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domenica 1 luglio 2012

Inizia la free agency, D-Will il più ambito, Garnett resta a Boston, e Nash...

di Luca Ngoi


La free agency ha avuto ufficialmente inizio. Dopo l'appuntamento del Draft infatti le varie franchigie stanno trattando per prolungare i contratti dei loro giocatori in scadenza oppure per accaparrarsene altri già usciti dai loro accordi. Tra questi il più appetito dall'intera NBA è senza ombra di dubbio Deron Williams, che nei giorni scorsi ha rescisso con i Nets ed ora sembra essere vicino ai Dallas Mavericks con le due parti che comunque si incontreranno in settimana per cercare di trovare un accordo.
Intanto nella giornata di ieri è arrivata un'ottima notizia per i Boston Celtics, che hanno rinnovato Kevin Garnett per ben tre anni a 34 milioni di dollari in totale; accordo che consentirà a Garnett di diventare il vero simbolo dei Celtics della nuova era ed importante anche perchè potrà insegnare tutti i trucchi del mestiere alle due prime scelte Sullinger e Fab Melo. Sempre a Boston ci si guarda in giro per trovare la prossima guardia titolare. Dato il mancato accordo tra i Grizzlies e OJ Mayo l'ex USC resta la prima opzione (con i Lakers alla finestra), ma altrettanto vive sono le piste che portano a Jason Terry, liberatosi da Dallas che però potrebbe ancora aver voglia di rinnovarlo, e a Nick Young, guardia dal sicuro talento offensivo che però ai Clippers non si è espresso sui livelli sperati.
La notizia del giorno è comunque quella dell'allontanamento quasi definitivo tra i Phoenix Suns e Steve Nash, che sarebbe in questo momento molto vicino ai Toronto Raptors, i quali sono pronti a offrire un contratto da 12 milioni di dollari a stagione. Nash ci sta pensando ma in settimana incontrerà ancora la dirigenza di Phoenix, che però parte da dietro potendo offrire "solo" 10 milioni per tre anni. La vicenda comunque potrebbe non chiudersi entro breve, dunque ci si può aspettare qualunque tipo di sviluppo in merito.
Altro free agent importante per quest'estate è Eric Gordon, guardia degli Hornets (che possono comunque pareggiare qualsiasi offerta) che sta ricevendo una corte serrata da diverse squadre, e non da poco. L'ex Clippers infatti si incontrerà proprio nella giornata di oggi con gli Indiana Pacers (che punteranno sul fattore affettivo, essendo Eric un nativo dell'Indiana), domani invece è in programma un meeting con gli Houston Rockets (pronti a mettere sul piatto Luis Scola) e infine martedì si vedrà con i Phoenix Suns. Il giocatore vorrebbe riuscire a prendere una decisione prima del primo giorno di training camp con Team USA programmato per il 6 Luglio a Las Vegas, ecco il perchè di un calendario così serrato, che prevede a questo proposito un altro incontro con Portland il 5 Luglio e probabilmente anche altri summit con Dallas e Charlotte.
Altra guardia dal talento strepitoso è Brandon Roy, che è sulla via di un clamoroso ritorno e che si sta attrezzando in tal senso. L'ex Blazer infatti si è già incontrato con la dirigenza dei Timberwolves e coach Rick Adelman, e nelle prossime ore incontrerà emissari di diverse squadre quali Dallas, Chicago e Golden State, come riporta Yahoo. Roy si era già offerto nei giorni scorsi ai Lakers, i quali sembrano aver gentilmente rifiutato la proposta visti i dubbi sulle sue condizioni di salute, nonostante le quali il prodotto dell'università di Washington crede che potrà ottenere un contratto pluriennale.
Dell'ultim'ora anche la notizia secondo la quale Orlando avrebbe messo ufficialmente sul mercato Dwight Howard, per il quale sono pronti ad ascoltare tutte le offerte. La destinazione preferita del centro rimane sempre Brooklyn, come confermato anche dal suo agente, ma l'unica offerta reale e già pronta sul piatto sarebbe quella di Houston, che dispone di un pacchetto di giocatori solidi da offrire ai Magic, un pacchetto che comprende Luis Scola, Kyle Lowry e Kevin Martin, che arriverebbero ad Orlando colmando diverse lacune e risolvendo tanti problemi in una squadra che, per un possibile dopo-Howard avrà bisogno di rifondare. Tra tutte le trattative fin qui esposte questa sembra comunque la più lunga e complicata, ma rimanete con Basketzone per ogni aggiornamento.

giovedì 15 marzo 2012

Leandro Barbosa dal Canada all'Indiana, Sam Young ai Sixers

di Luca Ngoi


Come previsto le trade in NBA si concretizzano tutte nell'ultimo giorno di mercato. Nulla di clamoroso, quando mancano poco più di due ore alla chiusura ufficiale delle trattative. Per ora infatti si registra soltanto il passaggio di Leandro Barbosa dai Raptors ai Pacers in cambio di una seconda scelta al draft di questa estate, mentre i Philadelphia 76ers acquisiscono l'ala Sam Young dai Memphis Grizzlies in cambio di un'altra seconda scelta.


Barbosa va ad aggiungersi ad un reparto guardie, quello dei Pacers, già piuttosto competitivo per la presenza di Collison e George Hill portando la sua grande esperienza ed un po' di tiro da fuori che sarà importante per punire i raddoppi sui vari Granger e West soprattutto in chiave playoff. Per quanto riguarda Young invece i Sixers lo acquistano per dare profondità al loro roster delle ali, che prevede Iguodala e Thaddeus Young come principali cardini, ma che con l'ex Pittsburgh potrebbe arricchirsi di una ulteriore presenza atletica e di un cardine difensivo sottovalutato. La perdita non è massima per i Grizzlies, che da qualche tempo non puntavano più sul ragazzo e che lo sostituiranno probabilmente con la scelta acquisita, mentre per Toronto la scelta di liberarsi del brasiliano è in vista di una rifondazione basata sui giovani che sembra sempre più imminente.

mercoledì 14 marzo 2012

Mike D'Antoni si dimette da head coach dei Knicks

di Luca Ngoi


Non è ancora ufficiale, ma pare che possa arrivare a momenti anche la formalizzazione delle dimissioni di Mike D'Antoni da allenatore dei New York Knicks. Così, almeno, è quello che si apprende da una fonte vicina a Yahoo Sports, subito riportata dall'influente giornalista Adam Wojnarowski della stessa testata. Alla base della decisione dell'ex tecnico di Milano e Treviso ci sarebbero dei dissapori apparentemente insanabili con la stella della squadra, Carmelo Anthony, con il quale si sarebbero schierati tutti i suoi compagni, ormai totalmente contro il tecnico che ormai non godeva più della loro stima e del loro rispetto. Per questo dunque D'Antoni decide di interrompere qui il rapporto con la franchigia della Big Apple, lasciata quest'anno con un deludente record di 18 vinte e 24 perse. Difficile credere ad una rimessa in gioco del coach di origini italiane già in questa stagione, ma l'anno scorso si era parlato di un suo futuro approdo in quel di Toronto (allora si fece il nome di Ettore Messina come suo vice, poi sapere come è andata), da non escludere dunque che se ne possa riparlare durante questa estate anche se il progetto-Casey in Canada non sta andando in modo così disastroso.
Per i Knicks invece non sono ancora circolati nomi di possibili sostituti, dunque l'ipotesi che ci sentiamo di avallare maggiormente in questo momento è quella di una soluzione interna (Mike Woodson favorito?) per poi provare ad arrivare ad un grande nome nella prossima off-season, con lo "spettro" di Phil Jackson a vigilare sulla situazione dal suo buen retiro nel Montana.

mercoledì 1 febbraio 2012

NBA, i bilanci del primo mese parte 1: le "piccole"

di Luca Ngoi


Un mese di NBA è ormai passato e potevamo noi di Basketzone farci mancare un bello speciale in cui cerchiamo di tracciare un bilancio dopo i primi 30 giorni (e passa) di Regular Season? Ovviamente no e allora iniziamo oggi ad addentrarci nei meandri delle cosiddette "piccole", mutuando un termine da uno sport minore: quelle squadre insomma non così blasonate e che cercano di rifondare in vari modi. Non perdiamo tempo dunque e iniziamo a vedere come stanno andando le stagioni di queste franchigie ad una ad una.


CLEVELAND CAVALIERS (8-12). Il record è quello che è, ma se non altro qualcosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione, quando i Cavs erano la barzelletta di tutta la lega e regalavano vittorie a chiunque passasse di strada. La scelta di Kyrie Irving sta pagando, il playmaker sarà con tutta probabilità eletto rookie dell'anno, e anche la quarta scelta assoluta Tristan Thompson ha dato segni di talento fisico e tecnico. Nel caso in cui la cessione di Varejao portasse a qualche elemento giovane e futuribile la squadra si rafforzerebbe ulteriormente e potrebbe seriamente tornare a sperare in un futuro migliore, anche così comunque i playoff ad Est non sono un traguardo irraggiungibile.


NEW JERSEY NETS (7-15). Deron Williams era arrivato per cambiare le cose, ma evidentemente la sola presenza dell'ex playmaker dei Jazz non può bastare se non accoppiata ad un contesto decente. Se a tutto ciò aggiungiamo anche il recente grave infortunio al rookie Marshon Brooks e quello ad inizio stagione del centro Brook Lopez allora non è difficile pronosticare un futuro abbastanza buio per la franchigia di Newark, almeno per quello che concerne questa stagione, da considerare ormai da buttare. Il prossimo draft (molto promettente) e la possibile cessione di uno tra Williams e Lopez comunque potrebbero portare forze fresche e rampanti ad una squadra che deve necessariamente pensare ai prossimi due-tre anni.


MILWAUKEE BUCKS (9-11). Il discorso può essere simile a quello fatto per i Cavs. Nonostante il record ancora in negativo la squadra è assolutamente in corsa per i playoff ad Est e inoltre, a differenza dell'ex squadra di Lebron James, ha anche evidenziato dei buoni segni di gioco, con un sistema molto poco americano e unico nel suo genere. I Bucks infatti basano le loro fortune sul concetto di gioco di squadra, e anche senza l'infortunato cronico Andrew Bogut hanno dimostrato di poter competere, non solo grazie alle prodezze di Brandon Jennings ma anche all'importante contributo di giocatori di ruolo come Shaun Livingston, Drew Gooden, Beno Udrih ed Ersan Ilyasova: nessuna stella ma tutti dediti ad una causa che prova ad accendere l'entusiasmo nella fredda Milwaukee sotto gli ordini illuminati di coach Skiles.


DETROIT PISTONS (4-19). Anche in questo caso la stagione corrente è ormai da dimenticare, visto il record decisamente poco lusinghiero. Le note liete sono l'esplosione di Greg Monroe (quasi doppia doppia di media), il rookie Brandon Knight scelto nell'ultimo draft che sta offrendo alcune prestazioni di ottimo livello e l'ala ex Biella Jonas Jerebko che aggiunge atletismo ad una squadra che, fatti salvi questi tre, sarebbe da rifare in toto. Il draft di Giugno, in cui presumibilmente avranno una delle prime cinque scelte potrà aiutare e non poco, soprattutto perchè almeno nella "draftologia" i Pistons si confermano ancora tra i migliori della Lega.


CHARLOTTE BOBCATS (3-19). Il record è ancora inferiore a quello dei Pistons, e anche la situazione generale sembra non far sorridere la squadra di Micheal Jordan. Attorno alla prima scelta Kemba Walker ancora un po' troppo discontinuo infatti, l'altro giocatore a dare qualche soddisfazione ai "Gatti di Bob" è sorprendentemente BJ Mullens, grandissima promessa al college di Ohio State poi scelto dai Thunder dove ha giocato pochissimo, nella stagione corrente ha sfornato diverse prestazioni in doppia doppia che hanno lasciato a bocca aperta; probabile che possa essere sacrificato in qualche scambio, ma Charlotte farebbe bene a tenerselo stretto, così come Gerald Henderson, anche lui esploso quest'anno dopo un primo anno a singhiozzo. Difficile comunque vedere qualcosa di buono per la franchigia della Carolina prima di quattro o cinque anni, e comunque ci sarebbe da lavorare molto molto meglio di quanto Jordan e soci stanno facendo.


TORONTO RAPTORS (7-15). La partenza di Bosh, che non ha lasciato nulla in eredità ai canadesi, si è rivelata più devastante di quanto pronosticabile. I Raptors infatti si ritrovano adesso a fare completo affidamento su Andrea Bargnani, che purtroppo si è infortunato per la seconda volta in stagione piuttosto gravemente. Senza il lungo italiano la squadra sembra totalmente perduta e senza chance, con il solo DeRozan ad arrovellarsi in un contesto di anarchia offensiva ma che inizia ad assimilare qualche concetto difensivo grazie a coach Casey. Giocandosi bene la carta Calderon sul mercato per arrivare ad un playmaker più incisivo in fase realizzativa o possibilmente ad un'ala piccola giovane e futuribile, anche senza Bargnani sarà possibile arrivare a qualche vittoria in più e forse sperare ancora nella post season.


WASHINGTON WIZARDS (4-17). Per lungo tempo hanno regalato W a chiunque si presentasse, poi è arrivata la prima vittoria e si pensava che la squadra si potesse finalmente sbloccare, e invece il rendimento ha continuato ad essere molto deficitario, anche a causa delle difficoltà inaspettate di John Wall e dell'indisponenza di un Andray Blatche sempre più contestato dai fan. Il talento, soprattutto offensivo, non manca, se mai è assente la chimica ed un sistema che sia assimilabile dai giocatori, cosa che il nuovo coach Randy Wittman dovrà iniziare ad inserire. Con gerarchie codificate e la partenza di Blatche (che però non ha richieste) risollevarsi è possibile, ovviamente non in questa stagione.


MINNESOTA TIMBERWOLVES (10-11). La sfortuna è che giocano ad Ovest, dove con un record non è possibile sperare nei playoff, ma nonostante tutto i T-Wolves sono una delle sorprese di questo primo mese di stagione. Il dinamico duo Rubio-Love ha ricominciato a far sognare i tifosi del Target Center facendoli tornare ad un palazzo che non registrava affluenze così importanti dai tempi di Marbury e Garnett (guarda caso anche lì playmaker ed ala grande, anche se con caratteristiche totalmente diverse). Se ai due ragazzi terribili aggiungiamo anche la buona continuità di rendimento (finora mai avuta) di Micheal Beasley e la futuribilità di Derrick Williams i "Lupi" possono avere giuste ambizioni da playoff nei prossimi due anni. Neanche "The Mind" David Khan (General Manager della franchigia, contestatissimo dai tifosi) sembra poter rovinare un quadro così promettente.


GOLDEN STATE WARRIORS (7-12). Nello spietato West non c'è spazio per cali di tensione, cosa a cui i Warriors sono abbastanza affezionati. Il problema più grande per la squadra di coach Mark Jackson è stata finora la discontinuità, che dopo una bella vittoria ha fatto sempre accadere una puntuale sconfitta ammazza-ritmo. I tanti infortuni di Steph Curry hanno messo qualche dubbio alla dirigenza, che fino alla scorsa estate lo ha sempre considerato (a ragione) incedibile, mentre ora inizia a considerare l'idea di cederlo per arrivare ad un lungo di grande impatto (Dwight Howard è ancora il sogno), che sarebbe anche il pezzo mancante a questa squadra per permetterle di essere competitiva. Anche nello spietato West.


SACRAMENTO KINGS (6-15). Nella stagione della squadra capitolina c'è già stato un cambio di allenatore (da Paul Wstphal a Keith Smart) e più di un capriccio del giocatore più futuribile, DeMarcus Cousins, che non trovava il feeling con Westphal tanto da richiedere la cessione (si erano già fatti avanti i Celtics), salvo poi risollevarsi con l'arrivo di Smart, che ha semplicemente lasciato i suoi ragazzi liberi di correre quanto vogliono, consapevole che questa stagione è da giocare a mente leggera date le inesistenti velleità di post season. Si continuerà a volare e a correre su e giu per il campo fino ad Aprile, o meglio fino a Giugno, quando il draft potrebbe portare l'anello mancante di una catena abbastanza interessante quanto a talento.


NEW ORLEANS HORNETS (4-17). La perla della stagione finora resta la vittoria eroica contro i Magic (peraltro in crisi), ma la costante per gli Hornets è decisamente la sfortuna, che ha fatto subito infortunare il principale terminale offensivo, Eric Gordon, che dopo essere tornato per due partite in cui ha fatto in tempo a piazzare un buzzer beater vincente, si è di nuovo fatto male e dovrà stare ai box ancora per diverso tempo. Inoltre l'altro arrivo della off season, Chris Kaman, è stato praticamente messo ai margini della squadra, visto che gioca pochissimo e produce se possibile ancora meno: sarà con tutta probabilità scambiato per arrivare ad un centro o ad una guardia puramente realizzatrice e possibilmente giovane vista la prossima partenza anche di Gordon che ha deciso di non prolungare il contratto. In Draft we trust.





sabato 28 gennaio 2012

Mercato NBA, Arenas ai Lakers? I Raptors cedono Calderon?

di Luca Ngoi


Il mercato NBA, si sa, è la meno esatta delle scienze inesatte, e come tale riserva sempre sorprese. Le ultime notizie di questi giorni riguardano una vecchia superstar caduta un po' in disgrazia e un playmaker spagnolo che forse si è stufato di rimanere in un contesto perdente.
Stiamo parlando di Gilbert Arenas e Josè Calderon, rispettivamente free agent e giocatore dei Toronto Raptors che si stanno prendendo le prime pagine e le home page di siti e giornali in queste piovose giornate di Gennaio.
Partiamo dall'ex Agent Zero, che sarebbe stato richiesto dai prestigiosi Los Angeles Lakers, da alcuni anni alla ricerca di un regista per sostituire il sempre più anziano Derek Fisher. Arenas si sarebbe detto ben entusiasta di unirsi ai Lakers, dove ritroverebbe il suo vecchio compagno a Washington, Steve Blake, attualmente una delle limitate opzioni nel back court angeleno che lui potrebbe arricchire con la sua fantasia, la sua creatività e anche il suo dinamismo, soprattutto se ritornasse quello dei bei tempi. Dopo che i Magic hanno esercitato la famosa "amnesty clause" su di lui, il ragazzo nativo di Tampa ma cresciuto a Los Angeles (ecco un altro dei motivi per cui sarebbe entusiasta di diventare un gialloviola) ha continuato ad allenarsi al sole della Florida perdendo notevolmente peso, particolare importante per lo staff tecnico dei Lakers che sarebbe disposto a puntare sull'ex Wizard soltanto se in condizioni fisiche decenti.
L'altra storia di mercato che vi proponiamo oggi riguarda, come detto, Josè Calderon, playmaker che i Raptors vorrebbero cedere nonostante alcuni dichiarazioni ufficiali degli scorsi giorni che sostenevano l'esatto contrario. Quello tra lo spagnolo e la franchigia canadese infatti è un rapporto che si trascina da qualche anno, e più precisamente dall'estate del 2010, quando i Raptors avevano praticamente concluso lo scambio che avrebbe portato il playmaker a Charlotte in cambio di Tyson Chandler. Da lì in poi le due parti si sono sempre sopportate ma mai troppo amate, tra infortuni e problemi di vario genere, fino ad arrivare ad oggi, quando Calderon è sì un playmaker da 10.6 punti e 8.7 assist di media ma l'anno prossimo andrebbe a guadagnare ben 11 milioni di contratto, che Toronto non vorrebbe accollarsi; ecco dunque la volontà di scambiarlo, possibilmente per un altro playmaker in vista del draft del prossimo anno in cui i "dinosauri" dovrebbero avere una delle primissime scelte. Non si è ancora parlato concretamente di quali potrebbero essere le squadre interessate, ma seguendo l'identikit di ciò che i Raps richiederebbero potrebbero essere coinvolti i Knicks o i Lakers. Ovviamente sono ancora voci non confermate, così come quella che potrebbe vedere il club usare la "amnesty" in estate per liberarsi dell'oneroso contratto del nazionale iberico nel caso non riuscissero a piazzarlo prima della deadline del 15 Marzo.
Insomma, teniamo gli occhi aperti su questa e su molte altre situazioni di un mercato che fino alle idi di Marzo ci terrà col fiato sospeso.

giovedì 5 gennaio 2012

In punta di penna. T-Mac is baaaaaaack

di Luca Policastro


Voglio dedicare il mio ormai consueto pezzo settimanale a un campione che all’anagrafe fa Tracy Lamar McGrady jr : questo ragazzo , classe 79 , è tanto pieno di talento quanto fragile tipo un cristallo Swarowski ;  tanto per gradire, è stato uno dei primi a passare direttamente dalla high school all’NBA (viene da Mt. Zion Christian Academy) dove venne scelto dai Raptors ; almeno inizialmente era conosciuto per essere cugino alla lontana con Vincredible, Vince Carter , ma ben presto si scrolla di dosso questa etichetta per via delle memorabili gesta sui parquet di tutta America.

Tutto il suo infinito talento si è messo meglio in mostra in quel di Orlando dove il ragazzo volle vigorosamente andare per vestire la maglia numero 1 appartenuto al suo idolo Penny Hardaway : già nel primo anno vince il premio di giocatore “più migliorato” e finisce all’All star Game ; un paio di stagioni più tardi è stato miglior realizzatore della lega con la bellezza di 32,1 punti a partita. Che il ragazzo il fondo della retina lo veda spesso è stato confermato l’anno dopo dove si conferma best –scorer con soli 28 punti di media partita(con un top di 62 contro i Washington Wizards) ; nonostante queste incredibili cifre il record dei Magic non era molto lusinghiero e spesso TMac è stato accusato di impegnarsi poco  ( qui prende anche il soprannome “The Big Sleep” per via della sua espressione sonnolenta e della incredibile capacità di addormentarsi in ogni dove).

Molto presto i rapporti col GM si deteriorarono e nella stagione 2004/05 finisce in Texas, precisamente a Houston insieme a Juwan Howard in cambio di Steve Franchise Francis
 che invece fa la tratta opposta ; quell’anno si è reso protagonista di una vera e propria impresa sportiva quando ribalta 11 punti di svantaggio agli Spurs segnandogliene 13 negli
ultimi 35 secondi di partita (ricordo come fossero ieri i commenti increduli di quegli istanti del duo Tranquillo – Buffa) . Nonostante cifre da capogiro anche in quel di Houston le critiche si sprecano perché non riesce mai a portare i biancorossi oltre il primo turno playoff (addirittura nell’anno in cui lui è infortunato la squadra arriva al secondo turno , apriti cielo).
Una costante della carriera di Tmac son gli infortuni che ma l’hanno abbandonato e che ne hanno limitato le incredibili potenzialità : prima frequenti problemi alla schiena (con le siringate che erano all’ordine del giorno solo per poter tirare ) quindi problemi a entrambe le ginocchia (operazione a ginocchio sinistro che gli fa perdere gran parte del 2009 ).
La stagione 2009/10 è costellata da numerosi altri problemi fisici così a Febbraio è spedito nella Grande Mela dove è allenato da D’Antoni che subito gli dimostra fiducia (ripagata da iniziali buone prestazioni) e vuole provarlo come Play : ben presto l’idillio si spezza e TMac (che era il giocatore NBA più pagato) finisce free agent in estate : gli viene offerta una possibilità ma gli introiti calano esponenzialmente ai Detroit Pistons : qui infatti si deve accontentare del minimo salariale ma spera di rimettersi in sesto dal preparatore atletico che ha curato anche un All Star quale Antonio Mc Dyess anch’egli martoriato dagli infortuni.
L’ultima squadra in ordine di tempo che dà fiducia a TMac (che tra l’altro ha scollinato i trent’anni da un po’ ) son i Falchi di Atlanta : anche qui firma il consueto annuale al minimo salariale ma sembra che almeno gli acciacchi fisici lo mollino un attimo . Infatti le prime partite di regular season son decisamente buone ma è qualche giorno fa che il campione ha sfoderato l’ennesima perla della sua carriera : sul parquet della squadra più in forma del momento e reduce da un filotto di 5 partite consecutive ,i Miami Heat , TMac mette a referto 13 punti (11 nell’ultimo periodo)conditi da 5 rimbalzi e 4 assist  (il massimo dal novembre 2008 ) e porta i suoi Hawks a una vittoria alla vigilia quantomeno insperata. Ecco le dichiarazioni del redivivo TMac a fine partita :”Per me è stato molto importante battere la squadra di LeBron e Wade contro i quali peraltro è facile trovare le giuste motivazioni” e “Finalmente posso dichiarare di sentirmi in forma dopo l’infortunio al ginocchio” : insomma sembra proprio che per il ragazzo di Barlow la 15sima stagione NBA consecutiva sia iniziata sotto i migliori auspici.
Personalmente non posso che essere entusiasta per la rinascita di TMac che similmente alla fenice è rinato dalle proprie ceneri : bisogna rendere gli onori a un ragazzo che ha avuto tantissima sfortuna nella sua carriera cestistica ; senza questa cattiva compagnia probabilmente staremmo parlando di un giocatore molto più incisivo e vincente di quello che è adesso. Nota a margine a sua parziale discolpa : non ha mai giocato con giocatori alla sua altezza (se escludiamo un Grant Hill che ai tempi di Orlando era più infortunato di lui-il che è tutto dire- e Yao Ming , che tra l’altro adesso si gode la sua Cina da ritirato col contratto da nababbo) .

Se quindi si tenesse conto di tutte queste variabili sicuramente influenti si potrebbe vedere la carriera di Mc Grady sotto una lente diversa : è facilissimo accanirsi su di lui (non solo non ha al dito manco un anello ma non ha mai superato un turno di Playoff)  però così facendo si dimenticano le sue giocate, i crossover, le entrate al ferro come ridere, la mano da cecchino , le scollinate oltre il ferro..
Concedetemi di trascrivere il virgolettato di uno che ,nonostante tutto quello che ha vinto come allenatore, a sentirlo parlare di basket si rabbrividisce : “ tra Mc Grady e Josh Howard (avessi detto… avvistato nei pressi delle Montagne Rocciose in mezzo ai Mormoni in quel di Salt Lake City) sicuramente mi tengo il secondo”. Ah,se ancora non avete capito chi è il solone in questione vi do un paio di indizi  : faceva la pubblicità del The Lipton e commenta le partite su una nota rete televisiva con uno che ne capisce ancora meno di lui.

Luca Policastro

PS : Auguri di un fortunato 2012 a tutti i lettori del Blog di BasketZone .

mercoledì 14 dicembre 2011

Nenè resta a Denver


di Claudio Pavesi

Ieri parlavamo di un forte interessamento di Toronto per il centro brasiliano che invece ha scelto di rinnovare il contratto con i Nuggets per ben 5 anni sulla base di 67 milioni di dollari, sembrano quindi diminuire le voci sulla possibile partenza di Andrea Bargnani dai Raptors. L'NBA offseason però non si limita a questo infatti Rodney Stuckey, l'atletica guardia dei Pistons ha fatto sapere che l'accordo con la franchigia di Detroit non è per niente vicino dato che il giocatore vorrebbe un contratto a lungo termine ed è quindi disposto ad ascoltare le proposte di altre squadre. Tutto qui? Figuratevi! Gli Indiana Pacers sono una delle squadre più attive sul mercato quest'anno e dopo l'ingaggio di David West hanno fatto sapere di essere vicini ad un accordo con l'ex sesto uomo degli Atlanta Hawks Jamal Crawford.
Chiudiamo queste flash news riportando le parole di Lamar Odom che sostiene di non essere stato rispettato dai Lakers, anche considerando il fatto che è stato un tassello fondamentale alla conquista dei titoli 2009 e 2010. L'ex sesto uomo di lusso della franchigia californiana ha reso noto, in seguito alla trade che lo ha mandato a Dallas, che ha intenzione di bruciare tutti i ponti con i Lakers dato che non vuole più avere niente a che fare con la squadra che, nonostante la trade, gli ha permesso di vincere ben due anelli.

martedì 13 dicembre 2011

Il Mago rischia di sparire


di Claudio Pavesi

Girano voci di grossi cambiamenti in NBA ma più precisamente a Toronto. Secondo indiscrezioni, nulla di confermato, a rischiare il posto sarebbe proprio l'azzurro Andrea Bargnani dato che la franchigia canadese ha scelto al draft Valanciunas, giocatore dello stesso ruolo di Andrea, e sostiene di voler puntare moltissimo sul giovane ex North Carolina Ed Davis, anche lui un lungo. Questo non basterebbe ad allontanare un giocatore come Bargnani, leading scorer della squadra con quasi 22 punti di media, ma sembrano insistenti le voci di un fortissimo interessamento dei Raptors per Nenè, il centro brasiliano ormai ex Denver. Per vedere come andrà a finire restate connessi sul blog di BasketZone.
Nel frattempo i Memphis Grizzlies riescono a tenersi stretto Marc Gasol pareggiando l'offerta degli Houston Rockets di 55 milioni per 4 anni di contratto mentre i Chicago Bulls si coccolano il loro fenomeno Derrick Rose a cui hanno prolungato il contratto per 5 anni per la principesca somma di 94 milioni di dollari.