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lunedì 4 giugno 2012

Matchups: Danilo Gallinari "Voglio essere protagonista, altrimenti che divertimento c'è?"

intervista realizzata da Claudio Pavesi e Davide Quaranta
Danilo Gallinari guarda avanti, verso la nuova stagione
Photo by Getty Images

Oggi siamo onorati e felici di regalare una vera chicca a tutti i lettori di Basketzone RTP, un'intervista con Danilo Gallinari, la stella dei Denver Nuggets in NBA e della Nazionale Italiana. La chiacchierata è stata realizzata per la prima volta di persona (non male come prima volta) in occasione del 2° Gallo Day, la giornata dedicata al basket organizzata a Lodi dal suo primo Fan Club ufficiale.


Denver: rapido giudizio sulla stagione, la prima interamente nel Colorado con alti e bassi anche per i molti infortuni subiti soprattutto da te e da Rudy Fernandez.
La stagione ritengo sia stata molto positiva sia dal punto di vista personale ma soprattutto da quello della squadra in particolare perché, come hai già detto tu, non abbiamo mai avuto l'occasione di giocare con l'organico al completo tranne che per l'ultimo mese e mezzo in cui infatti abbiamo perso solo due o tre partite. Siamo arrivati alla fine molto motivati, avremmo potuto farcela a raggiungere il secondo turno dei Playoffs ma direi che siamo stati lo stesso molto bravi a raggiungere il primo turno e a giocarcela fino a gara 7.
Gli infortuni sono stati pesanti e fastidiosi ma anche la trade ha influito molto: abbiamo perso Nenè, il nostro centro titolare, e al suo suo posto sono arrivati giocatori con una reputazione piuttosto discutibile come JaVale McGee, reputazione che hanno saputo trasformare.

Proprio McGee infatti era membro fisso del "Shaqtin'A Fool", la rubrica di Shaquille O'Neal sugli errori più clamorosi della NBA.
Esatto. Si è dimostrato un grande giocatore con grandi qualità in campo e incredibili conoscenze di pallacanestro oltre che un ottimo ragazzo, una persona sempre pronta a lavorare e a migliorare. Per questi motivi sono certo che la stagione appena trascorsa deve definirsi molto positiva.

Avete dimostrato un ottimo gioco anche senza avere una cosiddetta star, per come la intendono gli americani. Cosa ne pensi del sistema di coach Karl? Ti senti valorizzato dal suo gioco?
Questo è il suo modo di giocare ed è sempre stato così anche in passato quando allenava altre squadre. Penso che questo gruppo sia perfetto per il suo gioco in particolar modo dopo la trade che ha portato me a Denver, si è formato un collettivo molto motivato e ritengo che difficilmente Karl si sia divertito così tanto con un altro gruppo nella sua carriera. Il gioco di coach Karl è veramente divertente e non ho dubbi che sia anche vincente perché ti permette di arrivare ai Playoffs e di giocartela con chiunque.

Smentiamo allora ufficialmente le numerose critiche che difiniscono il gioco di coach Karl come "bello ma non vincente"?
Certo. Il sistema di Karl favorisce il gruppo e solo col gruppo si può vincere, noi stessi lo abbiamo dimostrato arrivando con un ottimo record ai Playoffs in cui abbiamo affrontato la tipica squadra con tanti centimetri che corre poco e che gioca a metà campo ma siamo comunque riusciti a raggiungere gara 7. Non abbiamo passato il turno per un soffio dimostrando a noi stessi e a tutti che questo sistema funziona e può far paura.

Dopo l'importante rinnovo contrattuale avverti una pressione diversa in campo o sei più tranquillo per aver avuto la fiducia della squadra e della dirigenza?
Senza alcun dubbio sono tranquillo e felice, d'altro canto penso che firmare un contratto del genere renderebbe felice chiunque. Allo stesso tempo firmare un tale contratto porta a tante nuove responsabilità, molto diverse rispetto a quelle a cui ci si è ormai abituati: arrivano pressioni da parte della società, ci sono anche pressioni, non dirette, da parte dei compagni dato che una firma così importante significa avere più possessi e in momenti sempre più importanti. In poche parole si inizia a dipendere meno dagli altri e ci si avvicina sempre di più ad un ruolo da protagonista che è ciò a cui ritengo bisogna ambire, non penso infatti ci sia molta soddisfazione a giocare a certi livelli senza voler essere un protagonista. I Nuggets mi stanno dando la possibilità di essere un protagonista ed è fantastico, è un modo per mettere alla prova anche me stesso, mi permette di conoscermi meglio, solo così potrò constatare se ho la testa e le abilità per meritare queste responsabilità.

Prospettive per l'anno prossimo? Cosa ti aspetti da te stesso e dalla squadra?
L'obbiettivo di squadra è ovviamente quello di raggiungere i Playoffs e, considerando i risultati di quest'anno, l'obbiettivo resta quello di migliorarsi e quindi chiudere la stagione con un record migliore oltre che cercare di allungare la stagione facendo più strada nella postseason. Personalmente il mio obbiettivo è quello di diventare un giocatore sempre più importante a livello sia statistico che carismatico anche per rispettare la fiducia che mi è stata data con il contratto che hai giustamente già citato.

Il Gallo mentre viene intervistato da Claudio Pavesi
Photo by Davide Quaranta
A proposito della prossima stagione, se tu fossi il General Manager di Denver chi sceglieresti al Draft con la numero 20? C'è un giocatore che ti piace più di altri?
Sinceramente non segue molto l'NCAA quindi non credo di poter dare un giudizio riguardo i ragazzi che saranno selezionati il prossimo 28 Giugno. Quello che so per certo è che i manager di Denver sono persone molto capaci nel loro lavoro e con grandi conoscenze di basket, motivo per cui so già che faranno una grande scelta

Direi che la scelta di Kenneth Faried alla numero 22 del Draft dell'anno scorso è un buon biglietto da visita.
Esatto, è l'esempio perfetto. Quella di Kenneth è stata una scelta super, tutti hanno potuto vedere cos'è capace di fare, per non parlare del fatto che è il giocatore perfetto per il sistema di Karl. Questo è il motivo principale per cui so che la nostra dirigenza sceglierà benissimo il giorno del Draft.

Obbligatoria una domanda sull'incredibile notte da 37 punti e 10 rimbalzi al Madison Square Garden contro 'Melo, nel tuo ritorno da ex Knick. Che cosa hai provato?.
E' stata davvero una grande emozione. La partita è stata molto bella e io ci tenevo moltissimo a fare bene, continuavo a pensare a quella sfida anche giorni prima dell'incontro. Sono stato felicissimo della mia prestazione personale anche se la cosa che mi importava di più era vincere e ci siamo riusciti, è ovvio che se avessi fatto una prestazione tale ma fosse arrivata una sconfitta avrebbe avuto tutto un altro significato. Dopo la partita però è stato necessario cambiare mentalità e guardare avanti anche perché contro i Knicks ci giocheremo tutti gli anni comunque quel primo ritorno sarà sempre un ricordo davvero importante per me.

Parliamo appunto di quella famosa trade anche se da un altro punto di vista, quello della vita privata, aspetto che non viene quasi mai considerato. Un momento prima si è a cena con i compagni e un secondo dopo si è costretti a cercare casa a quattromila chilometri di distanza, tu come hai vissuto un momento così difficile?
Purtroppo c'è poco da fare, ti devi adattare perché questa è l'NBA. Io sotto questo punto di vista sono già abituato perché nell'arrivo da Milano a New York ho dovuto cambiare tutto di me: a Milano ero a casa, vicino a persone che conoscevo fin dall'infanzia, arrivato in NBA invece ho dovuto cambiare tutta la mia vita con un "click", ho rivoluzionato il mio approccio rispetto al lavoro, alla squadra e alla vita lontano dalla famiglia e dagli amici. Quella trade ha ulteriormente dimostrato che tutto può cambiare in continuazione infatti hai indovinato, quel giorno ero proprio a cena con alcuni miei compagni di squadra, erano circa le 22/22:30, il mio agente mi ha chiamato e mi ha detto che avrei dovuto preparare le valigie perché il mattino dopo sarei partito per Denver. C'era poco da dire, ero stato scambiato, che mi trovassi bene o no a New York dovevo cambiare di tutto ma direi che è andata piuttosto bene.

Quest'anno sei stato protagonista insieme ai tuoi compagni di squadra dello show "The Association", il programma di NBA TV che segue giorno per giorno una squadra all'anno. E' stata una bella esperienza o è stato stressante avere le telecamere addosso anche in allenamento e in ogni momento libero?
Secondo me è stata un'esperienza interessante, personalmente mi ha fatto molto piacere anche perché, quando io e i miei compagni ci ritireremo dalla pallacanestro tra 10 o 15 anni, sarà bello potersi rivedere anche per come eravamo negli allenamenti, nei viaggi e nel tempo libero. Penso che spinga anche alcuni giocatori a dare ancora più del massimo così che la gente veda effettivamente quanti ci impegniamo per raggiungere certi livelli.

In America però si dice che questi speciali portino un po' sfortuna anche se questo non sembra il vostro caso.
No infatti, non è il nostro caso, la stagione è stata bella e quella di "The Association" è stata una grande esperienza, potendo scegliere la rifarei.

Parliamo di un'altra esperienza particolare di questo ultimo anno: il Lockout. Come giudichi il tuo breve ritorno in Europa? E' stata davvero utile?
Senza dubbio mi ha aiutato molto. Il mio però è stato un caso molto particolare, per me è stato un ritorno a casa quindi, quando mi si è presentata questa opportunità, non è stato difficile dire di sì. Dal punto di vista dell'allenamento è stato altrettanto utile, i giocatori NBA sono abituati a giocare tante partite ravvicinate quindi rimanere fermi per lungo tempo di solito è controproducente e per questo il ritorno all'Olimpia mi ha fatto davvero bene dal punto di vista fisico ma anche mentale.

Nazionale, innanzitutto ci sarai alle qualificazioni per gli Europei? Quanto è importante per te la maglia azzurra soprattutto in questo periodo in cui la Nazionale maggiore zoppica mentre quelle giovanili stanno facendo sempre meglio?
Dire che la Nazionale sia importante è dire poco e per questo sono grato ai giovani che hanno fatto così bene ultimamente sperando che i loro risultati possano permettere all'intero movimento del basket italiano di fare il salto di qualità. Quest'anno dovremo essere tutti presenti e dare il massimo perché quello delle qualificazioni è un momento davvero importante, non essere a Londra per le Olimpiadi sarà un duro colpo ma ci spronerà a dare il massimo. Io ritengo che dalle esperienze fatte bisogna sempre guardare i lati positivi e onestamente credo che dell'esperienza della Nazionale dell'anno scorso ci sia molto da salvare, il gruppo era ottimo ma era la prima volta che giocava insieme e come ben saprai è difficile, quasi impossibile, trovare un gruppo vincente alla prima occasione a livello di Nazionale. Non è facile giocare bene da subito ma ora è cominciato un percorso, un progetto concreto e le qualificazioni ai prossimi Europei saranno un nuovo passo avanti.

Noi siamo di Pavia e quindi volevamo chiederti se avevi qualche ricordo della nostra città, del Liceo Scientifico Copernico e ovviamente della stagione di LegaDue.
Sicuramente. Quello a Pavia è stato un anno bellissimo anche se non ho potuto giocare tutta la stagione perché a gennaio mi infortunai e fui costretto a saltare tutte le restanti partite, per me infatti quel periodo è stato difficile dal momento che abbiamo rischiato di qualificarci per i Playoffs all'ultima giornata e io non ho potuto fare la mia parte in campo. La cosa più bella di quella stagione erano proprio i due diversi momenti che dividevano la giornata: prima a scuola al Copernico e poi agli allenamenti e alle partite di LegaDue. Se non mi fossi infortunato sarebbe stato ancora meglio.

Male di certo non è andata, hai vinto il premio di Miglior Italiano a soli 17 anni.
E' stata solo fortuna (ride tra i classici "seee certo, come no" provenienti da noi due). Comunque era tutto fantastico, il pubblico era davvero super, così come anche i rapporti con la tifoseria. Davvero una bella annata.

Come è nostra consuetudine anche a te Gallo chiediamo di dare i tuoi pronostici. Cominciamo con l'NBA, chi vince?
Le squadre più forti sono le due che stanno giocando a Ovest ovvero San Antonio e Oklahoma City, purtroppo non possono vincere entrambe ma per me la vera finale dovrebbe essere quella. In ogni caso penso che sarà una di quelle due a vincere l'anello.
Danilo insieme allo staff del Gallo Day
(cliccare sulla foto per ingrandire)
Photo by Davide Quaranta


In Italia invece?
In Italia è dura, Milano deve giocare lunedì sera ma credo, e spero, che vincerà e raggiungerà Siena in finale. Una volta in finale io spero ovviamente che vinca l'Olimpia ma in particolar modo mi auguro di vedere una bella serie di finale, molto equilibrata. Devo ammettere che vedere una gara 7 in Italia non sarebbe niente male.


Ovviamente ringraziamo Danilo Gallinari e la sua famiglia, sono stati tutti davvero gentili nonostante la lunga e faticosa giornata a cui hanno preso parte. Ringraziamo tantissimo tutti i membri e i responsabili del Fan Club ufficiale del Gallo oltre che ovviamente Giovanni Zeni e Luca Malamacci, due persone che non smetteremo mai di ringraziare per aver permesso qualcosa di speciale, sicuramente più di una semplice intervista.

giovedì 26 gennaio 2012

Federico Maiocco si racconta a "Basket e dintorni".

di Matteo Ranzini

“L'Alley oop? Sì, li facevo a Biella con Mike Batiste oggi al Panathinaikos”. Tanta roba, mica bazzecole per Federico Maiocco oggi alla Paul Mitchell, intervenuto in studio a Basket e dintorni su Rtp giovedì 26 gennaio. Federico nel corso della trasmissione ha anche stilato il suo “quintetto dei sogni”: “Ricky Rubio come play, Juan Carlos Navarro come guardia, Lebron James come ala piccola, Dirk Nowitzki come ala grande e l’indimenticato O’Neal come centro”.

Maiocco ha anche anticipato i temi della gara contro Chieti di domenica 28 gennaio: “Occhi aperti…Chieti è una squadra “esperta” con giocatori del calibro di Feliciangeli e Rajola, un team che conosce il basket anche a livello psicologico. Dovremo restare concentrati sulla partita, vengono da due vittorie importanti. Peccato per la sconfitta a Ferentino, abbiamo pagato il loro ritorno nel terzo quarto e il finale”. Si è parlato anche del nuovo megacontratto di Danilo Gallinari a Denver e Federico Maiocco ha così commentato: “Danilo ha una famiglia solida e intelligente alle spalle, saprà come investirli. E’ un ragazzo serio. In America molti giocatori dilapidano questi patrimoni, coinvolgono i loro amici…Per Danilo è comunque un quadriennale molto importante”.


lunedì 23 gennaio 2012

Matchups: Flavio Tranquillo

intervista realizzata da: Davide Quaranta

Dopo Alessandro Mamoli, Basketzone vi propone un'altra intervista con un giornalista del team di Sky Sport. Questa volta è il turno di Flavio Tranquillo, al quale abbiamo posto domande che vanno dal basket NBA a quello nostrano, passando per qualche piccola curiosità della sua vita professionale, per chiudere con l'immancabile gioco dei pronostici!

DQ: Cominciamo parlando di NBA, in particolare della situazione dei New York Knicks: chi sbaglia? D'Antoni? la dirigenza? che cosa si può fare per migliorare?
FT: Tanto talento, malissimo assemblato e per nulla adatto alle convinzioni dell’allenatore, che non è noto per essere uno capacissimo di scendere a patti con sè stesso.



DQ: Lebron: qual è esattamente il suo ruolo? potrà mai fare il playmaker alla Magic Johnson?
FT: Mai dalla posizione di chi “la porta su” in palleggio. Dovrebbe fare il playmaker, in senso lato, giocando in altre posizioni del campo (gomito, post basso, linea di fondo).

DQ: In vista della deadline, c'è qualche giocatore di rilievo che,secondo te, potrebbe cambiare maglia? Pochi giorni fa abbiamo scritto di una possibile partenza di Deron Williams (Visto che Lopez non rinnova) e, come detto da Ainge, i Celtics potrebbero smembrarsi.
Quali sono le notizie che hai tu?
FT: Le situazioni sono quelle, Orlando, Boston, forse Lakers, forse New York. E poi ci sono le disperate che vorranno cambiare. Ci sarà movimento.

DQ: Situazione italiani: dove potranno arrivare ragionevolmente? li vedremo mai in un contesto da titolo?
FT: Essere in un contesto da titolo non dipende da loro se non in minima parte, nessuno dei tre sarà mai la prima punta di una squadra da titolo. Gallinari è sicuramente un possibile uomo importantissimo di una squadra simile, Bargnani per diventarlo dovrebbe rinunciare a un po’ di quantità per della qualità, Belinelli a dei minuti.

DQ: Tra di loro ce n'è uno che sabato notte ha letteralmente dominato con 37 punti e 11 rimbalzi contro i Knicks, confermandosi sempre più leader della sua squadra. Stiamo ovviamente parlando di Danilo Gallinari (che noi conosciamo per il suo passato a Pavia).
E' destinato ad essere una stella NBA o "solamente" un buon giocatore/specialista?
FT: Vedi sopra, stella nel senso non deteriore del termine.


DQ: Parlando invece del basket "nostrano":Come vedi l'attività futura della Nazionale, visto il disastro di quest'anno agli europei, con talenti come Della Valle, Imbrò, Gentile, Tessitori, Moraschini ecc? Dai successi delle rappresentative giovanili è possibile attuare una rifondazione che possa far tornare il sorriso ai tifosi?
FT: I tifosi dovrebbero sorridere ugualmente. Chi deciderà le sorti della Nazionale saranno i 3 NBA, che stanno maturando.

DQ: L'EA7 Milano è partita all'inizio della stagione con grandissimi obiettivi. Dopo questa serie di sconfitte tra campionato e Eurolega, insieme alle contestazioni dei tifosi, può la squadra di Scariolo uscire ridimensionata? Ha inciso la partenza di Gallinari?
FT:Gallinari una mano la dava, ed Hairston pure. Ma per ora è il quadro generale ampiamente in negativo. Come a New York, finchè si dibatte solo sull’assegnazione delle responsabilità, difficili i passi avanti


DQ: Dopo il basket, un po' di curiosità per chi non ti conosce: come è cominciata la tua avventura come commentatore? Sappiamo che iniziò tutto nell'82 a Radio Press Panda dove hai dovuto sostituire il commentatore dell'Olimpia Milano che era proprio... Federico Buffa.
FT: Esatto, che conoscevo per via di amicizie comuni.

DQ: Com'è stata la tua avventura prima da scrittore con il tuo libro "i dieci passi. Piccolo breviario sulla legalità" e poi l'avventura da ghost writer per il libro di Danilo Gallinari "da zero a otto"?
FT: Esaltanti ambedue. “I Dieci passi” è evidentemente qualcosa che avevo dentro, è uscito da solo. “Da Zero a Otto” invece mi ha permesso di conoscere meglio una persona speciale.

DQ: Basket o football americano? quali preferisci tra le tue due grandi passioni sportive?
FT: Basket, ci mancherebbe.

DQ:Ultimo "gioco" al quale ti sottoponiamo: I pronostici: chi vince l'Eurolega, chi l'NBA e chi l'NCAA?
FT: CSKA, Heat e Duke.



Tutto il team di Basketzone RTP ringrazia per la disponibilità e la pazienza Flavio Tranquillo, al quale mandiamo un grosso saluto e tanti complimenti per il lavoro che svolge.
Per voi lettori di Basketzone RTP, invece, l'appuntamento è tra una settimana per una nuova intervista della rubrica "Matchups".

sabato 7 gennaio 2012

NBA regular season Day 13: Lakers e Knicks tornano a vincere, cadono i Celtics.

di Federico Bianchi.



Nella 13 notte di NBA si sono giocate 12 partite. com avete letto dal titolo tornano a vincere i Lakers, grazie ai 39 di Kobe contro Golden State e i Knicks, corsari a Washington contro i Wizards grazie alla tripla di Melo che vedete nella foto in alto. per gli altri risultati della notte vincono i Nets contro Toronto, vittoria anche per i 76ers contro Detroit, Atlanta batte Charlotte, e vincono anche Oklahoma City, Cleveland, Utah e Phoenix ripettivamente contro Houston, Minnesota, Memphis e Portland.
Ora passiamo ai top e flop della notte.

TOP: CHICAGO BULLS E DANILO GALLINARI. Ottima prestazione nella notte NBA dei Chicago Bulls che migliorano il loro record a 7 vittorie e 1 sola sconfitta, grazie alla vittoria con i Magic di Dwight Howard. Nonostante Superman abbia messo a referto 28 punti con 15 rimbalzi, la formazione di coach Tom Thibodeau ha risposto alla grande con una performance da vera Squadra (non a caso con la S maiuscola). I Bulls hanno dimostrato di non essere Derrick Rose dipendenti ma di avere un nucleo ben collaudato e molto forte, in grado di mettere in difficoltà chiunque in NBA. Rose infatti, autore comunque di 21 punti, 10 assist e 8 rimbalzi, è stato solo uno dei tre giocatori oltre quota 20 punti. Insieme ai suoi 21 ci sono anche i 20 di Boozer con 13 rimbalzi e i 21 di Luol Deng, ai quali si aggiungono 18 punti di Kyle Korver. La serata del Gallo invece ha portato alla vittoria dei Nuggets contro gli Hornets dell'altro italiano Marco Belinelli. Gallinari è stato autore di 23 punti, 4 rimbalzi e 6 assist, confermandosi sempre di più leader di questi Nuggets. Dall'altra parte buona prestazione anche di Belinelli con 13 punti.

FLOP: BOSTON CELTICS. Da tifoso bianco-verde quale sono mi duole dirlo, ma i peggiori della notte sono stati proprio i Celtics, sconfitti in casa dai Pacers 87-74. Boston ha passato una serata di blackout offensivo decisamente pesante, infatti, oltre al fatto che 74 punti sono pochini, l'unico uomo oltre quota 15 punti è stato Ray Allen, che ne ha segnati 23, bruttissima prestazione invece di Paul Pierce che ha chiuso la partita con 3-17 dal campo. I Celtics hanno iniziato la stagione con tre sconfitte e ora si ritrovano un record di 4 vittorie e 4 sconfitte, che in una stagione breve come questa non è il massimo. Onore al merito dei Pacers, comunque vincitori e autori di una buona partita, con 6 giocatori in doppia cifra a fine partita.

SORPRESA: CLEVELAND CAVALIERS. Come accennato in apertura i Cavs nella notte hanno battuto i talentuosi Minnesota T-Wolves con il risultato finale di 98-87. Per Cleveland ottima prestazione di Antwan Jamison, top scorer con 22 punti con anche 6 rimbalzi, seguito da Kyrie Irving, autore di 14 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Alla fine della partita però sono addirittura 6 i giocatori dei Cavs in doppia cifra, mentre dall'altra parte non basta la solita prestazione allucinante da 29 punti e 14 rimbalzi di Kevin Love.

SARANNO FAMOSI: CHRIS SINGLETON. oggi per quanto riguarda i prospetti futuri ci concenriamo su Singleton, rookie dei Wizards proveniente da Florida State University. Il compagno di John Wall con il numero 31 nella sconfitta di questa notte dei Wizards è stato autore di una buona prestazione da 12 punti e 7 rimbalzi. Singleton è sempre stato riconosciuto, fin dai tempi del college, come un ottimo difensore, con grande fisico e buon stoppatore; ecco, nella notte è stato impegnato su un certo Carmelo Anthony in alcuni passaggi della partita ed è riuscito anche a stopparlo in una delle azioni del numero 7 dei Knicks. Lasciando perdere la schiacciata che ha sbagliato da solo in contropiede Singleton ha fornito una prestazione solida per i Wizards e potrebbe diventare un buon giocatore di ruolo per il futuro della franchigia della capitale.

Per oggi è tutto con il report NBA, continuate a seguire Basketzone, un saluto e un ringraziamento da Federico Bianchi.

martedì 3 gennaio 2012

NBA Regular Season Day 9: primo passo falso per Heat e Thunder e il Gallo fa la voce grossa!


di Federico Bianchi.
Non è successo questa notte che LeBron James e Kevin Durant si siano abbracciati in campo, ma in effetti ci piace pensare che potrebbe essere stata questa la scena se si fossero incontrati stanotte dopo le rispettive partite: un abbraccio di consolazione. Come avete potuto leggere dal titolo infatti sia i Thunder che gli Heat hanno riportato la prima sconfitta stagionale, rispettivamente per mano di Mavericks e Hawks. Per la vittoria degli Hawks su Miami è stato fondamentale l'apporto di un Tracy McGrady che per una notte sembrava tornato quello dei tempi d'oro di Houston; mentre per Dallas ovviamente la parte del leone l'ha fatta Dirk Nowitzki con 26 punti.
Nelle altre gare della notte i Warriors sono stati battuti dai Suns, i Celtics aumentano a 3 la striscia di vittorie dopo un brutto avvio contro i Wizards, Indiana batte New Jersey, e Utah batte New Orleans, ma ora passiamo a TOP e FLOP della giornata.

TOP: DALLAS, ATLANTA E DANILO GALLINARI. Delle due squadre citate abbiamo già parlato in precedenza e mi sono sentito di inserirle tra i top anche solo perchè hanno portato alla prima sconfitta due corazzate del campionato. Il nostro Gallo invece è stato autore di una sontuosa partita nella vittoria dei sui Nuggets contro i Bucks. Danilo ha chiuso la partita con 21 punti, 10 rimbalzi e 2 assist, garantendo la vittoria ai suoi grazie a un rimbalzo difensivo e ai successivi tiri liberi realizzati per il punteggio finale di 91-86. Ancora una volta Danilo si dimostra sempre più leader della squadra, che contro i Bucks era anche priva dell'altro giocatore di riferimento: il centro Nene.

FLOP: KNICKS, SPURS E MAGIC. Tutte e tre queste squadre hanno perso piuttosto male nella notte, rispettivamente contro Toronto, Minnesota e Detroit. Tuttavia per New York e San Antonio c'è un'attenuante: i Knicks infatti erano privi di Amare Stoudemire e gli Spurs hanno perso a partita in corso Manu Ginobili, uscito purtroppo con un dito rotto. Per quanto riguarda i Magic invece la sconfitta è arrivata a pieno organico, con un Dwight Howard autore di 19 punti, ma con solo 7 rimbalzi e 6 falli e che ormai sembra concentrato più sulle le possibili trade che possono coinvolgerlo, piuttosto che sul gioco. Diamo comunque merito alle squadre vincenti, infatti per Detroit sono arrivati 26 punti da Ben Gordon, a New York Bargnani ne ha messi 21, e per i T-Wolves c'è stata la solita super-prestazione di Kevin Love, che ha messo a segno 24 punti e 15 rimbalzi.

SARANNO FAMOSI: MARSHON BROOKS. Nella rubrica dedicata ai nuovi talenti dell'NBA quest'oggi diamo spazio al rookie dei Nets MarShon Brooks. Ancora una volta la nostra attenzione si focalizza su un playmaker, che nella notte, nonostante la sconfitta dei Nets, è stato autore di 21 punti e 7 rimbalzi uscendo dalla panchina. Grazie a questa prestazione Brooks, per quanto riguarda i punti segnati, è stato secondo solo alla stella della squadra Deron Williams, confermando un inizio di stagione a dir poco sorprendente. Brooks infatti in questo inizio di stagione sta viaggiando a 13,7 punti di media, conditi anche con quasi 4 rimbalzi a partita. In assenza di Brook Lopez, che rimarrà infortunato ancora per molto tempo, i Nets oltre a Deron forse troveranno una nuova certezza in Brooks, l'unico a parte la ex stella dei Jazz a fornire un rendimento costante in favore della squadra.

Per oggi è tutto, per nuove notizie sulla NBA e su tutto il basket di cui avete bisogno, continuate a seguire il blog di Basketzone. Buon 2012 di basket a tutti.