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venerdì 30 marzo 2012

McDonald's All American Game, in campo le stelle di domani

di Claudio Pavesi
(Photo: Courtsesy / McDonald's)

Avete presente l’All-Star Game della NBA? Dovete sapere che non è l’unica partita delle stelle prestigiosa in America, ogni anno infatti, nel periodo delle Final Four della NCAA, l’attenzione degli appassionati di basket si sposta sul McDonald’s All American Game, la partita che mette a confronto i migliori giocatori del paese che frequentano l’ultimo anno di liceo e che, di conseguenza, si apprestano a entrare nel mondo del basket NCAA. Come nella NBA i 24 giocatori coinvolti si dividono in 2 squadre, Est e Ovest, in base alla posizione geografica del liceo che frequentano anche se non mancano strane particolarità come quella accaduta a Yogi Ferrell e Gary Harris: entrambi vivono a Indianapolis e giocano in due licei che distano tra loro circa 15 minuti di macchina ma la linea che divide Est e Ovest non ha avuto pietà e ha obbligato le due guardie a giocare per selezioni diverse. Nelle tabelle sottostanti potete vedere i roster con tanto di futura scelta universitaria anche se non mancano gli indecisi.

EAST TEAM
Name
Position
College
SF
UCLA
C
Syracuse
PG
Providence
PF
Kansas
PF
Memphis
SG
Michigan State
PF
Indeciso
PG
N.C. State
PF
Indeciso
SF
Kentucky
SG
N.C. State
SF
N.C. State

WEST TEAM
Name
Position
College
PF
Arizona
C
Baylor
PF
Indeciso
PG
Indiana
SG
Kentucky
PF
Arizona
SF
Indeciso
PG
North Carolina
PF
Indeciso
C
Texas
SG
Oklahoma State
SG
Duke

Ricordiamo che il McDonald All American Game non è l’unica competizione di questo genere per i campioni liceali ma è comunque la più prestigiosa anche se negli ultimi anni ha subito molti cambiamenti. La spiegazione migliore di questo cambiamento l’ha data Doc Rivers, allenatore dei Boston Celtics, ex partecipante di questa competizione e padre di un ex partecipante, Austin Rivers, guardia di Duke University: “Ai miei tempi non facevamo grandi trasferte con i nostri licei e non c’era internet, per questo motivo non ci conoscevamo tra noi quando ci incontravamo per questa partita e quindi ognuno era pronto a dare il 110% per dimostrare di essere il migliore. Ora tutti si conoscono già per via dei mille tornei a cui partecipano e il McDonald’s All American non è altro che uno spettacolo per il pubblico, uno show privo di difesa e ricco di schiacciate.”
Nonostante le parole pungenti di Doc Rivers il McDonald’s All American resta un grande spettacolo e anche quest’anno non ha deluso le aspettative grazie alla spumeggiante vittoria dell’Ovest per 106 a 102 sull’Est. La partita non è stato solo uno show ma c’è stata anche molta competizione dato che, dopo aver rimontato uno svantaggio di 23 punti, l’Est si è trovata praticamente punto a punto a 3 minuti dalla fine, cosa che ha scatenato la competitività e la voglia di vincere di ciascun ragazzo.
Senza molte sorprese la partita ha incoronato come MVP quello che è considerato il miglior talento d’America: Shabazz Muhammad. L’ala piccola del Nevada contesa tra UCLA, Duke, Kentucky e UNLV ha chiuso la partita con 21 punti (leading scorer) ma soprattutto è riuscito a mostrare le sue abilità segnando in ogni modo possibile ,dal tiro da 3 punti al post basso, dalla schiacciata al tiro dalla media, chiudendo con una prestazione che ha fatto ingolosire ancor più i quattro college rimasti a contenderselo. Il giorno prima Muhammad aveva vinto anche la gara delle schiacciate battendo in finale Archie Goodwin, talento già promesso a Kentucky dove raggiungerà Alex Poythress, secondo miglior realizzatore della serata che a fine partita, durante la conferenza stampa, ha esplicitamente chiesto a Muhammad di raggiungerlo alla corte di coach Calipari.
Shabazz Muhammad con palla in mano
(photo by Getty Images)

Altro nome in vista durante la partita è stato quello di Rasheed Sulaimon, futuro frequentatore di Duke, realizzatore di 18 punti con un ottima prestazione al tiro da 3 punti anche se quello che più ha colpito del ragazzo è stato l’atteggiamento da leader mostrato con l’abilità di segnare quando il momento è importante. Hanno colpito anche le sue parole quando ha dichiarato di voler dedicare la prestazione della serata a Trayvon Martin, talento cestistico di 17 anni deceduto in una sparatoria il 26 febbraio, il povero ragazzo era nel posto sbagliato al momento sbagliato.
A impressionare sono stati molti degli indecisi, oltre a Muhammad infatti anche altri talenti devono ancora scegliere il college come Tony Parker (10 punti e 7 rimbalzi), Amile Jefferson (8 punti e 4 rimbalzi) e Anthony Bennett, 9 punti e 6 rimbalzi per il lungo canadese a noi molto noto per essere il compagno di squadra del nostro connazionale Amedeo Della Valle. L’altro compagno di Della Valle impegnato nella sfida era Brandon Ashley, autore di una partita solida come è di suo solito. Purtroppo non è stato possibile vedere in campo l’ultimo indeciso, Devonta Pollard, considerato uno dei migliori 3 talenti liceali ma costretto alla panchina per via di un brutto colpo preso nell’allenamento di martedì. Per vederlo giocare bisognerà aspettare il 14 aprile, data del Jordan Brand Classic Game, altra tappa obbligatoria per i migliori liceali degli USA.
A uscire da vera vincitrice della serata però è stata North Carolina State, l’università che sorprendentemente schierava il maggior numero di All American nella partita, ben 3, le due guardie esplosive Rodney Purvis e Tyler Lewis oltre che l’ottima ala T.J. Warren. Lewis ha chiuso con 2 punti e 3 assist, Warren con 10 punti, 5 rimbalzi e 2 assist mentre Purvis ha guidato il gruppo dei futuri Wolfpacks con 15 punti e 3 assist ma non sono le statistiche a essere importanti, ciò che conta è il segnale che N.C. State ha lanciato, infatti ha dimostrato che anche una squadra di medio livello può essere estremamente competitiva nel recruiting e può insediare anche le grandi università come ha dimostrato appunto N.C. State quando ha strappato Purvis a Louisville. Purvis infatti aveva già ufficializzato il suo futuro a Louisville ma quando ha sciolto la lettera che lo legava alla squadra di Rick Pitino i Wolfpaks hanno dimostrato il loro valore nel recruiting e hanno strappato la guardia a squadre ben più prestigiose come Missouri e Kentucky.
Non è ancora finito il Torneo NCAA di quest’anno e siamo già pronti per l’anno prossimo, anche questa è la NCAA.

sabato 24 marzo 2012

Tempo di Sweet Sixteen in NCAA, Mid-West Region


di Claudio Pavesi
(cliccare sulla foto per ingrandire e vedere i risultati)

La Mid-West inaugura la serata con l scontro tra Ohio e North Carolina, la squadra che nessuno si aspettava potesse arrivare fino a qui contro i superfavoriti Tar Heels. Il primo tempo non regala molte emozioni, le squadre si studiano, il gioco è piuttosto lento infatti Ohio sembra non essere particolarmente pronta per un tale evento tanto che UNC raggiunge anche il +15. Ohio inizia a svegliarsi e North Carolina inizia a stancarsi dato che l'assenza di Kendall Marshall limita non poco le rotazioni, di conseguenza il primo tempo finisce 29 a 22. Nel secondo tempo Ohio si trasforma e inizia a realizzare con regolarità tiri da tre punti che si dimostrano letali. Ohio risale a tal punto da raggiungere il vantaggio in più occasioni fino a riuscire a consolidarlo sul 57 a 53 a tre minuti dalla fine, momento in cui si sveglia Harrison Barnes che realizza un tiro libero e una tripla in pochi secondi, fino a quel momento tirava con 1-12 dal campo con 1-7 da tre punti. Ohio non demorde, sale in cattedra il centro Baltic che dimostra di avere ottime mani prima con un passaggio no-look e poi con un canestro cadendo indietro in faccia ad Henson che porta i Bobcats sul +1. Ohio attacca ma D.J. Cooper, il play che fece la differenza nelle gare precedenti, continua a sbagliare (3-20 dal campo a fine partita) e il suo lento rientro in difesa permette a Bullock di realizzare la tripla del +2 per i Tar Heels a 35 secondi dalla fine. Il leader di Ohio, Offutt (26 punti a fine partita) non si scompone e, con una grande penetrazione, si conquista i due punti del pareggio e un tiro libero aggiuntivo che però non realizza. A 8 secondi dalla fine Harrison Barnes prova a riscattarsi cercando il canestro vincente ma Offutt riesce addirittura a stopparlo e a lanciare la palla verso Cooper che quasi non realizzava il canestro vincente da metà campo. Si va all'overtime, il primo della Torneo NCAA 2012. North Carolina è quantomai determinata, la tripla di Bullock inizia a demolire Ohio ma è Barnes che mette i titoli di coda grazie a un gran canestro e ai succesivi liberi. sembra un altro giocatore. Ohio realizza solo un libero in tutto l'overtime e dimostra di non essere allo stesso livello dei Tar Heels, troppo solidi ed esperti. UNC raggiunge così le Elite Eight grazie soprattutto alla grande partita di Zeller, per lui 20 punti e 22 rimbalzi, primo a chiudere una partita da 20 e 20 nel Torneo NCAA dopo Tim Duncan che riuscì a farcela nel 1997 quando la sua Wake Forest distrusse Saint Mary's.

La seconda sfida è quella tra Kansas e North Carolina State, due squadre divertentissime che corrono molto ma sono anche ottime in post basso grazie alle loro stelle: Thomas Robinson per i Jayhawks e C.J. Leslie per i Wolfpacks. N.C. State parte forte tanto che si porta in vantaggio sul 9 a 1 ma Kansas inizia a stringere le maglie della difesa soprattutto con il centro Jeff Withey che solo nel primo tempo piazza 7 stoppate (finirà con 10, record personale) e propizia il rientro in partita di Kansas che mette a segnpo un parziale di 10 a 0. N.C. State però non molla un colpo grazie alle giocate sotto canestro di Leslie ma è Thomas Robinson dei Jayhawks il giocatore con una marcia in più, il lungo di Kansas fa di tutto compresa una palla rubata che tramuta nei 2 punti del vantaggio per Kansas dopo aver condotto personalmente il contropiede, niente male come segnale in vista del prossimo Draft NBA. Nonostante Robinson (chiuderà con 18 punti e 15 rimbalzi) e Withey Kansas continua a non trovare continuità in attacco e chiude il primo tempo sotto di un punto 33 a 32. Nel secondo tempo Kansas sembra prendere il sopravvento e infatti tiene una media di 7 punti di vantaggio sui Wolfpacks anche se non riescono mai a raggiungere la doppia cifra, causa principale di ciò è la pessima giornata al tiro da tre punti (1-14 di squadra) e questo sembra dare morale ai Wolfpacks che riescono a tornare in partita arrivando a -1 a soli 90 secondi dalla fine della partita. Sempre sul -1 a 30 secondi dalla fine è Wood che prova a rialzare N.C. State che però non realizza e anche il successivo tentativo di Leslie viene bloccato dalla stoppata di Withey. Con 15 secondi sul cronometro Kansas costruisce una rimessa perfetta e inaspettata con cui manda a canestro Elijah Johnson su assist di Tyshawn Taylor, sono i punti del +3. Wood ha l'opportunità di pareggiare la partita ma mette il piede sulla linea che limita il campo e la palla passa a Kansas che però sbaglia entrambi i liberi. L'ultima opportunità per i Wolfpacks arriva a 3 secondi dalla fine, è la classica preghiera dato che dovranno partire dalla loro area. Il lancio è profondo, Leslie riesce a ricevere ma il suo tiro non raggiunge nemmeno il ferro. Possono festeggiare i Jayhawks che raggiungono le Elite Eight per la quarta volta in sei anni.

lunedì 19 marzo 2012

NCAA Tournament, Mid-West Region, terzo round


di Claudio Pavesi
(cliccare sull'immagine per ingrandire e vedere i risultati) 


  • Ad aprire le danze in questa parte del tabellone sono state Georgetown e N.C. State con la seconda decisa a voler sorprendere i più scettici anche se all'inizio dell'incontro i problemi di falli di Howell, una delle stelle, non sembrano aiutare particolarmente i Wolfpack. Come se non bastasse C.J. Leslie, leader dei Wolfpack, sbaglia molte conclusioni nel primo tempo, spesso infatti si affida all'istinto senza sapere che fare una volta staccati i piedi dal parquet mentre Lorenzo Brown, eroe della vittoria al turno precedente, regala passaggi come nessuno e conclude il primo tempo con 5 assist. I primi venti minuti si chiudono sul 30 a 27 per N.C. State con una rubata corredata dalla schiacciata in campo aperto per Leslie a 1 secondo dalla fine. Il secondo tempo prosegue in equilibrio grazie alla prestazione di Hollis Thompson che tiene in vita Georgetown con i suoi 23 punti anche se la tripla di Wood a 90 secondi dalla fine sembra aver chiuso la partita per i Wolfpack che però non hanno considerato il carattere e il talento di Hollis Thompson che a 1 minuto dalla fine mette a segno una tripla irreale per il momentaneo -4. Inizia la girandola dei tiri liberi con le imprecisioni dei Wolfpack, addirittura Wood fa 1 su 2 nonostante il 92% in stagione e di conseguenza lascia una possibilità agli Hoyas per cui è Thompson a provare il tiro all'ultimo secondo per il pareggio da lontanissimo ma non arriva neanche al ferro. Festeggiano i Wolfpack che a sorpresa arrivano ale Sweet Sixteen.
  • La seconda partita della Mid-West è North Carolina-Creighton, sfida interessante anche per lo scontro tra le stelle Doug McDermott e Harrison Barnes, amici ed ex compagni di squadra a Emis High School. Le due squadre partono forte, il ritmo è molto alto e a risentrne è John Henson, al rientro dopo l'infortunio, che, preso dalla concitazione dell'incontro, finisce per perdere il controllo e procurarsi un fallo tecnico abbastanza stupido. Kendall Marshall sembra particolarmente ispirato anche in fase realizzativa, segna 13 punti in meno di un tempo anche se di solito la sua media è di 8 punti a partita e ovviamente non tralascia gli assist (finirà con 18 punti e 11 rimbalzi). Creighton vuole cercare di velocizzare la partita ma i Tar Heels difendono troppo bene impegnandosi a vincere la lotta a rimbalzo e limitando McDermott che a fine partita avrà comunque 20 punti e 9 rimbalzi. Il primo tempo si chiude 43 a 35 per UNC che trovano il bandolo della matassa riducendo le palle perse da 4 nei primi 4 minuti a 1 nei successivi 16. Il secondo tempo è una passerella di North Carolina tanto che sul 67 a 50 a 10 minuti dalla fine sono pochi i BlueJays a credere nella rimonta, uno di questi è il centro Echenique che almeno ci regala un highlight schiacciando in faccia a Henson. La partita si conclude senza altri sussulti con la vittoria facile di UNC nonostante i soli 11 punti e 6 rimbalzi di Zeller, limitato per falli nel primo tempo. North Carolina però non potrà festeggiare molto perchè nel secondo tempo Henson prende una brutta butta al polso infortunato ma la notizia peggiore arriva da Marshall che si rompe un osso della mano, precisamente lo scafoide, e sarà operato lunedì. Niente di buono per una squadra che ha una rotazione a sette giocatori e che non ha un playmaker puro di riserva dato che Strickland si è infortunato prima dell'inizio della stagione. Che sia la fine del sogno per UNC?
  • Ohio-USF è stata davvero una partita molto bella e combattuta anche se non molto spettacolare fino agli ultimi 4 minuti in cui le due squadre si sono affidate ai loro rispettivi point man, Collins per USF e DJ Cooper per Ohio per cercare di risolvere una partita che fin dal primo minuto era rimasta punto a punto. Nei momenti decisivi però a USF sembra non entrare un singolo tiro libero salvo poi a 50 secondi dalla fine vedere il lungo Fitzpatrick realizzare l'insensata tripla del -3. Parte la girandola dei tiri liberi ma Ohio è letale e USF sbaglia un tiro di troppo quindi non c'è più altro da dire, è finita, Ohio, ex ateneo del capitano di Siena Shaun Stonerook, arriva alle Sweet Sixteen per la prima volta dal 1964 ed è la prima numero 13 del tabellone a raggiungere questo traguardo dai tempi di Bradley nel 2006. Nessuno avrebbe mai scommesso su Ohio, nemmeno il brand che produce le sue divise tanto che al primo turno non aveva provveduto a portare quelle nuove che sono state però recuperate in qualche modo per la partita contro USF. Al prossimo turno avremo l'opportunità di vedere le due elettrizzanti guardie Cooper e Offutt che proveranno l'impresa di affondare North Carolina approfittando dell'assenza di Kendall Marshall.
  • Purdue-Kansas è sulla carta lo scontro più bello di questo turno e infatti si è dimostrata una fantastica partita. Purdue parte forte e si porta sull'11 a 2 e mantiene 9/10 punti di vantaggio fino al flagrant foul di Ryne Smith dopo il quale i Jayhawks prendono coraggio e si rifanno sotto. Si vede che Hummel ha voglia di fare bella figura dopo una anno da spettatore per via dell'infortunio al ginocchio infatti registra 22 punti 6 rimbalzi e 2 assist solo nel primo tempo che si conclude 36 a 30 per i Boilermakers. Nel secondo tempo Purdue cerca di prendere il largo più volte ma è Elijah Johnson che ogni volta tarpa le ali ai Boilermakers, la guardia al terzo anno infatti è il leader della serata con i suoi 18 punti e la sua letale perfezione nei momenti decisivi, abilità che permette a Kansas di raggiungere il primo vantaggio della serata a 30 secondi dal termine. Hummell sbaglierà la tripla del potenziale +2 e nel ribaltamento di fronte è Taylor che in contropiede schiaccia per il +3 di Kansas. Purdue proverà a pareggiare con un tiro da lontanissimo e non ci andrà lontano ma sarà comunque costretta a lasciare il passo a Kansas che sarà impegnata nelle Sweet Sixteen contro N.C. State. Si chiude così l'avventura dei Boilermakers e del loro capitano Robbie Hummell che chiuderà con 26 punti, 9 rimbalzi e 3 assist, un ragazzo speciale per cui allenatore e compagni sono scoppiati in lacrime al pensiero di un futuro senza di lui, futuro che forse potrà essere migliore per noi europei dato che ci sono buone possibilità di vederlo nel vecchio continente.

sabato 17 marzo 2012

NCAA Tournament 2012, Mid-West Region, second round


di Claudio Pavesi
(cliccare sull'immagine per ingrandire e vedere i risultati)

Se vi piacciono gli upset sarete contenti di leggere questo riepilogo. Partiamo però dalla testa di serie North Carolina che non ha tradito le aspettative e ha facilmente battuto Vermont nonostante una brutta giornata al tiro compensata però da un'ottima difesa di squadra e dalla capacità di Kendall Marshall di coinvolgere chiunque nelle azioni come dimostrano i suoi 11 assist. Bene anche McAdoo e Zeller ma giocando in giorni così ravvicinati potrebbe sentirsi l'assenza di John Henson anche se potrebbe tornare già dal prossimo turno contro Creighton che nel primo turno ha battuto Alabama in una partita molto concitata e in dubbio fino all'ultimo secondo. Creighton è riuscita a rimontare la svantaggio del primo tempo anche con un Doug McDermott abbastanza sottotono nonostante le statistiche finali dicano 16 punti e 10 rimbalzi anche se è stato chirurgico quando la partita lo richiedeva.
La sfida successiva al terzo turno sarà tra due squadre inaspettate cioè USF e Ohio che hano rispettivamente vinto contro Temple e Michigan ma procediamo con ordine. USF cioè South Florida si è qualificata vincendo al turno preliminare contro California e non sembrava intimidare più di tanto Temple soprattutto considerando che a fine primo tempo della sfida contro la numero 5 del tabellone aveva messo a segno solo 15 punti di squadra. Nel secondo tempo però la squadra si è trasformata e ha messo a segno 43 punti, 14 dei quali da parte di Anthony Collins (17 per lui alla fine) che si è improvvisato leader dato che la stella della squadra, il centro Augustus Gilchrist ha chiuso con 2 soli punti e nemmeno un canestro dal campo. Come già detto USF affronterà Ohio che ha letteralmente lasciato tutti a bocca aperta eliminando Michigan, numero 4 del tabellone, grazie alla prestazione pazzesca di D.J. Cooper, guardia che ha messo a segno 21 punti a 5 assist. Dopo una partita come questa nascono molti dubbi riguardo la gestione dei Wolverines la cui rotazione a sei giocatori limita molto le possibilità offensive, basta infatti che un giocatore come Burke o Hardaway Jr. non sia in giornata per ridurre non poco le possibilità di vittoria.
Parlando di upset non si può non citare North Carolina State, una delle squadre-sorpresa di questa stagione che alla prima partita al Torneo NCAA riesce a eliminare San Diego State grazie a un incredibile Richard Howell da 22 punti con 10 su 12 dal campo e a uno strepitoso Lorenzo Brown da 17 punti, 9 rimbalzi e 8 assist mentre agli Aztecs non sono bastati i 23 punti e 8 rimbalzi di Jamaal Franklin. N.C. State è una squadra davvero molto completa e si candida come una delle squadre che possono rivoluzionare il bracket anche se al prossimo turno dovrà affrontare un test difficilissimo, infatti dovrà affrontare la numero 3 del tabellone Georgetown, vera e propria corazzata che ha devastato Belmont sia in attacco tirando con oltre il 60% dal campo, sia in difesa limitando gli avversari al 38% al tiro.
L'ultima partita del terzo turno vedrà impegnate Kansas e Purdue con la prima favorita dopo la prestazione su Detroit. Kansas è sempre più esempio di solidità in ogni reparto, ogni giocatore è una certezza, valido tanto in attacco quanto in difesa e lo dimostra il fatto che Ray McCallum, cannoniere di Detroit, sia stato limitato a soli 8 punti con circa il 28% al tiro. I Jayhawks affronteranno i Purdue Boilermakers, a sorpresa vincenti su Saint Mary's al termine di una partita bellissima e combattutissima conclusasi però nel modo meno prevedibile ma non solo perchè è stata Purdue a spuntarla. I Gaels avevano infatti rimontato gli 11 punti di svantaggio e dovevano iniziare l'azione del potenziale sorpasso quando Clint Steindl, addetto alla rimessa in gioco, è riuscito a commettere un infrazione di passi ancora prima di rimettere la palla in campo così da regalare il possesso ai Bolermakers che hanno messo in cassaforte la partita grazie ai liberi di Lewis Jackson con 23 secondi rimasti sul cronometro. A niente sono serviti i 23 punti e 14 rimbalzi di Rob Jones così come i 12 punti e 8 assist di Dellavedova.
Quante emozioni regala il Torneo NCAA? Incredibile, e siamo solo all'inizio.