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giovedì 19 gennaio 2012

It's all about rookies!

di Federico Bianchi

Secondo appuntamento con la rubrica dedicata agli esordienti dell'NBA: It's all about rookies.
Nelle ultime settimane ci sono stati diversi giovani rookies che hanno dimostrato di poter avere un buon impatto sul campionato più spettacolare del mondo. Primo fra tutti i nuovi volti su cui ci concentriamo questa settimana è Kawhi Leonard, prima scelta dei Pacers, poi passato agli Spurs in cambio di George Hill (nella foto impegnato contro i Grizzlies). L'ala piccola col numero 2, proveniente da San Diego State University ha guadagnato dopo l'infortunio di Ginobili, un posto in quintetto a San Antonio, garantendo a coach Popovich grande intensità difensiva e mezzi atletici in attacco, oltre a un tiro da tre più che affidabile, soprattutto dagli angoli. Proprio per le capacità appena citate è già stato paragonato, per il ruolo che può avere negli Spurs, a Bruce Bowen, idolo dei tifosi nero-argento che però fin'ora non aveva trovato nessuno in grado di sostituirlo dopo il suo ritiro. Oltre ai soliti Kyrie Irving e Ricky Rubio, che rimangono ancora ai primi due posti del ranking, altri tre giocatori si sono distinti per le buone prestazioni recenti, piombando tutti e tre nella top 10 del ranking per il Rookie of The Year. Innanzitutto all'ottavo posto, subito dietro Leonard troviamo Jon Leuer, alla grande dei Bucks, che ha trovato diversi minuti negli ultimi tempi, portando alla causa 7.6 punti di media, oltre a un plus-minus di +10.15. subito dopo Leuer troviamo Markieff Morris, rookie dei Phoenix Suns, che nonostante prestazioni piuttosto discontinue sta garantendo comunque un buon rendimento in termini sia di punti che di rimbalzi, oltre a un plus-minus che anche per lui è oltre i 10 punti in positivo. Morris è senza dubbio un giocatore di grande energia e al fianco di un giocatore di pick & roll come Steve Nash potrà sicuramente continuare a fare molto bene se trova continuità nel suo gioco.
Ultimo nella top 10 troviamo un'altra new entry della settimana: Chandler Parsons di Houston. scelto con la chiamata numero 28, il ragazzo proveniente dall'università di Florida può essere paragonato un po' a Gordon Hayward, attualmente a Utah. Parsons non ha delle statistiche scintillanti, tuttavia parte in quintetto a Houston, grazie alla grande energia che mette in campo e all'apporto difensivo che da alla squadra. Come ai tempi di Florida, il suo punto di forza sono i così detti "untangibles", cioè quelle parti del gioco che non compaiono nelle statistiche.
questa settimana ho deciso di concentrarmi sui volti nuovi del ranking, ma è giusto e doveroso precisare che comunque gli altri rookie già menzionati nello scorso appuntamento stanno continuando a fare bene. Marshon Brooks è al numero 3 del ranking, grazie alle sue medie realizzative sempre alte, a seguirlo sono Iman Shumper, playmaker titolare a tutti gli effetti dei Knicks, che tornato dall'infortunio sta facendo molto bene, Kemba Walker alla posizione 5, che a Charlotte ora viene spesso schierato in quintetto al fianco di DJ Augustin e infine alla 6 Brandon Knight, che sta trovando sempre più continuità ai Pistons.
Scivolano fuori dalla top ten invece Derrick Williams, seconda scelta assoluta che però non trova spazio dei T-Wolves di Kevin Love e Beasley, Norris Cole, sorpresa di Miami che però ha ridimensianato un po' le sue statistiche e il suo rendimento nelle ultime partite e anche altre scelte alte come Enes Kanter e Jan Vesely.
Chiudiamo con il ranking completo per ricapitolare la situazione, dandovi appuntamento per aggiornamenti sui volti nuovi dell'NBA con It's All About Rookies.


Current Rankings

RankStatusPlayer
1-- Kyrie Irving
2-- Ricky Rubio
3 MarShon Brooks
4 Iman Shumpert
5 Kemba Walker
6-- Brandon Knight
7NR Kawhi Leonard
8 Jon Leuer
9 Markieff Morris
10NR Chandler Parsons



giovedì 12 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 18; secondo tracollo in fila per gli Heat, ancora 40 per Kobe

di Luca Ngoi


Dopo la sorprendente sconfitta a Golden State causata dal "raptus" di un infuocato Nate Robinson arriva la seconda sconfitta di fila per i Miami Heat di Lebron James, che sbaglia tre liberi su sei nel finale regalando di fatto la vittoria ai Clippers, che in questo modo si rigenerano dopo qualche gara poco convincente. A Salt Lake City invece servono 40 punti di Kobe Bryant e un overtime ai Lakers per continuare la striscia di vittorie, così come prosegue il magic moment dei Dallas Mavericks che hanno la meglio anche sui Boston Celtics sempre più in crisi. Nelle altre gare da segnalare la vittoria di New York su Philadelphia, di Orlando su Portland, di Denver (con leggero infortunio di Gallinari) su New Jersey, il primo successo in trasferta dei Kings ai danni dei Raptors di Andrea Bargnani (anche per lui infortunio ma leggermente più serio); prosegue poi la marcia dei Thunder a spese degli Hornets di Belinelli (10 punti per l'italiano), si riprendono gli Spurs contro i Rockets, mentre Indiana regola Atlanta e infine Chicago mantiene la vetta ad Est in un facile confronto con Washington. Dopo aver velocemente visto i risultati della notte come al solito ecco a voi tops e flops della Lega.

TOP: CHRIS PAUL. Nel primo vero successo importante dei Clippers c'è eccome la sua firma: 27 punti e 11 assist per il play ex new Orleans che sforna la prima gara veramente convincente di questa stagione e come al solito serve i vari Blake Griffin e DeAndre Jordan con una precisione geometrica. Probabilmente quello che serviva ai "velieri" era un leader in cabina di regia, e lui non lo era mai stato prima di questa partita, che avendo rivelato un successo così importante potrebbe definitivamente rilanciare lui e la squadra. Solo questione di tempo?

FLOP: BOSTON CELTICS. Dallas poteva essere l'occasione di far vedere a tutti che i biancoverdi ci sono ancora, e invece è arrivato il quinto stop stagionale, che per la squadra di coach Rivers significa anche record sotto il 50 percento di vittorie (4-5). Eppure questa volta Kevin Garnett e compagni hanno lottato fino all'ultimo secondo, guidati anche dai canestri di un Pierce troppo discontinuo per essere vero: canestri comunque non sufficienti a salvare una Boston che pare sempre più in un anno di transizione che preluda ad una rifondazione seria e cospicua.

LA SORPRESA: ISAIAH THOMAS. Non è la prima volta che troviamo il nome di questo ragazzo appena uscito dall'università di Washington nei nostri riassunti delle notti NBA, eppure non possiamo che inserirlo in questa categoria. Ai Kings manca il miglior realizzatore: Marcus Thornton, e allora si alza dalla panchina il rookie dal nome e cognome eccellente (ma senza parentela) per scrivere a referto 20 punti che sono una sorpresa fino a un certo punto visto che era noto che sapesse segnare, ma soprattutto 6 assist decisivi nella prima vittoria in trasferta dei ragazzi di coach Smart. Mancherà pure Marcus Thornton, ma di sicuro la coperta non è corta.

SARANNO FAMOSI: JOSH HARRELSON. Di Iman Shumpert vi abbiamo raccontato più e più volte, ma questa volta è l'altro rookie a far sorridere New York. Josh Harrelson infatti è il classico ragazzo bianco, poco dotato atleticamente ma dotato di una grandissima sostanza e in grado di svolgere in maniera eccellente il lavoro sporco, cosa che finora aveva sempre fatto per i Knicks concentrando il suo utilizzo in pochi minuti e stando sempre fuori dalle luci dei riflettori. Nell'ultima notte invece per lui sono arrivati 13 punti in 23 minuti che non possono che far contento tutto lo staff tecnico newyorchese, che finalmente potrebbe aver trovato in lui il lavoratore umile che si sporca le mani tanto agognato, ed appare ormai chiaro che sono le nuove leve (Shumpert e adesso anche Harrelson) a fare la differenza per questi nuovi, ispiratissimi Knicks.

giovedì 5 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 11; Miami strepitosa, che sorpresa Charlotte

di Luca Ngoi


Undicesima giornata in NBA con tante gare in una notte in cui Miami conferma il suo predominio battendo facilmente gli Indiana Pacers anche se privi dell'infortunato Dwyane Wade, mentre i Denver Nuggets (e Rudy Fernandez in particolare) si divertono a spese dei Sacramento Kings. Da segnalare anche il ritorno alla vittoria dei Clippers che si portano 3-2 grazie ai soliti Chris Paul e Blake Griffin. Ma non perdiamo ulteriore tempo e andiamo a vedere come sempre top e flop di questa serata nella Lega più atletica del mondo.

TOP: LEBRON JAMES. E sai che novità? Ormai ci abbiamo fatto l'abitudine, ma non si può non inserirlo in questa categoria in una serata in cui sforna una prova da 33 punti e (udite udite) 13 assist. Può giocare in qualsiasi posizione e dominare allo stesso modo, il tutto senza sforzi particolari. Vero che si giocava contro gli Indiana Pacers e non contro i Lakers, ma prestazioni del genere le devi pur sempre realizzare, e quando è in campo lui si ha sempre la sensazione che sia davvero umanamente impossibile fermarlo.

FLOP: GOLDEN STATE WARRIORS. Ok, perdere contro gli Spurs a San Antonio ci sta, ma diamo il flop non tanto alla squadra, che continua a divertire i tifosi e a mostrare un Monta Ellis da 38 punti (anche se con 30 tiri), bensì allo staff sanitario californiano, che evidentemente non riesce mai a curare efficacemente la caviglia infortunata di Stephen Curry, che in sei partite giocate si è infortunata tre volte, quattro se vogliamo includere anche la seconda gara di pre season. Urgono rimedi.

LA SORPRESA: CHARLOTTE BOBCATS. La franchigia guidata da Micheal Jordan ha vinto solo due volte in questa stagione, ma la W di ieri contro New York vale molto più di una semplice partita vinta, soprattutto se consideriamo che è avvenuta al Madison Square Garden.  La squadra non è niente di che, va ad alti e bassi, ma si ha l'impressione che se in serata possa dare fastidio a chiunque. Prima di vincere contro i Knicks ci era andata vicino anche contro Miami dunque attenti a sottovalutarli.

SARANNO FAMOSI: RICKY RUBIO E IMAN SHUMPERT. Premiamo entrambi ad ex aequo per due ottime prestazioni, anche se non culminate in una vittoria. Per Rubio è infatti arrivata la prima doppia doppia in NBA: 12 punti e 10 assist che lo consolidano ancora di più quale il vero regista dei T-Wolves. L'intesa con Derrick Williams, Mike Beasley e Kevin Love è a livelli stellari e lo spagnolo fa letteralmente quello che vuole nel back court di Minny, finora penalizzata ben oltre i propri limiti. Per la guardia di New York, al ritorno dopo dieci giorni di infortunio, invece ci sono 18 punti e la consapevolezza di poter recitare un ruolo importante anche nella squadra di Melo e Stodemire. Non male.

lunedì 26 dicembre 2011

Che Natale in NBA ! Top D-Rose, che sorpresa Ryan Anderson

di Luca Ngoi


Il momento che tutti attendavamo è arrivato. Finalmente la NBA ha lanciato in aria la sua prima palla a due (con la partita tra Boston e New York) e tutte le varie superstar coinvolte hanno potuto dimostrare, proprio in un giorno speciale come quello di Natale, di che pasta sono fatte e che ancora per un altro anno non sarà affatto facile avere la meglio nella Lega più spietata al mondo. Vediamo come sempre i top e i flop di giornata.

TOP: DERRICK ROSE. Non tanto per i numeri (22 e 5 assist da un MVP sono ancora normali), ma per come si è preso sulle spalle la squadra nel finale, andando letteralmente a vincere per Chicago una partita che sembrava già ampiamente persa, vista la carestia offensiva nel finale. Il canestro dell' 88-87 conclusivo va già inserita in una ipotetica top 10 di fine stagione. Inarrivabile.

FLOP: STEPHEN CURRY. Ha l'attenuante del solito problema al ginocchio (rimediato nell'ultima partita di pre season), ma 4 punti e 5 palle perse in 33 minuti di gioco non sono cose ammissibili. Se la forma fisica era quella che era allora avrebbe fatto meglio a stare in panchina, e allora il flop di giornata non andrebbe assegnato a lui ma a coach Mark Jackson che l'ha schierato.

LA SORPRESA: RYAN ANDERSON. Orlando perde Brandon Bass in ala grande, non ritrova la vittoria (Magic sconfitti ad Oklahoma City 89-97), ma acquista, pur avendolo sempre avuto in casa, un clamoroso sostituto dell'attuale giocatore dei Celtics. Parliamo di Ryan Anderson, che domina la scena lontano e sotto canestro segnando 25 punti e raccogliendo 10 rimbalzi. Giocatore perfetto per il sistema di coach Van Gundy, molto più del predetto Bass date le sublimi doti di tiratore da fuori. Può essere il suo anno.

SARANNO FAMOSI: IMAN SHUMPERT. 11 punti e 4 rimbalzi nella prima partita NBA non sono affatto male. Ma più che i numeri, a stupire è la leadership messa in campo da questo ragazzo che sprizza atletismo da tutti i pori, corre, salta e mette in campo anche delle discrete mani, nonostante i 10 tiri sbagliati. L'impressione è che lui possa essere quello che serve ai Knicks in contumacia Baron Davis, anche più di un confusionario Toney Douglas. Peccato per l'infortunio che lo ha fatto uscire nel finale, ma attenzione anche a lui nella corsa al rookie dell'anno.