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sabato 5 maggio 2012

NBA Playoffs Day 6; la tripla doppia di Rondo fa volare i Celtics, sorprese Sixers e Nuggets

di Luca Ngoi

Photo by: zimbio.com
Dopo le gare abbastanza scontate di Thunder e Heat arriva anche qualche sorpresa nel sesto giorno di playoff, che si apre con la tirata vittoria in overtime dei Boston Celtics sugli Atlanta Hawks col risultato di 84-90. Decisivo il ritorno sul campo di Rajon Rondo, che non si è scusato per il gesto che gli è costato l'espulsione in gara 1 ma che si è fatto perdonare alla grande sul campo mettendo insieme l'ottava tripla doppia della sua stagione firmando 17 punti, 14 rimbalzi e 12 assist, importantissimi per firmare un solco che poteva apparire significativo nel quarto periodo durante il quale però gli Hawks non si sono arresi e sono pervenuti al supplementare grazie alle giocate di Jeff Teague (23 con 6 assist), sempre più padrone della regia e di Joe Johnson (29 e 8 rimbalzi), depositario della tripla dell'80 pari che è valso appunto l'extra time, durante il quale però Atlanta ha dimostrato di avere rotazioni troppo corte per reggere fino alla fine con l'intensità avversaria che ha fatto la differenza e che potrebbe farla anche nella gara da disputare domenica, per la quale sarà però fondamentale per Atlanta ritrovare l'energia e l'atletismo di Josh Smith.
Punteggi non altissimi anche nell'altra gara della Eastern Conference tra Chicago e Philadelphia, conclusasi col risultato di 74-79 in favore proprio dei Sixers che si portano dunque clamorosamente in vantaggio in una delle serie apparentemente più scontate di questi playoff 2012. Invece l'infortunio occorso a Derrick Rose sta decidendo in maniera importante questo confronto, dato che di fatto i Bulls non segnano più (37 percento dal campo in gara 3, che diventa 28.6 se consideriamo le conclusioni dall'arco), trovano poco e niente da CJ Watson e mettono tutto nelle mani di Boozer (18 e 10 rimbalzi ma con 17 tiri) e Rip Hamilton, evidentemente non abituati a recitare il ruolo di protagonisti principali e dunque inadeguati a vincere partite ad un livello così alto di competizione. Salgono dall'altra parte al proscenio i giovani e rampanti Sixers di Doug Collins, bravi a imporre il proprio ritmo e a trovare un protagonista inatteso in Spencer Hawes, che sforna una delle migliori prestazioni in carriera marcando 21 punti e 9 rimbalzi contro una frontline dei Bulls impotente contro il centrone da Washington University, al quale si aggiungono i 16 punti con 9 rimbalzi di Evan Turner, che pare in stato di grazia più o meno dalla fine della regular season e che non sembra intenzionato a fermarsi, un po' come questa serie che ora potrebbe riservarci sviluppi inattesi.
Concludiamo con la vittoria dei Denver Nuggets sui Los Angeles Lakers col fragoroso risultato di 84-99. Sorpresa sì, ma fino a un certo punto perchè come avevamo anticipato la serie poteva cambiare ed assumere nuovi scenari, come nei fatti è stato perchè avvantaggiandosi dell'altitudine e del poco ossigeno presente in altura i Nuggets sono addirittura riusciti ad imporre la loro fisicità ai lunghi dei Lakers grazie ai 30 rimbalzi (15 a testa) catturati dalla coppia Faried-McGee, quest'ultimo peraltro partito dalla panchina e dunque particolarmente motivato, contro i miseri 9 racimolati dal tandem Bynum-Gasol, poche volte così inefficente. Una volta sistemato il deficit a rimbalzo ci hanno poi pensato i dinamici esterni dei padroni di casa a mettere la partita in ghiaccio grazie ai 25 punti di un Lawson finalmente ritrovato e preciso se è vero che tra lui e il play di riserva, Andre Miller, i Nugs hanno perso soltanto un pallone: difficile per i gialloviola dunque giocare contro simili numeri: ora si pensa solo a gara 4 il cui risultato diventerà decisivo per l'intero proseguo della serie.

mercoledì 2 maggio 2012

NBA Playoffs Day 4; la riscossa dei capitani (Pierce e Kobe) porta in trionfo Celtics e Lakers

di Luca Ngoi

Photo by: zimbio.com

Il quarto giorno di post season è quello dell'ascesa al proscenio di due delle icone di Celtics e Lakers, stiamo parlando ovviamente di Paul Pierce e di Kobe Bryant che grazie alle loro prestazioni magistrali rispettivamente pareggiano e portano sul 2 a 0 nella serie le loro squadre. 
Partiamo dal nostro uomo copertina, The Captain and The Truth che con i suoi 36 punti si prende letteralmente sulle spalle la sua Boston pareggiando una serie che si era messa su binari complicati dato l'infortunio di Ray Allen e la squalifica di Rajon Rondo. I Celtics restano a contatto per gran parte della gara comandata comunque da una Atlanta che dovrà fare i conti con l'infortunio al suo giocatore barometro, quel Josh Smith comunque autore di una doppia doppia da 16 punti e 12 rimbalzi e che è adesso in dubbio sicuramente per il debutto della serie a Boston e probabilmente anche per il resto di questo primo turno.
Spostiamoci ora allo Staples Center, dove ancora una volta Kobe Bryant ha dato prova delle sue straordinarie doti di leader e trascinatore segnando 38 punti con un clamoroso 15 su 29 al tiro, il tutto senza neanche mettere le marce più alte e mostrando una forma fisica e un atletismo totalmente inaspettati per uno con tutte le sue stagioni di NBA alle spalle e soprattutto reduce da uno stop di 7 partite. Oltre al Black Mamba decisivi per i gialloviola anche i 27 con 9 rimbalzi di un Bynum sempre più dominatore delle plance e i 13, 10 rimbalzi e 5 assist di Pau Gasol, il playmaker occulto di questa squadra e firmatario di due o tre palle elargite ai compagni degne del vostro miglior esterno. Da non disprezzare comunque la prestazione dei Nuggets, che hanno dato battaglia per 48 minuti senza subire eccessivamente nel reparto lunghi e imponendo per certe fasi di gara il ritmo che George Karl vorrebbe imprimere alle partite; nonostante un Gallinari sotto tono (13 punti ma tirando male e stando poco in campo) ma con un Ty Lawson ritrovato da 25 e 7 assist e l'energia del positivo Faried, una buona spinta verso le partite di Denver, in cui bisognerà fare i conti con l'altura e il calore del Pepsi Center che potrebbero rimettere in bilico la serie.
Chiudiamo con la sorpresa di giornata ad opera dei Philadelphia 76ers, corsari allo United Center di Chicago e vittoriosi per 92-109. I Sixers approfittano quindi immediatamente dell'assenza di Derrick Rose e fanno man bassa dei Bulls per i quali bucano totalmente la gara i due esterni decisivi, Hamilton e Deng che in due mettono insieme la miseria di 7 tiri segnati dal campo. Sorprendenti invece John Lucas (15 punti dalla panchina) e Joakim Noah (21 e 8 rimbalzi), ma nel volo verso Philadelphia coach Thibodeau e i suoi dovranno riflettere molto per tirare fuori qualcosa di buono da una serie adesso decissamente complicata a causa dell'esplosione di Jrue Holiday e della estrema precisione al tiro di tutta Philly che chiude col 59 percento eguagliando la miglior prestazione dal campo della storia della franchigia: difficile da ripetere, ma sul parquet di casa e col vento in poppa mai dire mai.

lunedì 30 aprile 2012

NBA Playoffs Day 2; Clippers in rimonta, la tripla doppia di Bynum annienta i Nuggets

di Luca Ngoi


Non mancano le sorprese e le imprese epiche nel secondo giorno di playoff NBA. Cominciamo dalla sfida che vedeva opposti i Denver Nuggets e i Los Angeles Lakers, rispettivamente numero 6 e numero 3 del tabellone che ha visto i padroni di casa angeleni trionfare col sonoro punteggio di 88-103 grazie al dominio sotto le plance di un clamoroso Andrew Bynum, autore di una tripla doppia da 10 punti, 13 rimbalzi e 10 stoppate, che sono anche il record per i Lakers nei playoff. Da non tralasciare anche i 31 di Kobe e l'impatto della panchina, che in teoria avrebbe dovuto subire da quella più prolifica dei Nuggets e che invece ha dettato legge. Per Denver l'unica nota positiva viene dal nostro Danilo Gallinari, che mette insieme 19 punti e 4 rimbalzi con alcune giocate di alta scuola, ma è il resto della squadra a deludere e a patire la fisicità avversaria che sembra poter fare la differenza da qui al resto della serie. 
Rimanendo in tema di Los Angeles ci spostiamo a Memphis, dove i Clippers si rendono protagonisti di una strepitosa rimonta, da meno 27 a più 1 (99-98), guidati dai 19 punti dalla panchina di Nick Young e dai 14 con 11 assist dell'imprescindibile Chris Paul, mentre per Memphis resta il rammarico di averne praticamente già vinta una e di aver dilapidato un vantaggio che in 9 partite su 10 è decisivo, ma fatto salvo ciò restano comunque i 19 punti all'esordio nei playoff di Rudy Gay e i 17 dalla panca del solito OJ Mayo, due armi fondamentali per il resto della serie dei Grizzlies, che hanno dimostrato di poterla anche dominare a tratti, se considerata con la giusta attenzione.
Sempre ad Ovest scendevano in campo i San Antonio Spurs, che hanno fatto poca fatica a liberarsi degli Utah Jazz, col punteggio di 91-106 complici i 28 punti di Tony Parker, come al solito leader della squadra con l'importante aiuto di un Tim Duncan da 17 punti e 11 rimbalzi, troppa roba per i Jazz, che dalla loro hanno avuto soltanto i 20 di Millsap e i 17 di un Gordon Hayward sempre più in crescita e sempre più giocatore importante nel sistema di Ty Corbin, che è un buon allenatore ma che difficilmente riuscirà a trovare una qualche contromisura allo strapotere della truppa di coach Popovich.
Chiudiamo con l'unica gara valida per il primo turno della Eastern Conference, nella quale gli Atlanta Hawks si sono imposti sul parquet di casa per 74-83 sui Boston Celtics facendo corsa di testa sin dai primi minuti e toccando anche picchi di 19 punti di vantaggio. Boston ha abbozzato una rimonta arrivando anche al meno 4, ma proprio nel momento topico Rajon Rondo (comunque top scorer per i biancoverdi con 20 punti) ha deciso di farsi cacciare andando a intimidire verbalmente e fisicamente l'arbitro che lo ha quindi espulso, di fatto spegnendo il ritorno degli ospiti. Per Atlanta, squadra sempre solida e compatta, fanno la differenza i 22 punti conditi da 18 rimbalzi di Josh Smith, che è pronto a ripetersi in gara 2 assieme ai compagni visto che a Boston mancherà sicuramente Rondo e molto probabilmente Ray Allen, già assente nel primo atto per i soliti problemi fisici che metteranno in ulteriore e inaspettata difficoltà la compagine guidata da coach Rivers.

giovedì 12 gennaio 2012

JR Smith e famiglia combinano danni in Cina!



di Claudio Pavesi

L'NBA procede con mille sorprese e lo spettacolo che da sempre la caratteristica ma certe volte ci sono scene talmente clamorose che non è possibile non raccontarle. Avete presente JR Smith, la rinomata testa calda dei Denver Nuggets? Come molti sapranno ora il ragazzo è in Cina dove si è accasato per giocare durante il lockout ma per sua sfortuna sarà costretto a giocare nella terra raccontata da Marco Polo fino a Marzo. Fino a qui nessuna novità ma è proprio adesso che si scatena il genio criminale di JR Smith che ha voluto fingere un infortunio al ginocchio per cercare di liberarsi dal contratto della squadra asiatica ma è stato facilmente scoperto dai medici della sua squadra. Pensiate sia tutto? Non vi rendete nemmeno conto di cosa è in grado di fare la famiglia Smith, avete capito bene, non JR ma la sua famiglia. Sua sorella infatti nel corso dell'ultima partita quando il buon JR è stato mandato fuori per falli non ci ha visto più tanto prima ha tirato una bottiglia in campo e poi ha pensato bene di aggredire due tifosi, prima ha provato a strozzare una spettatrice e poi ha voluto strattonare e buttare per terra un uomo di soli ottant'anni. Sembra incredibile ma l'unico in grado di fermarla è stato il fratello che, gettatosi tra gli spalti, è riuscito a bloccare la ben più corpulenta sorella; evidentemente è questione di sangue e i poveri General Managers dovranno rassegnarsi, JR Smith è destinato ad una vita sopra le righe.

domenica 8 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 14; italiani belli ma perdenti, Durant tiene a galla i Thunder,

di Luca Ngoi


Due settimane di NBA e le emozioni che la Lega ci ha regalato sono già innumerevoli. Nell'ultima notte sono state superlative le prestazioni di due dei nostri portacolori (Gallinari e Bargnani) nonostante le due sconfitte, ma abbiamo anche assistito all'ennesimo show di Kevin Durant, mentre i Knicks tornano a vincere e a pareggiare il proprio record vinte-perse (ora 4-4), così come Dallas e i Clippers che piegano le resistenze degli Hornets (solo 3 punti per Belinelli) e dei Bucks. Cade invece Chicago, forse stanca per il back to back, che si arrende a degli scatenati Atlanta Hawks sempre più solidi e in grado di lottare per un posto ai playoff ad Est.
Detto ciò bando alle ciance e andiamo a scoprire come sempre i buoni e i cattivi di questa serata.

TOP: KEVIN DURANT E DANILO GALLINARI. Il primo vince e l'altro perde, ma i due sono accomunati da una cosa: l'avere in mano la squadra per cui giocano. Le prestazioni del Gallo ormai stanno convincendo tutti a Denver che possa davvero essere il leader in campo della franchigia del Colorado; nella notte per lui sono arrivati 31 punti (massimo in carriera pareggiato per la seconda volta), segnati nelle maniere più diverse, e anche se i suoi Nuggets hanno perso (117-121 contro gli Spurs) George Karl non può essere arrabbiato perchè ha forse trovato il punto di riferimento che serviva ai suoi. Per Durant invece sembra di ripetere sempre le stesse cose: anche contro i Rockets i suoi Thunder soffrono per quasi tutta la partita, sono sempre dietro a inseguire, poi arriva lui e la risolve nel finale con un jumper mortifero. Nulla di meglio per una squadra sembrata un po' in debito di ossigeno nelle ultime gare: sapere di poter contare su una sicurezza del genere negli ultimi secondi di partita è uno dei motivi per cui potranno fare molta strada anche nella post season.

FLOP: TORONTO RAPTORS. O meglio: i Toronto Raptors senza Andrea Bargnani. Già, perchè il lungo italiano è l'unico a salvarsi tra i canadesi, mettendo a segno la prima doppia doppia stagionale (21 punti e 11 rimbalzi), ma il resto della squadra è totalmente assente, segna la miseria di 41 punti complessivi  e subisce un bel -35 di scarto finale a Philadelphia. Coach Dwane Casey voleva, così come coach Triano in precedenza, che la sua fosse una squadra principalmente difensiva, ma non penso che questo escludesse la presenza di un attacco credibile.

LA SORPRESA: DANNY GREEN. In contumacia Manu Ginobili la rotazione degli esterni degli Spurs si allarga naturalmente e lui è uno di quelli a trarne maggior beneficio. Nella gara interna contro Denver per il prodotto di North Carolina arriva il massimo in carriera: 24 punti calati in un contesto di squadra davvero ammirevole per cui la distribuzione dei punti stessi, unita ad un attacco più fluido lo avvantaggia permettendogli di sfruttare un tiro sul quale nessuno ha mai dubitato. L'anno scorso il sistema Popovich ha messo sulla mappa NBA uno che aveva solo giocato in Europa come Gary Neal, ma quest'anno potrebbe toccare a lui.

SARANNO FAMOSI: BRANDON KNIGHT. I Pistons perdono, e fin qui la novità non c'è, ma quello che fa specie è il rookie scelto alla numero 7 nell'ultimo draft. L'ex Kentucky infatti prende in mano la squadra e segna 19 punti con 6 rimbalzi (mai pochi per una guardia) e 4 assist. Fino a questo momento le prestazioni del playmaker che ha "rubato" il numero di Ben Gordon sono state molto altalenanti, ma forse gli serviva solo qualche gara di ambientamento prima di spiccare realmente il volo. La stagione così concentrata non può aiutare i rookie, ma lui è un duro, e questo può essere un nuovo inizio.

lunedì 2 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 8; La rivincita di Gallinari e il record di Kobe Bryant



di Claudio Pavesi

Buon 2012 a voi lettori del blog di BasketZone e anche agli ascoltatori di BasketZone su RTP! Qual'è il modo migliore per riprendersi dai festeggiamenti smodati della sera del 31? Ovviamente leggere il nuovo recap della notte NBA dato che negli USA lo sport non si ferma mai nemmeno per le feste. Per vari ma immaginabili motivi non abbiamo potuto presentarvi il recap di ieri quindi passiamo direttamente a quello delle partite della notte tra 1 e 2 Gennaio. Restano perfetti gli Heat che battendo Charlotte avanzano sul 5-0, i Clippers procurano la prima sconfitta stagionale a Portland, Denver batte i Lakers nel back-to-back ritrovando un grande Gallinari e Minnesota centra la prima vittoria mettendo in ginocchio i Dallas Mavericks. E' stata una serata di record dato che i 22 punti di Wade gli permettono di raggiungere il traguardo dei 14000 in carriera, Calderon, con i suoi 13, supera i 3000 assists della sua vita NBA mentre Kobe Bryant è il sesto giocatore della storia a raggiungere quota 28000 punti in NBA. Tra le mews di vario genere si rende protagonista Demarcus Cousins, centro dei Sacramento Kings al secondo anno proveniente da Kentucky, che esprime una grande voglia di essere ceduto e vista la carenza di lunghi talentuosi in NBA aspettiamoci grandi movimenti per il ventunenne di 2.11 centimetri.

TOP: GLI ITALIANS. In verità solo 2 cioè Bargnani e Gallinari perchè il primo, nonostante la sconfitta contro Orlando ne segna 28 (high scorer NBA di giornata) con 7 rimbalzi 3 assists mentre Danilo, dopo la brutta prestazione della prima partita allo Staples contro i Lakers decide di mostrare a tutti chi è il vero Gallinari segnando 20 punti, catturando 4 rimbalzi e rubando ben 5 palloni guidando i Nuggets alla vittoria su i Lakers. Italians do it better.

FLOP: MEMPHIS GRIZZLIES. I Bulls sono accusati di omicidio cestistico dopo aver ucciso i Grizzlies con il risultato di 104 a 64. 40 punti di scarto sono davvero un'infinità se poi vi dico che i Bulls erano privi dell'infortunato Rip Hamilton mentre nei Grizzlies gli unici due in doppia cifra sono stati Sam Young e un certo Josh Davis con 10 punti a testa allora si capisce che la situazione e grave. Memphis quindi dietro la lavagna e come compito a casa avrà quello di non farsi coinvolgere mentalmente da una sconfitta cosi devastante.

LA SORPRESA: DJ WHITE. Non è il nome di un nuovo rapper anche le se iniziali DJ potrebbero ingannare ma si tratta dell'ala dei Bobcats classe 1986 che contro Miami esplode con una performance da 21 punti e 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata e 2 rimbalzi in grado di sbalordire chiunque. Nelle sue precedenti 4 stagioni NBA non aveva mai giocato più di 24 partite dato che veniva sempre spedito in D-League e non aveva mai superato gli 8 punti di media, inquesta stagione però sta sfiorando i 12 punti a sera, che sia lui l'uomo nuovo dei Bobcats?

SARANNO FAMOSI: RICKY RUBIO E NORRIS COLE. Rookie time ma in questo caso playmaker time dato che il premio per il miglior "primo anno" di oggi va in comproprietà tra i due play di Miami e Minnesota. Cole degli Heat ne segna 16 a cui aggiunge ben 9 assists e 2 rubate con 6 su 8 dal campo in soli 20 minuti di utilizzo confermandosi uno dei giocatori più in forma di questi incredibili Heat che potrebbero aver trovato il loro playmaker titolare, posizione più traballante della franchigia della Florida negli ultimi 2 anni. Lo spagnolo invece è fondamentale nella prima vittoria di Minnesota con i suoi 14 punti, 7 assists e 3 rimbalzi e 2 su 3 da 3 punti in 26 minuti. Rubio fa impazzire gli avversari ma fa anche impazzire di gioia i tifosi e i compagni tra cui l'All-Star Kevin Love (autore di 25 punti e 17 rimbalzi contro Dallas) che ritiene Rubio uno dei migliori talenti in NBA e un sicuro All-Star Gamer in tempi brevi.

giovedì 22 dicembre 2011

Kenyon Martin bloccato in Cina e l'infortunio di Darrell Arthur


di Claudio Pavesi


Come è noto ai più, in occasione del Lockout alcuni giocatori avevano preso la decisione di provare un'avventura cestistica in Cina anche se questo avrebbe voluto dire che sarebbero dovuti rimanere nel paese che ospitò gli ultimi giochi olimpici fino a Marzo, periodo in cui si conclude il campionato locale indipendente da come si sarebbe conclusa la questione Lockout. Questi giocatori sono Aaron Brooks (Phoenix Suns), Kenyon Martin, Wilson Chandler e J.R. Smith (Denver Nuggets), dunque significa emergenza per la franchigia di Danilo Gallinari che dovrebbe rinunciare a ben 3 giocatori da quintetto per quasi tutta la stagione ma uno di questi, Kenyon Martin, non è riuscito a resistere alle sirene dell'NBA ed è quindi giunto a pagare 3 milioni di dollari per uscire dal suo contratto con lo Xinjiang. Il problema? Nonostante i 3 milioni pagati per il cosiddetto buyout il buon Martin non potrà giocare per la sua squadra asiatica ma dovrà aspettare comunque Marzo per tornare negli USA dove sarà Free Agent e quindi in ricerca di una squadra. Perchè quindi pagare il buyout e stare fermo per tre mesi? Per evitare gli infortuni è ovvio, anche se la situazione sembra davvero complessa dato che in questo caso l'NBA deve attenersi alle leggi della lega cestistica cinese. Sotto questo punto di vista Earl clark, ala dei Magic, si è rivelato il più furbo di tutti riuscendo a liberarsi dal contratto cinese pochi giorni prima della fine del Lockout per "motivi personali/familiari" tanto che ora è già da tempo ai servigi di coach Stan Van Gundy. Per quanto riguarda J.R. Smith e Wilson Chandler la questione è ancora diversa dato che nel loro contratto c'è una clausola che gli concede di tornare istantaneamente in NBA nel caso venissero rilasciati dalla loro squadre ma sembra decisamente improbabile che queste rinuncino alle loro stelle proprio in vista dei playoffs. Restate collegati al nostro blog perchè si preannunciano sviluppi decisivi nei prossimi giorni.
Cambiamo argomento con una notizia che darà molto dispiacere ai tifosi dei Memphis Grizzlies dato che non potranno vedere Darrell Arthur per tutto l'anno, l'ala grande ex Kansas sarà fuori per tutta la stagione per una brutta lesione al tendine d'achille che lo ha obbligato a lasciare la sessione di allenamento di lunedì. Arthur non avrà le mani più "educate" dell'NBA ma è un grande rimbalzista e capace di giocate di grande energia, qualità che lo avevano reso il giocatore perfetto da mettere in campo per dare riposo a Zach Randolph. I Grizzlies hanno già una rotazione molta corta che vedeva Arthur come unico ricambio dei lunghi dopo la cessione di Thabeet ai Rockets, quindi Memphis sarà costretta a tornare sul mercato o a tentare di pescare il jolly dal mazzo con qualche giocatore proveniente dalla D-League; per scoprire chi sarà il Mister-X di Memphis non dovete fare altro che seguire il nostro blog.

mercoledì 14 dicembre 2011

Nenè resta a Denver


di Claudio Pavesi

Ieri parlavamo di un forte interessamento di Toronto per il centro brasiliano che invece ha scelto di rinnovare il contratto con i Nuggets per ben 5 anni sulla base di 67 milioni di dollari, sembrano quindi diminuire le voci sulla possibile partenza di Andrea Bargnani dai Raptors. L'NBA offseason però non si limita a questo infatti Rodney Stuckey, l'atletica guardia dei Pistons ha fatto sapere che l'accordo con la franchigia di Detroit non è per niente vicino dato che il giocatore vorrebbe un contratto a lungo termine ed è quindi disposto ad ascoltare le proposte di altre squadre. Tutto qui? Figuratevi! Gli Indiana Pacers sono una delle squadre più attive sul mercato quest'anno e dopo l'ingaggio di David West hanno fatto sapere di essere vicini ad un accordo con l'ex sesto uomo degli Atlanta Hawks Jamal Crawford.
Chiudiamo queste flash news riportando le parole di Lamar Odom che sostiene di non essere stato rispettato dai Lakers, anche considerando il fatto che è stato un tassello fondamentale alla conquista dei titoli 2009 e 2010. L'ex sesto uomo di lusso della franchigia californiana ha reso noto, in seguito alla trade che lo ha mandato a Dallas, che ha intenzione di bruciare tutti i ponti con i Lakers dato che non vuole più avere niente a che fare con la squadra che, nonostante la trade, gli ha permesso di vincere ben due anelli.

Beli ritorna a New Orleans. Il nuovo compagno del Gallo è un ex rivale. News di mercato sparse.


di Luca Ngoi

C'è voluto più tempo del previsto, ma alla fine Marco Belinelli ha trovato un nuovo ingaggio in NBA, anche se la squadra resta la stessa dell'anno scorso. La guardia della nazionale italiana ha infatti firmato un nuovo contratto a 3.4 milioni di dollari e potrà rimanere a giocarsi le sue carte in una squadra alla quale l'anno scorso ha saputo dare molto in diverse situazioni, sia da titolare sia partendo dalla panchina, e anche nei primi playoff della sua carriera ha saputo dare un ottimo contributo mettendo a segno 9.7 punti a partita. Non male per un esordiente.
Danilo Gallinari ha da oggi un nuovo compagno di squadra: si chiama Rudy Fernandez. Esatto, proprio quel Rudy Fernandez che per due volte l'ha incontrato e battuto nei mesi europei durante gli scontri tra Milano e Real Madrid, che ora si accaserà a Denver rassicurato da coach George Karl che gli ha offerto un posto da titolare data la partenza di JR Smith verso la Cina. Un tandem Gallinari-Fernandez sarebbe assolutamente illegale in Europa, mentre non ne si conoscono le potenzialità in NBA data l'estrema discontinuità dello spagnolo nella sua carriera oltreoceano fino a questo momento, ma di sicuro i Nuggets stanno costruendo un'altra squadra decisamente interessante.
Mercato sparso: I San Antonio Spurs tagliano Da'Sean Butler (ex Marquette), i Lakers si attrezzano per il training camp e dopo l'infortunio al menisco firmano Malcom Thomas e il redivivo Gerald Green mentre aspettano il sì di Indiana per il lungo ex Duke Josh McRoberts. I Suns dopo il taglio di Dowdell firmano l'ex Utah Ronnie Price e Marcus Landry, mentre i Nuggets oltre al colpo Fernandez si aggiudicano anche l'atleta ex Memphis DeMarre Carroll e preparano l'assalto ai Bucks per Luc Richard Mbah a Moute, infine un ex Nuggets, Shelden Williams, si accasa ai New Jersey Nets.