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venerdì 10 agosto 2012

Clamoroso allo Staples: arriva Dwight Howard e si pensa al titolo; ecco i dettagli della trade


di Luca Ngoi

Alla fine è successo. Dopo più di un anno di voci, smentite, litigi, diatribe ecco l’acquisto a cui i Los Angeles Lakers miravano veramente: Dwight Howard. L’operazione si è svolta in tempo molto minore a quello che si poteva pensare. Era di ieri pomeriggio infatti la voce che Lakers e Magic si fossero rimessi attorno al tavolo per parlare della cessione del centro nativo di Atlanta, e stamattina (orario italiano) è arrivata la conferma a più voci (LA Times, Denver Post, Yahoo.com) dell’affare fatto.
Contrariamente a quello che molti (noi compresi) potevano pensare la trattativa si è conclusa su un quadruplo fronte Denver-Los Angeles-Philadelphia-Orlando muovendo ovviamente un carico di giocatori molto lungo, dunque cerchiamo di riepilogare brevemente i fatti prima di passare a un commento finale.  Denver si aggiudica l’ala piccola Andre Iguodala, attualmente impegnato a Londra con Team USA, e lascia andare in direzione Orlando Arron Afflalo e Al Harrington. I Magic stessi, oltre ovviamente ad Howard si privano anche di Jason Richardson che raggiunge Philly insieme ad Andrew Bynum, mentre in Florida oltre ai due ex Nuggets arrivano l’ex prima scelta dei Sixers Nikola Vucevic e l’attuale prima scelta Moe Harkless sempre da Philadelphia.
Un giro abbastanza contorto che, forse un po’ a sorpresa, non vede coinvolto Pau Gasol, che dunque resterà a Los Angeles formando con Howard una coppia di lunghi impressionante. I Lakers a questo punto si candidano serissimamente al titolo, potendo contare su un quintetto stellare formato da Steve Nash in regia, Kobe Bryant come realizzatore principale, Metta World Peace nel solito ruolo di difensore arcigno e la suddetta coppia di lunghi con lo spagnolo e DH12, che potenzialmente può andare a comporre un pick n roll devastante insieme al playmaker canadese. Ma le opzioni tattiche saranno pressoché infinite con uno starting five di questa qualità tecnica e fisica.
Nonostante ciò però permangono alcuni dubbi, almeno al sottoscritto. Numero 1: la profondità della panchina, che non vede ancora un vero e proprio sostituto per Howard, anche se il mercato è ancora lungo e sicuramente qualcosa sarà fatto per ampliare anche il reparto esterni che necessita di un cambio più credibile di Steve Blake nel ruolo di playmaker. Numero 2: l’intenzione di coach Brown di impostare un sistema d’attacco sul modello Princeton Offense, che prevede in sostanza tanti tagli backdoor e dei lunghi in grado di passare la palla ottimamente e al tempo stesso di giocare svariati minuti lontano da canestro. Probabile che nelle visioni dell’ex tecnico dei Cavs questo ruolo sarà ricoperto da Gasol, che è esattamente quel tipo di giocatore, ma con una squadra così piena di talento sarà realmente il caso di giocare un sistema così rigido e standardizzato? Visti gli ultimi acquisti potrebbe essere che Mike Brown si sia ricreduto, e che non andrà ad attingere a piene mani dal sistema inventato tanti anni fa da coach Pete Carril, ma una cosa è sicura, Princeton o non Princeton: il palazzo giallo viola sarà pieno dal primo all’ultimo giorno, con buona pace dei signori Buss.

martedì 26 giugno 2012

Trade tra Minnesota e Houston. Dwight Howard all'orizzonte?


di Claudio Pavesi
Budinger con la sua ormai ex squadra
Photo by Streeter Lecka / Getty Images

Come sempre succede quando ci si avvicina al Draft, le franchigie sono sempre più attive sul mercato. Una dimostrazione di ciò ce la offrono gli Houston Rockets e i Minnesota Timberwolves, la squadra di Kevin Love ha infatti deciso di privarsi della diciottesima scelta al Draft in cambio dell'ala piccola/guardia Chase Budinger e di Lior Eliyahu, il cestita del Maccabi Tel-Aviv che quest'anno farà la Summer League con la sua nuova squadra NBA.
Minnesota ha guadagnato un ottimo atleta e un buon tiratore, Budinger infatti ha raggiunto il 40% al tiro dall'arco dei 3 punti nell'ultima stagione, annata in cui ha tenuto una media di 9.6 punti, 3.8 rimbalzi e 1.3 assist; Houston invece si è assicurata le sua terza scelta al primo giro, ora possiede la numero 14, la 16 e 18 e la sensazione è quella che i Rockets stiano pensando di fare una grande trade dato che, dopo aver preso la terza scelta nelle prime 20, hanno dichiarato di aver messo sul mercato Kyle Lowry e Kevin Martin, nientemeno che il playmaker e la guardia titolare: che l'obbiettivo finale sia Dwight Howard? Per ora quest'ultima considerazione è solo un'ipotesi ma le voci che condividono quest'idea non sono poche. Sarà vero? Sarà l'ennesimo capitolo di fantamercato? Per ora nulla è certo ma lo scopriremo presto.

venerdì 27 aprile 2012

Eastern Conference Playoffs Preview: Bulls contro Heat è la finale di conference già scritta, ma occhio alle sorprese con Celtics e Pacers

Di Claudio Pavesi e Federico Bianchi.
Fonte: espn.go.com


CHICAGO BULLS (1) vs PHILADELPHIA 76ERS (8). La prima testa di serie dell'Est, i Chicago Bulls affrontano al primo turno i 76ers, in una serie di primo turno che sembra piuttosto indirizzata verso la squadra della città del vento.
I Bulls arrivano ai playoff con la loro stella, Derrick Rose, non al top della forma, ma che sicuramente stringerà i denti per portare i suoi il più lontano possibile in questa post-season. La squadra di coach Tom Thibodeau ha dimostrato però in questa regular season di non essere assolutamente Rose-dipendente, vincendo buona parte delle partite giocate in mancanza dell'MVP in carica, anche grazie alle buone prestazioni di C.J. Watson e John Lucas, chiamati in causa nel momento del bisogno.
Oltre alla presenza di Rose a favore dei Bulls ci sono le costanti buone prestazioni di Luol Deng, uomo imprescindibile nel ruolo di ala piccola, e del reparto lunghi, che con Noah, Boozer, Gibson e Asik garantisce prestazioni notevoli sotto le plance.
I Sixers invece arrivano ai playoff dopo una stagione piuttosto altalenante, iniziata benissimo, ma proseguita non altrettanto bene. La forza della squadra di Philadelphia sta in un ottimo gruppo di giocatori giovani sugli esterni, tra cui il playmaker Jrue Holiday, Evan Turner, Louis Williams e Jodie Meeks, tutti con talento e diversi punti nelle mani, guidati dal leader indiscusso della squadra: Andre Iguodala, giocatore in grado di fare veramente di tutto su un campo da basket.
Le difficoltà maggiori per i Sixers però in questa serie verranno probabilmente dal reparto interno, infatti Elton Brand e Spencer Hawes, i due lunghi titolari, non sembrano in grado di contenere la già citata frontline dei Bulls. Se la squadra di Thibodeau riuscirà a controllare i ritmi nelle partite in casa e a imporre la sua difesa come ha sempre fatto in regular season sembra piuttosto facile il passaggio del turno per Chicago.
PRONOSTICO: 4-0 BULLS

MIAMI HEAT (2) vs NEW YORK KNICKS (7). Insieme a quella di Chicago questa dovrebbe essere la serie più scontata a Est, Miami infatti non solo ha dimostrato nella stagione regolare di essere superiore ma , avendo già conquistato da lungo tempo la seconda piazza, ha avuto la possibilità di lasciare a riposo LeBron James e Dwyane Wade per le ultime gare ed è rinomato che questa coppia, se può giocare al massimo dei suoi ritmi, può essere con pochi dubbi la migliore della lega. I Knicks sono pur sempre una mina vagante per la presenza di grandi realizzatori come Carmelo Anthony e J.R. Smith che però sono soliti intestardirsi e tagliare i compagni fuori dal gioco prendendo tiri spesso forzati, aggiungiamo a questo anche l'assenza di Jeremy Lin e avremo così un'idea più chiara delle difficoltà che dovrebbero avere i Knicks in questa serie. Un giocatore che potrebbe cambiare la serie è Amar'e Stoudemire che, nonostante abbia appena portato a termine quella che statisticamente è la peggiore stagione della sua carriera, nelle ultime partite è sembrato in ripresa e la supremazia fisica su Bosh potrebbe risultare decisiva. La chiave della sfida potrebbe essere Tyson Chandler, giocatore che quest'anno ha rivoluzionato la difesa dei Knicks e che l'anno nelle finali ha fatto letteralmente impazzire gli Heat quando ha guidato la difesa di Dallas alla vittoria del titolo.
Difficilmente Chandler potrà fermare da solo gli Heat visto che i suoi compagni spesso si dimenticano della fase difensiva e hanno la brutta usanza di lasciare avversari liberi sul perimetro, cosa proibita quando ci sono tiratori come Mario Chalmers e Mike Miller a ricevere gli scarichi di James e Wade. Dimenticavo, il finale potrà anche essere scontato ma la sfida diretta tra James e Anthony regalerà di sicuro spettacolo.
PRONOSTICO: 4-0 HEAT

INDIANA PACERS (3) vs ORLANDO MAGIC (6). Gli Indiana Pacers sono stati senza dubbio una delle migliori sorprese di questa stagione, una squadra giovane e ricca di talento che ha conquistato meritatamente la terza piazza a Est.
I Pacers si presentano a questi playoff con diverse certezze, con una squadra che con un anno in più di esperienza rispetto all'anno scorso punta a superare il primo turno, con buone speranze di farcela.
Prima fra le già citate certezze è il centro all star Roy Hibbert, che nel suo quarto anno di NBA si è dimostrato finalmente in grado di sfruttare al meglio il suo fisico potenzialmente dominante, viaggiando in doppia doppia di media in stagione.
Al suo fianco quest'anno inoltre può contare sull'esperienza del veterano David West, che con la sua tecnica e il suo gioco offensivo sembra essere il partner ideale di Hibbert.
A completare il quadro c'è un backcourt di tutto rispetto, guidato dal leader indiscusso Danny Granger, miglior realizzatore della squadra, al quale si aggiungono il taletuoso Paul George e il playmaker Darren Collison.
I Magic invece arrivano a questi playoff piuttosto malconci, con la stella della squadra, Dwight Howard, fuori uso a causa dell'ernia e dato come quasi sicuro partente alla fine di quest'anno dopo la telenovela della stagione in corso.
Howard senza dubbio era il motivo principale del successo dei Magic, che senza di lui perdono il miglior realizzatore e rimbalzista della squadra, oltre all'unico vero lungo in grado di contenere Hibbert. A provare a tenere alta la bandiera dei Magic ci sarà il playmaker Jameer Nelson e gli altri fedelissimi di coach Van Gundy, tra cui JJ Redick e Ryan Anderson, due dei migliori tiratori da tre della lega. Anche in questo caso sembra difficile pronosticare un upset, viste le condizioni opposte in cui arrivano ad affrontare la serie le due squadre.
PRONOSTICO: 4-1 PACERS

BOSTON CELTICS (4) vs ATLANTA HAWKS (5). Potrebbe essere la serie più combattuta della Eastern Conference, da un lato i Celtics che, nonostante una stagione discutibili riescono a vincere la propria Division agguantando il quarto posto, dall'altro gli Atlanta Hawks che hanno dimostrato di poter essere una squadra molto competitiva anche senza il centro Al Horford, fuori per infortunio che però potrebbe tornare per le ultime due gare della serie. Non è la prima volta che queste due squadre si affrontano nei Playoffs e gli Hawks si sono sempre dimostrati avversari ostici per i Celtics, difficili da prevedere e forti difensivamente grazie alla presenza di Josh Smith, un giocatore che tra l'altro è anche un incredibile passatore, praticamente il Kevin Garnett di Atlanta. La chiave per i Celtics sarà ovviamente la condizione fisica delle stelle dato che Garnett è da lungo tempo che attraversa alti e bassi anche se ora sembra essere tornato quello di un tempo, Pierce si è fatto male ad un dito nell'ultima uscita stagionale ma non sembra essere nulla di grave, infatti è subito rientrato in campo ma non sappiamo quanto potrà influire sul suo gioco. La situazione più preoccupante è quella che riguarda Ray Allen, infortunato da lungo tempo e a rischio per le prime partite della serie, si dice che potrebbe tornare comunque già da gara-1 ma non sarebbe al massimo della condizione. Atlanta non dispone di molti realizzatori ma è una squadra molto atletica come dimostra la presenza di una delle sorprese dell'anno, il rookie Ivan Johnson e il playmaker Jeff Teague, giocatore velocissimo e molto atletico, l'unico che può infastidire Rondo in entrambe le metà del campo.
La serie andrà in mano alla difesa più dominante e, a questo proposito, una delle chiavi sarà Mickael Pietrus, perfetto per marcare Joe Johnson, ma importante potrebbe essere anche l'atletismo quindi non stupitevi se JaJuan Johnson avrà qualche minuto in più in questa serie.
PRONOSTICO: 4-3 CELTICS

lunedì 9 aprile 2012

Infortuni pesanti, stagione finita per Turkoglu e Jarrett Jack


di Claudio Pavesi
Photo by Douglas Jones, US Presswire

I Playoffs si avvicinano e la stagione NBA entra totalmente nel vivo ma il calendario fitto e il livello agonistico sempre più alto portano inevitabilmente a qualche infortunio, anche grave.
E' questo il caso di Orlando che dovrà fare a meno di Hedo Turkoglu per almeno tre settimane e quindi fino alla conclusione della stagione regolare dato che dovrà affrontare un operazione chirurgica al viso a seguito della gomitata ricevuta da Carmelo Anthony nella sconfitta di giovedì scorso contro i Knicks, colpo che ha portato alla frattura scomposta dello zigomo del turco. Turkoglu, oltre a essere un ottimo tiratore, è probabilmente il verò playmaker dei Magic ed è indiscutibilmente il giocatore che meglio di tutti riesce a coinvolgere il sempre più scontento Dwight Howard nei giochi dei Magic, cosa da non sottovalutare considerando che Orlando attualmente occupa la sesta piazza a Est a sole due vittorie di distacco dalla terza posizione. Turkoglu, 33 anni, viaggiava con circa 11 punti di media, 4.5 assist e 4 rimbalzi.
Photo by everythingbutbasketball.com
Un duro colpo simile a quello dei Magic lo hanno subito anche i New Orleans Hornets che dovranno rinunciare al loro leading scorer Jarrett Jack fino a fine stagione per via di una frattura da stress al piede destro che lo ha costretto a saltare già le ultime tre uscite con gli Hornets. Jack stava giocando molto bene e aveva raggiunto le cifre più alte nella sua carriera per punti (15.6), assist (6.3) e rimbalzi (3.9) approfittando della cessione di Chris Paul ai Clippers di inizio stagione, trade che ha mandato a New Orleans Eric Gordon, giocatore che invece finalmente può tornare in campo dopo un lungo infortunio. Gli Hornets potranno contare, oltre che su Gordon, anche su Greivis Vasquez che in stagione ha già dimostrato di poter fare ottime cose anche se non si può dire che New Orleans ne abbia bisogno dato che l'unica franchigia posseduta dalla stessa NBA è già matematicamente eliminata dalla post-season e, come tale, abbonata alla mentalità "perdere e perderemo" così da avere più possibilità di avere una scelta molto alta al prossimo interessantissimo Draft.

sabato 3 marzo 2012

Mercato NBA: ecco cosa faremmo noi (parte 3)

di Claudio Pavesi

Siamo ormai giunti alla terza puntata dei consigli per gli acquisti firmati Basketzone RTP e questa volta tocca a me fare il General Manager ma non perdiamoci in parole e passiamo subito alle opinioni anche perchè siamo sempre più vicini al 15 Marzo, giorno di chiusura degli scambi. Oggi parleremo dei Boston Celtics, degli Orlando Magic e per il resto discuterò alcune delle voci di cui molto si parla in questi giorni


Boston Celtics
Rondo parla con Allen, forse non potranno
più farlo da compagni di quadra
Come si fa a non parlare dei Celtics? Il titolo del 2008 sembra lontano anni luce e i leader della squadra stanno per raggiungere un'età considerata limite per l'NBA e di conseguenza i Celtics rischiano di perdere tre campioni, cioè Pierce, Allen e Garnett in cambio di nulla. Come già detto dai miei colleghi e amici scordatevi di vedere Pierce e Garnett con una nuova maglia, il primo è il capitano, ai Celtics da tutta la vita, una bandiera come non se ne trovano molte mentre il secondo è il leader emotivo della squadra oltre che la chiave di volta della difesa, un vero intimidatore d'area che farebbe comodo a chiunque anche se dovesse avere cinquant'anni. Il dito allora viene puntato su Ray Allen e Rajon Rondo, due campioni molto diversi, il primo è uno dei più grandi scorer di sempre con un tiro da fuori mortifero mentre il secondo è un all-arounder, grande assistman, grande atleta ma inaffidabile nel tiro da lontano. Ci sono dei problemi, il già citato Allen quest'estate spegnerà 37 candeline motivo per cui difficilmente una squadra sarà disposta a cedere un giovane e una scelta al Draft per un giocatore di tale età; Rondo invece è un All-Star ma è difficile da gestire emotivamente ed è per quello che tutti parlano di lui come il partente sicuro in casa Celtics ma è giusto far partire l'unico giovane veramente forte? Per me sì. Anche riuscire a rimediare due giocatori di medio livello sarebbe un bel colpo, pensiamo solo a Denver, ha ceduto le due stelle Billups e Anthony in cambio di tre giocatori all'epoca di medio livello ma potenzialmente fortissimi ai Nuggets tanto che ora la franchigia del Colorado sta volando mentre quella di New York fa più fatica del previsto. C'è da dire che ultimamente i Celtics sul mercato sono stati allo stesso tempo sfortunati e non molto lungimiranti dato che negli ultimi anni hanno preso tra i free agent solo Shaquille O'Neal e Rasheed Wallace, entrambi ritiratisi dopo un anno in bianco-verde,  mentre Jeff Green, soggetto allo scambio che ha portato Perkins ai Thunder, dovrà saltare tutta la stagione per un intervento al cuore e non si sa in che condizioni sarà l'anno prossimo. Per far capire la confusione dei Celtics e la volontà di cambiare qualcosa vi cito la risposta del GM Danny Ainge alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se Rondo era l'uomo da cedere: "E' sbagliato dire che stiamo disperatamente cercando di cedere Rondo, è più giusto dire che stiamo cercando di acquistare altri giocatori".

Orlando Magic
Howard difende su Nash, forse suo futuro compagno
Per parlare di Orlando vorrei poter entrare nella mente quantomeno contorta di Dwight Howard il quale un giorno dice che non c'è niente di meglio che restare a Orlando e poi dice che il resto della squadra dei Magic non si sta impegnando abbastanza e che l'unico modo per lui per vincere un titolo è essere ceduto. Si parlava di Lakers ma lo stesso Kobe ha fatto capire abbastanza chiaramente che il buon Dwight non ci azzecca molto nel loro sistema e quindi sono spuntati i Nets che possono mettere sul piatto giocatori molto interessanti come Brook Lopez, il rookie MarShon Brooks, Anthony Morrow e il super talento Jordan Williams. Lo scambio con i Nets secondo me è il più realizzabile soprattutto se dovessero essere inserite scelte ai prossimi Draft (io lo accetterei senza dubbi), il solo problema è solo quello del salary cap nel caso nello scambio dovessere essere inserito il pupillo di Howard, Hedo Turkoglu, giocatore assolutamente valido ma ancora sotto il pesantissimo contratto offerto dagli sconclusionati Raptors non molto tempo fa. come risolvere allora? I Magic, colpiti negli ultimi giorni da un'illuminazione, forse sono riusciti a risolvere il puzzle e stanno pensando di portare a Dwight ciò che vuole, cioè un playmaker esperto nel pick'n'roll, pur non snaturando la squadra ed è per questo che tutti gli occhi si sono diretti su Steve Nash, giocatore molto discusso in questo periodo che tutti vedono a breve con una nuova maglia, tutti tranne Lance Blanks, GM dei Suns e questo potrebbe essere un problema. A mio avviso con Nash i Magic potrebbero puntare alto, è vero che il canadese non è più un fanciulloma resta un super playmaker, giocatore di pick'n'roll pazzesco, cosa gradita al DH12, e grande tiratore da 3 punti, cosa che piace molto a coach Van Gundy.


Trade Talk
Aaron Brooks in Cina
Come sapete Celtics e Magic non sono le uniche squadre sul mercato, una tra tutte è Los Angeles, questa volta sulla sponda Lakers, intenzionata a rinforzare il reparto piccoli e disposta a vendere anche Pau Gasol, a mio avviso il miglior giocatore sul mercato di cui io non mi priverei nemmeno sotto tortura infatti se io fossi il GM dei Lakers mi terrei la squadra attuale e, per rinforzare il reparto piccoli punterei sull'offrire un contratto da un solo anno a Aaron Brooks che sarà restricted free agent al ritorno dalla Cina e, se proprio devo cedere qualcuno, mi limiterei a cedere Matt Barnes anche in cambio di nessuno per liberare salario per Aaron Brooks, ricordiamoci che i Lakers hanno già il sostituto di Barnes in squadra e si chiama David Ebanks così come hanno già un grande tiratore da 3 dalla panchina, parliamo di Andrew Goudelock, basterebbe solo dare più fiducia e minuti a questi ragazzi. Attenzione anche a Minnesota che potrebbe cedere Beasley, talentuosissimo cavallo pazzo da Kansas State, per prendere magari un lungo, possibilmente un gran difensore, o una guardia con grande tiro da 3 punti, la sorpresa potrebbe comunque esserci dato che girano voci che Minnesota starebbe pensando di cedere, in alternativa a Beasley, la seconda scelta assoluta del Draft Derrick Williams. Prima abbiamo parlato di Nash ai Magic ma negli USA prlano de canadese anche in maglia Dallas (e qui la vedo quantomeno dura) ma anche in direzione Portland e in questo caso le cose si farebbero davvero interessanti dato che entrambe le squadre hanno ottime pedine di scambio come Jared Dudley, Robin Lopez (a mio avviso perfetto nella difesa di Portland) e Shannon Brown in casa Suns mentre vediamo il francese Batum, Felton, Nolan Smith e Wes Matthews per i Trail Blazers. Come consigli per gli acquisti ci terrei a ricordare ai GM NBA di guardare verso New Orleans e Detroit, questi due ambienti infatti non sono graditissimi a giocatori parecchio interessanti come Rodney Stuckey (Pistons), Xavier Henry e Trevor Ariza (Hornets) per non parlare del fatto che resta sempre sul mercato un talento incredibile sempre firmato Hornets, Eric Gordon. Chiedo scusa, mi sono scordato di Washington, squadra inesistente ma con giocatori che singolarmente sono incredibili e non difficilissimi da ottenere via trade dato che come squadra non sono particolarmente uniti.
Chiudiamo citando due squadre che a sorpresa potrebbero intraprendere la via delle trade. La prima è Sacramento che ha in Tyreke Evans uno dei migliori giocatori ed ex rookie dell'anno, poi hanno deciso di usare la prima scelta per Jimmer Fredette, non scordiamoci della presenza di Salmons e Marcus Thornton, aggiungiamo al mix il fatto che Isiah Thomas sta letteralmente esplodendo tanto che ha vinto il premio di rookie del mese ed ecco pronta la ricetta per un reparto guardie troppo affollato. A mio avviso almeno uno potrebbe partire ma dove? Onestamente non lo so nemmeno io ma potrebbero pensare prendere giocatori più esperti con contratto in scadenza tra due anni così da essere pronti per firmare James Harden che sicuramente non potrà restare ai Thunder dopo i costosissimi rinnovi di Durant e Westbrook. L'altra squadra che potrebbe cambiare qualcosa è a sorpresa Indiana, i Pacers si sono resi conto che Granger è troppo discontinuo per fare la stella mentre Hibbert non è abbastanza realizzatore per essere solo anche se ora la stella è lui. Che i Pacers abbiamo qualcosa di grosso in mente per disfarsi di Granger?

sabato 25 febbraio 2012

Mercato NBA: ecco cosa faremmo noi (parte 2).

di Davide Quaranta.

Siamo al secondo appuntamento con la rubrica "mercato NBA: ecco cosa faremmo noi", dove questa volta non sarà Federico ad esprimere le proprie opinioni e scelte, ma sarò io, Davide, ad immedesimarmi nel ruolo di General Manager NBA.
La partenza è ovviamente dedicata alla squadra per cui tifo da quando sono bambino, i Los Angeles Lakers. Dopo aver analizzato i gialloviola, si passa ai Boston Celtics, per poi chiudere con qualche salto da una franchigia all'altra in giro per la lega.


Los Angeles Lakers:
Ormai fatta per la firma di Rasheed Wallace con il club della famiglia Buss (e con Metta World Peace in spogliatoio ci sarà da divertirsi), i Lakers devono andare a caccia di quell'esterno, possibilmente playmaker, in grado di completare un reparto piccoli impreziosito dalla presenza di Kobe Bryant. I nomi più insistenti sono quelli di Rajon Rondo, che i Celtics starebbero pensando di scambiare per cominciare il processo di rivoluzionamento della squadra. Si era parlato di uno scambio con Pau Gasol che, avendolo già ceduto in estate, salvo poi dover fare "dietrofront", la dirigenza vorrebbe usare come pedina di scambio. Rondo nel sistema di Brown sarebbe una buonissima alternativa all'ormai "anziano" Fisher che, insieme a Blake, potrebbero dare quel minimo di profondità che manca in cabina di regia. Gli altri nomi sono quelli del sorprendente Kyle Lowry, ottime cifre per lui a Houston, e (si parla già di Fantabasket) di Deron Williams, che vorrebbe a tutti i costi vestire la maglia di una squadra pretendente al titolo.
Da non dimenticare la crescita esponenziale che sta avendo Andrew Bynum, ormai secondo terminale offensivo dell'attaco dei californiani, che si sta rivelando anche una macchina da rimbalzi.
Con l'arrivo di Sheed, la partenza di Gasol sarebbe sicuramente meno amara e, con la mossa giusta della dirigenza, potrebbe riportare i Lakers a lottare per la finale NBA.


Boston Celtics:
Aria di rivoluzione anche in casa Celtics, dove la dirigenza vorrebbe cercare di cambiare l'assetto della franchigia, magari ringiovanendo il roster. Dei big three (più Rondo), sicuramente non si vuole fare partire Paul Pierce, bandiera (e ce ne sono poche nella NBA moderna) e capitano storico della squadra. Difficile che Kevin Garnett cambi maglia, essendo diventato l'altro leader emotivo e difensivo della squadra di Rivers. Più probabile la partenza di Ray Allen che, nonostante la non tenera età, potrebbe essere ritenuto pedina di scambio importante per un giovane di medio borgo NBA. Oltre a tutto ciò c'è il "problema" Rondo: i Celtics lo cederebbero, se solo avessero una riserva all'altezza a roster, ma Bradley non rispecchia necessariamente il prototipo della pointguard ideale a cui affidare una squadra. Piccolo parere personale: Rondo non lo cederei mai, cercando di portare a casa una guardia di prospettiva, rinunciando magari a He Got Game.


Per la serie: "Altri Campi":
Ancora senza fine la telenovela "Dwight Howard", con il (ex?) centro dei Magic che una volta esprime la volontà di andarsene, e la volta dopo dichiara di stare bene in Florida dove vuole continuare a giocare. Si era accostato il suo nome ai Lakers, dicendo che Kobe stesso lo avrebbe chiamato per provare a convincerlo ad approdare a Los Angeles, fatti poi smentiti subito dal Mamba.
A parere di chi scrive, Howard non riuscirà a vincere un titolo con Orlando, a meno che non possa arrivare uno come Deron Williams, che sposterebbe di molto gli equilibri ad Est, ma non è esattamente il giocatore che serve ai Lakers che, con un Andrew Bynum così in palla e un sistema di gioco come quello di Mike Brown, farebbero un affare controproducente ad acquisire Howard.
Chiudiamo parlando proprio di Deron. Visto che i Nets, being the Nets (cit.), non sembrano intenzionati a muoversi in maniera decisa sul mercato, sta cercando di lasciare Brooklyn per approdare ad una franchigia che possa garantirgli la lotta all'anello. I nomi fatti sono quelli dei Knicks, prima della "Linsanity" ma che ora, con il ritorno del Barone e l'arrivo di JR Smith, hanno complicato la faccenda. Deron potrebbe andare, come detto, ai Lakers, ai Magic (dove sarebbe la principale ragione per non far andare via Howard) o a Dallas, dove porterebbe Jason Kidd al più consono ruolo di riserva di lusso.

Per oggi è tutto con il mercato NBA, noi vi invitiamo a rimanere sintonizzati su Basketzone RTP per una nuova "puntata" della mini-rubrica appena lanciata.
Nel salutarvi vi auguro un buon All Star Weekend e vi chiedo di commentare questo articolo, esprimendo il vostro consenso (o dissenso) alle mie osservazioni.
Stay tuned.

martedì 3 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 9: primo passo falso per Heat e Thunder e il Gallo fa la voce grossa!


di Federico Bianchi.
Non è successo questa notte che LeBron James e Kevin Durant si siano abbracciati in campo, ma in effetti ci piace pensare che potrebbe essere stata questa la scena se si fossero incontrati stanotte dopo le rispettive partite: un abbraccio di consolazione. Come avete potuto leggere dal titolo infatti sia i Thunder che gli Heat hanno riportato la prima sconfitta stagionale, rispettivamente per mano di Mavericks e Hawks. Per la vittoria degli Hawks su Miami è stato fondamentale l'apporto di un Tracy McGrady che per una notte sembrava tornato quello dei tempi d'oro di Houston; mentre per Dallas ovviamente la parte del leone l'ha fatta Dirk Nowitzki con 26 punti.
Nelle altre gare della notte i Warriors sono stati battuti dai Suns, i Celtics aumentano a 3 la striscia di vittorie dopo un brutto avvio contro i Wizards, Indiana batte New Jersey, e Utah batte New Orleans, ma ora passiamo a TOP e FLOP della giornata.

TOP: DALLAS, ATLANTA E DANILO GALLINARI. Delle due squadre citate abbiamo già parlato in precedenza e mi sono sentito di inserirle tra i top anche solo perchè hanno portato alla prima sconfitta due corazzate del campionato. Il nostro Gallo invece è stato autore di una sontuosa partita nella vittoria dei sui Nuggets contro i Bucks. Danilo ha chiuso la partita con 21 punti, 10 rimbalzi e 2 assist, garantendo la vittoria ai suoi grazie a un rimbalzo difensivo e ai successivi tiri liberi realizzati per il punteggio finale di 91-86. Ancora una volta Danilo si dimostra sempre più leader della squadra, che contro i Bucks era anche priva dell'altro giocatore di riferimento: il centro Nene.

FLOP: KNICKS, SPURS E MAGIC. Tutte e tre queste squadre hanno perso piuttosto male nella notte, rispettivamente contro Toronto, Minnesota e Detroit. Tuttavia per New York e San Antonio c'è un'attenuante: i Knicks infatti erano privi di Amare Stoudemire e gli Spurs hanno perso a partita in corso Manu Ginobili, uscito purtroppo con un dito rotto. Per quanto riguarda i Magic invece la sconfitta è arrivata a pieno organico, con un Dwight Howard autore di 19 punti, ma con solo 7 rimbalzi e 6 falli e che ormai sembra concentrato più sulle le possibili trade che possono coinvolgerlo, piuttosto che sul gioco. Diamo comunque merito alle squadre vincenti, infatti per Detroit sono arrivati 26 punti da Ben Gordon, a New York Bargnani ne ha messi 21, e per i T-Wolves c'è stata la solita super-prestazione di Kevin Love, che ha messo a segno 24 punti e 15 rimbalzi.

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Nella rubrica dedicata ai nuovi talenti dell'NBA quest'oggi diamo spazio al rookie dei Nets MarShon Brooks. Ancora una volta la nostra attenzione si focalizza su un playmaker, che nella notte, nonostante la sconfitta dei Nets, è stato autore di 21 punti e 7 rimbalzi uscendo dalla panchina. Grazie a questa prestazione Brooks, per quanto riguarda i punti segnati, è stato secondo solo alla stella della squadra Deron Williams, confermando un inizio di stagione a dir poco sorprendente. Brooks infatti in questo inizio di stagione sta viaggiando a 13,7 punti di media, conditi anche con quasi 4 rimbalzi a partita. In assenza di Brook Lopez, che rimarrà infortunato ancora per molto tempo, i Nets oltre a Deron forse troveranno una nuova certezza in Brooks, l'unico a parte la ex stella dei Jazz a fornire un rendimento costante in favore della squadra.

Per oggi è tutto, per nuove notizie sulla NBA e su tutto il basket di cui avete bisogno, continuate a seguire il blog di Basketzone. Buon 2012 di basket a tutti.