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venerdì 29 giugno 2012

Davis prima scelta in un Draft da ricordare

di Luca Ngoi


Nella cornice del Prudential Center di Newark, New Jersey si è tenuto come di consueto il Draft NBA 2012, che potrebbe essere ricordato come uno dei più profondi e clamorosi degli ultimi anni o uno dei più deludenti nel caso in cui i giocatori scelti non dovessero confermare le loro potenzialità.
Se la prima scelta dei New Orleans Hornets era da mesi scontata, dunque Anthony Davis conosceva già la propria destinazione dalla 2 in giù si poteva solo ipotizzare, ma di certezze erano comunque poche. I Bobcats, in particolare, possessori della seconda scelta, erano stati protagonisti di una miriade di voci nelle ore immediatamente precedenti la lotteria, con Houston e Cleveland molto interessati nella loro pick. Alla fine la franchigia di proprietà di MJ si è orientata sul secondo giocatore in uscita da Kentucky, Michael Kidd-Gilchrist, che dunque avrà l’oneroso compito di iniziare l’opera di rifondazione in Carolina. Nonostante tutto però ci sono ancora alcuni dubbi in quanto il giorno prima del draft Charlotte aveva acquisito la guardia Ben Gordon e dunque bisognerà vedere quale sarà il reale assetto della squadra con due giocatori a combattere sostanzialmente per lo stesso posto, anche se non è improbabile un loro impiego in contemporanea.
Poche sorprese anche con la terza scelta di Washington, la guardia da Florida Bradley Beal mentre qualche perplessità l’ha destata Cleveland con la numero 4, spesa per chiamare Dion Waiters da Syracuse. Sicuramente un giocatore solido e forse già pronto adesso a giocare in NBA, ma probabilmente non così talentuoso da giustificare una chiamata così in alto. La coppia con Kyrie Irving resta comunque interessante, viste le buone attitudini difensive del prodotto da Syracuse.
Non ha sorpreso nemmeno la scelta di Sacramento, che ha puntato su Thomas Robinson da Kansas, garantendo il lieto fine alla storia più toccante di tutto questo ultimo Draft. L’ala ex Jayhawks andrà adesso a comporre un’ottima coppia di lunghi con Demarcus Cousins, due giocatori complementari e perfettamente in grado di giocare insieme.
A Portland invece servivano una guardia e un lungo, quindi con la loro scelta numero 6 hanno puntato sul realizzatore da Weber State Damian Lillard, giocatore dalle qualità offensive privatissime, che sa segnare in ogni modo possibile, attaccare il ferro e guidare una squadra vista la leadership mostrata in tre anni al college (forse anche per l’assenza di alternative). Sarà lui il playmaker titolare, mentre dovrà combattere un po’ di più per scendere in campo la scelta numero 11, Meyers Leonard da Illinois, che partirà presumibilmente dalla panchina ma assieme ad un maestro del ruolo come Lamarcus Aldridge potrà imparare tanto e probabilmente giocare al suo fianco aggiungendo un buon contributo difensivo alla squadra.
Ha scelto il talento Golden State, puntando sull’ex Tar Heel Harrison Barnes, che andrà dunque a formare un reparto di esterni interessante come pochi con Stephen Curry e Klay Thompson; i tre giocatori potranno giocare insieme e, almeno offensivamente, i problemi dei Warriors dovrebbero essere finiti. Restano dubbi a livello difensivo e di attributi per il prodotto di coach Roy Williams, ma di sicuro nella Baia quest’anno non si dovrebbero annoiare.
La seconda sopresa del primo giro è stato Terrence Ross, scelto alla numero 8 da Toronto, che ha destato qualche dubbio non tanto per il talento, indubbio, del giocatore ma più che altro perché per le caratteristiche che porta potrebbe essere un doppione del già presente Demar Derozan. Guardia atletica, che sa segnare in più modi e applicarsi in difesa. Ai Raptors comunque serviva un giocatore in grado di segnare punti e l’obiettivo è stato raggiunto.
Con la numero 9 Detroit ha scelto di completare il proprio reparto lunghi con Andre Drummond, centro super atletico da Connecticut ma che proprio per questo desta qualche dubbio a livello offensivo, dove è reduce da una stagione a fari spenti ma che comunque non cancella le doti più che visibili. Avrà bisogno di crescere, ma a livello di big men e di centimetri i Pistons hanno già posto le basi per il futuro con una delle coppie più interessanti a livello assoluto assieme a Greg Monroe.
Alla decima scelta erano ancora “on the clock” gli Hornets, che una volta scelto Davis dovevano puntellare lo spot di playmaker e hanno puntato su Austin Rivers, figlio di Doc. Il talento è indiscusso, ma ci permettiamo di dubitare sulle doti da playmaker, ruolo per il quale forse non è ancora pronto, ma anche per imparare le attitudini ci sarà tempo. Di sicuro, dovesse rimanere Eric Gordon, i due e Anthony Davis sono un bel trio da cui ripartire.
Protagonisti indiscussi della serata comunque sono stati gli Houston Rockets, che erano riusciti ad accumulare ben tre scelte (la 12, la 16 e la 18) con le quali hanno chiamato nell’ordine Jeremy Lamb, guardia che potrebbe portare allo scambio di Kevin Martin, Royce White, giocatore completo e in grado di fare qualsiasi cosa su un campo da basket che può partire dalla panchina per spaccare le partite e Terrence Jones, ala dal talento indiscusso ma che dovrà ritagliarsi un ruolo preciso in NBA viste le qualità fin troppo da all aro under.
A Phoenix ci si prepara all’addio di Steve Nash (c’è il forte interesse di Toronto) attraverso la scelta del playmaker più vero e vecchio stampo dell’intero lotto: Kendall Marshall, che nel caso il canadese dovesse rimanere potrebbe migliorare esponenzialmente già al suo primo anno, mentre nel caso in cui il numero 13 dovesse partire sarebbe già pronto a prendere in mano la squadra e a ispirare i compagni con i suoi passaggi sartoriali e le sue invenzioni sui 28 metri.
A Milwaukee, vista la presenza di Jennings e Ellis nel back court serviva un lungo e allora si è puntato su quello che probabilmente è il miglior intimidatore del Draft dopo Davis: John Henson, buona scelta nonostante il fisico non propriamente statuario ma che migliorerà già nella off season dopo la quale sarà pronto a contribuire visti i miglioramenti evidenti nella completezza del suo arsenale offensivo.
Passata un po’ sotto silenzio la scelta di Philadelphia, che ha chiamato Mo Harkless, giocatore dall’atletismo impressionante ma dalle buone doti offensive, pur senza un tiro dalla lunga anche minimamente decente. Si è parlato di un addio di Iguodala e allora ecco che i Sixers si sono cautelati con questa scelta che andrà a comporre un quadro di grandi atleti insieme a Thaddeus Young ed Evan Turner.
La scelta numero 17 di Dallas è stata soggetta ad uno scambio con Cleveland, che ha ceduto le sue 24, 33 e 34 in cambio di quello che poi è risultato essere Tyler Zeller, centro da Carolina solidissimo e che avrà la sua carriera sicura in NBA per anni a venire. Può contribuire da subito e vista l’estrema intelligenza cestistica potrà essere un buon partner per Kyrie Irving.
Scelta interessante alla 19 per Orlando, che ha chiamato Andrew Nicholson da St.Bonaventure, ala dal grande atletismo ma comunque in grado di attaccare in diversi modi, anche con un discreto tiro da 3. Le doti difensive sono indiscusse, e anche nel caso Howard dovesse partire i Magic avranno una buona coppia di ali da cui ripartire in lui ed Earl Clark.
L’unico giocatore europeo del primo giro è stato scelto dai Denver Nuggets, che hanno puntato su Evan Fournier, guardia francese che ha passato l’ultima stagione a Poitiers e che ha convinto tutti gli scout all’Euro Camp di Treviso per le qualità offensive ma anche le doti da playmaker puro, specialità nella quale è molto migliorato rispetto allo scorso anno. Con la partenza di Andre Miller all’orizzonte i Nuggets trovano un giocatore diverso ma comunque in grado di sostituire Ty Lawson e ugualmente di giocare al suo fianco.
Le due scelte di Boston sono state molto interessanti: Danny Ainge infatti ha chiamato due centri, con la 21 Jared Sullinger, che in quella zona potrebbe risultare a lungo andare una delle steals di questo Draft viste la tecnica, la capacità di giocare in post basso in modo credibile e le doti di passatore, anche se l’atletismo non è contemplato e permangono i dubbi fisici legati alla schiena. Con la 22 invece si è virato su un altro pivot ma totalmente diverso rispetto all’ex Ohio State, come Fab Melo, brasiliano tutto atletismo e intimidazione, scelta a lungo termine se ce n’è una ma se Kevin Garnett dovesse rimanere i due ragazzi avranno il miglior insegnante da cui imparare.
Atlanta ha deciso invece di chiamare John Jenkins, forse il miglior tiratore del lotto insieme a Bradley Beal, esce dai blocchi in maniera favolosa ma sa contribuire in tanti modi a livello offensivo. Joe Johnson è indiscutibile nel ruolo, ma un vero e proprio cambio affidabile mancava e il ragazzo da Vanderbilt aiuterà molto quando serviranno punti rapidi dalla panchina. Attenti anche a lui per una possibile steal.
A questo punto in virtù dello scambio citato prima alla 24 chiamava Dallas, che alla 24 si è aggiudicata la guardia Jared Cunningham, il quale avrà il difficile compito di sostituire Jason Terry, molto probabilmente in partenza. Anche per lui le doti offensive sono indiscusse e indiscutibili, mentre si può sospettare sull’effettiva efficienza del ragazzo da Oregon State, che segna tanto se può tirare tanto, ovviamente cosa impensabile nella squadra di Dirk Nowitzki. Sarà interessante vedere che impatto potrà effettivamente avere.
A Memphis serviva invece un sostituto di Mike Conley e allora ecco giustificata la chiamata di Tony Wroten da Washington. Cugino di Nate Robinson, dal quale sembra aver ereditato le estreme capacità atletiche. Non è da disprezzare nemmeno come passatore creativo, dà il meglio di sé ovviamente in campo aperto ma è tutto da scoprire e da inventare a metà campo.
Per Indiana invece la priorità era un lungo. Alla 26 non si poteva puntare a un talento indiscusso e allora ci si è accontentati di Miles Plumlee, giocatore solido da Duke. Bianco ma non per questo senza atletismo, al quale comunque abbina una buona applicazione difensiva. Partirà dalla panchina, ma sicuramente sarà in rotazione costantemente.
Alla 27esima scelta Miami ha effettuato uno scambio, cedendo questa scelta a Philadelphia  in cambio di una prima scelta futura. Il giocatore selezionato si è rivelato essere Arnett Moultrie, ala da Mississippi State molto completo. Vista la selezione di Mo Harkless alla prima 15 è una chiamata che ha senso perché ai Sixers arrivano due giocatori con tante potenzialità ma comunque in grado di scendere in campo da subito.
Con la 28 i Thunder hanno scelto un giocatore che potrebbe rivelarsi una steal clamorosa oppure una delusione a seconda del ruolo che Scott Brooks (o il prossimo coach che sceglieranno) gli assegnerà. Perry Jones infatti è stato snobbato da tutti nonostante un talento abbacinante, nonostante sia un atleta di livello assoluto e capisca discretamente il gioco. I dubbi sono soprattutto sul carattere, ma i Thunder e Sam Presti hanno puntato su di lui, in grado di giocare e marcare più ruoli. Si esalta in campo aperto e allora quale migliore squadra e quale miglior partner di Russell Westbrook?
 A proposito di playmaker alla penultima chiamata i Chicago Bulls hanno optato per Marquis Teague, fratello del Jeff che gioca ad Atlanta e per molti migliore di lui sia ora sia tra qualche anno. Il compito di sostituire Derrick Rose non sarà facile, ma con un allenatore come Thibodeau potrà migliorare tantissimo e con il già presente talento nella metà campo offensiva i Bulls possono compiere un salto di qualità rispetto ai vari Lucas e Pargo.
L’ultima scelta spettava ai Golden State Warriors, da sempre bisognosi di un corpo da schierare nella posizione di centro. Proprio questo i californiani hanno chiamato il nigeriano Festus Ezeli da Vanderbilt, altro grande atleta molto migliorato nell’ultimo anno nelle movenze offensive, anche se c’è ancora tantissimo da lavorare. Partirà dalla panchina e potrà imparare da David Lee.
Nomi importanti apparivano anche nel secondo giro, tra i quali potrebbero annidarsi altre possibili sorprese, tra le quali segnaliamo in particolare Quincy Miller alla 38 chiamato da Denver, Jeff Taylor alla 31 chiamato da Charlotte e Kris Joseph alla 51 da Boston.
In generale questo draft è stato davvero pieno di talento di diverse nature, ma comunque profondissimo e come abbiamo detto anche nel secondo giro si è potuto scegliere tra giocatori dalle ottime qualità e in grado di giocare anche da subito al piano di sopra. Le risposte vere e proprie ce le darà solo il campo, e il primo step per questi ragazzi sarà la Summer League di Las Vegas, in programma tra qualche settimana e in cui potranno far vedere di che pasta sono fatti.

giovedì 21 giugno 2012

Scambio tra Washington e New Orleans in vista del Draft


di Claudio Pavesi
La coppia Okafor-Ariza continuerà a esistere ma lontano dalla Louisiana
Photo by www.faniq.com

Il Draft è sempre più vicino e alcune delle squadre che si preannunciano protagoniste nella notte del 28 Giugno si stanno già portando avanti con i loro progetti in vista della prossima stagione.
Le prime squadre a intraprendere uno scambio sono state i New Orleans Hornets e i Washington Wizards, i primi infatti hanno deciso di liberarsi di Emeka Okafor e Trevor Ariza i quali prenderanno la via della capitale in cambio di Rashard Lewis e la scelta numero 46 al Draft del 28 Giugno. Okafor e Ariza sono due discreti giocatori di basket e due specialisti difensivi, il primo ha chiuso la stagione con 10 punti, 8 rimbalzi e 1 stoppata di media in 28 minuti di utilizzo a gara, l'ex Rockets e Lakers invece ha portato alla causa 9 punti, 4.5 rimbalzi, 2 assist e 1.3 rubate a sera mentre Lewis ha segnato 7.8 punti di media catturando 4 rimbalzi in sole 28 partite a causa di ripetuti infortuni.
Per Lewis gli Hornets sono la
quarta squadra in carriera.
Photo by Getty Images 
Facilmente comprensibili le idee delle due squadre, New Orleans si libera di due contratti discretamenti pesanti e pluriennali prendendosi uno dei contratti più pesanti in tutta la NBA che però scadrà l'anno prossimo, inoltre la cessione di Okafor è pensata proprio a creare spazio nella rotazione per l'arrivo di Anthony Davis al Draft mentre Ariza era il prezzo da pagare per poter rendere possibile lo scambio considerando il contratto faraonico di Lewis. Washington in questo modo si libera di un giocatore prssoché inutile per il suo gioco e trova due grandi difensori: uno come Ariza, in grado di marcare chiunque, e un lungo puro in Okafor, il vero intimidatore d'area, stoppatore e rimbalzista che mancava ai Wizards, quest'ultimo infatti prenderà il posto in rotazione di Blatche che al 90% sarà tagliato da qui a pochi giorni.

mercoledì 6 giugno 2012

Mock Draft, le nostre predizioni: un Draft che può fare la storia

di Luca Ngoi e Claudio Pavesi

Anthony Davis è quasi certamente la prima scelta assoluta
Photo by: reddogreport.com
Il Draft NBA è alle porte, la lottery è avvenuta ed ha sorriso ai New Orleans Hornets, saranno dunque loro ad aprire quello che è da tutti considerato uno di quei Draft che può passare alla storia per la quantità di talento presente in tutte e 60 le scelte che si effettueranno nella serata del 26 Giugno a Newark, nel New Jersey. Come sempre Basketzone è in prima linea e vi anticipa quali potrebbero essere le scelte del primo giro nel nostro personalissimo Mock Draft. Luca e Claudio vi descriveranno le prime quattordici scelte, quelle della Lottery, con relativo breve commento. Per ogni giocatore tra parentesi trovate il ruolo e il college di provenienza, il tutto sarà anticipato dalle iniziali della persona che effettuerà la scelta: LN per Luca e CP per Claudio. Enjoy.

1a scelta (New Orleans Hornets)
LN: Anthony Davis (Ala Grande, Kentucky): La scelta più scontata di tutte: il ciglione da Kentucky andrà in Louisiana per fare il titolare e avere impatto da subito.
CP: Anthony Davis (Ala Grande, Kentucky): Lungo, atletico, veloce e con ottima visione di gioco. Il potenziale è talmente alto che merita la prima scelta anche con Kaman e Okafor in squadra.

2a scelta (Charlotte Bobcats)
LN: Micheal Kidd-Gilchrist (Guardia\Ala, Kentucky): Formerà un back court di grande forza e atletismo insieme a Walker. Non cambierà il volto della franchigia ma grazie alla sua completezza miglioreranno.
CP: Michaels Kidd-Gilchrist (Guardia\Ala, Kentucky): Talento incredibile, forza fisica e velocità, un possibile Wade più alto. Con lui i Bobcats possono giocare contemporaneamente con Walker e Augustin, la scelta giusta. L'alternativa a lui è Thomas Robinson

3a scelta (Washington Wizards)
LN
: Thomas Robinson (Ala Grande, Kansas): La scelta del lungo da Kansas consentirà di rinunciare a cuor leggero a Rashard Lewis e compiere un grande salto in avanti nel ruolo.
CP: Bradley Beal (Guardia, Florida): Tiratore alla Ray Allen ma con un atletismo fuori dal normale, Wall ritroverebbe la guardia perfetta per lui dopo aver perso Nick Young.

4a scelta (Cleveland Cavaliers)
LN: Bradley Beal (Guardia, Florida): La miglior guardia realizzatrice del lotto, perfetta anche per giocare insieme a Irving e sfruttare i suoi scarichi, offrirà molteplici soluzioni ai prossimi Cavs.
CP: Thomas Robinson (Ala Grande, Kansas): E' vero, hanno già Tristan Thompson ma questo sarà l'ultimo anno di Varejao quindi serve un ricambio giovane inoltre Robinson alla quattro è un lusso che non si può snobbare

5a scelta (Sacramento Kings)
LN: Harrison Barnes (Ala Piccola, North Carolina): Il giocatore che manca ai Kings, subito pronto per dare un contributo in attacco e con ampi margini di miglioramento anche in difesa.
CP: Harrison Barnes (Ala Piccola, North Carolina): Talento offensivo fuori dal normale, un leader nato con la testa sulle spalle e tanta etica del lavoro. Il giocatore che serve ai Kings in un ruolo al momento discretamente scoperto.

6a scelta (Portland Trail Blazers)
LN: Andre Drummond (Centro, Connecticut): Progetto a lungo termine, faticherà all'inizio ma le doti atletiche sono straordinarie ed è molto sottovalutato tecnicamente. Grande punto di ripartenza per i Blazers che vogliono rifondare.
CP: Jared Sullinger (Centro, Ohio State): Come talento puro è meglio Drummond ma quest'ultimo è una mossa rischiosa e, dopo Oden, è meglio andare sul sicuro. Sullinger poi è perfetto spalle a canestro bilanciando quindi il gioco fronte a canestro di Aldridge .

7a scelta (Golden State Warriors)
LN: Jared Sullinger (Centro, Ohio State): I Warriors necessitano di un giocatore da affiancare a Lee. Sullinger non ha grandissimi margini per migliorare, ma ha un'ottima mano e sarà un giocatore solido.
 CP: Andre Drummond (Centro, Connecticut): Centro con potenziale assurdo, uno dei migliori del Draft, la vicinanza con Lee e Bogut sarà perfetta per crescere. Scelta comunque rischiosa: o diventa Amar'e Stoudemire o Kwame Brown.

8a scelta (Toronto Raptors)
LN: Jeremy Lamb (Guardia, Connecticut): In Canada un realizzatore puro serve come l'oro: Lamb è perfetto per il ruolo e insieme a Valanciunas potrà risollevare le sorti dei dinosauri.
CP: Damian Lillard (Playmaker, Weber State): Giocatore alla Kemba Walker ma probabilmente più esplosivo, la sua scelta è probabile anche perché Calderon sembra avere i giorni contati in Canada. L'alternativa è ovviamente Jeremy Lamb.

9a scelta (Detroit Pistons)
LN: John Henson (Ala Grande, North Carolina): Un Davis con meno atletismo ma più tecnica e con altrettanto upside, può da subito sostituire Maxiell e si accoppia perfettamente nella coppia di lunghi con Greg Monroe.
CP: John Henson (Ala Grande, North Carolina): Ottimo difensore e stoppatore da cinque stelle extralusso, perfetto al fianco di un buon attaccante come Monroe.

10a scelta (New Orleans Hornets)
LN: Kendall Marshall (Playmaker, North Carolina): Prendendo Davis alla 1 serve un playmaker vero per assisterlo. Chi meglio dell'ex leader dei Tar Heels? Un potenziale Rondo: visione di gioco, passaggi, e sa anche tirare.
CP: Kendall Marshall (Playmaker, North Carolina): Senza dubbio il miglior passatore del Draft. In una squadra che ha già preso Davis avere un playmaker che in NCAA era oltre i 10 assist di media a gara è un lusso.

11a scelta (Portland Trail Blazers)
LN: Austin Rivers (Guardia, North Carolina): Piace a molti perchè può giocare due ruoli anche a questo livello: Felton è sul piede di partenza e può portare punti in pochi minuti magari partendo dalla panchina.
CP: Jeremy Lamb (Guardia, Connecticut): Talento offensivo fuori dal comune e grande personalità, sottovalutato come difensore e portatore di palla, ricorda Wade con meno esplosività, problema che bilancia con un ottimo tiro da fuori.

12a scelta (Milwaukee Bucks)
LN: Perry Jones (Ala Grande, Baylor): Un Gooden con molto più talento ma meno intelligenza cestistica. Le doti innate comunque non fanno mai male, e se il ragazzo si mette a lavorare sulle debolezze ne uscirà un grande giocatore.
CP: Meyers Leonard (Centro, Illinois): Non è il miglior talento assoluto disponibile ma, perso Bogut, serve un centro e Leonard è la versione più giovane e atletica dell'australiano. Può essere importante già dal primo giorno.

13a scelta (Phoenix Suns)
LN: Damian Lillard (Playmaker, Weber State): Se i vari Marshon Brooks e Isaiah Thomas hanno funzionato l'anno scorso eccone una versione forse anche migliore. Perfetto per entrare dalla panchina e far riposare Nash senza perdere attacco.
CP: Perry Jones (Ala Piccola\Ala Grande, Baylor): Probabilmente il miglior talento puro del Draft ma la testa lo limita e lo rende una scelta rischiosa. Grant Hill è a fine carriera e Dudley è tutto tranne che atletico, il che renderebbe Jones perfetto al fianco di Gortat e Morris . Se va bene sarà un LaMarcus Aldridge più atletico e veloce altrimenti sarà il prossimo Brendan Wright.

14a scelta (Houston Rockets)
LN: Terrence Jones (Ala Grande, Kentucky): Può formare una coppia di ali molto interessante e complementare. Giocatore pronto per competere a questo livello, soprattutto mentalmente.
CP: Austin Rivers (Guardia, Duke): Kevin Martin è l'unica guardia pura della squadra e gli serve un cambio efficace, sotto questo punto di vista non c'è niente di meglio di Rivers, giocatore con incredibile leadership se pensiamo alla sua età. Molti parlano di uno scambio in vista per Houston, in questo caso Rivers sarebbe il punto di partenza per il futuro.


BEST OF THE REST
LN: Andrew Nicholson (Ala Grande, St. Bonaventure): Può essere il nuovo Kenneth Faried con l'aggiunta di un gioco perimetrale di ottimo livello, soprattutto se capita nel contesto giusto in cui può imparare senza pressione. Sarà scelto a fine primo giro, il che gli garantirà di giocare in un'ottima squadra anche se ciò significherà avere un minutaggio non elevatissimo.

CP: Royce White (Ala Piccola, Iowa State): Già pronto per la NBA, ha il fisico di LeBron James e il suo stile di gioco, al college infatti era leader della squadra per punti, rimbalzi e assist. Non diventerà di certo come LBJ perchè la testa non è proprio matura ma sarà scelto oltre la metà del primo giro e questo vuol dire andare in una squadra già forte e quindi con la presenza di qualche veterano che, forse, riuscirà a farlo focalizzare al massimo sul basket.

giovedì 31 maggio 2012

Draft Lottery, i New Orleans Hornets avranno la prima scelta assoluta al Draft


di Claudio Pavesi
Coach Monty Williams felice per la prima scelta assoluta al Draft
Photo by NBA.com

Nella notte appena trascorsa è andata in scena la Lottery in vista del Draft NBA 2012. Cos'è? Nient'altro che una vera e propria lotteria in cui le squadre non partecipanti ai playoffs si "giocano" le prime 14 scelte al Draft, ovviamente con le relative proporzioni: la squadra con il peggior record avrà il maggior numero di possibilità di avere la prima scelta assoluta, la contrario quella con il miglior record avrà più possibilità di avere la scelta numero 14 e così via per tutte le squadre.
La serata di ieri è iniziata in maniera abbastanza tranquilla e senza sorprese, come potete vedere dallo schema qui sotto infatti, è andato tutto come da copione fino alla scelta numero 6 “vinta” dai Brooklyn Nets che però sono stati costretti a cederla ai Portland Trail Blazers. Il copione prosegue con i Kings, i Cavaliers e i Wizards ma ecco poi arrivare il sorpresone: Charlotte Bobcats alla 2 e quindi  New Orleans Hornets alla 1.

Team
Record
Pick
Hornets
21-45
1
Bobcats
7-59
2
Wizards
20-46
3
Cavaliers
21-45
4
Kings
22-44
5
Blazers*
28-38
6
Warriors
23-43
7
Raptors
23-43
8
Pistons
25-41
9
Hornets*
21-45
10
Blazers
28-38
11
Bucks
31-35
12
Suns
33-33
13
Rockets
34-32
14

Si sprecano le teorie sui complotti, gli Hornets infatti sono la squadra controllata da David Stern e dalla NBA, la squadra a cui la lega aveva proibito di cedere Chris Paul ai Lakers e che ora si ritrova con due scelte nelle prime dieci al prossimo Draft, la seconda delle quali proviene da Minnesota per via Clippers. Praticamente certa quindi è la destinazione di Anthony Davis, ala forte di Kentucky che dovrebbe finire a New Orleans nonostante la presenza di Kaman e Okafor, in America sono così certi della sua scelta alla numero 1 che è già stato intervistato dalla ESPN la quale gli ha chiesto se, secondo lui, quello di Monty Williams è un sistema che ben si adatta alla sue caratteristiche.
La seconda scelta per i Bobcats potrebbe non essere così negativa considerando che il loro attuale General Manager, Michael Jordan, non è certo rinomato per le sue chiamate alla numero 1, se non ci credete chiedete ai Wizards, squadra in cui Jordan scelse con la numero 1 assoluta Kwame Brown.
Come le ipotesi di complotto anche le ironie di sprecano. I Bobcats di questa stagione sono considerati la peggior squadra NBA di sempre e, dopo aver fatto di tutto per perdere e andare alla ricerca della prima scelta assoluta, si ritrovano al secondo posto dietro gli Hornets, proprio l’ex squadra di Charlotte che l’NBA, si vocifera, vorrebbe scambiare di nome con i Bobcats per riportare il nome Hornets nella città del North Carolina.
Prima vi abbiamo un po’ sulle spine parlando della scelta dei Nets, perché infatti avebbero dovuto cederla ai Blazers? Perché l’ex squadra del New Jersey ha deciso di acquistare a metà campionato l’ala Gerald Wallace pensando “se ci va bene perdiamo una scelta oltre la 11, se ci va male ci prendiamo una delle prime 4 scelte e, di conseguenza, una scelta protetta che resterebbe a Brooklyn”. Come nel più classico dei film americani di basso livello i Nets chiudono un campionato da incubo e il giorno della Lottery, per la sorpresa degli Hornets alla numero 1, Brooklyn scivola quel tanto che basta per avere una scelta non protetta che quindi passa ai Blazers, squadra che invece festeggia dato che ora si ritrova con due scelte nelle prime undici chiamate. Morale della favola i Nets hanno perso un’ottima scelta ad un Draft che si prospetta ottimo e perderanno anche Gerald Wallace che al 99% dei casi scioglierà come da opzione il contratto un anno prima seguendo l’esempio di Deron Williams.
La fortuna ha invece ha sorriso ai Golden State Warriors, cosa che definire strana è dire poco, ma ha volte, come dice il detto, la ruota gira e questa volta è girata bene per i Warriors che si ritrovano con la scelta numero 7, cosa ottima dato che se fosse toccata loro una scelta oltre la 8 la avrebbero dovuta cedere ai Milwaukee Bucks.
Comunque sia da questa notte abbiamo tutto il necessario per sbizzarrirci con i nostri Mock Draft (state certi che non ne mancherà anche uno firmato Basketzone RTP). Chi andrà alla 2? Chi pescherà la sorpresa dell’anno? Chi si prenderà il cosiddetto “bust”, o più semplicemente, la delusione dell’anno? Non ci resta che aspettare la notte del 28 Giugno per scoprirlo.

venerdì 11 maggio 2012

Philadelphia, numero 8 ad Est, elimina i favoriti Bulls


di Claudio Pavesi
La gioia di Spencer Hawes e Evan Turner
Photo by USAToday

Come molti sapranno nella notte si sono giocate tre partite, in una Boston ha eliminato definitivamente gli Atlanta Hawks vincendo 83 a 80 chiudendo la serie sul 4 a 2, nel secondo match del giorno Denver, guidata dai 32 punti di Ty Lawson, ha sconfitto i Lakers 113 a 96 riuscendo a forzare la decsiva gara 7 ma la vera notizia è quella riguardante i Philadelphia 76ers i quali, vincendo 79 a 78, sono riusciti a eliminare i Chicago Bulls dai Playoffs. Esatto avete letto bene, i Bulls vanno a casa già a gara 6, serie chiusa sul 4 a 2 dopo una partita strana, con un finale stranissimo, totalmente imprevedibile come potete vedere nel video sottostante. (Cliccate sulla scritta sottostante per vedere il video)
Gli ultimi 12 pazzi secondi tra Bulls e 76ers

Io personalmente non lo considereri un totale upset considerando le assenze di giocatori come Derrick Rose e Joakim Noah, certo che i giocatori che avrebbero dovuto prendere per mano la squadra non hanno convinto più di tanto, ad esempio Boozer ha chiuso con 3 soli punti tirando 1 su 11 dal campo, Ronnie Brewer ha chiuso con 0 punti e C.J. Watson, nonostante i 10 assist, non ha tirato per niente bene, solo 2 su 11 dal campo per 6 punti finali, non certo abbastana per sostituire Rose. Philadelphia quindi, guidata da un Iguodala da 20 punti, 4 rimbalzi e 7 assist e da un Louis Williams da 14 punti dalla panchina, è riuscita a festeggiare davanti al proprio pubblico la vittoria nella serie, la prima serie vinta dai 76ers dall'ormai lontano 2003 quando la squadra di Allen Iverson, numero 4 ad Est, sconfisse i New Orleans Hornets di Baron Davis.
E' la quinta volta nella storia dei Playoffs che una numero 8 riesce ad eliminare una numero 1, era già successo l'anno scorso ai Memphis Grizzlies che eliminarono gli Spurs 4 a 2, ma anche nel 2007 quando i Golden State Warriors, guidati in panchina da coach Don Nelson e in campo da Baron Davis, eliminarono, sempre per 4 a 2, i favoritissimi Dallas Mavericks che in regular season stabilirono il sesto miglior record di sempre con 67 vittorie e 15 sconfitte, un risultato che valse a Dirk Nowitzki il titolo di MVP della stagione. Non dimentichiamoci della serie del 1999 tra New York Knicks e Miami Heat in cui i Knicks di Ewing, Sprewell, Larry Johnson, Allan Houston e Marcus Camby non solo riuscirono a eliminare la numero 1 Miami ma giunsero addirittura in Finale NBA perdendo però contro i San Antonio Spurs.
un'estratto della sfida del '94
Photo by slimwihthetiltedbrim.com
Indimenticabile è il primo upset di una numero 8 contro una numero 1, la celeberrima serie del 1994 in cui i Denver Nuggets di Dikembe Mutombo mandarono a casa i Seattle SuperSonics di Gary Payton, Shawn Kemp e Detlef Schrempf, un'impresa clamorosa, il primo upset di tali dimensioni avvenuto vincendo oltretutto gara 5 (fino a qualche anni fa infatti il primo turno era al meglio delle 5) fuori casa, vittoria fondamentale perchè ha infuso nelle squadre la consapevolezza che arrivare ai Playoffs con l'ottava piazza non vuol dire solo fare il tutto esaurito al palazzetto per due o tre partite ma significa avere le stesse possibilità di arrivare in Finale e vincere il titolo che hanno anche tutte le altre squadre.

lunedì 9 aprile 2012

Infortuni pesanti, stagione finita per Turkoglu e Jarrett Jack


di Claudio Pavesi
Photo by Douglas Jones, US Presswire

I Playoffs si avvicinano e la stagione NBA entra totalmente nel vivo ma il calendario fitto e il livello agonistico sempre più alto portano inevitabilmente a qualche infortunio, anche grave.
E' questo il caso di Orlando che dovrà fare a meno di Hedo Turkoglu per almeno tre settimane e quindi fino alla conclusione della stagione regolare dato che dovrà affrontare un operazione chirurgica al viso a seguito della gomitata ricevuta da Carmelo Anthony nella sconfitta di giovedì scorso contro i Knicks, colpo che ha portato alla frattura scomposta dello zigomo del turco. Turkoglu, oltre a essere un ottimo tiratore, è probabilmente il verò playmaker dei Magic ed è indiscutibilmente il giocatore che meglio di tutti riesce a coinvolgere il sempre più scontento Dwight Howard nei giochi dei Magic, cosa da non sottovalutare considerando che Orlando attualmente occupa la sesta piazza a Est a sole due vittorie di distacco dalla terza posizione. Turkoglu, 33 anni, viaggiava con circa 11 punti di media, 4.5 assist e 4 rimbalzi.
Photo by everythingbutbasketball.com
Un duro colpo simile a quello dei Magic lo hanno subito anche i New Orleans Hornets che dovranno rinunciare al loro leading scorer Jarrett Jack fino a fine stagione per via di una frattura da stress al piede destro che lo ha costretto a saltare già le ultime tre uscite con gli Hornets. Jack stava giocando molto bene e aveva raggiunto le cifre più alte nella sua carriera per punti (15.6), assist (6.3) e rimbalzi (3.9) approfittando della cessione di Chris Paul ai Clippers di inizio stagione, trade che ha mandato a New Orleans Eric Gordon, giocatore che invece finalmente può tornare in campo dopo un lungo infortunio. Gli Hornets potranno contare, oltre che su Gordon, anche su Greivis Vasquez che in stagione ha già dimostrato di poter fare ottime cose anche se non si può dire che New Orleans ne abbia bisogno dato che l'unica franchigia posseduta dalla stessa NBA è già matematicamente eliminata dalla post-season e, come tale, abbonata alla mentalità "perdere e perderemo" così da avere più possibilità di avere una scelta molto alta al prossimo interessantissimo Draft.