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domenica 18 marzo 2012

New Jersey, Gerald Green firma fino al termine della stagione

di Luca Ngoi


Forse non ci credeva neanche lui, al suo arrivo a Newark, ma è successo. Gerald Green sta pian piano ritrovando quello status di discreto giocatore che aveva perso qualche anno fa. L'ex Celtic ha infatti firmato fino alla fine dell'anno un contratto con i New Jersey Nets, gli ultimi a dargli una chance di mostrare il suo devastante talento atletico dopo le buone prove con i Los Angeles D-Fenders in D-League. Green, evidentemente motivato, ha iniziato a sfornare una buona prova dopo l'altra, condendo le stesse con alcune fragorose schiacciate che ormai fanno parte fissa degli highlights delle notti NBA e con 11.7 punti di media in (finora) 11 gare disputate partendo dalla panchina e col compito di entrare e spaccare in due la partita. Non sempre il suo impatto ha coinciso con una vittoria per i suoi Nets, ma il pubblico del Prudential Center perlomeno si può divertire con le sue scorribande sopra il ferro nel vero senso della parola e ha un motivo in più per comprare il biglietto e dirigersi al Palazzo. Probabilmente Green ha capito che questa sarebbe stata la sua ultima occasione nella Lega più bella ma anche più insensibile del mondo, ed è arrivato con una carica ed un'energia che non aveva mai mostrato a questi livelli nelle sue precedenti avventure: lo staff tecnico guidato da Avery Johnson ha decisamente apprezzato e non stupiamoci, nel caso dovesse continuare così, di rivedere il vincitore dello Slam DUnk Contest del 2007 sopra i ferri Brooklyn anche l'anno prossimo.

giovedì 15 marzo 2012

Niente Dwight, i Nets si accontentano di Gerald Wallace

di Luca Ngoi


Sembra questione di minuti l'ufficialità dell'affare che porterà Gerald Wallace a vestire la maglia dei New Jersey Nets, che cedono a Portland il centro Mehmet Okur, il tiratore Shawne Williams e una prima scelta per assicurarsi i servigi del super atleta ex Charlotte Bobcats.
Wallace aveva da qualche tempo deciso di non rifirmare con i Blazers, con i quali il feeling non è mai nato completamente e dunque ha deciso di accettare l'accordo con i Nets, dove troverà un playmaker del calibro di Deron Williams a servire le sue scorribande sopra il ferro con il quale potrebbe formare una coppia sicuramente interessante in attesa di convincere l'obiettivo numero uno, Dwight Howard, il quale però ha deciso di rifirmare anche per il prossimo anno con Orlando andando contro il consiglio del suo agente nel tentativo di non apparire come il cattivo di turno agli occhi di tifosi e addetti ai lavori, ai quali comunque non sarebbe piaciuta questa sua mossa forse un po' troppo da stratega e calcolatore. Per i Nets comunque quello di Wallace sarebbe un buon colpo soprattutto per tentare di convincere Williams a rimanere ancora nel Jersey: sicuramente il play ex Utah avrebbe gradito maggiormente un centro dominante come Howard al suo fianco, ma probabilmente la dirigenza guidata da Jay-Z farà di tutto per convincerlo che il neo arrivato potrà essere il primo pezzo nella costruzione di un futuro ciclo vincente.

mercoledì 25 gennaio 2012

Il mercato dei rinnovi al fotofinish: Love sì, Lopez no, Gordon forse

di Luca Ngoi


Il termine ultimo per offrire, e conseguentemente firmare, il rinnovo di un contratto NBA scade nella giornata di domani. Oltre agli indecisi di lunga data Chris Paul e Dwight Howard le situazioni più intricate riguardano l'ala grande dei Timberwolves Kevin Love, al quale la squadra ha offerto un'estensione di quattro anni a 62 milioni di dollari complessivi, e le fonti vicine alla franchigia di Minneapolis suggeriscono che il giocatore ex UCLA avrebbe accettato l'offerta sposando in pieno il progetto dei "Lupi", che puntano fortissimo su di lui e sul funambolo Ricky Rubio per rifondare una volta per tutte la squadra e cercare di invertire finalmente la tendenza.
Un'altra situazione intricata è quella legata a Brook Lopez, il quale è ancora infortunato e starebbe parlando con i Nets ma sembra in questo momento orientato a non rinnovare il contratto in essere anche per le continue voci che danno la star della squadra, Deron Williams, ormai sempre più lontana da Newark e quindi Lopez, ancora giovane e nel pieno delle sue potenzialità vorrebbe cercare di uscire da un contesto perdente come quello del Jersey per dirigersi verso altri lidi ben più competitivi.
Concludiamo con Eric Gordon, guardia appena arrivata agli Hornets dai Clippers che avrebbe richiesto nella notte italiana di ieri un'estensione contrattuale di quattro anni al proprietario della franchigia, che in questo momento è David Stern, anche commissioner della Lega comunque avrebbe semplicemente avallato la richiesta del giocatore consentendo poi ai dirigenti di New Orleans di trattare personalmente con il ragazzo che diventerebbe restricted free agent a fine stagione. 
Ultimissime notizie sulla situazione di Nicolas Batum, che starebbe proprio in queste ore parlando con i Blazers  tramite il suo agente e che ha lasciato intendere una situazione abbastanza distesa e fluida tra le due parti, cosa che invece non si starebbe verificando tra gli Orlando Magic e Ryan Anderson, il miglior tiratore da tre punti per le statistiche della Lega in questo momento e che molto probabilmente non otterrà dalla dirigenza il rinnovo di contratto.

venerdì 20 gennaio 2012

Westbrook rinnova, Brook Lopez no. I Celtics potrebbero smembrarsi.



di Claudio Pavesi

Non siamo ancora arrivati all'All-Star Game e già si parla della prossima offseason, questi General Managers NBA sono davvero troppo avanti. La prima notizia riguarda i Thunder che, nonostante le voci che parlano di Westbrook in rotta con Durant e le numerose critiche sulla gestione di gioco da parte del playmaker ex UCLA, hanno deciso di rinnovare il suo contratto per 5 anni sulla base di ben 80 milioni di dollari. Considerando il fatto che l'anno scorso anche Durant aveva rinnovato per 5 anni diventa chiarissimo il piano dei Thunder che scelgono di rinunciare ai fuochi d'artificio nelle prossime Free Agency per puntare tutto sul gruppo attuale, ovviamente l'obbiettivo per l'anno prossimo sarà rinnovare Harden.
Parlando di Free Agent un nome importante poteva essere quello di Roy Hibbert, ho detto poteva perchè il centro ex Georgetown ha espresso la sua volontà di restare ai Pacers che proprio in questi giorni stanno preparando un contratto per il talentuoso e altissimo centro. La deadline per il rinnovo dei giocatori scade il 25 Gennaio mentre la prossima occasione per rifirmare un cestistista sarà in estate, proprio per questo gli occhi di tutti sono puntati verso il New Jersey dove il caso Brook Lopez sta prendendo pieghe inaspettate. Il General Manager dei Nets Billy King ha dichiarato che per via dell'infortunio molto probabilmente aspetteranno l'estate per decidere sul suo rinnovo anche se l'obbiettivo principale resta quello di usarlo come principale pedina di scambio per Dwight Howard anche se questa situazione potrebbe nuocere non poco ai Nets che infatti potrebbero perdere il loro centro in cambio di nulla nella prossima Free Agency.
Sotto i riflettori anche i Boston Celtics dato che il General Manager Danny Ainge si è detto pronto a smembrare i Big Three pur di ringiovanire e migliorare la squadra per non rischiare di perderli tutti e tre quasi contemporaneamente in cambio di nessuno. Il trio Paul Pierce, Ray Allen e Kevin Garnett ha già portato un titolo ai Celtics ma l'età inizia a sentirsi per non parlare del fatto che nell'ultima Free Agency Boston ha scelto di unire al team altri veterani con contratti di un solo anno quindi senza preoccuparsi troppo del futuro ma probabilmente questo inizio di stagione deludente ha fatto aprire gli occhi alla dirigenza.
Restate collegati con Basketzone RTP perchè saremo i primi ad aggiornarvi su ogni news di mercato.

giovedì 19 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 25; volano gli Hawks, Knicks, che disastro !

di Luca Ngoi


Ci avviciniamo sempre più al completamento del primo mese in NBA, che come sempre quando si giocano tante partite regala altrettante emozioni in ogni parte della nazione, a cominciare dalla clamorosa sorpresa di giornata: i Washington Wizards che tendono un agguato agli Oklahoma City Thunder grazie alla seconda grande prova di John Wall (ve ne parliamo tra poche righe), mentre sono sicuramente da segnalare le vittorie di Atlanta in casa contro la mai abbordabile Portland, di Denver in uno dei campi più ostici in questo momento, quello di Philadelphia, la vittoria all'ultimo respiro dei sempre più altalenanti Los Angeles Clippers (buzzer beater decisivo di Chauncey Billups), così come tornano a vincere gli Spurs nella seconda partita in Florida all'Amway Center di Orlando e infine da sottolineare il quinto ko consecutivo dei Knicks contro i Suns che furono di coach D'Antoni. Ma come sempre non vi anticipiamo nulla e andiamo ad approfondire i maggiori temi di nottata con i nostri top e flop.

TOP: ATLANTA HAWKS. Nessuno ne parla negli States ma questi Hawks sono ormai una realtà in una Eastern Conference forse mai come quest'anno priva di grandi corazzate (Bulls a parte). I falchi sono sempre privi di Al Horford (forse fino al termine della stagione) eppure sembrano non risentirne affatto trovando in Zaza Pachulia un sostituto più che adeguato e in Jason Collins un sorprendentemente solido titolare. Inoltre Jeff Teague sembra essere tornato il talento elettrizzante che aveva incantato a Wake Forest, McGrady ha messo la testa a posto e poi ci sono le solite certezze chiamate Joe Johnson e Josh Smith. La vittoria (la quinta in fila) sui Blazers certifica una volta di più la pericolosità dei ragazzi di coach Larry Drew.

FLOP: NEW YORK KNICKS. Se anche Carmelo Anthony comincia a non funzionare più (solo 12 punti per l'ex Nuggets) allora vuol dire che nella Grande Mela il problema inizia a diventare serio. Stoudemire sembra essere sempre più a disagio con Chandler a fianco quando in teoria doveva essere ancor più rafforzato dalla presenza del fresco campione NBA, invece questi Knicks proprio non ingranano la marcia e coach D'Antoni pare essere sempre più sulla graticola quando in realtà di colpe ne avrebbe poche data la mancanza di giocatori adatti per il suo sistema run&gun, anche se in queste ore si parla sempre più insistentemente di Steve Nash pronto a fare le valigie proprio per trasferirsi ai Knicks. Che possa essere l'ancora di salvataggio per questa nave alla deriva?

LA SORPRESA: WASHINGTON WIZARDS. Fino a questo momento li avevamo quasi sempre inseriti nel reparto dei "flop" e invece oggi non possiamo segnalarli come la più grossa sorpresa della notte. Grazie ad un John Wall d'annata (26 punti per un giocatore in crescita dopo le tante difficoltà iniziali) e al compagno di back court Nick Young i capitolini riescono a superare la miglior squadra della Western Conference. Andray Blatche è ancora un problema per i tifosi (ma lui non vuole andarsene e nessuno lo richiede), ma se per una volta arriva la vittoria allora anche le critiche possono fermarsi, e intanto coach Saunders salva la panchina che comunque era stata messa al sicuro da alcune dichiarazioni della stessa proprietà. Bel punto da cui ripartire.

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Ormai non è più una sorpresa in questa categoria, soprattutto quando i Nets vincono (nella notte successo contro i Warriors). Il suo contributo è ancora una volta decisivo visti i 22 punti conditi da 6 assist per il prodotto di Providence che continua a mietere vittime e si sta sempre più imponendo come il leader di New jersey. Lo abbiamo detto tante volte che la personalità e la capacità di segnare dei punti sono le ultime cose che gli mancano, e proprio nei giorni in cui si torna a parlare di una possibile cessione di Deron Williams farà sicuramente piacere al patron Prokhorov avere tra i suoi un ragazzo che in prospettiva non lo farà dimenticare, perlomeno sotto il profilo realizzativo.

sabato 14 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 20; Kobe ne fa 40, ancora una volta; il Gallo stende Lebron

di Luca Ngoi


Più di metà mese giocato in NBA e i colpi di scena non finiscono mai. Tra le tante partite giocate nell'ultima notte abbiamo avuto la riprova dell'onnipotenza cestistica di Kobe Bryant, che per la terza partita di fila va oltre i 40 punti e stende i Cleveland Cavaliers. Ad Est invece sono sempre i Chicago Bulls a farla da padroni, visto che anche al TD  Banknorth Garden di Boston fanno valere la legge dell'MVP imponendosi facilmente 88-79; i Raptors senza Andrea Bargnani si arrendono in casa contro Indiana, mentre a sorpresa New Jersey batte una Phoenix in leggero calo e prosegue il cammino dei Philadelphia 76ers vittoriosi anche contro i Wizards. Ad Ovest invece i Portland Trail Blazers si confermano difettosi in trasferta visto che perdono a San Antonio, mentre Minnesota si impone a sorpresa su New Orleans, Dallas annichilisce Milwaukee e i Denver Nuggets del nostro Gallinari impongono la quarta sconfitta ai Miami Heat. Come al solito adesso fermiamoci e andiamo a vedere i top e i flop dell'ultima notte.

TOP: KOBE BRYANT. Contro Cleveland sono 42 per il Black Mamba, ormai indescrivibile con qualsiasi aggettivo. La sua strapotenza è infinita e sembra davvero in un momento di forma quasi mai avuto anche nella sua già straordinaria carriera. L'ipotesi che avanziamo è che voglia dare un segnale forte alla Lega e quindi ai suoi avversari: il 24 c'è e non scherza quindi chiunque abbia vagamente voglia di aggiudicarsi l'anello dovrà ancora passare sul suo corpo. E che corpo. Per la cronaca avrebbe sempre un polso mal funzionante, ma questi sono dettagli.

FLOP: MIAMI HEAT. La macchina perfetta delle prime partite sembra essersi inceppata e contro Denver arriva la terza sconfitta consecutiva per Lebron e compagni che, fatti salvi i 35 del Prescelto sono davvero poca roba nella partita in Colorado, pur tirando con buone percentuali dalla lunga distanza, probabilmente a non funzionare, ancora una volta, è la fluidità di gioco, alle stelle prima dell'infortunio di Wade (e i risultati si sono visti) e ai livelli (scarsi) dell'anno scorso ora che il numero 3 è ritornato nella compagnia. Questione di rodaggio.

LA SORPRESA: DENVER NUGGETS. Come Portland sono una squadra senza un vero leader designato (anche se forse il nostro Gallo si avvicina un po' a quel ruolo), e questa peculiarità a volte è un bene mentre altre può essere un male. Nell'ultima nottata, come in altre sette precedenti, la cosa ha giocato a favore dei Nuggets, altra compagine senza un vero playbook rigido in stile San Antonio Spurs ma bensì dotata di un canovaccio base sul quale i giocatori sono spesse volte liberi di improvvisare. Quando in squadra hai interpreti quali Lawson, Fernandez, Gallinari, Brewer e Nenè il risultato può essere strabiliante, e questo è uno di quei casi.

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Molte volte vi abbiamo raccontato di come il rookie di New Jersey abbia sfornato grandi prestazioni non coincise con la vittoria della squadra, mentre oggi (anche grazie ai 35 punti e 14 assist di Deron Williams), la guardia da Providence mette sul banco 20 punti e 5 rimbalzi e i Nets riescono a imporsi in quel di Phoenix. Che sia un realizzatore terrificante appare ormai chiaro, e se davvero D-Will saluterà il gruppo la prossima estate perlomeno la prossima squadra di Brooklyn saprà già su chi puntare per la futura rifondazione.

venerdì 30 dicembre 2011

NBA Regular Season Day 5; La notte di Durant e il record di Dick Bavetta



di Claudio Pavesi

L'NBA non si ferma mai così come anche il team di BasketZone che anche oggi è pronto a raccontarvi la nottata di basket a stelle e strisce con i soliti Top e Flop. La notte ha offerto solo 6 partite ma di notevole livello mettendo in campo squadre come Lakers, Portland, San Antonio, Dallas, New York e Oklahoma City anche se a rubare la scena a tutti è stato.... un arbitro! Proprio così perchè merita una standing ovation il mitico Dick Bavetta, di anni 72, che proprio nella partita Nets-Magic ha arbitrato la sua numero 2500 consecutiva dimostrando a tutti che si può rimanere costanti indipendentemente dagli anni che passano.



TOP: KEVIN DURANT. Durantula è deciso come non mai a dimostrare al mondo che questi Thunder sono la squadra da battere e non poteva farlo in un modo migliore che battendo i campioni in carica, i Dallas Mavericks. KD ne mette 30 con 11 rimbalzi, 6 assists, 1 rubata e 2 stoppate, il tutto con 10 su 16 dal campo e 3 su 5 da 3 punti ma più che le statistiche quello che convince di KD è la personalità dato che la vittoria non è arrivata in maniera normale. Thunder in vantaggio di 2, arriva la tripla di Vince Carter che a 1.5 secondi dalla fine sembra possa decidere tutto ma è Durant che da vero leader prende una tripla da nove metri cadendo indietro che puntualmente buca la retina e fa esplodere il pubblico di casa. 4 partite e 4 vittoria per questi Thunder che fanno davvero paura.

FLOP: TIM DUNCAN. Duro colpo soprattutto per il nostro collega Federico Bianchi che ha in Duncan il proprio idolo ma bisogna essere obbiettivi e nella prima sconfitta stagionale per gli Spurs il centro caraibico è stato nettamente il peggiore in campo. Duncan torna a casa con un magro bottino di 4 punti e 1 rimbalzo tirando con 1 su 8 dal campo tanto che un imbufalito Greg Popovich decide di non farlo rientrare in campo per tutto il secondo tempo limitando il suo impiego a soli 15 minuti che gli valgono un plus/minus di -28. Sicuramente ha inluito il grande svantaggio maturato nei primi minuti di gioco ma sicuramente fa strano vedere Duncan giocare così poco e male dato che in questi anni è sempre stato una sicurezza per gli Spurs e per tutto il basket NBA.

LA SORPRESA: RYAN ANDERSON. L'ala degli Orlando Magic non è propriamente una sorpresa ma vederlo leading scorer al termine di una partita vinta non è da tutti i giorni, come colpisce anche vederlo in campo per ben 33 minuti nonostante l'arrivo di Glenn "Big Baby" Davis. L'ex prodotto di California University al suo quarto anno di NBA ne mette 22 con 3 rimbalzi, il 50% dal campo e 3 su 5 da tre punti affondando definitivamente i Nets e portando i Magic sul recordo stagionale di 2-1. Un lungo molto in stile europeo dato che pur essendo 208 centimetri fa del tiro da fuori la sua arma migliore, un giocatore che in questo inizio di regular season sta portando avanti medie impressionanti come 18 punti e 6 rimbalzi, cifre che, se dovessero restare costanti dovrebbero garantirgli un posto tra i candidati per il premio di Most Improved Player

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Sì è vero l'abbiamo già visto in questa rubrica ma se gioca meglio degli altri rookies non è colpa nostra e ci tocca inserirlo nella nostra rubrica. Esce da Providence, non certo un super college, ma qui si è fatto conoscere come uno dei migliori tiratori della storia dell'NCAA quindi, sependo queste cose, fa meno impressione vedere come anche questa abbia infilato 17 punti in 20 minuti col 100% da 3 punti a cui vanno aggiunti 2 rimbalzi e 3 assists. Sembra davvero l'unico giocatore dei Nets con voglia di scendere in campo dato che anche Deron Williams chiude con 10 punti e 7 assists in 32 minuti tirando con 2-12. Brooks sta sorprendendo come Landry Field l'anno scorso che aveva brillato fino all'arrivo di Carmelo Anthony, considerando che i Nets sono i più interessati all'acquisto di Dwight Howard, se questo scambio dovesse andare in porto, Brooks sarebbe destinato alla stessa fine di Fields? Forse invece i Nets hanno finalmente trovato la pedina di scambio adatta, il giocatore che davvero può interessare ad altre squadre in vista di scambi importanti; questo sarà il tempo a dirlo comunque una certezza resta, MarShon Brooks è sicuramente la piacevole sorpresa che nessuno si aspettava.



mercoledì 28 dicembre 2011

NBA Regular Season Day 3; spettacolo a Miami, primo successo per LA

di Luca Ngoi


Terzo giorno di basket NBA, e anche se le partite notturne sono state meno della giornata precedente lo spettacolo non è certamente mancato. Come al solito andiamo a ricapitolare i protagonisti positivi e quelli negativi di questo ennesimo appuntamento col basket d'oltreoceano.

TOP: LEBRON JAMES. Dominatore assoluto dei primi due quarti della partita vinta dai suoi Heat contro Boston, nei quali fa esattamente quello che vuole sui due lati del campo, tra linee di passaggio intercettate, corse in contropiede e canestri letteralmente inventati dal nulla. Alla fine i numeri, per un fenomeno quale è, sono anche normali: 26 punti, 6 rimbalzi e 5 assist ma l'impressione è che se messo nelle condizioni di campo ideali possa davvero lasciare soltanto le briciole agli avversari.

FLOP: UTAH JAZZ. Guardandoli adesso viene difficile persino ricordarsi dei tempi in cui Deron Williams e Carlos Boozer mettevano insieme uno dei pick n roll più micidiali dalla coppia Stockton-Malone, eppure gli Utah Jazz versione 2011-12 sono questi: una squadra mediocre, che gioca a ritmi soporiferi in una città in cui già è difficile entusiasmarsi per evidenti ragioni culturali, figuriamoci se nemmeno lo sport fa qualcosa per facilitare il processo.

LA SORPRESA: NORRIS COLE. Era difficile immaginarsi che un ragazzo scelto nel finale del draft dai Chicago Bulls e passato tramite diverse vicessitudini a Miami potesse di colpo risolvere una partita, pur di inizio stagione regolare, contro i Boston Celtics. E invece l'ex leader dell'università di Cleveland State si è letteralmente preso gli Heat sulle spalle sferrando l'allungo decisivo con uno sfondamento ai danni di Brandon Bass, una tripla e un tiro uscendo dai blocchi a suggellare una prova da 14 punti nel solo quarto quarto. Alla fine per lui saranno 20, e teoricamente sarebbe il playmaker di riserva, ma continuando così sarà facile per lui scalzare l'attuale antagonista Mario Chalmers nel ruolo. Gli high five di Wade e Lebron a gara conclusa valgono più di mille parole.

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Anche in questo caso parliamo di gente che non ha paura di prendersi le proprie responsabilità anche se soltanto al primo anno tra i professionisti. La guardia uscita in estate da Colorado infatti è l'unico che provi seriamente a dare una scossa ai suoi Nets nella debacle contro Atlanta e alla fine mette insieme 17 punti e rimbalzi, che consentono alla squadra del patron Prokhorov di rimanere quantomeno a galla. La faccia tosta che mancava in una squadra di bravi ragazzi.

mercoledì 21 dicembre 2011

Super contratto per Kris Humphries


di Claudio Pavesi


Ci si avvicina al Natale, ci si avvicina all'inizio della stagione NBA e ci si avvicina anche ai versione definitiva dei roster NBA dato che ormai siamo agli sgoccioli del mercato Free Agent. Proprio in questi ultimi giorni i New Jersey Nets rifirmano Kris Humphries per 1 solo anno sulla base dell'incredibile cifra di 7.5 milioni di dollari. 7.5 milioni per Humphries? Avete letto bene anzi, dovete sapere che il ragazzone aveva richiesto un contratto da 10 milioni annui, pari all'All-Star David West. C'è da considerare che Humphries aveva chiuso l'anno con una doppia-doppia di media partendo in quintetto dopo la partenza di Favors per Utah riuscendo a far parlare di sè anche per quanto riguarda il basket e non solo per il matrimonio con Kim Kardashian (ben più conosciuta di lui negli USA e sorella di Khloè Kardashian, moglie di Lamar Odom). I Nets si sono stati quasi costretti ad accettare questo didpendioso contratto perchè altrimenti si sarebbero ritrovati con un solo numero 4 a roster cioè Johan Petro ma si sono limitati ad offrire un solo anno di contratto dato che nella prossima estate saranno Free Agent la stella dei Nets Deron Williams e il tanto desiderato Dwight Howard.
Tra i Free Agent rimasti il più discusso è sicuramente Samuel Dalembert dato che è forse l'unico lungo rimasto in grado di giocare parecchi minuti e di dare un solido apporto difensivo. Sulle sue tracce i Rockets che con il ritiro di Yao Ming e la partenza di Chuck Hayes sono alla disperata ricerca di un lungo d'esperienza ma che se la dovranno vedere con i Sacramento Kings che vogliono un centro da affiancare a DeMarcus Cousins dato che hanno annullato il contratto del già citato Chuck Hayes per i suoi problemi di cuore di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo. I Kings sembrano essere in grande vantaggio dato che sono stati anche l'ultima squadra di Sam Dalembert che di conseguenza potrebbe riabbracciare i vecchi compagni e il vecchio coaching staff con cui si era trovato molto bene.

domenica 18 dicembre 2011

NBA Preseason, Day 2. Knicks in scioltezza, grandi esordi per Rubio e Fredette

di Luca Ngoi


Proseguono le gare di preparazione alla stagione regolare 2011-12. Nella notte buona prova dei New York Knicks, che superano senza problemi i Nets per 92-83; solo 6 punti per Deron Williams, tenuto comunque ad un minutaggio limitato proprio in vista dell'imminente inizio di stagione. Vittoria anche per Houston sul parquet casalingo per 101-87 contro i San Antonio Spurs grazie anche ai 14 punti di un Terrence WIlliams deciso a rifarsi di un inizio di carriera non esattamente scintillante; per gli Spurs parte in quintetto il redivivo TJ Ford che manda a segno 9 punti in sostituzione di Tony Parker. Veniamo ora ad una delle gare più attese della serata: quella vinta da Minnesota 117-96 su Milwaukee in cui tutti i riflettori erano per Ricky Rubio, rookie scelto al draft del 2008 ma che solo adesso ha deciso di oltrepassare l'Oceano. Lo spagnolo non ha deluso le aspettative dei tanti tifosi accorsi al Target Center, non tanto per punti segnati (solo 6), ma più che altro sotto l'aspetto dell'impatto sui due lati del campo: il numero 9 ha infatti distribuito ben 7 assist e recuperato 6 rimbalzi, giocando con una leadership solitamente estranea ad un rookie. Nella stessa partita buono anche l'esordio della seconda scelta assoluta, Derrick Williams autore di 14 punti, mentre tra le fila di Milwaukee il protagonista inaspettato è stato il rookie da Wisconsin Jon Leuer con i suoi 18 punti e 5 rimbalzi. Ci spostiamo adesso sulla Baia, dove è andato in scena il match più divertente della serata, quello vinto dai Golden State Warriors per 107-96 contro i Sacramento Kings, per i quali ha avuto una straordinaria partita il rookie forse più atteso di tutto l'anno assieme a Kyrie Irving, Jimmer Fredette, che non ha deluso le attese dei tanti tifosi dei Kings andando a segno con 21 punti (4/6 da 3), ma che comunque non sono bastati ai suoi (che ne hanno avuti 21 anche da Marcus Thornton) per domare i Warriors, guidati dai soliti Curry (22) ed Ellis (18), che grazie al gioco in super velocità voluto e predicato da Mark Jackson sono riusciti ad avere la meglio. Insomma, la nuova NBA è appena all'inizio, ma se queste sono le premesse ci sarà sicuramente da divertirsi.

venerdì 16 dicembre 2011

Le trattative NBA di oggi. Poche ufficialità, tante voci

di Luca Ngoi



Tanto rumore per nulla, recita un vecchio adagio. Un po' quello che è successo nella giornata post-trade di Chris Paul ai Clippers, durante la quale si è parlato tanto di tanti affari ma se ne sono conclusi ben pochi. Cerchiamo di ricapitolare i principali movimenti.
Dopo aver perso Chuck Hayes, passato a Sacramento, gli Houston Rockets stanno intavolando una trattativa con un ex Kings: Samuel Dalembert (in foto) per portarlo in Texas e affidargli le chiavi della difesa, facendo affidamento sulle sue doti di atleta e stoppatore, che fino all'anno scorso hanno fatto la differenza. Restando nel settore lunghi sono sempre scatenati i Los Angeles Clippers, che vogliono aggiungere profondità al reparto e tengono monitorate le situazioni di Antonio McDyess, Reggie Evans, Joel Pryzbilla e DJ Mbenga, tutti veterani di lungo corso che potrebbero aggiungere esperienza e carisma a una squadra che ormai punta dritto ai playoff e alla supremazia cittadina. La prima ufficialità di oggi è quella dell'ex Treviso Maurice Evans che rinnova con i Washington Wizards, mentre gli Indiana Pacers sembrano aver superato tutti gli inseguitori nella caccia a Micheal Redd, ormai ex guardia dei Milwaukee Bucks da sempre attanagliato da problemi fisici e che adesso cerca una nuova sistemazione per rilanciare la sua carriera. La stessa cosa vorrebbe fare Travis Outlaw, appena rilasciato dai New Jersey Nets (che al suo posto hanno preso Shawne Williams) e che ora potrebbe rimanere a New York firmando per i Knicks. Altro movimento ufficiale del quale vi diamo conto è quello che riguarda Josh Howard, che dopo aver concluso il suo rapporto con Washington è sbarcato a Utah, dove ha fatto sapere di essere molto contento di poter giocare. Non potrà più giocare a Chicago invece Keith Bogans, che oggi è stato rilasciato dai Bulls, per i quali aveva giocato tutte e 82 le partite della scorsa stagione, mentre trova una nuova sistemazione il play Ish Smith, tagliato nella giornata di ieri da Memphis e che oggi ha firmato un nuovo contratto con i Golden State Warriors, pronti a offrirgli il posto di backup di Steph Curry e sfruttare le sue doti di ottimo passatore. Concludiamo le nostre news di giornata con un rinnovo importante: quello di coach Erik Spoelstra a Miami, che però non ha ancora reso noto la lunghezza del nuovo accordo.

mercoledì 14 dicembre 2011

Beli ritorna a New Orleans. Il nuovo compagno del Gallo è un ex rivale. News di mercato sparse.


di Luca Ngoi

C'è voluto più tempo del previsto, ma alla fine Marco Belinelli ha trovato un nuovo ingaggio in NBA, anche se la squadra resta la stessa dell'anno scorso. La guardia della nazionale italiana ha infatti firmato un nuovo contratto a 3.4 milioni di dollari e potrà rimanere a giocarsi le sue carte in una squadra alla quale l'anno scorso ha saputo dare molto in diverse situazioni, sia da titolare sia partendo dalla panchina, e anche nei primi playoff della sua carriera ha saputo dare un ottimo contributo mettendo a segno 9.7 punti a partita. Non male per un esordiente.
Danilo Gallinari ha da oggi un nuovo compagno di squadra: si chiama Rudy Fernandez. Esatto, proprio quel Rudy Fernandez che per due volte l'ha incontrato e battuto nei mesi europei durante gli scontri tra Milano e Real Madrid, che ora si accaserà a Denver rassicurato da coach George Karl che gli ha offerto un posto da titolare data la partenza di JR Smith verso la Cina. Un tandem Gallinari-Fernandez sarebbe assolutamente illegale in Europa, mentre non ne si conoscono le potenzialità in NBA data l'estrema discontinuità dello spagnolo nella sua carriera oltreoceano fino a questo momento, ma di sicuro i Nuggets stanno costruendo un'altra squadra decisamente interessante.
Mercato sparso: I San Antonio Spurs tagliano Da'Sean Butler (ex Marquette), i Lakers si attrezzano per il training camp e dopo l'infortunio al menisco firmano Malcom Thomas e il redivivo Gerald Green mentre aspettano il sì di Indiana per il lungo ex Duke Josh McRoberts. I Suns dopo il taglio di Dowdell firmano l'ex Utah Ronnie Price e Marcus Landry, mentre i Nuggets oltre al colpo Fernandez si aggiudicano anche l'atleta ex Memphis DeMarre Carroll e preparano l'assalto ai Bucks per Luc Richard Mbah a Moute, infine un ex Nuggets, Shelden Williams, si accasa ai New Jersey Nets.

martedì 13 dicembre 2011

Dòbri dién Mister President


di Claudio Pavesi

Buongiorno Presidente! Ecco il titolo di questo pezzo che ho voluto scrivere metà in russo e metà in inglese dato che questa è una frase che pronunciano i giocatori dei New Jersey Nets quando incontrano Mikhail Prokhorov, possessore della franchigia della costa est. Il miliardario russo però potrebbe sentire la famosa frase non solo in ambito sportivo dato che ha deciso di sfidare nientemeno che Vladimir Putin alle elezioni presidenziali di Marzo. La candidatura del gran capo dei Nets, terzo uomo più ricco del suo paese, ha però provocato molte polemiche in Russia dove dicono sia tutta una messa in scena solo per far legittimare la possibile rielezione di Putin in un contesto di competizione più elevata.
So che c'entra poco col basket giocato ma sarebbe una delle rare possibilità per un membro dei Nets di vincere qualcosa!