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mercoledì 4 luglio 2012

Deron Williams rifirma con i Brooklin Nets. Su Nash e Howard piombano i Lakers. Terry vicinissimo ai Celtics

Di Davide Quaranta
Deron ha appena rifirmato un contratto faraonico con i Nets
photo by www.nba.com


Il mercato NBA è in costante fermento, ma questa notte è arrivata la notizia più inattesa e importante di tutte: Deron Williams rimarrà ai Brooklyn Nets, avendo firmando un contratto che lo porterà a guadagnare 100 milioni di dollari in 5 anni. La scelta è stata "molto difficile", come comunica lo stesso Williams tramite il suo profilo Twitter, ma la point-guard della nazionale americana alla fine ha preferito la squadra di Prokhorov ai Dallas Mavericks, titolari di un'offerta di "soli" 75 milioni in 4 anni. Dopo l'acquisto di Joe Johnson di ieri, a Brooklyn si sono assicurati due ottime guardie pericolose sia dal perimetro che in penetrazione, vedendo però ampiamente calare le possibilità di far approdare nel sobborgo newyorkese Dwight Howard, visto il grande spazio salariale che l'ingaggio del centro richiede.
photo by: www.magic.com

Proprio su Howard sembrano essere piombati i Lakers che, oltre all'interessamento per Steve Nash, in uscita da Phoenix, sarebbero disposti a sacrificare Bynum per arrivare al pivot dei Magic.
In realtà le voci dell'interesse della squadra di Kobe sembrano piuttosto infondate, mentre trovano molto più riscontro i rumors riguardo l'interesse degli Hawks, che con la cessione di Joe
Johnson e Marvin Williams in cambio di giocatori marginali (oltre che Devin Harris), hanno liberato un po' di quello spazio spazio salariale che sarebbe necessario per arrivare al centro della nazionale americana trionfante a Pechino

Asik e Noah saranno ancora compagni a Chicago.
photo by: www.bulls.com

 Anche da Chicago arriva la notizia di un rinnovo quantomeno discutibile; è quello di Omer Asik, che dopo essere stato ad un passo dai Rockets ha deciso di restare in maglia Bulls, firmando un contratto che al terzo anno lo porterà a guadagnare 15 milioni (a fronte dei 10 distribuiti equamente nei primi due anni).

Il "Jet" sembra destinato a volare lontano da Dallas
photo by: www.dimemag.com
L'ultimo rumors della notte riguarda Jason Terry, che viene accostato ai Boston Celtics, freschi del rinnovo di Kevin Garnett. Con l'eventuale arrivo del "Jet", sarà probabilmente Ray Allen a partire, trovando destinazione a Memphis o a Miami, dove verrebbe accolto a braccia aperte dopo il ritiro di Mike Miller.



L'unico modo per restare sempre aggiornati sul mercato NBA è quello di seguire il blog di Basketzone RTP, dove trovere sempre le ultime voci sulle trade e sui free agent del campionato più spettacolare del mondo.







venerdì 27 aprile 2012

Eastern Conference Playoffs Preview: Bulls contro Heat è la finale di conference già scritta, ma occhio alle sorprese con Celtics e Pacers

Di Claudio Pavesi e Federico Bianchi.
Fonte: espn.go.com


CHICAGO BULLS (1) vs PHILADELPHIA 76ERS (8). La prima testa di serie dell'Est, i Chicago Bulls affrontano al primo turno i 76ers, in una serie di primo turno che sembra piuttosto indirizzata verso la squadra della città del vento.
I Bulls arrivano ai playoff con la loro stella, Derrick Rose, non al top della forma, ma che sicuramente stringerà i denti per portare i suoi il più lontano possibile in questa post-season. La squadra di coach Tom Thibodeau ha dimostrato però in questa regular season di non essere assolutamente Rose-dipendente, vincendo buona parte delle partite giocate in mancanza dell'MVP in carica, anche grazie alle buone prestazioni di C.J. Watson e John Lucas, chiamati in causa nel momento del bisogno.
Oltre alla presenza di Rose a favore dei Bulls ci sono le costanti buone prestazioni di Luol Deng, uomo imprescindibile nel ruolo di ala piccola, e del reparto lunghi, che con Noah, Boozer, Gibson e Asik garantisce prestazioni notevoli sotto le plance.
I Sixers invece arrivano ai playoff dopo una stagione piuttosto altalenante, iniziata benissimo, ma proseguita non altrettanto bene. La forza della squadra di Philadelphia sta in un ottimo gruppo di giocatori giovani sugli esterni, tra cui il playmaker Jrue Holiday, Evan Turner, Louis Williams e Jodie Meeks, tutti con talento e diversi punti nelle mani, guidati dal leader indiscusso della squadra: Andre Iguodala, giocatore in grado di fare veramente di tutto su un campo da basket.
Le difficoltà maggiori per i Sixers però in questa serie verranno probabilmente dal reparto interno, infatti Elton Brand e Spencer Hawes, i due lunghi titolari, non sembrano in grado di contenere la già citata frontline dei Bulls. Se la squadra di Thibodeau riuscirà a controllare i ritmi nelle partite in casa e a imporre la sua difesa come ha sempre fatto in regular season sembra piuttosto facile il passaggio del turno per Chicago.
PRONOSTICO: 4-0 BULLS

MIAMI HEAT (2) vs NEW YORK KNICKS (7). Insieme a quella di Chicago questa dovrebbe essere la serie più scontata a Est, Miami infatti non solo ha dimostrato nella stagione regolare di essere superiore ma , avendo già conquistato da lungo tempo la seconda piazza, ha avuto la possibilità di lasciare a riposo LeBron James e Dwyane Wade per le ultime gare ed è rinomato che questa coppia, se può giocare al massimo dei suoi ritmi, può essere con pochi dubbi la migliore della lega. I Knicks sono pur sempre una mina vagante per la presenza di grandi realizzatori come Carmelo Anthony e J.R. Smith che però sono soliti intestardirsi e tagliare i compagni fuori dal gioco prendendo tiri spesso forzati, aggiungiamo a questo anche l'assenza di Jeremy Lin e avremo così un'idea più chiara delle difficoltà che dovrebbero avere i Knicks in questa serie. Un giocatore che potrebbe cambiare la serie è Amar'e Stoudemire che, nonostante abbia appena portato a termine quella che statisticamente è la peggiore stagione della sua carriera, nelle ultime partite è sembrato in ripresa e la supremazia fisica su Bosh potrebbe risultare decisiva. La chiave della sfida potrebbe essere Tyson Chandler, giocatore che quest'anno ha rivoluzionato la difesa dei Knicks e che l'anno nelle finali ha fatto letteralmente impazzire gli Heat quando ha guidato la difesa di Dallas alla vittoria del titolo.
Difficilmente Chandler potrà fermare da solo gli Heat visto che i suoi compagni spesso si dimenticano della fase difensiva e hanno la brutta usanza di lasciare avversari liberi sul perimetro, cosa proibita quando ci sono tiratori come Mario Chalmers e Mike Miller a ricevere gli scarichi di James e Wade. Dimenticavo, il finale potrà anche essere scontato ma la sfida diretta tra James e Anthony regalerà di sicuro spettacolo.
PRONOSTICO: 4-0 HEAT

INDIANA PACERS (3) vs ORLANDO MAGIC (6). Gli Indiana Pacers sono stati senza dubbio una delle migliori sorprese di questa stagione, una squadra giovane e ricca di talento che ha conquistato meritatamente la terza piazza a Est.
I Pacers si presentano a questi playoff con diverse certezze, con una squadra che con un anno in più di esperienza rispetto all'anno scorso punta a superare il primo turno, con buone speranze di farcela.
Prima fra le già citate certezze è il centro all star Roy Hibbert, che nel suo quarto anno di NBA si è dimostrato finalmente in grado di sfruttare al meglio il suo fisico potenzialmente dominante, viaggiando in doppia doppia di media in stagione.
Al suo fianco quest'anno inoltre può contare sull'esperienza del veterano David West, che con la sua tecnica e il suo gioco offensivo sembra essere il partner ideale di Hibbert.
A completare il quadro c'è un backcourt di tutto rispetto, guidato dal leader indiscusso Danny Granger, miglior realizzatore della squadra, al quale si aggiungono il taletuoso Paul George e il playmaker Darren Collison.
I Magic invece arrivano a questi playoff piuttosto malconci, con la stella della squadra, Dwight Howard, fuori uso a causa dell'ernia e dato come quasi sicuro partente alla fine di quest'anno dopo la telenovela della stagione in corso.
Howard senza dubbio era il motivo principale del successo dei Magic, che senza di lui perdono il miglior realizzatore e rimbalzista della squadra, oltre all'unico vero lungo in grado di contenere Hibbert. A provare a tenere alta la bandiera dei Magic ci sarà il playmaker Jameer Nelson e gli altri fedelissimi di coach Van Gundy, tra cui JJ Redick e Ryan Anderson, due dei migliori tiratori da tre della lega. Anche in questo caso sembra difficile pronosticare un upset, viste le condizioni opposte in cui arrivano ad affrontare la serie le due squadre.
PRONOSTICO: 4-1 PACERS

BOSTON CELTICS (4) vs ATLANTA HAWKS (5). Potrebbe essere la serie più combattuta della Eastern Conference, da un lato i Celtics che, nonostante una stagione discutibili riescono a vincere la propria Division agguantando il quarto posto, dall'altro gli Atlanta Hawks che hanno dimostrato di poter essere una squadra molto competitiva anche senza il centro Al Horford, fuori per infortunio che però potrebbe tornare per le ultime due gare della serie. Non è la prima volta che queste due squadre si affrontano nei Playoffs e gli Hawks si sono sempre dimostrati avversari ostici per i Celtics, difficili da prevedere e forti difensivamente grazie alla presenza di Josh Smith, un giocatore che tra l'altro è anche un incredibile passatore, praticamente il Kevin Garnett di Atlanta. La chiave per i Celtics sarà ovviamente la condizione fisica delle stelle dato che Garnett è da lungo tempo che attraversa alti e bassi anche se ora sembra essere tornato quello di un tempo, Pierce si è fatto male ad un dito nell'ultima uscita stagionale ma non sembra essere nulla di grave, infatti è subito rientrato in campo ma non sappiamo quanto potrà influire sul suo gioco. La situazione più preoccupante è quella che riguarda Ray Allen, infortunato da lungo tempo e a rischio per le prime partite della serie, si dice che potrebbe tornare comunque già da gara-1 ma non sarebbe al massimo della condizione. Atlanta non dispone di molti realizzatori ma è una squadra molto atletica come dimostra la presenza di una delle sorprese dell'anno, il rookie Ivan Johnson e il playmaker Jeff Teague, giocatore velocissimo e molto atletico, l'unico che può infastidire Rondo in entrambe le metà del campo.
La serie andrà in mano alla difesa più dominante e, a questo proposito, una delle chiavi sarà Mickael Pietrus, perfetto per marcare Joe Johnson, ma importante potrebbe essere anche l'atletismo quindi non stupitevi se JaJuan Johnson avrà qualche minuto in più in questa serie.
PRONOSTICO: 4-3 CELTICS

lunedì 23 aprile 2012

Tyrus Thomas e la rissa (persa) con coach Silas


di Claudio Pavesi
Thomas sembra sorpreso, forse proprio dalla reazione del suo coach
Photo by Keith Coward / SportsPageMagazine.com

L'ormai famoso "scontro" tra David West dei Pacers e Moondog, la mascotte dei Cleveland Cavaliers, non è stato l'unico episodio pittoresco e curioso di questa stagione NBA. A proposito di "pittoresco e curioso" come potremmo non parlare dei Charlotte Bobcats? Sicuramente una delle peggiori squadre della storia della NBA, se non la peggiore in assoluto come testimonia il record da 7 vittorie e 56 sconfitte a solo tre partite dalla fine. Nonostante stiano cavalcando una serie quantomeno negativa costituita da 20 sconfitte consecutive i Bobcats sono riusciti comunque a conquistare le prime pagine grazie al siparietto che l'ala Tyrus Thomas e il coach Paul Silas hanno messo in atto negli spogliatoi a seguito della sconfitta di settimana scorsa contro i Boston Celtics per 82 a 94. Coach Silas era piuttosto arrabbiato con Thomas dato che, nonostante i Bobcats stessero perdendo, il suo numero 12 continuava a ridere e scherzare con gli avversari, come se non avesse il minimo interesse nella partita e, per questo motivo dunque coach Silas, una volta negli spogliatoi, ha alzato non poco la voce con il suo giocatore, usando anche parole abbastanza colorite. Lo sfogo di Silas non ha toccato più di tanto l'ex Louisiana State University che ha risposto mandando a quel paese il proprio allenatore, dimostrando quindi poco rispetto innanzitutto per la figura dell'allenatore e, in secondo luogo, per la persona di Paul Silas che in passato è stato ben tre volte campione NBA, due volte un All-Star e selezionato per cinque volte nei migliori due quintetti difensivi.
Le parole di Thomas hanno infiammato Silas che non è più riuscito a trattenersi. Presentiamo prima a dovere i due sfidanti. Nell'angolo destro, dal peso di circa 115 chilogrammi sparsi su 201 centimetri e con i suoi 68 anni suonati: Paul Silas. Nell'angolo sinistro, dal peso di 102 chilogrammi per 208 centimetri di pura esplosività muscolare, ecco a voi lo sfidante di soli 25 anni: Tyrus Thomas.
Coach Silas ha dimostrato di essere
ancora in grande forma
Photo by Kent Smith / Getty Images
Considerando i 43 anni di differenza il risultato sembrerebbe scontato ma, come nel migliore dei film americani, la "vecchia gloria", facendo uso delle sue forze più nascoste, riesce a surclassare il giovane avversario, nello specifico Silas ha scagliato Thomas contro gli armadietti per poi fiondarsi contro l'avversario e chiudere definitivamente l'incontro salvo essere fermato dallo staff e dai giocatori dei Bobcats.
Un'altra nota negativa quindi alla stagione di Tyrus Thomas, la peggiore della sua carriera per tutti i parametri statistici come dimostrano i soli 5 punti e 4 rimbalzi in 19 minuti a partita, non certo le cifre che ci si aspetta da un'ex quarta scelta assoluta.
C'è una morale in tutto questo? Certo, ce ne sono addirittura due. La prima: non sottovalutare mai l'avversario. La seconda: Non irritare mai un allenatore che sta per entrare nella storia per essere stato a capo della squadra più perdente della storia della NBA.

sabato 3 marzo 2012

Mercato NBA: ecco cosa faremmo noi (parte 3)

di Claudio Pavesi

Siamo ormai giunti alla terza puntata dei consigli per gli acquisti firmati Basketzone RTP e questa volta tocca a me fare il General Manager ma non perdiamoci in parole e passiamo subito alle opinioni anche perchè siamo sempre più vicini al 15 Marzo, giorno di chiusura degli scambi. Oggi parleremo dei Boston Celtics, degli Orlando Magic e per il resto discuterò alcune delle voci di cui molto si parla in questi giorni


Boston Celtics
Rondo parla con Allen, forse non potranno
più farlo da compagni di quadra
Come si fa a non parlare dei Celtics? Il titolo del 2008 sembra lontano anni luce e i leader della squadra stanno per raggiungere un'età considerata limite per l'NBA e di conseguenza i Celtics rischiano di perdere tre campioni, cioè Pierce, Allen e Garnett in cambio di nulla. Come già detto dai miei colleghi e amici scordatevi di vedere Pierce e Garnett con una nuova maglia, il primo è il capitano, ai Celtics da tutta la vita, una bandiera come non se ne trovano molte mentre il secondo è il leader emotivo della squadra oltre che la chiave di volta della difesa, un vero intimidatore d'area che farebbe comodo a chiunque anche se dovesse avere cinquant'anni. Il dito allora viene puntato su Ray Allen e Rajon Rondo, due campioni molto diversi, il primo è uno dei più grandi scorer di sempre con un tiro da fuori mortifero mentre il secondo è un all-arounder, grande assistman, grande atleta ma inaffidabile nel tiro da lontano. Ci sono dei problemi, il già citato Allen quest'estate spegnerà 37 candeline motivo per cui difficilmente una squadra sarà disposta a cedere un giovane e una scelta al Draft per un giocatore di tale età; Rondo invece è un All-Star ma è difficile da gestire emotivamente ed è per quello che tutti parlano di lui come il partente sicuro in casa Celtics ma è giusto far partire l'unico giovane veramente forte? Per me sì. Anche riuscire a rimediare due giocatori di medio livello sarebbe un bel colpo, pensiamo solo a Denver, ha ceduto le due stelle Billups e Anthony in cambio di tre giocatori all'epoca di medio livello ma potenzialmente fortissimi ai Nuggets tanto che ora la franchigia del Colorado sta volando mentre quella di New York fa più fatica del previsto. C'è da dire che ultimamente i Celtics sul mercato sono stati allo stesso tempo sfortunati e non molto lungimiranti dato che negli ultimi anni hanno preso tra i free agent solo Shaquille O'Neal e Rasheed Wallace, entrambi ritiratisi dopo un anno in bianco-verde,  mentre Jeff Green, soggetto allo scambio che ha portato Perkins ai Thunder, dovrà saltare tutta la stagione per un intervento al cuore e non si sa in che condizioni sarà l'anno prossimo. Per far capire la confusione dei Celtics e la volontà di cambiare qualcosa vi cito la risposta del GM Danny Ainge alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se Rondo era l'uomo da cedere: "E' sbagliato dire che stiamo disperatamente cercando di cedere Rondo, è più giusto dire che stiamo cercando di acquistare altri giocatori".

Orlando Magic
Howard difende su Nash, forse suo futuro compagno
Per parlare di Orlando vorrei poter entrare nella mente quantomeno contorta di Dwight Howard il quale un giorno dice che non c'è niente di meglio che restare a Orlando e poi dice che il resto della squadra dei Magic non si sta impegnando abbastanza e che l'unico modo per lui per vincere un titolo è essere ceduto. Si parlava di Lakers ma lo stesso Kobe ha fatto capire abbastanza chiaramente che il buon Dwight non ci azzecca molto nel loro sistema e quindi sono spuntati i Nets che possono mettere sul piatto giocatori molto interessanti come Brook Lopez, il rookie MarShon Brooks, Anthony Morrow e il super talento Jordan Williams. Lo scambio con i Nets secondo me è il più realizzabile soprattutto se dovessero essere inserite scelte ai prossimi Draft (io lo accetterei senza dubbi), il solo problema è solo quello del salary cap nel caso nello scambio dovessere essere inserito il pupillo di Howard, Hedo Turkoglu, giocatore assolutamente valido ma ancora sotto il pesantissimo contratto offerto dagli sconclusionati Raptors non molto tempo fa. come risolvere allora? I Magic, colpiti negli ultimi giorni da un'illuminazione, forse sono riusciti a risolvere il puzzle e stanno pensando di portare a Dwight ciò che vuole, cioè un playmaker esperto nel pick'n'roll, pur non snaturando la squadra ed è per questo che tutti gli occhi si sono diretti su Steve Nash, giocatore molto discusso in questo periodo che tutti vedono a breve con una nuova maglia, tutti tranne Lance Blanks, GM dei Suns e questo potrebbe essere un problema. A mio avviso con Nash i Magic potrebbero puntare alto, è vero che il canadese non è più un fanciulloma resta un super playmaker, giocatore di pick'n'roll pazzesco, cosa gradita al DH12, e grande tiratore da 3 punti, cosa che piace molto a coach Van Gundy.


Trade Talk
Aaron Brooks in Cina
Come sapete Celtics e Magic non sono le uniche squadre sul mercato, una tra tutte è Los Angeles, questa volta sulla sponda Lakers, intenzionata a rinforzare il reparto piccoli e disposta a vendere anche Pau Gasol, a mio avviso il miglior giocatore sul mercato di cui io non mi priverei nemmeno sotto tortura infatti se io fossi il GM dei Lakers mi terrei la squadra attuale e, per rinforzare il reparto piccoli punterei sull'offrire un contratto da un solo anno a Aaron Brooks che sarà restricted free agent al ritorno dalla Cina e, se proprio devo cedere qualcuno, mi limiterei a cedere Matt Barnes anche in cambio di nessuno per liberare salario per Aaron Brooks, ricordiamoci che i Lakers hanno già il sostituto di Barnes in squadra e si chiama David Ebanks così come hanno già un grande tiratore da 3 dalla panchina, parliamo di Andrew Goudelock, basterebbe solo dare più fiducia e minuti a questi ragazzi. Attenzione anche a Minnesota che potrebbe cedere Beasley, talentuosissimo cavallo pazzo da Kansas State, per prendere magari un lungo, possibilmente un gran difensore, o una guardia con grande tiro da 3 punti, la sorpresa potrebbe comunque esserci dato che girano voci che Minnesota starebbe pensando di cedere, in alternativa a Beasley, la seconda scelta assoluta del Draft Derrick Williams. Prima abbiamo parlato di Nash ai Magic ma negli USA prlano de canadese anche in maglia Dallas (e qui la vedo quantomeno dura) ma anche in direzione Portland e in questo caso le cose si farebbero davvero interessanti dato che entrambe le squadre hanno ottime pedine di scambio come Jared Dudley, Robin Lopez (a mio avviso perfetto nella difesa di Portland) e Shannon Brown in casa Suns mentre vediamo il francese Batum, Felton, Nolan Smith e Wes Matthews per i Trail Blazers. Come consigli per gli acquisti ci terrei a ricordare ai GM NBA di guardare verso New Orleans e Detroit, questi due ambienti infatti non sono graditissimi a giocatori parecchio interessanti come Rodney Stuckey (Pistons), Xavier Henry e Trevor Ariza (Hornets) per non parlare del fatto che resta sempre sul mercato un talento incredibile sempre firmato Hornets, Eric Gordon. Chiedo scusa, mi sono scordato di Washington, squadra inesistente ma con giocatori che singolarmente sono incredibili e non difficilissimi da ottenere via trade dato che come squadra non sono particolarmente uniti.
Chiudiamo citando due squadre che a sorpresa potrebbero intraprendere la via delle trade. La prima è Sacramento che ha in Tyreke Evans uno dei migliori giocatori ed ex rookie dell'anno, poi hanno deciso di usare la prima scelta per Jimmer Fredette, non scordiamoci della presenza di Salmons e Marcus Thornton, aggiungiamo al mix il fatto che Isiah Thomas sta letteralmente esplodendo tanto che ha vinto il premio di rookie del mese ed ecco pronta la ricetta per un reparto guardie troppo affollato. A mio avviso almeno uno potrebbe partire ma dove? Onestamente non lo so nemmeno io ma potrebbero pensare prendere giocatori più esperti con contratto in scadenza tra due anni così da essere pronti per firmare James Harden che sicuramente non potrà restare ai Thunder dopo i costosissimi rinnovi di Durant e Westbrook. L'altra squadra che potrebbe cambiare qualcosa è a sorpresa Indiana, i Pacers si sono resi conto che Granger è troppo discontinuo per fare la stella mentre Hibbert non è abbastanza realizzatore per essere solo anche se ora la stella è lui. Che i Pacers abbiamo qualcosa di grosso in mente per disfarsi di Granger?

sabato 25 febbraio 2012

Mercato NBA: ecco cosa faremmo noi (parte 2).

di Davide Quaranta.

Siamo al secondo appuntamento con la rubrica "mercato NBA: ecco cosa faremmo noi", dove questa volta non sarà Federico ad esprimere le proprie opinioni e scelte, ma sarò io, Davide, ad immedesimarmi nel ruolo di General Manager NBA.
La partenza è ovviamente dedicata alla squadra per cui tifo da quando sono bambino, i Los Angeles Lakers. Dopo aver analizzato i gialloviola, si passa ai Boston Celtics, per poi chiudere con qualche salto da una franchigia all'altra in giro per la lega.


Los Angeles Lakers:
Ormai fatta per la firma di Rasheed Wallace con il club della famiglia Buss (e con Metta World Peace in spogliatoio ci sarà da divertirsi), i Lakers devono andare a caccia di quell'esterno, possibilmente playmaker, in grado di completare un reparto piccoli impreziosito dalla presenza di Kobe Bryant. I nomi più insistenti sono quelli di Rajon Rondo, che i Celtics starebbero pensando di scambiare per cominciare il processo di rivoluzionamento della squadra. Si era parlato di uno scambio con Pau Gasol che, avendolo già ceduto in estate, salvo poi dover fare "dietrofront", la dirigenza vorrebbe usare come pedina di scambio. Rondo nel sistema di Brown sarebbe una buonissima alternativa all'ormai "anziano" Fisher che, insieme a Blake, potrebbero dare quel minimo di profondità che manca in cabina di regia. Gli altri nomi sono quelli del sorprendente Kyle Lowry, ottime cifre per lui a Houston, e (si parla già di Fantabasket) di Deron Williams, che vorrebbe a tutti i costi vestire la maglia di una squadra pretendente al titolo.
Da non dimenticare la crescita esponenziale che sta avendo Andrew Bynum, ormai secondo terminale offensivo dell'attaco dei californiani, che si sta rivelando anche una macchina da rimbalzi.
Con l'arrivo di Sheed, la partenza di Gasol sarebbe sicuramente meno amara e, con la mossa giusta della dirigenza, potrebbe riportare i Lakers a lottare per la finale NBA.


Boston Celtics:
Aria di rivoluzione anche in casa Celtics, dove la dirigenza vorrebbe cercare di cambiare l'assetto della franchigia, magari ringiovanendo il roster. Dei big three (più Rondo), sicuramente non si vuole fare partire Paul Pierce, bandiera (e ce ne sono poche nella NBA moderna) e capitano storico della squadra. Difficile che Kevin Garnett cambi maglia, essendo diventato l'altro leader emotivo e difensivo della squadra di Rivers. Più probabile la partenza di Ray Allen che, nonostante la non tenera età, potrebbe essere ritenuto pedina di scambio importante per un giovane di medio borgo NBA. Oltre a tutto ciò c'è il "problema" Rondo: i Celtics lo cederebbero, se solo avessero una riserva all'altezza a roster, ma Bradley non rispecchia necessariamente il prototipo della pointguard ideale a cui affidare una squadra. Piccolo parere personale: Rondo non lo cederei mai, cercando di portare a casa una guardia di prospettiva, rinunciando magari a He Got Game.


Per la serie: "Altri Campi":
Ancora senza fine la telenovela "Dwight Howard", con il (ex?) centro dei Magic che una volta esprime la volontà di andarsene, e la volta dopo dichiara di stare bene in Florida dove vuole continuare a giocare. Si era accostato il suo nome ai Lakers, dicendo che Kobe stesso lo avrebbe chiamato per provare a convincerlo ad approdare a Los Angeles, fatti poi smentiti subito dal Mamba.
A parere di chi scrive, Howard non riuscirà a vincere un titolo con Orlando, a meno che non possa arrivare uno come Deron Williams, che sposterebbe di molto gli equilibri ad Est, ma non è esattamente il giocatore che serve ai Lakers che, con un Andrew Bynum così in palla e un sistema di gioco come quello di Mike Brown, farebbero un affare controproducente ad acquisire Howard.
Chiudiamo parlando proprio di Deron. Visto che i Nets, being the Nets (cit.), non sembrano intenzionati a muoversi in maniera decisa sul mercato, sta cercando di lasciare Brooklyn per approdare ad una franchigia che possa garantirgli la lotta all'anello. I nomi fatti sono quelli dei Knicks, prima della "Linsanity" ma che ora, con il ritorno del Barone e l'arrivo di JR Smith, hanno complicato la faccenda. Deron potrebbe andare, come detto, ai Lakers, ai Magic (dove sarebbe la principale ragione per non far andare via Howard) o a Dallas, dove porterebbe Jason Kidd al più consono ruolo di riserva di lusso.

Per oggi è tutto con il mercato NBA, noi vi invitiamo a rimanere sintonizzati su Basketzone RTP per una nuova "puntata" della mini-rubrica appena lanciata.
Nel salutarvi vi auguro un buon All Star Weekend e vi chiedo di commentare questo articolo, esprimendo il vostro consenso (o dissenso) alle mie osservazioni.
Stay tuned.

venerdì 24 febbraio 2012

Mercato NBA: ecco cosa faremmo noi (Parte 1).

Di Federico Bianchi.



Questo weekend come molti di voi sapranno arriva finalmente l'All Star Game di Orlando, weekend delle stelle che come ogni anno significa divertimento, spettacolo, le migliori stelle dell'NBA, ma anche mercato NBA. Negli anni scorsi abbiamo visto come la pausa del weekend delle stelle sia un'occasione per portare a termine diverse operazioni di "riparazione", prima della deadline del 15 marzo.
Quest'anno noi di Basketzone ci aspettiamo colpi col botto come sempre, soprattutto da parte di alcune squadre, così abbiamo deciso un po' per gioco di calarci nella parte del general manager di alcune delle squadre che probabilmente saranno attive sul mercato, per rendervi partecipi di come cercheremmo noi di migliorare queste squadre e più in generale di come la pensiamo in termini di mercato.
Ho l'onore di fare questo esperimento per primo, spero che condividiate le mie scelte, iniziamo il mio lavoro come GM dalla mia squadra del cuore.

BOSTON CELTICS.
I biancoverdi sono una delle squadre che si presume si attiveranno prima della deadline e la dirigenza dei celtics ha fatto capire di essere disposta anche a rivoluzionare la squadra che ha portato al titolo del 2008. Questo fa presumere che almeno uno dei big4 dei celtics dovrà partire.
Tra le quattro stelle di Boston sarà sicuramente impossibile privarsi di Paul Pierce, leader carismatico e simbolo di questa squadra; lo stesso discorso a mio modo di vedere vale per Kevin Garnett, in quanto non credo che ci sia alcun giocatore in grado di sostituire The Big Ticket per l'apporto difensivo e di leader che da alla squadra.
I papabili a lasciare Boston rimangono quindi Rajon Rondo e Ray Allen.
Per il primo il discorso è complicato, in quanto un'eventuale cessione dell'unica delle 4 stelle in età ancora futuribile presume l'arrivo in cambio di un giocatore giovane di livello altrettanto alto, ma servirebbe un playmaker e non mi sembra che ce ne siano molti in giro che possano essere inseriti in uno scambio. Anche una pista assurda come Deron Williams sembra difficile da percorrere.
La scelta migliore a mio modo di vedere è vendere Ray Allen, che può fare comodo a diverse squadre e la contropartita potrebbe essere un paio di giocatori giovani o possibilmente delle scelte che si presumono alte al prossimo draft, che sarà ricco di talenti.

LOS ANGELES LAKERS.
Kobe continua a lasciare dichiarazioni importanti riguardo ai rinforzi che vuole avere entro il limite delle deadline. Il giocatore che sembra scontato debba partire è Pau Gasol, che era già stato inserito nella trade che doveva portare Cris Paul a LA. I Lakers sono sicuramente in cerca di un playmaker e si parlava di un possibile scambio Gasol-Rondo, che però mi sembra difficile da percorrere, perchè lascerebbe entrambe le squadre con un ruolo scoperto.
Un'altra alternativa sarebbe Deron Williams, anche se anche questa pista sembra difficile.
L'opzione secondo me più vantaggiosa per i Lakers sarebbe mandare il catalano agli Houston Rockets, squadra alla quale doveva approdare già in estate.
I Rockets infatti possono mettere sul piatto il playmaker Kyle Lowry, che sta giocando una stagione fantastica da 15.6 punti, 7.6 assist e 5.3 rimbalzi a gara, davvero niente male; inoltre insieme a lui potrebbero essere inseriti nella trade anche altri giocatori interessanti che andrebbero a rinforzare il reparto delle ali.

ORLANDO MAGIC.
In casa Magic il caso più scottante è ovviamente quello della stella Dwight Howard.
Superman ha rilasciato dichiarazioni recenti in cui lascia intendere la sua volontà di andare via da Orlando, il problema è come e a chi cedere una stella come Howard senza eventualmente perderci in uno scambio.
Le opzioni sono principalmente tre: Lakers, Nets e a mio modo di vedere i Bulls.
I Bulls sono la squadra con più giocatori da poter inserire nell'affare Howard, giocatori che possono piacere molto a Van Gundy, per esempio Joakim Noah, Luol Deng, Taj Gibson...
Tuttavia il "contro" di questo scambio è che non so fino a che punto coach Tom Thibodeau sia disposto a privarsi dei giocatori che gli permettono di giocare la miglior difesa dell'NBA.
Per quanto riguarda i Lakers la contropartita ideale sarebbe Bynum, ma la partenza più importante per i Lakers dovrebbe essere Gasol e vedo difficile una coesistenza di Howard e Bynum nella stessa squadra.
I Nets invece avrebbero in Brook Lopez la contropartita ideale per Howard, al quale però andrebbe aggiunto almeno un altro giocatore di New Jersey e in questo modo Howard andrebbe a giocare praticamente solo con Deron.
Il caso Howard sembra una matassa davvero difficile da districare per i Magic.

MINNESOTA TIMBERWOLVES.
I T-Wolves apparentemente sembrano aver trovato un equilibrio, anche grazie all'apporto di Ricky Rubio e Nikola Pekovic nelle ultime uscite; tuttavia a mio modo di vedere c'è troppo affollamento nel reparto ali, con Michael Beasley, Derrick Williams e Kevin Love che giocano praticamente lo stesso ruolo. Partendo dal presupposto che Love non si tocca e Derrick Williams ha il potenziale per divetare un alla star, secondo me potrebbe partire Beasley.
Il numero 8 dei T-Wolves è un giocatore di grande talento offensivo, che però non ha mai convinto appieno. Proprio per questo motivo Minnesota potrebbe privarsene, cercando magari di portare a casa un giocatore che vada a rafforzare il reparto lunghi, che prima del miglioramento delle prestazioni di Pekovic era il punto debole di questa squadra.
Non è facile però individuare una contropartita adatta in quanto ci sono poche squadre che possono permettersi di vendere un lungo di livello.

UTAH JAZZ.
I Jazz stanno giocando un ottima stagione, ma dopo la partenza di Deron Williams, non hanno più il volto di una squadra che può competere ad alto livello a ovest.
In questi casi provare a cambiare qualcosa può essere utile e, anche se non ci sono voci concrete su operazioni di mercato in cui i Jazz sarebbero coinvolti, io credo che un pensierino a entrare sul mercato dovrebbero farlo. Per esempio un possibile partente potrebbe essere Al Jefferson a mio modo di vedere, in quanto la sua mancanza sarebbe colmata dal super rendimento di Millsap e da due giovani talentuosi e scalpitanti come Favors e Kanter. L'arrivo di un realizzatore importante sul perimetro in cambio di Jefferson per esempio potrebbe cambiare il volto della franchigia dello Utah, ma come ho già detto non c'è nulla di concreto ed è solo quello che farei io se fossi GM.

Penso che in questa sessione di mercato queste 5 potrebbero essere protagoniste, ma l'NBA nel weekend dell'all star game ci ha abituato a grandi colpi che possono rivoluzionare la scena del campionato più spettacolare del pianeta. Per la prima puntata è tutto, commentate l'articolo e continuate a seguire il blog per sapere cosa ne pensano i miei tre compagni di viaggio riguardo all'argomento, grazie per l'attenzione e buon all star weekend a tutti.


giovedì 26 gennaio 2012

EA7 Milano, ingaggiato JR Bremen.

di Davide Quaranta
"Pallacanestro Olimpia EA7 – Emporio Armani Milano comunica di aver raggiunto un accordo fino al termine della stagione con il giocatore Ernest “JR” Bremer."

Nel giorno del 21esimo compleanno di Nicolò Melli,con questo comunicato ufficiale l'EA7 Milano ufficializza l'ingaggio del 31enne con passaporto comunitario.
Bremer è nato a Cleveland il 19 settembre 1980 e, dopo non essere stato scelto al draft, sottoscrive un contratto con i Boston Celtics. La sua militanza nella NBA dura due anni, trascorsi tra Boston, Cleveland e Golden State. Finita la parentesi a stelle e strisce, il giocatore approda in Europa in maglia Malaga. Dopo la Spagna, "JR" passa per la Grecia e per il campionato Italiano, dove gioca con Biella. Terminata anche l'esperienza italiana, vola in Bosnia, dove ottiene anche il passaporto. La sua fama di "giramondo" è confermata dal trasferimento in Russia, a Vladivostok e Samara, prima di firmare ad inizio stagione con Novgorod, squadra che gioca l’Eurochallenge: in campionato viaggiava con 11.5 punti e 5.2 assist per partita, mentre in Eurochallenge metteva a segno 15.9 punti a partita e 4.9 assist con il 55% da due punti e il 42% da tre.
Il bosniaco arriva vista la grande emergenza di Milano che, con l'infortunio di Hairston, ha necessariamente bisogno di un giocatore che nel ruolo di play-guardia dia un po' di respiro a Cook e agli altri esterni.

sabato 7 gennaio 2012

NBA regular season Day 13: Lakers e Knicks tornano a vincere, cadono i Celtics.

di Federico Bianchi.



Nella 13 notte di NBA si sono giocate 12 partite. com avete letto dal titolo tornano a vincere i Lakers, grazie ai 39 di Kobe contro Golden State e i Knicks, corsari a Washington contro i Wizards grazie alla tripla di Melo che vedete nella foto in alto. per gli altri risultati della notte vincono i Nets contro Toronto, vittoria anche per i 76ers contro Detroit, Atlanta batte Charlotte, e vincono anche Oklahoma City, Cleveland, Utah e Phoenix ripettivamente contro Houston, Minnesota, Memphis e Portland.
Ora passiamo ai top e flop della notte.

TOP: CHICAGO BULLS E DANILO GALLINARI. Ottima prestazione nella notte NBA dei Chicago Bulls che migliorano il loro record a 7 vittorie e 1 sola sconfitta, grazie alla vittoria con i Magic di Dwight Howard. Nonostante Superman abbia messo a referto 28 punti con 15 rimbalzi, la formazione di coach Tom Thibodeau ha risposto alla grande con una performance da vera Squadra (non a caso con la S maiuscola). I Bulls hanno dimostrato di non essere Derrick Rose dipendenti ma di avere un nucleo ben collaudato e molto forte, in grado di mettere in difficoltà chiunque in NBA. Rose infatti, autore comunque di 21 punti, 10 assist e 8 rimbalzi, è stato solo uno dei tre giocatori oltre quota 20 punti. Insieme ai suoi 21 ci sono anche i 20 di Boozer con 13 rimbalzi e i 21 di Luol Deng, ai quali si aggiungono 18 punti di Kyle Korver. La serata del Gallo invece ha portato alla vittoria dei Nuggets contro gli Hornets dell'altro italiano Marco Belinelli. Gallinari è stato autore di 23 punti, 4 rimbalzi e 6 assist, confermandosi sempre di più leader di questi Nuggets. Dall'altra parte buona prestazione anche di Belinelli con 13 punti.

FLOP: BOSTON CELTICS. Da tifoso bianco-verde quale sono mi duole dirlo, ma i peggiori della notte sono stati proprio i Celtics, sconfitti in casa dai Pacers 87-74. Boston ha passato una serata di blackout offensivo decisamente pesante, infatti, oltre al fatto che 74 punti sono pochini, l'unico uomo oltre quota 15 punti è stato Ray Allen, che ne ha segnati 23, bruttissima prestazione invece di Paul Pierce che ha chiuso la partita con 3-17 dal campo. I Celtics hanno iniziato la stagione con tre sconfitte e ora si ritrovano un record di 4 vittorie e 4 sconfitte, che in una stagione breve come questa non è il massimo. Onore al merito dei Pacers, comunque vincitori e autori di una buona partita, con 6 giocatori in doppia cifra a fine partita.

SORPRESA: CLEVELAND CAVALIERS. Come accennato in apertura i Cavs nella notte hanno battuto i talentuosi Minnesota T-Wolves con il risultato finale di 98-87. Per Cleveland ottima prestazione di Antwan Jamison, top scorer con 22 punti con anche 6 rimbalzi, seguito da Kyrie Irving, autore di 14 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Alla fine della partita però sono addirittura 6 i giocatori dei Cavs in doppia cifra, mentre dall'altra parte non basta la solita prestazione allucinante da 29 punti e 14 rimbalzi di Kevin Love.

SARANNO FAMOSI: CHRIS SINGLETON. oggi per quanto riguarda i prospetti futuri ci concenriamo su Singleton, rookie dei Wizards proveniente da Florida State University. Il compagno di John Wall con il numero 31 nella sconfitta di questa notte dei Wizards è stato autore di una buona prestazione da 12 punti e 7 rimbalzi. Singleton è sempre stato riconosciuto, fin dai tempi del college, come un ottimo difensore, con grande fisico e buon stoppatore; ecco, nella notte è stato impegnato su un certo Carmelo Anthony in alcuni passaggi della partita ed è riuscito anche a stopparlo in una delle azioni del numero 7 dei Knicks. Lasciando perdere la schiacciata che ha sbagliato da solo in contropiede Singleton ha fornito una prestazione solida per i Wizards e potrebbe diventare un buon giocatore di ruolo per il futuro della franchigia della capitale.

Per oggi è tutto con il report NBA, continuate a seguire Basketzone, un saluto e un ringraziamento da Federico Bianchi.

lunedì 2 gennaio 2012

Kevin Garnett diventa azionista della A.S. Roma

di Davide Quaranta


Sembra ormai una moda quella che si sta diffondendo tra i giocatori NBA. Dopo LeBron James, anche Kevin Garnett ha deciso di investire nel settore del calcio europeo: mentre "The Chosen one" ha rilevato una quota del Liverpool (in mano a magnati americani), il numero 5 dei Celtics ha optato per l'acquisto di una quota quota di minoranza di un club di casa nostra: l'A.S. Roma (sì, quella d'Er Pupone).
Che la squadra sia in mano ad un azionista dei Boston Red Sox (Thomas Di Benedetto) è cosa ormai nota, e questo dovrebbe aver influito molto sulla scelta di "The big ticket", influenzato anche dal fatto che l'offerta sia stata formulata da un socio di minoranza dei Boston Celtics.
Due delle maggiori superstar NBA hanno già compiuto questo passo; che sia un input che potrebbe spingere altri grandi giocatori di questo calibro a fare questa scelta? Chissà, magari in futuro ci troveremo un Kobe Bryant proprietario del Real Madrid o un Kevin Durant azionista del Barcellona.
Per ora noi speriamo che continuino a fare quello che riesce loro meglio: infilare lo "Spalding" arancione in un cesto, facendo esaltare milioni di persone su tutto il globo.