Visualizzazione post con etichetta Legadue. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Legadue. Mostra tutti i post

domenica 17 giugno 2012

Nazionale Sperimentale, da qui passa il futuro del nostro basket

di Luca Ngoi

Photo by: flickr.com


Quello della Nazionale Sperimentale è uno di quei progetti che fanno intravedere una qual certa speranza nel destino di un movimento cestistico, quello italiano, piuttosto mal ridotto da una serie lunghissima di insuccessi. L'ultima grande emozione è ancora scolpita negli occhi di tutti gli appassionati: quell'argento olimpico ad Atene grazie ai vari Pozzecco, Basile, Galanda etc etc. Ma come è ben noto i campioni non si creano dal nulla: bisogna programmare, lavorare, reclutare insomma è necessario lavorare a fondo per anni su giocatori, strutture e metodologie per tentare di arrivare davvero in alto. In questo senso una Nazionale Sperimentale, una Selezione "B" parallela a quella ufficiale è un bel modo di far crescere i propri migliori talenti in tutta tranquillità e senza quelle pressioni legate ai risultati che possono in un certo senso bloccare o rallentare la crescita dei giovani, che però allo stesso tempo possono sfruttare diversi giorni allenandosi con uno staff di primissimo livello e con le migliori strutture a loro disposizione.
A conferma dello staff tecnico di prima qualità vi citiamo soltanto qualche nome. Gli allenatori infatti sono Luca Dalmonte, Andrea Capobianco e Alessandro Ramagli, i primi due assistenti di Pianigiani anche per la Nazionale vera e propria, mentre il secondo è stato chiamato dallo stesso commissario tecnico verso la fine del campionato perchè è importante concedere un'occasione di formazione non solo ai giocatori ma anche ai tecnici. Il tutto si svolge sotto la preparazione fisica di Francesco Cuzzolin, personal trainer di Andrea Bargnani nonchè preparatore anche dei Toronto Raptors e ovviamente della Nazionale maggiore. 
Insomma, uno staff che riunisce la crème de la crème italiana a livello tecnico, ma anche e soprattutto di giocatori, la parte fondamentale di questo ritiro a Folgaria. L'obiettivo è trovare qualche elemento che, se non da subito, possa far parte del gruppo della Nazionale per dare un contributo vero e proprio, e non sarà difficile in un gruppo che riunisce tanto talento combinato alla gioventù. I nomi che spiccano su tutti sono quelli di Riccardo Moraschini, guardia della Virtus Bologna e assentatosi dal ritiro per tre giorni in quanto partecipante all'Adidas Euro Camp di Treviso in cui si è potuto confrontare con i migliori prospetti europei e ha avuto l'occasione di farsi notare per la prima volta anche da scout NBA, e Achille Polonara, ala che è esplosa in questo campionato a Teramo soprattutto nella parte finale della stagione in cui ha dimostrato di poter reggere il peso di una squadra di Serie A quasi da solo alla tenera età di 21 anni, una rarità in un Paese per vecchi.

Photo by:basketnet.net
Non solo il virrtussino e il teramano nelle convocazioni del trio di allenatori, che hanno scelto di premiare anche giocatori della serie in cui ha militato Pavia, la DNA, come Marco Portannese, che tanto bene ha fatto con la maglia di Torino, o Jacopo Borra, il lungagnone di Treviglio ma di scuola Fortitudo o ancora Filippo Baldi Rossi, ala grande che abbiamo visto a Perugia. Chiaro che non potranno rientrare immediatamente nei piani di coach Pianigiani, ma con un'altra stagione a buoni livelli, magari in Legadue se non addirittura in Serie A (quello che ha più possibilità in questo senso è a nostro avviso Baldi Rossi) l'esperienza crescerà e le possibilità di una futura chiamata saranno maggiori. Proseguendo nella lista dei convocati troviamo anche la guardia di Jesi Marco Santiangeli, ormai uomo di rotazione in Legadue e pronto ad avere sempre più responsabilità, così come il classe '90 David Cournooh, finalmente esploso ad Imola quest'anno ma chiamato alla riconferma ad un livello più alto. Chiamati a far parte del gruppo anche Gabriele Ganeto, Valerio Mazzola e Daniele Magro, ormai non più inseribili tra i giovanissimi ma comunque protagonisti di buone annate in Serie A (Mazzola è stato anche uomo mercato molto richiesto) con le maglie di Varese, Montegranaro e Venezia e attesi dunque al salto di qualità successivo.
In questa lista manca Andrea De Nicolao, playmaker di Treviso che meritava a pieno titolo una chiamata che forse arriverà però nella lunga pre-selezione di Pianigiani a metà Luglio, o almeno così speriamo per un giocatore che ha messo in mostra grandissima qualità e che potrebbe far comodo data la scarsità di playmaker puri (anche in questo gruppo sperimentale).
Gli azzurri partiranno proprio oggi alla volta di Atene, dove domani e dopodomani disputeranno una serie di due amichevoli contro la selezione olimpica greca. La disparità sarà chiaramente palese, ma siamo comunque certi che due test internazionali così importanti non possano che far bene a questo gruppo, che sarebbe rimasto viceversa incompleto senza disputare nemmeno una partita, ed è bene che sia contro uno dei migliori avversari disponibili come la forte nazionale greca così da maturare un minimo di esperienza internazionale che molti dei ragazzi aggregati non hanno mai avuto e che potrà eventualmente servire in un futuro.
Sarà pur vero che tante sono le cose che non funzionano nel nostro movimento cestistico, soprattutto ai vertici dello stesso, ma iniziative come questa, ben curate anche nei minimi dettagli, senza lasciare nulla al caso dimostrano che, con impegno e buona volontà, è possibile creare un futuro migliore anche per la Nazionale azzurra.

domenica 27 maggio 2012

Lutto nel mondo della pallacanestro. E' morto Martin Colussi

di Davide Quaranta

Ci sono notizie che nessun giornalista e nessun essere umano vorrebbe mai riportare, e questa è senza dubbio una di queste.
Alle 6 di questa mattina è stato trovato senza vita nella sua Golf nera l'ex capitano della Nuova Pallacanestro Pavia e attualmente in forza a Veroli.
Da una prima ricostruzione sembra che il ragazzo di Gorizia (31 anni appena compiuti) abbia accusato un malore o un colpo di sonno mentre era in viaggio da solo sulla stradale Pontebbana, diretto verso Udine, perdendo il controllo e terminando la sua corsa fatale in un canale.

Martin ha iniziato la sua carriera nel settore giovanile di Gorizia, per poi transitare da Fidenza, Castel San Pietro e Osimo. Lo sbarco nel mondo dei professionisti lo fa a Pavia nella stagione 2007/08, affermandosi come uno dei migliori tiratori da tre punti di tutta la lega. Al secondo anno è già capitano e idolo dei tifosi, e trascina la squadra ad una insperata salvezza. Nell'estate del 2009 compie una scelta che gli permette di entrare di diritto nei cuori di tutti i sostenitori pavesi, rifiutando parecchie offerte dalla Serie A per rimanere bandiera e capitano della Pavia targata "Edimes". Le stagioni 2008/09 e 2009/10 sono quelle della consacrazione: al termine del terzo anno in maglia rossonera arriva la chiamata irrinunciabile della Pepsi Caserta, che lo schiera per circa 13 minuti a partita in cui Martin non fa abbassare le sue percentuali dall'arco (chiude la stagione con il 42.1%). Nell'ultima stagione Colussi milita nella Prima Veroli che, nonostante un'annata non particolarmente felice, è a un passo dalla decisione della riconferma.
Il giocatore aveva anche rilasciato una breve intervista l'anno passato a Basketzone RTP, intervendo in diretta e mostrandosi disponibilissimo nel rispondere alle nostre domande dallo studio.

Tutto lo staff di Basketzone RTP si stringe all'immenso dolore dei famigliari e degli amici, ricordando Martin non solo come grande giocatore e grande capitano, ma anche e soprattutto come un grande uomo.

lunedì 30 aprile 2012

Trenkwalder in Serie A, Cervi: "La mia Reggiana da A1, il grande gruppo ha dato risultati"

di Luca Ngoi

Photo by: daylibasket.it
Dopo cinque lunghi anni la Serie A ritroverà una delle sue piazze storiche, la Pallacanestro Reggiana, che dopo la vittoria di ieri (71-67) contro Imola ha completato la sua cavalcata verso il ritorno nel massimo campionato. Nel day-after i nostri microfoni hanno raggiunto il centro classe '91 Riccardo Cervi, già protagonista di una nostra intervista precedente, per una breve chiacchierata sulle sue sensazioni riguardo questa lunga e appassionante stagione.

Riccardo, la Trenkwalder è tornata in Serie A dopo la deludente annata scorsa, che stagione è stata?
Sicuramente è stata una stagione molto divertente, sin dalla fase di prestagione quando ci siamo trovati con Frasso (Matteo Frassineti, ndr) e Rudy (Rodolfo Valenti, ndr) e ci siamo detti: "Quest'anno o retrocediamo o andiamo in A". Si è creato davvero un grande gruppo con cui era bello andare ad allenarsi tutti i giorni.

Che effetto fa tornare in A e con che spirito salite di categoria?
La Reggiana è una squadra che con la Legadue c'entra poco, ci sentiamo da Serie A, a partire dalle strutture come ad esempio il nostro palazzetto e anche per quanto riguarda i dirigenti, tutti di alto livello.

Parliamo invece della tua stagione che ci racconta di quasi 5 punti e 5 rimbalzi con 2 stoppate di media...
Sì, ho cominciato a giocare per davvero a metà stagione perchè le prime partite giocavo poco, dai 6 agli 8 minuti, nella prima partita forse non sono neanche entrato, poi ho iniziato a giocare con continuità e sono soddisfatto soprattutto a livello difensivo, sentivo tutti i miei compagni e lo staff tecnico dire che davo continuità. Mi sento di poter far parte del gruppo che farà la Serie A l'anno prossimo.

Concludiamo chiedendoti di descriverci qual è stato il momento più bello e quello più brutto di questa stagione
Il momento più brutto è quando ne abbiamo perse due di fila, la seconda se non sbaglio con Veroli, è stato un momento difficile perchè non giocavamo bene e non pensavamo come una squadra, ma fortunatamente ci siamo ripresi. Il momento più bello penso sia ovviamente la promozione conquistata ieri nella partita contro Imola.

Ringraziamo Riccardo Cervi ancora una volta per l'estrema disponibilità e per averci concesso queste parole augurandogli la miglior fortuna per l'anno prossimo e per il resto della sua carriera.

giovedì 29 marzo 2012

La Conad Bologna cambia marcia: ecco Perry e Ferrero

di Luca Ngoi

Fonte foto: dreamstime.com
Vista e considerata la quasi disperata situazione in classifica la Conad Biancoblu Bologna, altrimenti nota come Fortitudo, ha deciso di tornare sul mercato piazzando due colpi.
Quello più importante è quello relativo al playmaker Marque Perry, giocatore di grande esperienza internazionale avendo girato un po' tutta Europa e vantando anche un passato all'Olympiacos, mentre la sua ultima squadra è stata il Vef Riga in Lettonia, dove metteva insieme numeri per la verità piuttosto modesti: 7.2 punti con 1.8 assist in appena 17.7 minuti di impiego, ma appare chiaro che il giocatore ex Saint Louis University arriverà nella città delle torri per essere un leader vero e prendersi la maggior parte delle responsabilità offensive, cosa che non hanno saputo fare i vari Tre Kelley (ancora a roster al momento, probabile che a lui venga deputata la regia) prima e Robert Hite poi, sparito causa infortunio dopo un inizio davvero poco convincente. Un realizzatore come Perry, in passato decisivo anche in un Eurolega seppur di livello relativo con Lubiana nel 2010, dunque dovrà trascinare una squadra molte, troppe volte, apparsa senza un'identità ben precisa verso una salvezza che dopo la sconfitta di Imola sembra quasi una chimera. 
Unitamente all'arrivo del playmaker americano però c'è stato anche il prestito di Giancarlo Ferrero direttamente dalla Junior Casale, dove la guardia non stava trovando alcuno spazio. A livello di equilibri d'attacco l'ex piemontese non dovrebbe riuscire a cambiare molto, ma in Legadue il suo apporto sarà sicuramente più apprezzabile che in Serie A e comunque le sue doti principali sono quelle di realizzatore che comunque non disdegna la fase difensiva in virtù di un fisico da atleta sopra la media per il campionato cadetto. Forse queste due possono essere mosse disperate e probabilmente tardive per una squadra che latita quasi sul fondo della classifica, ma se le prossime due-tre partite dovessero dare risposte positive allora crederci, per società, squadra e tifosi diventerà un obbligo.

mercoledì 22 febbraio 2012

Matchups: Riccardo Cervi: "Spero nella promozione di Reggio; la mia Under 20 grande gruppo, che ricordi quell'estate con il Mago e il Beli..."

di Luca Ngoi


Ritorna la nostra rubrica dedicata alle interviste e oggi i nostri microfoni si sono aperti alla voce del centro di 213 cm della Trenkwalder Reggio Emilia Riccardo Cervi, ragazzo classe '91 appartenente alla "generazione d'argento" che ha conquistato la scorsa estate il secondo posto agli Europei Under 20 finendo dietro soltanto all'imbattibile Spagna. Con Riccardo abbiamo parlato di tutto, dal momento della sua Reggio fino ai ricordi di un'estate a Jesolo con Bargnani e Belinelli, ma non vi anticipiamo niente e vi lasciamo all'intervista ringraziando Riccardo per l'estrema disponibilità.

Al momento siete primi in campionato con Reggio Emilia, che momento state vivendo?
E' un buon momento, nonostante la brutta sconfitta con Verona contro la quale abbiamo perso di trenta, comunque il momento è positivo e anche il nuovo innesto di Michele Antonutti aiuterà la squadra a crescere.

Che cosa si aspetta da te coach Max Menetti, che ruolo ti ha ritagliato in squadra?
Il coach si aspetta ed esige, da me come dagli altri compagni, soprattutto difesa, intensità, presenza difensiva e rimbalzi, mentre in attacco tende a concedere di più, nel senso che sorvola maggiormente su un errore commesso nella metà campo offensiva che in quella difensiva.

L'anno scorso è stato uno dei peggiori della storia della Pallacanestro Reggiana. Che cosa andò storto?
Semplicemente non c'era un gruppo, neanche in allenamento, c'era molto egoismo, ognuno giocava per sè e questo si vedeva poi anche in partita. Quest'anno è stato operato una specie di "repulisti", anche se non è bello da dire, e le cose sono cambiate in meglio.

Adesso ci sarà la pausa per la Final Four di Coppa, ma che cosa vi aspetta nel rush finale di questo campionato?
Adesso viene il difficile perchè ci saranno le partite contro le squadre più forti, speriamo dal canto nostro di migliorare e di rimanere concentrati per agguantare la promozione a fine stagione.

Sei cresciuto nel vivaio della Trenkwalder insieme a Niccolò Melli che ora è a Milano. Lo senti ancora? Cosa ne pensi della sua stagione?
Sì, ci sentiamo molto spesso, anche dopo l'esperienza dell'Europeo in Spagna, penso che stia facendo delle buone partite con l'Armani e sicuramente migliorerà.

A proposito dell'esperienza dell'Europeo, che cosa ricordi di questa straordinaria cavalcata?
Eravamo un buon gruppo, è stato divertente giocare tutti insieme anche perchè ci conoscevamo già dalle altre esperienze con le diverse selezioni giovanili Under 16, Under 17 e Under 18, quindi è stato tutto più facile.

Se non sbaglio in finale sei stato tu a marcare Mirotic...
Sì, l'ho marcato io e posso dire che è veramente difficilissimo, è un giocatore strepitoso.

In Nazionale hai giocato con Alessandro Gentile e molti dicono che lui possa essere un talento da NBA. Secondo te dove può arrivare?
Alessandro ha il talento per arrivare dove vuole, semplicemente deciderà lui quale potrà essere il suo traguardo.

Abbiamo visto alcune tue foto in un camp a Jesolo con Bargnani e Belinelli. Cosa ricordi di quell'esperienza? Che consigli ti hanno dato?
Sì, era l'estate di due anni fa, fu una bella esperienza ed un buon camp, in cui tra l'altro era presente anche coach Ettore Messina. Con Bargnani e Belinelli abbiamo fatto qualche bell'allenamento e mi hanno dato dei consigli utili per migliorare.

Chiudiamo l'intervista con la consueta domanda: un pronostico sulla nostra Serie A e sull'NBA, se la segui.
Non seguo molto la NBA, ma sulla Serie A posso dire che vincerà Siena, è troppo forte ed è sempre lei a vincere quindi penso che si possa ripetere.

mercoledì 15 febbraio 2012

Varese, occhi su Jeff Adrien, Wanamaker via da Forlì, May a Montegranaro

di Luca Ngoi


Anche il mercato italiano è in fermento in questi giorni immediatamente precedenti alle Final Eight di Coppa Italia, e tra trattative, indiscrezioni e affari ufficiali le cose di cui parlare sono diverse.
Iniziamo da un giocatore che abbiamo visto di recente in Italia, Jeff Adrien, che è stato richiesto da Varese agli Houston Rockets i quali sembrerebbero non credere molto nel ragazzo, il quale comunque vorrebbe giocarsi fino in fondo le sue carte in NBA, dove però sembra non trovare alcuno spazio dato che gioca appena 7.9 minuti a partita segnando 2.6 punti e prendendo 2.8 rimbalzi, cifre decisamente da comprimario. Per lui il presidente varesoto Cecco Vescovi ha speso parole d'elogio nei giorni scorsi, senza comunque sbilanciarsi e mettendo in evidenza un problema di fondo: "Ci piace Adrien, ma costa troppo per noi in questo momento, non è interessato a giocare in Europa. Abbiamo alcune alternative, ma se non troveremo il giocatore perfetto per noi non faremo alcun cambio." ha rivelato Vescovi al portale Sportando.net specificando dunque che l'ex Treviso sarebbe importante ma non essenziale per rimpiazzare l'estone Talts.


Passando agli affari conclusi diamo la notizia dell'accordo fatto tra Sean May e la Sutor Montegranaro, da tempo orfana di Greg Brunner, passato a Cantù, e da diverse settimane in cerca di un lungo americano d'impatto. Quale soluzione migliore dell'ex North Carolina dunque per rinforzare la squadra in vista del girone di ritorno? May infatti ha già un'esperienza europea ad alto livello con il Fenerbahce (come potete vedere dalla foto) e inoltre è un vincente, aggiunge soprattutto chili ad un reparto lunghi, quello di Montegranaro, che ne aveva decisamente bisogno e inoltre, in un campionato povero di centri dominanti potrebbe fare la differenza non solo nella metà campo difensiva ma anche in quella offensiva, cosa che non è mai riuscito a fare nell'esperienza turca e in Eurolega ma che potrebbe riuscire ad aggiungere in Italia. La settimana di pausa non può che fare bene sia al ragazzo sia alla squadra, che può permettersi di inserirlo senza fretta e di presentarlo in forma per la ripresa del campionato, quando anche Montegranaro vorrà dire la sua.


Concludiamo con un affare in uscita. La Marcopoloshop.it Forlì ha infatti annunciato di aver risolto il contratto con la guardia Brad Wanamaker, che dunque si separa dai romagnoli dopo sole quattro partite in cui ha fatto vedere ottime cose segnando 17.8 punti col 67% da due e aggiungendo anche 4.3 rimbalzi a gara, ragione per cui l'ex Pittsburgh Panthers ha deciso di tornare negli States e di giocarsi le sue carte al piano di sopra ripartendo da una non meglio precisata squadra in D-League.

giovedì 19 gennaio 2012

Matchups: Gianmaria Vacirca

intervista realizzata da Luca Ngoi


È stato giornalista (per la “nostra” Provincia Pavese tra le altre testate), addetto stampa di squadre di basket, osservatore e dirigente, comunque sempre appassionato della palla a spicchi. Una passione che non muore mai per Gianmaria Vacirca, ex General Manager di Montegranaro e di un’edizione elettrizzante di Capo d’Orlando, dove ebbe ai suoi ordini un certo Gianmarco Pozzecco. La nostra rubrica Matchups lo ha contattato per un’intervista in cui si racconta a 360 gradi e ci mette a disposizione una parte della sua sconfinata sapienza cestistica.

La sua ultima esperienza professionale è stata a Montegranaro. Come giudica i progressi della squadra di Giorgio Valli?
Valli ha dato un'impronta alla squadra molto interessante, dando grande attenzione all aspetto difensivo, un po come sta facendo il mio amico Attilio Caja a Cremona. La Sutor può mettere in difficoltà chiunque e togliersi delle belle soddisfazioni.

Cosa è andato storto in questa sua ultima esperienza?
E' stata molto breve perchè è durata solo un mese. Le mie dimissioni e l'esonero di Drucker hanno permesso alla società di fare un reset abbastanza presto, considerata l'insoddisfazione per il rendimento della squadra. Probabilmente ho date per scontate troppe cose, avrei dovuto dare un supporto diverso e dei consigli migliori al coach, senz'altro era giusto che la società voltasse pagina tornando a un manager molto più operativo sul campo. È ' comunque stata per me un'esperienza meravigliosa e straordinaria, soprattutto nella stagione delle 10 vittorie consecutive con Frates in panchina.

Parlando di campionato italiano come giudica il calo di Siena rispetto agli ultimi anni? È il Montepaschi ad essersi indebolito o sono le altre ad essersi rafforzate?
Il Montepaschi ha un piccolo calo fisiologico, ma è sempre prima in classifica, avanti in Coppa e con l'infermeria più al lavoro del solito. Bravissimi sempre.

L’argomento Siena ci porta a Simone Pianigiani, allenatore della nostra Nazionale. Quali sono secondo lei le prospettive azzurre per la prossima estate?

Le prospettive della Nazionale sono molto interessanti e ci sono dei giocatori giovani che possono fare bene. Il mio idolo è DeNicolao, una più che valida opzione per il ruolo di playmaker.

Si parla tanto di riforma dei campionati e qualcosa è stato fatto a livello di serie minori con la riforma della ex A Dilettanti (ora DNA). Come giudica questa nuova formula un po' sul modello americano?
A me piace molto. Ed è pure divertente. A me piace l'idea di una sola lega professionistica e di una lega di sviluppo dilettantistico, dedicato ai giovani italiani. Ma ci sono persone ben più preparate di me che possono trovare la soluzione giusta, ma che sia in tempi rapidi.

Lei ha un’esperienza personale che la lega al coach della “nostra” Pallacanestro Pavia, Pat Baldiraghi. Fu infatti proprio lei ad assegnargli questo nickname: le va di raccontarci come andarono le cose in quell’occasione?
Che ricordi! Lavoravo alla Provincia Pavese, per me una esperienza lunga e piena di emozioni, e mi venne affidato dal caposervizio Stefano Pallaroni un pezzo sulla vittoria all'esordio della Longobardos allenata da Baldiraghi. Era una squadra di giovanissimi, capace di vincere all’ esordio in campionato contro un avversario ben più quotato...e celebrai quel colpo accostando il coach a Pat Riley. A saperlo, avrei dovuto chiedere i diritti d'autore....

Spostiamoci negli USA adesso. Come General Manager ha visto e continua a visionare talenti di college e non solo: qualche consiglio per gli acquisti per le squadre del nostro campionato?
Il mio giocatore preferito è Robbie Hummel di Purdue. Tra i playmakers ci metto Damier Pitts di Marshall e Jorge Gutierrez di California. Tra le guardie Johnson Odom di Marquette e Chris Johnson di Dayton. Nelle ali Rakim Sanders di Fairfield, anche perche' è ben allenato dal mio amico Sidney Johnson. John Shurna da Northwestern è uno dei miei idoli. Per i lunghi...occhio a Greg Mangano che può prendere il passaporto, poi Robert Sacre di Gonzaga, Tyler Zeller da North Carolina e un altermativo Kyle O'Quinn da Norfolk.

Quali sono i campionati che a suo parere sfornano i talenti migliori?
Seguo Tanto Francia, Belgio, Turchia e Germania.

In questo senso come giudica l’importanza di una lega come la D-League? È veramente affidabile prendere un giocatore da quel campionato?
Nella D-League bisogna essere bravi a leggerci dentro. Non credo che i giocatori accumulino buone abitudini e in tanti stanno li solo per aspettare l occasione della chiamata dalla Nba. L'esperienza europea sarebbe preferibile, ma ai sogni...non si comanda...

Quali sono i prospetti più interessanti che ha visionato quest’anno?
Seguo tanto il College Basket, che è una vera passione, e penso di poter far valere la risposta di cui sopra. In giro per l'Europa ci sono tanti buoni giocatori: mi piace molto il lungo di Parigi Lamont Hamilton, che è in scadenza di contratto. E in Germania Bobby Brown sta tornando sui suoi livelli dopo un anno luci e ombre all'Aris. In Legadue mi entusiasmano Renfroe e Freeman.

Parlando di prospetti, chi potrebbe essere la cosiddetta "steal" del prossimo Draft NBA?
Mi piacerebbe che una steal nel Draft possa essere Tornike Shengelia, se non altro perchè due anni fa doveva essere con me, salvo poi scoprire l'inghippo e un suo cambio di "umore" al riguardo.Non so quale possa essere la sua dimensione in NBA, ma sono un grande tifoso di Alex Oriakhi di UConn.

Quali sono i pregi e i difetti della vita da General Manager ed osservatore? È un ruolo forse un po’ troppo sottovalutato…
Quello del General Manager è un ruolo diverso da realtà a realtà. Dipende molto da quali sono le priorità della società, ragion per cui il ruolo va interpretato secondo le "necessità" del Club di appartenenza. Ci sono dirigenti più vicini alla parte tecnica, dirigenti più vicini all'area marketing e reperimento delle risorse e pure dirigenti chiamati a fare entrambi i ruoli, oppure relegati a fare i "passacarte". Diciamo che è un mondo molto vario, con poco ricambio perchè il nostro sistema non ama più "formare" come una volta. Ho avuto la fortuna di fare più cose in tutti questi anni e di aver avuto dei collaboratori eccezionali cresciuti in "casa", divenuti vere e proprie risorse per il club.

Ci può raccontare l’esperienza della sua Upea Capo d’Orlando? Quell’anno riuscì a mettere insieme una squadra dal grande talento guidata da un Gianmarco Pozzecco ancora ispiratissimo…
A Capo d'Orlando tutti abbiamo vissuto una stagione esaltante. Ancora oggi Pozzecco la definisce la più bella della sua vita, e non è un caso. Lui ci venne regalato dal Presidente Sindoni, poi con un bel lavoro di gruppo fummo bravi a pescare il resto: penso a Diener, Slay, Howell, Wallace, poi Mejia e Beck, Ndoja e Bruttini tra gli Italiani, ragazzi che stanno facendo benissimo da anni. Ma era buona anche la squadra della stagione successiva, poi non iscritta al campionato: penso a Diener, Brunner e Caner Medley. Peccato: sarebbe stato fantastico andare a giocare a Mosca contro il Kimkhi.

Tra le tante cose che fa cura anche un blog che si chiama Basketkitchen. Come è nata l’unione basket-cucina?
Basketkitchen.com è un divertimento unico. Ho la mail piena di contributi ancora da pubblicare, perchè è vero che siamo gente di basket, ma è anche vero che i piaceri della tavola sono unici. C'è che manda ricette fai da te e chi manda recensioni di ristoranti del "dopopartita": tutto bellissimo, uno spasso.

In questo periodo in cui è senza squadra si sta tenendo occupato facendo il telecronista per Eurosport, emittente ufficiale dell’Eurocup, ma ha già avuto contatti con qualche squadra per tornare in sella?
Nessun contatto, anche perchè la mia esperienza di dirigente di club si è esaurita a Montegranaro. Ci sono dei momenti nella vita e in una "carriera" in cui senti la necessità di fare altro, e sono praticamente 18 anni che tutti i miei weekend sono occupati dalla pallacanestro. Prima perchè scrivevo, poi perchè la mia palestra è stata lunga, dieci anni in serie C partendo da addetto stampa. La vita di club mi ha dato tantissime soddisfazioni, ma oggi per me ha senso prendere una strada diversa, vivere questo sport in un altro modo e allargare gli orizzonti. A Maggio partirò per un lungo tour musicale al seguito di Springsteen, ma anche dei Pearl Jam e di Tom Petty, mettendo in condivisione un'avventura on the road di 3 mesi. Una tourneè vissuta dalla parte dei fans, facendo l'inviato vecchio stampo utilizzando le nuove tecnologie e col contributo di critici musicali, scrittori, fotografi, registi, emittenti radiofoniche che abbiano voglia di sentirsi un po’ "Radiofreccia".

Concludiamo con la domanda che facciamo a tutti i nostri intervistati: un pronostico secco su NBA, Eurolega, Serie A e a questo punto anche Eurocup dato il suo ruolo di osservatore da vicino.
Sono un mago al contrario nei pronostici. Dico Siena per il campionato, Maccabi per l'Eurolega, Bulls campioni NBA, Kimkhi vincitore dell'Eurocup. Grazie e buon basket a tutti!

Ringraziamo Gianmaria Vacirca per l’estrema disponibilità e completezza nelle sue risposte e gli auguriamo il massimo per qualunque progetto abbia intenzione di intraprendere consci che dirigenti così appassionati e competenti farebbero ancora molto bene al basket nostrano.

lunedì 16 gennaio 2012

Mercato, Weeden verso Varese, Yango ufficiale alla Conad Bolonga

di Luca Ngoi


Continua ad infiammarsi il mercato italiano, che in questo caso è mercato di riparazione più che di rafforzamento. Il primo colpo del quale vi rendiamo conto riguarda la Cimberio Varese, che nelle prossime ore taglierà la guardia Justin Hurtt il quale non ha convinto la dirigenza varesina con le sue prestazioni troppo altalenanti e che quindi sarà sostituito dal più esperto Tony Weeden (foto in alto), giocatore di 29 anni in arrivo dal Polpharma (campionato polacco) dove metteva insieme 15.4 punti di media e che quindi dovrebbe essere uno scorer molto più affidabile dell'ormai ex matricola del nostro campionato.


Il secondo colpo è ufficiale da pochi minuti. La Conad Bologna ha infatti annunciato di essersi assicurata le prestazioni del pivot ex Pistoia Guillaume Yango, firmato per tutto il proseguo di questa stagione. A Pistoia, in un sistema senza dubbio più vincente di quello in cui andrà a trovarsi Yango sfornava 7.1 punti e 4 rimbalzi in 15 minuti di utilizzo, ma si aggregherà a Bologna a partire da domani per dare sicuramente molto di più ad una squadra fortemente limitata per quanto riguarda il peso sotto canestro e l'atletismo. L'innesto di Robert Hite non ha ancora dato i frutti sperati in zona punti, ma che sia proprio un centro il tassello mancante a questa nuova Fortitudo per prendere il volo?

venerdì 6 gennaio 2012

I botti (in ritardo) del mercato italiano

di Luca Ngoi


Il capodanno è ormai passato, ma i veri botti del mercato, almeno per quanto riguarda quello del Bel Paese, quest'anno sono arrivati un po' in ritardo.
Nel giro di tre giorni infatti tre squadre dei nostri campionati hanno messo a segno dei colpi decisamente importanti. Stiamo parlando della Benetton Treviso, che ha riportato a casa Marcus Goree, di Caserta che si è aggiudicata l'ex bomber di Reggio Emilia e ormai veterano NBA Charlie Bell e infine di Sant'Antimo che proprio nella giornata di oggi ha ufficializzato l'arrivo dell'ex Casale e Biella Troy Bell (non parente).
Partendo dal primo colpo in ordine di tempo, ovvero quello di Goree a Treviso possiamo dire che i biancoverdi hanno scelto il meglio in circolazione in proporzione a budget e disponibilità nel mettersi a disposizione da parte del giocatore che fino a qualche giorno fa militava nel PAOK Salonicco in Grecia dove era il secondo marcatore (12.1 punti a partita) e il primo rimbalzista (7.1) di squadra in una compagine sempre ai vertici della Lega Ellenica. Il suo innesto va a coprire un reparto lunghi lasciato deserto dalle dipartite di Jeff Adrien e di Brian Scalabrine tornati in NBA subito dopo la fine del lockout e sicuramente non lascerà delusi i tifosi del Palaverde che lo conoscono molto bene e che saranno ripagati magari da un atletismo non più straordinario ma sicuramente da un'ottima dose di solidità sotto canestro e da una discreta quantità di punti, cosa che "Tiger" (questo il suo nickname) è sempre stato in grado di offrire e che cercherà di garantire sin dal derby casalingo contro Venezia.
Restando in tema di grandi ritorni spostiamoci al caso Charlie Bell, che dopo dieci stagioni in NBA con le maglie di Dallas, Phoenix, Milwaukee e Golden State a una media di 8.5 punti, 2.3 rimbalzi e 2.2 assist a partita (per un totale di 376 gare giocate oltreoceano) ha deciso di fare ritorno nel nostro campionato, che aveva praticamente dominato qualche anno fa con la maglia della allora Bipop Carire Reggio Emilia. La scelta della guardia americana è ricaduta questa volta su Caserta, una squadra in forma, che sta facendo meglio del previsto, con un asse play-pivot ben consolidato (Collins-Smith sono una delle coppie in questo senso migliori della Lega), ma alla quale manca un vero e proprio realizzatore dopo l'infortunio di Rose, e allora chi meglio di un veterano dalla mano sempre calda come il vecchio Charlie? Intanto lui si è dichiarato pronto a ripartire proprio dall'Italia in quanto conosce già molto bene il nostro basket e perchè al nostro Paese sono legati i suoi ricordi più positivi, ricordi che spera di lasciare in dono anche ai tifosi casertani che già sognano i suoi canestri migliori.
Ultimo ma non ultimo il ritorno al basket giocato di un grande campione che risponde al nome di Troy Bell. L'ultima esperienza del trascinatore di Cremona nella sua ultima promozione in Serie A risale all'annata scorsa, quando metteva insieme 14.3 punti di media ad Orleans, nel campionato francese dove comunque ha giocato soltanto 15 partite totali prima di dedicarsi all'altra grande passione della sua vita: la musica hip hop e rnb, della quale è appassionato ma anche protagonista in prima persona con alcune canzoni cantate da lui stesso. Sant'Antimo lo ha scelto per aggiungere ulteriore esperienza in un roster che conta gente del calibro di Alessandro Cittadini e Folarin Campbell ma anche debuttanti in categoria e giovani come il virtussino Riccardo Moraschini dunque l'innesto di Bell potrebbe dare la scossa e consegnare un leader a una squadra finora parsa allo sbando. Che possa essere per la compagine campana il colpo decisivo per la salvezza come è stato Joseph Forte per la nostra Pavia nella sua ultima stagione in Legadue? Ai posteri l'ardua sentenza.

mercoledì 28 dicembre 2011

Si ritira Terrell McIntyre



di Claudio Pavesi

24 Novembre 2011, si ritira uno dei simboli del basket giocato in Europa anche se inaspettatamente, ma perchè? Perchè adesso? Purtropo l'anca di McIntyre si è rivelata l'unico avversario in grado di fermare il play statunitense dato che nessun giocatore è mai sembrato in grado di farlo e le sue statistiche lo dimostrano. E' ovvio che a 34 anni un giocatore pianifichi il ritiro ma è strano vedere che accada nelle prime partite del campionato ma è proprio nelle parole del playmaker della Virtus Bologna che si vede la maturità del campione: "Preferisco ritirarmi ora e non pesare sulla squadra dato che con i miei problemi sarei solo d'intralcio." Maturità da vero leader, e dove trovarla se non in un giocatore che ha vinto così tanto e che si è dimostrato in grado di guidare tante squadre diverse a qualsiasi livello fin dai primi anni a Clemson University in cui in quattro anni non è mai sceso sotto i 12.7 punti di media tanto da essere poi diventato il secondo giocatore nella classifica dei punti segnati nella storia dell'ateneo del South Carolina ed è per questo considerato uno dei migliori giocatori che abbiano mai indossato la maglia dei Tigers che con tutta probabilità lo onoreranno alzando al soffitto del palazzetto la maglia con il tanto amato numero 5.
Nonostante la fantastica carriera universitaria non viene scelto al draft del 1999 per dubbi sulla sua altezza non impressionante ma il ragazzo non demorde e dopo due stagioni passate tra Francia e Germania arriva in NBDL dove viene eletto nell' All-NBDL Second Team anche se in NBA continuano a non accorgersi di lui ma il ragazzo non si perde d'animo e sceglie di riprendere l'aereo, direzione Italia più precisamente Ferrara in LegaDue che non è altro che un'antefatto a quello che si rivelerà il suo ufficiale trampolino di lancio cioè l'esperienza a Capo D'Orlando con cui riesce a conquistare la promozione in Legabasket dominando il campionato cadetto. Il sogno si avvicina, prima con l'arrivo in massima serie anche se non più con l'Orlandina ma con Reggio Emilia in cui si dimostra un leader sia in campionato che in ULEB Cup, e poi con il tanto atteso tesseramento da parte di una vera potenza come la Montepaschi Siena. In 4 anni a Siena dovrebbe essere riuscito a vincere qualcosina come 4 titoli italiani, 2 Coppe Italia, 3 SuperCoppe Italiana riuscendo anche ad arrivare alle Final 4 di Eurolega ma ciò non basta infatti viene anche nominato una volta MVP del nostro campionato, una volta MVP della finale di SuperCoppa e ben 3 volte MVP delle finali dei Playoffs italiani, se poi ci aggiungiamo anche che è stato nominato 2 volte nell' All-Euroleague First Team diventa davvero impossibile non classificare questo giocatore come uno dei più grandi degli ultimi anni.
L'anno scorso lo ha passato a Malaga ma non è passato molto perchè tornasse nel bel paese, quest'estate infatti ha firmato un biennale con la Virtus Bologna, contratto che purtroppo non ha potuto onorare completamente a causa degli infortuni, peccato, grande peccato dato che negli ultimi 6 anni aveva saltato 1, e ripeto 1, sola partita ufficiale. L'ultima partita la gioca contro Varese e lo fa come suo solito da grande protagonista guidando il parziale dell'ultimo quarto che porterà la vittoria alle V nere e che permetterà a McIntyre di chiudere con 16 punti ma soprattutto concedendogli di uscire dal campo qualche minuto prima in modo che possa godersi una meritata standing ovation in cui sono da ricordare le lacrime del preparatore atletico che lo segue dai tempi di Siena, Bencardino e il momento in cui Beppe Poete lo solleva in trionfo come è giusto che sia per un tale campione.
Di McIntyre ci ricorderemo le sue 193 presenze nel nostro campionato, i suoi 2637 punti, il 40% di media in carriera da 3 punti e il record di triple in una sola partita, 10, stabilito nel 2006 con Reggio Emilia, sua prima squadra in Italia, proprio contro Bologna, sua ultima squadra italiana, ma più di tutto ci ricorderemo tutti gli istanti di grande basket che McIntyre ci ha regalato in questi anni di favolosa carriera. Grazie Terrell, grazie.

martedì 13 dicembre 2011

Phoenix taglia l'ex Casale Zabian Dowdell


di Luca Ngoi

Chi di voi ha seguito un minimo le vicessitudini di Casale Monferrato negli ultimi anni in Legadue, quando dava luogo a duelli infuocati anche contro la nostra Pavia, sicuramente si ricorderà di Zabian Dowdell, elettrizzante playmaker che in un anno a Casale fece innamorare tutti di sè prima di andarsene a giocare l'Eurolega in una grande piazza come Malaga e in seguito lasciare anche la Spagna per la ancor più calda Phoenix, Arizona e vestire la maglia dei Suns. Una maglia che oggi ha svestito dopo sole ventidue partite a una media di 5 punti e 2 assist in 12 minuti a gara. Adesso per lui potrebbero aprirsi di nuovo le porte del Vecchio Continente (magari al Maccabi privato di Farmar) oppure potrebbe ritentare la fortuna in NBA, una lega alla quale ha dimostrato di appartenere.