Visualizzazione post con etichetta Mancinelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mancinelli. Mostra tutti i post

giovedì 26 luglio 2012

Secondo successo per la Nazionale, Aradori sugli scudi contro la Bosnia

di Luca Ngoi


Ventiquattr'ore dopo la vittoria contro la Finlandia l'Italia si ripete avendo la meglio sulla Bosnia Erzegovina per 84-81.
Dopo un primo tempo di ottimo livello, durante il quale gli azzurri scavano un vantaggio anche di 13 punti e mostrano azioni ad alto ritmo, buone spaziature, voglia di giocare di squadra e intensità in campo aperto la squadra si perde un po' nella seconda frazione in cui i bosniaci, mai domi, rientrano guidati dall'ex romano Nihad Dedovic, autore alla fine di 28 punti, ma sempre in controllo. In particolare a convincere poco è la fase difensiva, con zona e uomo alternati continuativamente ma mai convincenti fino in fondo. Soprattutto nelle fasi a zona i ragazzi di coach Pianigiani hanno dimostrato di poter fare molto meglio, date le triple troppo facili concesse ai vari Dedovic, Teletovic e Mazic che quasi sempre ne hanno approfittato ricucendo i vari svantaggi per arrivare anche ad avere il pallone per il vantaggio. Difesa a parte ad essere carente è ancora la presenza a rimbalzo, nettamente inadatta per i grandi livelli europei con i quali legittimamente ci si dovrà confrontare l'anno prossimo. Poca convinzione ed intensità sotto le plance si pagano anche in amichevole, figuriamoci con i colossi della palla a spicchi europea, e necessariamente questi difetti andranno appianati: non si possono acquistare i centimetri, ma la cattiveria e l'intensità sì.
Non solo note negative ovviamente in questa seconda serata trentina, ma anche un ottimo Pietro Aradori per la seconda volta consecutiva. Dopo i 15 punti registrati ieri contro la Finlandia sono infatti arrivati i 20 contro un avversario tecnicamente più valido; numeri che dimostrano un pensiero che in molti avranno: non si capisce in base a che cosa l'ex giocatore di Siena sia inferiore a Marco Belinelli, anzi in alcuni frangenti può essere anche considerato migliore. Il neo giocatore di Chicago ha infatti snobbato la Nazionale mesi e mesi prima del dovuto, affermando di voler prima sistemarsi in NBA e poi se mai di poter prendere in considerazione l'estate azzurra, e comunque nelle precedenti apparizioni con questa maglia (soprattutto in quella dell'Eurobasket scorso) si era dimostrato più un peso che un valore aggiunto per la squadra, presentandosi in evidente sovrappeso e forzando qualsiasi cosa in campo. L'umile Aradori invece ha provato una volta di più che può tranquillamente essere la prima punta (o se non altro la seconda) offensiva in una Nazionale che se la gioca a livello europeo. Del resto la capacità di segnare è il suo ultimo problema, difensivamente non va mai in difficoltà, conosce alla perfezione il sistema di Pianigiani e si sa muovere all'interno di certe regole, se può concentrarsi solo sulla parte realizzativa non ha assolutamente nulla da invidiare all'ex Hornets.
Per il resto registriamo un'altra solida prova di Stefano Mancinelli, ancora una volta miglior passatore del lotto, coadiuvato da un buon Chiotti, che continuando così potrà a buona ragione superare Marco Cusin nelle gerarchie per il ruolo di centro titolare. Il neo canturino ed ex pesarese da parte sua ha mostrato qualche distrazione di troppo nel finale, ma ha comunque segnato 10 punti e dato il suo apporto fisico sotto canestro, dove anche Angelo Gigli è parso costante rispetto a ieri. Note negative individualmente invece per Daniel Hackett, ancora non perfettamente a suo agio nel ruolo di playmaker, probabilmente anche lui può mostrare il meglio come numero 2, nel quale potrà essere più concentrato sul suo gioco tutto penetrazioni e accelerazioni evitando forzature inutili. Anche per Jeff Viggiano non sono state due ottime partite: coach Pianigiani gli chiede di entrare per fornire intensità in difesa, ma finora non è ancora stato in grado di garantirlo. 
Il tempo per migliorare c'è per tutti, l'estate è ancora lunga e domani sarà il turno dell'ultima gara di questa Trentino Basket Cup contro il Montenegro, altra formazione che ultimamente è riuscita a prendersi un suo spazio all'interno del panorama europeo e che ha tra le sue punte di diamante un certo Nikola Pekovic. Si prospetta un test probante per i lunghi azzurri, staremo a vedere come lo affronteranno.

mercoledì 25 luglio 2012

Primo successo per l'Italbasket, bene Mancinelli e Aradori, ma che fatica con la Finlandia

di Luca Ngoi

photo by: libero.it

Prima uscita per la nuova Italia di Simone Pianigiani e prima vittoria. Nell'ambito della Trentino Basket Cup, competizione amichevole che vedrà coinvolte oltre agli azzurri e ai finnici anche Bosnia e Montenegro, l'Italia ha la meglio proprio sui nordici guidati da Petteri Koponen per 79-73 in una partita non bella ma che ha mostrato diverse indicazioni al neo coach del Fenerbahce.
Nel primo tempo la squadra subisce e non poco la precisione al tiro degli avversari, che infatti a fine primo tempo oltre ad essere sopra di 5 hanno anche un clamoroso 6\12 dalla lunga distanza. Ciò che si vede sul parquet non è molto confortante, con un gioco che stenta a decollare, troppe iniziative solitarie e pochissima intensità sia a rimbalzo sia le poche volte che riesce a ripartire in contropiede. Insomma, sembra la solita Italietta che prende sotto gamba un avversario tecnicamente meno preparato ma determinato e comunque solido.
Nella seconda frazione però qualcosa cambia sin dall'inizio con una prestazione più determinata da parte di tutti. In particolare è il neo capitano Mancinelli a prendersi diverse responsabilità offensive e a ricoprire di fatto anche il ruolo di play occulto dispensando servizi deliziosi per i canestri di un ispirato Pietro Aradori (autore alla fine di 15 punti). Anche in difesa la storia cambia, con i finlandesi molto meno in stato di grazia dall'arco e stranamente inconsistenti anche in frangenti molto semplici come nelle situazioni di tiro sotto canestro. Gli azzurri allora ne approfittano mettendo in campo un'intensità tutta diversa, rubando palloni e andando in contropiede con cattiveria e continuità. Anche a rimbalzo tutto sommato si evidenziano dei miglioramenti, anche se non ancora sufficienti per competere ad un piano superiore rispetto ad un match contro la Finlandia.
Alla fine coach Simone Pianigiani può essere moderatamente contento, se non altro per ciò che si è visto nel terzo e nel quarto quarto, con una squadra determinata che ha cercato di mettere in pratica le esercitazioni dei primi allenamenti in ritiro a Folgaria, dove l'ex tecnico di Siena ha posto l'accento sul movimento continuo in attacco e nel non esitare in situazioni di tiro aperto (cosa ancora non molto chiara ad alcuni). Da tenere buone, oltre alle positive prove di Mancinelli ed Aradori anche alcune sorprese come Chiotti, guerriero determinato ma anche dotato di una discreta tecnica (addirittura migliorata dalla stagione a Casale) e sorprendentemente Daniele Cavaliero, sul quale ero personalmente piuttosto scettico ma che ha dimostrato di saper stare in campo sui due lati anche ad un livello maggiore rispetto a quello del campionato italiano.
Ora il gruppo è atteso a qualche ora di riposo, ma non ci sarà neanche il tempo di riprendere completamente le forze che domani saranno nuovamente attesi in campo per un test leggermente più probante come quello con la Bosnia, anch'essa dotata di qualche elemento di grande talento, uno su tutti Mirza Teletovic, in queste ore in contatto con i Brooklyn Nets che potrebbero decretare il suo passaggio in NBA.

mercoledì 4 luglio 2012

Siena passa all'HD, si muove il Cincia, Hairston resta a Milano e Mazzarino a Cantù, mentre la Virtus...

di Luca Ngoi

Photo by: Yahoosports
Anche nella giornata di oggi sono state molte le trattative di mercato, tra addii, conferme e idee nuove. Cominciamo da Siena, che come vi avevamo già anticipato ieri ha completato l'ingaggio del playmaker della nazionale Daniel Hackett, firmato con un contratto biennale e con un ingaggio da grande giocatore. L'addio a Pesaro è avvenuto nelle scorse ore con le lacrime agli occhi, mentre ora comincia l'avventura senese, in un club che si aspetta molto da lui sia in qualità di cambio di McCalebb sia affiancandolo allo stesso leader offensivo in posizione di guardia, forse il ruolo che più gli calza a pennello. Non era una novità che sul pesarese d'America ci fosse da qualche tempo anche l'Olimpia Milano, rimasta colpita dalle gesta del ragazzo nella combatutta serie playoff disputata quest'anno, ma la differenza l'ha fatta l'attenzione che la squadra toscana ha riposto in lui per tutto l'anno dunque sarà ancora una volta Hackett contro Milano, ma in questo caso potrebbero rivedersi in finale.
Continuiamo con le notizie relative a Milano riportandovi quella del rinnovo contrattuale di Malik Hairston, a differenza di quello che avevamo scritto nelle scorse ore quando l'ex Oregon University sembrava vicinissimo a cambiare casacca in favore di un club più blasonato come poteva essere il CSKA di Messina o inseguendo i ponti d'oro offerti dalle squadre turche. Hairston invece ha accettato la proposta dell'Olimpia firmando per altri due anni e ha anche rilasciato qualche dichiarazione, seppur di circostanza: "Sono molto felice di tornare a Milano e proseguire nel progetto che abbiamo avviato tutti insieme. L'obiettivo è vincere sia in Italia che in Europa". Non si pone dunque limiti la guardia\ala, che andrà a comporre insieme a Langford la coppia di esterni più atletica, dinamica e versatile del campionato. I due infatti saranno intercambiabili e potranno fornire a coach Scariolo una serie di opzioni sul perimetro pressochè illimitata, alternando quintetti piccoli e atletici ad altri alti e fisici. Se Siena non scherza sicuramente Milano non sta a guardare.
Altre news arrivano da Cantù, soprattutto in uscita poichè è di queste ore il forte interessamento della Trenkwalder Reggio Emilia su Andrea Cinciarini, il quale è fortemente in rotta col club biancoblu a causa della volontà della squadra stessa di cederlo ma soltanto in prestito, soluzione a lui decisamente sgradita. Qualche tempo fa vi avevamo raccontato di un interessamento anche di Varese, ma la soluzione preferita dell'ex playmaker di Pavia sarebbe proprio Reggio, dove sarebbe al centro del progetto tecnico e dove potrebbe ritrovare l'amico Michele Antonutti, oltre a coach Max Menetti, guida tecnica per lui perfetta. In questo modo tra l'altro Reggio potrebbe riuscire a prendere un americano in un ruolo diverso dalla regia, e magari andare su un lungo che faccia da chioccia al giovane Riccardo Cervi (che dovrebbe rimanere in rosa) così da liberare l'attuale esterno USA Dawan Robinson. Sempre in uscita Cantù ha praticamente ufficializzato la separazione da Gianluca Basile, che ritornerà sul mercato degli svincolati e sarà sicuramente appetito da diversi club di Serie A, primo tra tutti Milano che proprio nei secondi in cui scriviamo sembra vicinissima all'acquisto della guardia ex simbolo della Fortitudo, e contestualmente ha confermato anche per l'anno prossimo il capitano Nicolas Mazzarino, diversamente da quelle che erano le indicazioni di coach Trinchieri, che nelle scorse ore non ha escluso di voler provare un'esperienza all'estero.
Chiudiamo con due grosse notizie riguardanti la Virtus Bologna, che nella giornata di ieri aveva manifestato un discreto interesse nell'ala Matt Howard, che qualcuno ricorderà trascinatore di Butler a una finale NCAA ma nell'ultimo anno protagonista della sua prima stagione europea in Germania con la maglia di Ludwingsburg. Se ieri la pista sembrava interessante ma poco percorribile oggi ha ripreso piede, insieme a quella che porta ad un'altra idea del presidente Sabatini: portare in Virtus una bandiera storica della Fortitudo ovvero Stefano Mancinelli, ormai sempre più lontano da Milano e che interessa anche a squadre turche come Besiktas e Fenerbahce. Sicuramente la trattativa, se poi portata a termine, non farà che infuriare i tifosi dell'altra metà di Bologna, ma allo stesso tempo potrebbe portare molte gioie alla parte bianconera di Basket City che acquisirebbe il capitano della Nazionale nonchè un giocatore ancora in grado di dare tanto al nostro movimento cestistico.

domenica 8 gennaio 2012

Altro tonfo in trasferta per l'EA7 Milano, sconfitta a Teramo.



Terzi periodi da incubo, paura di vincere e scarsi attributi. Roba da 2011 per la Banca Tercas Teramo che si prende una vittoria di sostanza e abnegazione contro la capolista Milano. Scariolo e soci, avanti di dieci all'intervallo lungo, naufragano nel secondo tempo davanti ad una Banca Tercas che si aggiusta in difesa e concretizza in attacco, grazie anche ai punti di McGrath, prezioso anche come playmaker.Eppure le mani della squadra di casa fanno fatica a scaldarsi e devono passare 5' prima che Dee Brown dall'arco cancelli lo zero dal punteggio sul tabellone. Milano non era andata troppo lontano fino a quel momento (3-6), ma lo fa nei 3' successivi con una tripla di Fotsis a segnare il 7-17. La squadra di Scariolo difende bene, mentre i biancorossi fanno fatica ad attaccare il ferro. Nel secondo quarto inizia il personalissimo show di Brandon Brown che, dopo aver litigato con la lunetta nei primi 10', si sblocca proprio dai liberi e mette a segno undici punti solo nella seconda frazione. Milano doma? Giammai. Perché basta lasciare un po' di spazio nella zona a Nicholas (non pervenuto fino a quel momento), che dà nuovo slancio all'Olimpia con due triple (28-35). Il “Mancio” sente aria di casa (è di Chieti) e completa l'opera prima dell'intervallo lungo riportando Milano su un più rassicurante 30-40.
Il terzo periodo potrebbe essere sanguinoso per la Tercas stando alle statistiche, ma che l'aria sia cambiata lo fa capire Donnie McGrath che prima piazza la sua prima tripla in biancorosso e poi porta palla con personalità nel parziale di 22-2 che Teramo infligge ad una Milano attonita e senza mordente, di fronte alla cattiveria agonistica della Tercas.
Dimenticatevi i fantasmi da ultimo periodo di Caserta nonostante la Tercas si giochi il bonus dopo soli 5': ci pensa Brandon Brown, in autentica trance agonistica e che si pappa Bourousis neanche fosse un pivello, a portare la Tercas ancora più in alto (61-52). Chi il pivello potrebbe farlo, ma invece mette in campo ancora sostanza soprattutto in fase difensiva è Antonello Ricci, mentre Cerella si riscatta da qualche soluzione sbagliata in attacco ruggendo su Nicholas. L'ultimo ad arrendersi in casa Milano è proprio Mancinelli: l'Olimpia si rifà sotto 71-67 nell'ultimo minuto, Cerella sbaglia un “rigore” facendo girare la palla sul ferro invece di schiacciare e completando l'opera commettendo fallo su Cook. Il play di Scariolo fa 1/ 2, mentre dall'altra parte McGrath dalla lunetta è glaciale, dando vittoria e gloria ai suoi contro la Milano capolista.

Tabellini:
Teramo: D.Brown 11 (1/3, 3/6) Cerella 7 (2/4, 1/3), B.Brown 28 (10/16, 12/20), Borisov 10 (3/3, 1/2), Amoroso 4 (2/3), Green, Polonara 2, Ricci, McGrath 12 (3/8), Lulli. Allenatore: Ramagli.

Milano: Giachetti, Mancinelli 16 (5/6, 2/5), Fotsis 10 (2/3, 2/3), Cook 8 (3/4), Nicholas 9 (3/8), Rocca 4 (2/2), Filloy, Bourousis 12 (4/7), Amato, Melli 3, Gentile 2 (1/3), Radosevic 4 (1/2). Allenatore: Scariolo.