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lunedì 30 aprile 2012

NBA Playoffs Day 2; Clippers in rimonta, la tripla doppia di Bynum annienta i Nuggets

di Luca Ngoi


Non mancano le sorprese e le imprese epiche nel secondo giorno di playoff NBA. Cominciamo dalla sfida che vedeva opposti i Denver Nuggets e i Los Angeles Lakers, rispettivamente numero 6 e numero 3 del tabellone che ha visto i padroni di casa angeleni trionfare col sonoro punteggio di 88-103 grazie al dominio sotto le plance di un clamoroso Andrew Bynum, autore di una tripla doppia da 10 punti, 13 rimbalzi e 10 stoppate, che sono anche il record per i Lakers nei playoff. Da non tralasciare anche i 31 di Kobe e l'impatto della panchina, che in teoria avrebbe dovuto subire da quella più prolifica dei Nuggets e che invece ha dettato legge. Per Denver l'unica nota positiva viene dal nostro Danilo Gallinari, che mette insieme 19 punti e 4 rimbalzi con alcune giocate di alta scuola, ma è il resto della squadra a deludere e a patire la fisicità avversaria che sembra poter fare la differenza da qui al resto della serie. 
Rimanendo in tema di Los Angeles ci spostiamo a Memphis, dove i Clippers si rendono protagonisti di una strepitosa rimonta, da meno 27 a più 1 (99-98), guidati dai 19 punti dalla panchina di Nick Young e dai 14 con 11 assist dell'imprescindibile Chris Paul, mentre per Memphis resta il rammarico di averne praticamente già vinta una e di aver dilapidato un vantaggio che in 9 partite su 10 è decisivo, ma fatto salvo ciò restano comunque i 19 punti all'esordio nei playoff di Rudy Gay e i 17 dalla panca del solito OJ Mayo, due armi fondamentali per il resto della serie dei Grizzlies, che hanno dimostrato di poterla anche dominare a tratti, se considerata con la giusta attenzione.
Sempre ad Ovest scendevano in campo i San Antonio Spurs, che hanno fatto poca fatica a liberarsi degli Utah Jazz, col punteggio di 91-106 complici i 28 punti di Tony Parker, come al solito leader della squadra con l'importante aiuto di un Tim Duncan da 17 punti e 11 rimbalzi, troppa roba per i Jazz, che dalla loro hanno avuto soltanto i 20 di Millsap e i 17 di un Gordon Hayward sempre più in crescita e sempre più giocatore importante nel sistema di Ty Corbin, che è un buon allenatore ma che difficilmente riuscirà a trovare una qualche contromisura allo strapotere della truppa di coach Popovich.
Chiudiamo con l'unica gara valida per il primo turno della Eastern Conference, nella quale gli Atlanta Hawks si sono imposti sul parquet di casa per 74-83 sui Boston Celtics facendo corsa di testa sin dai primi minuti e toccando anche picchi di 19 punti di vantaggio. Boston ha abbozzato una rimonta arrivando anche al meno 4, ma proprio nel momento topico Rajon Rondo (comunque top scorer per i biancoverdi con 20 punti) ha deciso di farsi cacciare andando a intimidire verbalmente e fisicamente l'arbitro che lo ha quindi espulso, di fatto spegnendo il ritorno degli ospiti. Per Atlanta, squadra sempre solida e compatta, fanno la differenza i 22 punti conditi da 18 rimbalzi di Josh Smith, che è pronto a ripetersi in gara 2 assieme ai compagni visto che a Boston mancherà sicuramente Rondo e molto probabilmente Ray Allen, già assente nel primo atto per i soliti problemi fisici che metteranno in ulteriore e inaspettata difficoltà la compagine guidata da coach Rivers.

sabato 24 marzo 2012

Colpo degli Spurs: arriva Boris Diaw, il valzer degli "svincolati" non si ferma

di Luca Ngoi



Continua la campagna di rafforzamento dei San Antonio Spurs, che dopo lo scambio che ha portato in squadra Steph Jackson aggiungono anche l'ala grande Boris Diaw, appena rilasciato dagli Charlotte Bobcats. Il francese andrà in Texas come cambio di Tim Duncan ed appare una mossa decisamente azzeccata in quanto le sue caratteristiche di ottimo tiratore, ma allo stesso tempo di giocatore da post basso possono farne il giocatore ideale per il sistema di coach Popovich, che adesso dispone davvero di tutte le pedine che vanno a candidare molto più seriamente di prima San Antonio come pretendente al titolo per Giugno. A molti potrà sembrare un acquisto come tanti, ma in realtà siamo convinti che quello del nazionale francese possa essere decisivo per le sorti degli "Speroni", soprattutto se sommato all'arrivo di Jackson, da sempre uno dei preferiti del coach ex soldato della marina militare americana.
Non solo Spurs però in questo mercato dei free agents che ogni giorno ci regala qualche mossa interessante. I Boston Celtics infatti si sono assicurati le prestazioni del centro ex Cleveland Cavs Ryan Hollins, atleta superlativo ma decisamente da rivedere quando si tratta di tecnica cestistica; per i biancoverdi era atteso un acquisto nel settore lunghi, falcidiato dagli infortuni di Wilcox e O'Neal e da qualche partita ridotto ai soli Garnett, Bass e Stiemsa, troppo pochi per arrivare fino ai playoff dunque la presenza sotto le plance di Hollins potrà far rifiatare un po' i titolari e dare una carica di energia in più a coach Rivers. Aggiungono un centro anche gli Indiana Pacers, che sono arrivati primi nella corsa a Kyrilo Fesenko, prospetto ucraino molto interessante e con esperienze passate a Utah e Denver: lo segnaliamo perchè fino a questo momento non ha mai avuto una vera possibilità in NBA, ma il ragazzo ha talento e i Pacers potrebbero aver fatto un discreto colpo, magari non di quelli che ti cambia la squadra ma potrebbero aver trovato un giocatore di rotazione che rimpiazzi il neo ritirato Jeff Foster per i prossimi anni.

giovedì 15 marzo 2012

Stephen Jackson torna a San Antonio, Richard Jefferson ai Warriors; Marcus Camby a Houston

di Luca Ngoi

Siamo ormai agli sgoccioli di questo bollente ultimo giorno di mercato NBA e le trade si fanno sempre più frequenti. In particolare vi diamo conto di uno scambio che potrebbe rivelarsi molto intelligente o molto deludente soltanto dopo il draft: quello in cui Stephen Jackson passa nuovamente agli Spurs dopo un solo giorno di militanza con i Warriors (anche questo era stato un ritorno) che si aggiudicano Richard Jefferson, ala esperta e dal tiro sempre interessante al quale si va ad aggiungere una prima scelta al prossimo draft, come sapete ricchissimo di talento e che quindi potrebbe portare un futuro ottimo giocatore nella Baia oppure un sonante bidone a seconda di chi verrà scelto dallo scouting staff dei Guerrieri.


Prosegue intanto la smobilitazione dei Blazers, i quali dopo aver ceduto Gerald Wallace ai Nets si liberano anche di Marcus Camby spedendolo a Houston in cambio dei contratti in scadenza di Jonny Flynn e Hasheem Thabeet (ex seconda scelta rivelatosi appunto un clamoroso bidone) assieme ad una seconda scelta al draft. In questo modo Portland continua nel suo tentativo di rifondazione attraverso la lotteria: la squadra in questo momento risulta decisamente indebolita da questo mercato ed è dunque probabile che la franchigia dell'Oregon possa usufruire di una scelta piuttosto alta, vista l'acquisizione di quella appartenente ai Nets e il probabile crollo verticale degli stessi Blazers da qui a fine stagione.
Segnaliamo inoltre che nella trade che ha portato Ramon Sessions a Los Angeles ha fatto il percorso opposto Jason Kapono, che dunque metterà il suo tiro a servizio dei Cavs.


domenica 8 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 14; italiani belli ma perdenti, Durant tiene a galla i Thunder,

di Luca Ngoi


Due settimane di NBA e le emozioni che la Lega ci ha regalato sono già innumerevoli. Nell'ultima notte sono state superlative le prestazioni di due dei nostri portacolori (Gallinari e Bargnani) nonostante le due sconfitte, ma abbiamo anche assistito all'ennesimo show di Kevin Durant, mentre i Knicks tornano a vincere e a pareggiare il proprio record vinte-perse (ora 4-4), così come Dallas e i Clippers che piegano le resistenze degli Hornets (solo 3 punti per Belinelli) e dei Bucks. Cade invece Chicago, forse stanca per il back to back, che si arrende a degli scatenati Atlanta Hawks sempre più solidi e in grado di lottare per un posto ai playoff ad Est.
Detto ciò bando alle ciance e andiamo a scoprire come sempre i buoni e i cattivi di questa serata.

TOP: KEVIN DURANT E DANILO GALLINARI. Il primo vince e l'altro perde, ma i due sono accomunati da una cosa: l'avere in mano la squadra per cui giocano. Le prestazioni del Gallo ormai stanno convincendo tutti a Denver che possa davvero essere il leader in campo della franchigia del Colorado; nella notte per lui sono arrivati 31 punti (massimo in carriera pareggiato per la seconda volta), segnati nelle maniere più diverse, e anche se i suoi Nuggets hanno perso (117-121 contro gli Spurs) George Karl non può essere arrabbiato perchè ha forse trovato il punto di riferimento che serviva ai suoi. Per Durant invece sembra di ripetere sempre le stesse cose: anche contro i Rockets i suoi Thunder soffrono per quasi tutta la partita, sono sempre dietro a inseguire, poi arriva lui e la risolve nel finale con un jumper mortifero. Nulla di meglio per una squadra sembrata un po' in debito di ossigeno nelle ultime gare: sapere di poter contare su una sicurezza del genere negli ultimi secondi di partita è uno dei motivi per cui potranno fare molta strada anche nella post season.

FLOP: TORONTO RAPTORS. O meglio: i Toronto Raptors senza Andrea Bargnani. Già, perchè il lungo italiano è l'unico a salvarsi tra i canadesi, mettendo a segno la prima doppia doppia stagionale (21 punti e 11 rimbalzi), ma il resto della squadra è totalmente assente, segna la miseria di 41 punti complessivi  e subisce un bel -35 di scarto finale a Philadelphia. Coach Dwane Casey voleva, così come coach Triano in precedenza, che la sua fosse una squadra principalmente difensiva, ma non penso che questo escludesse la presenza di un attacco credibile.

LA SORPRESA: DANNY GREEN. In contumacia Manu Ginobili la rotazione degli esterni degli Spurs si allarga naturalmente e lui è uno di quelli a trarne maggior beneficio. Nella gara interna contro Denver per il prodotto di North Carolina arriva il massimo in carriera: 24 punti calati in un contesto di squadra davvero ammirevole per cui la distribuzione dei punti stessi, unita ad un attacco più fluido lo avvantaggia permettendogli di sfruttare un tiro sul quale nessuno ha mai dubitato. L'anno scorso il sistema Popovich ha messo sulla mappa NBA uno che aveva solo giocato in Europa come Gary Neal, ma quest'anno potrebbe toccare a lui.

SARANNO FAMOSI: BRANDON KNIGHT. I Pistons perdono, e fin qui la novità non c'è, ma quello che fa specie è il rookie scelto alla numero 7 nell'ultimo draft. L'ex Kentucky infatti prende in mano la squadra e segna 19 punti con 6 rimbalzi (mai pochi per una guardia) e 4 assist. Fino a questo momento le prestazioni del playmaker che ha "rubato" il numero di Ben Gordon sono state molto altalenanti, ma forse gli serviva solo qualche gara di ambientamento prima di spiccare realmente il volo. La stagione così concentrata non può aiutare i rookie, ma lui è un duro, e questo può essere un nuovo inizio.

venerdì 30 dicembre 2011

NBA Regular Season Day 5; La notte di Durant e il record di Dick Bavetta



di Claudio Pavesi

L'NBA non si ferma mai così come anche il team di BasketZone che anche oggi è pronto a raccontarvi la nottata di basket a stelle e strisce con i soliti Top e Flop. La notte ha offerto solo 6 partite ma di notevole livello mettendo in campo squadre come Lakers, Portland, San Antonio, Dallas, New York e Oklahoma City anche se a rubare la scena a tutti è stato.... un arbitro! Proprio così perchè merita una standing ovation il mitico Dick Bavetta, di anni 72, che proprio nella partita Nets-Magic ha arbitrato la sua numero 2500 consecutiva dimostrando a tutti che si può rimanere costanti indipendentemente dagli anni che passano.



TOP: KEVIN DURANT. Durantula è deciso come non mai a dimostrare al mondo che questi Thunder sono la squadra da battere e non poteva farlo in un modo migliore che battendo i campioni in carica, i Dallas Mavericks. KD ne mette 30 con 11 rimbalzi, 6 assists, 1 rubata e 2 stoppate, il tutto con 10 su 16 dal campo e 3 su 5 da 3 punti ma più che le statistiche quello che convince di KD è la personalità dato che la vittoria non è arrivata in maniera normale. Thunder in vantaggio di 2, arriva la tripla di Vince Carter che a 1.5 secondi dalla fine sembra possa decidere tutto ma è Durant che da vero leader prende una tripla da nove metri cadendo indietro che puntualmente buca la retina e fa esplodere il pubblico di casa. 4 partite e 4 vittoria per questi Thunder che fanno davvero paura.

FLOP: TIM DUNCAN. Duro colpo soprattutto per il nostro collega Federico Bianchi che ha in Duncan il proprio idolo ma bisogna essere obbiettivi e nella prima sconfitta stagionale per gli Spurs il centro caraibico è stato nettamente il peggiore in campo. Duncan torna a casa con un magro bottino di 4 punti e 1 rimbalzo tirando con 1 su 8 dal campo tanto che un imbufalito Greg Popovich decide di non farlo rientrare in campo per tutto il secondo tempo limitando il suo impiego a soli 15 minuti che gli valgono un plus/minus di -28. Sicuramente ha inluito il grande svantaggio maturato nei primi minuti di gioco ma sicuramente fa strano vedere Duncan giocare così poco e male dato che in questi anni è sempre stato una sicurezza per gli Spurs e per tutto il basket NBA.

LA SORPRESA: RYAN ANDERSON. L'ala degli Orlando Magic non è propriamente una sorpresa ma vederlo leading scorer al termine di una partita vinta non è da tutti i giorni, come colpisce anche vederlo in campo per ben 33 minuti nonostante l'arrivo di Glenn "Big Baby" Davis. L'ex prodotto di California University al suo quarto anno di NBA ne mette 22 con 3 rimbalzi, il 50% dal campo e 3 su 5 da tre punti affondando definitivamente i Nets e portando i Magic sul recordo stagionale di 2-1. Un lungo molto in stile europeo dato che pur essendo 208 centimetri fa del tiro da fuori la sua arma migliore, un giocatore che in questo inizio di regular season sta portando avanti medie impressionanti come 18 punti e 6 rimbalzi, cifre che, se dovessero restare costanti dovrebbero garantirgli un posto tra i candidati per il premio di Most Improved Player

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Sì è vero l'abbiamo già visto in questa rubrica ma se gioca meglio degli altri rookies non è colpa nostra e ci tocca inserirlo nella nostra rubrica. Esce da Providence, non certo un super college, ma qui si è fatto conoscere come uno dei migliori tiratori della storia dell'NCAA quindi, sependo queste cose, fa meno impressione vedere come anche questa abbia infilato 17 punti in 20 minuti col 100% da 3 punti a cui vanno aggiunti 2 rimbalzi e 3 assists. Sembra davvero l'unico giocatore dei Nets con voglia di scendere in campo dato che anche Deron Williams chiude con 10 punti e 7 assists in 32 minuti tirando con 2-12. Brooks sta sorprendendo come Landry Field l'anno scorso che aveva brillato fino all'arrivo di Carmelo Anthony, considerando che i Nets sono i più interessati all'acquisto di Dwight Howard, se questo scambio dovesse andare in porto, Brooks sarebbe destinato alla stessa fine di Fields? Forse invece i Nets hanno finalmente trovato la pedina di scambio adatta, il giocatore che davvero può interessare ad altre squadre in vista di scambi importanti; questo sarà il tempo a dirlo comunque una certezza resta, MarShon Brooks è sicuramente la piacevole sorpresa che nessuno si aspettava.



domenica 18 dicembre 2011

NBA Preseason, Day 2. Knicks in scioltezza, grandi esordi per Rubio e Fredette

di Luca Ngoi


Proseguono le gare di preparazione alla stagione regolare 2011-12. Nella notte buona prova dei New York Knicks, che superano senza problemi i Nets per 92-83; solo 6 punti per Deron Williams, tenuto comunque ad un minutaggio limitato proprio in vista dell'imminente inizio di stagione. Vittoria anche per Houston sul parquet casalingo per 101-87 contro i San Antonio Spurs grazie anche ai 14 punti di un Terrence WIlliams deciso a rifarsi di un inizio di carriera non esattamente scintillante; per gli Spurs parte in quintetto il redivivo TJ Ford che manda a segno 9 punti in sostituzione di Tony Parker. Veniamo ora ad una delle gare più attese della serata: quella vinta da Minnesota 117-96 su Milwaukee in cui tutti i riflettori erano per Ricky Rubio, rookie scelto al draft del 2008 ma che solo adesso ha deciso di oltrepassare l'Oceano. Lo spagnolo non ha deluso le aspettative dei tanti tifosi accorsi al Target Center, non tanto per punti segnati (solo 6), ma più che altro sotto l'aspetto dell'impatto sui due lati del campo: il numero 9 ha infatti distribuito ben 7 assist e recuperato 6 rimbalzi, giocando con una leadership solitamente estranea ad un rookie. Nella stessa partita buono anche l'esordio della seconda scelta assoluta, Derrick Williams autore di 14 punti, mentre tra le fila di Milwaukee il protagonista inaspettato è stato il rookie da Wisconsin Jon Leuer con i suoi 18 punti e 5 rimbalzi. Ci spostiamo adesso sulla Baia, dove è andato in scena il match più divertente della serata, quello vinto dai Golden State Warriors per 107-96 contro i Sacramento Kings, per i quali ha avuto una straordinaria partita il rookie forse più atteso di tutto l'anno assieme a Kyrie Irving, Jimmer Fredette, che non ha deluso le attese dei tanti tifosi dei Kings andando a segno con 21 punti (4/6 da 3), ma che comunque non sono bastati ai suoi (che ne hanno avuti 21 anche da Marcus Thornton) per domare i Warriors, guidati dai soliti Curry (22) ed Ellis (18), che grazie al gioco in super velocità voluto e predicato da Mark Jackson sono riusciti ad avere la meglio. Insomma, la nuova NBA è appena all'inizio, ma se queste sono le premesse ci sarà sicuramente da divertirsi.