venerdì 10 agosto 2012
Clamoroso allo Staples: arriva Dwight Howard e si pensa al titolo; ecco i dettagli della trade
giovedì 5 luglio 2012
Steve Nash sbarca ai Lakers mentre i Suns ripartono da Dragic e Beasley.
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| Nash e Kobe sembravano già in sintonia da avversari. Photo by bleacherreport.com |
Si sapeva che Steve Nash avrebbe abbandonato Phoenix, inizialmente si era detto che sarebbe andato a Toronto, nel suo Canada, con un triennale da 12 milioni di dollari all'anno mentre poi si era detto che la destinazione certa del numero 13 sarebbe stata New York, in cui avrebbe riabbracciato l'ex compagno Amar'e Stoudemire e avrebbe cercato di regalare un minimo di gioco ai Knicks di Melo e J.R. Smith, ormai conosciuti per l'assenza di ordine e di schemi offensivi. Tutto già scritto? Ovviamente no, arriva nell'Arizona l'offerta dei Lakers e viene accettata senza indugi: Nash arriverà ai gialloviola tramite il più classico dei sign-and-trade, a Phoenix andranno due prime scelte al Draft (quella del 2013 e quella del 2015) e due seconde scelte (2013 e 2014) mentre Nash firmerà un contratto triennale per 27 milioni di dollari complessivi. Considerando che l'ex giocatore di Santa Clara University non ha avuto in squadra giocatori di altissimo livello negli ultimi anni sarà per lui una grande occasione giocare con Kobe, Bynum, Gasol e compagni a cui dovrebbe aggiungersi nei prossimi giorni anche Grant Hill, ormai praticamente certo infatti il suo arrivo a L.A. dopo l'abbandono dei Phoenix Suns, ormai nel pieno della ricostruzione. Nash attualmente ha 38 anni e il suo contratto scadrà quando ne avrà 41 mentre Hill raggiungerà in Ottobre i 40 anni, i Lakers non diventeranno di certo la squadra più futuribile della NBA ma sicuramente si candidano al titolo per le prossime due stagioni.
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| Beasley cerca un nuovo futuro a Phoenix Photo by wikipedia.org |
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| Dragic è tornato in Arizona Photo by Getty Images |
Phoenix punta anche ad una vera stella, Eric Gordon, il giocatore di New Orleans infatti è un restricted free agent e quindi, una volta ricevuta un'offerta quest'ultima potrà essere pareggiata dagli Hornets che potrebbero così tenerlo. I Suns hanno offerto il massimo salariale a Gordon, 58 milioni di dollari in 4 anni, una proposta che sembra davvero irrinunciabile. Gli Hornets hanno fatto sapere che è loro intenzione trattenere Gordon ad ogni costo anche se, dopo due giorni, non hanno ancora pareggiato l'offerta dei Suns, che ci stiano ripensando? Non ci vorrà molto per scoprirlo dato che il termine per pareggiare l'offerta dei Suns è l'11 Luglio.
sabato 10 marzo 2012
Ricky Rubio infortunato, stagione finita
Incredibile notizia dell'ultimo minuto. Ricky Rubio, giovane playmaker spagnolo dei Minnesota Timberwolves dovrà saltare il resto della stagione per un infortunio al ginocchio subito negli ultimi sedici concitati secondi della partita della notte di venerdì 9 marzo persa in casa contro i Lakers con il risultato di 105 a 102. Il giovane Ricky era intento a difendere in raddoppio su Kobe Bryant ed è stato proprio il numero 24 dei Lakers a causare involontariamente il contatto con il ginocchio dello spagnolo che purtroppo ha avuto la peggio. Rubio ha subito una lesione ai legamenti del ginocchio motivo per cui non solo è costretto a dire addio solo al resto della stagione NBA ma probabilmente anche alle Olimpiadi di Londra 2012 in cui la Spagna è una delle grandi favorite.
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| Il funesto contatto con Kobe Bryant |
lunedì 5 marzo 2012
La vendetta è un piatto che va servito...con la maschera.
Il famoso "viale del tramonto" lo ha imboccato, ma deve avere trovato traffico. [cit.]
martedì 7 febbraio 2012
Record in NBA, Kobe supera Shaq. Tony Parker miglior assistman degli Spurs
E' questo il caso di Tony Parker, il playmaker franco-belga dei San Antonio Spurs, che ha tagliato l'ennesimo grande traguardo della sua carriera proprio l'altra notte nella vittoria degli Spurs sui Thunder diventando il leader negli assist nella storia della franchigia texana per cui ha giocato tutte le sue 11 stagioni da professionista NBA. Il playmaker trentunenne ha sorpassato Avery Johnson, attuale allenatore dei New Jersey Nets, raggiungendo quota 4477 assist in carriera, cifra che gli permette anche la postazione numero 72 nella classifica NBA di quella particolare specialità. L'ex marito dell'attrice Eva Longoria può aggiungere un'altro riconoscimento al suo palmarés che comprende anche 3 convocazioni all'All-Star Game, 3 titoli di Campione NBA e 1 titolo di MVP delle Finali, per non parlare del fatto che Parker è stato uno degli innovatori del suo ruolo, è infatti uno dei primi ad essere etichettato come scoring point guard e può essere dunque onorato del merito di aver spianato la strada a giocatori come Russell Westbrook e Derrick Rose. Questo nuovo record è la conferma del fatto che Parker è uno dei migliori europei che abbiano mai giocato in NBA e potrebbe anche essere uno dei motivi per cui in futuro vedremo la sua maglia numero 9 appesa al soffitto dell' AT&T Center.
L'altro record raggiunto in nottata è forse leggermente più prestigioso e porta il nome di Kobe Bryant. Il numero 24 più famoso del mondo, nella sconfitta di questa notte contro i 76ers, davanti al pubblico della suo città natale, ha superato Shaquille O'Neal nella classifica dei giocatori col maggior numero di punti segnati nella storia dell'NBA portandosi così al quinto posto, a ridosso di Wilt Chamberlain, quarto, e Michael Jordan, terzo assoluto. Kobe aveva già superato il suo amico-nemico Shaq nel numero di titoli NBA vinti nel 2010 quando conquistò l'anello di campione per la quinta volta, ciò nonostante Shaquille O'Neal è stato tra i primi a fare i complimenti a Kobe per averlo superato nella classifica dei più grandi realizzatori di sempre e non avuto problemi a definirlo "The Greatest Laker Ever". La guardia dei Lakers ha 33 anni e non dovrebbe avere problemi a superare Chamberlain e Jordan già nella prossima stagione se dovesse continuare a segnare con le stesse medie con cui sta tirando ora, anzi, come se non bastasse, Kobe ha una media punti a partita maggiore anche dei primi due scorer di sempre, Karl Malone e Kareem Abdul-Jabbar, quindi, se dovesse giocare il loro stesso numero di partite, potrebbe superarli diventando il più grande realizzatore della storia ma per fare ciò non dovrebbe mai mancare una partita per le prossime 5 stagioni oltre ovviamente a questa in corso, senza mai abbassare la sua media punti a partita. Kobe si è detto esaltato per il traguardo raggiunto ma ha rivelato che ormai vede la fine della sua carriera molto vicina e ha anche ricordato che il suo obbiettivo è raggiungere Jordan, non nei punti segnati ma negli anelli conquistati, per questo ha dichiarato "Quello di oggi è un gran traguardo ma non so se potrò raggiungere gli altri dato che non mi sono rimaste molte partite da giocare, quello che voglio davvero è solo il sesto titolo, non chiedo altro."
venerdì 3 febbraio 2012
All Star Game 2012, ecco i quintetti
Finalmente sono stati pubblicati i quintetti del sessantunesimo All-Star Game 2012 che avrà luogo ad Orlando, Florida nella notte del 26 febbraio, giorno a molti già famoso per essere il mio compleanno ma questo non è così importante come sembra. Come sapete i quintetti sono scelti dai voti della gente mentre le riserve saranno scelte dagli allenatori e i saranno note solo il 9 di febbraio.
So che volete i nomi quindi non indugio oltre. L'est presenta Dwight Howard (Orlando Magic), Carmelo Anthony (New York Knicks), LeBron James (Miami Heat), Dwyane Wade (Miami Heat) e Derrick Rose (Chicago Bulls). L'ovest invece risponde con Andrew Bynum (Los Angeles Lakers), Blake Griffin (Los Angeles Clippers), Kevin Durant (Oklahoma city Thunder), Kobe Bryant (Los Angeles Lakers) e Chris Paul (Los Angeles Clippers).
Non male vero? Da segnalare c'è il debutto all'All-Star Game di Bynum che parte al massimo, subito in quintetto, mentre per Blake Griffin è già la seconda volta tra le stelle ma la prima nello starting five, curioso invece il fatto che Durant sia l'unico giocatore dell'Ovest che non sia di una delle due squadre di Los Angeles. Il leader assoluto nei voti è stato il padrone di casa Dwight Howard (non per niente nella foto già con la maglia che indosserà il 26 febbraio) con 1,600,390 ormai al suo sesto All-Star Game mentre il leader per l'Ovest è stato Kobe Bryant con 1,555,479 che si prepara a disputare la sua personale partita delle stelle numero 14. A differenza dell'anno scorso notiamo solo un cambiamento per squadra: l'assenza di Yao Ming all'Ovest, ormai ritiratosi e sostituito da Griffin, e la mancanza di Amar'e Stoudemire all'Est, sostituito dal compagno di squadra Carmelo Anthony, a sua volta già sotto i riflettori dato che è l'unico giocatore la cui squadra ha un record inferiore al 50% di vittorie ed è anche l'unico che rispetto all'anno scorso è peggiorato sia nei punti segnati che nella percentuale realizzativa.
sabato 7 gennaio 2012
La Nazionale USA si prepara a Londra 2012
Siamo ormai nel 2012 che tra le altre cose sarà l'anno delle Olimpiadi di Londra in cui la Nazionale italiana non sarà presente ma quella americana invece dovrà dare il massimo per difendere l'oro conquistato a Pechino. La squadra USA ha anche vinto il Mondiale nel 2010 ma la cosa che più sorprende è che è riuscita a farlo con due squadre completamente diverse che andrebbero analizzate un po' meglio.
La squadra Olimpica di Pechino era obbligata a vincere dato che l'ultimo ero era quello di Sydney 2000 quindi il responsabile Jerry Colangelo decise di costruire un nuovo Dream Team che prese il nome di Redeem Team ed era composta da Jason Kidd, Chris Paul, Deron Williams, Kobe Bryant, Dwyane Wade, Micheal Redd, Carmelo Anthony, Paul Pierce, Tayshaun Prince, Lebron James, Chris Bosh, Carlos Boozer e Dwight Howard, non male vero? Guidata da Bryant e da Wade, miglior realizzatore del torneo, questa squadra vinse facilmente ogni singola partita del torneo con uno scarto medio di 28 punti sull'avversario dimostrando al mondo che gli USA era tornati.
Siamo ora nel 2010 e bisogna confermarsi, il detto direbbe squadra che vince non si cambia ma Jerry Colangelo ha altri progetti tanto che l'unica cosa che non cambia dal 2008 è il coaching staff che vede Mike Krzyzewski (Duke University) come capo allenatore aiutato da assistenti di lusso come i due NBA Mike D'Antoni e Nate McMillan oltre a Jim Boeheim (Syracuse University). La squadra cambiò completamente e venne costruita pensando anche al futuro dato che su 12 giocatori ben 6 avevano al massimo di 22 anni ma erano accompagnati da ottimi veterani; questo ottimo mix era composto da Chauncey Billups, Russell Westbrook, Derrick Rose, Stephen Curry, Andre Iguodala, Eric Gordon, Rudy Gay, Kevin Durant, Danny Granger, Kevin Love, Lamar Odom e Tyson Chandler. Con una squadra estremamente atletica e affiatata gli americani arrivano al primo ora mondiale dal lontano 1994 vincendo ogni singola partita grazie in particolar modo all'MVP del torneo giocato in Turchia, Kevin Durant.
Ora siamo nel 2012 e bisogna prepararsi per Londra quindi Jerry Colangelo ha iniziato a chiedere a un po' di stelle se sono ancora interessati a giocare per la Nazionale e la risposta sembrerebbe essere positiva da partre di tutti e se fosse vero sarebbe in via di realizzazione il progetto di Colangelo che vede per gran parte la stessa squadra del 2008 ma con Durant al posto di Prince, Rose al posto di Kidd, Kevin Love al posto di Redd e Blake Griffin al posto di Boozer dunque, se così fosse, verrebbe aggiunto un lungo a una rotazione che vedeva un solo centro in Dwight Howard. I 12 ufficiali devono essere annunciati il 18 Giugno prima delle finali NBA ma prima di tutto ciò verrà rilasciata una lista di 18 nomi, 18 candidati che si giocheranno l'opportunità di rappresentare gli Stati Uniti a Londra, questa lista sarà ufficiale solo il 18 Gennaio ma sicuramente ne vedrà esclusi i 4 nomi presenti nel 2008 da me già citati in precedenza anche se per Jason Kidd verrà riservato un posto da assisente allenatore dato il suo ruolo da mentore anche nel camp di preparazione al mondiale 2010 e grazie soprattutto al suo curriculum che lo ha visto vincere 2 ori Olimpici (2000 e 2008) senza aver mai perso una singola partita delle 56 giocate con la maglia della Nazionale. L'unico problema sarà dovuto alle finali NBA che per colpa del Lockout finiranno particolarmente tardi e impediranno ai partecipanti di prendere parte al camp pre-olimpico.
Restate collegati col blog di BasketZone RTP perchè saremo i primi a parlarvi della lista ufficiale dei 18 papabili alla maglia USA.
lunedì 2 gennaio 2012
Kevin Garnett diventa azionista della A.S. Roma
Sembra ormai una moda quella che si sta diffondendo tra i giocatori NBA. Dopo LeBron James, anche Kevin Garnett ha deciso di investire nel settore del calcio europeo: mentre "The Chosen one" ha rilevato una quota del Liverpool (in mano a magnati americani), il numero 5 dei Celtics ha optato per l'acquisto di una quota quota di minoranza di un club di casa nostra: l'A.S. Roma (sì, quella d'Er Pupone).
Per ora noi speriamo che continuino a fare quello che riesce loro meglio: infilare lo "Spalding" arancione in un cesto, facendo esaltare milioni di persone su tutto il globo.
lunedì 19 dicembre 2011
NBA Preseason Day 3, Lebron più forte di Superman, steccano l'esordio i nuovi Mavs
domenica 11 dicembre 2011
Chris Paul - Lakers. Game over! (o forse no?)
Niente da fare per quella che aveva già il titolo della trade più chiacchierata della preseason NBA: Chris Paul non andrà ai Los Angeles Lakers...almeno per ora. La decisione della dirigenza gialloviola è arrivata dopo aver preso atto delle troppo onerose richieste fatte dalla lega di Stern (proprietaria degli Hornets) per cedere il playmaker ex Wake Forest.
Il GM Kupchak, tuttavia, non ha perso tempo e, sfruttando la mancata partenza di Gasol e Odom, ha deciso di inviare quest'ultimo alla corte di Mark Cuban e dei suoi Dallas Mavericks in cambio di un paio di scelte future. Una mossa che ha ovviamente sollevato il malcontento dei tifosi più istintivi ma che ha lasciato intendere ai più attenti la grossa volontà di arrivare a Dwight Howard cedendo solo Bynum.
Ora come ora la situazione è in fase di stallo in quanto il centro dei Magic ha espresso sì la volontà di essere ceduto, specificando però di gradire la destinazione New Jersey Nets, mentre la franchigia della Florida avrebbe chiesto ai Lakers,oltre al già citato Bynum, anche Pau Gasol, che i californiani vorrebbero trattenere per formare una frontline che farebbe spaventare anche i più ottimisti.
Oltre all'obiettivo Howard, come detto, i Lakers starebbero lavorando sotto traccia anche facendo leva sulla volontà del giocatore, per fare arrivare CP3 al termine della stagione come Free Agent.
Per la serie "altre trattative", da segnalare il rinnovo per 5 anni di Jason Richardson con i Magic, l'ingaggio di Kapono da parte dei Lakers, l'approdo di Caron Butler ai Clippers, il taglio di Billups da parte dei Knicks (Mister Big Shot ora sembra molto vicino agli Heat), il ritorno in campo di Tracy McGrady in maglia Hawks e il decisivo passaggio di Tyson Chandler ai New York Knicks, che ha permesso ai Mavs di liberare spazio salariale per l'ingaggio di Odom.












