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mercoledì 7 marzo 2012

Speciale Tornei di Conference NCAA (parte 1)


di Claudio Pavesi
Primo appuntamento con gli approfondimenti sui tornei di conference in cui diremo come si sono conclusi e di conseguenza quali sono le squadre che si sono conquistati un posto nel Torneo NCAA.
Partiamo con le minor conferences

ATLANTIC SUN CONFERENCE





Nessuna sorpresa nella Atlantic Sun, Belmont vince la regular season e conquista anche il torneo accaparrandosi un posto al Torneo finale.

IVY LEAGUE
Come è noto a chi segue la NCAA la Ivy League, conference che contiene l’elite accademica di tutta la nazione, non ha il torneo finale, motivo per cui il posto al Torneo NCAA spetta alla squadra che ha vinto la regular season che in questo caso è Harvard di cui si parla tanto dal momento che è l’alma mater di Jeremy Lin. Harvard ha approfittato della sconfitta di UPenn, capolista fino a ieri, contro Princeton.

COLONIAL CONFERENCE
                             First Round








Non è un upset perché VCU ha finito al secondo posto la stagione regolare ma chiunque si sarebbe aspettato la vittoria di Drexel che avrebbe coronato una stagione pazzesca, talmente buona che nonostante la sconfitta può ancora sperare di far parte al Torneo finale dato che per il momento resta una squadra On the Bubble. La spunta ancora la Virginia Commonwealth di coach Shaka Smart che l’anno scorso arrivò addirittura alle Final Four. Attenti a questa squadra perché non sarebbe la prima volta che una squadra uscita dalla Colonial Conference finisce per rivelarsi la Cenerentola del Torneo NCAA.

SUMMIT LEAGUE





Nella Summit League c’è stata più di una sorpresa, la prima è stata l’eliminazione di Oral Roberts, dominatrice della stagione regolare, da parte di Western Illinois che a sua volta a dovuto cedere contro South Dakota State anche se solo dopo un tempo supplementare. Grande festa dunque nel campus di SDS dopo la vittoria che gli consentirà di giocare il primo Torneo NCAA nella storia della scuola.

martedì 6 marzo 2012

Basketzone vi presenta in anteprima il nuovo Jeremy Lin

di Luca Ngoi

Si chiama Chris Tang, professione playmaker della Hampton Roads Academy in Virginia e non stupitevi se tra qualche anno lo vedrete sui parquet di un'arena vicina a voi o perchè no anche della NBA come il "nuovo Jeremy Lin", come è già stato soprannominato nell'ambiente del basket liceale, specialità che sta infiammando con le sue fiammate in campo aperto. Il ragazzo è un sophomore, dunque soltanto al suo secondo anno di liceo dunque è ancora molto presto per definire quali possano essere le sue prospettive tra i professionisti, ma su di lui si è già posato l'occhio di università importanti come Virginia, Virginia Tech, Maryland e Davidson, oltre all'occhio sempre vigile di Harvard che potrebbe dare un ulteriore slancio al suo discreto programma cestistico marciando sulla questione del nuovo "Lincredible". In attesa di vedere Tang su palcoscenici più impegnativi godetevi queste immagini di alcune sue partite in cui è scollinato anche oltre i 40 punti.


mercoledì 8 febbraio 2012

Tanta voglia di Ranking (7/2/2012)


di Claudio Pavesi

AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Kentucky (63)
23-1
1,623
2
Syracuse (2)
23-1
1,553
3
20-3
1,493
4
22-2
1,415
5
20-3
1,352
6
21-2
1,318
7
18-5
1,170
8
19-4
1,066
9
23-0
1,055
10
19-4
1,037
11
18-5
1,032
12
18-4
919
13
20-3
728
14
21-4
702
15
16-6
694
16
22-2
635
17
21-3
600
18
20-5
469
19
18-4
448
20
18-5
401
21
18-6
384
22
17-7
253
23
18-6
227
24
19-5
112
25
20-2
105

Mai come in questa settimana abbiamo parlato di NCAA, c’è stato l’articolo intento a spegare la terminologia del college basket oltre a quello che parla dei nomi più strambi presenti in division one e come si potrebbe portare a termine una settimana così? Ovviamente con Tanta voglia di Ranking, sempre sul pezzo per raccontarvi la settimana del basket universitario americano.
Partiamo come al solito dalla testa del Ranking dove troviamo Kentucky, semplicemente imbattibile sia negli exhibition game che nella conference, in cui è imbattuta, questo infatti potrebbe essere davvero l’anno buono per Kentucky che, nonostante la squadra sia fatta in gran parte da freshmen, sta giocando con grande maturità e ordine, da vera vincente. In SEC l’altra squadra in grande forma è Florida, ottava nella Top 25, che dopo Mississipi State, squadra di Ranking, ha vinto anche contro South Carolina e Vanderbilt che invece è in crisi, settimana scorsa era pronta a giocarsi il secondo posto nella conference mentre ora, dopo la già citata sconfitta con Florida e quella meno aspettata contro Arkansas, è stata relegata alla quarta posizione ma soprattutto non sembra per niente all’altezza delle big come ha dimostrato la partita contro Florida, che al contrario è sempre più convincente grazie alla definitiva esplosione di Bradley Beal, guardia al primo anno ai arrivato ai Gators con mille aspettative che lentamente sta confermando.
Al secondo posto in America resta salda Syracuse, sempre in testa alla Big East, che ora dopo il ritorno di Fab Melo, sospeso momentaneamente per i suoi scarsi risultati accademici, sembrano davvero inarrestabili e hanno alzato il loro livello di gioco per dimostrare a chiunque che il cielo è il limite per gli Oranges, cosa che potranno dimostrare domani notte nel big match contro Georgetown, ora dodicesima nella Top 25 e proveniente da una schiacciante vittoria contro USF che ha lasciato pochi dubbi sul valore degli Hoyas.
Restiamo in Big East dicendo che Marquette perde leggermente il passo di Syracuse dopo aver perso contro Notre Dame, ufficialmente la “Ranking Killer” della stagione dato che ha già battuto Pittsburgh, Louisville, Syracuse, Uconn e appunto Marquette ma ciò nonostante è ancora fuori dalla Top 25, al suo posto troviamo il ritorno di Louisville che, grazie al ritorno del miglior realizzatore Kuric, ha infilato la quinta vittoria in fila contro la squadra meno in forma degli Stati Uniti cioè UConn che invece è riuscita a vincere solo contro Seton Hall nelle ultime sei partite tanto che ormai è nona in Big East con un record addirittura in negativo.
Parliamo sempre di squadre in cima al Ranking se ci riferiamo a Ohio State che dimostra un gran carattere battendo prima la ventiduesima squadra della Top 25 cioè Michigan e subito dopo Wisconsin, la numero ventuno, due vittorie che permettono di conservare la testa della Big10, o come, piace scrivere agli americani B1G. La già citata Michigan e la compagna di conference Indiana confermano il loro tipico trend altalenante infatti entrambe non riescono ad infilare due vittorie in fila, la prima batte la seconda per poi perdere contro Michigan State mentre la seconda sconfigge Purdue dopo la già nominata debacle contro i Wolverines. Queste incertezze lasciamo la strada spianata per il secondo posto a Michigan State, undicesima nel Ranking nonostante il passo falso contro Illinois, sempre più in crisi dato che contro gli Spartans è l’unica vittoria in cinque partite.
La Big12 è sempre più competitiva dato che Kansas ha perso la testa della classifica passando direttamente alla terza posizione nella conference lasciando il primo posto ai Missouri Tigers che, guidati dal loro leader Marcus Denmon, riescono ad annullare prima i Jayhawks e poi gli Oklahoma Sooners che in settimana perdono anche contro la stessa Kansas e l’intrusa al titolo della Big12, Iowa State, ormai ad un passo dall’ingresso nel Ranking e saldamente al quarto posto nella Big12 ad una sola vittoria di distacco da Kansas e Baylor. Ora infatti i Baylor Bears occupano la posizione numero 6 in America, hanno vinto in settimana, anche se con difficoltà, contro Texas A&M e Oklahoma State e sono in striscia positiva da quattro partite ma nei prossimi cinque giorni dovranno affrontare Missouri e Kansas, non proprio delle passeggiate.
In ACC niente da dire su North Carolina, sempre prima nella conference e quinta nel Ranking, cosa che gli concede un minimo nel “superderby” di domani contro Duke dato che i Blue Devils vengono da una bruciante sconfitta in overtime contro i non irresistibili Miami Hurricanes, motivo per cui sono scesi alla decima posizione nella Top 25. In caso di una vittoria di Duke la testa della ACC passerebbe a Florida State che dopo North Carolina e Duke riesce ad affondare anche Virginia facendola scivolare alla diciannovesima posizione nella classifica di Associated Press, impresa che fa volare le quotazioni dei Seminoles fino alla quindicesima piazza assoluta.
La sorpresa della settimana è il ritorno nel ranking di Harvard (l’ultima volta era presente nel ranking di Capodanno), a molti famosa solo per il livello accademico ma anche una buona scuola di basket in grado di sfornare buoni talenti come il nuovo idolo dei New York Knicks Jeremy Lin, soggetto del bellissimo articolo del mio collega e amico Luca Ngoi. I Crimson di Harvard sono da anni la miglior squadra della Ivy League e quest’anno sono ancora imbattuti nella conference, hanno vinto con trenta punti di scarto il primo “derby” contro Yale, attualmente seconda nella Ivy, non perdono da otto partite, hanno solo due sconfitte in stagione e hanno già battuto ottime squadre come UCF, Boston College e la leader dell’ACC Florida State.
Vi lascio con due squadre da tenere sotto osservazione: Southern Miss e Wichita State. Ma dove lo trovate un campionato con così tante squadre forti, interessanti e divertenti?

Who is Jeremy Lin? Scopriamo il cinesino che sta facendo impazzire New York

di Luca Ngoi


Da prossimo giocatore da tagliare a super star e idolo del Madison Square Garden in poche ore. Anche questo è possibile nella Lega sportiva più pazza del mondo, che quest'anno è se possibile ancora più esasperata da un calendario concentrato in pochi mesi nei quali vengono giocate partite una affianco all'altra. Ed è questo ciò che è accaduto al giovane Jeremy Shu-How Lin, playmaker classe '88 dei New York Knicks e prodotto dell'università di Harvard, probabilmente se non la prima una delle migliori tre in ambito accademico, ma sicuramente non un college di elite in ambito sportivo, nel quale i campioni non si sono praticamente mai visti.
Anche il ragazzo di origini cinesi, fino a pochi giorni fa, era solo uno dei tanti playmaker bianchi transitati dalla NBA, dotato di un buon ball-handling, un buon passaggio e poco altro, insomma uno di quei giocatori buoni solo per un po' di sano garbage time, da fare entrare quando la squadra è sopra o sotto di 25 per dare riposo ai titolari. E invece nel "derby" contro New Jersey qualcosa è scattato nel numero 17, che ha letteralmente preso per mano la squadra segnando 25 punti in 36 minuti aggiungendo anche 7 assist, e fin qui tutto bene nel senso che una prova "monstre" all'anno, da un giocatore che viene dal nulla te la potresti aspettare. Il copione inizia a prendere una piega inaspettata quando le prestazioni strepitose diventano due. Nella scorsa notte infatti si giocava Knicks-Jazz, e a complicare il tutto c'era anche l'infortunio occorso a Carmelo Anthony, che privava i padroni di casa della loro unica punta di diamante (vista anche l'assenza di Stoudemire causa morte del fratello), e invece a sbrogliare la matassa ci ha di nuovo pensato Lin, che si è addirittura superato mettendo a segno 28 punti in 45 minuti di impiego conditi da 8 assist e 2 palle rubate, inutile dire che siano tutti record in carriera per un giocatore che l'anno scorso, da rookie, ha giocato la miseria di 29 partite con i Golden State Warriors producendo 2.6 punti e 1.4 assist a gara e che, come detto, alla vigilia della gara contro i Nets sembrava dovesse essere tagliato anche da New York. Come se non bastassero tutti questi elementi a rendere straordinaria la storia si aggiunge il fatto che Jeremy aveva avuto contatti con diverse squadre italiane (Teramo, Cantù e Roma per la precisione), sia durante il lockout sia a stagione NBA iniziata e quindi avrebbe potuto giocare in qualche palazzetto a voi vicino e probabilmente dominare allo stesso modo, se non ancora di più, su palcoscenici europei sicuramente più adatti a lui per un inferiore livello di atletismo e per la maggior coralità del gioco.
New York e gli Stati Uniti in generale sono particolari perchè si affezionano subito alle storie da film che si verificano nella vita reale e in questi giorni Jeremy Lin è diventata una vera e propria mania. I suoi "followers" su Twitter sono più che raddoppiati in pochi giorni, i media hanno coniato soprannomi appositi scomodando miti del gioco come Vince Carter, se è vero che qualcuno ha da poco soprannominato il prodotto di Harvard Lin-Sanity in onore del vecchio Vince che schiacciò in testa proprio a un futuro Knick come Frederic Weis in quelle Olimpiadi del 2000. Insomma, corsi e ricorsi storici che si rincorrono anche per Jeremy Shu-How, una vita da film. E potremmo essere soltanto all'inizio.

sabato 31 dicembre 2011

Tanta voglia di Ranking (31/12/2011)

di Claudio Pavesi

AP Top 25
RK
TEAM
RECORD
PTS
1
Syracuse (54)
13-0
1,611
2
12-1
1,507
3
11-1
1,480
4
12-1
1,386
5
11-2
1,366
6
12-0
1,299
7
10-1
1,281
8
12-0
1,149
9
10-1
1,143
10
10-3
1,050
11
11-2
898
12
10-1
851
13
12-1
820
14
11-1
775
15
12-1
718
16
11-2
613
17
8-3
548
18
10-2
504
19
13-2
473
20
13-0
342
21
10-1
254
22
11-3
238
23
10-1
214
24
10-1
121
25
11-2
119

Noi di BasketZone non ci fermiamo davvero mai tanto che anche nel giorno del capodanno siamo contenti di regalarvi un nuovo ranking. Parliamo un po’ di NCAA dato che il 28 abbiamo saltato l’appuntamento settimanale col college basketball anche se ci siamo fatti perdonare con l’intervista ad Amedeo Della Valle.
Sono stati giorni importanti questi dato che abbiamo vistola caduta di alcune imbattute come Indiana e Louisville che quindi saranno destinate a perdere alcune posizioni quando Associated Press stilerà il prossimo ranking ma Louisville rischia di perdere ulteriori posizioni dato che questanotte, mentre noi saremo alle prese con spumanti e brindisi di rito, i Cardinals di Rick Pitino dovranno affrontare i Kentucky Wildcats di John Calipari, attualmente meritatamente al terzo posto nel ranking considerandoche, oltre alla sconfitta all’ultimo secondo in casa di Indiana, non hannosbagliato nulla e hanno distrutto ogni avversario presentandosi alla sfida dioggi contro i Cardinals come i favoriti.
Una squadra che è destinata ad uscire dalle Top 25 èPittsburgh dato che viene da ben 2 sconfitte consecutive contro squadre esterneal ranking, l’ultima contro Notre Dame e la prima addirittura contro Wagner,scuola tra l’altro molto cara a me e al mio collega Davide Quaranta dato che ciha ospitato per qualche tempo nell’occasione in cui ci siamo conosciuti. Tralasciando questa piccola nota di colore torniamo a parlare di studenti mandati fuori dalla classe e parliamo di Xavier che passa dalla numero 14 a essere direttamente esclusa dato che ha portato a casa 3, e ripeto 3, sconfitte consecutive rispettivamente contro Oral Roberts, Long Beach State e Hawaii, noncerto delle corazzate ma possono consolarsi del fatto di non essere gli unici adessere scomparsi dal ranking, a fargli compagnia c’è Illinois che ha perso con una squadra che si sta dimostrando veramente imbattibile cioè Missouri, ancoraimbattuta come anche una sua compagna di conference, Baylor. Baylor sempre più capitale dello sport universitario dato che ha avuto la sua miglior stagione nelfootball americano grazie a Robert Griffin III, vincitore dell’Heisman Trophy, “possiede”la miglior giocatrice del panorama universitario femminile oltre che al noi ben più conosciuto Perry Jones, candidato momentaneo alla prima scelta al prossimo Draft NBA.
Rischia di perdere molte posizioni anche Florida che perdecontro Rutgers dopo ben 2 tempi supplementari favorendo la salita nelle Top 25di recenti new entry come San Diego State e Virginia, che ha messo in fila la decima vittoria consecutiva, mentre si aspetta di entrare nel ranking lasorprendente Kansas State per cui però i veri test devono ancora cominciare.
Spunta nelle prime 25 anche un’università conosciuta nel mondo più per motivi accademici che sportivi ma che sta dimostrando di giocare un fantastico basket, molto europeo, con poche individualità, ma efficace: Harvard.
Questo sarà certamente il mio ultimo scritto del 2011 e ne approfitto per fare a tutti i lettori i più sentiti auguri per un felice annonuovo ma soprattutto vorrei ringraziarvi per il sostegno che date a un giovanissimo blog, a un giovanissimo programma radio e a dei giovanissimi ragazzi che scrivono riguardo lo sport che più amano quindi grazie ancora e auguri perquesto 2012 che speriamo di pieno di gioie, di basket e di BasketZone.