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martedì 26 giugno 2012

Trade tra Minnesota e Houston. Dwight Howard all'orizzonte?


di Claudio Pavesi
Budinger con la sua ormai ex squadra
Photo by Streeter Lecka / Getty Images

Come sempre succede quando ci si avvicina al Draft, le franchigie sono sempre più attive sul mercato. Una dimostrazione di ciò ce la offrono gli Houston Rockets e i Minnesota Timberwolves, la squadra di Kevin Love ha infatti deciso di privarsi della diciottesima scelta al Draft in cambio dell'ala piccola/guardia Chase Budinger e di Lior Eliyahu, il cestita del Maccabi Tel-Aviv che quest'anno farà la Summer League con la sua nuova squadra NBA.
Minnesota ha guadagnato un ottimo atleta e un buon tiratore, Budinger infatti ha raggiunto il 40% al tiro dall'arco dei 3 punti nell'ultima stagione, annata in cui ha tenuto una media di 9.6 punti, 3.8 rimbalzi e 1.3 assist; Houston invece si è assicurata le sua terza scelta al primo giro, ora possiede la numero 14, la 16 e 18 e la sensazione è quella che i Rockets stiano pensando di fare una grande trade dato che, dopo aver preso la terza scelta nelle prime 20, hanno dichiarato di aver messo sul mercato Kyle Lowry e Kevin Martin, nientemeno che il playmaker e la guardia titolare: che l'obbiettivo finale sia Dwight Howard? Per ora quest'ultima considerazione è solo un'ipotesi ma le voci che condividono quest'idea non sono poche. Sarà vero? Sarà l'ennesimo capitolo di fantamercato? Per ora nulla è certo ma lo scopriremo presto.

domenica 26 febbraio 2012

Jeremy Evans e Kevin Love trionfano nell'All Star Saturday

di Luca Ngoi


Il consueto appuntamento del Sabato dell'All Star Game è tra i più attesi della kermesse di metà Febbraio, ma non certo per le esibizioni che aprono la serata, ovvero quella dello Shooting Stars, nel quale vecchie glorie NBA, giocatrici della WNBA e giocatori attuali si affrontano in una gara di tiro a squadre e quella dello Skills Challenge, nella quale sei stelle della Lega si danno battaglia (non esattamente all'ultimo sangue) in un percorso atto ad evidenziare le loro doti di ball handling e passaggio. Per la sola cronaca nella prima competizione è stato il Team New York, formato da Allan Houston, Landry Fields e Cappie Pondexter delle New York Liberty a trionfare in finale sul Team Texas guidato da un poliedrico Kenny Smith, visto finora nelle vesti di: commissioner del Rising Stars Challenge, partecipante allo Shooting Stars, presentatore ed intervistatore della gara delle schiacciate e telecronista (che poi sarebbe sempre il suo ruolo principale), insomma giornate piene quelle dell'ex Rocket. Nella seconda gara è stato invece Tony Parker a trionfare su Deron Williams, Kyrie Irving, John Wall e Russell Westbrook in un concorso come anticipato qualche riga fa non esattamente tra i più agguerriti, tanto che nella finale a tre sembrava quasi che i partecipanti giocassero a perderla, ma nonostante tutto c'è stato il tempo di vedere l'ennesima roboante schiacciata del week end di John Wall, pur completata al secondo o terzo tentativo.


Il volume dell'entusiasmo si è alzato durante il 3-point  Shootout, durante il quale Anthony Morrow ha pagato il suo tributo ad una leggenda di questo gioco come Drazen Petrovic, visto in NBA con la maglia dei suoi Nets, puntualmente indossata dalla guardia che però non è riuscita ad approdare in finale, nella quale a trionfare è stato Kevin Love dopo uno spareggio con Kevin Durant. Non ricorderemo questa gara per delle prestazioni balistiche clamorose, se è vero che Love per vincere ha totalizzato "soli" 17 punti, ben lontani dalle grandi prove passate di Jason Kapono, vincitore per due edizioni consecutive di questo concorso nel quale però trovare il ritmo in poco tempo è più che mai fondamentale ed un inizio più o meno convincente può risultare decisivo.
Come detto in apertura però il vero evento del sabato notte è sempre la gara delle schiacciate, nella quale si affrontavano Jeremy Evans, Paul George, Chase Budinger e Derrick Williams, giocatori giovani e in grado di saltare davvero in alto. Alla fine ad avere la meglio, grazie al nuovo formato che mette il responso in mano al pubblico di tutto il mondo che può votare attraverso il sito NBA.com, mandando sms o su Twitter (e come ti sbagli), è stata l'ala dei Jazz Evans, che ha cominciato piano salvo poi salire di tono con una schiacciata col doppio pallone saltando il compagno Gordon Hayward e mettendo su una discreta pagliacciata facendosi consegnare da un attore-postino la maglia del Postino per eccellenza: la leggenda dei Jazz Karl Malone e saltando poi il postino stesso in maniera piuttosto fragorosa, un siparietto chein giro per il globo potrebbe aver fatto la differenza per la sua vittoria finale. Da segnalare per gli altri la prima schiacciata di Chase Budinger, che ha saltato il famoso rapper e produttore P. Diddy su assist del compagno Chandler Parsons, non tanto per l'inventiva del gesto, ma quanto per la potenza della schiacciata; da ricordare poi, se non altro per la coreografia magniloquente la seconda schiacciata di Paul George, che ha spento le luci dell'Amway Center e, indossando una maglia speciale fosforescente è andato a schiacciare dopo un treesessanta, gesto al quale ha risposto lo stesso Budinger con un tributo a Cedric Ceballos, ex Phoenix Suns che schiacciò bendato, così come ha fatto l'ala dei Rockets che per l'occasione ha indossato la maglia del "Cedro" versione 1993. Insomma, per concludere, probabilmente questo slam dunk contest non passerà certo alla storia come il più bello di sempre, ma non si può dare la colpa a questi ragazzi che si sono impegnati per creare qualcosa di divertente e in parte ci sono riusciti: il problema è l'appeal che va dato all'evento, che senza grandi nomi verrà sempre criticato. Se solo Blake Griffin avesse accettato di difendere il titolo conquistato l'anno scorso siamo sicuri che i siti americani non definirebbero questo Slam Dunk Contest come "disastrous" (non c'è bisogno della traduzione) e se solo Lebron si avventurasse in questa sfida allora non si invocheranno più formati sbagliati e quant'altro. Serve una svolta, anche in queste "piccole cose" per far ri-decollare una Lega che ha dovuto attendere l'avvento di un taiwanese uscito da Harvard per ritrovare l'appeal perduto.

giovedì 16 febbraio 2012

Gara delle schiacciate, ecco chi parteciperà


di Claudio Pavesi


Dopo i partecipanti al tiro da 3 punti ecco anche quelli per l'attesissima gara delle schiacciate!
Come sapete non ci sarà Blake Griffin che preferisce riposare considerando che sarà impegnato anche venerdì al Rising Star Challenge Game e domanica nella ben più importante partita delle stelle, si era parlato di Lebron James ma non ci sarà nemmeno lui, i partecipanti infatti saranno Iman Shumpert (New York Knicks), Chase Budinger (Houston Rockets), Derrick Williams (Minnesota Timberwolves) e Paul George (Indiana Pacers).

Due rookies, un sophomore e un terzo anno, nessun nome altisonante ma non pensate per questo che questi quattro ragazzi non siano grandi atleti, Budinger è il più insospettabile di tutti, ala piccola, bianco ma che più bianco non si può, magro e con braccia lunghissime, un saltatore che non ti aspetti.

Iman Shumpert è la guardia rookie dei Knicks, per il gioco che ha New York non li si vede prendere il volo molte volte ma chi lo ha già visto l'anno scorso al college a Georgia Tech sa che cosa è in grado di fare (io personalmente ricordo un paio di schiacciate con rotazione a 360 gradi davvero da far brillare gli occhi). Ad assisterlo nelle schiacciate in coppia con un compagno ci sarà Jeremy Lin, sempre di più il fenomeno mediatico dell'anno, e fresco di convocazione allo Shooting Stars, competizione in cui si sfidano quattro squadre composte da tre giocatori ciascuna, una donna, un giocatore del passato e uno del presente.

Paul George è probabilmente il più esplosivo di tutti, ala piccola dei Pacers al secondo anno da Fresno State, saltatore prodigioso e assiduo frequentatore delle Top 10 per le migliori giocate settimanali, personalmente è l'uomo su cui punterei il mio dollaro per la vittoria finale e non lo dico solo perchè sono tifoso dei Pacers.

Derrick Williams è la seconda scelta assoluta del Draft di quest'anno proveniente dagli Arizona Wildcats come Chase Budinger anche se i due si sono mai incontrati nel campus dato che hanno frequentato in periodi diversi. Williams è una forza della natura, 109 chili di potenza perfettamente sparsi su 203 centimetri, può non essere particolarmente veloce ma parlando di verticalità è probabilmente il migliore della competizione inoltre potrebbe anche portarsi il suo compagno Ricky Rubio come come assistente per la schiacciata in coppia. Williams è molto chiacchierato ultimamente perchè, a quanto pare, Minnesota lo avrebbe offerto ai Lakers in cambio di Pau Gasol, sarà vero? Con che maglia parteciperà allo Slam Dunk Contest del 25 febbraio ad Orlando? Restate su Basketzone RTP per saperlo.