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mercoledì 14 marzo 2012

Mike D'Antoni si dimette da head coach dei Knicks

di Luca Ngoi


Non è ancora ufficiale, ma pare che possa arrivare a momenti anche la formalizzazione delle dimissioni di Mike D'Antoni da allenatore dei New York Knicks. Così, almeno, è quello che si apprende da una fonte vicina a Yahoo Sports, subito riportata dall'influente giornalista Adam Wojnarowski della stessa testata. Alla base della decisione dell'ex tecnico di Milano e Treviso ci sarebbero dei dissapori apparentemente insanabili con la stella della squadra, Carmelo Anthony, con il quale si sarebbero schierati tutti i suoi compagni, ormai totalmente contro il tecnico che ormai non godeva più della loro stima e del loro rispetto. Per questo dunque D'Antoni decide di interrompere qui il rapporto con la franchigia della Big Apple, lasciata quest'anno con un deludente record di 18 vinte e 24 perse. Difficile credere ad una rimessa in gioco del coach di origini italiane già in questa stagione, ma l'anno scorso si era parlato di un suo futuro approdo in quel di Toronto (allora si fece il nome di Ettore Messina come suo vice, poi sapere come è andata), da non escludere dunque che se ne possa riparlare durante questa estate anche se il progetto-Casey in Canada non sta andando in modo così disastroso.
Per i Knicks invece non sono ancora circolati nomi di possibili sostituti, dunque l'ipotesi che ci sentiamo di avallare maggiormente in questo momento è quella di una soluzione interna (Mike Woodson favorito?) per poi provare ad arrivare ad un grande nome nella prossima off-season, con lo "spettro" di Phil Jackson a vigilare sulla situazione dal suo buen retiro nel Montana.

giovedì 19 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 25; volano gli Hawks, Knicks, che disastro !

di Luca Ngoi


Ci avviciniamo sempre più al completamento del primo mese in NBA, che come sempre quando si giocano tante partite regala altrettante emozioni in ogni parte della nazione, a cominciare dalla clamorosa sorpresa di giornata: i Washington Wizards che tendono un agguato agli Oklahoma City Thunder grazie alla seconda grande prova di John Wall (ve ne parliamo tra poche righe), mentre sono sicuramente da segnalare le vittorie di Atlanta in casa contro la mai abbordabile Portland, di Denver in uno dei campi più ostici in questo momento, quello di Philadelphia, la vittoria all'ultimo respiro dei sempre più altalenanti Los Angeles Clippers (buzzer beater decisivo di Chauncey Billups), così come tornano a vincere gli Spurs nella seconda partita in Florida all'Amway Center di Orlando e infine da sottolineare il quinto ko consecutivo dei Knicks contro i Suns che furono di coach D'Antoni. Ma come sempre non vi anticipiamo nulla e andiamo ad approfondire i maggiori temi di nottata con i nostri top e flop.

TOP: ATLANTA HAWKS. Nessuno ne parla negli States ma questi Hawks sono ormai una realtà in una Eastern Conference forse mai come quest'anno priva di grandi corazzate (Bulls a parte). I falchi sono sempre privi di Al Horford (forse fino al termine della stagione) eppure sembrano non risentirne affatto trovando in Zaza Pachulia un sostituto più che adeguato e in Jason Collins un sorprendentemente solido titolare. Inoltre Jeff Teague sembra essere tornato il talento elettrizzante che aveva incantato a Wake Forest, McGrady ha messo la testa a posto e poi ci sono le solite certezze chiamate Joe Johnson e Josh Smith. La vittoria (la quinta in fila) sui Blazers certifica una volta di più la pericolosità dei ragazzi di coach Larry Drew.

FLOP: NEW YORK KNICKS. Se anche Carmelo Anthony comincia a non funzionare più (solo 12 punti per l'ex Nuggets) allora vuol dire che nella Grande Mela il problema inizia a diventare serio. Stoudemire sembra essere sempre più a disagio con Chandler a fianco quando in teoria doveva essere ancor più rafforzato dalla presenza del fresco campione NBA, invece questi Knicks proprio non ingranano la marcia e coach D'Antoni pare essere sempre più sulla graticola quando in realtà di colpe ne avrebbe poche data la mancanza di giocatori adatti per il suo sistema run&gun, anche se in queste ore si parla sempre più insistentemente di Steve Nash pronto a fare le valigie proprio per trasferirsi ai Knicks. Che possa essere l'ancora di salvataggio per questa nave alla deriva?

LA SORPRESA: WASHINGTON WIZARDS. Fino a questo momento li avevamo quasi sempre inseriti nel reparto dei "flop" e invece oggi non possiamo segnalarli come la più grossa sorpresa della notte. Grazie ad un John Wall d'annata (26 punti per un giocatore in crescita dopo le tante difficoltà iniziali) e al compagno di back court Nick Young i capitolini riescono a superare la miglior squadra della Western Conference. Andray Blatche è ancora un problema per i tifosi (ma lui non vuole andarsene e nessuno lo richiede), ma se per una volta arriva la vittoria allora anche le critiche possono fermarsi, e intanto coach Saunders salva la panchina che comunque era stata messa al sicuro da alcune dichiarazioni della stessa proprietà. Bel punto da cui ripartire.

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Ormai non è più una sorpresa in questa categoria, soprattutto quando i Nets vincono (nella notte successo contro i Warriors). Il suo contributo è ancora una volta decisivo visti i 22 punti conditi da 6 assist per il prodotto di Providence che continua a mietere vittime e si sta sempre più imponendo come il leader di New jersey. Lo abbiamo detto tante volte che la personalità e la capacità di segnare dei punti sono le ultime cose che gli mancano, e proprio nei giorni in cui si torna a parlare di una possibile cessione di Deron Williams farà sicuramente piacere al patron Prokhorov avere tra i suoi un ragazzo che in prospettiva non lo farà dimenticare, perlomeno sotto il profilo realizzativo.

domenica 18 dicembre 2011

Un Barone per la Mela

di Luca Ngoi


Come anticipato nei giorni scorsi dal nostro blog Baron Davis è ora ufficialmente un nuovo giocatore dei New York Knicks. Il playmaker ex Golden State ha firmato nelle scorse ore un contratto con la franchigia della Grande Mela e dopo la vetrina di Los Angeles (anche se nella sua versione minore) arriva per lui un altro grande palcoscenico come quello newyorchese, dove potrà andare all'assalto dell'Est assieme a due fenomeni quali Carmelo Anthony e Amar'e Stoudamire, per i quali può essere la point guard perfetta considerate le sue capacità creative e di grande passatore. Rimangono i dubbi sulle sue attitudini difensive, soprattutto quando conterà davvero ma si sa che il sistema di Run and Gun costruito da coach D'Antoni non ha esattamente nel motto "primo non prenderle" il suo assunto principale e probabilmente per un altro anno gli uomini in arancio e blu non saranno famosi per essere la prima squadra della Lega nella propria metà campo ma per gli spettatori del Madison lo spettacolo sarà ancora una volta garantito.