giovedì 21 giugno 2012
Colpo di Torino, Pillastrini è il nuovo coach, tutti i rumors di inizio mercato
domenica 17 giugno 2012
Nazionale Sperimentale, da qui passa il futuro del nostro basket
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domenica 15 aprile 2012
Si chiude con una sconfitta la stagione della Paul Mitchell
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venerdì 6 aprile 2012
Matchups: Andrea De Nicolao "Credo nei playoffs con Treviso. La DNA? Perfetta per i giovani"
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| Photo by www.benettonbasket.it |
Ennesima esclusiva di Basketzone RTP, oggi vi regaliamo le parole di Andrea De Nicolao, playmaker classe 1991 della Benetton Treviso. Nonostante l'età, alle sue spalle ha già un'esperienza in DNA con Castelletto Ticino, diverse presenze ai playoffs di Serie A, una convocazione all'All-Star Game e un argento con la Nazionale ai Campionati Europei Under 20 di Bilbao della scorsa estate.
Quella di Treviso è una stagione molto particolare, dall'inizio del campionato avete cambiato 4/5 del quintetto base. Come membro della squadra squdra come hai vissuto una rivoluzione così estrema? Quanto è difficile ritrovare i meccanismi?
Non è stato facile, all'inizio avevamo cominciato con un tipo di quintetto che richiedeva meccanismi particolari ma poi è stato rivoluzionato tutto. In un periodo ci siamo trovati con la squadra decimata e dovevamo giocare una volta ogni tre giorno dividendoci tra campionato e coppa ma abbiamo stretto i denti e abbiamo cercato di gestire al meglio la situazione. Il coach ci ha aiutato molto con speciali sessioni di allenamento per migliorare la resistenza e l'intesa di squadra e ha saputo gestire bene i tempi di riposo di ciascun giocatore. Senza dubbio questo ci ha permesso di disputare un ottimo torneo anche a livello europeo.
Sempre a riguardo l'inizio della stagione come è stato giocare in squadra con 3 giocatori NBA come Jeff Adrien, Brian Scalabrine ed E'Twaun Moore?
Per tutti e tre era la prima esperieza in Europa quindi all'inizio hanno avuto qualche difficoltà ad adattarsi al nuovo ambiente e al gioco diverso da quello americano ma noi, come compagni di squadra, abbiamo cercato di fare del nostro meglio per farli sentire a loro agio dentro e fuori dal campo. Se vogliamo fare un bilancio finale, i 3 mesi che hanno trascorso a Treviso sono stati molto positivi sia per loro che per noi compagni di squadra.
Che prospettive avete con Treviso per il finale di stagione? Vi eravate prefissati lo stesso obbiettivo anche a inizio campionato?
Il nostro obbiettivo adesso è senza il minimo dubbio quello di provare a vincere le partite restanti e riuscire ad agguantare un posto ai playoffs, sappiamo che è difficile ma certamente non impossibile. A inizio campionato non avevamo un obbiettivo preciso, ci eravamo prefissati di fare bene e di crescere anche perchè non sapevamo come sarebbe cambiata la squadra in vista della fine del Lockout NBA e, essendo anche l'ultimo anno della famiglia Benetton, non sapevamo bene cosa aspettarci. La squadra è comunque competitiva e una qualificazione ai playoffs sarebbe una grande occasione per migliorare e per dimostrare una volta di più il nostro valore.
Riprendendo quello che hai appena detto, come vedi il futuro di Treviso visto il prossimo abbandono della famiglia Benetton?
E' un grosso dispiacere perchè per trent'anni Benetton è stato un marchio sinonimo di basket italiano. Il futuro purtroppo è molto incerto, non sappiamo se ci sarà un altro grande imprenditore intenzionato a prendere in mano la società, la speranza però è quella di continuare a vedere la Pallacanestro Treviso ad alti livelli. Ovviamente sappiamo che tutto non sarà come prima perchè Benetton è un nome troppo importante per essere facilmente rimpiazzato, a mio avviso è paragonabile solo alla Montepaschi.
Cosa vedi invece nel tuo futuro? Sappiamo che sei molto legato alla società trevigiano ma facciamo un'ipotesi per assurdo: resteresti a Treviso anche se ti offrissero un ruolo non da protagonista o preferiresti trasferirti in un'altra squadra disposta a farti giocare titolare quindi con più minuti?
In effetti ormai sono abbastanza di casa alla Pallacanestro Treviso. Adesso a stagione in corso non mi sento molto di parlare di futuro, preferisco pensare alla fine campionato comunque ci tengo a dire che sono davvero molto affezionato a Treviso, squadra con cui ho un contretto che devo e voglio rispettare. Ovviamente, come ogni giocatore, il desiderio che ho è quello di giocare molti minuti e di avere molte responsabilità ma queste non sono scelte che toccano a me, se voglio tutto questo devo solo impegnarmi e guadagnarmelo sul campo.
In questi anni a Treviso sei cresciuto molto. C'è qualche compagno che ti senti di ringraziare particolarmente per gli aiuti e i consigli ricevuti ogni giorno in allenamento?
Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco grandissimi campioni e di conseguenza ho cercato d prendere qualcosa da ognuno di loro. Sicuramente allenarsi tutti i giorni con Bulleri, Sani Becirovic e con un allenatore come Sasha Djordjevic non può che essere il massimo per un playmaker come me, questa è la conferma che Treviso è uno dei migliori posti per un giovane per crescere nel migliore dei modi.
A proposita della tua crescita come giocatore, se ti dovessi presentare ai pochi che ancora non ti conoscono, cosa elecheresti come tuoi punti forti e cosa come punti deboli?
Partiamo col presupposto che si può sempre migliorare in tutto ma allo stesso tempo ci sono cose in cui sono più sicuro. Un mio punto forte è la velocità, la transizione offensiva, volendo possiamo identificare il tutto come contropiede se vogliamo dirlo con una sola parola. La parte del gioco in cui devo migliorare è l'arresto e tiro ma ci sto lavorando.
Quest'anno sei stato convocato anche all'All-Star Game. Che esperienza è stata per te?
E' stata una bella esperienza anche perchè era la prima volta che prendevo parte ad un evento simile. Bisogna considerarlo un punto di partenza per continuare a fare bene così da essere convocato in Nazionale con costanza.
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| Photo by EfeDos / Aitor Bouzo |
Importante nel tuo processo di maturazione è stata anche la scorsa stagione in cui hai giocato con Castelletto Ticino. Cosa ti ha dato l'esperienza in A Dilettanti? La squadra ha fatto molto bene e tu sei stato uno dei migliori play della categoria.
E' Stato importantissimo fare un'esperienza in una categoria inferiore ma composta comunque di giocatori "senior" perchè solo così si può imparare a gestire davvero un gruppo, cosa non facile considerando che la maggior parte della squadra è composta da giocatori più esperti. A Castelletto ho potuto avere tanti minuti, prendere decisioni importanti e tiri decisivi, è stato un anno molto positivo per la mia crescita, per la mia esperienza e anche per un aumento di fiducia nei miei mezzi. Successivamente ho scelto di tornare a Treviso per guadagnarmi gradualmente spazio così che un giorno possa esercitare in Serie A la stessa leadership che o sperimentato in DNA.
Quindi pensi che la DNA aiuti davvero i giovani a crescere?
Senza dubbio, penso sia un posto super per crescere e diventare giocatori migliori. In DNA il livello è molto buono e c'è un bel mix di giocatori giovani ed esperti, penso che tutti i giovani debbano fare un'esperienza simile alla mia, è davero utile.
Parlando di giovani non è possibile non chiederti che ricordi hai dell'Europeo Under 20 dell'estate scorsa in cui hai vinto la medaglia d'argento con l'Italia.
E' stato bellissimo perchè ha rappresentato il coronamento di 5 anni di tornei giovanili, 5 anni in cui avevamo sempre fatto bene ma non avevamo mai raggiunto la medaglia, prima di quest'estate infatti il miglior risultato era stato un quinto posto. E' stata davvero un'esperienza indimenticabile anche perchè la Nazionale Italiana è così tornata a farsi un nome dopo anni in cui è mancata un po' la tradizione, siamo riusciti a dare una scossa importante sperando che in futuro altri gruppi possano fare anche meglio di noi. L'under 18 è stata molto brava a conquistare il quarto posto ma vincere una medaglia è tutta un'altra cosa, sono certo che lo capiranno quando ne vinceranno una e non credo ci vorrà molto perchè accada.
Sei stato a lungo compagno di Alessandro Gentile che molti vedono come il prossimo italiano in NBA, lo vedresti bene oltreoceano?
Ale è un talento pazzesco e sono certo che questa esperienza a Milano gli sarà molto utile anche perchè ha la possibilità di allenarsi con un coach come Scariolo, uno degli allenatori migliori in Europa se non al mondo. Se continua così non ci vorrà molto prima che arrivi in NBA ma dovrà fare un passo alla volta, senza montarsi la testa. Dovrà essere umile senza mai pensare di aver già raggiunto grandi traguardi, dovrà sempre guardare avanti ma, conoscendolo, sono certo che lui stesso sia consapevole di questo. Se saprà mantenere questa mentalità non ci saranno limiti al suo talento e potrà raggiungere Bargnani Belinelli e Gallinari dall'altra parte dell'Oceano.
Sei giovane ma tra serie A e Nazionali hai potuo affrontare molti campioni. Qual è il giocatore più forte e immarcabile contro cui tu abbia mai giocato?
Il più forte che abbia mai marcato è senza dubbio Terrell McIntyre, un fenomeno in tutto: tiro da 3 punti, penetrazione, arresto e tiro, mano destra e mano sinistra. Mai visto uno così completo. Per quello che riguarda i giocatori di altri ruoli non posso non nominare Mirotic, è giovanissmo ma è un talento spaziale, nei prossimi anni sarà sicuramente protagonista in Europa o addirittura negli Stati Uniti.
Neanche a farlo apposta la prossima domanda lo riguarda. Come è stato marcare per una serie playoff proprio McIntyre, diventando anche noto per la tua palla rubata a metà campo? Abbiamo visto che persino su Facebook ci sono pagine dedicate alla tua rubata.
Sì è vero, nella serie contro Siena di due anni fa. E' stato un guizzo che poi è anche un mio marchio di fabbrica, forse sul momento mi aveva un po' sottovalutato, cosa che da quel momento non ha più fatto (ride). Poi lui è davvero una brava persona, ho avuto occasione di parlargli più volte e mi ha dato anche alcuni preziosi consigli.
Come è nostro solito chiadiamo anche a te di fare alcuni pronostici. Chi vedi come vincenti in Eurolega e in NBA?
Pronostici... (ride). In Eurolega a mio avviso il Panathinaikos è superiore a tutti, solo il CSKA può giocarsela allo stesso livello ma se proprio devo sceglierne una allora dico Pana. In NBA è difficile, normalmente avrei detto Lakers ma quest'anno è diverso, c'è Chicago che se la potrebbe giocare ma anche Miami e i Thunder non sono da meno. Per me vincono i Thunder. Molti dicono Miami ma io non credo si possa vincere un titolo NBA con due giocatori e mezzo inoltre ritengo che quest'anno Durant abbia fatto un ulteriore passo avanti e ormai è probabilmente il miglior giocatore in tutta la NBA.
Ancora mille grazie ad Andrea De Nicolao, ragazzo disponibilissimo e gentilissimo. Tutti i membri di Basketzone RTP gli augurano il meglio sia nella vita cestistica che in quella di tutti i giorni e ricordano a voi lettori di non allontanarvi molto dal nostro blog per avere sempre nuove interviste.
domenica 1 aprile 2012
Pavia vince ancora, ma si spezza il sogno playoff
lunedì 26 marzo 2012
Pavia, la vittoria più bella: ed ora è salvezza
Tabellino:
PAVIA (Maggio 15, Pederzini 18, Cazzaniga 7, Maiocco 8, Cissè 11, Bozzetto 4, Furlanetto 5, Migliorini, Borgna, Mink)
CAPO D'ORLANDO (Zampolli 17, Crow 11, Bonacini 7, Benevelli 4, Bisconti 2, Cardinali 7, Damiani 5, Pellegrino 8, Caula, Sgrò)
giovedì 22 marzo 2012
La Paul Mitchell riprende la marcia: Trento battuta 83-71
domenica 11 marzo 2012
Mini crisi Paul Mitchell: è sconfitta anche a Santarcangelo
mercoledì 7 marzo 2012
Matchups: Andrea Traini "Che bella esperienza la Nazionale ma ora si pensa solo a Recanati"
Hai fatto parte della squadra della nazionale Under 20 che vinse l'argento a Bilbao. Parlaci dell'esperienza.
L'Europeo under 20 credo sia stata una delle esperienze più belle della mia vita! Di sicuro non dimenticherò mai quell'esperienza infatti, anche se personalmente non sono andato particolarmente bene, il risultato finale e stato davvero grandioso. Personalmente mi ha fatto capire che in un gruppo anche se non si è leader si può essere importante e di aiuto per altri compagni, ed è un aspetto sul quale devo lavorare molto, ovvero cercare di dare il massimo anche non essendo protagonista, sentirsi importante comunque anche se non si gioca 30 minuti o non si fanno 20 punti.
Ora sei a Recanati ma sei stato a Pesaro per alcuni anni. Com'è stato l'impatto in prima squadra? Che ambiente hai trovato?
L'impatto con la serie A è stato molto positivo anche se all'inizio avevo un po' di paura a rapportarmi con persone anche di 10 anni più grandi rispetto a me. In ogni caso è stato un anno e mezzo davvero bello dove sono cresciuto molto e ho capito che questo è un lavoro a tutti gli effetti perchè ti occupa tutti i singoli giorni della settimana sia fisicamente che mentalmente. Sinceramente mi pesa usare la parola "lavoro" perchè credo che quello che faccio io, come anche molti altri, sia innanzitutto un privilegio.
C'è stato qualche compagno che ti ha aiutato particolarmente ad ambientarti?
Più o meno tutti i miei compagni hanno cercato di aiutarmi sempre sia in allenamento che per le poche volte in cui sono entrato anche in campo durante le partite.
Cosa puoi dare alla causa di Recanati, nel senso: cosa aggiunge alla squadra la tua presenza?
Sinceramente questa domanda dovresti farla a chi mi ha voluto (ride). Io sto cercando e cercherò di dare una mano in più a questo gruppo che vedo già molto unito per un obbiettivo comune.
Come mai hai scelto proprio Recanati anche se, a quanto so, molte squadre erano interessate a te?
Ho scelto recanti perchè credo che sia in questo momento per me la scelta migliore in quanto venivo da 4-5 mesi dove non avevo toccato molto il campo e avevo bisogno di giocare. La soluzione di Recanati, anche per motivi logistici, per me era la migliore e tutt'ora credo di aver fatto la scelta più giusta.
Dove pensi possa arrivare Recanati in DNA?
Io sono un sognatore! Di conseguenza alla domanda "dove può arrivare Recanati" ti rispondo dicendoti solo che io ho un sogno che però non posso svelare perchè mi hanno insegnato che, una volta rivelati, essi non si avverano più. Sogni a parte sono sicuro che questa squadra possa fare davvero bene e ovviamente puntiamo sempre ad andare il più lontano possibile, poi chissà...
Che idea ti sei fatto della DNA? Aiuta davvero i giovani a crescere?Credo che la DNA sia un campionato davvero di alto livello. Per esperienza personale credo sia un campionato dove i giovani hanno la possibilità di confrontarsi anche con giocatori senior che da anni giocano in questa lega o che in passato hanno militato in campionati più prestigiosi. In un tale ambiente si ha la possibilità per migliorarsi veramente in ogni ambito del gioco.
Cosa vedi nel tuo futuro? Ritorno in Legabasket o permanenza in DNA/Legadue?
Sinceramente per quanto riguarda il mio futuro non ti so dire ancora nulla, adesso penso solo a Recanati poi a fine stagione si vedrà.
Hai un gioco particolare, ciò è dovuto anche alla tua altezza. Hai preso ispirazione da un giocatore particolare? Chi è il tuo idolo?
Io ho preso spunto da Gianmarco Pozzecco! Ho sempre cercato di ispirarmi a lui anche se è veramente dura perchè è un vero genio della pallacanestro, un genio a cui va aggiunta una buona dose di sregolatezza.
Nella tua formazione c'è una persona, un modello che hai seguito, che ti senti di ringraziare più di altri per averti reso ciò che sei ora? Un allenatore, un compagno o forse un genitore.
Prima di allenatori e compagni devo rigraziare in particolar modo mia mamma perchè da piccolo per molti anni mi ha portato in giro ovunque per farmi fare tornei, camp o solo allenamneti. Pensa che per due anni di fila mi portava tutti i giorni da Porto Recanati ad Ancona per farmi fare allenamento e ha continuato a farlo anche quando il tragitto era quello da Porto Recanati a Pesaro quindi credo che se ora sono qua molto sia merito suo. Non mi ha mai fatto pesare tutto questo e mi ha dato la possibilità di confrontarmi sempre in contesti dove mi veniva richiesto di alzare la mia asticella personale. Di allenatori invece ne ho avuti tanti e tutti mi hanno insegnato qualcosa di nuovo per cui sono e sarò sempre grato.
A proposito di modelli, nelle nostre interviste abbiamo parlato con Peppe Poeta che ha detto grandi cose su di te. Che effetto fa sentire certe cose da un grande del basket come lui?
Mi fa davvero piacere e lo ringrazio, è un onore ricevere complimenti da uno come lui!
Come chiediamo sempre ai nostri ospiti, facci qualche pronostico. Chi vince la Serie A, Eurolega e l'NBA?
In NBA penso sia arrivato l'anno di Miami mentre in Eurolega non credo che ci sia nessuno in grado di fermare il CSKA Mosca.
venerdì 24 febbraio 2012
Pavia si ferma allo Stop di Treviglio
domenica 19 febbraio 2012
Inarrestabile Paul Mitchell; a Firenze è vittoria all'ultimo tiro (libero)
domenica 12 febbraio 2012
La Paul Mitchell torna a volare; abbattuta la Mole di Torino
giovedì 9 febbraio 2012
L'ex Truccolo condanna la Paul Mitchell: con Perugia è sconfitta per 76-58
Tabellini:
Liomatic Perugia: Chiatti, Santantonio, Caroldi 8, Baldi Rossi 9, Cutolo 3, Ksuhchev, Poltroneri 19, Truccolo 23, De Min 10, Bonamente 4. All. Fabrizi.
Paul Mitchell Pavia: Cazzaniga 12, Cissè 5, Maiocco 8, Migliorini, Maggio 8, Pederzini, Mink 7, Furlanetto 15, Bozzetto 1, Borgna 2. All. Baldiraghi
lunedì 30 gennaio 2012
Con un Furlanetto immenso, la Paul Mitchell batte Chieti 71-60
L'appuntamento per la Paul Mitchell è per sabato 4 febbraio alle ore 20.30 sul parquet di Latina.
Basketzone tornerà poi domenica dalle 17.30 con una novità nella formazione, che sarà una grande per tutti gli ascoltatori.
Non mancate!
Furlanetto 24, Borgna 4, Mink 3, Migliorini, Bozzetto, Maiocco 7, Maggio 10, Cazzaniga 10, Cissè7, Pederzini 6.
Feliciangeli 10, Raschi 14, Rajola 2, Rossi 11, Diomede 3, Gialloreto 13, Porfido 7, Martelli. N.E: De Gregorio, Di Emidio.
giovedì 26 gennaio 2012
Federico Maiocco si racconta a "Basket e dintorni".
“L'Alley oop? Sì, li facevo a Biella con Mike Batiste oggi al Panathinaikos”. Tanta roba, mica bazzecole per Federico Maiocco oggi alla Paul Mitchell, intervenuto in studio a Basket e dintorni su Rtp giovedì 26 gennaio. Federico nel corso della trasmissione ha anche stilato il suo “quintetto dei sogni”: “Ricky Rubio come play, Juan Carlos Navarro come guardia, Lebron James come ala piccola, Dirk Nowitzki come ala grande e l’indimenticato O’Neal come centro”.
Maiocco ha anche anticipato i temi della gara contro Chieti di domenica 28 gennaio: “Occhi aperti…Chieti è una squadra “esperta” con giocatori del calibro di Feliciangeli e Rajola, un team che conosce il basket anche a livello psicologico. Dovremo restare concentrati sulla partita, vengono da due vittorie importanti. Peccato per la sconfitta a Ferentino, abbiamo pagato il loro ritorno nel terzo quarto e il finale”. Si è parlato anche del nuovo megacontratto di Danilo Gallinari a Denver e Federico Maiocco ha così commentato: “Danilo ha una famiglia solida e intelligente alle spalle, saprà come investirli. E’ un ragazzo serio. In America molti giocatori dilapidano questi patrimoni, coinvolgono i loro amici…Per Danilo è comunque un quadriennale molto importante”.
lunedì 23 gennaio 2012
Battuta d'arresto per la Paul Mitchell, sconfitta 80-72 a Ferentino
giovedì 19 gennaio 2012
Matchups: Gianmaria Vacirca
È stato giornalista (per la “nostra” Provincia Pavese tra le altre testate), addetto stampa di squadre di basket, osservatore e dirigente, comunque sempre appassionato della palla a spicchi. Una passione che non muore mai per Gianmaria Vacirca, ex General Manager di Montegranaro e di un’edizione elettrizzante di Capo d’Orlando, dove ebbe ai suoi ordini un certo Gianmarco Pozzecco. La nostra rubrica Matchups lo ha contattato per un’intervista in cui si racconta a 360 gradi e ci mette a disposizione una parte della sua sconfinata sapienza cestistica.
La sua ultima esperienza professionale è stata a Montegranaro. Come giudica i progressi della squadra di Giorgio Valli?
Valli ha dato un'impronta alla squadra molto interessante, dando grande attenzione all aspetto difensivo, un po come sta facendo il mio amico Attilio Caja a Cremona. La Sutor può mettere in difficoltà chiunque e togliersi delle belle soddisfazioni.
Cosa è andato storto in questa sua ultima esperienza?
E' stata molto breve perchè è durata solo un mese. Le mie dimissioni e l'esonero di Drucker hanno permesso alla società di fare un reset abbastanza presto, considerata l'insoddisfazione per il rendimento della squadra. Probabilmente ho date per scontate troppe cose, avrei dovuto dare un supporto diverso e dei consigli migliori al coach, senz'altro era giusto che la società voltasse pagina tornando a un manager molto più operativo sul campo. È ' comunque stata per me un'esperienza meravigliosa e straordinaria, soprattutto nella stagione delle 10 vittorie consecutive con Frates in panchina.
Parlando di campionato italiano come giudica il calo di Siena rispetto agli ultimi anni? È il Montepaschi ad essersi indebolito o sono le altre ad essersi rafforzate?
Il Montepaschi ha un piccolo calo fisiologico, ma è sempre prima in classifica, avanti in Coppa e con l'infermeria più al lavoro del solito. Bravissimi sempre.
L’argomento Siena ci porta a Simone Pianigiani, allenatore della nostra Nazionale. Quali sono secondo lei le prospettive azzurre per la prossima estate?
Le prospettive della Nazionale sono molto interessanti e ci sono dei giocatori giovani che possono fare bene. Il mio idolo è DeNicolao, una più che valida opzione per il ruolo di playmaker.
Si parla tanto di riforma dei campionati e qualcosa è stato fatto a livello di serie minori con la riforma della ex A Dilettanti (ora DNA). Come giudica questa nuova formula un po' sul modello americano?
A me piace molto. Ed è pure divertente. A me piace l'idea di una sola lega professionistica e di una lega di sviluppo dilettantistico, dedicato ai giovani italiani. Ma ci sono persone ben più preparate di me che possono trovare la soluzione giusta, ma che sia in tempi rapidi.
Lei ha un’esperienza personale che la lega al coach della “nostra” Pallacanestro Pavia, Pat Baldiraghi. Fu infatti proprio lei ad assegnargli questo nickname: le va di raccontarci come andarono le cose in quell’occasione?
Che ricordi! Lavoravo alla Provincia Pavese, per me una esperienza lunga e piena di emozioni, e mi venne affidato dal caposervizio Stefano Pallaroni un pezzo sulla vittoria all'esordio della Longobardos allenata da Baldiraghi. Era una squadra di giovanissimi, capace di vincere all’ esordio in campionato contro un avversario ben più quotato...e celebrai quel colpo accostando il coach a Pat Riley. A saperlo, avrei dovuto chiedere i diritti d'autore....
Spostiamoci negli USA adesso. Come General Manager ha visto e continua a visionare talenti di college e non solo: qualche consiglio per gli acquisti per le squadre del nostro campionato?
Il mio giocatore preferito è Robbie Hummel di Purdue. Tra i playmakers ci metto Damier Pitts di Marshall e Jorge Gutierrez di California. Tra le guardie Johnson Odom di Marquette e Chris Johnson di Dayton. Nelle ali Rakim Sanders di Fairfield, anche perche' è ben allenato dal mio amico Sidney Johnson. John Shurna da Northwestern è uno dei miei idoli. Per i lunghi...occhio a Greg Mangano che può prendere il passaporto, poi Robert Sacre di Gonzaga, Tyler Zeller da North Carolina e un altermativo Kyle O'Quinn da Norfolk.
Quali sono i campionati che a suo parere sfornano i talenti migliori?
Seguo Tanto Francia, Belgio, Turchia e Germania.
In questo senso come giudica l’importanza di una lega come la D-League? È veramente affidabile prendere un giocatore da quel campionato?
Nella D-League bisogna essere bravi a leggerci dentro. Non credo che i giocatori accumulino buone abitudini e in tanti stanno li solo per aspettare l occasione della chiamata dalla Nba. L'esperienza europea sarebbe preferibile, ma ai sogni...non si comanda...
Quali sono i prospetti più interessanti che ha visionato quest’anno?
Seguo tanto il College Basket, che è una vera passione, e penso di poter far valere la risposta di cui sopra. In giro per l'Europa ci sono tanti buoni giocatori: mi piace molto il lungo di Parigi Lamont Hamilton, che è in scadenza di contratto. E in Germania Bobby Brown sta tornando sui suoi livelli dopo un anno luci e ombre all'Aris. In Legadue mi entusiasmano Renfroe e Freeman.
Parlando di prospetti, chi potrebbe essere la cosiddetta "steal" del prossimo Draft NBA?
Mi piacerebbe che una steal nel Draft possa essere Tornike Shengelia, se non altro perchè due anni fa doveva essere con me, salvo poi scoprire l'inghippo e un suo cambio di "umore" al riguardo.Non so quale possa essere la sua dimensione in NBA, ma sono un grande tifoso di Alex Oriakhi di UConn.
Quali sono i pregi e i difetti della vita da General Manager ed osservatore? È un ruolo forse un po’ troppo sottovalutato…
Quello del General Manager è un ruolo diverso da realtà a realtà. Dipende molto da quali sono le priorità della società, ragion per cui il ruolo va interpretato secondo le "necessità" del Club di appartenenza. Ci sono dirigenti più vicini alla parte tecnica, dirigenti più vicini all'area marketing e reperimento delle risorse e pure dirigenti chiamati a fare entrambi i ruoli, oppure relegati a fare i "passacarte". Diciamo che è un mondo molto vario, con poco ricambio perchè il nostro sistema non ama più "formare" come una volta. Ho avuto la fortuna di fare più cose in tutti questi anni e di aver avuto dei collaboratori eccezionali cresciuti in "casa", divenuti vere e proprie risorse per il club.
Ci può raccontare l’esperienza della sua Upea Capo d’Orlando? Quell’anno riuscì a mettere insieme una squadra dal grande talento guidata da un Gianmarco Pozzecco ancora ispiratissimo…
A Capo d'Orlando tutti abbiamo vissuto una stagione esaltante. Ancora oggi Pozzecco la definisce la più bella della sua vita, e non è un caso. Lui ci venne regalato dal Presidente Sindoni, poi con un bel lavoro di gruppo fummo bravi a pescare il resto: penso a Diener, Slay, Howell, Wallace, poi Mejia e Beck, Ndoja e Bruttini tra gli Italiani, ragazzi che stanno facendo benissimo da anni. Ma era buona anche la squadra della stagione successiva, poi non iscritta al campionato: penso a Diener, Brunner e Caner Medley. Peccato: sarebbe stato fantastico andare a giocare a Mosca contro il Kimkhi.
Tra le tante cose che fa cura anche un blog che si chiama Basketkitchen. Come è nata l’unione basket-cucina?
Basketkitchen.com è un divertimento unico. Ho la mail piena di contributi ancora da pubblicare, perchè è vero che siamo gente di basket, ma è anche vero che i piaceri della tavola sono unici. C'è che manda ricette fai da te e chi manda recensioni di ristoranti del "dopopartita": tutto bellissimo, uno spasso.
In questo periodo in cui è senza squadra si sta tenendo occupato facendo il telecronista per Eurosport, emittente ufficiale dell’Eurocup, ma ha già avuto contatti con qualche squadra per tornare in sella?
Nessun contatto, anche perchè la mia esperienza di dirigente di club si è esaurita a Montegranaro. Ci sono dei momenti nella vita e in una "carriera" in cui senti la necessità di fare altro, e sono praticamente 18 anni che tutti i miei weekend sono occupati dalla pallacanestro. Prima perchè scrivevo, poi perchè la mia palestra è stata lunga, dieci anni in serie C partendo da addetto stampa. La vita di club mi ha dato tantissime soddisfazioni, ma oggi per me ha senso prendere una strada diversa, vivere questo sport in un altro modo e allargare gli orizzonti. A Maggio partirò per un lungo tour musicale al seguito di Springsteen, ma anche dei Pearl Jam e di Tom Petty, mettendo in condivisione un'avventura on the road di 3 mesi. Una tourneè vissuta dalla parte dei fans, facendo l'inviato vecchio stampo utilizzando le nuove tecnologie e col contributo di critici musicali, scrittori, fotografi, registi, emittenti radiofoniche che abbiano voglia di sentirsi un po’ "Radiofreccia".
Concludiamo con la domanda che facciamo a tutti i nostri intervistati: un pronostico secco su NBA, Eurolega, Serie A e a questo punto anche Eurocup dato il suo ruolo di osservatore da vicino.
Sono un mago al contrario nei pronostici. Dico Siena per il campionato, Maccabi per l'Eurolega, Bulls campioni NBA, Kimkhi vincitore dell'Eurocup. Grazie e buon basket a tutti!
Ringraziamo Gianmaria Vacirca per l’estrema disponibilità e completezza nelle sue risposte e gli auguriamo il massimo per qualunque progetto abbia intenzione di intraprendere consci che dirigenti così appassionati e competenti farebbero ancora molto bene al basket nostrano.
domenica 15 gennaio 2012
Pall. Pavia: Maggio è immenso e la Paul Mitchell vince a Castelletto Ticino!
Arriva al momento giusto la trasferta più importante del campionato per la Pallacanestro Pavia, che viene ospitata da Castelletto Ticino per lo scontro che potrebbe dare un rassicurante margine di vantaggio rispetto all'ultimo posto della classifica (attualmente occupato dai Piemontesi). Si deve registrare per Pavia l'assenza di Steve Borgna che ha accusato un problema fisico che non gli permette di calcare il parquet.Tornati in campo, i padroni di casa ritrovano il bandolo della matassa e riescono a ricucire il punteggio con un Cotani che dimostra di valere le categorie nelle quali ha giocato, portando il parziale su un più accettabile 24-29.
giovedì 12 gennaio 2012
In punta di penna. Prospettiva derby per la Pavia cestistica?
venerdì 6 gennaio 2012
Falsa partenza per la Paul Mitchell: Con Trento arriva la sconfitta per 73-57
Bitumcalor Trento. Valer 2, Pascolo 7, Spanghero 14, Santarossa 7, Fiorito 8, Pazzi 15, Negri 5, Medizza, Conte 7, Forray 8. All. Buscaglia
Paul Mitchell Pavia. Mink ne, Cazzaniga 4, Cissè 4, Maiocco 4, Migliorini, Maggio 8, Pederzini 4, Furlanetto 5, Bozzetto 10, Borgna 9. All. Baldiraghi
Ecco il quadro completo dei risultati:
Angels Santarcangelo -Zerouno Torino 58-72
Fonte: Ufficio stampa Trento










