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mercoledì 14 marzo 2012

10 talenti da guardare nel Torneo NCAA

di Luca Ngoi e Claudio Pavesi

Anthony Davis è pronto a guidare Kentucky

Se c'è una vetrina decisiva per il Draft NBA dell'anno successivo quella è sicuramente il Torneo NCAA, dove i maggiori prospetti d'America sono attesi alla prova del nove dopo un anno di scrutinamento continuo da parte degli scouter del piano di sopra. Tutto ciò che si è fatto però durante la regular season rischia di contare poco se non supportato da un torneo di alto livello ed è per questo che, quasi alla vigilia dell'inizio di questa importante manifestazione Basketzone vuole farvi conoscere i giocatori che l'anno prossimo potremo vedere tra i professionisti, che siano di casa nostra (intesa come Europa) o della lega cestistica più famosa al mondo.
Questo speciale si divide in due "tronconi", uno con i cinque talenti più famosi al grande pubblico, che vedremo sicuramente in NBA a partire dall'anno prossimo, e l'altro con prospetti meno pubblicizzati ma che saranno sicuramente protagonisti tra i pro. Non esitiamo oltre dunque e passiamo in rassegna i primi cinque giocatori da tenere sott'occhio nella strada verso New Orleans.

ANTHONY DAVIS (Ala Grande, Kentucky, 14.3 ppg, 10 rpg, 4.6 blks): Ha infranto ogni record riguardo alle stoppate nell'ateneo per un giocatore al primo anno, ha vinto il titolo di giocatore dell'anno nella SEC e anche quando Kentucky ha faticato è riuscita a vincere grazie alla sua presenza interna davvero fondamentale. La sua è una storia particolare perchè fino al penultimo anno di high school era una guardia, poi la crescita improvvisa lo ha proiettato nella posizione di lungo, il che gli consente anche di tirare con una discreta efficacia nel medio raggio. Ha ancora qualche problema nella fase difensiva, ma i margini di miglioramento sono ampissimi, è molto probabile che possa essere la prima scelta assoluta al prossimo Draft.

HARRISON BARNES (Ala Piccola, North Carolina, 17.4 ppg, 5.2 rpg, 1 ass): Se si fosse dichiarato l'anno scorso sarebbe valso già una delle prime cinque scelte, figuriamoci quest'anno in cui ha nettamente incrementato le cifre messe insieme nel 2011, ad eccezione dei rimbalzi (5.8 nella scorsa stagione). Il ragazzo comunque è giocatore vero, completo, unisce un atletismo sopra la media a doti tecniche migliorabili ma già di altissimo livello. Il torneo potrebbe fargli compiere il decisivo salto di qualità al quale è atteso dopo una regular season da grande protagonista e un torneo della ACC in qualche maniera sotto tono. La chiave per lui  è il tiro, già in ascesa (45.4 da 2, 37.7 da tre) e in miglioramento costante.

PERRY JONES (Ala Piccola, Baylor, 14.0 ppg, 7.7 rpg, 1.3 ass): Uno dei giocatori più completi e più pronti nel panorama del college basketball di quest'anno, Jones ha dovuto saltare le prime partite della stagione per una squalifica, ma appena è rientrato si è subito rivelato decisivo per i suoi Bears, che fanno di lui il perno principale della squadra. Anche qui l'unica pecca è il tiro da tre, ancora molto sotto i livelli di sufficienza per il piano di sopra, per il quale dovrà avere un tiro dalla lunga almeno accettabile, dato che difficilmente potrà giocare ala grande. Somiglia molto ad un Derrick Williams senza tiro, ma le doti atletiche sono quelle, sa giocare in post e ha l'entusiasmo e il dinamismo del grande giocatore. La differenza potrebbe farla, oltre al già citato tiro, anche l'attitudine difensiva per la quale non è ancora famoso. 


THOMAS ROBINSON (Ala Grande, Kansas, 17.9 ppg, 11.8 rpg, 1,9 ass)
Thomas Robinson, leader assoluto di Kansas
 La sua struggente storia personale ve la abbiamo già raccontata, ma la sua storia tecnica è altrettanto interessante. Da sesto uomo e backup dei fratelli Morris l'anno scorso è diventato il leader dei Jayhawks in un amen, sfornando doppie doppie come se piovessero, mettendo sul campo un'energia e un'intensità che non sono paragonabili con quelle di nessun'altro giocatore a livello di college. Difensore sopra la media, rimbalzista che si può far valere eccome anche al piano superiore, tira poco da 3 (solo 0.6 tentativi a partita), ma può migliorare, mentre è già un tiratore dalla media ottimo. Non sarà la prima scelta al draft solo perchè i margini di miglioramento generali non sono così ampi, ma chi lo prende ha fatto la sua fortuna per diversi anni a venire.

JARED SULLINGER (Ala Grande, Ohio State, 17.6 ppg, 9.3 rpg, 1.2 ass): Era in procinto di dichiararsi allo scorso Draft, in cui sarebbe stato, senza neanche parlarne, la prima scelta, ma la sconfitta al Torneo della stagione passata gli ha fatto decidere di rimanere un altro anno nell'Ohio per vincere. La sua determinazione ad arrivare fino in fondo nella competizione di quest'anno è dunque indubbia, mentre sono sorti diversi dubbi in più sulle sue capacità tecniche, soprattutto ad inizio anno un po' in ombra; col passare del tempo però le cose sono andate a posto e Sullinger è ritornato il solido e concreto giocatore che ricordavamo. Se lo si prende per essere un pezzo di una futura squadra vincente si è visto giusto, se viceversa lo si vuole come star dominante per i prossimi dieci anni si è sbagliato giocatore.

Finita la carrellata sui nomi più conosciuti passiamo ora ai giocatori più "di nicchia", grandi talenti finiti a giocare per piccoli college per scelta personale o per la cecità degli osservatori delle grandi università che non sono riusciti a vederne il potenziale. Non perdiamoci in parole e, come accade per la musica, abbandoniamo il mainstream e tuffiamoci nell'underground.


SCOTT MACHADO (Playmaker, Iona, 13.6 ppg, 5 rpg, 9.9 ass): Uno dei pochi giocatori di talento arrivati al quarto e ultimo anno, playmaker purissimo e non per niente in cima alla classifica degli assist, ciò non significa che non sia anche un buon realizzatore infatti tiene una media di quasi 14 punti a partita con il 49% da due e il 41% da tre punti. E' un po' piccolo per un futuro NBA, non arriva a 186 centimetri, ma come potete vedere dai suoi 5 rimbalzi di media è anche un giocatore molto fisico e con grande posizionamento. Machado è esploso al suo terzo anno in cui ha raddoppiato il numero di assist per partita mentre quest'anno, oltre a regalare ancora più assist, è diventato anche affidabile al tiro dalla lunga distanza ed è grazie a lui se Iona ha concluso la stagione con ben 25 vittorie e potrebbe ripercorrere la strada di VCU l'anno scorso arrivando fino alle Final Four.


DOUG McDERMOTT (Ala Piccola, Creighton, 23.2 ppg, 8.2 rpg, 1.1 ass): Senza dubbio uno dei giocatori più discussi e osservati in questa stagione, così tanto che sembra strano vederlo nei cinque giocatori "di nicchia". Bianco e poco atletico, una volta uscito dall'high school aveva ricevuto l'interesse solo di UCF tra le squadre di buon livello quindi la borsa di studio da parte di Creighton sembrava quasi un atto di carità da parte del padre, allenatore dei Bluejays proprio da quell'anno. Per sua fortuna la "raccomandazione" ha avuto più successo del previsto infatti già al primo anno ha avuto buone medie (15 punti e 7 rimbalzi di media) ma è in questo secondo anno che è esploso come si può vedere dalle medie già segnalate all'inizio a cui va aggiunto il 61% al tiro da due e il 50% da tre punti. Impressionante.


ROYCE WHITE (Ala piccola, Iowa State, 13.1 ppg, 9.2 rpg, 5.1 ass)
Royce White attende
 l'ingresso in campo
Genio e sregolatezza. Perchè? Questa sarebbe dovuta essere la sua terza stagione di college basket ma è la prima in cui può mettere piede in campo. Il primo anno aveva scelto di frequentare Minnesota ma, nonostante gli ottimi voti, venne messo fuori squadra per aver picchiato una guardia di sicurezza di un centro commerciale a seguito di un suo stesso furto di vestiti. Poco tempo dopo fu accusato anche del furto di un portatile da un dormitorio e decise di cambiare aria e trasferirsi a Iowa State ma Minnesota si rifiutò di rilasciarlo per cui fu costretto a saltare tutta la scorsa stagione per attendere il trasferimento, motivo per cui risulta ancora un sophomore. Royce resta un talento incredibile che comanda statisticamente la squadra in ogni  categoria anche se deve migliorare nel tiro libero (49% dalla lunetta) e nel controllo di palla (3.9 le palle perse di media) ma nel complesso abbiamo davanti un possibile Lebron James anche perchè il fisico è già quello, 203 centimetri per 122 kg di puri muscoli.


RAY McCALLUM (Playmaker, Detroit, 15.6 ppg, 4.5 rpg, 3.9 ass): Un assist in meno di media rispetto alla scorsa stagione ma più punti e molta più leadership per un giocatore al secondo anno che fa della grinta e dell'aggressività la sua prerogativa come dimostrano i 4.5 rimbalzi, non pochi per un playmaker di 188 centimetri con pochi chili sulle ossa. McCallum come McDermott è allenato dal padre anche se la sua situazione una volta fuori dall'high school era ben diversa, Ray infatti era corteggiato da università di altissimo profilo come UCLA, Arizona e Florida tanto che nessuno poteva credere alle proprie orecchie quando disse di aver scelto Detroit, piccolissimo college della Horizon League, non certo paragonabile a Hollywood come numero di riflettori puntati. Ray però sta cambiando la storia del programma di basket di Detroit dopo appena due anni e, sapete una cosa? Detroit è al Torneo NCAA mentre UCLA e Arizona si limiteranno a guardarlo in televisione.


MATTHEW DELLAVEDOVA (Playmaker, Saint Mary's, 15.6 ppg, 3.3 rpg, 6.4 ass)
Il ragazzo ha di certo qualcosa di speciale, non è il tipico playmaker bianco tutto assist e tiro da tre punti, ha qualcosa in più, qualcosa che a Napoli chiamerebbero "cazzimma", una personalità forte e particolare, un generale che ha sempre le parole giuste per motivare i compagni come ha dimostrato nella finale del torneo della West Coast in cui ha vinto con i suoi Gaels il titolo contro Gonzaga. Un grande assist-man che però non ha paura di buttarsi nel centro dell'area per guadagnarsi qualche tiro libero, tra l'altro specialità in cui è letale, e non disdegna nemmeno il tiro da tre punti anche se è il campo in cui necessita di migliorarsi di più. 
Matt Dellavedova al comando dei Gaels
In tre anni ha già vinto due titoli della West Coast Conference, uno da MVP, e ha condotto i Gaels alle Sweet Sixteen del Torneo NCAA per la prima volta nella loro storia. Se non potrete guardarlo al Torneo NCAA tranquilli perchè Matthew è australiano e, anche se ha solo 21 anni, è già uno dei leader della sua nazionale quindi avrete occasione di osservarlo anche durante le Olimpiadi di Londra 2012.

martedì 6 marzo 2012

Tanta voglia di Ranking (6/3/2012)


di Claudio Pavesi

AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Kentucky (63)
30-1
1,623
2
Syracuse (2)
30-1
1,561
3
26-5
1,482
4
27-4
1,442
5
27-4
1,343
6
26-5
1,262
7
25-6
1,251
8
24-7
1,149
9
25-6
1,087
10
23-8
945
11
30-1
922
12
25-6
909
13
22-7
873
14
23-8
853
15
24-7
707
16
27-5
492
17
21-9
468
18
24-6
441
19
28-5
364
20
25-7
360
21
24-6
343
22
22-9
305
23
21-10
256
24
25-5
170
25
22-9
127

L’ultima settimana di regular season è ormai alle spalle e i giochi sono fatti, i vincitori della regular season di ciascuna conference sono ormai ufficiali motivo per cui l’edizione di oggi sarà principalmente di riepilogo sulle squadre vincitrici e che si preparano a difendere il titolo nei rispettivi tornei.
Numero 1 del Ranking e numero 1 in SEC, Kentucky chiude la regular season con una sola sconfitta, quella contro Indiana, e si prepara a giocare il torneo della SEC dove non dovrebbe avere problemi a vincere considerando che #22 Florida, Vaderbilt e Tennessee, seconde classificate a pari merito, sono a ben 6 vittorie d distacco. La mina vagante del torneo SEC sarà a mio avviso Tennessee, rinata dopo un inizio di stagione disastroso e ora in condizione di forma davvero invidiabile.
Il discorso fatto per Kentucky può essere ripetuto anche per Syracuse che chiude una stagione regolare esaltante, rovinata solo dalla scivolone in casa di Notre Dame, anche se gli Oranges dovranno affrontare un torneo di conference ben più complesso di quello di Kentucky dato che tra i suoi avversari troviamo #9 Marquette, seconda nella stagione regolare della Big East, #13 Georgetown, limitata al quarto posto per la sconfitta all’ultima giornata proprio contro Marquette, e la pericolosissima #23 Notre Dame che anche senza la stella Abromaitis è riuscita a chiudere al terzo posto in Big East riuscendo a vincere anche contro Syracuse. In questa conference di mine vaganti ce ne sono fin troppe ma ritengo che sia necessario segnalare Louisville, Seton Hall ma soprattutto Cincinnati, squadra paurosamente in forma durante questo finale di stagione in cui ha vinto anche contro Marquette.
Per la posizione numero 3 nel Ranking si confermano i Kansas Jayhawks, campioni stagionali della Big12 in cui hanno staccato i secondi classificati #5 Missouri Tigers di due partite. Missouri potrà comunque cercare di vincere nel torneo anche se dovrà affrontare anche squadre come #12 Baylor che a sorpresa è costretta a condividere il terzo posto in Big12 con #25 Iowa State che in settimana ha perso contro Missouri salvo poi vincere contro la stessa Baylor. Attenzione alle possibili sorprese Kansas State, Oklahoma State e soprattutto Texas che viene definita una squadra “On the Bubble” cioè non automaticamente qualificata al Torneo NCAA ma comunque candidata alla partecipazione, motivo per cui darà il 110% per guadagnarsi un posto al ballo finale.
In ACC non ci poteva essere un finale migliore ma facciamo ordine. La quarta piazza è tenuta contemporaneamente da tre squadre cioè North Carolina State e le due potenziali sorprese del torneo ACC, Miami e Virginia mentre al terzo posto si trova #17 Florida State, una delle grandi sorprese dell’anno. Il primo posto era occupato alla pari da due squadre, #4 North Carolina e #6 Duke e, guarda caso, l’ultima partita stagionale sarebbe stata proprio l’incontro tra le due grandi rivali in casa dei Blue Devils, partita che è stata stranamente a senso unico, dominata da North Carolina sin dal primo minuto e vinta con ben 18 punti di scarto col risultato finale di 88 a 70 per i Tar Heels che di conseguenza hanno vinto l’ennesimo titolo della regular season della ACC e hanno contribuito a rovinare la senior night dei giocatori all’ultimo anno dei Blue Devils.
Arriviamo così alla B1G che chiude la sua stagione in maniera spumeggiante con ben due squadre On the Bubble a cercare un posto nel Torneo NCAA, Purdue e Northwestern, e con la bellezza di 5 squadre nelle prime 15 posizioni nella Top 25. Il quinto posto è stato conquistato da #15 Indiana, squadra che, se anche dovesse perdere al primo turno nel Torneo NCAA, potrà dirsi soddisfatta di una stagione da 24 vittorie e 7 sconfitte ma soprattutto con 3 vittorie su 4 partite contro squadre classificate nelle prime 5 posizioni del Ranking dato che la scorsa stagione gli Hoosiers conclusero l’anno con 12 vittorie, 20 sconfitte e nemmeno una vittoria esterna. Al quarto posto l’altra squadra che insieme ad Indiana attraversa il momento di forma migliore, parliamo di #14 Wisconsin che per una sola partita non è riuscita a prendere parte al terzetto di testa composto da #7 Ohio State, #8 Michigan State e #10 Michigan, tutte appaiate con lo stesso record. Michigan State era chiaramente avvantaggiata salvo poi perdere le ultime due partite stagionali contro Indiana e Ohio State ed è proprio in questa ultima partita che i Buckeyes hanno conquistato il titolo della B1G con una clamorosa vittoria di 2 punti per 72 a 70. A Ohio State è servito il miglior record generale mentre gli Spartans non hanno perso solo partita e titolo ma anche l’ottimo freshman Branden Dawson, gravemente infortunatosi ai legamenti del ginocchio.
Nella Mountain West #20 UNLV si limita alla terza piazza dopo la sconfitta contro Colorado State mentre New Mexico, la sorpresa, è felice di condividere il titolo della MW con #18 San Diego State dal momento che hanno lo stesso record generale, di conference e scontri diretti alla pari (una vittoria ciascuno) .
Tra le altre classificate ricordiamo che #21 Temple ha vinto l’Atlantic10, #11 Murray State ha vinto l’Ohio Valley Conference mentre Saint Mary’s ha preceduto #19 Creighton nella corsa al titolo della Missouri Valley e infine #16 Wichita State è riuscita a staccare #24 Gonzaga nella loro rivalità all’interno della West Coast Conference. Ricordiamo che in questi casi parliamo di regular season, non di tornei che in alcuni casi sono già iniziati o terminati mentre in altri sono in procinto di iniziare.
Restate con noi perché vi terremo aggiornati su ogni singolo torneo mentre settimana prossima anticiperemo a lunedì per parlarvi della Selection Sunday in cui verrà stabilito l’ordine del tabellone finale del Torneo NCAA.

mercoledì 29 febbraio 2012

Tanta voglia di Ranking (28/2/2012)


di Claudio Pavesi

AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Kentucky (63)
28-1
1,623
2
Syracuse (2)
29-1
1,562
3
25-5
1,459
4
25-4
1,409
5
24-5
1,372
6
25-4
1,314
7
25-4
1,253
8
24-5
1,150
9
25-5
1,055
10
23-6
1,036
11
22-6
906
12
28-1
885
13
21-8
766
14
21-8
764
15
26-4
754
16
22-7
638
17
24-6
531
18
22-7
444
19
22-7
426
20
20-10
357
21
22-6
304
22
19-9
252
23
22-6
158
24
21-7
142
25
25-5
140

Ragazzi iniziate a fare il conto alla rovescia perché siamo agli sgoccioli, questa è la penultima settimana prima dell’inizio della stagione che conta davvero, quella che assegna i titoli e che consiste nei tornei di conference e nel Torneo NCAA.
Come al solito partiamo dalle prime della classe, la “secchiona” di turno resta sempre la Kentucky di coach Calipari, al momento decisamente troppo forte rispetto a chiunque altro nell’intera NCAA, figuriamoci in SEC, conference non fortissima e quest’anno più che mai sottotono. I Wildcats portano a casa il titolo della regalur season della SEC con anticipo dopo aver staccato di quattro partite #16 Florida, in settimana caduta a Georgia, mentre tra le non classificate nel Ranking vanno segnalate Vanderbilt e Alabama, tornate in auge nel finale di stagione approfittando anche della crisi che ha colpito Mississipi State,  giunta ormai alla quinta sconfitta in fila, l’ultima delle quali arrivata propria dalla principale rivale in classifica, la già citata Alabama.
Kentucky sarà anche la prima della classe e prenderà sempre il massimo dei voti ma non si può dire che Syracuse, seconda assoluta, sia da meno, gli Oranges infatti hanno portato a casa il titolo della regular season della Big East dato che hanno ormai irrimediabilmente staccato #8 Marquette che invece ha congelato la seconda posizione grazie alle prestazioni dell’asse composto dalla guardia Johnson-Odom e dall’ala Jae Crowder, senza dubbio uno dei giocatori più migliorati dell’anno.
A contendersi la quarta e la quinta piazza sono #11 Georgetown e #20 Notre Dame con la prima leggermente favorita dato che, nonostante il record in parità con la seconda citata, ha lo scontro diretto favorevole dopo la vittoria di ieri notte in casa in cui gli Hoyas hanno approfittato del fatto che Notre Dame era alla terza partita in cinque giorni rifilandogli la seconda sconfitta consecutiva, motivo per cui i Fighting Irish rischiano di uscire dal Ranking e anche perché sono l’unica squadra nella Top 25 ad avere dieci sconfitte. A lottare per le restanti posizioni vediamo Cincinnati che ha da poco battuto #19 Louisville ma ha perso contro South Florida, le due principali contendenti alle restanti posizioni di rilievo della Big East, posizioni in cui possiamo scordarci di vedere UConn, sempre più fuori dai giochi nonostante il fenomeno Jeremy Lamb ed è quindi probabile che non vada nemmeno al Torneo NCAA, competizione che dovrà saltare anche l’anno prossimo per la sospensione causa motivi accademici di cui abbiamo già parlato.
Alla posizione numero 3 assoluta troviamo una novità, i Kansas Jayhawks che in settimana rivoluzionano completamente l’intera Big12 dato che in settimana si assicurano il titolo della regular season della conference mettendo a segno ben tre vittorie una delle quali ai danni della rivale diretta #7 Missouri contro cui vincono un’incredibile partita in cui i Jayhawks rimontano uno svantaggio di 19 punti e riscono a ad arrivare all’overtime grazie ad una stoppata all’ultima secondo di Thomas Robinson (28 punti e 12 rimbalzi alla fine) ed è proprio nel tempo supplementare che arriva la vittoria di Kansas per 87 a 86. Come se non bastasse Mizzou perde anche con Kansas State ed è quindi a seguito della prima serie negativa della stagione che dovrà affrontare Iowa State, squadra in formissima e intenzionata a raggiungere #9 Baylor al terzo posto nella Big12 ma che avrà un schedule difficilissima dato che oltre a Missouri dovrà affrontare proprio i Bears di Baylor.
La conference più combattuta è senza dubbio l’ACC in cui milita Duke, numero 4 del Ranking, che condivide la testa della conference con #6 North Carolina. La settimana scorsa ci eravamo lasciati con Florida State in testa con lo stesso record delle due scuole già citate ma in settimana è cambiato tutto quindi cerchiamo di fare ordine: i Tar Heels hanno battuto #24 Virginia e North Carolina State, giunta ormai alla quarta sconfitta in fila mentre Duke ha vinto contro Virginia Tech e #22 Florida State che a sorpresa ha perso anche contro Miami, vera e propria mina vagante dato che in stagione ha vinto anche con Duke. La classifica vede quindi in testa Blue Devils e Tar Heels seguiti da Florida State la cui posizione non dovrebbe essere in pericolo dagli attacchi delle inseguitrici Virginia e Miami. Molto probabilmente a decidere la vincitrice della regular season dell’ACC sarà la partita del 3 marzo che vedrà scontarsi proprio Duke e North Carolina in una nuova tappa della rivalità più sentita degli Stati Uniti.
E’ alla quinta posizione assoluta del Ranking che troviamo Michigan State che momentaneamente è in testa alla B1G con 2 partite di scarto su #11 Ohio State e #13 Michigan ma non è ancora tempo di sentenze dato che mancano ancora due partite al termine della regular season e in questi matches gli Spartans affronteranno #18 Indiana e gli stessi Buckeyes dello stato dell’Ohio, decisiva quindi l’ultima giornata prevista per il 4 marzo anche se non bisogna sottovalutare la già citata Michigan a cui spetta la schedule più facile ma aspetterei a dirlo dato che in settimana hanno perso contro Purdue, e neanche di poco. A giocarsela alle loro spalle troviamo #14 Wisconsin e #18 Indiana, la seconda esce da una settimana di vittorie contro squadre non proprio irresistibili e, come abbiamo già detto, in vista di scontri ben più impegnativi mentre la prima delle due, guidata dal playmaker Jordan Taylor, viene da una stupenda vittoria contro Ohio State anche se in precedenza aveva messo a referto una sconfitta contro Iowa a segnalare l’inconsistenza dei Badgers.
Grandi sorprese ci sono state anche in Mountain West in cui settimana scorsa la testa era tenuta da New Mexico che invece in settimana è crollata perdendo con Colorado State e TCU e per questo motivo è uscita dal Ranking e ha consentito a #17 UNLV e #21 San Diego State di raggiungerla in testa alla MWC. Nell’ultima settimana, la prossima, non ci saranno incroci tra queste tre squadre ma ci sono forti dubbi su quanto potrà reggere la piccola New Mexico anche se dovrà affrontare le due squadre col peggior punteggio nella conference cioè Air Force e Boise State.
Al posto di New Mexico ha fatto il suo ritorno nel Ranking col numero 25 la Creighton di Doug McDermott la cui stagione regolare si è già conclusa con un secondo posto nella Missouri Valley Conference, vinta dalla #15 Wichita State, decisiva per Creighton la clamorosa settimana dal 4 all’11 febbraio in cui persero tre partite consecutive.
Nelle altre piccole conference da segnalare è la vittoria della stagione regolare della Ohio Valley Conference da parte di #12 Murray State che ha già concluso una stupenda stagione in cui ha subito una sola sconfitta anche se contro Tennessee State, principale rivale di conference, e questo fa un po’ temere in vista del torneo della OVC. Chiudiamo con la #23 Temple che è ad un passo da assicurarsi il titolo della regular season della Atlantic 10 Conference anche se la sconfitta settimanale contro Saint Joseph’s lascia ancora possibilità a ben 3 inseguitrici, Saint Louis, Xavier e Saint Bonaventure con la prima favorita su tutte nella rincorsa alla A10, conference che ogni anno è patria di almeno una mina vagante del Torneo NCAA.
Molti verdetti sono già stati decretati ma attenzione perché la vera stagione, il motivo per cui l’NCAA è così bello, inizia tra circa dieci giorni quindi continuate a seguirci!

martedì 21 febbraio 2012

Tanta voglia di Ranking (21/2/2012)


di Claudio Pavesi

AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Kentucky (63)
26-1
1,623
2
Syracuse (2)
27-1
1,559
3
25-2
1,498
4
22-5
1,377
5
23-4
1,359
6
22-5
1,317
7
23-4
1,261
8
22-5
1,139
9
20-5
1,085
10
22-5
1,013
11
20-7
869
12
21-6
860
13
23-5
859
14
26-1
765
15
19-7
620
16
20-7
615
17
21-6
495
18
22-4
469
19
24-4
467
20
19-8
457
21
22-6
325
22
21-5
281
23
20-7
246
24
20-6
176
25
20-6
153

La settimana passa veloce, è già arrivato martedì e come ogni martedì che si rispetti ecco a voi una nuova edizione di Tanta voglia di Ranking, la rubrica che vi informa su ciò che è accaduto nella settimana universitaria americana.
In prima posizione abbiamo una sorpresa… non è vero, c’è sempre Kentucky di cui non vorrei parlare perché finirei per ripetermi a furia di elogiare il gioco fantastico di coach Calipari e le abilità di Anthony Davis, inutile dire quindi che il discorso per il primo posto in SEC è ormai chiuso, a inseguire infatti c’è solo #12 Florida a tre partite di distacco e, considerando che ne mancano quattro alla fine della stagione regolare, possiamo dire tranquillamente che i Wildcats hanno vinto la regular season della SEC. Per quanto riguarda le altre squadre Florida si riscatta con due vittorie in fila dopo le due sconfitte di settimana scorsa e la stessa cosa fa anche Vanderbilt, crolla invece Mississipi State che mette a referto la terza sconfitta di fila e abbandona definitivamente il Ranking, probabilmente fino a fine stagione. Si riprende Alabama che vincendo contro Tennessee raggiunge Mississipi State al quarto posto in SEC.
Lo stesso discorso fatto per Kentucky può essere fatto anche per Syracuse, da sola capolista in Big East, seguita a due partite di distacco da una coppia di squadre davvero interessanti in vista del Torneo NCAA, #10 Marquette e #20 Notre Dame, due organici veramente in forma che mostrano un gran gioco, il primo improntato sull’attacco e il secondo sulla difesa. A una partita di distanza dalle ultime due squadre troviamo #9 Georgetown e la sempre più sorprendente South Florida che dopo 10 vittorie in 8 partite sta dimostrando di poter tenere il passo delle grandi come #17 Louisville, attualmente sesta in Big East ma in grande forma, dal rientro del leading scorer Kuric infatti ha perso solo con Syracuse.
Nel Ranking generale le postazioni 3 e 4 sono occupate dalle due corazzate della Big12 Missouri e Kansas, in settimana imbattute e insieme in testa alla conference anche se Mizzou ha vinto il primo scontro diretto ed è quindi leggermente avvantaggiata in vista del secondo scontro previsto per il 25 febbraio. La numero 13 Baylor è ormai più vicina al quarto posto di Iowa State rispetto alla testa della Big12 dopo che in settimana è stata nuovamente sconfitta, questa volta da Kansas State, cosa che non fa che confermare il bruttissimo periodo della stella dei Bears Perry Jones III mentre i Cyclones dello stato dell’Iowa continuano a confermarsi come “mina vagante” tra le squadre non classificate grazie alle super prestazioni della stella Royce White, ala piccola al secondo anno leader della squadra in punti, rimbalzi e assist.
Nella B1G troviamo finalmente una sorpresa e riguarda Michigan State che mette la freccia e sorpassa definitivamente Ohio State sia nel Ranking (gli Spartans sono alla #6 mentre i Buckeyes alla #8) sia in testa alla conference, Michigan State ha infatti vinto cinque gare consecutive, tre delle quali contro squadre di Ranking tra le quali anche Ohio State che in settimana ha perso anche contro Michigan che di conseguenza, guidata da Tim Hardaway Jr., ha raggiunto i Buckeyes al secondo posto in B1G. Al quarto posto nella conference c’è #16 Wisconsin che perderà anche con le prime tre rivali ma contro qualunque altra squadra è imbattibile, non sbaglia un colpo, a differenza di Indiana che vince quando affronta le corazzate e perde con le piccole, lo dimostra la sconfitta settimanale contro Iowa che costringe gli Hoosiers a scordarsi i primi 4 posti della conference e li obbliga a concentrarsi sul salvare il quinto posto dagli attacchi di Purdue, diretta inseguitrice.
In ACC la situazione è particolarissima dato che vede in cima alla classifica tre squadre con lo stesso record, la prima è #15 Florida State che in settimana ha vinto contro Virginia Tech e l’insidiosa North Carolina State (da tenere d’occhio per l’anno prossimo), la seconda è #7 North Carolina, sempre più convincente dopo le partite vinte contro Miami e Clemson, la terza è chiaramente #5 Duke. Florida State ha vinto a sorpresa i primi due scontri diretti mentre Duke, che ha vinto contro North Carolina, avrà il finale di stagione più difficile dato che dovrà affrontare Florida State e nuovamente i Tar Heels che invece dovranno a loro volta vedersela con la sempre insidiosa #25 Virginia.
Mille sono le news della Mountain West Conference dove si rivoluziona tutto, UNLV infatti perde ben dieci posizioni nel Ranking passando dalla #11 alla #21 dopo aver perso entrambe le partite settimanali contro TCU e New Mexico, stessa sorte tocca a San Diego State, passata dalla #13 alla #24 per aver perso contro New Mexico e Air Force. Avete fatto caso al fattore comune di queste cadute? Esatto, New Mexico che di conseguenza debutta nel Ranking come numero 18 e conquista la testa della MWC con ben due partite di scarto dalle inseguitrici. Motivo per cui dovrebbe vincere la regular season della MWC grazie soprattutto alle super prestazioni dell’ala grande senior Drew Gordon, uno dei migliori rimbalzisti dell’intera nazione.
Da segnalare anche #14 Murray State che come sappiamo non è più imbattuta ma è comunque già matematicamente vincitrice della stagione regolare della Ohio Valley Conference guidata dalle prodezze di uno dei candidati al premio di giocatore dell’anno, Isaiah Canaan, che tra le altre cose è stato un grande protagonista con i suoi 23 punti nella vittoria settimanale contro Saint Mary’s nel “derby delle piccole” che ha costretto i Gaels a salutare il Ranking nonostante la posizione numero 21 di settimana scorsa.
Si conferma #19 Wichita State che al 99% vincerà la Missouri Valley Conference nonostante il tardivo risveglio della Creighton di Doug McDermott. Chiudiamo con una sorpresa perché entra per la prima volta nel Ranking col numero 22 la sorprendente Temple premiata per la sua striscia di vittorie che dura ormai da dieci partite all’interno della quale è riuscita a sconfiggere anche squadre ben più blasonate come Maryland e Xavier per non parlare del fatto che in stagione è riuscita a battere perfino Duke, abbiamo forse trovato una nuova cenerentola per il Torneo NCAA? Per scoprirlo non vi resta che aspettare e leggere costantemente il blog di Basketzone RTP.