Visualizzazione post con etichetta Legabasket. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Legabasket. Mostra tutti i post

venerdì 6 luglio 2012

Basketball Jones: Ghemon "L'Hip-Hop mi ha insegnato a essere originale"


intervista realizzata da Claudio Pavesi
Photo courtesy of Ghemon Staff

Oggi la nostra rubrica di interviste musicali vi regala le parole di Ghemon, uno degli artisti migliori della nostra penisola come ha dimostrato il successo del suo ultimo lavoro "Qualcosa è Cambiato".


Cominciamo con la musica, precisamente con l'inizio della tua carriera. Come ti sei avvicinato al rap e come si è evoluta la tua passione durante l'esperienza con i Sangamaro? Come è cambiata la scena da quando hai iniziato a oggi?
Ho iniziato ad ascoltare rap nel 1994 e a farlo nel 95, ero molto molto giovane. Poi ho conosciuto un po’ di persone interessate alla faccenda, ci riunivamo in cantina e di lì abbiamo formato il nostro primo gruppo, appunto i Sangamaro. Era tutto diverso all’epoca, non avevamo internet e quindi ci siamo inventati un sacco di cose, è stato bello e rimane nei miei ricordi come una cosa positiva.

A proposito dei cambiamenti della scena hip-hop negli ultimi anni, se dovessi dare dei consigli ai giovani rapper alle prime armi cosa diresti?
Chiaro, semplice, pulito: LAVORATE. Non cercate scorciatoie.

Da che cosa è nata l'ispirazione per fare un disco profondo come "Qualcosa è Cambiato"? E soprattutto: da "Qualcosa Cambierà" a "Qualcosa è Cambiato", che filo conduttore hai tratto tra questi due lavori? E' davvero cambiato qualcosa?
L’ispirazione nasce dalla vita e dalla realtà. Io non invento nulla, o giù di lì. Perciò era tanta roba accumulata nella mia testa, nel mio cuore, nel mio stomaco. Ma non è finita perché c’è ancora un disco che fa parte dello stesso troncone di vita. Ovviamente il titolo “Qualcosa è Cambiato” non è causale. Le cose che non sono più uguali sono tante, è difficile riassumerle qui, ma nel disco ne le ho raccontate tutte.

Il tuo rap è sempre stato molto particolare, fine ed elaborato, pieno di influenze soul. A tal proposito i tuoi testi sono frutto di intuizioni e sensazioni istantanee oppure sono molto più ragionati e rielaborati?
Come dico sempre, non esiste uno metodo che sia quello. Gli spunti sono tanti, a volte ti costringono a fare di getto a volte a limare all’infinito. Cambia di volta in volta.

Da tempo si affianca al termine "rapper" anche un certo stereotipo di stile (dal vestiario al modo di porsi), stereotipo da cui sembri essere abbastanza lontano. Da cosa nasce l'esigenza di questo distacco?
Dagli inizi, quelli che erano nell’Hip Hop hanno fatto sempre la gara a chi aveva le scarpe più belle o la catena più lucida e più pesante. A me piace vestire bene e a modo mio, l’Hip Hop mi ha insegnato a essere originale, e non a portare la divisa. Altrimenti è stereotipo, e con quelli ho chiuso nel 94 !

I tuoi testi svariano tra argomenti sempre molto diversi tra loro, da quelli più profondi a fotografie della vita quotidiana come ad esempio "Voci nella Testa (Stentoree)". Quali sono le cose che ti ispirano di più nella tua vita quotidiana per scrivere i tuoi testi?
Tutto, credimi. “Ogni cosa è illuminata” (titolo di un bel film). Intendo dire, ogni cosa luccica al punto tale da diventare uno spunto, anche una carta sporca per strada. Perché le immagini sono un link che apre ad altro. Vi è capitato mai di vedere una cosa e per associazione di immagini finire a pensare in un minuto a tutt’altro? E poi dire “Come ho fatto ad arrivare a questo?”. Ecco, a me capita più o meno sempre!

Da tempo fai parte del collettivo Blue Nox, ormai una certezza dato che da tempo sforna prodotti di qualità sempre più alta. Com'è nato questo progetto? Si è mai pensato di fare un album della Blue Nox sfruttando tutti i membri del collettivo?
E’ nato perché volevamo trovare un luogo comune, un insieme in cui riunirci. Si in realtà avevamo pensato sia a un mixtape Blue Nox che a un album “Blue Nox Vs Unlimited Struggle”. Non so se ci sarà tempo di fare una cosa del genere, siamo in tanti e siamo impegnati. Non ci interessa fare troppe cose a scapito della qualità. Le persone si attendono molto da entrambe le crew, meglio fare il massimo sempre.

Su Blue-Nox.com, tu e gli altri membri, consigliate l'ascolto di artisti molto interessanti postando video delle loro canzoni. In un anno così pieno di produzioni musicali come questo 2012 quali sono i prodotti, italiani e non, che ti hanno colpito maggiormente e che, di conseguenza, consiglieresti?
Per una volta diciamo quelli italiani: Mecna, Johnny Marsiglia, Big Joe, Louis Dee, Egreen. Disco preferito per ora, senza offesa per gli altri, Bypass di Stokka & Madbuddy

Noi che ci occupiamo di questo blog siamo anche i conduttori di un programma radiofonico su una radio locale. Come noi anche tu conducevi un programma: Radio Fantasma, come è nata questa avventura? Ti piacerebbe un futuro nel mondo della radiofonia?
E’ nata per scherzo. Facevo tutto da solo. E ovviamente quando dico tutto intendo TUTTO. Non ho avuto più tempo di proseguire. Se mi chiedessero di rifarlo in etere, sarebbe un’esperienza che porterei avanti volentieri ma solo su un network nazionale. O il massimo o niente!

Concedimi la classica domanda riguardo i progetti futuri, cosa dobbiamo aspettarci da 440/Scritto nelle Stelle? Hai anche dichiarato che questo sarà il tuo ultimo lavoro hip-hop, hai per caso intenzione poi di dedicarti al ruolo di autore?
Parlo poco volentieri di questo disco per un solo motivo: voglio che le persone lo giudichino quando lo ascoltano. Parlarne prima è come spiegarti come è fatto un figlio che nascerà tra qualche mese. Ti posso dire il sesso, ma non il colore dei capelli, né che voti prenderà a scuola. Quello lo vediamo insieme tutti!

Photo courtesy of Ghemon Staff

Cambiamo ora argomento. Come si può capire facilmente dal nome del nostro blog la cosa di cui ci occupiamo maggiormente è la pallacanestro. Come è nata la tua passione per il basket?
Ho iniziato a giocare a 6 anni e ho alternato questo sport col calcio e il Karate, per tantissimi anni. Lo adoro, ma in generale mi piace lo sport tantissimo. Mi sarebbe piaciuto fare l’altleta!

Hai una passione particolare per qualche squadra, NBA o italiana che sia? Quali sono i tuoi miti cestistici di sempre e quali i giocatori che ammiri di più adesso? 
Ovviamente la mia squadra del cuore è la Scandone Avellino. Ho iniziato ad andare al palazzetto in B2, e tuttora seguo la squadra, dopo tanti anni di A1, sofferenze e grandi gioie come la Coppa Italia e la partecipazione all’Eurolega. In Nba non ho una squadra preferita o almeno non l’ho più avuta dopo la Orlando di Penny e Shaq. Mi piace molto Westbrook, mi piace Shumpert. Mi piace la gente che salta due metri ecco! Negli ultimi playoff ero per OKC.

C'è qualcuno nel mondo della musica con cui ti piace discutere di questa tua passione? Qualcuno che sia anche abbastanza competente.
Basket? Ce ne sono diversi che lo seguono. Calcio, assurdamente, di meno. Comunque i miei collaboratori stretti, come Kira (il ragazzo che cura i miei social network)  e Weps (il mio webmaster) e miei amici come Lustro dei Microphone Killarz , Eko 121 (grandissimo intenditore), Sumo, sono persone con cui parlo spesso di sport in generale, e soprattutto di basket. I rapper in ogni caso non sono molto per lo sport, con pochi colleghi posso parlare di sport…fa un po’ ridere ma è così.

All'interno di 440/Scritto nelle Stelle potresti regalarci una canzone a sfondo cestistico così da fondere due delle tue passioni.
Sarebbe bello, ma mi limiterò ad andare al campetto qua sotto a sistemare il mio tiro dalla lunetta che mi ricorda le percentuali di Shaq ai bei tempi.


Ringraziamo davvero di cuore Ghemon, molto disponibile nel rispondere alle nostre domande nonostante i tanti impegni. Un grazie di cuore va anche al suo intero staff e a Filippo Giorgi, anche loro molto disponibili e fondamentali nella realizzazione di questa intervista.
Ovviamente per altre interviste, musicali e non, sapete dove cercare: ovviamente su Basketzone RTP.

mercoledì 4 luglio 2012

Siena passa all'HD, si muove il Cincia, Hairston resta a Milano e Mazzarino a Cantù, mentre la Virtus...

di Luca Ngoi

Photo by: Yahoosports
Anche nella giornata di oggi sono state molte le trattative di mercato, tra addii, conferme e idee nuove. Cominciamo da Siena, che come vi avevamo già anticipato ieri ha completato l'ingaggio del playmaker della nazionale Daniel Hackett, firmato con un contratto biennale e con un ingaggio da grande giocatore. L'addio a Pesaro è avvenuto nelle scorse ore con le lacrime agli occhi, mentre ora comincia l'avventura senese, in un club che si aspetta molto da lui sia in qualità di cambio di McCalebb sia affiancandolo allo stesso leader offensivo in posizione di guardia, forse il ruolo che più gli calza a pennello. Non era una novità che sul pesarese d'America ci fosse da qualche tempo anche l'Olimpia Milano, rimasta colpita dalle gesta del ragazzo nella combatutta serie playoff disputata quest'anno, ma la differenza l'ha fatta l'attenzione che la squadra toscana ha riposto in lui per tutto l'anno dunque sarà ancora una volta Hackett contro Milano, ma in questo caso potrebbero rivedersi in finale.
Continuiamo con le notizie relative a Milano riportandovi quella del rinnovo contrattuale di Malik Hairston, a differenza di quello che avevamo scritto nelle scorse ore quando l'ex Oregon University sembrava vicinissimo a cambiare casacca in favore di un club più blasonato come poteva essere il CSKA di Messina o inseguendo i ponti d'oro offerti dalle squadre turche. Hairston invece ha accettato la proposta dell'Olimpia firmando per altri due anni e ha anche rilasciato qualche dichiarazione, seppur di circostanza: "Sono molto felice di tornare a Milano e proseguire nel progetto che abbiamo avviato tutti insieme. L'obiettivo è vincere sia in Italia che in Europa". Non si pone dunque limiti la guardia\ala, che andrà a comporre insieme a Langford la coppia di esterni più atletica, dinamica e versatile del campionato. I due infatti saranno intercambiabili e potranno fornire a coach Scariolo una serie di opzioni sul perimetro pressochè illimitata, alternando quintetti piccoli e atletici ad altri alti e fisici. Se Siena non scherza sicuramente Milano non sta a guardare.
Altre news arrivano da Cantù, soprattutto in uscita poichè è di queste ore il forte interessamento della Trenkwalder Reggio Emilia su Andrea Cinciarini, il quale è fortemente in rotta col club biancoblu a causa della volontà della squadra stessa di cederlo ma soltanto in prestito, soluzione a lui decisamente sgradita. Qualche tempo fa vi avevamo raccontato di un interessamento anche di Varese, ma la soluzione preferita dell'ex playmaker di Pavia sarebbe proprio Reggio, dove sarebbe al centro del progetto tecnico e dove potrebbe ritrovare l'amico Michele Antonutti, oltre a coach Max Menetti, guida tecnica per lui perfetta. In questo modo tra l'altro Reggio potrebbe riuscire a prendere un americano in un ruolo diverso dalla regia, e magari andare su un lungo che faccia da chioccia al giovane Riccardo Cervi (che dovrebbe rimanere in rosa) così da liberare l'attuale esterno USA Dawan Robinson. Sempre in uscita Cantù ha praticamente ufficializzato la separazione da Gianluca Basile, che ritornerà sul mercato degli svincolati e sarà sicuramente appetito da diversi club di Serie A, primo tra tutti Milano che proprio nei secondi in cui scriviamo sembra vicinissima all'acquisto della guardia ex simbolo della Fortitudo, e contestualmente ha confermato anche per l'anno prossimo il capitano Nicolas Mazzarino, diversamente da quelle che erano le indicazioni di coach Trinchieri, che nelle scorse ore non ha escluso di voler provare un'esperienza all'estero.
Chiudiamo con due grosse notizie riguardanti la Virtus Bologna, che nella giornata di ieri aveva manifestato un discreto interesse nell'ala Matt Howard, che qualcuno ricorderà trascinatore di Butler a una finale NCAA ma nell'ultimo anno protagonista della sua prima stagione europea in Germania con la maglia di Ludwingsburg. Se ieri la pista sembrava interessante ma poco percorribile oggi ha ripreso piede, insieme a quella che porta ad un'altra idea del presidente Sabatini: portare in Virtus una bandiera storica della Fortitudo ovvero Stefano Mancinelli, ormai sempre più lontano da Milano e che interessa anche a squadre turche come Besiktas e Fenerbahce. Sicuramente la trattativa, se poi portata a termine, non farà che infuriare i tifosi dell'altra metà di Bologna, ma allo stesso tempo potrebbe portare molte gioie alla parte bianconera di Basket City che acquisirebbe il capitano della Nazionale nonchè un giocatore ancora in grado di dare tanto al nostro movimento cestistico.

martedì 3 luglio 2012

Milano prende Langford e Chiotti, ma il mercato non si ferma; Zisis a Bilbao

di Luca Ngoi

Photo by: daylibasket.it

Arriva anche l'ufficialità per Keith Langford a Milano. L'americano ex Virtus ha firmato un contratto biennale che lo legherà ad un'Olimpia che non pensa minimamente di smobilitare dopo la finale raggiunta quest'anno. La guardia ha militato nell'ultima stagione al Maccabi Tel Aviv, dove ha prodotto 10.8 punti di media sommati a 2.0 assist a gara, tirando male da tre (32.5 percento) e nettamente meglio da due (49.4 percento). A Milano garantirà quella dinamicità e quella versatilità che forniva anche Malik Hairston, il quale sta valutando offerte soprattutto dal CSKA di Ettore Messina (fino a ieri la favorita ad aggiudicarselo), dal Fenerbahce di Pianigiani e, notizia fresca fresca, anche dall'Efes di OKtay Mahmuti, tutte pronte ad offrirgli ponti d'oro visto che sembra ormai palese che l'ex Siena non rinnoverà con la società di Giorgio Armani. Sempre sul fronte acquisti è di qualche giorno fa l'ingaggio del centro passaportato David Chiotti, uscito da Casale e che sarà probabilmente il sostituto di Mason Rocca, sempre più indirizzato verso la cessione. In questo caso Milano guadagna un lottatore al pari dell'ex giocatore della Nazionale italiana, ma con molto più impatto fisico e in grado di non soffrire anche contro centri di Eurolega, inoltre pur non essendo uno specialista sa anche tirare i liberi meglio dell'ormai ex capitano biancorosso e quest'avventura in maglia milanese potrebbe rappresentare per lui il definitivo salto di qualità dopo l'ottima stagione a livello personale vissuta a Casale. Parlando ancora del mercato in entrata Sergio Scariolo vorrebbe ingaggiare un sostituto nel ruolo di playmaker per Omar Cook, e visto che il secondo spot per l'extracomunitario è stato speso per Langford si dovrà forzatamente andare su un europeo oppure su un americano passaportato. E allora ecco tre nomi principali: l'usato sicuro rappresentato da Earl Calloway, ex Valencia (come Cook) e di provata esperienza europea anche di alto livello; Taurean Green, ex grande talento a livello collegiale con Florida e poi passato per Gran Canaria dove ha disputato una stagione di buon livello uscendo dalla panchina ma ancora a secco di esperienza in Eurolega, e infine Andrew Albicy, francese e talento purissimo che sarebbe perfetto per entrare a partita in corso e fornire un cambio di passo sfruttando le sue doti atletiche di primo livello. Anche in questo caso l'esperienza di Eurolega è praticamente assente, ma il ragazzo ha già giocato e vinto un Europeo under 20 con la sua Nazionale ed era nella rosa che conquistò l'argento europeo l'anno scorso in finale contro la Spagna, dunque preparato a giocare su palcoscenici di grande spessore.
Sul fronte cessioni, oltre all'ormai quasi sicura partenza di Hairston, è da registrare anche il prossimo prestito di Juan Fernandez, playmaker argentino ma di passaporto italico uscito da Temple e che Milano aveva opzionato sul finire della stagione collegiale come vi avevamo già anticipato mesi or sono. Per regolamento infatti le squadre italiane non possono avere più di un giocatore passaportato in quota italiani e dunque il giovane regista verrà girato per una stagione in Serie A, con Pesaro, Cremona e Brindisi tra le squadre più accreditate ad accaparrarselo.
Si continua col mercato in uscita anche a Siena, che in attesa di formalizzare l'acquisto di Daniel Hackett dà l'addio a Nikos Zisis, il quale approderà a Bilbao per sostituire Aaron Jackson e cercare di riportare i Men In Black sul tetto di Spagna dopo una stagione di alti e bassi ma tutto sommato positiva.

martedì 26 giugno 2012

Virtus, ecco il rinnovo di Poeta, Varese sul Cincia

di Luca Ngoi


In attesa dei grandi colpi delle big (a Siena ancora soltanto voci) le due più grandi protagoniste del mercato italiano sono senza dubbio la Virtus Bologna e la Cimberio Varese.
Partiamo dagli emiliani, che dopo un lungo tira e molla sono riusciti a rinnovare il contratto al playmaker campano Giuseppe Poeta, il quale ha accettato un prolungamento di tre anni con il club bianconero, ovviamente molto felice come confermano le parole del patron Sabatini: "Sono entusiasta, per noi è una giornata molto importante. Siamo ben felici di consolidare il nostro rapporto con Peppe Poeta che era il nostro primo obiettivo" . D'ora in poi si penserà al resto della squadra, con l'attenzione puntata sulla guardia americana (Janning in pole) e con un'indiscrezione riguardante Mason Rocca, nuovo obiettivo per il settore lunghi.
Per quanto riguarda Varese, dopo la firma con Ebi Ere, continuano le trattative per portare in Lombardia Brandon Bowman, ala che guarda caso interesserebbe anche ai virtussini. La priorità comunque resta la firma dell'americano, dopo il quale ci si concentrerà sul playmaker con un forte interesse per Andrea Cinciarini, che non ha ancora chiarito le proprie priorità con Cantù, che potrebbe scegliere di preferirgli Tabu come playmaker cardine. Da lì in poi si ragionerà per un'eventuale conferma di Rannikko e per gli altri reparti in base alle regole che definiscono la situazione comunitari ed extra comunitari del nostro campionato.

giovedì 21 giugno 2012

Colpo di Torino, Pillastrini è il nuovo coach, tutti i rumors di inizio mercato

di Luca Ngoi


Tanti i rumours e le voci in questi inizio di mercato. Ancora poche le ufficializzazioni ma i general manager di tutta Italia sono da giorni al lavoro per costruire le loro nuove squadre. Tra questi è stato Julio Trovato, dirigente della PMS Torino (compagna di DNA di Pavia) ad effettuare il primo colpo per la panchina firmando Stefano Pillastrini e strappandolo alla concorrenza di Casale in Legadue e affermando la volontà di costruire una vera e propria corazzata che punti alla promozione diretta.
Per la prossima notizia trasferiamoci in Serie A, dove prendono vita le strategie di Varese, che sta per ufficializzare l'ingaggio dell'ex Caserta Ebi Ere e che si sta facendo sotto per l'ala Brandon Bowman, già passato per il campionato italiano alla sua prima esperienza fuori da Georgetown quando giocò anche molto bene con Novara in Legadue. L'obiettivo di Vitucci sarebbe in primis quello di sostituire Diawara, nella lista dei partenti, ma anche di poter creare una squadra molto atletica e duttile a partire dagli esterni, elemento fondamentale nello scacchiere tattico del coach ex Avellino. Una volta raggiunto l'accordo con Bowman si potrà arrivare a parlare dei lunghi, dove le idee non sono ancora chiare e per i quali si fanno diversi nomi, compresa la conferma di Talts, che resterebbe nel caso si puntasse su due lunghi atipici e in grado di tirare anche da fuori per cui si andrebbe poi a creare una rotazione a tre giocatori ma in grado di ricoprire più ruoli.
Rimaniamo in Serie A e continuiamo a parlare di scelte per la panchina, con Montegranaro alle prese con il problema Giorgio Valli. Tra le parti si è svolto martedì un incontro che in teoria avrebbe dovuto essere una pura formalità in vista del successivo rinnovo, e invece coach e dirigenza si sono trovati in netta divergenza per due fondamentali motivi: il primo è quello economico, vista la volontà di abbassare i costi generali, tra i quali ovviamente anche l'ingaggio del coach e il secondo (legato al primo) è il conseguente abbassamento del budget per il mercato. L'ex allenatore di Ferrara avrebbe sorvolerebbe anche sulla questione ingaggio a condizione che si possa costruire una squadra in grado di salvarsi senza problemi. Per questo obiettivo l'intenzione sarebbe quella di confermare sia Valerio Mazzola sia Fabio Di Bella, il quale però ha (anche qui) un ingaggio troppo alto, insostenibile per i nuovi parametri della dirigenza marchigiana. Valli si è preso ancora qualche giorno per pensarci, ma tutti i segnali fanno pensare ad un allontanamento definitivo.
Torniamo a parlare di giocatori per spiegare la situazione legata alla prossima guardia della Virtus Bologna, che dopo aver sondato gli umori dell'ex Casale Matt Janning, con il quale però la trattativa pare andare verso un progressivo raffreddamento, sembra voler virare su Andy Rautins (nei radar anche di Varese prima dell'arrivo di Ere), classico tiratore bianco da Syracuse e scelto anche in NBA dai New York Knicks nello stesso Draft di Gallinari e reduce da una stagione da 7.1 punti di media con il 33.7 percento da 3 in ACB ad Alicante. Nello stesso tempo si cerca sempre di convincere Poeta a restare, anche se le distanze sembrano ancora molto ampie.
Continua anche il mercato di Milano, che dopo aver acquisito Richard Hendrix compie la prima operazione in uscita mandando il classe '91 Leon Radosevic in prestito al Lietuvos Rytas, dove potrà giocare con molta più continuità rispetto all'Olimpia, che dall'altro canto pare orientata a trattenere Ioannis Bourousis ancora per un altro anno viste le positive prove in finale contro Siena.
Chiudiamo con una notizia legata indirettamente anche alla Pallacanestro Pavia, visto che è di queste ore l'interessamento della Fortitudo Bologna per Riccardo Pederzini, il quale ha giocato la Summer League di Imola proprio con la casacca biancoblu e che ha fatto una buona impressione allo staff della Effe, che comunque dovrà prima decidere il nuovo allenatore (Cavina il favorito, ma si potrebbe virare sulla sorpresa Gennaro Di Carlo, ex Sant'Antimo) e poi muoversi per il vero e proprio mercato.

martedì 19 giugno 2012

La nuova Olimpia comincia coi botti: il primo acquisto è Richard Hendrix

di Luca Ngoi


Neanche il tempo di chiudere i battenti per questa stagione che l'Olimpia Milano piazza il primo colpo della sua campagna acquisti. SI tratta del lungo Richard Hendrix, che gli appassionati di college basketball ricorderanno con la maglia degli Alabama Crimson Tide dal 2005 al 2008. Nell'ultima stagione Hendrix ha giocato con la maglia del Maccabi Tel Aviv una solida stagione in Eurolega, entrando dalla panchina per 20 minuti di media segnando 10 punti e catturando 5.8 rimbalzi a gara. Il giocatore era stato scelto anche in NBA dai Golden State Warriors, che però non credettero mai in lui facendolo girovagare da subito in D-League con i Bakersfield Jam prima e con i Dakota Wizards poi.
L'Olimpia dunque si porta in casa un giocatore di grande atletismo, dai mezzi tecnici sicuramente non sopraffini ma che porterà alla causa tanta energia e fisicità, un prototipo molto diverso da Antonis Fotsis, attualmente il titolare del ruolo ma che non ha convinto pienamente, soprattutto visto il relativo impatto avuto nei playoff e che dunque potrebbe essere sacrificato per far posto al ragazzo da Alabama. Il mercato comunque è ancora agli inizi, ma prepariamoci ad un'altra campagna faraonica da parte di Livio Proli e Giorgio Armani sotto la cura di coach Scariolo.

Siena nella storia: sesto titolo di fila, ma Pianigiani va verso il Fenerbahce

di Luca Ngoi


Siena è riuscita in ciò che nessun altra squadra prima d'ora era mai riuscita a fare: completare il famoso repeat del threepeat. Gli ultimi a riuscire a compiere un'impresa di questo genere erano stati i Chicago Bulls, che nelle proprie fila annoveravano però un certo Micheal Jordan, e in panchina avevano un mago di nome Phil Jackson. Non esattamente due personaggi che capitano tutti i giorni.
Anche Siena, nel suo piccolo e fatte le dovute proporzioni, ha il suo MJ. Si tratta del folletto "macedone" Bo McCalebb ed è proprio da qui che vogliamo partire nella nostra analisi di questo storico scudetto, il settimo nella storia del club. B-Mac arrivò a Siena l'anno scorso dopo aver disputato un'annata stupefacente con la maglia del Partizan Belgrado, trascinato praticamente in solitario fino alle Final Four dove perse di misura con l'Olympiacos. Arrivato in Italia per sostituire il leggendario Terrell McIntyre qualcuno aveva diversi dubbi al suo riguardo, dubbi che però vennero spazzati via dopo una manciata di partite, il tempo di ambientarsi e di fiutare l'ambiente in cui era capitato. Se lo si valutasse dai nudi e crudi numeri in regular season (13.9 punti, 3.5 assist, 35.7 da tre) si potrebbe anche pensare che tutto sommato il ragazzo non sia nulla di che, un giocatore normale che dà il suo contributo insomma. E invece a guardare le partite ci si accorge che intanto il plus\minus medio è un non disprezzabile 7.9 (10.1 nei playoff), il che sta a significare che con lui in campo la squadra domina gli avversari quasi sempre, cambiando nettamente ritmo. Il tutto è testimoniato dal meritatissimo premio di MVP della finale, giocata in pieno controllo e dando l'impressione di poter alzare e abbassare i ritmi a piacimento, seminando il panico nella pur buona difesa milanese e dimostrando di essere realmente diventato se non il migliore uno dei tre migliori giocatori presenti in campo europeo.
Essendo però il basket uno sport di squadra non è possibile dimenticare in questo scudetto l'apporto decisivo di tutti gli altri giocatori, alcuni dei quali probabilmente alla fine del loro ciclo senese. Primo tra tutti il capitano Shaun Stonerook, protagonista di tutti e sei i titoli biancoverdi e ancora decisivo con le sue triple, la sua regia occulta e i suoi "intangibles" anche in questa finale, giocata ad un livello in cui non lo si vedeva da moltissimo tempo. Impossibile dimenticare anche l'importanza di Ksistof Lavrinovic, ormai totalmente a suo agio nel ruolo di sesto uomo che entra e cambia la gara potendo prendersi tiri e responsabilità che viceversa partendo in quintetto non potrebbe avere, così come i vari Aradori (dimostratosi un giocatore di ruolo ma che può avere un impatto a livello di punti in ogni partita), Zisis (cambio importantissimo per dare ordine nei momenti di follia di McCalebb), per finire con Carraretto e Ress, forse non esattamente compatibili ad altissimo livello europeo ma ormai uomini di provata esperienza e che di questo sistema sanno tutto e il contrario di tutto.
Non ci siamo dimenticati ovviamente di David Andersen, il giocatore che c'era nel primo scudetto, conquistato con Charlie Recalcati e che è tornato in questa stagione in cui ha disputato grandi partite alternate a gare anonime ma che comunque ha aiutato Siena soprattutto a non subire eccessivamente il gap fisico con le altre grandi d'Europa. Ma la Montepaschi non sarebbe quello che è adesso se non avesse avuto tra i suoi un altro elemento fondamentale: Rimantas Kaukenas, guardia che ha saputo unire all'estrema classe che lo ha sempre contraddistinto anche un cuore e una presenza nei momenti fondamentali delle partite che lo hanno riportato nell'elite degli esterni europei dopo la brutta parentesi di Madrid, e assieme a lui Igor Rakocevic e Bootsy Thornton arrivati a stagione in corso e che hanno avuto impatti sostanzialmente diversi. Il croato doveva essere uno dei go to guys della squadra, ma non si è mai realmente ambientato, ha sempre fatto molta fatica e di fatto non è mai riuscito ad offrire il 100 percento di sè stesso alla causa (capita anche ai migliori), mentre l'americano, comunque avvantaggiato da una precedente esperienza in toscana, è riuscito ad avere più continuità nonostante la sua veneranda età ed in alcuni momenti è sembrato anche decisivo.
Tutto ciò comunque non sarebbe potuto succedere senza la guida di un tecnico come Simone Pianigiani, che ormai ha raggiunto tutto ciò che si poteva raggiungere con questo gruppo, ha centrato per quattro anni consecutivi il grande slam italiano fallendo soltanto il premio più grosso: l'Eurolega.
Proprio per questo motivo sono sempre più insistenti le voci che danno il c.t. della Nazionale via dalla sua città e dalla sua squadra, e più precisamente in Turchia, al Fenerbahce. Pianigiani ha ormai fatto la storia del basket italiano e crede di aver sfruttato completamente le potenzialità di un gruppo che gli ha dato soddisfazioni immense ma che, come detto, non è riuscito in più di un'occasione ad andare fino all'ultimo atto di Eurolega nonostante due Final Four. E' sempre mancato quel centesimo per fare l'euro, per circostanze diverse e discutibili ma probabilmente con questi giocatori e soprattutto questo budget arrivare più in là di una Final Four (comunque non cosa da tutti) sembra un'impresa più titanica delle altre.
Domani a Siena è prevista la conferenza stampa del coach, che con tutta probabilità sarà l'ultima e che dunque lo porterà a firmare nei prossimi giorni il suo contratto con i turchi, dove avrebbe tutta l'intenzione di portarsi non solo Luca Dalmonte come assistente (in tal caso sarà seguito anche dal figlio Lorenzo) ma anche da una nutrita colonia senese. L'obiettivo primario di Pianigiani infatti sarebbe proprio il fresco MVP delle finali, Bo McCalebb per il quale comunque ci sarebbe da contrattare un lauto buyout con Siena, mentre l'altro pretoriano che potrebbe seguirlo sarebbe il lituano Lavrinovic, pronto a fare coppia col fratello Darius già in forza ai turchi. 
Tutto ciò comunque si potrà capire da domani. Per ora possiamo ancora fare soltanto i complimenti a questa Siena, grande organizzazione prima che grande squadra. Il futuro è incerto, e probabilmente si dovrà rifondare ma la mentalità vincente rimarrà, ed è quella il primo passo fondamentale verso nuovi successi.

domenica 17 giugno 2012

Nazionale Sperimentale, da qui passa il futuro del nostro basket

di Luca Ngoi

Photo by: flickr.com


Quello della Nazionale Sperimentale è uno di quei progetti che fanno intravedere una qual certa speranza nel destino di un movimento cestistico, quello italiano, piuttosto mal ridotto da una serie lunghissima di insuccessi. L'ultima grande emozione è ancora scolpita negli occhi di tutti gli appassionati: quell'argento olimpico ad Atene grazie ai vari Pozzecco, Basile, Galanda etc etc. Ma come è ben noto i campioni non si creano dal nulla: bisogna programmare, lavorare, reclutare insomma è necessario lavorare a fondo per anni su giocatori, strutture e metodologie per tentare di arrivare davvero in alto. In questo senso una Nazionale Sperimentale, una Selezione "B" parallela a quella ufficiale è un bel modo di far crescere i propri migliori talenti in tutta tranquillità e senza quelle pressioni legate ai risultati che possono in un certo senso bloccare o rallentare la crescita dei giovani, che però allo stesso tempo possono sfruttare diversi giorni allenandosi con uno staff di primissimo livello e con le migliori strutture a loro disposizione.
A conferma dello staff tecnico di prima qualità vi citiamo soltanto qualche nome. Gli allenatori infatti sono Luca Dalmonte, Andrea Capobianco e Alessandro Ramagli, i primi due assistenti di Pianigiani anche per la Nazionale vera e propria, mentre il secondo è stato chiamato dallo stesso commissario tecnico verso la fine del campionato perchè è importante concedere un'occasione di formazione non solo ai giocatori ma anche ai tecnici. Il tutto si svolge sotto la preparazione fisica di Francesco Cuzzolin, personal trainer di Andrea Bargnani nonchè preparatore anche dei Toronto Raptors e ovviamente della Nazionale maggiore. 
Insomma, uno staff che riunisce la crème de la crème italiana a livello tecnico, ma anche e soprattutto di giocatori, la parte fondamentale di questo ritiro a Folgaria. L'obiettivo è trovare qualche elemento che, se non da subito, possa far parte del gruppo della Nazionale per dare un contributo vero e proprio, e non sarà difficile in un gruppo che riunisce tanto talento combinato alla gioventù. I nomi che spiccano su tutti sono quelli di Riccardo Moraschini, guardia della Virtus Bologna e assentatosi dal ritiro per tre giorni in quanto partecipante all'Adidas Euro Camp di Treviso in cui si è potuto confrontare con i migliori prospetti europei e ha avuto l'occasione di farsi notare per la prima volta anche da scout NBA, e Achille Polonara, ala che è esplosa in questo campionato a Teramo soprattutto nella parte finale della stagione in cui ha dimostrato di poter reggere il peso di una squadra di Serie A quasi da solo alla tenera età di 21 anni, una rarità in un Paese per vecchi.

Photo by:basketnet.net
Non solo il virrtussino e il teramano nelle convocazioni del trio di allenatori, che hanno scelto di premiare anche giocatori della serie in cui ha militato Pavia, la DNA, come Marco Portannese, che tanto bene ha fatto con la maglia di Torino, o Jacopo Borra, il lungagnone di Treviglio ma di scuola Fortitudo o ancora Filippo Baldi Rossi, ala grande che abbiamo visto a Perugia. Chiaro che non potranno rientrare immediatamente nei piani di coach Pianigiani, ma con un'altra stagione a buoni livelli, magari in Legadue se non addirittura in Serie A (quello che ha più possibilità in questo senso è a nostro avviso Baldi Rossi) l'esperienza crescerà e le possibilità di una futura chiamata saranno maggiori. Proseguendo nella lista dei convocati troviamo anche la guardia di Jesi Marco Santiangeli, ormai uomo di rotazione in Legadue e pronto ad avere sempre più responsabilità, così come il classe '90 David Cournooh, finalmente esploso ad Imola quest'anno ma chiamato alla riconferma ad un livello più alto. Chiamati a far parte del gruppo anche Gabriele Ganeto, Valerio Mazzola e Daniele Magro, ormai non più inseribili tra i giovanissimi ma comunque protagonisti di buone annate in Serie A (Mazzola è stato anche uomo mercato molto richiesto) con le maglie di Varese, Montegranaro e Venezia e attesi dunque al salto di qualità successivo.
In questa lista manca Andrea De Nicolao, playmaker di Treviso che meritava a pieno titolo una chiamata che forse arriverà però nella lunga pre-selezione di Pianigiani a metà Luglio, o almeno così speriamo per un giocatore che ha messo in mostra grandissima qualità e che potrebbe far comodo data la scarsità di playmaker puri (anche in questo gruppo sperimentale).
Gli azzurri partiranno proprio oggi alla volta di Atene, dove domani e dopodomani disputeranno una serie di due amichevoli contro la selezione olimpica greca. La disparità sarà chiaramente palese, ma siamo comunque certi che due test internazionali così importanti non possano che far bene a questo gruppo, che sarebbe rimasto viceversa incompleto senza disputare nemmeno una partita, ed è bene che sia contro uno dei migliori avversari disponibili come la forte nazionale greca così da maturare un minimo di esperienza internazionale che molti dei ragazzi aggregati non hanno mai avuto e che potrà eventualmente servire in un futuro.
Sarà pur vero che tante sono le cose che non funzionano nel nostro movimento cestistico, soprattutto ai vertici dello stesso, ma iniziative come questa, ben curate anche nei minimi dettagli, senza lasciare nulla al caso dimostrano che, con impegno e buona volontà, è possibile creare un futuro migliore anche per la Nazionale azzurra.

martedì 22 maggio 2012

Playoffs Memories; Milano vola, Cantù frena, ma complimenti a Venezia e...al sito della Lega

di Luca Ngoi

Photo by: quotidiano.net

Altra sera, altro appuntamento con le novità dei playoff in Serie A. Come al solito sono due le gare disputate in serata, quella tra Milano e Venezia, che ha visto la vittoria dei lombardi proprio sul filo del rasoio per 80-82 e quella, più netta, di Pesaro in casa contro Cantù per 91-78 riaprendo così la serie sul 2-1. Chiude invece i conti Milano che è la prima semifinalista del campionato e avrà qualche giorno in più per riposare e aspettare la vincente proprio della serie tra gli acerrimi nemici canturini e i marchigiani. Ma non perdiamo ulteriore tempo e andiamo a trarre qualche considerazione sulle partite di oggi con un occhio anche alle altre.

Le ultime due partite di Venezia dimostrano come la squadra intera stia imparando pian piano a giocare ad un livello mai sperimentato. Coach Mazzon allena una squadra in cui le responsabilità sono divise equamente. Nell’ultimo atto della serie, al Palaverde i veneti hanno mandato quattro giocatori in doppia cifra e Szewczyk ha chiuso con 9 punti e 5 rimbalzi. Dell’importanza di Rosselli vi abbiamo già raccontato ieri (anche stasera 13 punti e 8 rimbalzi), ma una cosa è certa: continuando con questo progetto e confermando le pedine chiave un altro anno ad alti livelli in Laguna è più che possibile.

Con questa per Milano fanno undici vittorie consecutive (4-1 stagionale con Venezia), una striscia importante che dimostra come la squadra sia migliorata nel gioco di squadra col passare della stagione e anche i vari innesti (Bremer prima e Dentmon ora) hanno saputo adattarsi alla perfezione nello scacchiere di coach Scariolo, come dimostra un dato impressionante: in questa striscia il 57.8 percento dei canestri sono stati assistiti, e crediamo che non ci possa essere notizia migliore per un coach a qualsiasi livello. Le buone novelle però non finiscono qui perché, sempre all’interno della winning streak milanese la squadra ha tirato con quasi il 60 percento da due (59.8 per la precisione) e con il 41.3 dalla lunga distanza. Numeri destinati a diminuire con l’alzarsi della competizione, ma che sicuramente mettono fiducia.

Pesaro si gioca tutto all’Adriatic Arena, ormai è chiaro. La squadra di coach Dalmonte veniva da due sconfitte pesanti in cui è stata poco in partita con Cantù, soprattutto in gara 2 durante la quale la squadra è stata surclassata in tutto e per tutto tirando con un orrendo 15.4 percento da 3 (2\13) e non trovando supporto da nessuno dei propri big, ma forse soprattutto dai suoi “gregari”. Il caso più eclatante? Daniel Hackett, passato dai 3 punti in 32 minuti con un agghiacciante -22 di plus\minus ad un decisamente più accettabile rendimento di 9 punti in 29 minuti con 3 assist e +10 con lui in campo.  L’aria di casa fa miracoli, e in questo caso può riaccendere la serie.

Cantù ha avuto comunque più di una chance per vincere anche gara 3 e chiudere la serie. Ben quattro gli uomini in doppia cifra, con un ottimo Greg Brunner da 18 e 8 rimbalzi, Mazzarino presente all’appello e se vogliamo farne una questione di palle perse e mal trattamento della sfera anche qui vincono i canturini: 16 perse contro le 19 dei padroni di casa, che però hanno saputo imporre meglio il proprio ritmo. Ci si poteva e ci si doveva però aspettare un rendimento migliore da Gianluca Basile, limitato a soli 6 punti (comunque uno in più rispetto a gara 2) ma con un poco incoraggiante -20 al solito plus\minus. Sono mancate le sue giocate di energia, che solitamente spezzano la gara per coach Trinchieri, ma è proprio nelle gare più difficili che il Baso di solito esce allo scoperto, quindi occhio a gara 4.

Chiudiamo infine con una nota di colore: un plauso alla Legabasket, che dimostra di stare al passo coi tempi rendendo sempre più interattiva e importante l’esperienza della post season tramite l’ormai obbligatorio account su Twitter, dove è possibile partecipare e dire la propria attraverso l’hashtag “imieplayoff”, un canale Youtube ma soprattutto rinnovando il look del proprio sito internet, dove si possono trovare, oltre alle gallerie fotografiche e alle statistiche d’ordinanza anche dei resoconti dettagliati partita per partita e serie per serie. L’NBA è un’altra cosa, ma la volontà di arrivare sempre più in alto c’è.

lunedì 21 maggio 2012

Playoffs Memories: Il tiro di Diener è l'anima del basket, solo applausi per Venezia e Sassari

di Luca Ngoi

Photo by: repubblica.it

In occasione dell’inizio dei playoff nella nostra Serie A cerchiamo di analizzare ciò che sta accadendo durante questi primi turni a mo’ di pensieri sparsi e un po’ schematici. Cercheremo di tenervi aggiornati su tutto ciò che succederà giorno per giorno formando una sorta di diario di una post season che si sta già dimostrando piuttosto emozionante. Non perdiamo dunque tempo e buttiamoci subito nell’analisi dei primi giorni di partite dei playoff 2012.

La profondità di Milano è impressionante. Vista dal vivo la squadra di coach Scariolo è apparsa superiore in tutto e per tutto all’Umana Venezia, con una panchina sconfinata. Il terzo lungo è di fatto Niccolò Melli, alternato ad un sempre solido Mason Rocca. Per ora questi due cambi sembrano bastare ed è chiaro che andranno testati col passare del tempo, ma comunque è chiaro che la chimica di questa squadra va crescendo giorno per giorno, inoltre l’innesto di Justin Dentmon sta riuscendo alla perfezione a dispetto dei dubbi dello stesso coach. Si può solo migliorare.

Complimenti a Venezia e in particolare a Guido Rosselli, top scorer in gara 1 e autore di soli 6 punti in gara 2 ma sempre importante nel dare una chance ai suoi col suo impatto fisico contro gli esterni milanesi. Dopo anni e anni di lungo praticantato nelle serie inferiori sta arrivando pian piano la riscossa per un ragazzo che dimostra di poter stare benissimo anche in Serie A. Chapeau a lui e a tutta la squadra, che probabilmente uscirà tra poco ma è stata protagonista di un grande ritorno nella massima serie dopo la finale di Legadue l’anno scorso. RISULTATO SERIE: MILANO 2 VENEZIA 0

Il tiro all’ultimo secondo di Drake Diener in gara 2 a Sassari che condanna la Virtus è già tra le migliori immagini di tutta questa stagione. Sono azioni come questa a farci comprendere l’essenza di questo sport, e l’euforia dei tifosi sardi ne consegna ancora di più l’idea di una competizione sana e pulita, a differenza di altre specialità minori in cui i tifosi troppo spesso si ergono a padroni rubando la scena ai veri protagonisti: gli atleti che scendono in campo. L’immagine più bella per lo sport più bello.

Facendone un fatto tecnico, tante congratulazioni alla realtà sassarese, una piccola città ma con un amore sconfinato per la palla a spicchi e con un allenatore, Meo Sacchetti, in grado di costruire squadre dalla conformazione simile, con un’ala e un lungo dominanti atleticamente(l’anno scorso White e Hunter, quest’anno Hosley e Easley) con attorno un gruppo compatto e guidato in cabina di regia dall’estro di Travis Diener: una formula alla quale nessuno pare aver trovato ancora le contromosse. E intanto è arrivata la semifinale: sky is the limit. RISULTATO SERIE: SASSARI 3 VIRTUS BOLOGNA 0

Lo strapotere di Siena in terra toscana è apparso evidente a tutti: troppo forti, troppo grossi, troppo profondi per la piccola Varese, qualificatasi come ottava ma lo stesso in grado di piazzare lo scherzetto ai campioni d’Italia in gara 3 seguendo i propri princìpi di squadra organizzata e che sa quello che deve fare in campo. In gara 2 c’erano stati segni di risveglio da parte della truppa di coach Recalcati, che però è forse un po’ troppo legata alle percentuali (finora misere) di Phil Goss. Con uno Stipcevic così (19 punti e +14 alla voce plus\minus) sognare il pareggio non sembra così tanto un miraggio. RISULTATO SERIE: SIENA 2 VARESE 1

mercoledì 25 aprile 2012

Per la Novipiù vincere potrebbe non bastare


di Francesco Beccio

Matt Janning, cecchino della Novipiù
Photo by: www.dailybasket.it

                            
Oggi Pomeriggio è in programma la 14a giornata di ritorno del campionato di Serie A. Alle 18.15 al Palazzetto dello sport Paolo Ferraris di Casale Monferrato, si sfideranno la Novipiù Casale Monferrato e la Canadian Solar Bologna. Quasi un testacoda quello in scena oggi nella capitale del Monferrato. Partita di fondamentale importanza per i locali, vista la quasi matematica retrocessione in LegaDue; tuttavia i ragazzi di coach Valentini dovranno scendere in campo con la testa solo alla partita focalizzando davanti a loro una vittoria qusi obbligata. Tutti, oggi, a partire dai giocatori, lo staff, il coach e il pubblico dovranno credere in questa vittoria di importanza vitale. Ma questo potrebbe non bastare. Infatti se 700 chilometri più a sud, la Banca tercas Teramo dovesse ottenere i due punti nella sfida casalinga contro la Fabi Shoes Montegranaro, le residue speranze di salvezza di Casale sarebbero azzerate. La Virtus arriva in Piemonte senza grandi obbiettivi, se non quello di migliorare la propria classifica e, di conseguenza, la propria posizione nella griglia playoff. Coach Finelli non potrà ancora contare sul nuovo arrivato Ivan Pauic, guardia serba, non ancora tesserato. Matt Janning ha analizzato così il pre game di Casale Bologna: "Per noi è una partita senza domani. La potremo vincere giocando con questo spirito, mettendo tutte le energie che abbiamo sul campo. Bologna ha dimostrato già all'andata il suo valore, è una squadra combattiva e a Casale cercherà punti per scalare la classifica. Due nomi su tutti? Dovremo stare molto attenti al dinamismo di Poeta e al talento di Koponen". Arbitri dell'incontro Tolga Sahin, Marco Giansanti e Emanuele Aronne.

sabato 21 aprile 2012

Biella-Casale: tempo di verdetti

di Francesco Beccio


Shakur, grande protagonista dell'andata.
Photo by: www.radiogold.it

L'anticipo della tredicesima di ritorno vede andare in scena il derby del Piemonte. Novipiù Casale e Angelico Biella invertono solamente il campo rispetto alla gara del 30 dicembre. All'andata vinsero i monferrini 77-70 con una superba prestazione di Mustafa Shakur, autore di 20 punti e protagonista nel finale, agguantando il rimbalzo decisivo e piazzando due punti pesantissimi, che permisero alla compagine dell'allora coach Crespi di mettere al sicuro due mattoncini fondamentali salvezza. Biella arrivava al Ferraris avendo osservato il turno di riposo, però viaggiando tra i top team della classifica, sognando ad occhi aperti. Ad oggi, entrambe lottano per la salvezza e se Biella ha bisogno di questa vittoria per guadagnarsela matematicamente, per Casale questa sfida somiglia di più a un "Dentro o fuori" visto che i punti di distacco dalla Banca Tercas Teramo, penultima in classifica, sono otto ed un ulteriore sconfitta comprometterebbe indelebilmente la permanenza nella massima serie dei ragazzi di Valentini. Biella arriva a questa sfida dopo quattro sconfitte consecutive, ultima quella casalinga contro Varese. Cancellieri può contare su tutti i suoi giocatori per provare a ribaltare il risultato dell'andata, che segnò pesantemente la classifica dei biellesi, che da quel momento iniziò a peggiorare fino ad arrivare a combattere per la permanenza in serie A. I Monferrini sbarcano al Lauretana Forum con lo stesso dubbio di formazione che attanagliò Valentini prima del match contro Siena, che non vide scendere in campo Olu Nnamaka e Garrett Temple. Al loro posto furono schierati Jasmin Hukic e Matt Janning, in ripresa dopo l'infortunio alla mano. La decisione verrà presa solo all'ultimo momento. Oggi pomeriggio, se la Novipiù vorra far saltare il BiellaForum, dovrà stare sul pezzo per 40 minuti limitando al massimo i due americani, Pullen e Coleman, oltre al capitano Matteo Soragna correndo tanto in contropiede cercando di non forzare conclusioni dall'arco dei tre punti e sbagliando poco, molto poco. La salvezza non è impossibile, obbligatorio crederci.

sabato 14 aprile 2012

Rai Sport-Legabasket: è caos per le dirette

di Francesco Beccio

Al termine dell'emozionante partita di giovedì sera, giocata per l'occasione al palasport di Desio, le due squadre sono passate in secondo piano lasciando spazio alle polemiche riguardo un grande problema di logistica. Giovedì, nel tardo pomeriggio, la RAI cambia il proprio palinsesto togliendo la diretta al match di cartello Bennet Cantù-Montepaschi Siena per favorire la diretta televisiva a gara 4 delle finali del campionato nazionale di Hockey. Alla partita del PalaDesio è stata cocessa la diretta in streaming, che però causa le migliaia di contatti, è andata subito in tilt concedendo solamente di seguire la partita sul netcasting della Legabasket. Immediata l'indignazione dei numerosi tifosi che, non essendo riusciti a essere tra i 6000 fortunati del Paladesio, sono stati obbligati a seguire il match in differita alle 23 su Rai Sport. Il giorno seguente, ieri, il presidente di Legabasket Renzi ha scritto una lettera al direttore di Rai Sport De Paoli:
"Le scrivo per evidenziare il mio vivo disappunto per la decisione di Rai Sport di cancellare la diretta dell’incontro su Rai Sport 2 tra Bennet Cantù e Montepaschi Siena privando così i tanti appassionati di basket di uno spettacolo che ha tenuto col fiato sospeso i tanti spettatori presenti all’incontro. Con questa decisione Rai Sport ha provocato un danno di immagine a tutto il movimento e alle società di serie A che investono nel basket con l’obiettivo di rendere questo sport sempre più spettacolare ed avvincente: proprio come è stato il match di Desio tra Bennet e Montepaschi, conclusosi dopo un emozionante tempo supplementare.
Ritengo altresì grave e penalizzante avere comunicato alla Lega Basket solo a poche ore dall’inizio dell’incontro la decisione di trasmettere la gara solo in differita dopo che da settimane era nota la notizia della diretta per consentire la quale, proprio su esplicita richiesta di Rai Sport, la Lega Basket aveva autorizzato il posticipo di 15’ rispetto al previsto orario di inizio".

Senza nulla togliere all'Hockey, che rimane di fatto meno noto del movimento basket, quella di giovedì sera non era un semplice recupero di campionato, ma una vera e propria sfida scudetto. Il danno che Rai Sport ha creato, non solo alle due squadre, ma a tutto il movimento non è irrisorio. Anche se, come sempre, la Legabasket non ha fatto fuoco e fiamme per impedire il cancellamento della partita limitandosi a una lettera di protesta, senza però muovere nulla; insomma, il classico atteggiamento sornione della Legabasket. L'eventualità della diretta su La7 sarebbe stato impossibile, anche se teoricamente fattibile. E allora la domanda qua sorge spontanea: siamo sicuri che fosse tutta colpa di sky?

lunedì 9 aprile 2012

Dall'uovo di Pasqua dell'Olimpia esce Tre Simmons

di Luca Ngoi

Photo by: Olimpiablog
Dopo il fallimento targato Drew Nicholas l'Olimpia Milano rinnova il suo reparto guardie firmando con l'americano Chester "Tre" Simmons, fino a qualche giorno fa militante nel Nymburk, compagine del campionato ceco. L'accordo non è ancora ufficiale, ma dovrebbe diventarlo nelle prossime ore quando i biancorossi accoglieranno tra le proprie fila un esterno dalle caratteristiche diverse da quelle dell'ex Panathinaikos. Simmons infatti è un giocatore che fa dell'atletismo e della fisicità le sue doti migliori, mentre è da rivedere in una delle specialità di Nicholas, il tiro da tre (al Nymburk ne tentava solo 1.73 a gara lucrando un poco soddisfacente 37.3 percento), ma proprio per questo forse sarà meglio accoppiabile con Malik Hairston, la punta di diamante della squadra, con cui potrà tranquillamente giocare insieme e, in casi particolari, anche in sostituzione. Da non sottovalutare in difesa (anche se ha ampi margini di miglioramento), la portata principale è costituita dalle doti di realizzatore dato che in Repubblica Ceca guidava la sua squadra per punti segnati con 15 ad allacciata di scarpe, e inoltre non è disprezzabile neanche riguardo ad istinti da passatore visto che erano 2.8 le assistenze di media nella sua ultima esperienza professionale.
Insomma, con Simmons Milano può aver trovato un giocatore decisamente importante, polivalente e che può risolvere diverse lacune dando origine a scenari tecnici molto ampi per coach Scariolo che inizierà la caccia al titolo con un'arma tattica e fisica in più, e in questo momento di difficoltà soprattutto per Cantù ovvero il principale ostacolo sulla via della finale, non può che essere una gran bella manna dal cielo.

venerdì 6 aprile 2012

Matchups: Andrea De Nicolao "Credo nei playoffs con Treviso. La DNA? Perfetta per i giovani"


Intervista realizzata da Claudio Pavesi
Photo by www.benettonbasket.it

Ennesima esclusiva di Basketzone RTP, oggi vi regaliamo le parole di Andrea De Nicolao, playmaker classe 1991 della Benetton Treviso. Nonostante l'età, alle sue spalle ha già un'esperienza in DNA con Castelletto Ticino, diverse presenze ai playoffs di Serie A, una convocazione all'All-Star Game e un argento con la Nazionale ai Campionati Europei Under 20 di Bilbao della scorsa estate.


Quella di Treviso è una stagione molto particolare, dall'inizio del campionato avete cambiato 4/5 del quintetto base. Come membro della squadra squdra come hai vissuto una rivoluzione così estrema? Quanto è difficile ritrovare i meccanismi?
Non è stato facile, all'inizio avevamo cominciato con un tipo di quintetto che richiedeva meccanismi particolari ma poi è stato rivoluzionato tutto. In un periodo ci siamo trovati con la squadra decimata e dovevamo giocare una volta ogni tre giorno dividendoci tra campionato e coppa ma abbiamo stretto i denti e abbiamo cercato di gestire al meglio la situazione. Il coach ci ha aiutato molto con speciali sessioni di allenamento per migliorare la resistenza e l'intesa di squadra e ha saputo gestire bene i tempi di riposo di ciascun giocatore. Senza dubbio questo ci ha permesso di disputare un ottimo torneo anche a livello europeo.


Sempre a riguardo l'inizio della stagione come è stato giocare in squadra con 3 giocatori NBA come Jeff Adrien, Brian Scalabrine ed E'Twaun Moore?
Per tutti e tre era la prima esperieza in Europa quindi all'inizio hanno avuto qualche difficoltà ad adattarsi al nuovo ambiente e al gioco diverso da quello americano ma noi, come compagni di squadra, abbiamo cercato di fare del nostro meglio per farli sentire a loro agio dentro e fuori dal campo. Se vogliamo fare un bilancio finale, i 3 mesi che hanno trascorso a Treviso sono stati molto positivi sia per loro che per noi compagni di squadra.


Che prospettive avete con Treviso per il finale di stagione? Vi eravate prefissati lo stesso obbiettivo anche a inizio campionato?
Il nostro obbiettivo adesso è senza il minimo dubbio quello di provare a vincere le partite restanti e riuscire ad agguantare un posto ai playoffs, sappiamo che è difficile ma certamente non impossibile. A inizio campionato non avevamo un obbiettivo preciso, ci eravamo prefissati di fare bene e di crescere anche perchè non sapevamo come sarebbe cambiata la squadra in vista della fine del Lockout NBA e, essendo anche l'ultimo anno della famiglia Benetton, non sapevamo bene cosa aspettarci. La squadra è comunque competitiva e una qualificazione ai playoffs sarebbe una grande occasione per migliorare e per dimostrare una volta di più il nostro valore.


Riprendendo quello che hai appena detto, come vedi il futuro di Treviso visto il prossimo abbandono della famiglia Benetton?
E' un grosso dispiacere perchè per trent'anni Benetton è stato un marchio sinonimo di basket italiano. Il futuro purtroppo è molto incerto, non sappiamo se ci sarà un altro grande imprenditore intenzionato a prendere in mano la società, la speranza però è quella di continuare a vedere la Pallacanestro Treviso ad alti livelli. Ovviamente sappiamo che tutto non sarà come prima perchè Benetton è un nome troppo importante per essere facilmente rimpiazzato, a mio avviso è paragonabile solo alla Montepaschi.


Cosa vedi invece nel tuo futuro? Sappiamo che sei molto legato alla società trevigiano ma facciamo un'ipotesi per assurdo: resteresti a Treviso anche se ti offrissero un ruolo non da protagonista o preferiresti trasferirti in un'altra squadra disposta a farti giocare titolare quindi con più minuti?
In effetti ormai sono abbastanza di casa alla Pallacanestro Treviso. Adesso a stagione in corso non mi sento molto di parlare di futuro, preferisco pensare alla fine campionato comunque ci tengo a dire che sono davvero molto affezionato a Treviso, squadra con cui ho un contretto che devo e voglio rispettare. Ovviamente, come ogni giocatore, il desiderio che ho è quello di giocare molti minuti e di avere molte responsabilità ma queste non sono scelte che toccano a me, se voglio tutto questo devo solo impegnarmi e guadagnarmelo sul campo.


In questi anni a Treviso sei cresciuto molto. C'è qualche compagno che ti senti di ringraziare particolarmente per gli aiuti e i consigli ricevuti ogni giorno in allenamento?
Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco grandissimi campioni e di conseguenza ho cercato d prendere qualcosa da ognuno di loro. Sicuramente allenarsi tutti i giorni con Bulleri, Sani Becirovic e con un allenatore come Sasha Djordjevic non può che essere il massimo per un playmaker come me, questa è la conferma che Treviso è uno dei migliori posti per un giovane per crescere nel migliore dei modi.


A proposita della tua crescita come giocatore, se ti dovessi presentare ai pochi che ancora non ti conoscono, cosa elecheresti come tuoi punti forti e cosa come punti deboli?
Partiamo col presupposto che si può sempre migliorare in tutto ma allo stesso tempo ci sono cose in cui sono più sicuro. Un mio punto forte è la velocità, la transizione offensiva, volendo possiamo identificare il tutto come contropiede se vogliamo dirlo con una sola parola. La parte del gioco in cui devo migliorare è l'arresto e tiro ma ci sto lavorando.


Quest'anno sei stato convocato anche all'All-Star Game. Che esperienza è stata per te?
E' stata una bella esperienza anche perchè era la prima volta che prendevo parte ad un evento simile. Bisogna considerarlo un punto di partenza per continuare a fare bene così da essere convocato in Nazionale con costanza.
Photo by EfeDos / Aitor Bouzo


Importante nel tuo processo di maturazione è stata anche la scorsa stagione in cui hai giocato con Castelletto Ticino. Cosa ti ha dato l'esperienza in A Dilettanti? La squadra ha fatto molto bene e tu sei stato uno dei migliori play della categoria.
E' Stato importantissimo fare un'esperienza in una categoria inferiore ma composta comunque di giocatori "senior" perchè solo così si può imparare a gestire davvero un gruppo, cosa non facile considerando che la maggior parte della squadra è composta da giocatori più esperti. A Castelletto ho potuto avere tanti minuti, prendere decisioni importanti e tiri decisivi, è stato un anno molto positivo per la mia crescita, per la mia esperienza e anche per un aumento di fiducia nei miei mezzi. Successivamente ho scelto di tornare a Treviso per guadagnarmi gradualmente spazio così che un giorno possa esercitare in Serie A la stessa leadership che o sperimentato in DNA.


Quindi pensi che la DNA aiuti davvero i giovani a crescere?
Senza dubbio, penso sia un posto super per crescere e diventare giocatori migliori. In DNA il livello è molto buono e c'è un bel mix di giocatori giovani ed esperti, penso che tutti i giovani debbano fare un'esperienza simile alla mia, è davero utile. 


Parlando di giovani non è possibile non chiederti che ricordi hai dell'Europeo Under 20 dell'estate scorsa in cui hai vinto la medaglia d'argento con l'Italia. 
E' stato bellissimo perchè ha rappresentato il coronamento di 5 anni di tornei giovanili, 5 anni in cui avevamo sempre fatto bene ma non avevamo mai raggiunto la medaglia, prima di quest'estate infatti il miglior risultato era stato un quinto posto. E' stata davvero un'esperienza indimenticabile anche perchè la Nazionale Italiana è così tornata a farsi un nome dopo anni in cui è mancata un po' la tradizione, siamo riusciti a dare una scossa importante sperando che in futuro altri gruppi possano fare anche meglio di noi. L'under 18 è stata molto brava a conquistare il quarto posto ma vincere una medaglia è tutta un'altra cosa, sono certo che lo capiranno quando ne vinceranno una e non credo ci vorrà molto perchè accada.


Sei stato a lungo compagno di Alessandro Gentile che molti vedono come il prossimo italiano in NBA, lo vedresti bene oltreoceano?
Ale è un talento pazzesco e sono certo che questa esperienza a Milano gli sarà molto utile anche perchè ha la possibilità di allenarsi con un coach come Scariolo, uno degli allenatori migliori in Europa se non al mondo. Se continua così non ci vorrà molto prima che arrivi in NBA ma dovrà fare un passo alla volta, senza montarsi la testa. Dovrà essere umile senza mai pensare di aver già raggiunto grandi traguardi, dovrà sempre guardare avanti ma, conoscendolo, sono certo che lui stesso sia consapevole di questo. Se saprà mantenere questa mentalità non ci saranno limiti al suo talento e potrà raggiungere Bargnani Belinelli e Gallinari dall'altra parte dell'Oceano.


Sei giovane ma tra serie A e Nazionali hai potuo affrontare molti campioni. Qual è il giocatore più forte e immarcabile contro cui tu abbia mai giocato?
Il più forte che abbia mai marcato è senza dubbio Terrell McIntyre, un fenomeno in tutto: tiro da 3 punti, penetrazione, arresto e tiro, mano destra e mano sinistra. Mai visto uno così completo. Per quello che riguarda i giocatori di altri ruoli non posso non nominare Mirotic, è giovanissmo ma è un talento spaziale, nei prossimi anni sarà sicuramente protagonista in Europa o addirittura negli Stati Uniti.


Neanche a farlo apposta la prossima domanda lo riguarda. Come è stato marcare per una serie playoff proprio McIntyre, diventando anche noto per la tua palla rubata a metà campo? Abbiamo visto che persino su Facebook ci sono pagine dedicate alla tua rubata.
Sì è vero, nella serie contro Siena di due anni fa. E' stato un guizzo che poi è anche un mio marchio di fabbrica, forse sul momento mi aveva un po' sottovalutato, cosa che da quel momento non ha più fatto (ride). Poi lui è davvero una brava persona, ho avuto occasione di parlargli più volte e mi ha dato anche alcuni preziosi consigli.


Come è nostro solito chiadiamo anche a te di fare alcuni pronostici. Chi vedi come vincenti in Eurolega e in NBA?
Pronostici... (ride). In Eurolega a mio avviso il Panathinaikos è superiore a tutti, solo il CSKA può giocarsela allo stesso livello ma se proprio devo sceglierne una allora dico Pana. In NBA è difficile, normalmente avrei detto Lakers ma quest'anno è diverso, c'è Chicago che se la potrebbe giocare ma anche Miami e i Thunder non sono da meno. Per me vincono i Thunder. Molti dicono Miami ma io non credo si possa vincere un titolo NBA con due giocatori e mezzo inoltre ritengo che quest'anno Durant abbia fatto un ulteriore passo avanti e ormai è probabilmente il miglior giocatore in tutta la NBA.

Ancora mille grazie ad Andrea De Nicolao, ragazzo disponibilissimo e gentilissimo. Tutti i membri di Basketzone RTP gli augurano il meglio sia nella vita cestistica che in quella di tutti i giorni e ricordano a voi lettori di non allontanarvi molto dal nostro blog per avere sempre nuove interviste.

martedì 3 aprile 2012

10a di ritorno di serie A: promossi e bocciati

di Francesco Beccio
(cronacheanconetane.it)

In questa classifica sono presenti le squadre e i giocatori che si sono evidenziati in bene o in male.

VOTO 10. Montegranaro, di duplice valenza la vittoria contro Pesaro. Nel Sutor day i marchigiani di coach Valli, vincono il derby regionale contro la meglio attrezzata Pesaro e conquistano la quasi matematica salvezza, sognando ora un posto al sole: playoff.

VOTO 9. Roma, nel posticipo sfata il tabù supplementare e allontana tutte le voci di mercato che, dopo aver visto la partenza di dedovic, avevano fatto vacillare anche Tucker, il quale ha poi chiarito la sua permanenza nella capitale fino al termine della stagione regolare. Adesso si cerca di arrivare ai playoff, obiettivo minimo di inizio anno.

VOTO 8. Cremona, non si nasconde più la Vanoli. Espugnato il PalaMaggiò Cremona inanella la seconda di due vittorie pesantissime. Dopo la vittoria con l'Armani la compagine di Caja, pur avendo una panchina corta, ha trovato in Jason Rich una grande fonte di gioco offensiva che gli permette di giocare con maggiore tranquillità.

VOTO 7. Nicolas Mazzarino, ma in generale a tutta Cantù. Lui più degli altri ha saputo tirare fuori gli artigli nei momenti decisivi, permettendo ai lombardi di espugnare un palazzetto difficile come quello di Teramo. 5/8 da 3, statistica che parla da sola. Il capitano della Bennet spinge i suoi a meno 4 dalla capolista, soli in seconda posizione. Soddisfazioni.

VOTO 6 Phil Goss, a volte ritornano. Non poteva chiedere di meglio coach Recalcati: il ritorno di Phil Goss e la bella vittoria contro la lanciatissima Sassari. Il neo acquisto segna 12 punti in 23 minuti, facendo ben sperare i tifosi biancorossi. Da segnalare il top scorer in casa Varese, Diawara con 19 punti.

VOTO 5. Pesaro, se la gioca fino alla fine, poi molla nel momento decisivo. I ragazzi di Dalmonte restano in partita per tutti i 40 minuti, avendo addirittura il tiro della vittoria con Hickman. Ancora una volta il derby delle Marche va nelle mani della meno blasonata Montegranaro. Urge continuità.

VOTO 4. Teramo, tiene a bada Cantù il primo tempo, poi si scioglie. Amoroso e compagni non riescono ad approfittare dello stop forzato di Casale per ottenere due punti fondamentali in chiave salvezza. Unico a salvarsi Robert Fultz, autore di 22 punti e vero mattatore dei padroni di casa.

VOTO 3. Biella, segna la miseria di 53 punti all'Unipol Arena. Non basta un grande Coleman (25 punti) per battere una Virtus non bella ma concreta. I piemontesi non vedono mai il vantaggio, complice anche una partenza col freno a mano tirato: 20-9 al 10'. Serve qualcosa in più dalla panchina, vedi Chessa e Jurak.

VOTO 2. Coach Djordjevic, espulso a 26 secondi dalla fine dell'overtime, che condanna la sua squadra. Episodio molto discutibile, ma che di fatto con un fallo tecnico e Treviso sopra di 2, ne ha decretato la sconfitta. La calma è la virtù dei forti.

mercoledì 28 marzo 2012

La Top Ten della 9a di ritorno

                                                             di Francesco Beccio


La top ten della 9° giornata di ritornao di serie A.
VOTO 10. Marquis Green, a fil di sirena scaccia tutti i brutti pensieri in casa Scandone, sia societari che sportivi. Avellino incamera e ringrazia, perché pur non avendo le rotazioni necessarie gli uomini di Vitucci lottano sempre al massimo delle loro possibilità. Tanto di cappello.
VOTO 9. Cremona, in un sol colpo si toglie la soddisfazione di abbattere la mastodontica EA7 Milano, e conquistare una grande fetta di salvezza. Adesso sta alla società decidere se “emigrare” in altri posti, anche se le ultime dichiarazioni di Aldo Vanoli fanno ben sperare i tifosi bianco blu.
VOTO 8. Sassari, non è più una sorpresa ormai. Chi pensava che le 7 vittorie in fila degli isolani fossero mera fortuna, e che con la sconfitta a Teramo non sarebbe più riuscita a volare, si sbagliava di grosso. I ragazzi di Sacchetti cancellano Bologna al PalaSerradimigni e sognano in grande.
VOTO 7. Venezia, anche loro ottengono una vittoria bivalente: si vendicano della finale playoff dello scorso anno e agganciano le posizioni d’elite della Lega. Clark, Slay e Young sono inarrestabili e se sono la in alto, un motivo ci sarà!
VOTO 6. Pesaro, soffre un tempo contro Teramo, chiudendo il secondo quarto sotto di 7. Al rientro è Hickman show, complice la panchina corta degli abruzzesi, i biancorossi di Dalmonte prendono il volo e non si fanno più riprendere; avesse più continuità potrebbe insidiare le primissime posizioni.
VOTO 5. Milano, la solita carovana di grandi nomi che esce sconfitto da un PalaRadi tutt’altro che inespugnabile. I limiti di Milano sono ormai noti, e neanche l’esperienza di coach Scariolo è riuscita a riaprire il campionato, sempre più reindirizzato verso la Toscana.
VOTO 4. Casale, il solito incredibile e sfortunato finale. Nemmeno l’esperienza di Minard ha portato freddezza e killer instict ai piemontesi. Adesso è durissima salvarsi, ma il campionato non è finito. Obbligatorio crederci!
VOTO 3. Alessandro Gentile, gioca 18 minuti e segna solo 2 punti. Non è usuale per una promessa come lui. Da quando è arrivato in lombardia ha visto le proprie statistiche scendere progressivamente. Deve crescere mentalmente se vuole un posto far i grandi.
VOTO 2. Chris Douglas-Roberts, va a lui il premio di peggiore della settimana, le inconsuete percentuali sono: 28 minuti, 2 punti, 1/9 da 2, 0/1 da 3 con -6 di valutazione. Sembra la brutta copia del giocatore visto all’all-star game, anche se tutta Bologna, a Sassari, non è mai scesa in campo.

mercoledì 7 marzo 2012

Matchups: Andrea Traini "Che bella esperienza la Nazionale ma ora si pensa solo a Recanati"


intervista realizzata da Claudio Pavesi

Nuova esclusiva di Basketzone RTP, questa volta tocca ad Andrea Traini, playmaker classe '92 di Recanati in DNA con alle spalle un'esperienza alla Scavolini Pesaro e una medaglia d'argento agli Europei Under 20 di Bilbao giocati l'estate scorsa.


Hai fatto parte della squadra della nazionale Under 20 che vinse l'argento a Bilbao. Parlaci dell'esperienza.
L'Europeo under 20 credo sia stata una delle esperienze più belle della mia vita! Di sicuro non dimenticherò mai quell'esperienza infatti, anche se personalmente non sono andato particolarmente bene, il risultato finale e stato davvero grandioso. Personalmente mi ha fatto capire che in un gruppo anche se non si è leader si può essere importante e di aiuto per altri compagni, ed è un aspetto sul quale devo lavorare molto, ovvero cercare di dare il massimo anche non essendo protagonista, sentirsi importante comunque anche se non si gioca 30 minuti o non si fanno 20 punti.

Ora sei a Recanati ma sei stato a Pesaro per alcuni anni. Com'è stato l'impatto in prima squadra? Che ambiente hai trovato?
L'impatto con la serie A è stato molto positivo anche se all'inizio avevo un po' di paura a rapportarmi con persone anche di 10 anni più grandi rispetto a me. In ogni caso è stato un anno e mezzo davvero bello dove sono cresciuto molto e ho capito che questo è un lavoro a tutti gli effetti perchè ti occupa tutti i singoli giorni della settimana sia fisicamente che mentalmente. Sinceramente mi pesa usare la parola "lavoro" perchè credo che quello che faccio io, come anche molti altri, sia innanzitutto un privilegio.

C'è stato qualche compagno che ti ha aiutato particolarmente ad ambientarti?
Più o meno tutti i miei compagni hanno cercato di aiutarmi sempre sia in allenamento che per le poche volte in cui sono entrato anche in campo durante le partite.

Cosa puoi dare alla causa di Recanati, nel senso: cosa aggiunge alla squadra la tua presenza?
Sinceramente questa domanda dovresti farla a chi mi ha voluto (ride). Io sto cercando e cercherò di dare una mano in più a questo gruppo che vedo già molto unito per un obbiettivo comune.

Come mai hai scelto proprio Recanati anche se, a quanto so, molte squadre erano interessate a te?
Ho scelto recanti perchè credo che sia in questo momento per me la scelta migliore in quanto venivo da 4-5 mesi dove non avevo toccato molto il campo e avevo bisogno di giocare. La soluzione di Recanati, anche per motivi logistici, per me era la migliore e tutt'ora credo di aver fatto la scelta più giusta.

Dove pensi possa arrivare Recanati in DNA?
Io sono un sognatore! Di conseguenza alla domanda "dove può arrivare Recanati" ti rispondo dicendoti solo che io ho un sogno che però non posso svelare perchè mi hanno insegnato che, una volta rivelati, essi non si avverano più. Sogni a parte sono sicuro che questa squadra possa fare davvero bene e ovviamente puntiamo sempre ad andare il più lontano possibile, poi chissà... 

Che idea ti sei fatto della DNA? Aiuta davvero i giovani a crescere?
Credo che la DNA sia un campionato davvero di alto livello. Per esperienza personale credo sia un campionato dove i giovani hanno la possibilità di confrontarsi anche con giocatori senior che da anni giocano in questa lega o che in passato hanno militato in campionati più prestigiosi. In un tale ambiente si ha la possibilità per migliorarsi veramente in ogni ambito del gioco.

Cosa vedi nel tuo futuro? Ritorno in Legabasket o permanenza in DNA/Legadue?
Sinceramente per quanto riguarda il mio futuro non ti so dire ancora nulla, adesso penso solo a Recanati poi a fine stagione si vedrà.

Hai un gioco particolare, ciò è dovuto anche alla tua altezza. Hai preso ispirazione da un giocatore particolare? Chi è il tuo idolo?
Io ho preso spunto da Gianmarco Pozzecco! Ho sempre cercato di ispirarmi a lui anche se è veramente dura perchè è un vero genio della pallacanestro, un genio a cui va aggiunta una buona dose di sregolatezza.

Nella tua formazione c'è una persona, un modello che hai seguito, che ti senti di ringraziare più di altri per averti reso ciò che sei ora? Un allenatore, un compagno o forse un genitore.
Prima di allenatori e compagni devo rigraziare in particolar modo mia mamma perchè da piccolo per molti anni mi ha portato in giro ovunque per farmi fare tornei, camp o solo allenamneti. Pensa che per due anni di fila mi portava tutti i giorni da Porto Recanati ad Ancona per farmi fare allenamento e ha continuato a farlo anche quando il tragitto era quello da Porto Recanati a Pesaro quindi credo che se ora sono qua molto sia merito suo. Non mi ha mai fatto pesare tutto questo e mi ha dato la possibilità di confrontarmi sempre in contesti dove mi veniva richiesto di alzare la mia asticella personale. Di allenatori invece ne ho avuti tanti e tutti mi hanno insegnato qualcosa di nuovo per cui sono e sarò sempre grato.

A proposito di modelli, nelle nostre interviste abbiamo parlato con Peppe Poeta che ha detto grandi cose su di te. Che effetto fa sentire certe cose da un grande del basket come lui?
Mi fa davvero piacere e lo ringrazio, è un onore ricevere complimenti da uno come lui!

Come chiediamo sempre ai nostri ospiti, facci qualche pronostico. Chi vince la Serie A, Eurolega e l'NBA?
In NBA penso sia arrivato l'anno di Miami mentre in Eurolega non credo che ci sia nessuno in grado di fermare il CSKA Mosca.

Di nuovo un grazie ad Andrea per la sua disponibilità sperando che possa realizzare ogni suo obbiettivo, cestistico e non. Basketzone RTP tifa anche per lui mentre voi lettori non allontanatevi molto perchè tra pochi giorni vi regaleremo una nuova e interessantissima intervista.