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domenica 1 aprile 2012

Final Four NCAA, tutti pronti per la finale, sarà Kentucky-Kansas


di Claudio Pavesi
Photo by www.wrapupp.com

Kentucky e Louisville distano pochi chilometri una dall'altra e la rivalità tra le loro tifoserie è quantomeno incandescente e la sfida a livello tecnico tra Calipari e Pitino, i due coach, aggiunge motivazioni alla sfida. Il primo tempo inizia controllato da Kentucky, più precisamente da Anthony Davis che in post, in ricezione statica o in movimento sembra in ogni caso inarrestabile anche per Dieng, il lungo africano di Louisville. Il primo tempo scorre abbastanza veloce e nonostante lo strapotere di Kentucky, Louisville riesce a restare a galla grazie soprattutto alle palle rubate di Russ Smith poi da lui convertite in punti o in brillanti assist per Craigh Smith e Dieng, giocate ch permettono ai Cardinals di chiudere il primo tempo a -7 sul 28 a 35. Inizia il secondo tempo e la difesa di Louisville inizia a fare sul serio, Kentucky ha problemi nella circolazione di palla e nell'effettuare le rimesse per cui è obbligata a sprecare anche un timeout e, come se non bastasse, Dieng porta alla causa un paio di stoppate notevoli. Anche in difesa Kentucky sembra avere qualche amnesia ad esempio quando abbandona sul perimetro Chris Smith, fratello di J.R. dei New York Knicks, regalandogli 3 punti facili. I Cardinals tornano così sul -5 ma Calipari chiama a raccolta i suoi che in tre minuti piazzano un ottimo parziale che li riporta sul +12 guidati dalle giocate di Lamb e Miller, i due giocatori più esperti, anche se l'immagine simbolo di questo momento la regala Anthony Davis quando rifila una clamorosa stoppata su una debole penetrazione di Peyton Siva, giocatore in continua difficoltà nel trovare il canestro (0 punti a dieci minuti dalla fine). La partita sembrerebbe indirizzata verso i Wildcats ma tutto cambia quando Dieng obbliga Kidd-Gilchrist ad un fallo di sfondamento che rigenera il morale dei Cardinals. Allo sfondamento seguono ottime difese, capitanate da Dieng che continua a rifilare stoppate e palle rubate, tutte situazioni che portano a buoni attacchi e, anche quando non si dovesse riuscire a segnare, Louisville trova sempre una seconda opportunità di tiro controllando i rimbalzi d'attacco (17 a 4 i rimbalzi d'attacco a favore di Louisville a otto minuti dalla fine). Riescono a segnare quasi tutti i Cardinals, perfino Siva che mette a segno i 5 punti consecutivi necessari per raggiungere il pareggio a nove minuti dal termine, i suoi ultimi 3 punti sono la fotografia perfetta del momento dei Cardinals: una fantastica tripla fronte a canestro eseguita dopo un crossover che manda al tappeto Teague.
Anthony Davis stoppa Peyton Siva
photo by Mark Humphrey / AP
La partita continua con le squadre appaiate, Kentucky trema soprattutto quando Kidd-Gilchrist è costretto ad uscire dal campo tenendosi la coscia sinistra. I Wildcats non si demoralizzano e tornano a giocare la loro classica pallacanestro guidati dal giocatore più esperto della squadra: il senior Darius Miller che con le sue penetrazioni aggressive e il suo tiro da tre punti aiuta a chiudere un parziale di 9 a 2 che porta Kentucky sul +9 a tre minuti e trenta dalla fine. Sembrerebbe impossibile per i Cardinals rimontare ma Siva ha altre idee, prima segna con un finger-roll incredibile, poi schiaccia sulla difesa dei Wildcats e infine perfeziona la rubata che regala a Russ Smith i liberi del -5 a un solo minuto dalla fine. E' l'inizio della rimonta? Non proprio. Anthony Davis segna su alley hoop e Kidd-Gilchrist, tornato in campo dal leggero infortunio, mette a segno tre schiacciate in fila che chiudono il match. Per i Cardinals è insufficiente la tripla di Blackshear, unico canestro a segno nell'ultimo minuto.
Louisville ha mostrato grande cuore e un'ottima pallacanestro, sono rimasti in gioco fino all'ultimo minuto grazie soprattutto ai rimbalzi in attacco. Anthony Davis chiude da leading scorer con 18 punti a cui aggiunge anche 14 rimbalzi e 5 stoppate mentre per i Cardinals il miglior realizzatore è Peyton Siva con i suoi 11 punti, tutti realizzati negli ultimi 10 minuti, forse con più continuità Louisville avrebbe avuto più possibilità di vincere come dimostra il fatto che ha avuto un solo vantaggio in tutta la partita: il 2 a 0 iniziale. Kentucky è ufficialmente in finale e può così iniziare a studiare il futuro avversario che sarà il vincente tra Kansas e Ohio State.

Kansas e Ohio State, Thomas Robinson contro Jared Sullinger, Bill Self contro Thad Matta. Nei primi minuti Thomas Robinson ha le idee chiare, vuole segnare, concetto dimostrato dai 3 tiri presi in pochissimo tempo anche se riesce a realizzarne solo uno. Kansas sembra avere le mani fredde come dimostrano i continui errori di Elijah Johnson e Tyshawn Taylor, errori che permottono a Ohio State di portarsi sul 7 a 2 obbligando Bill Self a chiamare il primo timeout. Interessante la decisione di coach Matta di non mettere Sullinger in marcatura su Robinson preferendogli Deshaun Thomas che però, oltre a essere più basso, ha notoriamente il suo punto debole nella difesa, vedremo quindi come si svilupperà. Intuibile invece l'idea di Bill Self che sceglie Jeff Withey su Sullinger, scelta che nei primi minuti sembra abbastanza azzeccata considerando la stoppata che l'ex pallavolista rifila alla stella di Ohio State. Verso la metà del primo tempo decide di salire in cattedra Aaron Craft, playmaker dei Buckeyes che tra le altre cose riesce a finire il cubo di Rubik in un minuto e cinque secondi ma è principalmente un super giocatore di basket come dimostra prima con un canestro da 3 punti, poi con un magnifico assist che regala a Sullinger una facile schiacciata e infine procurandosi uno sfondamento su Tyshawn Taylor. Il primo tempo scorre con poche interruzioni, Thomas Robinson continua a fare fatica mentre Ohio State inizia a perfezionare il tiro da 3 punti con Buford e Deshaun Thomas e comincia così a prendere il largo portandosi sul 26 a 13 a sei minuti dalla fine del primo tempo. Le difficoltà di Robinson permettono a Kevin Young di avere più minuti del solito ma la vera notizia per Kansas arriva a quattro minuti dalla fine del primo tempo quando finalmente si sblocca Robinson che infila il suo secondo canestro della serata. Il primo tempo continua con i Buckeyes in controllo ma si conclude con una grande azione di Kansas: stoppata di Withey su Craft, ribaltamento di campo e canestro di Releford sulla sirena, giocata fondamentale per il morale dei Jayhawks che chiudono il primo tempo sotto la doppia cifra di svantaggio, 34 a 25.
Photo by sbnation.com
Il secondo tempo inizia con dei nuovi Jayhawks che in quattro minuti si riportano sul -3 grazie soprattutto alla difesa di Withey che in una sola azione piazza 3 stoppate, diventando anche l'uomo con più stoppate in una singola stagione della storia di Kansas. Continua la corsa dei Jayhawks che pareggiano con i 5 punti consecutivi di Elijah Johnson anche se fondamentale in questi momenti è stata la difesa di Thomas Robinson su Sullinger al primo scontro diretto della serata. Nel frattempo i Buckeyes affrontano un blackout offensivo e solo Craft sembra avere il carattere necessario per riportare Ohio State davanti, in ogni caso mancano ancora dodici minuti alla fine, un'eternità. La partita continua con le due squadre a punteggio molto ravvicinato e sono principalmente le giocate difensive a fare la differenza come dimostra la clamorosa stoppata della sorpresa serale Kevin Young su Sullinger che porta al contropiede di Elijah Johnson a cui i Buckeyes rispondono con il solito Aaron Craft, autore dell'ennesima palla rubata e dei consueti due punti in campo aperto. Si arriva agli ultimi novanta secondi di gioco con Kansas sul +1, vantaggio che viene mantenuto grazie alla meravigliosa difesa di Withey che rifila un'altra stoppata a Deashaun Thomas e lancia il contropiede del velocissimo Elijah Johnson che firma il +3 sul 62 a 59. Per un minuto non segna più nessuno ma a quindici secondi dalla fine si concretizza l'azione più clamorosa della partita: Deshaun Thomas sbaglia la tripla del pareggio, Withey pasticcia a rimbalzo ma riesce a tenere la palla in campo anche se la manda in mano allo stesso Thomas che riprova il tiro sbagliandolo nuovamente, questa volta però è Buford che approfitta della brutta posizione a rimbalzo di Withey per correggere l'errore del compagno in una schiacciata che riporta i Buckeyes sul -1. Dopo i tiri liberi Kansas si ritrova sul +3 a otto secondo dalla fine, i Buckeyes hanno quindi occasione di pareggiare ma Tyshawn Taylor ruba la palla che potrebbe chiudere il match salvo poi buttarla via regalando l'ultima occasione a Ohio State con quattro secondi sul cronometro. I Jayhawks non vogliono rischiare il pareggio e mandano in lunetta Craft, il quale realizza il primo tiro libero e sbaglia di proposito il secondo per prendere il rimbalzo offensivo la gli arbitri chiamano la cosiddetta "lane violation" sullo stesso Craft per aver oltrepassato la linea del tiro libero prima che la palla toccasse il ferro. Finisce così la seconda semifinale del Torneo NCAA 2012, con la vittoria in rimonta di Kansas per 64 a 62 che quindi dopo la W ottenuta in regular season nella sfida di dicembre vince anche il ben più importante rematch. I Jayhawks affronteranno in finale Kentucky in una sfida che si prospetta divertente con Withey in marcatura su Anthony Davis, Thomas Robinson su Terrence Jones e Releford a dividersi tra Lamb e Kidd-Gilchrist.
Ho la netta sensazione che ci sarà da divertirsi a New Orleans.

venerdì 30 marzo 2012

Final Four NCAA, istruzioni per l'uso

di Federico Bianchi e Claudio Pavesi.
Fonte: www.streetball.com

Dopo avervi raccontato tutte le partite del torneo NCAA 2012 ci prepariamo insieme alle tanto attese Final Four regalandovi questo articolo, scritto a quattro mani per l'occasione, grazie al quale potrete arrivare a seguire l'evento conclusivo della March Madness, preparatissimi sui temi più importanti riguardanti le quattro squadre che calcheranno il campo del Louisiana Superdome che vedete nella foto. Iniziamo ora l'analisi delle quattro squadre, partendo dai favoriti.

KENTUCKY WILDCATS
La squadra di coach John Calipari arriva alle Final Four con i favori del pronostico, dopo una regular season esaltante da una solo sconfitta, e un torneo nella quale ha dimostrato in ogni partita una superiorità quasi imbarazzante.
Le ultime edizioni della squadra bianco-blu sono state tutte ricche di talento, ma non hanno mai raggiunto il titolo.
Anche quest'anno il roster a disposizione di Calipari farebbe invidia a diversi coach della Division One, potendo contare su un mix di talento e forza fisica impressionante, grazie alla prossima prima scelta assoluta del Draft, Anthony Davis, giocatore dell'anno della Division One, oltre che difensore dell'anno, accompagnato da altri due freshmen di grande talento come l'ala Michael Kidd-Gilchrist e il playmaker Marquis Teague.
Le squadre di Calipari tuttavia sono sempre state caratterizzate dalla presenza di freshman di grande talento (vedi John Wall, DeMarcus Cousins, Brandon Knight, ecc.), ma quest'anno tra i Wildcats ci sono anche due giocatori con un anno in più di esperienza al torneo come Terrence Jones e Darius Miller, che possono essere decisivi in un contesto come quello delle Final Four.
Il gioco di Kentucky fin'ora è sempre stato spumeggiante, molto fisico e fatto di ritmi alti.
La presenza di giocatori come Terrence Jones, Kidd-Gilchrist o lo stesso Anthony Davis, tutti "grossi" ma molto mobili e veloci, ha permesso ai Wildcats fin'ora di imporre alle gare i già citati ritmi alti, ma allo stesso tempo di dominare fisicamente le squadre avversarie.
Anche nella finale del regional contro Baylor per esempio, Kentucky ha dimostrato che quando alza il ritmo e preme sull'acceleratore è in grado di creare un parziale favorevole in men che non si dica.
Affrontare Louisville tuttavia non sarà facile per i Wildcats, che dovranno sicuramente preservare Davis dal pericolo di troppi falli nelle prime battute di gara (la sua assenza forzata è stata l'unica cosa che li ha messi minimamente in difficoltà fin'ora) e cercare di contenere il backcourt dei Cardinals, che si può adattare bene ai loro ritmi. Una chiave per Kentucky in questa partita possono essere le due ali, Kidd-Gilchrist e Jones, che a mio modo di vedere non hanno di fronte giocatori di Louisville in grado di contenterli per tutto l'arco della partita.

KANSAS JAYHAWKS
Kansas arriva alle Final Four dopo una buona stagione, con alcuni alti e bassi, ma che ha garantito loro la testa di serie numero 2 nella Mid-West Region, vinta grazie a un'ottima partita contro la testa di serie numero uno di questa parte di tabellone, North Carolina.
L'entusiasmo della vitoria contro UNC può portare i Jayhawks a giocare una grande Final Four, guidati senza dubbio dal loro leader, Thomas Robinson.
Robinson era già un anello fondamentale, venendo dalla panchina, della Kansas dell'anno scorso e quest'anno è migliorato tantissimo, assumendosi il ruolo di leader della squadra e arrivando a lottare fino all'ultimo per il titolo di giocatore dell'anno del college basket con Anthony Davis, guidando le statistiche dei Jayhawks per punti e rimbalzi.
Robinson festeggia con Withey
(photo by: AP photo/ Orlin Wagner)
Ad accompagnarlo nella marcia trionfale verso le Final Four di quest'anno ci sono stati Tyshaun Taylor, playmaker all'ultimo anno di college, che ha dimostrato le sue grandi capacità di realizzatore e di attaccante nel corso della stagione, il centro di 7 piedi Jeff Withey, che con la sua stazza fisica si è dimostrato un grande intimidatore d'area (ha avuto anche una partita da 10 stoppate nel corso del torneo) e Travis Releford, difensore straordinario nel ruolo di ala piccola, incaricato di marcare il miglior esterno della squadra avversaria in ogni gara dei Jayhawks.
A tutto questo si aggiunge il grande lavoro di coach Bill Self, che ha dimostrato di saper preparare le partite in modo impeccabile, adattando il modo di giocare della sua squadra all'avversario che incontra, come visto per esempio nella finale del Regional contro North Carolina.
Alle Final Four Kansas affronterà Ohio State, scontro che in questa stagione significa sicuramente Thomas Robinson contro Jared Sullinger, due delle migliori ali grandi della Division One.
Tuttavia, anche se questo scontro è sicuramente molto interessante, possono essere decisivi altri aspetti di questa partita, per esempio il fatto che Kansas può contare su una superiorità fisica evidente sotto conestro, grazie a Whitey, che va sfruttata fino in fondo, magari facendo marcare dal centrone col numero 5 proprio Sullinger, permettendo a Robinson di riposarsi in difesa.
Un altro elemento fondamentale può essere Releford, che contro UNC è stato in grado di annullare totalmente Harrison Barnes, il miglior giocatore di North Carolina, e se riuscisse a fare lo stesso con Deshaun Thomas di Ohio State sarebbe un gran vantaggio per Kansas.
Il rischio più grande per la squadra di coach Self purtroppo però deriva da Taylor: le sue palle perse in alcune situazioni chiave di certe partite si sono verificate anche più decisive in negativo di quanto lo siano stati i suoi punti in positivo; speriamo che possa reggere la pressione che avrà addosso, non solo psicologica, ma anche data dalla forte difesa che Craft gli riserverà.

LOUISVILLE CARDINALS
Sorpresa! Alzi la mano chi a inizio anno, soprattutto dopo le 5 sconfitte in 7 partite, aveva pronosticato i Cardinals alle Final Four. Nessuno? Immaginavo. Non si può dire che Louisville sia una squadra di basso livello perchè non sarebbe giusto, i giocatori di livello ci sono, pensiamo solamente a Kuric, leading scorer della squadra e ottimo tiratore, a Dieng, il super stoppatore e rimbalzista oltre che a Russ Smith, secondo miglior realizzatore di squadra, una vera e propria mina vagante. Il mix non è completo senza i due giocatori più particolari della squadra: Chane Behanan e Peyton Siva. Behanan è un giocatore stranissimo, un'ala grande con un fisico possente ma con l'altezza di una guardia ma che incredibilmente riesce a portare a casa più di 7 rimbalzi per partita, molti dei quali in attacco, ed è anche un ottimo realizzatore in post basso.
Chane Behanan mostra i muscoli
(photo by http://louisville.straitpinkie.com)
Peyton Siva è senza dubbio il leader emotivo della squadra, croce e delizia di Louisville il piccolo playmaker alterna veri e propri colpi di genio a momenti di buio totale che possono decidere l'esito di una o più partite. E' in gran parte a lui che si devono le due strisce negative nella stagione dei Cardinals ma è altrettanto merito delle sue incredibili prestazioni se abbiamo potuto ammirare la squadra di Rick Pitino fino alla finale del torneo della Big East. Non abbiamo citato a caso il nome di coach Pitino, è lui infatti il vero ago della bilancia dei Cardinals, è lui il Re Mida della difesa, un trasformista imprevedibile che riesce a ingannare qualsiasi avversario con i suoi schemi imprevedibili, se volete una conferma chiedete a Florida, eliminata nelle Elite Eight anche e soprattutto dalla genialità di Pitino che nel secondo tempo passa da una difesa a "zona 2-3" a una difesa a uomo, scelta che ha spiazzato i Gators.
Pitino nel corso dell'anno ha cambiato non poco anche l'attacco dei Cardinals soprattutto per quanto riguarda il tempo di gestione dei possessi passando da una "balanced offense" a una "half-court offense", scelta che a prima vista poteva sembrare sconsiderata viste la taglia ridotta e le abitudini del quintetto ma che si è rivelata vincente pur riducendo il numero di punti segnati. Non dimentichiamo che i Cardinals sfiorano la doppia cifra di media con ben 6 giocatori per quanto riguarda le realizzazioni come dimostrano le statistiche dei 5 giocatori già citati a cui va aggiunto Chris Smith, ottima guardia il cui fratello non è nientemeno che J.R. Smith, guardia dei New York Knicks.
Louisville affronterà Kentucky, il cui campus dista pochissimi chilometri da quello dei Cardinals e per questo rappresenta una delle rivalità più sentite d'America, le rispettive tifoserie non possono nemmeno vedersi tanto c'è odio tra loro. Come in ogni buona rivalità però non mancano intrecci particolari, come sapete l'allenatore di UK è John Calipari, allenatore che in precedenza ha raggiunto le Final Four con altre due università: Memphis e UMass. Dovete sapere che Rick Pitino fu studente a UMass e che nel 1988 sarebbe dovuto diventarne allenatore per cambiare la storia del programma di basket ma la sua richiesta economica era troppo pretenziosa quindi l'università del Massahusetts decise di puntare su un allenatore alla prima esperienza: John Calipari. Se Pitino avesse accettato quel lavoro oggi avremmo le stesse Final Four? Chi lo sa, intanto godiamoci lo scontro tra le due università più importanti del Kentuky.

OHIO STATE BUCKEYES
"La NBA può aspettare, resto ai Buckeyes ancora un anno, ho scelto Ohio State perchè ritengo sia una squadra da Final Four e il mio obbiettivo è raggiungerle." Queste sono state le parole pronunciate da Jared Sullinger dopo l'eliminazione dell'anno scorso alle Sweet Sixteen per mano di Kentucky, proprio la squadra che i Buckeyes potrebbero incontrare in finale se riusciranno a sconfiggere Kansas nella semifinale.
Ohio State è una squadra paurosamente forte dal punto di vista fisico, potente a rimbalzo ma anche molto tecnica e veloce e quindi, per molti versi, simile a Kansas.
Il leader della squadra è ovviamente Jared Sullinger che, come già detto, poteva essere una delle prime 3 scelte al Draft NBA dell'anno scorso ma ha voluto prolungare il suo soggiorno nel suo stato natale per portare a termine il suo obbiettivo di vittoria. Questo obbiettivo è condiviso anche dai suoi compagni di squadra che potrebbero non essere tra le prime scelte al prossimo Draft, forse non avranno nemmeno un futuro in NBA ma non per questo non vanno considerati, parliamo infatti di giocatori di livello assoluto come Deshaun Thomas e Aaron Craft. Thomas è un ala al secondo anno il cui compito sarebbe stato quello di prendere il posto di Sullinger una volta che quest'ultimo fosse partito per la NBA ma, quando ha saputo che Sullinger sarebbe rimasto ha iniziato a lavorare sul suo gioco per guadagnare minuti diventando così un ottima ala piccola con un pericoloso gioco perimetrale e fronte a canestro oltre che alla sua solita grande dote di rimbalzista. Thomas è stato il vero mattatore dei Buckeyes nei primi turni del Torneo NCAA e nelle ultime partite della stagione regolare grazie anche agli ottimi tiri che gli procurava (e continua a procurargli) l'altra stella della squadra: Aaron Craft, un playmaker incredibile e completo, un ottimo passatore con un buon tiro da 3 punti ma che non disdegna qualche penetrazione a centro area. La migliore dote di Craft però è la difesa, senza dubbio è il miglior esterno difensivo dell'intera NCAA sia per quanto riguarda la difesa sul pallone sia per quella lontano dalla palla, il suo gioco nella propria metà campo è spesso la differenza tra la vittoria e la sconfitta per Ohio State.
Non è stato ancora nominato il terzo miglior realizzatore della squadra: William Buford, una guardia all'ultimo anno che in tutte le sue quattro stagioni a Ohio State ha sempre mantenuto la doppia cifra di media,un giocatore di personalità in grado di segnare il tiro della vittoria allo scadere come ha dimostrato più volte, un tiratore sublime a cui non si può concedere nemmeno 20 centimetri, motivo per cui Releford di Kansas non potrà distrarsi nemmeno un secondo.
La gara contro Kansas sarà interessantissima, in primo luogo per la sfida a due tra Thomas Robinson e Jared Sullinger, una sorta di anteprima NBA ma non sottovalutiamo anche l'accoppiamento Buford-Releford, per non parlare di Craft che dovrà dividersi tra Elijah Johnson e Tyshawn Taylor. Non stupitevi se vedrete in campo il freshman Amir Williams per più minuti rispetto al solito, è infatti lui l'unico giocatore del roster di Ohio State a sfiorare i famigerati 7 piedi di altezza di Withey ed è anche il giocatore a lui più simile.
In poche parole, se vi piace la pallacanestro non potete non guardare questa partita.

Ricapitoliamo un attimo. Le grandi squadre che tutti si aspettavano in finale? Ci sono. La sorpresa? C'è. La rivalità storica? C'è. La storia struggente in stile film hollywoodiano? C'è. Interessanti temi tattici? Ci sono. Un palazzetto meraviglioso e gigantesco gremito in ogni ordine di posto? C'è anche quello. Cosa chiedere di più da una competizione di basket? Nulla, quasi impossibile trovare di meglio, quindi non ci resta che una cosa da dirvi: buone Final Four.

lunedì 26 marzo 2012

NCAA Torunament, Elite Eight, West Region.

Di Federico Bianchi.

Siamo finalmente giunti alle Elite Eight con i nostri recap del torneo NCAA, in particolare la finale della West Region tra i Louisville Cardinals e i Florida Gators, che ha deciso la terza partecipante alle Final Four di New Orleans.
La partita ha inizio con Florida che cerca di imporre il suo ritmo di gioco, con un parziale iniziale di  7-0 che sembra mettere subito in difficoltà Louisville, ma i giocatori di coach Rick Pitino non mollano e dopo aver subito la prima ondata dei Gators tornano alla grande a contatto con un contro-parziale di 10-0 che li porta addirittura in vantaggio sul 10-7 dopo l'inizio difficile.
L'equilibrio sembra dunque ristabilito, ma l'attacco di Florida continua ad essere decisamente in forma e, nonostante Louisville riesce a non rendere lo svantaggio troppo pesante, i Gators continuano a imporre il loro ritmo, grazie anche alle ottime percentuali al tiro da tre (Florida chiuderà il primo tempo con un impressionante 8-11 da tre).
I giocatori decisivi per Florida nei primi venti minuti di gioco sono l'ottimo Bradley Beal (che probabilmente verrà scelto al prossimo draft NBA con una chiamata piuttosto alta), autore già di 8 punti nel primo tempo, supportato da Erik Murphy ed Erving Walker, che con le loro triple sono riusciti ad aprire la difesa di Louisville, che si era rivelata letale nella precedente gara dei Cardinals contro Michigan State.
Le difficoltà della squadra di coach Pitino nel primo tempo derivano da un attacco piuttosto macchinoso con tanti possessi in post basso a cercare Gorgui Dieng, che però in questo primo tempo si è rivelato poco produttivo, all'intervallo il risultato vede Florida in controllo sul 41-33.
Nel secondo tempo però la partita cambia volto, le percentuali di Florida al tiro da tre si abbassano drasticamente e Louisville torna a contatto dopo solo 3 minuti quando Chane Behanan segna il canestro del meno tre sul 43-40.
Lo stesso Behanan sarà protagonista in tutto il secondo tempo, infatti offrirà a Louisville l'alternativa offensiva sotto le plance che serviva vista la non buona serata di Dieng (Behanan chiuderà con 17 punti e 7 rimbalzi).
Nonostante la percentuale da tre in discesa Florida riesce però a mantenere la testa della gara nella prima metà del primo tempo, fino a tornare a più 7 a 11 minuti dalla fine.
Porprio in questo frangente coach Rick Pitino prende, forse intenzionalmente, un fallo tecnico dopo che sono stati fischiati due falli consecutivi al suo playmaker Payton Siva, permettendo a Erving Walker di tirare e realizzare 4 tiri liberi (due per il tecnico e due per il fallo di Siva) che portano il risultato sul 58-47.
Sul più 11 l'inerzia della gara sembra tutta in mano ai Gators, ma il tecnico preso da Pitino ha scosso i suoi ragazzi, che hanno una reazione formidabile, guidata dal solito Behanan e dal protagonista che non ti aspetti: Russ Smith.
Negli ultimi dieci minuti di partita Smith è indemoniato e con una serie incredibile di canestri (molti dei quali più da playground che da Division One) riporta Louisville a meno 2, rimonta che poi verrà completata da Behanan sul 66 pari a tre minuti dalla fine.
Florida cerca un'ulteriore reazione con un canestro di Boynton, ma un altro tiro di Behanan e i tiri liberi di Russ Smith mettono la parola fine alla contesa sul 72-68, regalando a coach Pitino il titolo della West Region e l'accesso all'ennesima Final Four.
Esce dal torneo a testa alta Florida, che da testa di serie numero 7 ha raggiunto le Elite Eight, ma coach Billy Donovan non riesce a sfatare la maledizione di Pitino, suo mentore contro cui non ha mai vinto.
Louisville arriva quindi alle Final Four, dove affronterà la vincente della South Region, rimanete collegati con Basketzone per scoprire chi sarà l'ultima squadra che si giocherà tutto a New Orleans.

lunedì 12 marzo 2012

Speciale Tornei di Conference (parte 7)


 di Claudio Pavesi


ATLANTIC 10 CONFERENCE








Mille sorprese nella Atlantic 10! La numero 21 del Ranking Temple è stata costretta alla ritirata già alla prima partita giocata nel torneo di conference e anche Xavier, caduta in disgrazia dopo un bell’inizio di stagione, ha dovuto alzare bandiera bianca alla sorpresa Saint Bonaventure. Personalmente sono felice di questa vittoria così potremo vedere Andrew Nicholson ad alti livelli prima del suo arrivo in NBA al prossimo Draft.

PAC 12 CONFERENCE








Ancora sorprese, la favorita Washington non supera nemmeno Oregon State, suo primo avversario, e in questo modo la guardia Wroten rischia di perdere alcune posizioni in vista del Draft NBA. Arizona sorprende arrivando in finale ma Colorado è ancora più sorprendente e riesce a batterla in una partita combattutissima vincendo così un titolo della PAC 12 che gli consentirà di giocare il Torneo NCAA in cui l’anno scorso non sono stati ingiustamente accolti.

BIG EAST CONFERENCE











Ancora sorprese? Ovvio! La numero 2 assoluta del Ranking Syracuse batte UConn nella partita più bella del torneo tranne poi perdere a sorpresa in semifinale contro Cincinnati che a loro volta avevano già sconfitto la numero 13 assoluta Georgetown. Altre due squadre di Ranking erano impegnate, #9 Marquette e #23 Notre Dame, entrambe affondate dalla Louisville di coach Rick Pitino che può così festeggiare l’ennesimo titolo del torneo della Big East e la partecipazione al Torneo più importante, quello NCAA

BIG 12 CONFERENCE






Concludiamo la puntata delle sorprese delle sorprese con la Big 12 anche se prorpio sorpresa non è dato che Missouri, non a caso numero 5 del Ranking, era stata per lungo tempo in testa alla conference nell’arco della stagione regolare. Mizzou ha battuto in finale #14 Baylor che in precedenza aveva spiazzato tutti eliminando #3 Kansas, vera e propria bestia nera dei Bears in stagione. Da notare la mina vagante Texas che è riuscita ad eliminare #25 Iowa State, squadra che mi appassiona particolarmente grazie a Royce White, giocatore al secondo anno già leader della squadra per punti, rimbalzi, assist e stoppate, una sorta di Lebron James. 

mercoledì 8 febbraio 2012

Tanta voglia di Ranking (7/2/2012)


di Claudio Pavesi

AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Kentucky (63)
23-1
1,623
2
Syracuse (2)
23-1
1,553
3
20-3
1,493
4
22-2
1,415
5
20-3
1,352
6
21-2
1,318
7
18-5
1,170
8
19-4
1,066
9
23-0
1,055
10
19-4
1,037
11
18-5
1,032
12
18-4
919
13
20-3
728
14
21-4
702
15
16-6
694
16
22-2
635
17
21-3
600
18
20-5
469
19
18-4
448
20
18-5
401
21
18-6
384
22
17-7
253
23
18-6
227
24
19-5
112
25
20-2
105

Mai come in questa settimana abbiamo parlato di NCAA, c’è stato l’articolo intento a spegare la terminologia del college basket oltre a quello che parla dei nomi più strambi presenti in division one e come si potrebbe portare a termine una settimana così? Ovviamente con Tanta voglia di Ranking, sempre sul pezzo per raccontarvi la settimana del basket universitario americano.
Partiamo come al solito dalla testa del Ranking dove troviamo Kentucky, semplicemente imbattibile sia negli exhibition game che nella conference, in cui è imbattuta, questo infatti potrebbe essere davvero l’anno buono per Kentucky che, nonostante la squadra sia fatta in gran parte da freshmen, sta giocando con grande maturità e ordine, da vera vincente. In SEC l’altra squadra in grande forma è Florida, ottava nella Top 25, che dopo Mississipi State, squadra di Ranking, ha vinto anche contro South Carolina e Vanderbilt che invece è in crisi, settimana scorsa era pronta a giocarsi il secondo posto nella conference mentre ora, dopo la già citata sconfitta con Florida e quella meno aspettata contro Arkansas, è stata relegata alla quarta posizione ma soprattutto non sembra per niente all’altezza delle big come ha dimostrato la partita contro Florida, che al contrario è sempre più convincente grazie alla definitiva esplosione di Bradley Beal, guardia al primo anno ai arrivato ai Gators con mille aspettative che lentamente sta confermando.
Al secondo posto in America resta salda Syracuse, sempre in testa alla Big East, che ora dopo il ritorno di Fab Melo, sospeso momentaneamente per i suoi scarsi risultati accademici, sembrano davvero inarrestabili e hanno alzato il loro livello di gioco per dimostrare a chiunque che il cielo è il limite per gli Oranges, cosa che potranno dimostrare domani notte nel big match contro Georgetown, ora dodicesima nella Top 25 e proveniente da una schiacciante vittoria contro USF che ha lasciato pochi dubbi sul valore degli Hoyas.
Restiamo in Big East dicendo che Marquette perde leggermente il passo di Syracuse dopo aver perso contro Notre Dame, ufficialmente la “Ranking Killer” della stagione dato che ha già battuto Pittsburgh, Louisville, Syracuse, Uconn e appunto Marquette ma ciò nonostante è ancora fuori dalla Top 25, al suo posto troviamo il ritorno di Louisville che, grazie al ritorno del miglior realizzatore Kuric, ha infilato la quinta vittoria in fila contro la squadra meno in forma degli Stati Uniti cioè UConn che invece è riuscita a vincere solo contro Seton Hall nelle ultime sei partite tanto che ormai è nona in Big East con un record addirittura in negativo.
Parliamo sempre di squadre in cima al Ranking se ci riferiamo a Ohio State che dimostra un gran carattere battendo prima la ventiduesima squadra della Top 25 cioè Michigan e subito dopo Wisconsin, la numero ventuno, due vittorie che permettono di conservare la testa della Big10, o come, piace scrivere agli americani B1G. La già citata Michigan e la compagna di conference Indiana confermano il loro tipico trend altalenante infatti entrambe non riescono ad infilare due vittorie in fila, la prima batte la seconda per poi perdere contro Michigan State mentre la seconda sconfigge Purdue dopo la già nominata debacle contro i Wolverines. Queste incertezze lasciamo la strada spianata per il secondo posto a Michigan State, undicesima nel Ranking nonostante il passo falso contro Illinois, sempre più in crisi dato che contro gli Spartans è l’unica vittoria in cinque partite.
La Big12 è sempre più competitiva dato che Kansas ha perso la testa della classifica passando direttamente alla terza posizione nella conference lasciando il primo posto ai Missouri Tigers che, guidati dal loro leader Marcus Denmon, riescono ad annullare prima i Jayhawks e poi gli Oklahoma Sooners che in settimana perdono anche contro la stessa Kansas e l’intrusa al titolo della Big12, Iowa State, ormai ad un passo dall’ingresso nel Ranking e saldamente al quarto posto nella Big12 ad una sola vittoria di distacco da Kansas e Baylor. Ora infatti i Baylor Bears occupano la posizione numero 6 in America, hanno vinto in settimana, anche se con difficoltà, contro Texas A&M e Oklahoma State e sono in striscia positiva da quattro partite ma nei prossimi cinque giorni dovranno affrontare Missouri e Kansas, non proprio delle passeggiate.
In ACC niente da dire su North Carolina, sempre prima nella conference e quinta nel Ranking, cosa che gli concede un minimo nel “superderby” di domani contro Duke dato che i Blue Devils vengono da una bruciante sconfitta in overtime contro i non irresistibili Miami Hurricanes, motivo per cui sono scesi alla decima posizione nella Top 25. In caso di una vittoria di Duke la testa della ACC passerebbe a Florida State che dopo North Carolina e Duke riesce ad affondare anche Virginia facendola scivolare alla diciannovesima posizione nella classifica di Associated Press, impresa che fa volare le quotazioni dei Seminoles fino alla quindicesima piazza assoluta.
La sorpresa della settimana è il ritorno nel ranking di Harvard (l’ultima volta era presente nel ranking di Capodanno), a molti famosa solo per il livello accademico ma anche una buona scuola di basket in grado di sfornare buoni talenti come il nuovo idolo dei New York Knicks Jeremy Lin, soggetto del bellissimo articolo del mio collega e amico Luca Ngoi. I Crimson di Harvard sono da anni la miglior squadra della Ivy League e quest’anno sono ancora imbattuti nella conference, hanno vinto con trenta punti di scarto il primo “derby” contro Yale, attualmente seconda nella Ivy, non perdono da otto partite, hanno solo due sconfitte in stagione e hanno già battuto ottime squadre come UCF, Boston College e la leader dell’ACC Florida State.
Vi lascio con due squadre da tenere sotto osservazione: Southern Miss e Wichita State. Ma dove lo trovate un campionato con così tante squadre forti, interessanti e divertenti?

sabato 31 dicembre 2011

Tanta voglia di Ranking (31/12/2011)

di Claudio Pavesi

AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Syracuse (54)
13-0
1,611
2
12-1
1,507
3
11-1
1,480
4
12-1
1,386
5
11-2
1,366
6
12-0
1,299
7
10-1
1,281
8
12-0
1,149
9
10-1
1,143
10
10-3
1,050
11
11-2
898
12
10-1
851
13
12-1
820
14
11-1
775
15
12-1
718
16
11-2
613
17
8-3
548
18
10-2
504
19
13-2
473
20
13-0
342
21
10-1
254
22
11-3
238
23
10-1
214
24
10-1
121
25
11-2
119

Noi di BasketZone non ci fermiamo davvero mai tanto che anche nel giorno del capodanno siamo contenti di regalarvi un nuovo ranking. Parliamo un po’ di NCAA dato che il 28 abbiamo saltato l’appuntamento settimanale col college basketball anche se ci siamo fatti perdonare con l’intervista ad Amedeo Della Valle.
Sono stati giorni importanti questi dato che abbiamo vistola caduta di alcune imbattute come Indiana e Louisville che quindi saranno destinate a perdere alcune posizioni quando Associated Press stilerà il prossimo ranking ma Louisville rischia di perdere ulteriori posizioni dato che questanotte, mentre noi saremo alle prese con spumanti e brindisi di rito, i Cardinals di Rick Pitino dovranno affrontare i Kentucky Wildcats di John Calipari, attualmente meritatamente al terzo posto nel ranking considerandoche, oltre alla sconfitta all’ultimo secondo in casa di Indiana, non hannosbagliato nulla e hanno distrutto ogni avversario presentandosi alla sfida dioggi contro i Cardinals come i favoriti.
Una squadra che è destinata ad uscire dalle Top 25 èPittsburgh dato che viene da ben 2 sconfitte consecutive contro squadre esterneal ranking, l’ultima contro Notre Dame e la prima addirittura contro Wagner,scuola tra l’altro molto cara a me e al mio collega Davide Quaranta dato che ciha ospitato per qualche tempo nell’occasione in cui ci siamo conosciuti. Tralasciando questa piccola nota di colore torniamo a parlare di studenti mandati fuori dalla classe e parliamo di Xavier che passa dalla numero 14 a essere direttamente esclusa dato che ha portato a casa 3, e ripeto 3, sconfitte consecutive rispettivamente contro Oral Roberts, Long Beach State e Hawaii, noncerto delle corazzate ma possono consolarsi del fatto di non essere gli unici adessere scomparsi dal ranking, a fargli compagnia c’è Illinois che ha perso con una squadra che si sta dimostrando veramente imbattibile cioè Missouri, ancoraimbattuta come anche una sua compagna di conference, Baylor. Baylor sempre più capitale dello sport universitario dato che ha avuto la sua miglior stagione nelfootball americano grazie a Robert Griffin III, vincitore dell’Heisman Trophy, “possiede”la miglior giocatrice del panorama universitario femminile oltre che al noi ben più conosciuto Perry Jones, candidato momentaneo alla prima scelta al prossimo Draft NBA.
Rischia di perdere molte posizioni anche Florida che perdecontro Rutgers dopo ben 2 tempi supplementari favorendo la salita nelle Top 25di recenti new entry come San Diego State e Virginia, che ha messo in fila la decima vittoria consecutiva, mentre si aspetta di entrare nel ranking lasorprendente Kansas State per cui però i veri test devono ancora cominciare.
Spunta nelle prime 25 anche un’università conosciuta nel mondo più per motivi accademici che sportivi ma che sta dimostrando di giocare un fantastico basket, molto europeo, con poche individualità, ma efficace: Harvard.
Questo sarà certamente il mio ultimo scritto del 2011 e ne approfitto per fare a tutti i lettori i più sentiti auguri per un felice annonuovo ma soprattutto vorrei ringraziarvi per il sostegno che date a un giovanissimo blog, a un giovanissimo programma radio e a dei giovanissimi ragazzi che scrivono riguardo lo sport che più amano quindi grazie ancora e auguri perquesto 2012 che speriamo di pieno di gioie, di basket e di BasketZone.