn Taylor ruba la palla che potrebbe chiudere il match salvo poi buttarla via regalando l'ultima occasione a Ohio State con quattro secondi sul cronometro. I Jayhawks non vogliono rischiare il pareggio e mandano in lunetta Craft, il quale realizza il primo tiro libero e sbaglia di proposito il secondo per prendere il rimbalzo offensivo la gli arbitri chiamano la cosiddetta "lane violation" sullo stesso Craft per aver oltrepassato la linea del tiro libero prima che la palla toccasse il ferro. Finisce così la seconda semifinale del Torneo NCAA 2012, con la vittoria in rimonta di Kansas per 64 a 62 che quindi dopo la W ottenuta in regular season nella sfida di dicembre vince anche il ben più importante rematch. I Jayhawks affronteranno in finale Kentucky in una sfida che si prospetta divertente con Withey in marcatura su Anthony Davis, Thomas Robinson su Terrence Jones e Releford a dividersi tra Lamb e Kidd-Gilchrist.
Ho la netta sensazione che ci sarà da divertirsi a New Orleans.

venerdì 30 marzo 2012

Final Four NCAA, istruzioni per l'uso

di Federico Bianchi e Claudio Pavesi.
Fonte: www.streetball.com

Dopo avervi raccontato tutte le partite del torneo NCAA 2012 ci prepariamo insieme alle tanto attese Final Four regalandovi questo articolo, scritto a quattro mani per l'occasione, grazie al quale potrete arrivare a seguire l'evento conclusivo della March Madness, preparatissimi sui temi più importanti riguardanti le quattro squadre che calcheranno il campo del Louisiana Superdome che vedete nella foto. Iniziamo ora l'analisi delle quattro squadre, partendo dai favoriti.

KENTUCKY WILDCATS
La squadra di coach John Calipari arriva alle Final Four con i favori del pronostico, dopo una regular season esaltante da una solo sconfitta, e un torneo nella quale ha dimostrato in ogni partita una superiorità quasi imbarazzante.
Le ultime edizioni della squadra bianco-blu sono state tutte ricche di talento, ma non hanno mai raggiunto il titolo.
Anche quest'anno il roster a disposizione di Calipari farebbe invidia a diversi coach della Division One, potendo contare su un mix di talento e forza fisica impressionante, grazie alla prossima prima scelta assoluta del Draft, Anthony Davis, giocatore dell'anno della Division One, oltre che difensore dell'anno, accompagnato da altri due freshmen di grande talento come l'ala Michael Kidd-Gilchrist e il playmaker Marquis Teague.
Le squadre di Calipari tuttavia sono sempre state caratterizzate dalla presenza di freshman di grande talento (vedi John Wall, DeMarcus Cousins, Brandon Knight, ecc.), ma quest'anno tra i Wildcats ci sono anche due giocatori con un anno in più di esperienza al torneo come Terrence Jones e Darius Miller, che possono essere decisivi in un contesto come quello delle Final Four.
Il gioco di Kentucky fin'ora è sempre stato spumeggiante, molto fisico e fatto di ritmi alti.
La presenza di giocatori come Terrence Jones, Kidd-Gilchrist o lo stesso Anthony Davis, tutti "grossi" ma molto mobili e veloci, ha permesso ai Wildcats fin'ora di imporre alle gare i già citati ritmi alti, ma allo stesso tempo di dominare fisicamente le squadre avversarie.
Anche nella finale del regional contro Baylor per esempio, Kentucky ha dimostrato che quando alza il ritmo e preme sull'acceleratore è in grado di creare un parziale favorevole in men che non si dica.
Affrontare Louisville tuttavia non sarà facile per i Wildcats, che dovranno sicuramente preservare Davis dal pericolo di troppi falli nelle prime battute di gara (la sua assenza forzata è stata l'unica cosa che li ha messi minimamente in difficoltà fin'ora) e cercare di contenere il backcourt dei Cardinals, che si può adattare bene ai loro ritmi. Una chiave per Kentucky in questa partita possono essere le due ali, Kidd-Gilchrist e Jones, che a mio modo di vedere non hanno di fronte giocatori di Louisville in grado di contenterli per tutto l'arco della partita.

KANSAS JAYHAWKS
Kansas arriva alle Final Four dopo una buona stagione, con alcuni alti e bassi, ma che ha garantito loro la testa di serie numero 2 nella Mid-West Region, vinta grazie a un'ottima partita contro la testa di serie numero uno di questa parte di tabellone, North Carolina.
L'entusiasmo della vitoria contro UNC può portare i Jayhawks a giocare una grande Final Four, guidati senza dubbio dal loro leader, Thomas Robinson.
Robinson era già un anello fondamentale, venendo dalla panchina, della Kansas dell'anno scorso e quest'anno è migliorato tantissimo, assumendosi il ruolo di leader della squadra e arrivando a lottare fino all'ultimo per il titolo di giocatore dell'anno del college basket con Anthony Davis, guidando le statistiche dei Jayhawks per punti e rimbalzi.
Robinson festeggia con Withey
(photo by: AP photo/ Orlin Wagner)
Ad accompagnarlo nella marcia trionfale verso le Final Four di quest'anno ci sono stati Tyshaun Taylor, playmaker all'ultimo anno di college, che ha dimostrato le sue grandi capacità di realizzatore e di attaccante nel corso della stagione, il centro di 7 piedi Jeff Withey, che con la sua stazza fisica si è dimostrato un grande intimidatore d'area (ha avuto anche una partita da 10 stoppate nel corso del torneo) e Travis Releford, difensore straordinario nel ruolo di ala piccola, incaricato di marcare il miglior esterno della squadra avversaria in ogni gara dei Jayhawks.
A tutto questo si aggiunge il grande lavoro di coach Bill Self, che ha dimostrato di saper preparare le partite in modo impeccabile, adattando il modo di giocare della sua squadra all'avversario che incontra, come visto per esempio nella finale del Regional contro North Carolina.
Alle Final Four Kansas affronterà Ohio State, scontro che in questa stagione significa sicuramente Thomas Robinson contro Jared Sullinger, due delle migliori ali grandi della Division One.
Tuttavia, anche se questo scontro è sicuramente molto interessante, possono essere decisivi altri aspetti di questa partita, per esempio il fatto che Kansas può contare su una superiorità fisica evidente sotto conestro, grazie a Whitey, che va sfruttata fino in fondo, magari facendo marcare dal centrone col numero 5 proprio Sullinger, permettendo a Robinson di riposarsi in difesa.
Un altro elemento fondamentale può essere Releford, che contro UNC è stato in grado di annullare totalmente Harrison Barnes, il miglior giocatore di North Carolina, e se riuscisse a fare lo stesso con Deshaun Thomas di Ohio State sarebbe un gran vantaggio per Kansas.
Il rischio più grande per la squadra di coach Self purtroppo però deriva da Taylor: le sue palle perse in alcune situazioni chiave di certe partite si sono verificate anche più decisive in negativo di quanto lo siano stati i suoi punti in positivo; speriamo che possa reggere la pressione che avrà addosso, non solo psicologica, ma anche data dalla forte difesa che Craft gli riserverà.

LOUISVILLE CARDINALS
Sorpresa! Alzi la mano chi a inizio anno, soprattutto dopo le 5 sconfitte in 7 partite, aveva pronosticato i Cardinals alle Final Four. Nessuno? Immaginavo. Non si può dire che Louisville sia una squadra di basso livello perchè non sarebbe giusto, i giocatori di livello ci sono, pensiamo solamente a Kuric, leading scorer della squadra e ottimo tiratore, a Dieng, il super stoppatore e rimbalzista oltre che a Russ Smith, secondo miglior realizzatore di squadra, una vera e propria mina vagante. Il mix non è completo senza i due giocatori più particolari della squadra: Chane Behanan e Peyton Siva. Behanan è un giocatore stranissimo, un'ala grande con un fisico possente ma con l'altezza di una guardia ma che incredibilmente riesce a portare a casa più di 7 rimbalzi per partita, molti dei quali in attacco, ed è anche un ottimo realizzatore in post basso.
Chane Behanan mostra i muscoli
(photo by http://louisville.straitpinkie.com)
Peyton Siva è senza dubbio il leader emotivo della squadra, croce e delizia di Louisville il piccolo playmaker alterna veri e propri colpi di genio a momenti di buio totale che possono decidere l'esito di una o più partite. E' in gran parte a lui che si devono le due strisce negative nella stagione dei Cardinals ma è altrettanto merito delle sue incredibili prestazioni se abbiamo potuto ammirare la squadra di Rick Pitino fino alla finale del torneo della Big East. Non abbiamo citato a caso il nome di coach Pitino, è lui infatti il vero ago della bilancia dei Cardinals, è lui il Re Mida della difesa, un trasformista imprevedibile che riesce a ingannare qualsiasi avversario con i suoi schemi imprevedibili, se volete una conferma chiedete a Florida, eliminata nelle Elite Eight anche e soprattutto dalla genialità di Pitino che nel secondo tempo passa da una difesa a "zona 2-3" a una difesa a uomo, scelta che ha spiazzato i Gators.
Pitino nel corso dell'anno ha cambiato non poco anche l'attacco dei Cardinals soprattutto per quanto riguarda il tempo di gestione dei possessi passando da una "balanced offense" a una "half-court offense", scelta che a prima vista poteva sembrare sconsiderata viste la taglia ridotta e le abitudini del quintetto ma che si è rivelata vincente pur riducendo il numero di punti segnati. Non dimentichiamo che i Cardinals sfiorano la doppia cifra di media con ben 6 giocatori per quanto riguarda le realizzazioni come dimostrano le statistiche dei 5 giocatori già citati a cui va aggiunto Chris Smith, ottima guardia il cui fratello non è nientemeno che J.R. Smith, guardia dei New York Knicks.
Louisville affronterà Kentucky, il cui campus dista pochissimi chilometri da quello dei Cardinals e per questo rappresenta una delle rivalità più sentite d'America, le rispettive tifoserie non possono nemmeno vedersi tanto c'è odio tra loro. Come in ogni buona rivalità però non mancano intrecci particolari, come sapete l'allenatore di UK è John Calipari, allenatore che in precedenza ha raggiunto le Final Four con altre due università: Memphis e UMass. Dovete sapere che Rick Pitino fu studente a UMass e che nel 1988 sarebbe dovuto diventarne allenatore per cambiare la storia del programma di basket ma la sua richiesta economica era troppo pretenziosa quindi l'università del Massahusetts decise di puntare su un allenatore alla prima esperienza: John Calipari. Se Pitino avesse accettato quel lavoro oggi avremmo le stesse Final Four? Chi lo sa, intanto godiamoci lo scontro tra le due università più importanti del Kentuky.

OHIO STATE BUCKEYES
"La NBA può aspettare, resto ai Buckeyes ancora un anno, ho scelto Ohio State perchè ritengo sia una squadra da Final Four e il mio obbiettivo è raggiungerle." Queste sono state le parole pronunciate da Jared Sullinger dopo l'eliminazione dell'anno scorso alle Sweet Sixteen per mano di Kentucky, proprio la squadra che i Buckeyes potrebbero incontrare in finale se riusciranno a sconfiggere Kansas nella semifinale.
Ohio State è una squadra paurosamente forte dal punto di vista fisico, potente a rimbalzo ma anche molto tecnica e veloce e quindi, per molti versi, simile a Kansas.
Il leader della squadra è ovviamente Jared Sullinger che, come già detto, poteva essere una delle prime 3 scelte al Draft NBA dell'anno scorso ma ha voluto prolungare il suo soggiorno nel suo stato natale per portare a termine il suo obbiettivo di vittoria. Questo obbiettivo è condiviso anche dai suoi compagni di squadra che potrebbero non essere tra le prime scelte al prossimo Draft, forse non avranno nemmeno un futuro in NBA ma non per questo non vanno considerati, parliamo infatti di giocatori di livello assoluto come Deshaun Thomas e Aaron Craft. Thomas è un ala al secondo anno il cui compito sarebbe stato quello di prendere il posto di Sullinger una volta che quest'ultimo fosse partito per la NBA ma, quando ha saputo che Sullinger sarebbe rimasto ha iniziato a lavorare sul suo gioco per guadagnare minuti diventando così un ottima ala piccola con un pericoloso gioco perimetrale e fronte a canestro oltre che alla sua solita grande dote di rimbalzista. Thomas è stato il vero mattatore dei Buckeyes nei primi turni del Torneo NCAA e nelle ultime partite della stagione regolare grazie anche agli ottimi tiri che gli procurava (e continua a procurargli) l'altra stella della squadra: Aaron Craft, un playmaker incredibile e completo, un ottimo passatore con un buon tiro da 3 punti ma che non disdegna qualche penetrazione a centro area. La migliore dote di Craft però è la difesa, senza dubbio è il miglior esterno difensivo dell'intera NCAA sia per quanto riguarda la difesa sul pallone sia per quella lontano dalla palla, il suo gioco nella propria metà campo è spesso la differenza tra la vittoria e la sconfitta per Ohio State.
Non è stato ancora nominato il terzo miglior realizzatore della squadra: William Buford, una guardia all'ultimo anno che in tutte le sue quattro stagioni a Ohio State ha sempre mantenuto la doppia cifra di media,un giocatore di personalità in grado di segnare il tiro della vittoria allo scadere come ha dimostrato più volte, un tiratore sublime a cui non si può concedere nemmeno 20 centimetri, motivo per cui Releford di Kansas non potrà distrarsi nemmeno un secondo.
La gara contro Kansas sarà interessantissima, in primo luogo per la sfida a due tra Thomas Robinson e Jared Sullinger, una sorta di anteprima NBA ma non sottovalutiamo anche l'accoppiamento Buford-Releford, per non parlare di Craft che dovrà dividersi tra Elijah Johnson e Tyshawn Taylor. Non stupitevi se vedrete in campo il freshman Amir Williams per più minuti rispetto al solito, è infatti lui l'unico giocatore del roster di Ohio State a sfiorare i famigerati 7 piedi di altezza di Withey ed è anche il giocatore a lui più simile.
In poche parole, se vi piace la pallacanestro non potete non guardare questa partita.

Ricapitoliamo un attimo. Le grandi squadre che tutti si aspettavano in finale? Ci sono. La sorpresa? C'è. La rivalità storica? C'è. La storia struggente in stile film hollywoodiano? C'è. Interessanti temi tattici? Ci sono. Un palazzetto meraviglioso e gigantesco gremito in ogni ordine di posto? C'è anche quello. Cosa chiedere di più da una competizione di basket? Nulla, quasi impossibile trovare di meglio, quindi non ci resta che una cosa da dirvi: buone Final Four.