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venerdì 11 maggio 2012

Philadelphia, numero 8 ad Est, elimina i favoriti Bulls


di Claudio Pavesi
La gioia di Spencer Hawes e Evan Turner
Photo by USAToday

Come molti sapranno nella notte si sono giocate tre partite, in una Boston ha eliminato definitivamente gli Atlanta Hawks vincendo 83 a 80 chiudendo la serie sul 4 a 2, nel secondo match del giorno Denver, guidata dai 32 punti di Ty Lawson, ha sconfitto i Lakers 113 a 96 riuscendo a forzare la decsiva gara 7 ma la vera notizia è quella riguardante i Philadelphia 76ers i quali, vincendo 79 a 78, sono riusciti a eliminare i Chicago Bulls dai Playoffs. Esatto avete letto bene, i Bulls vanno a casa già a gara 6, serie chiusa sul 4 a 2 dopo una partita strana, con un finale stranissimo, totalmente imprevedibile come potete vedere nel video sottostante. (Cliccate sulla scritta sottostante per vedere il video)
Gli ultimi 12 pazzi secondi tra Bulls e 76ers

Io personalmente non lo considereri un totale upset considerando le assenze di giocatori come Derrick Rose e Joakim Noah, certo che i giocatori che avrebbero dovuto prendere per mano la squadra non hanno convinto più di tanto, ad esempio Boozer ha chiuso con 3 soli punti tirando 1 su 11 dal campo, Ronnie Brewer ha chiuso con 0 punti e C.J. Watson, nonostante i 10 assist, non ha tirato per niente bene, solo 2 su 11 dal campo per 6 punti finali, non certo abbastana per sostituire Rose. Philadelphia quindi, guidata da un Iguodala da 20 punti, 4 rimbalzi e 7 assist e da un Louis Williams da 14 punti dalla panchina, è riuscita a festeggiare davanti al proprio pubblico la vittoria nella serie, la prima serie vinta dai 76ers dall'ormai lontano 2003 quando la squadra di Allen Iverson, numero 4 ad Est, sconfisse i New Orleans Hornets di Baron Davis.
E' la quinta volta nella storia dei Playoffs che una numero 8 riesce ad eliminare una numero 1, era già successo l'anno scorso ai Memphis Grizzlies che eliminarono gli Spurs 4 a 2, ma anche nel 2007 quando i Golden State Warriors, guidati in panchina da coach Don Nelson e in campo da Baron Davis, eliminarono, sempre per 4 a 2, i favoritissimi Dallas Mavericks che in regular season stabilirono il sesto miglior record di sempre con 67 vittorie e 15 sconfitte, un risultato che valse a Dirk Nowitzki il titolo di MVP della stagione. Non dimentichiamoci della serie del 1999 tra New York Knicks e Miami Heat in cui i Knicks di Ewing, Sprewell, Larry Johnson, Allan Houston e Marcus Camby non solo riuscirono a eliminare la numero 1 Miami ma giunsero addirittura in Finale NBA perdendo però contro i San Antonio Spurs.
un'estratto della sfida del '94
Photo by slimwihthetiltedbrim.com
Indimenticabile è il primo upset di una numero 8 contro una numero 1, la celeberrima serie del 1994 in cui i Denver Nuggets di Dikembe Mutombo mandarono a casa i Seattle SuperSonics di Gary Payton, Shawn Kemp e Detlef Schrempf, un'impresa clamorosa, il primo upset di tali dimensioni avvenuto vincendo oltretutto gara 5 (fino a qualche anni fa infatti il primo turno era al meglio delle 5) fuori casa, vittoria fondamentale perchè ha infuso nelle squadre la consapevolezza che arrivare ai Playoffs con l'ottava piazza non vuol dire solo fare il tutto esaurito al palazzetto per due o tre partite ma significa avere le stesse possibilità di arrivare in Finale e vincere il titolo che hanno anche tutte le altre squadre.

giovedì 26 aprile 2012

Western Conference Playoff Preview: Thunder favoriti? Occhio a Spurs e Grizzlies; mai sottovalutare il Mamba

di Davide Quaranta e Luca Ngoi




SAN ANTONIO SPURS (1) vs UTAH JAZZ (8). Forse la serie meno spettacolare e più scontata di tutte, ma come ci insegna il primo turno dell'Ovest dello scorso anno, in cui proprio la squadra di Pop è stata eliminata da Memphis, ma dare nulla per scontato. San Antonio ha dalla sua, guarda un po', un allenatore esperto, che durante quest'ultima parte di stagione ha centellinato l'impiego dei big three, per farli arrivare freschi alla postseason. Ginobili, dopo parecchi infortuni, è  tornato ad essere il vero playmaker della squadra, Parker continua a giocare a  100 km/h e Duncan sembra quello dei giorni migliori e con Diaw hanno aumentato ancora il loro QI cestistico, aggiungendo anche freschezza con Leonard, Green e il folle Jackson; giocano la miglior pallacanestro di sistema di tutta la lega, e potrebbe essere la loro ultima possibilità di vincere un anello. Utah si è qualificata per un soffio ai playoff, battendo i Phoenix Suns a tre giornate dal termine della Reguar Season. Non sono i Jazz di Deron Williams, ma con la pattuglia di giovani a disposizione, possono mettere in difficolta qualsiasi squadra: Hayward, Favors, Harris, Jefferson e Millsap possono vincere con qualsiasi squadra su gara singola. Ecco, gara singola, ma purtroppo per la squadra di Corbin, la serie si gioca su 7 partite, e questa volta l'upset sembra davvero lontano.
PRONOSTICO: 4-1 SPURS

OKLAHOMA CITY THUNDER (2) vs DALLAS MAVERICKS. Senza dubbio la serie più  combattuta di questo primo turno, nonchè rivincita della scorsa finale di Conference. I Thunder si sono visti sfilare il primo posto nella Western dagli Spurs, ma rimangono indubbiamente la squadra più atletica e più difficile da contenere, fisicamente e mentalmente, di tutta la NBA. Con Durant (più che probabile MVP di stagione regolare) a guidare l'attacco e Ibaka a fare da "buttafuori" al centro dell'area, a Nowitzki e compagni servirà un'impresa. Per quanto possa sembrare folle, il vero problema potrebbe essere Westbrook, che spesso ha peccato di eccessiva sicurezza, forzando situazioni decisive, invece che dare la palla a Durant (emblematica la gara4 contro i Grizzlies finita al triplo overtime). Coach Brooks dovrà essere bravo a tenere sotto controllo il morale dei suoi, ma grande importanza avranno le condizioni di James Harden, al rientro dopo la violentissima gomitata subita dall'ex Ron Artest allo Staples, unite con l'apporto che la panchina saprà portare alla causa. I Mavs di quest'anno, invece, sono molto diversi da quelli che hanno battuto gli Heat nella Finals 2011, senza i fondamentali Barea e Chandler, perso Odom in corso d'opera, si affideranno ai soliti Dirk e Terry per cercare di eliminare i favoriti al titolo. Dallas è da sempre considerata "underdog" dagli addetti ai lavori, ma va ricordato di come il tedesco col 41 cambi sempre marcia quando le partite cominciano a contare; chissà che anche questa volta non riescano a compiere una clamorosa impresa? Per me, onestamente, no. Ma nella NBA "mai dire mai".
PRONOSTICO: 4-2 THUNDER

LOS ANGELES LAKERS (3) vs DENVER NUGGETS (6). I Lakers sono in ripresa, proprio come i Nuggets in questa ultima parte di stagione dunque si prospetta un duello decisamente aperto tra due squadre che, quando si sono incontrate nei playoff hanno storicamente dato vita a sfide di grande livello. LA ha recuperato pienamente Kobe, mutatosi per sette partite in Coach Bryant, che ha scrutato la squadra dall'alto per poi riprenderne il controllo, ma ha contestualmente smarrito quell'Andrew Bynum che per larghi tratti di questa stagione si è rivelato dominante. La serie girerà sul fattore fisico, aspetto sotto il quale i gialloviola sono nettamente favoriti potendo contare sul centro a due teste Bynum-Gasol da opporre alla povera frontline dei Nuggets che vede invece il super atletico (ma poco concreto) Mcgee e la rivelazione Kenneth Faried a fare da Davide contro i colossi angeleni. Denver ha però da giocare la carta Gallinari e l'estrema rapidità di Ty Lawson che potrebbe mettere in serissima difficoltà Sessions e i suoi compagni di back court molto più abituati a ragionare che a correre. Si prevede molta molta fatica per i Lakers, che potrebbero non uscirne vivi. PRONOSTICO: 4-2 NUGGETS.

MEMPHIS GRIZZLIES (4) vs LOS ANGELES CLIPPERS (5). Al momento in cui scriviamo i Grizzlies avrebbero il fattore campo vista la sconfitta dei Clips contro New York, ma di qui a sabato le cose potrebbero ancora cambiare. Ad ogni modo Memphis si presenta per il secondo anno di fila ai playoff e lo fa in una posizione molto più alta rispetto all'anno scorso, ma non è la sola cosa ad essere cambiata rispetto alla scorsa stagione. La panchina infatti è molto più lunga e di qualità con l'innesto di Arenas, che pare essersi rimesso in riga, mentre il quintetto si può valere della presenza di Rudy Gay (assente nella serie contro gli Spurs del 2011), alla sua prima apparizione nella post season e per questo motivatissimo. I Clippers da par loro mettono in campo il miglior playmaker della Lega, Chris Paul, che li ha condotti fin qui, ma restano le incognite sulla possibilità di incidere nei momenti decisivi di Blake Griffin (anche lui esordiente nei playoff) e sull'assenza di un uomo di esperienza tra gli esterni ad affiancare CP3, viste le altalenanti prestazioni di Randy Foye e in questo senso la presenza di un veterano come Caron Butler potrebbe risultare fondamentale per la Los Angeles rossoblu, comunque fortemente determinata a dare battaglia per passare il primo turno per la prima volta nella storia. Detto ciò Memphis appare più solida e strutturata nell'insieme, quindi li diamo come favoriti anche in caso di fattore campo sfavorevole. PRONOSTICO: 4-2 GRIZZLIES.

martedì 10 aprile 2012

Lamar Odom dice addio ai Dallas Mavericks


Di Claudio Pavesi
Kobe e Lamar torneranno a giocare insieme?
Photo by Steven Dunn / Getty Images

Nella marcia di avvicinamento ai Playoffs è normale che alcune squadre NBA diano una sistemata al proprio roster eliminando qualche nome dal libro-paga della dirigenza ma quest'anno i Dallas Mavericks hanno portato a termine uno dei "tagli" più inaspettati degli ultimi anni quando ieri hanno ufficializzato il rilascio di Lamar Odom. La mossa dei Mavericks risulta parecchio strana considerando che il giocatore in questione è il vincitore del premio come miglior sesto uomo NBA della scrsa stagione e che mancano solo 9 partite alla fine della stagione regolare, una stagione complessa per Dallas dato che al momento si trova nel bel mezzo di una lotta per la conquista di un posto alla post season, attualmente infatti occupa la settima piazza con lo stesso record di Denver, ottava, ma dovrà fare attenzione agli attacchi di Phoenix e Utah, rispettivamente nona e decima a Ovest a una sola vittoria di distacco dalla ormai ex squadra di Odom. L'ala trentaduenne 2 volte campione NBA con i Lakers stava avendo una delle sue peggiori stagioni da quando è arrivata in NBA, se confrontiamo le cifre stagionali con le sue medie in carriera possiamo notare come abbia dimezzato praticamente ogni cifra, dai punti ai rimbalzi, dagli assist alle stoppate, anche se molto probabilmente tutto ciò è dovuto allo scarso utilizzo che coach Rick Carlisle ha voluto fare di Lamar, limitando il suo impiego a soli 20 minuti a gara, niente a che vedere con i 33 minuti a gara che gli venivano concessi da Phil Jackson ai Lakers. Lo scarso minutaggio è stato uno dei motivi fondamentali dell'abbandono di Odom che ha rivelato di essersi trovato d'accordo con la dirigenza riguardo il suo allontanamento dai Mavs, motivo per cui è stato difficile trovare un accordo. Odom non è stato effettivamente tagliato da Dallas, è stato semplicemente allontanato dalla squadra, per cui continuerà a essere presente nei tabellini di Dallas ma sarà segnato come "inattivo" anche se non prenderà parte nemmeno agli allenamenti di squadra, ciò vuol dire che i diritti su Odom restano nelle mani di Mark Cuban che potrà decidere di scambiarlo il giorno del Draft, in caso contrario, l'anno prossimo, potrà firmare con qualsiasi squadra disposta a versare a Dallas 2,8 degli 8,2 milioni di dollari del contratto dell'ex Laker necessari per liberare Lamar dall'opzione che lo lega ai Mavericks anche per la stagione 2012/2013. Per quanto riguarda questa stagione Odom continuerà a percepire ciò che resta del suo stipendio pur restando seduto sul divano di casa (bella mossa Lamar!).
Metta World Peace continua
a scherzare con Odom
Photo by Stephen Dunn / Getty Images
Sono stati in molti a interessarsi del "caso-Odom", anche Metta World Peace ha voluto dire la sua con queste parole: "Certo, Odom potrebbe tornare ai Lakers, in questa stagione potrebbe fare il Ball-Boy, ci darebbe una grande mano ascigando il parquet e passandoci qualche asciugamano fino alla fine dei Playoffs, sarebbe l'unico Ball-Boy in grado di giocare a basket, mentre l'anno prossimo potrebbe tornare effettivamente a giocare." Ovviamente le parole del veterano dei Lakers non volevano essere per niente maligne dato che Metta è uno dei migliori amici di Odom fin dai tempi del liceo, quando ancora il suo nome era Ron Artest. Scherzi a parte il ritorno di Odom ai Lakers, o comunque a Los Angeles, è un'opzione più che probabile in vista della prossima stagione.

sabato 25 febbraio 2012

Mercato NBA: ecco cosa faremmo noi (parte 2).

di Davide Quaranta.

Siamo al secondo appuntamento con la rubrica "mercato NBA: ecco cosa faremmo noi", dove questa volta non sarà Federico ad esprimere le proprie opinioni e scelte, ma sarò io, Davide, ad immedesimarmi nel ruolo di General Manager NBA.
La partenza è ovviamente dedicata alla squadra per cui tifo da quando sono bambino, i Los Angeles Lakers. Dopo aver analizzato i gialloviola, si passa ai Boston Celtics, per poi chiudere con qualche salto da una franchigia all'altra in giro per la lega.


Los Angeles Lakers:
Ormai fatta per la firma di Rasheed Wallace con il club della famiglia Buss (e con Metta World Peace in spogliatoio ci sarà da divertirsi), i Lakers devono andare a caccia di quell'esterno, possibilmente playmaker, in grado di completare un reparto piccoli impreziosito dalla presenza di Kobe Bryant. I nomi più insistenti sono quelli di Rajon Rondo, che i Celtics starebbero pensando di scambiare per cominciare il processo di rivoluzionamento della squadra. Si era parlato di uno scambio con Pau Gasol che, avendolo già ceduto in estate, salvo poi dover fare "dietrofront", la dirigenza vorrebbe usare come pedina di scambio. Rondo nel sistema di Brown sarebbe una buonissima alternativa all'ormai "anziano" Fisher che, insieme a Blake, potrebbero dare quel minimo di profondità che manca in cabina di regia. Gli altri nomi sono quelli del sorprendente Kyle Lowry, ottime cifre per lui a Houston, e (si parla già di Fantabasket) di Deron Williams, che vorrebbe a tutti i costi vestire la maglia di una squadra pretendente al titolo.
Da non dimenticare la crescita esponenziale che sta avendo Andrew Bynum, ormai secondo terminale offensivo dell'attaco dei californiani, che si sta rivelando anche una macchina da rimbalzi.
Con l'arrivo di Sheed, la partenza di Gasol sarebbe sicuramente meno amara e, con la mossa giusta della dirigenza, potrebbe riportare i Lakers a lottare per la finale NBA.


Boston Celtics:
Aria di rivoluzione anche in casa Celtics, dove la dirigenza vorrebbe cercare di cambiare l'assetto della franchigia, magari ringiovanendo il roster. Dei big three (più Rondo), sicuramente non si vuole fare partire Paul Pierce, bandiera (e ce ne sono poche nella NBA moderna) e capitano storico della squadra. Difficile che Kevin Garnett cambi maglia, essendo diventato l'altro leader emotivo e difensivo della squadra di Rivers. Più probabile la partenza di Ray Allen che, nonostante la non tenera età, potrebbe essere ritenuto pedina di scambio importante per un giovane di medio borgo NBA. Oltre a tutto ciò c'è il "problema" Rondo: i Celtics lo cederebbero, se solo avessero una riserva all'altezza a roster, ma Bradley non rispecchia necessariamente il prototipo della pointguard ideale a cui affidare una squadra. Piccolo parere personale: Rondo non lo cederei mai, cercando di portare a casa una guardia di prospettiva, rinunciando magari a He Got Game.


Per la serie: "Altri Campi":
Ancora senza fine la telenovela "Dwight Howard", con il (ex?) centro dei Magic che una volta esprime la volontà di andarsene, e la volta dopo dichiara di stare bene in Florida dove vuole continuare a giocare. Si era accostato il suo nome ai Lakers, dicendo che Kobe stesso lo avrebbe chiamato per provare a convincerlo ad approdare a Los Angeles, fatti poi smentiti subito dal Mamba.
A parere di chi scrive, Howard non riuscirà a vincere un titolo con Orlando, a meno che non possa arrivare uno come Deron Williams, che sposterebbe di molto gli equilibri ad Est, ma non è esattamente il giocatore che serve ai Lakers che, con un Andrew Bynum così in palla e un sistema di gioco come quello di Mike Brown, farebbero un affare controproducente ad acquisire Howard.
Chiudiamo parlando proprio di Deron. Visto che i Nets, being the Nets (cit.), non sembrano intenzionati a muoversi in maniera decisa sul mercato, sta cercando di lasciare Brooklyn per approdare ad una franchigia che possa garantirgli la lotta all'anello. I nomi fatti sono quelli dei Knicks, prima della "Linsanity" ma che ora, con il ritorno del Barone e l'arrivo di JR Smith, hanno complicato la faccenda. Deron potrebbe andare, come detto, ai Lakers, ai Magic (dove sarebbe la principale ragione per non far andare via Howard) o a Dallas, dove porterebbe Jason Kidd al più consono ruolo di riserva di lusso.

Per oggi è tutto con il mercato NBA, noi vi invitiamo a rimanere sintonizzati su Basketzone RTP per una nuova "puntata" della mini-rubrica appena lanciata.
Nel salutarvi vi auguro un buon All Star Weekend e vi chiedo di commentare questo articolo, esprimendo il vostro consenso (o dissenso) alle mie osservazioni.
Stay tuned.

martedì 3 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 9: primo passo falso per Heat e Thunder e il Gallo fa la voce grossa!


di Federico Bianchi.
Non è successo questa notte che LeBron James e Kevin Durant si siano abbracciati in campo, ma in effetti ci piace pensare che potrebbe essere stata questa la scena se si fossero incontrati stanotte dopo le rispettive partite: un abbraccio di consolazione. Come avete potuto leggere dal titolo infatti sia i Thunder che gli Heat hanno riportato la prima sconfitta stagionale, rispettivamente per mano di Mavericks e Hawks. Per la vittoria degli Hawks su Miami è stato fondamentale l'apporto di un Tracy McGrady che per una notte sembrava tornato quello dei tempi d'oro di Houston; mentre per Dallas ovviamente la parte del leone l'ha fatta Dirk Nowitzki con 26 punti.
Nelle altre gare della notte i Warriors sono stati battuti dai Suns, i Celtics aumentano a 3 la striscia di vittorie dopo un brutto avvio contro i Wizards, Indiana batte New Jersey, e Utah batte New Orleans, ma ora passiamo a TOP e FLOP della giornata.

TOP: DALLAS, ATLANTA E DANILO GALLINARI. Delle due squadre citate abbiamo già parlato in precedenza e mi sono sentito di inserirle tra i top anche solo perchè hanno portato alla prima sconfitta due corazzate del campionato. Il nostro Gallo invece è stato autore di una sontuosa partita nella vittoria dei sui Nuggets contro i Bucks. Danilo ha chiuso la partita con 21 punti, 10 rimbalzi e 2 assist, garantendo la vittoria ai suoi grazie a un rimbalzo difensivo e ai successivi tiri liberi realizzati per il punteggio finale di 91-86. Ancora una volta Danilo si dimostra sempre più leader della squadra, che contro i Bucks era anche priva dell'altro giocatore di riferimento: il centro Nene.

FLOP: KNICKS, SPURS E MAGIC. Tutte e tre queste squadre hanno perso piuttosto male nella notte, rispettivamente contro Toronto, Minnesota e Detroit. Tuttavia per New York e San Antonio c'è un'attenuante: i Knicks infatti erano privi di Amare Stoudemire e gli Spurs hanno perso a partita in corso Manu Ginobili, uscito purtroppo con un dito rotto. Per quanto riguarda i Magic invece la sconfitta è arrivata a pieno organico, con un Dwight Howard autore di 19 punti, ma con solo 7 rimbalzi e 6 falli e che ormai sembra concentrato più sulle le possibili trade che possono coinvolgerlo, piuttosto che sul gioco. Diamo comunque merito alle squadre vincenti, infatti per Detroit sono arrivati 26 punti da Ben Gordon, a New York Bargnani ne ha messi 21, e per i T-Wolves c'è stata la solita super-prestazione di Kevin Love, che ha messo a segno 24 punti e 15 rimbalzi.

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Nella rubrica dedicata ai nuovi talenti dell'NBA quest'oggi diamo spazio al rookie dei Nets MarShon Brooks. Ancora una volta la nostra attenzione si focalizza su un playmaker, che nella notte, nonostante la sconfitta dei Nets, è stato autore di 21 punti e 7 rimbalzi uscendo dalla panchina. Grazie a questa prestazione Brooks, per quanto riguarda i punti segnati, è stato secondo solo alla stella della squadra Deron Williams, confermando un inizio di stagione a dir poco sorprendente. Brooks infatti in questo inizio di stagione sta viaggiando a 13,7 punti di media, conditi anche con quasi 4 rimbalzi a partita. In assenza di Brook Lopez, che rimarrà infortunato ancora per molto tempo, i Nets oltre a Deron forse troveranno una nuova certezza in Brooks, l'unico a parte la ex stella dei Jazz a fornire un rendimento costante in favore della squadra.

Per oggi è tutto, per nuove notizie sulla NBA e su tutto il basket di cui avete bisogno, continuate a seguire il blog di Basketzone. Buon 2012 di basket a tutti.