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venerdì 22 giugno 2012

Il Re si prende la corona, Miami vince il secondo titolo NBA della sua storia


di Claudio Pavesi
La soddisfazione di LeBron con il Larry O'Brien Trophy in mano e la felicità
di Spoelstra, molto giovanile con il cappellino al contrario.
Photo by Getty Images

Miami si gioca il primo match point in casa, l'opportunità per LeBron James di vincere il primo titolo in carriera ma Kevin Durant e compagni vogliono tornare a Oklahoma City almeno per un'altra partita. James inoltre ha chiuso gara 4 dolorante per un crampo, almeno così ha detto Spoelstra, ma sarà davvero solo un crampo? Riuscirà LBJ a prendersi la squadra sulle spalle come ha fatto per tutti i Playoffs? Andiamo a scoprirlo.
In apertura di partita James conferma di essere al 100% della sua condizione fisica schiacciando in entrata i primi due punti della partita, i tifosi degli Heat tirano un sospiro di sollievo. Il primo quarto prosegue con i Thunder che provano a restare in partita ma con difficoltà, difensivamente infatti non riescono ad adeguarsi alla circolazione di palla degli Heat: i raddoppi sono lenti ad arrivare, i lunghi come Perkins e Ibaka spesso si fanno battere dal palleggio con troppa facilità e le rotazione sugli esterni sono di basso livello o, peggio, talvolta assenti come dimostrano le due triple consecutive di Mike Miller in chiusura di quarto e i cinque assist di Chalmers nei primi dodici minuti di gioco. Il primo parziale si chiude sul 31-26 per gli Heat grazie anche all'apporto istantaneo dei giocatori della panchina degli Heat come Norris Cole ma ancora più fondamentale è stata la precisione degli Heat dall'arco, il 38% dei punti di Miami nel quarto arriva proprio dalla lunga distanza.
Gli Heat al gran completo con tanto di Pat Riley e presidente
Photo by NBA.com
Nel secondo quarto OKC dimostra di non riuscire proprio ad adeguarsi al gioco di Miami, le rotazioni difensive infatti sono disorganizzate e gli accoppiamenti difensivi sono poco azzeccati e ne approfittano i lunghi, soprattutto Bosh il quale spesso si ritrova accoppiato con i piccoli dei Thunder, talvolta anche con Fisher. OKC, tenta in ogni modo di fermare l'emorragia affidandosi anche ad un paio di simulazioni davvero vergognose di James Harden ma nemmeno questo può fermare gli Heat che in meno di otto minuti mettono a segno un parziale di 22-10 guidato dai canestri di Wade e Mike Miller, canestri che portano la squadra di casa sul +17. Perfetta invece la difesa a centro area dei Miami Heat, i giocatori di casa rendono difficile ogni ricezione e, sfruttando posizioni perfette, chiudono gli spazi per le penetrazioni avversarie procuradosi anche parecchi sfondamenti. La fortuna comunque non assiste i Thunder, molti tiri infatti sono degli in-and-out, tiri che in gara 1 e, a lunghi tratti anche in gara 4, sembravano entrare tutti. Un sussulto di Kevin Durant permette ai Thunder di chiudere la prima metà di gara "solo" a -10 sul 59-49, un vero affare per OKC considerando come stava giocando; decisivi per Miami i 15 punti di James e i 12 di Mike Miller con 4/4 da tre punti. L'immagine simbolo di questa partita la regala in chiusura Shane Battier che in entrata batte in palleggio Kevin Durant e glisegna in faccia, segno che, per quanto OKC ci provi, gli Heat sono sempre un passo avanti a loro.
Nei primi cinque minuti terzo periodo i Thunder sembrano rivoluzionati e, guidati da Durant e Ibaka, raggiungono anche il -7 salvo poi però cedere sotto i colpi di LeBron James e compagni, questi ultimi infatti, in quattro minuti, infilano un parziale di 19-1 che porta la partita ad un inesorabile +25 per gli Heat. Il trio Bosh-Wade-James è inarrestabile mentre per i Thunder sembra crederci solo Fisher, l'unico con la personalità per opporsi agli attacchi di James contro il quale infatti commette anche un duro fallo, sanzionato con un flagrant foul di livello 1, per cercare di dare una scossa ai suoi compagni di squadra, un messaggio che però non sembra essere stato recepito. La difesa di Miami continua a lavorare sodo, in particolar modo Wade e James non perdono l'occasione per imporre il loro superiorità stoppando più volte Westbrook ma anche Durant e Sefolosha, con queste giocate affossano definitavamente il morale dei Thunder, ormai con le spalle al muro qunado, alla fine del quarto periodo, si ritrovano in svantaggio 71-95. LeBron aggiunge alle stoppate anche 19 punti, 7 rimbalzi e 11 assist, una prestazione per il momento imperiale che manda in visibilio il pubblico dell'American Airlines Arena che invece è ritenuto storicamente piuttosto silenzioso.
LeBron riceve da Bill Russell il premio di MVP
delle Finali a lui intitolato
Photo by Getty Images
Nel quarto periodo il trend non cambia, Wade continua a stoppare chiunque e ad attaccare il ferro con decisione (20 punti e 8 rimbalzi alla fine per Flash) mentre Mike Miller continua a mettere a segno le sue triple, quest'ultimo chiuderà con 23 punti tirando un'incredibile 7/8 dalla lunga distanza. LeBron James si dimostra dominante anche nell'ultimo quarto riuscendo a realizzare la tripla doppia da 26 punti, 11 rimbalzi e 13 assist, è la sua prima tripla doppia della stagione, inoltre, la realizzazione di quest'ultima a tre minuti dalla fine sul 118-96 è il segnale che la partita è ufficialmente chiusa e quindi è il momento di mettere in campo le riserve. La festa anticipata comincia sul viso di Bosh, Wade e LeBron prima ancora che in panchina mentre gli ultimi minuti di basket giocato sono una degna passerella per i veterani come Juwan Howard, arrivato finalmente al primo titolo della sua carriera a 38 anni. La sirena finale arriva in fretta, il tabellone dice 121-106 per Miami, è tempo di festeggiamenti per il secondo titolo della storia degli Heat, il primo di LeBron James.
Miami è stata quasi perfetta stasera, difensivamente rapida e cattiva, mentre in attacco è stata precisa e veloce, con un'ottima circolazione di palla. OKC non è sembrata quasi mai in partita, è sembrata impacciata e imprecisa, come spaventata dall'atteggiamento degli Heat, colpevole sicuramente coach Brooks, lento nel sostituire i giocatori che più stavano deludendo e nell'escogitare gli aggiustamenti. Miami segna 14 triple di squadra pareggiando il record NBA delle finali dei Rockets e dei Magic del 1995, Miami è anche l'unica squadra della storia ad aver vinto un titolo dopo essere stati sotto in 3 serie diverse; Oklahoma City invece perde per la prima volta in stagione 4 partite consecutive.
Durant in lacrime tra le braccia della madre e del fratello,
la sensazione è quella chequesta non sarà l'unica finale del 35
Photo by Bleacher Report
La festa è già scoppiata in tutta Miami quando LeBron riceve il premio di MVP delle Finals, un premio meritato considerando la sua media da 28.6 punti, 10.2 rimbalzi e 7.4 assist. Da ricordare le parole di Pat Riley, da sempre una persona incredibilmente moderata che però, arrivato ai microfoni, apre il discorso con "Is it ok if we have a party tonight?". Qualcosa da ricordare e infatti, prorprio come diceva lo spot di LeBron James, "We are all witnesses".

Miami Heat - Oklahoma City Thunder 121-106 (31-26; 59-49; 95-71; 121-106)
Miami Heat: James 26, Bosh 24, Miller 23, Wade 20, Battier 11, Chalmers 10, Cole 3, Harris 3, Haslem 1, Jones, Howard, Turiaf.
Oklahoma City Thunder: Durant 32, Westbrook 19, Harden 19, Fisher 11, Ibaka 9, Ivey 6, Perkins 2, Collison 2, Cook 2, Aldrich 2, Hayward 2, Sefolosha.

lunedì 18 giugno 2012

LeBron James torna re nella sua Miami, Heat sul 2-1 nella serie


di Claudio Pavesi
Questa volta la difesa di LeBron su KD ha fatto la differenza
Photo by Lakersland.com

Siamo già a Gara 3, ormai la Chesapeake Arena è un lontano ricordo e lo skyline di Miami, ben più attraente di quello di Oklahoma City, è pronto ad accogliere il più grande spettacolo cestistico al mondo quindi prepariamoci per la palla a due.
Il primo quarto è quello tipico di una Gara 3, le squadre si studiano per verificare gli adjustament pensati negli ultimi giorni anche se ci sono giocatori come Westbook e Durant per cui non ci sono adjustment che reggono, la coppia d'oro dei Thunder mette a segno 12 dei 20 punti di squadra. Miami dal canto suo decide di esplorare il cetro dell'area dei Thunder nonostante la presenza di Ibaka e Perkins, missione assolutmente compiuta dato che 24 dei 26 punti degli Heat sono arrivati dal pitturato.
Il secondo quarto comincia con James in panchina a riposare ma ci pensa l'atletismo si Wade a tenere davanti gli Heat con le solite giocate di energie, una su tute la stoppata su su Collison, sì avete letto bene proprio l'ala centro degli avversari. Wade continua a macinare gioco e punti ma i Thunder rispondono con la coppia Harden-Fisher che a suon di giocate di furbizia ed esperienza riporta i Thunder a -1 preparando lo scenario per Durant cha a metà quarto comincia a scaldarsi. Entrambe giocano bene ma nel secondo quarto Miami fa leggermente più fatica del solito ma ci pensa Battier a risollevare gli Heat con due triple in meno di due minuti: rispettivamente il secondo e il terzo canestro di Miami al di fuori del pitturato. I Thunder devono ringraziere Westbrook, il numero 0 infatti realizza cinque punti in quaranta secondi che permettono a i suoi di andare al riposo a -1 sul 46-47.
Il terzo parziale inizia con i Thunder completamente diversi in entrambe le metà del campo come dimostra l'ex Biellese Thabo Sefolosha che prima difende in maniera enciclopedica su LeBron James per poi chiudere dall'altra parte schiacciando l'alley-oop alzato da Westbrook. La "nuova" OKC arriva fino al +9 grazie anche a Miami che, come spesso accade, rallenta e inizia a prendere brutti tiri statici, ovviamente solo fino al risveglio di Wade il quale pensa bene di suonare la carica per la squadra di casa prima schiacciando con forza e poi costringendo Durant al quarto (dubbio) fallo obbligandolo alla panchina. Brooks sceglierà di fare a meno anche di Westbrook, autore di troppe ingenuità ma sarà salvato dal solito Derek Fisher che realizza un gioco da 4 punti fondamentale, puro ossigeno per i Thunder aiutati anche da Perkins, tarantolato a rimbalzo in attacco. Miami non mostra un gioco particolarmente fluido ma incredibilmente si ritrova sul +2 grazie a una tripla di LeBron James, un risultato che nemmeno gli stessi Heat avrebbero creduto di raggiungere in così breve tempo, evidentemente l'assenza di Kevin Durant e Westbrook, a lungo termine, non è rimediabile. Chiave del quarto sono due errori grossolani in difesa di Ibaka e Fisher i quali, sbagliando un closeout, regalano due viaggi in lunetta per 3 liberi ciascuno a Miami, 6 punti in un momento difficile per gli Heat che da quel momento sono tornati a macinare punti.
Non sarà la Chesapeake Arena ma anche a Miami l'ambiente
non sembra niente male
Photo by eu.art.com
L'ultimo periodo inizia con una Miami cattivissima e molto aggressiva a cui però i Thunder riescono a tenere testa con i loro big three. Le prime avvisaglie di come finirà la partita si vedono quando Kevin Durant fa 0/2 ai liberi sul -1, non certo una bella notizia per i Thunder che però rimediano con la leadership di James Harden. I minuti passano e OKC arranca principalmente a causa della difesa degli Heat guidata da Bosh, più volte protagonista di stoppate e responsabile di molte palle perse di Kevin Durant. A 3 minuti circa dalla fine parte una sequenza che spezza in due la partita: Wade realizza un And-One e successivamente Durant è protagonista di una palla persa molto banale, è lo stesso numero 35 che poi commette il suo quinto fallo sull'entrata di James regalandogli un tiro libero addizionale a i due punti realizzati in entrata. Gli Heat raggiungono così il +7 a due minuti dal termine, sembra tutto finito ma i liberi di Perkins, la rubata incredibile di Sefolosha su Wade seguita dal canestro dello svizzero e il jump-shot di Westbrook riportano la partita sul -1: a Miami ritornano i soliti spettri tipici dei finali di partita in cui gettano via il vantaggio accumulato; certo che con 9 perse in 10 minuti era intuibile che Miami rischiasse il rientro di OKC. Negli ultimi secondi ovviamente Miami gestisce male con il solito brutto isolamento per LBJ che sbaglia il tiro salvo poi tirare 1/2 ai liberi sigillando il risultato sul +4 per gli Heat a 16.2 secondi dalla fine. OKC ha l'ultima possibilità ma butta via la rimessa regalandola a Miami che chiude il risultato sul 91-85 firmando il 2-1 nella serie.
Miami si è comportata in maniera ottima guidata da un James da 29 punti e 14 rimbalzi oltre che da un Wade da 25 punti, 7 rimbalzi e 7 assist anche se non vanno dimenticati Battier (9 punti con 2/2 da 3 punti) e Bosh che invece ha tirato male (3/12 dal campo per 10 punti) ma è stato utilissimo a rimbalzo (11 alla fine) e in difesa. OKC ha risposto con i 25 punti di Durant e i 19 di Westbrook ma la differenza l'ha fatta la scarsa circolazione di palla come testimoniano i pochi assist, le molte palle perse banali (5 di Kevin Durant) e la scarsa percentuale ai liberi: in una partita punto a punto non è ammissibile tirare col 62.5% dalla lunetta (15/24) quando i rivali tirano l'88.6% (31/35). LeBron James si è dimostrato un ottimo leader in attacco, a rimbalzo, in difesa e come portatore di palla, è stato ottimo infatti anche negli ultimi minuti con le due giocate decisive: un assist clamoroso a Bosh e il libero decisivo della vittoria, per non parlare del fatto che per gran parte della partita ha marcato a uomo Kevin Durant meritando quindi il risultato finale e il vantaggio nella serie.

Miami Heat - Oklahoma City 91-85 (26-20; 47-46; 67-69; 91-85)
Miami Heat: James 29, Wade 25, Bosh 10, Battier 9, Haslem 6, Jones 6, Miller 4, Chalmers 2, Cole.
Oklahoma City Thunder: Durant 25, Westbrook 19, Perkins 10, Harden 9, Derek Fisher 9, Sefolosha 6, Ibaka 5, Collison 2, Cook.

venerdì 15 giugno 2012

Non tutte le rimonte vanno a buon fine: Miami pareggia la serie


di Claudio Pavesi
E' LeBronJames il vero protagonista di Gara 2
Photo by Ronald Martinez / Getty Images

Definire Gara 2 importante è dire poco, LeBron James e gli Heat arrivano alla Chesapeake con un atteggiamento mai visto, incredibilmente serio, stessa cosa vale per i Thunder che guidati meravigliosamente dai loro ormai famosi tifosi, vorrei fare qualsiasi cosa tranne che deludere il proprio pubblico. Ora basta parole e prepariamoci alla palla a due.
Miami parte benissimo, tutti sembrano molto carichi e decisi tanto che gli uomini di coach Spoelstra arrivano anche sul 16-2 con giocate anche poco prevedibili come l'entrata in palleggio di Bosh che segna in entrata su Durant guadagnandosi addirittura il fallo. Tutti sembrano essere caldi, anche Battier, sempre preciso dall'arco, ma soprattutto la coppia Wade-James, decisa come non mai a cambiare la partita: per loro 15 punti con il 50% dal campo, qualche assist e più di un canestro dal post basso. La coppia d'oro di casa Durant-Westbrook invece è stata limitata perfettamente, tenuta a 5 punti di coppia con 2/10 dal campo e 2 falli a testa. L'unico dato positivo per i Thunder lo regala un'altra coppia, Harden-Ibaka, il barbuto infatti sembra essere un nuovo giocatore rispetto a quello dei 5 punti di Gara 1 mentre lo spagnolo di origine congolese inizia lo show di stoppate fermando quella che sarebbe stata una delle schiacciate più clamorose che LeBron James abbia mai fatto, proprio negli ultimi secondi del primo quarto.
OKC comincia il secondo quarto dal -12 con una faccia diversa, Ibaka continua a stoppare e Harden continua a costruire gioco, il numero 13 prende in mano la squadra costringendo anche al fallo James, il secondo, che lo obbliga alla panchina forzata. Senza James sono altri Heat e i Thunder tornano così sotto la doppia cifra di svantaggio anche con Durant e Westbrook a mezzo servizio. Quando torna in campo James la partita cambia di nuovo: più spazio per Bosh in attacco che viene ben ripagato dai compagni degli ottimi sforzi difensivi, stessa cosa vale per Battier che segna da 3 punti come fosse Larry Bird. Il secondo quarto segue un trend particolare per tutti i 12 minuti, non appena i Thunder si avvicinano sotto la doppia cifra di svantaggio Miami piazza subito un parziale importante come dimostra il risultato all'intervallo di +12 per gli Heat sul 55-43 con un Bosh da 10 punti, un LeBron da 14 tirando quasi il 50% dal campo e uno strepitoso Wade da 13 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Per i Thunder 9 punti per Westrook che però mostra una brutta gestione di palla, solo 6 punti invece per Durant con 3/9 dal campo. L'unico a salvarsi per gli idoli di casa è Harden con i suoi 17 punti, 15 in più rispetto a tutta Gara 1. Oltre alle statistiche la differenza l'ha fatta la gestione della palla, ottima infatti quella degli Heat che possono contare su molti realizzatori diversi e un ottima circolazione da parte di tutti, lenta e macchinosa invece per i Thunder. L'altra differenza sostanziale la offre il già citato Bosh, per lui una Gara 1 da 10 punti e 5 rimbalzi dalla panchina mentre oggi all'intervallo il tabellino segna 10 punti e 10 rimbalzi più qualche stoppata e un'ottima presenza difensiva, forse la partenza in quintetto ha dato morale.
Nel terzo quarto servirebbe una scossa per OKC, squadra quasi in crisi come dimostra la statistica da 0 punti in contropiede nel primo tempo, è la prima volta infatti che accade una cosa del genere in tutta la stagione, c'è poco da dire, al momento gli Heat sono superiori guidati da LeBron James che continua ad attaccare nonostante il terzo fallo commesso nei primi minuti che lo obbliga a dover marcare Perkins per lungo tempo per evitare ulteriori falli. Interessante vedere per un periodo nel terzo parziale Durant marcare Wade che però sembra davvero imprendibile anche se il leader di giornata è ancora lui, Shane Battier, l'ex Duke continua a segnare triple senza sbagliare mai. Durant prova a tornare in partita prendendosi qualche tiro salvo poi dover abbandonare il campo per il quarto fallo che la maestria di James lo obbliga a commettere, al suo posto entra Fisher per un quintetto sperimentale con Harden, il già citato ex Lakers, Sefolosha, Westbrook e Perkins. La fotografia della partita fino ad ora la regala Haslem che stoppa dal nulla Westbrook, recupera la palla e lancia il contropiede, sembra che gli Heat stiano guidando un'auto da formula uno e i Thunder inseguano con il motorino. Il quarto finisce 78-67 per gli Heat grazie ad un canestro di Westbrook nel finale, il -11 non è di certo un brutto affare per quello che si è visto sul parquet della Chesapeak Arena, se in un quarto come questo però James segna 12 punti c'è poco da fare.
Il pubblico della Chesapeake Arena è tra i migliori in NBA
Photo by Bryan Terry / The Oklahoman
L'ultimo periodo comincia con un paio di grandi giocate di Nick Collison, uno degli eroi di Gara 1, ma non ci vuole molto perchè arrivi la tegola sulla testa dei Thunder: Durant commette il quinto fallo nei primi 2 minuti e la fiamma dei Thunder sembra spegnersi del tutto come può confermare il rimbalzo offensivo di Bosh, catturato da solo in mezzo a quattro maglie bianche che sembrano quantomeno demoralizzate. Durant resta in campo con cinque falli e realizza in successione una tripla e una schiacciata pazzesca in faccia a Battier, due prodezze che scatenano i compagni i quali, con un paio di ottime giocate di Harden e con un gioco da tre punti incredibile di Westbrook su fallo di James, tornano a -6. Gli Heat iniziano ad avere gli incubi nonostante la quinta tripla di Battier a cui però risponde un sempre più caldo Kevin Durant che porta la partita fino al -4 per i suoi Thunder. Negli ultimi due minuti tocca sempre a Durant prendere in mano la partita, il 35 rischia però di commettere il sesto fallo e traballa ai liberi, al contrario Wade risponde con un canestro cadendo indietro che potrebbe abbattere definitivamente gli animi di OKC. LeBron e compagni finiscono per commettere il solito errore, si arenano fermando troppo il pallone e abbassando la percentuale al tiro, ne approfitta dunque Westbrook che firma il -3 schiacciando su rimbalzo offensivo (Westbrook sarebbe il playmaker, di solito quello basso che porta palla) ma è LeBron a mettere la firma con il suo primo canestro dal campo nel quarto, una prodezza in step-back a 90 secondo dalla fine che porta il tutto sul +5 per i suoi, toccherà poi a Bosh incrementare il vantaggio. A 50 secondi dalla fine KD realizza il -5 e Wade sorprende tutti portando palla oltre il centrocampo con troppa foga tanto che Fisher riesce a toccarla, Harden la recupera e la palla raggiunge in fretta le mani di Durant che spara da tre punti trovando il -2 a 37 secondi dal termine. James sbaglia un tripla con poco ritmo e OKC tenta il pareggio con Durant a 13 secondi dalla fine: a sorpresa il 35 tira immediatamente da due e sbaglia anche se sembra che James, in marcatura sul KD, abbia commesso un vistoso fallo però non sanzionato. James chiude la partita con 2 liberi restando perfetto dalla lunetta (12-12) è il definitivo 100-96 per Miami, 1-1 nella serie.
La partita è stata strana, OKC ha inseguito per 48 minuti e negli ultimi secondi ha rischiato anche di vincere. Miami è stata superiore soprattutto in difesa chiudendo ogni spazio ai Thunder e non cencedendo loro ripartenze o contropiedi e rendendo il centro dell'area un territorio molto più difficile da frequentare rispetto a Gara 1. Le stelle di Miami hanno dominato come dimostrano le statistiche: per James 32 punti, 8 rimbalzi e 5 assist con il 12-12 ai liberi, Wade ha messo a segno 24 punti, 6 rimbalzi e 5 assist con un super primo tempo e Bosh ha inciso con 16 punti e 15 rimbalzi di cui 7 offensivi, il tutto ovviamente senza dimenticare Battier e i suoi 17 punti con 5-7 da tre punti. OKC dal canto suo risponde con i 21 punti di Harden anche se solo 4 di questi sono stati segnati nel secondo tempo, Durant ne segna 32 con 12-22 dal campo mentre Westbrook risponde con 27 punti, 8 rimbalzi e 7 assist.

Oklahoma City Thunder - Miami Heat 96-100 (15-27; 43-55; 67-78; 96-100)
Oklahoma City Thunder: Durant 32, Westbrook 27, Harden 21, Ibaka 7, Perkins 4, Sefolosha 3, Fisher 2, Collison.
Miami Heat: James 32, Wade 24, Battier 17, Bosh 16, Chalmers 3, Haslem 2, Cole 2, Jones 2, Miller 2.

mercoledì 13 giugno 2012

Oklahoma City Thunder e Kevin Durant: buona la prima


di Claudio Pavesi
Il logo "The Finals" sulla maglia vale più di qualsiasi MVP per KD35
Photo by Associated Press Photo

E' Giugno, le scuole finiscono, l'estate si avvicina ma soprattutto ci sono le Finals NBA, il più grande spettacolo per qualsiasi appassionato di pallacanestro sul pianeta e quest'anno il menù ci offre un fantastico scontro tra gli Oklahoma City Thunder e i Miami Heat. La sfida più attesa di tutte però è quella tra i due leader: Kevin Durant e LeBron James, senza molte perifrasi i due migliori giocatori di basket sul globo terracqueo, due fenomeni che in questa serie si giocheranno il trono di re della NBA.
Senza molti indugi trasferiamoci mentalmente all'interno della Chesapeake Arena per Gara 1. Il primo episodio di una serie è sempre particolare, le due squadre devono ancora studiarsi e spesso sono ancora appesantite dalle serie precedenti anche se Miami sembra smentire questa diceria, pur venendo da una gara 7 infatti gli Heat incominciano la sfida a un ritmo paurosamente alto mettendo in mostra anche una difesa di squadra impressionante in grado di ingabbiare e mettere in crisi gli uomini di coach Brooks che nei primi minuti sono troppo Durant-dipendenti. Anche in attacco Miami riesce a sorprendere le aspettative di ogni tifoso dei Thunder, anche il più pessimista, con un Wade molto più playmaker del solito in grado di piazzare 4 assist in pochi minuti e con un James che riesce a portare avanti i suoi pur segnando solo 6 punti tirando 1-5 dal campo nel primo quarto. Il primo quarto si chiude quindi sul 29-22 per Miami, solo il canestro di Harden sulla sirena, consueto e puntuale come i regali a Natale, permette a OKC di evitare la doppia cifra di svantaggio.
Il secondo quarto continua con lo stesso iter del primo con i due scorer inaspettati degli Heat sempre più caldi: Chalmers e Battie, rispettivamente con 10 e 13 punti all'intervallo, non male se pensiamo che il massimo in stagione di Battier è stato di 18 punti. L'attacco dei Thunder sembra sconvolto dalla prestazione degli Heat e di James, protagonista del quarto con un parziale di 8-0 che porta gli Heat ad un massimo vantaggio di 13 punti, come dimostra l'azione-simbolo del momento: lo schema di OKC è lento a svilupparsi, Durant fermail palleggio e fa partire un passaggio lento intercettato successivamente da James che chiude il coast-to-coast schiacciando in faccia all'idolo di casa con il numero 35. A tenere a galla i Thunder ci pensano prima Fisher, mini parziale di 4-0 per lui, e poi Serge Ibaka, vero e proprio leader su entrambi i fronti che riesce a liitare i danni e permet a Oklahoma City di chiudere il secondo quarto mantenendo i 7 punti di svantaggio sul 54 a 47 per Miami, un vero lusso per come stava giocando al momento la squadra di casa. Interessanti nei primi due quarti gli accoppiamenti difensivi che vedevano LeBron James per lunghi tratti anche su Perkins mentre a Battier tocca la fatica di marcare Durant; OKC dal canto suo prova a lungo la difesa a zona che però risulta spesso disattenta come dimostrano i buchi sul perimetro che permettono a Chalmers e a Battier di prendersi molte triple con spazio.
Dopo l'intervallo i Thunder tornano sul parquet casalingo con una faccia decisamente diversa come dimostra la giocata iniziale di Durant il quale schiaccia sulla difesa schierata degli Heat, un'azione da poster davvero incredibile che riesce a trasmettere energia al pubblico e a tutti gli uomini di Brooks, in particolare a Westbrook e a Sefolosha che si dimostreranno i veri leader del terzo parziale. Il già citato Sefolosha inizia a difendere come non mai su Wade anche se quello che stupisce più di ogni cosa è la sua prestazione offensiva, costringe infatti Wade a commettere un paio di falli e realizza alcuni canestri tra cui la rovesciata che porta al pareggio. Miami torna usare il suo criticatissimo attacco statico che però è l'unico possabile dato che la difesa dei Thunder è davvero perfetta, l'unico giocatore in grado di rispondere a OKC è, tanto per cambiare, LeBron James che firma un parziale di 5-0 che riporta in vantaggio i suoi, il tutto impreziosito da una giocata speciale: LBJ infatti prima taglia fuori nientemeno che Perkins, prende il rimbalzo e conclude il coast-to-coast realizzando in entrata con la mano sinistra in faccia a Durant, davvero l'equivalente di un'opera d'arte. L'altro protagonista del terzo quarto è Westbrook il cui atletismo fuori dal comune fa letteralmente impazzire Chalmers anche se l'eccessiva carica lo porta a commettere un fallo tecnico per una reazione leggermente eccessiva a seguito di un canestro. Il numero 0 dei Thunder però non si perde d'animo e continua a guidare i suoi fino a realizzare un'acrobatico canestro negli ultimi secondi che porta Oklahoma City in vantaggio per 74-73, alla fine per l'ex UCLA ci saranno 27 punti, 11 assist e 8 rimbalzi.
La coppia James-Wade non è riuscita a portare a casa la
vittoria nonostante i 49 punti combinati
Photo by Jonathan Daniel / Getty Images 
Il quarto e ultimo periodo è la celebrazione di coach Scott Brooks. L'allenatore della squadra di casa infatti decide di rischiare e parte con un quintetto particolarmente basso con Westbrook, Fisher, Sefolosha, Durant da 4 e Nick Collison da 5, una decisione rischiosa dato che prevede l'assenza di Harden anche se quest'ultimo non è sembrato particolarmente ispirato nel corso della serata. La decisione paga più del previsto, Sefolosha continua a difendere benissimo anche su LeBron James mentre Collison, forse posseduto da qualche spirito, si getta su ogni pallone e cchiude con 8 punti, 10 rimbalzi e tante piccole cose non segnalabili tramite le statistiche. Negli ultimi minuti Kevin Durant prende letteralmente fuoco e inizia a segnare a ripetizione compreso un fantastico appoggio a circa cinque minuti dalla fine che porta i Thunder sul +6, James prova a rispondere con un paio di miracoli ma il quintetto base di coach Brooks non tradisce e permette alla squadra di casa di portarsi sul +10 a circa 3 minuti dalla fine anche se non si può non parlare delle colpe degli Heat che non sfruttano i centimetri di James, Bosh e Haslem e si limitano a tirare sempre da otto o nove metri con scarsi risultati. Gli ultimi minuti servono solo a LeBron per provare a tenere a galla i suoi ma l'obbiettivo non viene centrato, i Thunder chiudono Gara 1 sul 105-94 portandosi in vantaggio nella serie.
Che dire? La partita è stata molto bella e spettacolare ma una stella ha brillato più di ogni altra, quella di Kevin Durant che ha messo a referto 4 assist, 8 rimbalzi e 36 punti, 17 dei quali nel quarto periodo tirando tra l'altro 12/20 dal campo, 4/8 da 3 punti e 8/9 ai liberi. Avete letto bene: 17 punti nel quarto periodo, non male per essere la prima gara di Finale in carriera. LeBron James ha risposto con 30 punti, 9 rimbalzi, 4 assist e 4 rubate tirando 11/24 dal campo, 1/3 da 3 e 7/9 ai liberi anche se nel quarto periodo si è limitato a segnare 7 punti alimentando le continua critiche sul suo clutch gaming. Il vero vincitore della serata è Scott Brooks che ha deciso la partita con gli adjustments presi durante l'intervallo, la scelta del quintetto basso nel finale e di non raddoppiare LeBron James nell'arco di tutto il match limitando la sua abilità di passatore. Sempre fondamentale anche il pubblico dei Thunder capace, soprattutto nel finale, ha trasformato il palazzetto in una polveriera come testimoniano le parole del giornalista de "La Gazzetta dello Sport" Massimo Oriani, quest'ultimo, presente in loco, ci ha personalmente descritto, tramite twitter, l'ambiente come "pazzesco e assordante, unico in NBA"
Dopo una Gara 1 del genere è illegale perdere il secondo episodio, ci si rivede nella notte tra giovedì e venerdì sempre alla Chesapeake Arena di Oklahoma City.

Oklahoma City Thunder - Miami Heat 105-94 (22-29; 47-54; 74-73; 105-94)
Oklahoma City Thunder: Durant 36, Westbrook 27, Ibaka 10, Sefolosha 9, Collison 8, Fisher 6, Harden 5, Cook.
Miami Heat: James 30, Wade 19, Battier 17, Chalmers 12, Bosh 10, Haslem 4, Miller 2, Anthony.

venerdì 27 aprile 2012

Eastern Conference Playoffs Preview: Bulls contro Heat è la finale di conference già scritta, ma occhio alle sorprese con Celtics e Pacers

Di Claudio Pavesi e Federico Bianchi.
Fonte: espn.go.com


CHICAGO BULLS (1) vs PHILADELPHIA 76ERS (8). La prima testa di serie dell'Est, i Chicago Bulls affrontano al primo turno i 76ers, in una serie di primo turno che sembra piuttosto indirizzata verso la squadra della città del vento.
I Bulls arrivano ai playoff con la loro stella, Derrick Rose, non al top della forma, ma che sicuramente stringerà i denti per portare i suoi il più lontano possibile in questa post-season. La squadra di coach Tom Thibodeau ha dimostrato però in questa regular season di non essere assolutamente Rose-dipendente, vincendo buona parte delle partite giocate in mancanza dell'MVP in carica, anche grazie alle buone prestazioni di C.J. Watson e John Lucas, chiamati in causa nel momento del bisogno.
Oltre alla presenza di Rose a favore dei Bulls ci sono le costanti buone prestazioni di Luol Deng, uomo imprescindibile nel ruolo di ala piccola, e del reparto lunghi, che con Noah, Boozer, Gibson e Asik garantisce prestazioni notevoli sotto le plance.
I Sixers invece arrivano ai playoff dopo una stagione piuttosto altalenante, iniziata benissimo, ma proseguita non altrettanto bene. La forza della squadra di Philadelphia sta in un ottimo gruppo di giocatori giovani sugli esterni, tra cui il playmaker Jrue Holiday, Evan Turner, Louis Williams e Jodie Meeks, tutti con talento e diversi punti nelle mani, guidati dal leader indiscusso della squadra: Andre Iguodala, giocatore in grado di fare veramente di tutto su un campo da basket.
Le difficoltà maggiori per i Sixers però in questa serie verranno probabilmente dal reparto interno, infatti Elton Brand e Spencer Hawes, i due lunghi titolari, non sembrano in grado di contenere la già citata frontline dei Bulls. Se la squadra di Thibodeau riuscirà a controllare i ritmi nelle partite in casa e a imporre la sua difesa come ha sempre fatto in regular season sembra piuttosto facile il passaggio del turno per Chicago.
PRONOSTICO: 4-0 BULLS

MIAMI HEAT (2) vs NEW YORK KNICKS (7). Insieme a quella di Chicago questa dovrebbe essere la serie più scontata a Est, Miami infatti non solo ha dimostrato nella stagione regolare di essere superiore ma , avendo già conquistato da lungo tempo la seconda piazza, ha avuto la possibilità di lasciare a riposo LeBron James e Dwyane Wade per le ultime gare ed è rinomato che questa coppia, se può giocare al massimo dei suoi ritmi, può essere con pochi dubbi la migliore della lega. I Knicks sono pur sempre una mina vagante per la presenza di grandi realizzatori come Carmelo Anthony e J.R. Smith che però sono soliti intestardirsi e tagliare i compagni fuori dal gioco prendendo tiri spesso forzati, aggiungiamo a questo anche l'assenza di Jeremy Lin e avremo così un'idea più chiara delle difficoltà che dovrebbero avere i Knicks in questa serie. Un giocatore che potrebbe cambiare la serie è Amar'e Stoudemire che, nonostante abbia appena portato a termine quella che statisticamente è la peggiore stagione della sua carriera, nelle ultime partite è sembrato in ripresa e la supremazia fisica su Bosh potrebbe risultare decisiva. La chiave della sfida potrebbe essere Tyson Chandler, giocatore che quest'anno ha rivoluzionato la difesa dei Knicks e che l'anno nelle finali ha fatto letteralmente impazzire gli Heat quando ha guidato la difesa di Dallas alla vittoria del titolo.
Difficilmente Chandler potrà fermare da solo gli Heat visto che i suoi compagni spesso si dimenticano della fase difensiva e hanno la brutta usanza di lasciare avversari liberi sul perimetro, cosa proibita quando ci sono tiratori come Mario Chalmers e Mike Miller a ricevere gli scarichi di James e Wade. Dimenticavo, il finale potrà anche essere scontato ma la sfida diretta tra James e Anthony regalerà di sicuro spettacolo.
PRONOSTICO: 4-0 HEAT

INDIANA PACERS (3) vs ORLANDO MAGIC (6). Gli Indiana Pacers sono stati senza dubbio una delle migliori sorprese di questa stagione, una squadra giovane e ricca di talento che ha conquistato meritatamente la terza piazza a Est.
I Pacers si presentano a questi playoff con diverse certezze, con una squadra che con un anno in più di esperienza rispetto all'anno scorso punta a superare il primo turno, con buone speranze di farcela.
Prima fra le già citate certezze è il centro all star Roy Hibbert, che nel suo quarto anno di NBA si è dimostrato finalmente in grado di sfruttare al meglio il suo fisico potenzialmente dominante, viaggiando in doppia doppia di media in stagione.
Al suo fianco quest'anno inoltre può contare sull'esperienza del veterano David West, che con la sua tecnica e il suo gioco offensivo sembra essere il partner ideale di Hibbert.
A completare il quadro c'è un backcourt di tutto rispetto, guidato dal leader indiscusso Danny Granger, miglior realizzatore della squadra, al quale si aggiungono il taletuoso Paul George e il playmaker Darren Collison.
I Magic invece arrivano a questi playoff piuttosto malconci, con la stella della squadra, Dwight Howard, fuori uso a causa dell'ernia e dato come quasi sicuro partente alla fine di quest'anno dopo la telenovela della stagione in corso.
Howard senza dubbio era il motivo principale del successo dei Magic, che senza di lui perdono il miglior realizzatore e rimbalzista della squadra, oltre all'unico vero lungo in grado di contenere Hibbert. A provare a tenere alta la bandiera dei Magic ci sarà il playmaker Jameer Nelson e gli altri fedelissimi di coach Van Gundy, tra cui JJ Redick e Ryan Anderson, due dei migliori tiratori da tre della lega. Anche in questo caso sembra difficile pronosticare un upset, viste le condizioni opposte in cui arrivano ad affrontare la serie le due squadre.
PRONOSTICO: 4-1 PACERS

BOSTON CELTICS (4) vs ATLANTA HAWKS (5). Potrebbe essere la serie più combattuta della Eastern Conference, da un lato i Celtics che, nonostante una stagione discutibili riescono a vincere la propria Division agguantando il quarto posto, dall'altro gli Atlanta Hawks che hanno dimostrato di poter essere una squadra molto competitiva anche senza il centro Al Horford, fuori per infortunio che però potrebbe tornare per le ultime due gare della serie. Non è la prima volta che queste due squadre si affrontano nei Playoffs e gli Hawks si sono sempre dimostrati avversari ostici per i Celtics, difficili da prevedere e forti difensivamente grazie alla presenza di Josh Smith, un giocatore che tra l'altro è anche un incredibile passatore, praticamente il Kevin Garnett di Atlanta. La chiave per i Celtics sarà ovviamente la condizione fisica delle stelle dato che Garnett è da lungo tempo che attraversa alti e bassi anche se ora sembra essere tornato quello di un tempo, Pierce si è fatto male ad un dito nell'ultima uscita stagionale ma non sembra essere nulla di grave, infatti è subito rientrato in campo ma non sappiamo quanto potrà influire sul suo gioco. La situazione più preoccupante è quella che riguarda Ray Allen, infortunato da lungo tempo e a rischio per le prime partite della serie, si dice che potrebbe tornare comunque già da gara-1 ma non sarebbe al massimo della condizione. Atlanta non dispone di molti realizzatori ma è una squadra molto atletica come dimostra la presenza di una delle sorprese dell'anno, il rookie Ivan Johnson e il playmaker Jeff Teague, giocatore velocissimo e molto atletico, l'unico che può infastidire Rondo in entrambe le metà del campo.
La serie andrà in mano alla difesa più dominante e, a questo proposito, una delle chiavi sarà Mickael Pietrus, perfetto per marcare Joe Johnson, ma importante potrebbe essere anche l'atletismo quindi non stupitevi se JaJuan Johnson avrà qualche minuto in più in questa serie.
PRONOSTICO: 4-3 CELTICS

lunedì 5 marzo 2012

La vendetta è un piatto che va servito...con la maschera.

di Davide Quaranta.
"
Non svegliare il can che dorme" diremmo noi in Italia. Forse è anche quello che ha pensato ieri sera (pomeriggio a Los Angeles) Dwyane Wade quando, all'interno della "Noche Latina" ha visto Kobe Bryant mitragliare a ripetizione la retina dei canestri dello Staples Center. La guardia dei Los Angeles Lakers ha ritrovato da avversario proprio Flash, colpevole di un duro fallo durante l'All Star Game di Orlando che gli ha provocato la frattura del naso con conseguente maschera da gioco (qui sotto il fallo di Wade su Kobe).


Subito dopo il duro colpo, il Mamba ha dichiarato (probabilmente per non agitare ulteriormente le acque) di non voler nessun tipo di vendetta contro l'amico-rivale. Nonostante queste parole di circostanza, tutta la NBA si aspettava una reazione da parte della bandiera gialloviola, e questa reazione non si è fatta pregare: nei primi tre minuti di gioco, Kobe ha segnato 10 punti sulla faccia di Wade senza errori al tiro, dimostrando uno strapotere tecnico che da tanto non si vedeva (se si esclude la serie di quattro partite consecutive oltre i 40 punti). Il "24" non ha però finito così, terminando a 20 punti (con 8/11 al tiro) il primo tempo, tanti quanti la coppia LeBron-Wade, e, a metà quarto quarto, costringendo proprio Flash (abbastanza contrario alle decisione arbitrali) ad abbandonare il campo per falli.
Bryant ha chiuso la partita con 33 punti con 9 errori al tiro (su 23 tentativi), segnando nei momenti in cui "El Heat" sembravano poter rientrare e spaventare gli Angeleni.
Da segnalare anche l'ottima prestazione di Metta World Peace e di Andrew Bynum, autore di 16 punti e 13 rimbalzi. Per Miami si salva solo James, che mette a referto 25 punti, 13 rimbalzi e 7 assist.

Probabilmente Kobe non è più considerato il giocatore più forte della lega, ma ancora una volta, quando tutti lo davano per "morto", ha dimostrato che, per il passaggio di testimone ci vorrà ancora qualche tempo. Ancora per un po' giocherà con la maschera protettiva, che sembra dargli linfa vitale sul campo di gioco. Che l'America abbia trovato un nuovo supereroe nel "Masked Mamba"? Staremo a vedere.
Il famoso "viale del tramonto" lo ha imboccato, ma deve avere trovato traffico. [cit.]

lunedì 23 gennaio 2012

Matchups: Flavio Tranquillo

intervista realizzata da: Davide Quaranta

Dopo Alessandro Mamoli, Basketzone vi propone un'altra intervista con un giornalista del team di Sky Sport. Questa volta è il turno di Flavio Tranquillo, al quale abbiamo posto domande che vanno dal basket NBA a quello nostrano, passando per qualche piccola curiosità della sua vita professionale, per chiudere con l'immancabile gioco dei pronostici!

DQ: Cominciamo parlando di NBA, in particolare della situazione dei New York Knicks: chi sbaglia? D'Antoni? la dirigenza? che cosa si può fare per migliorare?
FT: Tanto talento, malissimo assemblato e per nulla adatto alle convinzioni dell’allenatore, che non è noto per essere uno capacissimo di scendere a patti con sè stesso.



DQ: Lebron: qual è esattamente il suo ruolo? potrà mai fare il playmaker alla Magic Johnson?
FT: Mai dalla posizione di chi “la porta su” in palleggio. Dovrebbe fare il playmaker, in senso lato, giocando in altre posizioni del campo (gomito, post basso, linea di fondo).

DQ: In vista della deadline, c'è qualche giocatore di rilievo che,secondo te, potrebbe cambiare maglia? Pochi giorni fa abbiamo scritto di una possibile partenza di Deron Williams (Visto che Lopez non rinnova) e, come detto da Ainge, i Celtics potrebbero smembrarsi.
Quali sono le notizie che hai tu?
FT: Le situazioni sono quelle, Orlando, Boston, forse Lakers, forse New York. E poi ci sono le disperate che vorranno cambiare. Ci sarà movimento.

DQ: Situazione italiani: dove potranno arrivare ragionevolmente? li vedremo mai in un contesto da titolo?
FT: Essere in un contesto da titolo non dipende da loro se non in minima parte, nessuno dei tre sarà mai la prima punta di una squadra da titolo. Gallinari è sicuramente un possibile uomo importantissimo di una squadra simile, Bargnani per diventarlo dovrebbe rinunciare a un po’ di quantità per della qualità, Belinelli a dei minuti.

DQ: Tra di loro ce n'è uno che sabato notte ha letteralmente dominato con 37 punti e 11 rimbalzi contro i Knicks, confermandosi sempre più leader della sua squadra. Stiamo ovviamente parlando di Danilo Gallinari (che noi conosciamo per il suo passato a Pavia).
E' destinato ad essere una stella NBA o "solamente" un buon giocatore/specialista?
FT: Vedi sopra, stella nel senso non deteriore del termine.


DQ: Parlando invece del basket "nostrano":Come vedi l'attività futura della Nazionale, visto il disastro di quest'anno agli europei, con talenti come Della Valle, Imbrò, Gentile, Tessitori, Moraschini ecc? Dai successi delle rappresentative giovanili è possibile attuare una rifondazione che possa far tornare il sorriso ai tifosi?
FT: I tifosi dovrebbero sorridere ugualmente. Chi deciderà le sorti della Nazionale saranno i 3 NBA, che stanno maturando.

DQ: L'EA7 Milano è partita all'inizio della stagione con grandissimi obiettivi. Dopo questa serie di sconfitte tra campionato e Eurolega, insieme alle contestazioni dei tifosi, può la squadra di Scariolo uscire ridimensionata? Ha inciso la partenza di Gallinari?
FT:Gallinari una mano la dava, ed Hairston pure. Ma per ora è il quadro generale ampiamente in negativo. Come a New York, finchè si dibatte solo sull’assegnazione delle responsabilità, difficili i passi avanti


DQ: Dopo il basket, un po' di curiosità per chi non ti conosce: come è cominciata la tua avventura come commentatore? Sappiamo che iniziò tutto nell'82 a Radio Press Panda dove hai dovuto sostituire il commentatore dell'Olimpia Milano che era proprio... Federico Buffa.
FT: Esatto, che conoscevo per via di amicizie comuni.

DQ: Com'è stata la tua avventura prima da scrittore con il tuo libro "i dieci passi. Piccolo breviario sulla legalità" e poi l'avventura da ghost writer per il libro di Danilo Gallinari "da zero a otto"?
FT: Esaltanti ambedue. “I Dieci passi” è evidentemente qualcosa che avevo dentro, è uscito da solo. “Da Zero a Otto” invece mi ha permesso di conoscere meglio una persona speciale.

DQ: Basket o football americano? quali preferisci tra le tue due grandi passioni sportive?
FT: Basket, ci mancherebbe.

DQ:Ultimo "gioco" al quale ti sottoponiamo: I pronostici: chi vince l'Eurolega, chi l'NBA e chi l'NCAA?
FT: CSKA, Heat e Duke.



Tutto il team di Basketzone RTP ringrazia per la disponibilità e la pazienza Flavio Tranquillo, al quale mandiamo un grosso saluto e tanti complimenti per il lavoro che svolge.
Per voi lettori di Basketzone RTP, invece, l'appuntamento è tra una settimana per una nuova intervista della rubrica "Matchups".