Visualizzazione post con etichetta North Carolina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta North Carolina. Mostra tutti i post

lunedì 26 marzo 2012

Elite Eight, Mid-West Region, ecco la seconda squadra alle Final Four


di Claudio Pavesi
(cliccare sulla foto per ingrandire e vedere i risultati)

La Mid-West ha regalato molte sorprese in questo Torneo NCAA ma ha sempre avuto due certezze: Kansas e North Carolina, due squadre che è pressochè impossibile non vedere impegnate ogni anno a fine marzo. Il primo tempo è il classico che ci si può aspettare in una partita importante in cui sono presenti due grandi squadre, Kansas e UNC restano sempre appaiate ma non tralasciano lo spettacolo come dimostrano le giocate di Thomas Robinson, l'ala di Kansas infatti si esibisce in alcune entrate che non ci si aspetta da un giocatore della sua taglia e che potrebbero fare alzare le sue quotazioni in vista del Draft NBA. North Carolina non sembra essere spaventata dalle giocate di Robinson e risponde con due giocatori quasi inaspettati cioè James McAdoo e Stilman White, il primo, nipote del grande Bob McAdoo, si rivela protagonista entrando dalla panchina infatti chiuderà con 15 punti molti dei quali realizzati in contropiede dopo una palla rubata mentre il secondo si è rivelato un buon sostituto di Kendall Marshall, ovviamente non al pari del titolare assente per la frattura al polso ma si è comportato comunque bene chiudendo con 7 assist.  In chiusura di primo tempo inizia a scaldarsi quello che sarà l'eroe della serata, Tyshawn Taylor, i cui canestri permettono ai Jayhawks di chiudere il primo parziale in pareggio sul 47 a 47. Nel secondo tempo Kansas cerca di prendere con i punti di Taylor ma è sempre la coppia White-McAdoo che riporta i Tar Heels sul -2 ma è proprio in questa occasione che si vede la ricchezza del roster di Kansas, una squadra ricca di realizzatori, quando si blocca uno come Releford ne spuntano altri come Robinson (18 punti e 9 rimbalzi alla fine) e Elijah Johnson che nei momenti decisivi a 3 minuti dalla fine mette a segno una tripla fondamentale che porta Kansas sul +4. Dopo il canestro di Johnson UNC sembra in crisi e ha difficoltà a trovare il canestro come si può notare dai suoi attacchi successivi. L'azione che manda definitivamente al tappeto UNC è una fantastica dimostrazione di squadra da parte di Kansas che parte con una buona difesa lontana dal pallone, cosa che obbliga Harrison Barnes a cercare fortuna a centro area dove però trova la stoppata di Jeff Withey che lancia a sua volta un contropiede chiuso da Tyshawn Taylor con un fantastico canestro realizzato subendo anche il fallo che gli consente di chiudere in lunetta il gioco da tre punti. Vince così Kansas per 80 a 67 e accede alle Final Four grazie a un Taylor da 22 punti, 6 rimbalzi e 5 assist ma soprattutto grazie ad un'ottima difesa di squadra che limita Henson a 10 punti, Zeller a 12 e Barnes a 13. Kansas chiude la partita con un parziale di 12 a 0 che fa preoccupare non poco i General Managers NBA che, in vista del Draft, hanno sempre più dubbi riguardo Harrison Barnes, autore di un Torneo NCAA non certo alla sua altezza.

sabato 24 marzo 2012

Tempo di Sweet Sixteen in NCAA, Mid-West Region


di Claudio Pavesi
(cliccare sulla foto per ingrandire e vedere i risultati)

La Mid-West inaugura la serata con l scontro tra Ohio e North Carolina, la squadra che nessuno si aspettava potesse arrivare fino a qui contro i superfavoriti Tar Heels. Il primo tempo non regala molte emozioni, le squadre si studiano, il gioco è piuttosto lento infatti Ohio sembra non essere particolarmente pronta per un tale evento tanto che UNC raggiunge anche il +15. Ohio inizia a svegliarsi e North Carolina inizia a stancarsi dato che l'assenza di Kendall Marshall limita non poco le rotazioni, di conseguenza il primo tempo finisce 29 a 22. Nel secondo tempo Ohio si trasforma e inizia a realizzare con regolarità tiri da tre punti che si dimostrano letali. Ohio risale a tal punto da raggiungere il vantaggio in più occasioni fino a riuscire a consolidarlo sul 57 a 53 a tre minuti dalla fine, momento in cui si sveglia Harrison Barnes che realizza un tiro libero e una tripla in pochi secondi, fino a quel momento tirava con 1-12 dal campo con 1-7 da tre punti. Ohio non demorde, sale in cattedra il centro Baltic che dimostra di avere ottime mani prima con un passaggio no-look e poi con un canestro cadendo indietro in faccia ad Henson che porta i Bobcats sul +1. Ohio attacca ma D.J. Cooper, il play che fece la differenza nelle gare precedenti, continua a sbagliare (3-20 dal campo a fine partita) e il suo lento rientro in difesa permette a Bullock di realizzare la tripla del +2 per i Tar Heels a 35 secondi dalla fine. Il leader di Ohio, Offutt (26 punti a fine partita) non si scompone e, con una grande penetrazione, si conquista i due punti del pareggio e un tiro libero aggiuntivo che però non realizza. A 8 secondi dalla fine Harrison Barnes prova a riscattarsi cercando il canestro vincente ma Offutt riesce addirittura a stopparlo e a lanciare la palla verso Cooper che quasi non realizzava il canestro vincente da metà campo. Si va all'overtime, il primo della Torneo NCAA 2012. North Carolina è quantomai determinata, la tripla di Bullock inizia a demolire Ohio ma è Barnes che mette i titoli di coda grazie a un gran canestro e ai succesivi liberi. sembra un altro giocatore. Ohio realizza solo un libero in tutto l'overtime e dimostra di non essere allo stesso livello dei Tar Heels, troppo solidi ed esperti. UNC raggiunge così le Elite Eight grazie soprattutto alla grande partita di Zeller, per lui 20 punti e 22 rimbalzi, primo a chiudere una partita da 20 e 20 nel Torneo NCAA dopo Tim Duncan che riuscì a farcela nel 1997 quando la sua Wake Forest distrusse Saint Mary's.

La seconda sfida è quella tra Kansas e North Carolina State, due squadre divertentissime che corrono molto ma sono anche ottime in post basso grazie alle loro stelle: Thomas Robinson per i Jayhawks e C.J. Leslie per i Wolfpacks. N.C. State parte forte tanto che si porta in vantaggio sul 9 a 1 ma Kansas inizia a stringere le maglie della difesa soprattutto con il centro Jeff Withey che solo nel primo tempo piazza 7 stoppate (finirà con 10, record personale) e propizia il rientro in partita di Kansas che mette a segnpo un parziale di 10 a 0. N.C. State però non molla un colpo grazie alle giocate sotto canestro di Leslie ma è Thomas Robinson dei Jayhawks il giocatore con una marcia in più, il lungo di Kansas fa di tutto compresa una palla rubata che tramuta nei 2 punti del vantaggio per Kansas dopo aver condotto personalmente il contropiede, niente male come segnale in vista del prossimo Draft NBA. Nonostante Robinson (chiuderà con 18 punti e 15 rimbalzi) e Withey Kansas continua a non trovare continuità in attacco e chiude il primo tempo sotto di un punto 33 a 32. Nel secondo tempo Kansas sembra prendere il sopravvento e infatti tiene una media di 7 punti di vantaggio sui Wolfpacks anche se non riescono mai a raggiungere la doppia cifra, causa principale di ciò è la pessima giornata al tiro da tre punti (1-14 di squadra) e questo sembra dare morale ai Wolfpacks che riescono a tornare in partita arrivando a -1 a soli 90 secondi dalla fine della partita. Sempre sul -1 a 30 secondi dalla fine è Wood che prova a rialzare N.C. State che però non realizza e anche il successivo tentativo di Leslie viene bloccato dalla stoppata di Withey. Con 15 secondi sul cronometro Kansas costruisce una rimessa perfetta e inaspettata con cui manda a canestro Elijah Johnson su assist di Tyshawn Taylor, sono i punti del +3. Wood ha l'opportunità di pareggiare la partita ma mette il piede sulla linea che limita il campo e la palla passa a Kansas che però sbaglia entrambi i liberi. L'ultima opportunità per i Wolfpacks arriva a 3 secondi dalla fine, è la classica preghiera dato che dovranno partire dalla loro area. Il lancio è profondo, Leslie riesce a ricevere ma il suo tiro non raggiunge nemmeno il ferro. Possono festeggiare i Jayhawks che raggiungono le Elite Eight per la quarta volta in sei anni.

lunedì 19 marzo 2012

NCAA Tournament, Mid-West Region, terzo round


di Claudio Pavesi
(cliccare sull'immagine per ingrandire e vedere i risultati) 


  • Ad aprire le danze in questa parte del tabellone sono state Georgetown e N.C. State con la seconda decisa a voler sorprendere i più scettici anche se all'inizio dell'incontro i problemi di falli di Howell, una delle stelle, non sembrano aiutare particolarmente i Wolfpack. Come se non bastasse C.J. Leslie, leader dei Wolfpack, sbaglia molte conclusioni nel primo tempo, spesso infatti si affida all'istinto senza sapere che fare una volta staccati i piedi dal parquet mentre Lorenzo Brown, eroe della vittoria al turno precedente, regala passaggi come nessuno e conclude il primo tempo con 5 assist. I primi venti minuti si chiudono sul 30 a 27 per N.C. State con una rubata corredata dalla schiacciata in campo aperto per Leslie a 1 secondo dalla fine. Il secondo tempo prosegue in equilibrio grazie alla prestazione di Hollis Thompson che tiene in vita Georgetown con i suoi 23 punti anche se la tripla di Wood a 90 secondi dalla fine sembra aver chiuso la partita per i Wolfpack che però non hanno considerato il carattere e il talento di Hollis Thompson che a 1 minuto dalla fine mette a segno una tripla irreale per il momentaneo -4. Inizia la girandola dei tiri liberi con le imprecisioni dei Wolfpack, addirittura Wood fa 1 su 2 nonostante il 92% in stagione e di conseguenza lascia una possibilità agli Hoyas per cui è Thompson a provare il tiro all'ultimo secondo per il pareggio da lontanissimo ma non arriva neanche al ferro. Festeggiano i Wolfpack che a sorpresa arrivano ale Sweet Sixteen.
  • La seconda partita della Mid-West è North Carolina-Creighton, sfida interessante anche per lo scontro tra le stelle Doug McDermott e Harrison Barnes, amici ed ex compagni di squadra a Emis High School. Le due squadre partono forte, il ritmo è molto alto e a risentrne è John Henson, al rientro dopo l'infortunio, che, preso dalla concitazione dell'incontro, finisce per perdere il controllo e procurarsi un fallo tecnico abbastanza stupido. Kendall Marshall sembra particolarmente ispirato anche in fase realizzativa, segna 13 punti in meno di un tempo anche se di solito la sua media è di 8 punti a partita e ovviamente non tralascia gli assist (finirà con 18 punti e 11 rimbalzi). Creighton vuole cercare di velocizzare la partita ma i Tar Heels difendono troppo bene impegnandosi a vincere la lotta a rimbalzo e limitando McDermott che a fine partita avrà comunque 20 punti e 9 rimbalzi. Il primo tempo si chiude 43 a 35 per UNC che trovano il bandolo della matassa riducendo le palle perse da 4 nei primi 4 minuti a 1 nei successivi 16. Il secondo tempo è una passerella di North Carolina tanto che sul 67 a 50 a 10 minuti dalla fine sono pochi i BlueJays a credere nella rimonta, uno di questi è il centro Echenique che almeno ci regala un highlight schiacciando in faccia a Henson. La partita si conclude senza altri sussulti con la vittoria facile di UNC nonostante i soli 11 punti e 6 rimbalzi di Zeller, limitato per falli nel primo tempo. North Carolina però non potrà festeggiare molto perchè nel secondo tempo Henson prende una brutta butta al polso infortunato ma la notizia peggiore arriva da Marshall che si rompe un osso della mano, precisamente lo scafoide, e sarà operato lunedì. Niente di buono per una squadra che ha una rotazione a sette giocatori e che non ha un playmaker puro di riserva dato che Strickland si è infortunato prima dell'inizio della stagione. Che sia la fine del sogno per UNC?
  • Ohio-USF è stata davvero una partita molto bella e combattuta anche se non molto spettacolare fino agli ultimi 4 minuti in cui le due squadre si sono affidate ai loro rispettivi point man, Collins per USF e DJ Cooper per Ohio per cercare di risolvere una partita che fin dal primo minuto era rimasta punto a punto. Nei momenti decisivi però a USF sembra non entrare un singolo tiro libero salvo poi a 50 secondi dalla fine vedere il lungo Fitzpatrick realizzare l'insensata tripla del -3. Parte la girandola dei tiri liberi ma Ohio è letale e USF sbaglia un tiro di troppo quindi non c'è più altro da dire, è finita, Ohio, ex ateneo del capitano di Siena Shaun Stonerook, arriva alle Sweet Sixteen per la prima volta dal 1964 ed è la prima numero 13 del tabellone a raggiungere questo traguardo dai tempi di Bradley nel 2006. Nessuno avrebbe mai scommesso su Ohio, nemmeno il brand che produce le sue divise tanto che al primo turno non aveva provveduto a portare quelle nuove che sono state però recuperate in qualche modo per la partita contro USF. Al prossimo turno avremo l'opportunità di vedere le due elettrizzanti guardie Cooper e Offutt che proveranno l'impresa di affondare North Carolina approfittando dell'assenza di Kendall Marshall.
  • Purdue-Kansas è sulla carta lo scontro più bello di questo turno e infatti si è dimostrata una fantastica partita. Purdue parte forte e si porta sull'11 a 2 e mantiene 9/10 punti di vantaggio fino al flagrant foul di Ryne Smith dopo il quale i Jayhawks prendono coraggio e si rifanno sotto. Si vede che Hummel ha voglia di fare bella figura dopo una anno da spettatore per via dell'infortunio al ginocchio infatti registra 22 punti 6 rimbalzi e 2 assist solo nel primo tempo che si conclude 36 a 30 per i Boilermakers. Nel secondo tempo Purdue cerca di prendere il largo più volte ma è Elijah Johnson che ogni volta tarpa le ali ai Boilermakers, la guardia al terzo anno infatti è il leader della serata con i suoi 18 punti e la sua letale perfezione nei momenti decisivi, abilità che permette a Kansas di raggiungere il primo vantaggio della serata a 30 secondi dal termine. Hummell sbaglierà la tripla del potenziale +2 e nel ribaltamento di fronte è Taylor che in contropiede schiaccia per il +3 di Kansas. Purdue proverà a pareggiare con un tiro da lontanissimo e non ci andrà lontano ma sarà comunque costretta a lasciare il passo a Kansas che sarà impegnata nelle Sweet Sixteen contro N.C. State. Si chiude così l'avventura dei Boilermakers e del loro capitano Robbie Hummell che chiuderà con 26 punti, 9 rimbalzi e 3 assist, un ragazzo speciale per cui allenatore e compagni sono scoppiati in lacrime al pensiero di un futuro senza di lui, futuro che forse potrà essere migliore per noi europei dato che ci sono buone possibilità di vederlo nel vecchio continente.

sabato 17 marzo 2012

NCAA Tournament 2012, Mid-West Region, second round


di Claudio Pavesi
(cliccare sull'immagine per ingrandire e vedere i risultati)

Se vi piacciono gli upset sarete contenti di leggere questo riepilogo. Partiamo però dalla testa di serie North Carolina che non ha tradito le aspettative e ha facilmente battuto Vermont nonostante una brutta giornata al tiro compensata però da un'ottima difesa di squadra e dalla capacità di Kendall Marshall di coinvolgere chiunque nelle azioni come dimostrano i suoi 11 assist. Bene anche McAdoo e Zeller ma giocando in giorni così ravvicinati potrebbe sentirsi l'assenza di John Henson anche se potrebbe tornare già dal prossimo turno contro Creighton che nel primo turno ha battuto Alabama in una partita molto concitata e in dubbio fino all'ultimo secondo. Creighton è riuscita a rimontare la svantaggio del primo tempo anche con un Doug McDermott abbastanza sottotono nonostante le statistiche finali dicano 16 punti e 10 rimbalzi anche se è stato chirurgico quando la partita lo richiedeva.
La sfida successiva al terzo turno sarà tra due squadre inaspettate cioè USF e Ohio che hano rispettivamente vinto contro Temple e Michigan ma procediamo con ordine. USF cioè South Florida si è qualificata vincendo al turno preliminare contro California e non sembrava intimidare più di tanto Temple soprattutto considerando che a fine primo tempo della sfida contro la numero 5 del tabellone aveva messo a segno solo 15 punti di squadra. Nel secondo tempo però la squadra si è trasformata e ha messo a segno 43 punti, 14 dei quali da parte di Anthony Collins (17 per lui alla fine) che si è improvvisato leader dato che la stella della squadra, il centro Augustus Gilchrist ha chiuso con 2 soli punti e nemmeno un canestro dal campo. Come già detto USF affronterà Ohio che ha letteralmente lasciato tutti a bocca aperta eliminando Michigan, numero 4 del tabellone, grazie alla prestazione pazzesca di D.J. Cooper, guardia che ha messo a segno 21 punti a 5 assist. Dopo una partita come questa nascono molti dubbi riguardo la gestione dei Wolverines la cui rotazione a sei giocatori limita molto le possibilità offensive, basta infatti che un giocatore come Burke o Hardaway Jr. non sia in giornata per ridurre non poco le possibilità di vittoria.
Parlando di upset non si può non citare North Carolina State, una delle squadre-sorpresa di questa stagione che alla prima partita al Torneo NCAA riesce a eliminare San Diego State grazie a un incredibile Richard Howell da 22 punti con 10 su 12 dal campo e a uno strepitoso Lorenzo Brown da 17 punti, 9 rimbalzi e 8 assist mentre agli Aztecs non sono bastati i 23 punti e 8 rimbalzi di Jamaal Franklin. N.C. State è una squadra davvero molto completa e si candida come una delle squadre che possono rivoluzionare il bracket anche se al prossimo turno dovrà affrontare un test difficilissimo, infatti dovrà affrontare la numero 3 del tabellone Georgetown, vera e propria corazzata che ha devastato Belmont sia in attacco tirando con oltre il 60% dal campo, sia in difesa limitando gli avversari al 38% al tiro.
L'ultima partita del terzo turno vedrà impegnate Kansas e Purdue con la prima favorita dopo la prestazione su Detroit. Kansas è sempre più esempio di solidità in ogni reparto, ogni giocatore è una certezza, valido tanto in attacco quanto in difesa e lo dimostra il fatto che Ray McCallum, cannoniere di Detroit, sia stato limitato a soli 8 punti con circa il 28% al tiro. I Jayhawks affronteranno i Purdue Boilermakers, a sorpresa vincenti su Saint Mary's al termine di una partita bellissima e combattutissima conclusasi però nel modo meno prevedibile ma non solo perchè è stata Purdue a spuntarla. I Gaels avevano infatti rimontato gli 11 punti di svantaggio e dovevano iniziare l'azione del potenziale sorpasso quando Clint Steindl, addetto alla rimessa in gioco, è riuscito a commettere un infrazione di passi ancora prima di rimettere la palla in campo così da regalare il possesso ai Bolermakers che hanno messo in cassaforte la partita grazie ai liberi di Lewis Jackson con 23 secondi rimasti sul cronometro. A niente sono serviti i 23 punti e 14 rimbalzi di Rob Jones così come i 12 punti e 8 assist di Dellavedova.
Quante emozioni regala il Torneo NCAA? Incredibile, e siamo solo all'inizio.

lunedì 12 marzo 2012

La March Madness entra nel vivo: ha inizio il torneo finale

Di Federico Bianchi.

Dopo l’accurato recap giornaliero di Claudio sui tornei di conference, passiamo a raccontarvi cos’è successo nella Selection Sunday, la giornata di ieri che ha portato alla composizione del tabellone del torneo finale che deciderà, tramite le Final Four in programma a New Orleans, chi sarà la squadra campione della Division One del 2012.
Il tabellone è composto da 68 squadre, 4 delle quali giocheranno un turno preliminare nelle giornate di domani e dopodomani.
I quattro incontri dei prossimi due giorni vedono affrontarsi Mississipi Valley State e Western Kentucky, Brigham Young e Iona, Lamar e Vermont, South Florida e California.
Come molti di voi sapranno inoltre il tabellone delle 64 squadre che inizieranno ad affrontarsi dal 15 marzo è suddiviso in 4 “regioni”: South, East, Midwest e West, ognuna delle quali presenta le teste di serie dalla 1 alla 16. Analizziamo ora le quattro parti del tabellone.

SOUTH.
La South Region presenta come testa di serie numero 1 Kentucky, che viene dalla sconfitta nella finale del torneo dalla SEC contro Vanderbilt, ma che rimane senza dubbio una delle favorite per la vittoria finale grazie a una squadra molto ricca di talento (Anthony Davis su tutti). La squadra di coach Calipari quest’anno può contare oltre che sul talento dei freshmen anche sull’esperienza di alcuni componenti del roster che sono in Division One da più di un anno e hanno già giocato il torneo finale l’anno scorso.
Seconda testa di serie di questa parte di tabellone è Duke, squadra con molta più esperienza e sicuramente pericolosa, anche in ottica Final Four, vista anche la presenza in panchina di coach K. Tuttavia a mio modo di vedere Duke quest’anno non ha avuto un andamento costante e un minimo passo falso al torneo può costare caro.
Altre squadre molto interessanti di questa parte di tabellone sono Baylor, finalista del torneo della Big12, che grazie al talento di Perry Jones può dare fastidio a molte squadre e Indiana, autrice di una fantastica stagione, nella quale splende la vittoria contro Kentucky, unica sconfitta della squadra di Calipari in regular season. Oltre alle squadre già citate da tenere d’occhio sono anche gli U-Conn Huskies, vincitori della passata stagione, che, nonostante una stagione non molto positiva, possono dire la loro grazie al talento di Lamb, Drummond e Napier.

EAST.
I Syracuse Orange si sono assicurati la testa di serie numero 1 della East Region grazie a una regular season da una sola sconfitta, alla quale però è seguito un torneo della Big East non proprio esaltante, in cui la squadra di coach Jim Boheim ha perso in semifinale contro Cincinnati. Tuttavia gli Orange hanno buone possibilità di arrivare alle Final Four se riesco a mantenere il solido gioco, soprattutto difensivo, mostrato nel corso dell’anno. L’unica cosa che potrebbe remare contro Syracuse è forse la mancanza di una vera stella nel proprio roster, comunque ricco di giocatori di talento come Waiters, Jardine, Joseph e Melo.
A tentare di mettere i bastoni tra le ruote a Syracuse ci saranno gli Ohio State Buckeyes, guidati dalla superstar Jared Sullinger, che hanno perso la possibilità di avere una testa di serie numero uno perdendo la finale del torneo della Big10 contro Michigan State. Ohio State è una squadra di indubbio talento che nel corso della stagione ha anche mostrato sprazzi di grande gioco offensivo e difensivo.
Oltre ai Buckeyes, molto pericolosa è anche la terza testa di serie, Florida State, fresca vincitrice del titolo della ACC, che anche in stagione regolare ha mietuto diverse vittime importanti.
Le mine vaganti di questa parte del bracket infine potrebbero essere Vanderbilt, vincitrice della SEC e West Virginia, che può contare sul talento di Kevin Jones, uno dei migliori realizzatori e rimbalzisti della Division One.

MIDWEST.
Nella Midwest Region la testa di serie numero 1 è North Carolina, una delle squadre con il maggior concentrato di talento ed esperienza della Division One, che però soffre della perdita di John Henson, lungo titolare che ha viaggiato in doppia doppia di media in stagione. A mantenere UNC tra le favorite c’è il talento di Harrison Barnes, unito all’apporto sicuro dell’altro lungo Tyler Zeller e agli assist di Kendall Marshall, senza dubbio uno dei migliori playmaker della nazione.
La seconda testa di serie di questa region però è Kansas, squadra di grande talento, guidata da Thomas Robinson, lungo col numero 0 in lizza per il premio di player of the year, che quest’anno ha dato prova del suo talento sotto i tabelloni di tutti gli Stati Uniti. Insieme a Robinson a rendere Kansas una squadra temibile ci sono il playmaker Tyshaun Taylor, l’ala piccola Elijah Johnson e il centro 7 piedi Jeff Withey.
Le prime due teste di serie di questa parte di tabellone sembrerebbero destinate a giocarsi l’accesso alle Final Four l’una contro l’altra, ma ci sono altre due squadre che possono fare la parte delle guastafeste: Georgetown e Michigan, anche se come terza e quarta testa di serie sembrano meno pericolose dei quelle delle altre parti di tabellone.

WEST.
Concludiamo con la West Region, in cui a farla da padroni con la prima testa di serie sono i Michigan State Spartans, vincitori del torneo della Big10. Gli Spartans hanno iniziato male la stagione, ma il loro rendimento è andato via via crescendo e ora si meritano il primo posto regionale. Confrontata con le altre teste di serie numero 1, la squadra di coach Tom Izzo può sembrare quella con meno talento puro, ma gli Spartans basano la loro forza su una frontline di altissimo livello, guidata da Draymond Green, giocatore al quarto anno di college, anche lui in lizza per il titolo di player of the year, grazie a 16 punti e 10 rimbalzi di media.
Alla seconda testa di serie ci sono i Missouri Tigers, autori di una grande stagione e, a differenza di Michigan State, dotati di un back court davvero notevole, nel quale brillano Kim English, Marcus Denmon, Phil Pressey e Michael Dixon. I Tigers difettano un po’ di peso sotto canestro, ma possono essere devastanti nelle partite ad alto ritmo e con punteggi alti.
All’interno di questa parte di tabellone però ci sono altre tre squadre che possono dare fastidio a chiunque: la prima è Marquette, terza testa di serie, che grazie al talento di Darius Johnson-Odom ha raggiunto anche il nono posto del ranking in stagione regolare.
Segue subito dopo Louisville, vincitrice del torneo della Big East, che non ha avuto una stagione esaltante, ma che con la fiducia acquisita con la vittoria del torneo di conference può fare molto bene anche nel torneo finale.
Infine le due mine vaganti di questa parte di tabellone sono i Florida Gators e i Murray State Racers, vera sorpresa della regular season.

Questo è il panorama che si presenta alla vigilia del torneo finale, per ora ho analizzato solo le squadre più interessanti, che hanno dato sfoggio delle loro capacità in regular season, ma il torneo finale è sempre da seguire fino alla fine, perché non c’è competizione sportiva in cui ci siano più sorprese del torneo NCAA.
La March Madness ora entra nel vivo e vi assicuro che come ogni anno saranno 15 giorni di fuoco, da seguire senza tregua per scoprire chi raggiungerà le Final Four di New Orleans e alzerà il trofeo di campione della Division One. Per ora è tutto, vi ringrazio per l’attenzione, continuate a seguire il blog di Basketzone per continui aggiornamenti sul torneo finale e non solo.


martedì 6 marzo 2012

Tanta voglia di Ranking (6/3/2012)


di Claudio Pavesi

AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Kentucky (63)
30-1
1,623
2
Syracuse (2)
30-1
1,561
3
26-5
1,482
4
27-4
1,442
5
27-4
1,343
6
26-5
1,262
7
25-6
1,251
8
24-7
1,149
9
25-6
1,087
10
23-8
945
11
30-1
922
12
25-6
909
13
22-7
873
14
23-8
853
15
24-7
707
16
27-5
492
17
21-9
468
18
24-6
441
19
28-5
364
20
25-7
360
21
24-6
343
22
22-9
305
23
21-10
256
24
25-5
170
25
22-9
127

L’ultima settimana di regular season è ormai alle spalle e i giochi sono fatti, i vincitori della regular season di ciascuna conference sono ormai ufficiali motivo per cui l’edizione di oggi sarà principalmente di riepilogo sulle squadre vincitrici e che si preparano a difendere il titolo nei rispettivi tornei.
Numero 1 del Ranking e numero 1 in SEC, Kentucky chiude la regular season con una sola sconfitta, quella contro Indiana, e si prepara a giocare il torneo della SEC dove non dovrebbe avere problemi a vincere considerando che #22 Florida, Vaderbilt e Tennessee, seconde classificate a pari merito, sono a ben 6 vittorie d distacco. La mina vagante del torneo SEC sarà a mio avviso Tennessee, rinata dopo un inizio di stagione disastroso e ora in condizione di forma davvero invidiabile.
Il discorso fatto per Kentucky può essere ripetuto anche per Syracuse che chiude una stagione regolare esaltante, rovinata solo dalla scivolone in casa di Notre Dame, anche se gli Oranges dovranno affrontare un torneo di conference ben più complesso di quello di Kentucky dato che tra i suoi avversari troviamo #9 Marquette, seconda nella stagione regolare della Big East, #13 Georgetown, limitata al quarto posto per la sconfitta all’ultima giornata proprio contro Marquette, e la pericolosissima #23 Notre Dame che anche senza la stella Abromaitis è riuscita a chiudere al terzo posto in Big East riuscendo a vincere anche contro Syracuse. In questa conference di mine vaganti ce ne sono fin troppe ma ritengo che sia necessario segnalare Louisville, Seton Hall ma soprattutto Cincinnati, squadra paurosamente in forma durante questo finale di stagione in cui ha vinto anche contro Marquette.
Per la posizione numero 3 nel Ranking si confermano i Kansas Jayhawks, campioni stagionali della Big12 in cui hanno staccato i secondi classificati #5 Missouri Tigers di due partite. Missouri potrà comunque cercare di vincere nel torneo anche se dovrà affrontare anche squadre come #12 Baylor che a sorpresa è costretta a condividere il terzo posto in Big12 con #25 Iowa State che in settimana ha perso contro Missouri salvo poi vincere contro la stessa Baylor. Attenzione alle possibili sorprese Kansas State, Oklahoma State e soprattutto Texas che viene definita una squadra “On the Bubble” cioè non automaticamente qualificata al Torneo NCAA ma comunque candidata alla partecipazione, motivo per cui darà il 110% per guadagnarsi un posto al ballo finale.
In ACC non ci poteva essere un finale migliore ma facciamo ordine. La quarta piazza è tenuta contemporaneamente da tre squadre cioè North Carolina State e le due potenziali sorprese del torneo ACC, Miami e Virginia mentre al terzo posto si trova #17 Florida State, una delle grandi sorprese dell’anno. Il primo posto era occupato alla pari da due squadre, #4 North Carolina e #6 Duke e, guarda caso, l’ultima partita stagionale sarebbe stata proprio l’incontro tra le due grandi rivali in casa dei Blue Devils, partita che è stata stranamente a senso unico, dominata da North Carolina sin dal primo minuto e vinta con ben 18 punti di scarto col risultato finale di 88 a 70 per i Tar Heels che di conseguenza hanno vinto l’ennesimo titolo della regular season della ACC e hanno contribuito a rovinare la senior night dei giocatori all’ultimo anno dei Blue Devils.
Arriviamo così alla B1G che chiude la sua stagione in maniera spumeggiante con ben due squadre On the Bubble a cercare un posto nel Torneo NCAA, Purdue e Northwestern, e con la bellezza di 5 squadre nelle prime 15 posizioni nella Top 25. Il quinto posto è stato conquistato da #15 Indiana, squadra che, se anche dovesse perdere al primo turno nel Torneo NCAA, potrà dirsi soddisfatta di una stagione da 24 vittorie e 7 sconfitte ma soprattutto con 3 vittorie su 4 partite contro squadre classificate nelle prime 5 posizioni del Ranking dato che la scorsa stagione gli Hoosiers conclusero l’anno con 12 vittorie, 20 sconfitte e nemmeno una vittoria esterna. Al quarto posto l’altra squadra che insieme ad Indiana attraversa il momento di forma migliore, parliamo di #14 Wisconsin che per una sola partita non è riuscita a prendere parte al terzetto di testa composto da #7 Ohio State, #8 Michigan State e #10 Michigan, tutte appaiate con lo stesso record. Michigan State era chiaramente avvantaggiata salvo poi perdere le ultime due partite stagionali contro Indiana e Ohio State ed è proprio in questa ultima partita che i Buckeyes hanno conquistato il titolo della B1G con una clamorosa vittoria di 2 punti per 72 a 70. A Ohio State è servito il miglior record generale mentre gli Spartans non hanno perso solo partita e titolo ma anche l’ottimo freshman Branden Dawson, gravemente infortunatosi ai legamenti del ginocchio.
Nella Mountain West #20 UNLV si limita alla terza piazza dopo la sconfitta contro Colorado State mentre New Mexico, la sorpresa, è felice di condividere il titolo della MW con #18 San Diego State dal momento che hanno lo stesso record generale, di conference e scontri diretti alla pari (una vittoria ciascuno) .
Tra le altre classificate ricordiamo che #21 Temple ha vinto l’Atlantic10, #11 Murray State ha vinto l’Ohio Valley Conference mentre Saint Mary’s ha preceduto #19 Creighton nella corsa al titolo della Missouri Valley e infine #16 Wichita State è riuscita a staccare #24 Gonzaga nella loro rivalità all’interno della West Coast Conference. Ricordiamo che in questi casi parliamo di regular season, non di tornei che in alcuni casi sono già iniziati o terminati mentre in altri sono in procinto di iniziare.
Restate con noi perché vi terremo aggiornati su ogni singolo torneo mentre settimana prossima anticiperemo a lunedì per parlarvi della Selection Sunday in cui verrà stabilito l’ordine del tabellone finale del Torneo NCAA.

martedì 28 febbraio 2012

Matchups: Paola Ellisse

intervista realizzata da: Davide Quaranta.

Torna la rubrica delle interviste di Basketzone RTP, e lo fa con un altro componente del team "Sky" che segue il basket a stelle e strisce: Paola Ellisse, che spazia dalle sue prime esperienze a contatto con la pallacanestro, al progetto da lei sostenuto per i bambini malati, fino ai soliti, immancabili pronostici.

Come e quando è nata la passione per la pallacanestro?
La passione è nata nel 1987, quando ho conosciuto quello che poi sarebbe diventato mio marito, Franco Boselli. Lui cominciava la carriera, io seguendolo ho cominciato ad incuriosirmi nei confronti di questo sport che mi coinvolgeva, ho sentito il desiderio di capire quanto accadeva in campo. Da lui mi facevo spiegare tutto, e lui pazientemente mi ha insegnato.

Visto che è molto tempo che segui il basket come è cambiato secondo te questo gioco col passare del tempo?
E’ cambiato moltissimo. Se oggi guardi una partita degli anni 80 tutti sembrano lenti, tra difensore ed attaccante c’e’ sempre uno spazio che oggi è impensabile, ma soprattutto la differenza si vede a livello fisico. 30 anni fa un Antonello Riva era un unicum, oggi gambe come esplosive le sue sono la norma. In compenso alcune doti tecniche si sono un po’ perse, sacrificate all’atletismo.

C'è stata la violenta esplosione di Jeremy Lin, cosa ne pensi? Potrà durare tanto?
Se Lin non avesse giocato a New York probabilmente non ci sarebbe stata tutta questa risonanza mediatica intorno a lui. Certo, l’exploit di cui è stato protagonista è strabiliante, ma starei con la dichiarazione di LeBron: “ha giocato 11 partite, aspettiamo a giudicare”. Sembra che la testa sia quella giusta, il ragazzo pare avere i piedi saldamente piantati per terra, ma è troppo presto per esprimere qualsiasi parere, e troppo spesso abbiamo visto pronostici ribaltati in questo senso.

Parlando di basket nostrano; Siena è da considerarsi competitiva anche per la vittoria finale in Eurolega?
Siena è senz’altro una possibile protagonista da final four, poi quando sei a quel punto vale tutto. Ci sono ancora 2 mesi, durante i quali puo’ succedere di tutto. Per vincere l’Eurolega essere forti è fondamentale, ma è necessaria anche un po’ di fortuna, quella che per esempio ti porta a competere nei momenti più importanti con il roster al completo e con la testa libera da altri pensieri. L’augurio è che Siena possa arrivarci ed essere al 100%. Farebbe molto bene al nostro basket.

Cosa ne pensi della Milano di questo periodo?Dopo tanti cambiamenti (visto anche l'addio di Nicholas), può migliorare?
Non ho visto Milano con continuità, quindi l’opinione si basa su quanto letto e sul poco che ho visto. La sensazione è che l’Olimpia sia una Ferrari che, non da quest’anno, viaggia con il freno a mano tirato. Ci sono giocatori tecnicamente validi ma un po’ troppo “soft” nell’atteggiamento, ce ne sono alcuni visibilmente in difficoltà “mentale”, dare spazio ai giovani è difficile in una città come Milano dove il “tutto e subito” è necessità; oppure succede che Alessandro Gentile, arrivato in corsa e solo 19enne, prenda i primi 3 tiri in una partita di Eurolega, o l’ultimo tiro a fil di sirena, cosa che in una squadra con gerarchie ferree difficilmente potrebbe succedere. Difficile capire da dove cominciare per trovare gli equilibri.

Passiamo alla Nazionale: il peggio è passato? Con la generazione "d'argento" (l'Under 20) e gente come Della Valle possiamo tornare a sognare?
La Nazionale a mio parere paga il fatto che gli italiani siano stati troppo protetti negli ultimi anni. La regola dei 6 italiani a referto ha fatto in modo che la competitività tra i nostri ragazzi sia diminuita, perché molti di loro trovavano ingaggi a prescindere dal merito. Se a questo aggiungiamo la “fuga di talenti”- cioè il fatto che tanti ragazzini non trovando strutture o società pronte ad accoglierli si siano dedicati ad altri sport – e l’abbandono delle attività giovanili da parte di tante società, è comprensibile che mettere insieme una Nazionale competitiva diventi difficile. La speranza è che i 20enni d’argento diano una spinta ad una crescita che sembra essere iniziata, ma temo che la strada per tornare ai massimi livelli sia ancora lunghetta.

Segui anche il basket femminile, oppure ti limiti a quello più vivace giocato dagli uomini?
Purtroppo non ho mai avuto modo di seguire con particolare attenzione il basket femminile, mi manca il tempo per farlo, e questa è senz’altro una mancanza da parte mia. Com'è avere successo in un campo sportivo prettamente maschile come questo?
Da tempo sono abituata ad essere l’unica donna in un mondo popolato da maschi. Non è facile, sei sempre nel mirino dei critici, perché il mondo dello sport è abbastanza maschilista. Io però sono stata fortunata perché ho trovato persone stupende con le quali lavorare, nessuno mi ha mai fatto sentire a disagio per il fatto di essere una donna. So di essere “diversa”, so che questo mi rende più vulnerabile, e quindi mi obbliga ad essere più forte. E quando mi arriva qualche critica che ritengo gratuita, o qualche insulto, penso che faccio il lavoro più bello del mondo, e la voce di qualche incavolato non potrà mai cambiare questo fatto.

Hai cominciato a Telepiù con calcio e tennis, molti si sarebbero fermati al calcio ,sport più seguito, perchè hai voluto puntare proprio sul basket?
Ho fatto anche la Formula 1, ma il basket è sempre stato il mio punto di arrivo. So che molti avrebbero fatto qualsiasi cosa per andare a bordo campo per una partita della Juve o del Milan, io quando ero all’Olimpico o a San Siro morivo di noia….mentre quando sono in un palazzetto non mi annoio mai! E poi vuoi mettere poter lavorare con gente come Flavio, Federico e tutti gli altri della squadra Sky?

Sei una dei volti del progetto "Primo Salto" che coniuga lo sport alla salute dei bambini, cosa ci puoi dire di questo progetto?
Come qualsiasi progetto che riguarda i bambini, Primo Salto merita tutta l’attenzione da parte di chiunque possa spendere il proprio nome o la propria immagine per sostenerlo. Si spera che possa avere sempre più appoggio anche dal mondo del basket istituzionale. La nostra pallacanestro ha bisogno anche di rendersi utile per tornare a farsi amare.

Ultima domanda al quale tutti sono sottoposti: chi vince l'NBA, chi l'Eurolega, chi l'NCAA e chi la serie A?
Santo cielo, non ho mai indovinato un pronostico nella mia vita! Allora: NBA Miami, Eurolega CSKA, NCAA North Carolina, Serie A Siena. Non molto originale, vero?!

Ringraziando Paola per la sua estrema disponibilità e cordialità, le auguriamo tutte cose belle per il futuro professionale e non, e invitiamo voi lettori a continuare a seguire Basketzone RTP per gli aggiornamenti dal mondo della pallacanestro e per le prossime interessantissime interviste.

sabato 25 febbraio 2012

BREAKING NEWS: Il ritorno di 'Sheed, firmerà per i Lakers

di Luca Ngoi


La notizia di un suo ritorno stava già circolando da diverso tempo, addirittura dall'anno scorso quando sembrava vicino a rifirmare per la sua ultima squadra, i Boston Celtics, ma ora sembra quasi prendere le tinte dell'ufficialità il ritorno di Rasheed Wallace che, stando alle voci riportate dal sito americano CSNNE.com sarebbe molto vicino ad unirsi ai Los Angeles Lakers. Avete capito bene: stiamo parlando proprio di quei Lakers grandi rivali dei suoi ex Celtics, ma si sa che le bandiere nello sport americano sono un concetto quanto mai aleatorio e relativo, fatto sta che è pronto al ritorno uno dei giocatori che a mio parere sarebbe potuto essere uno dei primi tre interpreti ogni epoca di questo gioco e che invece tutti ricordiamo soltanto come un "ottimo giocatore", ma non un fenomeno assoluto o un dominatore del parquet, cosa che il talento in suo possesso gli avrebbe benissimo permesso di diventare. Sheed comunque è stato ben più di un semplice giocatore di basket: è stato un'icona, un personaggio, un oggetto di culto per tutti gli appassionati, come il sottoscritto che oltre ad impazzire per il modo assolutamente innovativo di interpretare il ruolo di "numero 4" andavano letteralmente in brodo di giuggiole per i suoi comportamenti e il suo modo di relazionarsi ad arbitri, compagni, avversari e media, tutte caratteristiche che non vediamo l'ora di riabbracciare e inoltre i Lakers, dal canto loro, potranno aggiungere dal lato tecnico molta profondità e altrettanta qualità nel loro reparto lunghi, anche se in questo modo le voci riguardanti la cessione di Pau Gasol si faranno ancor più insistenti prima del 15 Marzo. Ovviamente non quotiamo neanche la litigata con coach Mike Brown, forse non il più adatto a gestire una personalità come quella dell'ex Pistons, ma del resto lui è fatto così sin dai tempi di North Carolina, quando fu la madre ad accompagnarlo al campus e a permettere all'allora coach dei Tar Heels, il leggendario Dean Smith, di usare pure le maniere forti con il figlio chè non si riusciva a gestire completamente da solo, e con questo abbiamo detto tutto. Welcome back, 'Sheed.

giovedì 9 febbraio 2012

NCAA: Rivers fa piangere North Carolina

Di Federico Bianchi.

Duke contro North Carolina è sicuramente la partita più attesa da tutti i tifosi del college basket e senza dubbio è la più grande rivalità dello sport americano moderno.
Questa notte è stato scritto un altro capitolo di questa epica rivalità tra due dei più famosi programmi del college basket: North Carolina (numero 5 del ranking) ospitava Duke (numero 9 del ranking).
Come sempre è stata una partita dura e combattutissima, con i Duke Blue Devils protagonisti di una clamorosa prestazione al tiro da tre nel primo tempo che li ha portati in vantaggio nelle prime battute di gara. Nonostante la pioggia di triple però North Carolina ha tenuto botta e a fine primo tempo il punteggio diceva più 3 UNC. Nel secondo tempo è iniziato lo show di due dei migliori giocatori del college basket: Harrison Barnes per North Carolina e Austin Rivers (figlio di Doc Rivers, allenatore dei Boston Celtics) per Duke. Nei primi dieci minuti del secondo tempo Barnes ha fatto letteralmente quello che ha voluto sui due lati del capo portando North Carolina anche a +12, poi però è iniziata la rimonta.
I Blue Devils hanno iniziato a giocare sul serio e, guidati da Austin Rivers hanno rimontato lo svantaggio giusto in tempo per il gran finale. Negli ultimi due minuti Duke si è riportata a meno 2 grazie ai canestri di Seth Curry (fratello di Stephen Curry, attuale playmaker dei Golden State Warriors) e di Ryan Kelly, protagonista anche dello sgnagherato tiro che ha portato al risultato di 82-83 per North Carolina a 14 secondi dalla fine.
Ho definito il tiro sgangherato perchè infatti Kelly ha tentato una tripla, che non ha toccato nemmeno il ferro, ma che, per un tocco involontario del miglior lungo di North Carolina, Tyler Zeller, è entrato nel canestro, garantendo almeno due punti a Duke.
Nell'azione successiva Zeller, che aveva subit un fallo ha segnato solo uno dei tiri liberi a sua disposizione portndo il risultato sul 82-84 per North Carolina.
A questo punto è salito sul palcoscenico principale Austin Rivers, alla fine autore di 29 punti, che nell'ultima azione ha segnato una tripla clamorosa in isolamento allo scadere (tiro che vedete nella foto) portando i Blue Devils a una vittoria esaltante. Rivers grazie a questo tiro rimarrà negli annali della Duke University, perchè per qualunque persona appartenete a quell'ateneo, battere North Carolina allo scadere non ha prezzo.


martedì 31 gennaio 2012

Tanta voglia di Ranking (31/1/2012)


AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Kentucky (63)
21-1
1,623
2
Syracuse (2)
22-1
1,550
3
19-3
1,498
4
20-2
1,363
5
18-3
1,331
6
19-2
1,310
7
18-3
1,250
8
17-4
1,178
9
17-4
1,098
10
21-0
979
11
20-3
936
12
17-4
861
13
20-2
803
14
16-4
762
15
18-4
682
16
17-3
578
17
18-3
566
18
21-2
472
19
17-5
415
20
17-5
395
21
14-6
375
22
17-5
329
23
16-6
305
24
17-3
141
25
16-5
102


di Claudio Pavesi

Fine gennaio, stagione nel vivo più assoluto, tornei di conference sempre più competitivi, ranking in continua evoluzione, come stare dietro a tutto ciò? Ovviamente leggendo Tanta voglia di Ranking!
Ma non perdiamoci in parole inutili e passiamo direttamente all’analisi delle squadre più in forma del momento, in particolar modo Kentucky che si conferma numero uno assoluta senza perdere un colpo, irraggiungibile per tutti soprattutto in SEC, conference in cui ormai ha staccato chiunque, da Mississipi State a Florida che in settimana ha battuto proprio i già citati Bulldogs dello Stato del Mississipi che non a caso sono crollati fino alla posizione 22 nel Ranking.
Al secondo posto nella Top 25 troviamo Syracuse che in settimana vince contro West Virginia facendo vedere ciò che di meglio offre la Big East di cui è leader incontrastata nonostante l’incredibile striscia positiva di Marquette, giunta ormai alla sesta vittoria consecutiva che gli permette così di scavalcare nelle classifica di conference la sempre ottima Georgetown che scende però alla posizione numero 14 per la sconfitta contro la disastrata Pittsburgh che con le ultime tre vittorie cerca almeno di salvare la faccia dopo le clamorose otto sconfitte consecutive. Restiamo però in Big East perchè è proprio in questa conference che troviamo la vera sorpresa della settimana, sorpresa negativa dato che UConn, nonostante la presenza di Jeremy Lamb, mette in archivio la terza sconfitta consecutiva, contro Cincinnati, Tennessee e Notre Dame, cosa che relega gli Huskies del Connecticut alla nona posizione nella conference e soprattutto che li costringe ad uscire dalla Top 25.
Al terzo posto nel Ranking possiamo trovare la sempre più convincente Ohio State che batte anche Michigan grazie alla coppia Sullinger - Buford e si porta in testa alla Big10 davanti a Michigan State che però potrà raggiungere i Buckeyes proprio stanotte contro Illinois, ormai ufficialmente fuori dal ranking dopo aver perso contro la squadra più in forma della Big10, Wisconsin, che riesce ad affondare anche Indiana allungando la propria striscia vincente a cinque partite di cui le ultime due contro squadre di Ranking ma ciò non fa altro che confermare la crisi di Indiana con la quarta sconfitta in sei partite.
Dalla posizione 4 alla 8 del Ranking troviamo una vera e propria sfilata della Big12 guidata da Missouri che in settimana gioca addirittura tre volte ed è forse per questo motivo che arriva la sua seconda sconfitta dell’anno, quella contro una sorprendente Oklahoma State guidata da un super LeBryan Nash che finalmente sfoggia il talento di cui tutti parlavano a inizio stagione mettendo a segno 27 punti. Questa sconfitta permette a Kansas di mantenere la testa della Big12 nonostante l’inaspettata sconfitta contro una delle sorprese dell’anno, Iowa State, che con un record di 15-6 e il quarto posto nella conference delle Grandi 12 attenta ad un posto nelle Top 25 del Ranking. Per restare in Big12 segnaliamo l’uscita dal Ranking di Kansas State dopo la sconfitta con Oklahoma, i poveri Wildcats infatti non possono essere molto incoraggiati da questo dato che nonostante 10 vittorie consecutive è bastata una sola sconfitta per uscire dalle migliori 25.
La conference più combattuta resta l’ACC in cui il primo posto è tenuto contemporaneamente da tre squadre, North Carolina, Duke e Florida State con quest’ultima però incredibilmente avvantaggiata dato che è stata l’unica in grado di battere le due già citate teste di serie. La questione ACC però non va limitata a queste tre squadre dato che anche la Virginia dello strepitoso Mike Scott va presa in considerazione per il titolo finale della conference considerando che, se non fosse stato per l’inaspettata sconfitta contro Virginia Tech, ora sarebbe la quarta squadra al primo posto nell’Atlantic Coast Conference, infatti, non per niente, occupa la piazza numero 16 nel Ranking.
Il bello dell’NCAA però arriva ora, cosa c’è di meglio di vedere nel Ranking squadre come Murray State, unica imbattuta rimasta in America? Semplice, l’unica cosa migliore è vedere altre squadre che non provengono dalle grandi Conference nella Top 25. La Creighton dello strepitoso McDermott, figlio del coach, è ormai in quella posizione da mesi ed è una sicurezza ma ormai si sono confermate squadre come UNLV e San Diego State, da tenere d’occhio soprattutto la prima guidata dalla straripante Mike Moser, ma senza dimenticarsi di Saint Mary’s, ormai da anni in grado di superare le venti vittorie a stagione e con pochi rivali nella West Coast Conference. A questo punto non è riduttivo definire queste squadre come Cenerentole, cioè squadre destinate al massimo al ruolo di sorpresa nel grande ballo del torneo NCAA? Se avessero il potenziale e il carattere per puntare molto più in alto? Potremmo vedere delle nuove Butler, piccolo college per due anni consecutivi nella finale nazionale? Solo il tempo potrà dirlo quindi continuate a seguire l’NCAA su Basketzone RTP, where college basketball happens.