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venerdì 6 luglio 2012

Il ritorno di Brandon Roy per i T'Wolves che pensano in grande, Kidd sceglie i Knicks, continua il caso Ray Allen

di Luca Ngoi

Photo by: Sportsillustrated
Finalmente è successo. Brandon Roy è tornato in NBA dopo un anno di assenza dai parquet d'America e la sua scelta finale è caduta sui Minnesota Timberwolves, che hanno deciso di puntare fermamente sul ragazzo facendogli firmare un contratto di due anni per 10 milioni di dollari. I T'Wolves dunque aggiungono un tassello importante ad una squadra sempre più interessante e che con Ricky Rubio in regia e Kevin Love nel settore lunghi punta decisa verso i playoff. Il pezzo mancante era proprio una guardia realizzatrice in grado di sfruttare gli assist del playmaker spagnolo e allo stesso tempo di rappresentare una doppia minaccia per le difese avversarie, che dovranno concentrarsi allo stesso tempo su di lui e sul sopra citato Love. Ma i Lupi del Minnesota potrebbero non aver terminato qui il loro mercato in quanto potrebbe arrivare in seguito ad un sign and trade che porterebbe a Portland Derrick Williams e Martell Webster (per lui sarebbe un ritorno), Nicolas Batum al quale lo staff di Minny ha presentato un'offerta che i Blazers però possono sempre pareggiare.
Si muove molto il mercato dei playmaker intanto perchè dopo l'arrivo a Hollywood di Steve Nash nella nottata italiana di ieri anche un altro grande vecchio del basket NBA ha trovato una nuova sistemazione. Parliamo di Jason Kidd, che in seguito ad un clamoroso voltafaccia ha deciso di rifiutare l'offerta dei Dallas Mavericks per firmare un triennale con i New York Knicks ed andare alla ricerca di un alloro assieme a Carmelo Anthony e Amar'e Stoudemire. 
Per un play che arriva un altro potrebbe lasciare la Grande Mela, visto che Jeremy Lin, il fenomeno mediatico (ma non solo) della scorsa stagione, ha ricevuto un'offerta da parte degli Houston Rockets i quali hanno offerto un contratto da 30 milioni alla guardia di origine taiwanese, ma anche in questo caso New York ha la possibilità di pareggiare l'offerta e di trattenere il suo numero 17. I Rockets ad ogni modo si vedono costretti ad operare in maniera cospicua sul mercato, visto che hanno già perso Dragic tornato a Phoenix e adesso potrebbero seriamente perdere anche Kyle Lowry in direzione Toronto (dove è sempre più vicino Landry Fields, offerti 20 milioni di contratto) in cambio di una prima scelta futura.
Parliamo per concludere del mercato che riguardia le shooting guards, con il caso Ray Allen che continua a tenere banco. Il miglior tiratore da 3 della storia della Lega sta sempre vagliando diverse offerte, tra quella di rinnovo con i Celtics (peraltro quasi sfumata visto l'arrivo di Terry), quella di Miami che però può offrire soltanto 3 milioni di dollari e quella di Memphis, la squadra che ora come ora può offrire di più e che anche per questo sembra la favorita. La vicenda sembra comunque poter volgere alla conclusione nelle prossime ore, esattamente come si è concluso l'affare che ha portato Jamaal Crawford ai Los Angeles Clippers, dove tornerà anche Chauncey Billups che sta sempre recuperando dall'infortunio.

domenica 1 luglio 2012

Inizia la free agency, D-Will il più ambito, Garnett resta a Boston, e Nash...

di Luca Ngoi


La free agency ha avuto ufficialmente inizio. Dopo l'appuntamento del Draft infatti le varie franchigie stanno trattando per prolungare i contratti dei loro giocatori in scadenza oppure per accaparrarsene altri già usciti dai loro accordi. Tra questi il più appetito dall'intera NBA è senza ombra di dubbio Deron Williams, che nei giorni scorsi ha rescisso con i Nets ed ora sembra essere vicino ai Dallas Mavericks con le due parti che comunque si incontreranno in settimana per cercare di trovare un accordo.
Intanto nella giornata di ieri è arrivata un'ottima notizia per i Boston Celtics, che hanno rinnovato Kevin Garnett per ben tre anni a 34 milioni di dollari in totale; accordo che consentirà a Garnett di diventare il vero simbolo dei Celtics della nuova era ed importante anche perchè potrà insegnare tutti i trucchi del mestiere alle due prime scelte Sullinger e Fab Melo. Sempre a Boston ci si guarda in giro per trovare la prossima guardia titolare. Dato il mancato accordo tra i Grizzlies e OJ Mayo l'ex USC resta la prima opzione (con i Lakers alla finestra), ma altrettanto vive sono le piste che portano a Jason Terry, liberatosi da Dallas che però potrebbe ancora aver voglia di rinnovarlo, e a Nick Young, guardia dal sicuro talento offensivo che però ai Clippers non si è espresso sui livelli sperati.
La notizia del giorno è comunque quella dell'allontanamento quasi definitivo tra i Phoenix Suns e Steve Nash, che sarebbe in questo momento molto vicino ai Toronto Raptors, i quali sono pronti a offrire un contratto da 12 milioni di dollari a stagione. Nash ci sta pensando ma in settimana incontrerà ancora la dirigenza di Phoenix, che però parte da dietro potendo offrire "solo" 10 milioni per tre anni. La vicenda comunque potrebbe non chiudersi entro breve, dunque ci si può aspettare qualunque tipo di sviluppo in merito.
Altro free agent importante per quest'estate è Eric Gordon, guardia degli Hornets (che possono comunque pareggiare qualsiasi offerta) che sta ricevendo una corte serrata da diverse squadre, e non da poco. L'ex Clippers infatti si incontrerà proprio nella giornata di oggi con gli Indiana Pacers (che punteranno sul fattore affettivo, essendo Eric un nativo dell'Indiana), domani invece è in programma un meeting con gli Houston Rockets (pronti a mettere sul piatto Luis Scola) e infine martedì si vedrà con i Phoenix Suns. Il giocatore vorrebbe riuscire a prendere una decisione prima del primo giorno di training camp con Team USA programmato per il 6 Luglio a Las Vegas, ecco il perchè di un calendario così serrato, che prevede a questo proposito un altro incontro con Portland il 5 Luglio e probabilmente anche altri summit con Dallas e Charlotte.
Altra guardia dal talento strepitoso è Brandon Roy, che è sulla via di un clamoroso ritorno e che si sta attrezzando in tal senso. L'ex Blazer infatti si è già incontrato con la dirigenza dei Timberwolves e coach Rick Adelman, e nelle prossime ore incontrerà emissari di diverse squadre quali Dallas, Chicago e Golden State, come riporta Yahoo. Roy si era già offerto nei giorni scorsi ai Lakers, i quali sembrano aver gentilmente rifiutato la proposta visti i dubbi sulle sue condizioni di salute, nonostante le quali il prodotto dell'università di Washington crede che potrà ottenere un contratto pluriennale.
Dell'ultim'ora anche la notizia secondo la quale Orlando avrebbe messo ufficialmente sul mercato Dwight Howard, per il quale sono pronti ad ascoltare tutte le offerte. La destinazione preferita del centro rimane sempre Brooklyn, come confermato anche dal suo agente, ma l'unica offerta reale e già pronta sul piatto sarebbe quella di Houston, che dispone di un pacchetto di giocatori solidi da offrire ai Magic, un pacchetto che comprende Luis Scola, Kyle Lowry e Kevin Martin, che arriverebbero ad Orlando colmando diverse lacune e risolvendo tanti problemi in una squadra che, per un possibile dopo-Howard avrà bisogno di rifondare. Tra tutte le trattative fin qui esposte questa sembra comunque la più lunga e complicata, ma rimanete con Basketzone per ogni aggiornamento.

lunedì 2 aprile 2012

La scelta di Houston: Dragic o Lowry?

di Luca Ngoi

Photo by: cbssports.com
Nel momento dell'infortunio occorso a Kyle Lowry gli Houston Rockets pensavano di avere un grave problema. Il loro playmaker stava infatti mettendo insieme le migliori cifre della sua carriera (15.9 punti, 7.2 assist e 5.3 rimbalzi a gara), scatenando anche l'interesse di squadre come i Lakers, ma proprio sul più bello l'ex giocatore di Memphis si è infortunato, lasciando così scoperto il ruolo di regista. Guardandosi intorno ai Rockets rimanevano due opzioni: l'eterna promessa Jonny Flynn, subito accantonato, oppure lo sloveno Goran Dragic, che fino a quel momento usciva dalla panchina e aveva il compito di non sporcare il foglio combinando pasticci. Coach McHale si è dunque affidato al suo playmaker europeo, ma non avrebbe mai pensato di ritrovarsi a fare i conti con un "problema" all'incontrario, legato all'abbondanza.
Dragic infatti ha preso le redini della squadra con una naturalezza sconvolgente e non si è fatto mettere sotto dalla pressione di dover guidare compagni più esperti e navigati di lui, anzi ha risposto stravolgendo qualunque tipo di attesa e nelle gare fin qui giocate in assenza di Lowry sta producendo 16.1 punti conditi da 9.6 assist, il tutto tirando con il 51.1 percento dal campo e con un apprezzabile 41.2 nella percentuale del tiro da tre. Cifre di tutto rispetto dunque, che ne farebbero un più che legittimo candidato per il ruolo di titolare, ma che allo stesso tempo non escludono l'ottimo pre infortunio svolto da Lowry. Houston sarà quindi chiamata in estate ad operare una scelta decisamente importante in virtù del contratto di Dragic, che vedrà la sua conclusione proprio a fine Giugno 2012 e che obbligherà la squadra a decidere se tenerlo, ovviamente a cifre maggiorate viste le prestazioni del croato oppure se privarsene puntando tutto sul comunque affidabile prodotto da Villanova University, il cui contratto invece è ancora garantito per le prossime due stagioni. Sul piano tecnico i due potrebbero anche convivere, e il ruolo di Dragic resterebbe quello di sesto uomo che però entra e non si limita a gestire la partita, ma la cambia imponendo una lettura diversa delle situazioni rispetto a quella del titolare, dato che nelle ultime partite ha dimostrato di trovarsi bene anche in un sistema che esalta il gioco in transizione e non solo a difesa schierata (del resto aveva già giocato un basket simile a Phoenix), ma tutto sarà nelle mani dei Rockets in estate, quando potrebbero trovarsi di fronte ad uno di quei bivi che può cambiare le sorti di una franchigia: affidarsi ad un usato sicuro o scommettere sul giovane rampante che se decidi di lasciar andare esplode facendo le fortune di un'altra squadra? A Houston l'ardua sentenza.

giovedì 15 marzo 2012

Stephen Jackson torna a San Antonio, Richard Jefferson ai Warriors; Marcus Camby a Houston

di Luca Ngoi

Siamo ormai agli sgoccioli di questo bollente ultimo giorno di mercato NBA e le trade si fanno sempre più frequenti. In particolare vi diamo conto di uno scambio che potrebbe rivelarsi molto intelligente o molto deludente soltanto dopo il draft: quello in cui Stephen Jackson passa nuovamente agli Spurs dopo un solo giorno di militanza con i Warriors (anche questo era stato un ritorno) che si aggiudicano Richard Jefferson, ala esperta e dal tiro sempre interessante al quale si va ad aggiungere una prima scelta al prossimo draft, come sapete ricchissimo di talento e che quindi potrebbe portare un futuro ottimo giocatore nella Baia oppure un sonante bidone a seconda di chi verrà scelto dallo scouting staff dei Guerrieri.


Prosegue intanto la smobilitazione dei Blazers, i quali dopo aver ceduto Gerald Wallace ai Nets si liberano anche di Marcus Camby spedendolo a Houston in cambio dei contratti in scadenza di Jonny Flynn e Hasheem Thabeet (ex seconda scelta rivelatosi appunto un clamoroso bidone) assieme ad una seconda scelta al draft. In questo modo Portland continua nel suo tentativo di rifondazione attraverso la lotteria: la squadra in questo momento risulta decisamente indebolita da questo mercato ed è dunque probabile che la franchigia dell'Oregon possa usufruire di una scelta piuttosto alta, vista l'acquisizione di quella appartenente ai Nets e il probabile crollo verticale degli stessi Blazers da qui a fine stagione.
Segnaliamo inoltre che nella trade che ha portato Ramon Sessions a Los Angeles ha fatto il percorso opposto Jason Kapono, che dunque metterà il suo tiro a servizio dei Cavs.


martedì 21 febbraio 2012

Mercato NBA; le mosse dei Lakers e il ritorno di Wilson Chandler

di Luca Ngoi


Se c'è una squadra attiva sul mercato in questo momento in NBA quella è Los Angeles, sponda gialloviola. I Lakers infatti stanno sondando diverse opzioni per migliorare il proprio roster, soprattutto dopo le varie strigliate di Kobe Bryant ai massimi vertici della società. In particolare proseguono i contatti con Minnesota dopo i sondaggi per Pau Gasol, sempre più sul mercato, anche se non dovrebbe rientrare nell'affare di cui le due squadre starebbero parlando in questi ultimi giorni, ovvero quello che porterebbe ad LA Michael Beasley, sul quale i T-Wolves puntavano molto quando arrivò da Miami ma che non è maturato quanto lo staff si aspettava. Nel frattempo l'esplosione di Love, Rubio e negli ultimi tempi anche di Nikola Pekovic gli hanno tolto le luci dei riflettori, che potrebbe riprendersi nella città degli angeli sotto la protezione di Kobe e in un ambiente abituato ad una mentalità vincente, qualità mai trovata dal ragazzo nè a Miami (allora in fase di ricostruzione) nè tantomeno a Minneapolis, che soltanto adesso si sta riprendendo, ma senza di lui, che dunque potrebbe passare ai Lakers in cambio di scelte al draft o soldi contanti in virtù di una trade exception da 8.9 milioni in mano alla squadra guidata da Mike Brown.


Cambiamo parzialmente argomento e parliamo dell'annosa questione del playmaker sempre riguardante i discontinui Lakers di quest'anno. Dopo diverse voci che hanno coinvolto nomi altisonanti ma poco convincenti come Allen Iverson e Gilbert Arenas (a proposito: è probabile una sua firma per una squadra di D-League nei prossimi giorni), il nome nuovo è quello di Kyle Lowry degli Houston Rockets, nome che probabilmente non fa sobbalzare dalla sedia ma che si sta rendendo protagonista di un'annata strepitosa e da vero leader della squadra se è vero che in 35.4 minuti di impiego l'ex Grizzlies sta producendo 15.7 punti, 7.7 assist e 5.2 rimbalzi, cifre da giocatore completo, esattamente quello che servirebbe ai Lakers che per averlo sarebbero disposti a privarsi proprio di Pau Gasol, già in procinto di passare ai Rockets in estate nell'affare che doveva far approdare Chris Paul a quella che adesso è chiamata Lob City. Allora l'affare non si concluse, ma in questo momento la volontà dei Lakers è chiara: Gasol non fa più parte dei piani, serve disperatamente un playmaker quindi teniamo aperto l'occhio su questo affare nei prossimi giorni.


Chiudiamo con una notizia che potrebbe diventare ufficiale già nelle prossime ore. Wilson Chandler è infatti in procinto di firmare i Denver Nuggets, squadra in cui militava fino alla scorsa estate. Il giocatore infatti era presente al Pepsi Center e nello spogliatoio dei suoi ex (e futuri?) compagni nella vittoria della scorsa notte contro Minnesota, e ha rilasciato dichiarazioni piuttosto chiare sulla volontà di rifirmare per Denver. La forma fisica e tecnica del giocatore al momento è indiscutibile, in Cina ha dominato la scena segnando 26.6 punti con 11.6 rimbalzi in 32 partite dunque l'ultimo dubbio da sciogliere è sulla lunghezza del suo futuro contatto, che Chandler vorrebbe fosse piuttosto lungo. Le parti stanno trattando, ma un accordo sembra quanto mai vicino e il diretto interessato potrebbe debuttare già in un futuro molto ravvicinato.

giovedì 9 febbraio 2012

All-Star Game 2013, rivelata la città ospitante


di Claudio Pavesi


Prima ancora di giocare quello del 2012 ad Orlando è già tempo di rivelare il luogo del prossimo All-Star Game che, come ha rivelato oggi il Commisioner David Stern sarà a..... Houston, Texas (sotto è possibile vedere il logo ufficiale); la città della franchigia dei Rockets sarà la casa del sessantaduesimo weekend delle stelle da venerdì 15 a domenica 17 febbraio 2013 ovviamente nella sempre fantastica struttura del Toyota Center.


La città di Houston non è nuova a questo tipo di eventi, infatti aveva già ospitato l'All-Star Weekend nel 1989, anno in cui Karl Malone vinse il titolo di MVP guidando la Western Conference alla vittoria finale, e anche nel 2006, in quell'anno fu invece la Eastern Conference a vincere dopo una rimonta incredibile dallo svantaggio di 21 punti nel terzo quarto, rimonta guidata da Lebron James che vinse il titolo di MVP diventando così il più giovane giocatore della storia a ricevere tale riconoscimento. Stern, il presidente dei Rockets e il sindaco di Houston hanno annunciato che l'edizione del prossimo anno sarà organizzata in maniera perfetta e, per quanto possano essere stati belli i due precedenti eventi giocati nella città texana, non saranno paragonabili a quello del 2013. Sarà vero? Speriamo!

mercoledì 11 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 17; il risveglio del Black Mamba, secondo ko per Miami

di Luca Ngoi


Diciassettesima nottata NBA scoppiettante, con la vittoria dei Lakers firmata Bryant e il secondo crollo dei Miami Heat per mano della squadra più pazza della Lega: i Golden State Warriors. Continuano le marce di Oklahoma City e Portland ad Ovest (vittorie su Memphis e Clippers) e dei sorprendenti 76ers (vincenti contro Sacramento) ad Est, dove anche i Washington Wizards riescono a vincere una partita ai danni dei Raptors di Andrea Bargnani. Senza ulteriori indugi andiamo a scoprire top e flop dell'ultima giornata di basket americano.

TOP: KOBE BRYANT. 48 punti vi bastano? Il Mamba vede i Phoenix Suns, colpevoli a suo dire di qualche parola di troppo in occasione delle loro vittorie, e si infuoca mettendo in campo una prestazione che merita poche parole (o forse ne merita tantissime) per essere commentata. Con questa sono 108 le gare del numero 24 oltre i 40 punti, numeri che fanno paura solo a pronunciarli. La sua leadership sulla squadra è assoluta e non lo scopriamo certo adesso, e Luke Walton a fine gara ha detto che gli sembra sia ritornato il "numero 8", il problema è capire se sia tornato il numero 8 dei titoli con Shaq o quello della mancata qualificazione ai playoff e dell'eliminazione al primo turno. Il contesto di squadra sembra far propendere per questa seconda opzione, ma è certo che con gare di questo genere da parte del suo capo i Lakers possano ancora essere una contender credibile.

FLOP: LOS ANGELES CLIPPERS. Sono stati i dominatori indiscussi della off season con i loro innumerevoli e sensazionali colpi di mercato, ma la stagione regolare è iniziata un po' a singhiozzo. Per costruire una mentalità vincente non basta chiaramente un mercato in prima linea, ma ci vogliono anni e anni di programmazione e vittorie, cosa che ai Clips manca clamorosamente. I vari Chris Paul, Blake Griffin e Chauncey Billups si imbattono nella forza travolgente dei Trail Blazers e non riescono a contrastarla in alcun modo. Serve continuità a questa squadra, quella che Phil Jackson individuava in una striscia di almeno 5 vittorie consecutive; ne riparliamo quando arriverà.

LA SORPRESA: NATE ROBINSON. Di fatto contro Miami la vince lui. Golden State si ritrova sotto di 13 a qualche minuto dalla fine del match e la sensazione degli astanti è che la squadra sarà costretta ad incassare la solita sconfitta, ma non hanno fatto i conti con KryptoNate, che di fatto si accende e segna 15 dei suoi 24 punti finali nel quarto periodo, prima forzando l'overtime e poi mettendo in cassaforte la terza vittoria dei ragazzi di coach Mark Jackson che venivano da 6 sconfitte in fila (due delle quali già con Robinson a roster). Erano in tanti quelli che lo davano già per finito, ma questo è un ragazzo dalla determinazione infinita, e in assenza di Steph Curry potrebbe assumere il ruolo di leader che pare non essere cucito per Monta Ellis.

SARANNO FAMOSI: CHANDLER PARSONS. Nella vittoria dei Rockets su Charlotte il suo contributo è fondamentale. A fine partita saranno 20 punti e 7 rimbalzi per il rookie da Florida scelto ad inizio secondo giro nell'ultimo draft e che di fatto è già riuscito a scalzare Chase Budinger dal ruolo di ala piccola titolare a suon di prestazioni convincenti, eppure le caratteristiche dei due sono simili (bianchi, tiratori e buoni atleti entrambi), ma l'ex Gator evidentemente garantisce qualcosa in più quanto a solidità soprattutto sotto le plance. Si pensava potesse essere un giocatore inadatto alla fisicità del basket NBA e viceversa perfetto per l'Europa, ma ancora una volta le predizioni sulla carta lasciano il tempo che trovano.

giovedì 5 gennaio 2012

In punta di penna. T-Mac is baaaaaaack

di Luca Policastro


Voglio dedicare il mio ormai consueto pezzo settimanale a un campione che all’anagrafe fa Tracy Lamar McGrady jr : questo ragazzo , classe 79 , è tanto pieno di talento quanto fragile tipo un cristallo Swarowski ;  tanto per gradire, è stato uno dei primi a passare direttamente dalla high school all’NBA (viene da Mt. Zion Christian Academy) dove venne scelto dai Raptors ; almeno inizialmente era conosciuto per essere cugino alla lontana con Vincredible, Vince Carter , ma ben presto si scrolla di dosso questa etichetta per via delle memorabili gesta sui parquet di tutta America.

Tutto il suo infinito talento si è messo meglio in mostra in quel di Orlando dove il ragazzo volle vigorosamente andare per vestire la maglia numero 1 appartenuto al suo idolo Penny Hardaway : già nel primo anno vince il premio di giocatore “più migliorato” e finisce all’All star Game ; un paio di stagioni più tardi è stato miglior realizzatore della lega con la bellezza di 32,1 punti a partita. Che il ragazzo il fondo della retina lo veda spesso è stato confermato l’anno dopo dove si conferma best –scorer con soli 28 punti di media partita(con un top di 62 contro i Washington Wizards) ; nonostante queste incredibili cifre il record dei Magic non era molto lusinghiero e spesso TMac è stato accusato di impegnarsi poco  ( qui prende anche il soprannome “The Big Sleep” per via della sua espressione sonnolenta e della incredibile capacità di addormentarsi in ogni dove).

Molto presto i rapporti col GM si deteriorarono e nella stagione 2004/05 finisce in Texas, precisamente a Houston insieme a Juwan Howard in cambio di Steve Franchise Francis
 che invece fa la tratta opposta ; quell’anno si è reso protagonista di una vera e propria impresa sportiva quando ribalta 11 punti di svantaggio agli Spurs segnandogliene 13 negli
ultimi 35 secondi di partita (ricordo come fossero ieri i commenti increduli di quegli istanti del duo Tranquillo – Buffa) . Nonostante cifre da capogiro anche in quel di Houston le critiche si sprecano perché non riesce mai a portare i biancorossi oltre il primo turno playoff (addirittura nell’anno in cui lui è infortunato la squadra arriva al secondo turno , apriti cielo).
Una costante della carriera di Tmac son gli infortuni che ma l’hanno abbandonato e che ne hanno limitato le incredibili potenzialità : prima frequenti problemi alla schiena (con le siringate che erano all’ordine del giorno solo per poter tirare ) quindi problemi a entrambe le ginocchia (operazione a ginocchio sinistro che gli fa perdere gran parte del 2009 ).
La stagione 2009/10 è costellata da numerosi altri problemi fisici così a Febbraio è spedito nella Grande Mela dove è allenato da D’Antoni che subito gli dimostra fiducia (ripagata da iniziali buone prestazioni) e vuole provarlo come Play : ben presto l’idillio si spezza e TMac (che era il giocatore NBA più pagato) finisce free agent in estate : gli viene offerta una possibilità ma gli introiti calano esponenzialmente ai Detroit Pistons : qui infatti si deve accontentare del minimo salariale ma spera di rimettersi in sesto dal preparatore atletico che ha curato anche un All Star quale Antonio Mc Dyess anch’egli martoriato dagli infortuni.
L’ultima squadra in ordine di tempo che dà fiducia a TMac (che tra l’altro ha scollinato i trent’anni da un po’ ) son i Falchi di Atlanta : anche qui firma il consueto annuale al minimo salariale ma sembra che almeno gli acciacchi fisici lo mollino un attimo . Infatti le prime partite di regular season son decisamente buone ma è qualche giorno fa che il campione ha sfoderato l’ennesima perla della sua carriera : sul parquet della squadra più in forma del momento e reduce da un filotto di 5 partite consecutive ,i Miami Heat , TMac mette a referto 13 punti (11 nell’ultimo periodo)conditi da 5 rimbalzi e 4 assist  (il massimo dal novembre 2008 ) e porta i suoi Hawks a una vittoria alla vigilia quantomeno insperata. Ecco le dichiarazioni del redivivo TMac a fine partita :”Per me è stato molto importante battere la squadra di LeBron e Wade contro i quali peraltro è facile trovare le giuste motivazioni” e “Finalmente posso dichiarare di sentirmi in forma dopo l’infortunio al ginocchio” : insomma sembra proprio che per il ragazzo di Barlow la 15sima stagione NBA consecutiva sia iniziata sotto i migliori auspici.
Personalmente non posso che essere entusiasta per la rinascita di TMac che similmente alla fenice è rinato dalle proprie ceneri : bisogna rendere gli onori a un ragazzo che ha avuto tantissima sfortuna nella sua carriera cestistica ; senza questa cattiva compagnia probabilmente staremmo parlando di un giocatore molto più incisivo e vincente di quello che è adesso. Nota a margine a sua parziale discolpa : non ha mai giocato con giocatori alla sua altezza (se escludiamo un Grant Hill che ai tempi di Orlando era più infortunato di lui-il che è tutto dire- e Yao Ming , che tra l’altro adesso si gode la sua Cina da ritirato col contratto da nababbo) .

Se quindi si tenesse conto di tutte queste variabili sicuramente influenti si potrebbe vedere la carriera di Mc Grady sotto una lente diversa : è facilissimo accanirsi su di lui (non solo non ha al dito manco un anello ma non ha mai superato un turno di Playoff)  però così facendo si dimenticano le sue giocate, i crossover, le entrate al ferro come ridere, la mano da cecchino , le scollinate oltre il ferro..
Concedetemi di trascrivere il virgolettato di uno che ,nonostante tutto quello che ha vinto come allenatore, a sentirlo parlare di basket si rabbrividisce : “ tra Mc Grady e Josh Howard (avessi detto… avvistato nei pressi delle Montagne Rocciose in mezzo ai Mormoni in quel di Salt Lake City) sicuramente mi tengo il secondo”. Ah,se ancora non avete capito chi è il solone in questione vi do un paio di indizi  : faceva la pubblicità del The Lipton e commenta le partite su una nota rete televisiva con uno che ne capisce ancora meno di lui.

Luca Policastro

PS : Auguri di un fortunato 2012 a tutti i lettori del Blog di BasketZone .

martedì 27 dicembre 2011

NBA Regular Season Day 2, super debutto per gli italiani, ancora ko Lakers e Mavs

di Luca Ngoi


Nella nottata di Santo Stefano scendono in campo praticamente tutte le squadre NBA: vediamo come al solito i top, i flop e le cose migliori di questa seconda giornata di basket oltreoceano.

TOP: GLI ITALIANI. In una giornata così pregna di partite era difficile scegliere una singola prestazione sopra le altre, quindi assegnamo il premio dei "Belli di notte" ai nostri tre rappresentanti negli States, tutti vincenti all'esordio. Il migliore del gruppo azzurro si è confermato Danilo Gallinari, con 15 punti e 7 rimbalzi nella vittoria di Denver su Dallas, mentre Andrea Bargnani ha realizzato 13 importanti punti nel successo dei suoi Raptors sui Cavs e infine Marco Belinelli non solo è partito (a sorpresa) in quintetto, ma ha anche messo a segno 10 punti per i suoi Hornets che si sono imposti sui Phoenix Suns. Bel modo di iniziare un anno.

FLOP: DALLAS MAVERICKS. Ovviamente è ancora troppo presto per dire che li ritroveremo in questa categoria anche a fine stagione, e ci può anche stare perdere le prime due partite, ma c'è modo e modo di subire delle sconfitte. I nuovi Mavs infatti anche contro i Nuggets non hanno opposto resistenza, andando pesantemente sotto (anche -33 a un certo punto), mostrando una scarsissima precisione al tiro e subendo parziali devastanti. I nuovi innesti devono ancora integrarsi nel sistema di gioco, soprattutto Lamar Odom per ora non convince. Cantiere in allestimento.

LA SORPRESA: TERRENCE WILLIAMS. Anche in questo caso è difficile scegliere date le tante buone prestazioni di giocatori fino a questo momento in ombra, ma ci sentiamo di premiare l'ex Nets Terrence Williams, giocatore che avrebbe i mezzi fisici e tecnici per dominare in lungo e in largo questo campionato e che invece a causa di una personalità fin troppo esuberante non ci si è nemmeno avvicinato. Nell'ultima gara, pur persa dai suoi Rockets contro Orlando, per lui sono arrivati 13 punti e 6 rimbalzi dalla panchina in 26 minuti di gioco. Che sia un nuovo inizio?

SARANNO FAMOSI: RICKY RUBIO. A dir la verità lo spagnolo famoso lo è già da un bel po' di tempo, ma essendo un rookie lo inseriamo in questa categoria e lo premiamo non tanto per i numeri (6 punti 5 rimbalzi 6 assist), comunque buoni, ma più che altro per l'altissima qualità dello show messo in campo dall'ex Barcellona. Passaggi strepitosi, leadership, intesa con l'altro rookie Derrick Williams a livelli massimi, insomma i suoi T-Wolves avranno pur perso, ma hanno fatto faticare alquanto i Thunder (impostisi solo per 104-100) e con il dinamic duo Rubio-Williams, aggiunti a Barea e a Kevin Love potranno sicuramente togliersi più di una soddisfazione. Capo indiscusso.

giovedì 22 dicembre 2011

NBA Preseason Day 7, Blake top, Lakers (ancora) flop

di Luca Ngoi


Da oggi cambiamo leggermente rotta: per raccontarvi i risultati della notte NBA non vi elencheremo più una serie di numeri che magari potranno anche annoiarvi, ma lo faremo descrivendo chi ha impressionato e chi ha deluso di più nella serata appena passata. Ovviamente vi invitiamo a dirci cosa ne pensate tramite i nostri vari contatti nei social network.

TOP: Blake Griffin. 30 punti e 7 assist nella vittoria contro i Lakers dopo una prima partita in un certo senso sotto tono sono un bel modo per riscattarsi. Se ci aggiungete alley hoop costanti, sia da passatore sia da finalizzatore avrete un serio candidato per l'MVP.

FLOP: LA LAKERS. Seconda sconfitta consecutiva nel derby cittadino, cosa che non capitava dall'età della pietra. Senza Kobe, ancora infortunato al gomito, non possono essere certo i 20 punti dalla panchina di Steve Blake a salvare la compagnia, pur aiutata da un Bynum in grande spolvero (26 e 11 rimbalzi). Servono rinforzi.

LA SORPRESA: NEW ORLEANS HORNETS. CP3 se n'è andato, ma nessuno sembra essersene accorto. I debutti di Gordon e Kaman sono positivi, il gruppo è giovane e ben allenato. Se poi ci si mette ad esplodere anche Quincy Pondexter un'altra partecipazione ai playoff non sembra un semplice sogno.

SARANNO FAMOSI: MARCUS MORRIS. Che ne dite delle parole top scorer? Ebbene, devono essergli state familiari nel post partita dei suoi Rockets contro gli Spurs, anche se non sono serviti i suoi 20 punti per evitare a Houston la seconda sconfitta consecutiva. Il rookie da Kansas potrà ritrovarsi presto con le chiavi di questa squadra in mano.

mercoledì 21 dicembre 2011

Super contratto per Kris Humphries


di Claudio Pavesi


Ci si avvicina al Natale, ci si avvicina all'inizio della stagione NBA e ci si avvicina anche ai versione definitiva dei roster NBA dato che ormai siamo agli sgoccioli del mercato Free Agent. Proprio in questi ultimi giorni i New Jersey Nets rifirmano Kris Humphries per 1 solo anno sulla base dell'incredibile cifra di 7.5 milioni di dollari. 7.5 milioni per Humphries? Avete letto bene anzi, dovete sapere che il ragazzone aveva richiesto un contratto da 10 milioni annui, pari all'All-Star David West. C'è da considerare che Humphries aveva chiuso l'anno con una doppia-doppia di media partendo in quintetto dopo la partenza di Favors per Utah riuscendo a far parlare di sè anche per quanto riguarda il basket e non solo per il matrimonio con Kim Kardashian (ben più conosciuta di lui negli USA e sorella di Khloè Kardashian, moglie di Lamar Odom). I Nets si sono stati quasi costretti ad accettare questo didpendioso contratto perchè altrimenti si sarebbero ritrovati con un solo numero 4 a roster cioè Johan Petro ma si sono limitati ad offrire un solo anno di contratto dato che nella prossima estate saranno Free Agent la stella dei Nets Deron Williams e il tanto desiderato Dwight Howard.
Tra i Free Agent rimasti il più discusso è sicuramente Samuel Dalembert dato che è forse l'unico lungo rimasto in grado di giocare parecchi minuti e di dare un solido apporto difensivo. Sulle sue tracce i Rockets che con il ritiro di Yao Ming e la partenza di Chuck Hayes sono alla disperata ricerca di un lungo d'esperienza ma che se la dovranno vedere con i Sacramento Kings che vogliono un centro da affiancare a DeMarcus Cousins dato che hanno annullato il contratto del già citato Chuck Hayes per i suoi problemi di cuore di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo. I Kings sembrano essere in grande vantaggio dato che sono stati anche l'ultima squadra di Sam Dalembert che di conseguenza potrebbe riabbracciare i vecchi compagni e il vecchio coaching staff con cui si era trovato molto bene.

martedì 20 dicembre 2011

NBA News, il divorzio di Kobe Bryant e i problemi di Chuck Hayes


di Claudio Pavesi


Bisogna dire che questi General Manager NBA non dormono veramente mai, non si riesce a rendersi conto di uno scambio che ne arriva uno nuovo pronto a rivoluzionare tutto. Null'ultima notte non ci saranno state mosse incredibili come l'ormai arcinota vicenda Paul ma comunque abbiamo potuto osservare alcune interessanti transazioni. Prima di tutto va citato il rinnovo di Nick Young con Washington, squadra autrice di un vero e proprio colpo dato che riesce a far accettare alla guardia ex USC un contratto di "soli" 3.7 milioni di dollari anche se per un solo anno ma a mio avviso pochi per un giocatore di quel livello e potenziale. Charlotte da parte sua non ha propriamente preso un giocatore dal mercato Free Agent ma ha risolto una spinosa complicanza con il rookie congolese Bismack Biyombo che, benchè draftato, era ancora sotto contratto con il suo vecchio club spagnolo, il Fuenlabrada ma i Bobcats hanno pagato la cifra stimata come buonuscita quindi Biyombo, ormai libero da oneri contrattuali, è libero di firmare con la franchigia di Micheal Jordan. Non solo periodo di firme ma anche di scambi come quello che ha mandato Brandon Rush da Indiana a Golden State in cambio di Lou Amundson o anche come quello effettuato dagli Oklahoma City Thunder che mandano l'altissimo Byron J. Mullens ai Bobcats in cambio di una scelta al secondo giro nel draft del 2013.
Perchè limitarci a scambi e firme di Free Agents? Piovono notizie di ogni genere come quella riguardante il ritiro dal basket del grande Peja Stojakovic ma di questo ne parleremo più precisamente su un apposito articolo. Brutta notizia invece in quel di Sacramento, infatti i Kings hanno annullato il contratto del neo acquisto Chuck Hayes che non ha superato le visite mediche per problemi al cuore che però non si erano mai manifestati in 6 anni con gli Houston Rockets. Ora il ragazzo è tornato ad essere Free Agent ma non dovrebbe riuscire a trovare una nuova squadra ma la cosa che più colpisce è vedere come in pochi giorni siano stati diagnosticati problemi al cuore a ben due giocatori, Hayes a Jeff Green. Ovviamente facciamo gli auguri a Chuck Hayes sperando che il suo problema non sia particolarmente serio e non necessiti un intervento invasivo come quello di Green.


Piccola nota di colore che riguarda Kobe Bryant, il giocatore ha reso ufficiale il divorzio dalle moglie Vanessa (nella foto con l'ormai ex marito) per incompatibilità. E' stata proprio la moglie ha richiedere il divorzio anche se sembra strano che succeda proprio adesso che il loro rapporto sembrava finalmente riconcigliato dopo le famose questioni del 2003 che vedevano un Kobe Bryant accusato di stupro in Colorado da una cameriera diciannovenne. La coppia si è gia accordata per la firma dei documenti e per la gestione delle due figlie, successivamente ha richiesto alla stampa, dato che tutto verrà risolto di comune accordo, di non fare loro domande su questa situazione per non turbare le piccole Natalia e Gianna, rispettivamente di 8 e 5 anni. La vicenda del 2003 aveva turbato molto il numero 24 dei Lakers tanto da influenzare anche le prestazioni in campo della stella gialloviola (il campionato 2003/2004 fu quello in cui segnò meno punti negli ultimi 11 anni), ora i tifosi della squadra della città degli angeli sperano che questa situazione non sia altrettanto stressante per Kobe altrimenti per i Lakers sarebbe davvero una stagione in salita.

giovedì 15 dicembre 2011

Chi non muore si rivede, riecco Bonzi Wells


di Claudio Pavesi


Stagione più corta, Offseason ridotta ma sorprese sempre più grandi, ecco infatti rispuntare dal nulla il caro vecchio Bonzi Wells che firma un contratto di un anno con Minnesota anche se vede la sua ultima apparizione NBA nel lontano 2008. L'ormai trentacinquenne ala piccola va a ritrovare uno dei pochi coach che aveva creduto in lui ai tempi di Sacramento e Houston cioè Rick Adelman. Tra le sue vecchie squadre ricordiamo anche New Orleans, Memphis e Portland anche se il buon Bonzi è più famoso per i suoi comportamenti controversi e le sue litigate piuttosto che per le sue prestazioni in campo. Nonostante la firma il suo posto in squadra non è assicurato dato che i Timberwolves hanno già 16 uomini a roster quindi qualcuno dovrà essere tagliato se l'intenzione è quella di tenere Wells.
Le news di mercato non si limitano a questo dato che gli Charlotte Bobcats riescono a firmare Reggie Williams, il tiratore da tre punti che coach Silas tanto cercava. Il già citato Jamal Crawford, ex Atlanta Hawks e accostato recentemente ai Pacers, ha deciso di firmare un contratto di 2 anni per i Portland Trail Blazers mentre i New Jersey Nets decidono di tagliare Travis Outlaw scegliendo di ripiegare su Shawne Williams che non dovrà certo spostarsi di molto dato che precedentemente giocava per i "cugini" New York Knicks.
Chiudiamo questa edizione con l'ultima news che riguarda i New Orleans Hornets che dal mercato free agent pescano Carl Landry, proprio quel Carl Landry che gli stessi Hornets avevano scambiato con Sacramento lo scorso febbraio con una trade. Che ci abbiano ripensato?

martedì 13 dicembre 2011

Il Mago rischia di sparire


di Claudio Pavesi

Girano voci di grossi cambiamenti in NBA ma più precisamente a Toronto. Secondo indiscrezioni, nulla di confermato, a rischiare il posto sarebbe proprio l'azzurro Andrea Bargnani dato che la franchigia canadese ha scelto al draft Valanciunas, giocatore dello stesso ruolo di Andrea, e sostiene di voler puntare moltissimo sul giovane ex North Carolina Ed Davis, anche lui un lungo. Questo non basterebbe ad allontanare un giocatore come Bargnani, leading scorer della squadra con quasi 22 punti di media, ma sembrano insistenti le voci di un fortissimo interessamento dei Raptors per Nenè, il centro brasiliano ormai ex Denver. Per vedere come andrà a finire restate connessi sul blog di BasketZone.
Nel frattempo i Memphis Grizzlies riescono a tenersi stretto Marc Gasol pareggiando l'offerta degli Houston Rockets di 55 milioni per 4 anni di contratto mentre i Chicago Bulls si coccolano il loro fenomeno Derrick Rose a cui hanno prolungato il contratto per 5 anni per la principesca somma di 94 milioni di dollari.

Guarda un po' chi si rivede


di Claudio Pavesi

Chissà quante volte si incontra una persona per strada e si pensa "ma io quello lo conosco, sicuramente l'ho già visto da qualche parte", questa volta è successa la stessa cosa ma con un giocatore NBA, precisiamo, non è che lo conosca personalmente ma sicuramente lo conosce di più il popolo cestistico Italiano rispetto a quello Statunitense. Ecco infatti spuntare nel roster della Summer League degli Houston Rockets l'arcinoto Ibrahim "Ibby" Jaaber, esatto, proprio l'ex Roma e Milano che tanto ha fatto esaltare i tifosi del PalaLottomatica e del Forum di Assago. Il giocatore bulgaro (ma che più bulgaro non si può) aveva cominciato la sua carriera europea in Grecia nell'Egaleo dopo aver tentato la sua prima esperienza in Summer League, questa volta con i Detroit Pistons e i Los Angeles Lakers. Ovviamente facciamo i più sentiti auguri di buona fortuna all'ex giocatore di Pennsylvenia University per un pronto futuro nel mondo nell'NBA

domenica 11 dicembre 2011

NBA: mercato rovente. West ai Pacers, Hayes ai Kings. E Gasol...


di Luca Ngoi

Ore di mercato bollenti per i front office dell'intera NBA con giocatori che cambiano squadre come fossero calzini. E' stato più o meno questo il destino di David West, che sembrava ormai promesso ai Boston Celtics e che invece si accaserà agli Indiana Pacers dove giostrerà nel ruolo di "numero 4" con Tyler Hansbrough e dove potrebbe essere presto raggiunto da OJ Mayo già in predicato di passare a Indy alla fine dello scorso mercato e che potrebbe ritornarci adesso.
Dovrebbe spostarsi di Stato anche Chuck Hayes che dalla texana Houston si accaserà con tutta probabilità alla californiana Sacramento per formare una coppia di centri molto interessante assieme a Demarcus Cousins.
L'ultima novità della giornata odierna riguarda la situazione in casa Gasol, con Marc richiesto proprio da Houston, ora alla disperata ricerca di un nuovo centro (Thabeet non dà garanzie), ma i Grizzlies vorrebbero pareggiare anche andando oltre le loro risorse economiche, mentre alcune voci riportano di un Gasol non propriamente contento di essere stato di fatto messo sul mercato con la famosa trade per portare Chris Paul ai Lakers ma che poi non si è concretizzata. E pensare che siamo solo all'inizio.