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lunedì 13 agosto 2012

Team USA è ancora d'oro, ma onore alla Spagna

di Luca Ngoi


Sono state nuovamente le Olimpiadi di Team USA, che vogliate o meno aggiungerci un “Dream” all’inizio. Sta di fatto che lo strapotere a stelle e strisce è andato di scena anche a Londra, dimostrando che fino a quando scenderanno in campo quelli veri pensare a un piazzamento superiore al secondo posto per tutti coloro che non hanno scritto “USA” sulle maglie sarà quantomeno improbabile. Anche questa edizione dunque non ha fatto eccezione, con un cammino che ha visto Lebron e compagni attraversare senza grandi difficoltà sia la fase a gironi (nella quale hanno sofferto solo con la Lituania) sia la fase ad eliminazione diretta, nella quale hanno avuto la meglio dell’Australia prima e dell’Argentina poi prima di scontrarsi in finale con la Spagna.
Già, la Spagna di Sergio Scariolo, la squadra che più di tutte (insieme alla già citata Lituania) ha saputo stare in partita e giocarsela con quelli che possiamo tranquillamente battezzare come veri e propri marziani del campo da gioco. Le Furie Rosse hanno saputo calarsi immediatamente nel tipo di partita che avevano sapientemente preparato e che erano pronti a giocare da alcuni mesi. Gioco a metà campo, togliere la transizione e zona come se piovesse: questa la ricetta iberica per arginare gli americani, che nonostante tutte queste misure hanno sì faticato più del previsto, ma sono quasi sempre stati davanti, pur dando vita ad un match combattutissimo per più di tre quarti durante i quali le due squadre sono sempre state separate talvolta da uno, talvolta da due o tre punti ma sempre vicine nel punteggio: un vero e proprio spettacolo per i milioni di persone davanti alle tv di tutto il mondo, che hanno potuto gustarsi 40 minuti di basket giocato ad un livello tecnico e fisico appartenente ad un altro mondo.
Come passare sopra infatti alla classe infinita di Pau Gasol, MVP dei suoi, trascinatore ed interprete perfetto del ruolo di numero 4 del terzo millennio, capace di giocare spalle e fronte a canestro, dentro e fuori con una naturalezza che ti porta a definire facili cose al limite delle capacità umane. Buone notizie per i Lakers quindi, che ritroveranno uno spagnolo finalmente tornato ad un livello globale al quale non ci aveva sempre abituato durante questa stagione, in cui sono stati in molti a criticarlo per il suo atteggiamento un po’ “soft”, del quale però si sono perse le tracce in questi giochi, che hanno sancito anche (per restare in casa giallo viola) l’ultima partita con la Nazionale di Kobe Bryant, che ha dato l’addio alla maglia di Team USA così come farà di qui a pochi giorni anche coach K, del quale si sta ancora cercando il sostituto (Doc Rivers, John Calipari e Gregg Popovich sono tra i candidati più accreditati).
Per il resto abbiamo visto i soliti big: Durant a suo agio anche nel ruolo di leader maximo offensivo, Lebron che finalmente ha imparato a giocare anche per i compagni liberando le sue doti di passatore supremo e traendo comunque vantaggio a livello personale in attacco grazie a tagli fulminei ma precisi e semplici, ma insieme a loro sono stati decisivi i contributi (Kobe a parte) di Chris Paul con la sua sapiente regia, opportunamente alternata a quella di Deron Williams e ai lampi di atletismo di Russell Westbrook, che nel basket FIBA può tranquillamente ricoprire tre ruoli per doti fisiche e trattamento della palla. Da non dimenticare però anche gli Iguodala, i Chandler, persino gli Anthony Davis di questo mondo, che hanno saputo o dovuto mettersi nettamente in secondo piano per fornire un apporto più limitato e circoscritto ma in cui si sono comunque messi in luce come pedine efficaci.
Potrebbe essere stata l’ultima volta che abbiamo visto il vero Team USA, quello con le grandi stelle della NBA, perché si fanno sempre più insistenti le voci che a Rio i vertici americani siano convinti a portare una selezione formata da ragazzi under 23 ai quali dare una vetrina internazionale (forse la massima espressione a livello cestistico dopo le Finali NBA) e ai quali far mettere in bagaglio un’esperienza globale di gruppo come quella delle Olimpiadi, il massimo a cui un atleta di qualsiasi sport può aspirare. Ognuno è libero di pensarla come vuole a proposito di questa iniziativa, che lascia alcuni (me compreso) favorevolmente colpiti e altri più critici. Personalmente non credo che vedere all’opera ipotetici Kyrie Irving, Demarcus Cousins, Greg Monroe, Brandon Knight, Evan Turner, Stephen Curry (e l’elenco potrebbe continuare ancora) tutti insieme in un contesto diverso da quello NBA e che li metta a confronto con i migliori giocatori europei ed internazionali possa fare così male: si limiterebbero le scoppole tipo il +83 contro la Nigeria e la competizione sarebbe in generale più aperta, inoltre con il tecnico giusto in panchina, che sappia valorizzare nel modo giusto un gruppo di giovani ragazzi, sono sicuro che ci divertiremmo quasi in maniera eguale alla squadra con i Durant e i Lebron, ai quali diciamo comunque grazie: ci avete regalato l’ennesima prova del perché amiamo questo sport.

mercoledì 4 luglio 2012

Deron Williams rifirma con i Brooklin Nets. Su Nash e Howard piombano i Lakers. Terry vicinissimo ai Celtics

Di Davide Quaranta
Deron ha appena rifirmato un contratto faraonico con i Nets
photo by www.nba.com


Il mercato NBA è in costante fermento, ma questa notte è arrivata la notizia più inattesa e importante di tutte: Deron Williams rimarrà ai Brooklyn Nets, avendo firmando un contratto che lo porterà a guadagnare 100 milioni di dollari in 5 anni. La scelta è stata "molto difficile", come comunica lo stesso Williams tramite il suo profilo Twitter, ma la point-guard della nazionale americana alla fine ha preferito la squadra di Prokhorov ai Dallas Mavericks, titolari di un'offerta di "soli" 75 milioni in 4 anni. Dopo l'acquisto di Joe Johnson di ieri, a Brooklyn si sono assicurati due ottime guardie pericolose sia dal perimetro che in penetrazione, vedendo però ampiamente calare le possibilità di far approdare nel sobborgo newyorkese Dwight Howard, visto il grande spazio salariale che l'ingaggio del centro richiede.
photo by: www.magic.com

Proprio su Howard sembrano essere piombati i Lakers che, oltre all'interessamento per Steve Nash, in uscita da Phoenix, sarebbero disposti a sacrificare Bynum per arrivare al pivot dei Magic.
In realtà le voci dell'interesse della squadra di Kobe sembrano piuttosto infondate, mentre trovano molto più riscontro i rumors riguardo l'interesse degli Hawks, che con la cessione di Joe
Johnson e Marvin Williams in cambio di giocatori marginali (oltre che Devin Harris), hanno liberato un po' di quello spazio spazio salariale che sarebbe necessario per arrivare al centro della nazionale americana trionfante a Pechino

Asik e Noah saranno ancora compagni a Chicago.
photo by: www.bulls.com

 Anche da Chicago arriva la notizia di un rinnovo quantomeno discutibile; è quello di Omer Asik, che dopo essere stato ad un passo dai Rockets ha deciso di restare in maglia Bulls, firmando un contratto che al terzo anno lo porterà a guadagnare 15 milioni (a fronte dei 10 distribuiti equamente nei primi due anni).

Il "Jet" sembra destinato a volare lontano da Dallas
photo by: www.dimemag.com
L'ultimo rumors della notte riguarda Jason Terry, che viene accostato ai Boston Celtics, freschi del rinnovo di Kevin Garnett. Con l'eventuale arrivo del "Jet", sarà probabilmente Ray Allen a partire, trovando destinazione a Memphis o a Miami, dove verrebbe accolto a braccia aperte dopo il ritiro di Mike Miller.



L'unico modo per restare sempre aggiornati sul mercato NBA è quello di seguire il blog di Basketzone RTP, dove trovere sempre le ultime voci sulle trade e sui free agent del campionato più spettacolare del mondo.







domenica 1 luglio 2012

Inizia la free agency, D-Will il più ambito, Garnett resta a Boston, e Nash...

di Luca Ngoi


La free agency ha avuto ufficialmente inizio. Dopo l'appuntamento del Draft infatti le varie franchigie stanno trattando per prolungare i contratti dei loro giocatori in scadenza oppure per accaparrarsene altri già usciti dai loro accordi. Tra questi il più appetito dall'intera NBA è senza ombra di dubbio Deron Williams, che nei giorni scorsi ha rescisso con i Nets ed ora sembra essere vicino ai Dallas Mavericks con le due parti che comunque si incontreranno in settimana per cercare di trovare un accordo.
Intanto nella giornata di ieri è arrivata un'ottima notizia per i Boston Celtics, che hanno rinnovato Kevin Garnett per ben tre anni a 34 milioni di dollari in totale; accordo che consentirà a Garnett di diventare il vero simbolo dei Celtics della nuova era ed importante anche perchè potrà insegnare tutti i trucchi del mestiere alle due prime scelte Sullinger e Fab Melo. Sempre a Boston ci si guarda in giro per trovare la prossima guardia titolare. Dato il mancato accordo tra i Grizzlies e OJ Mayo l'ex USC resta la prima opzione (con i Lakers alla finestra), ma altrettanto vive sono le piste che portano a Jason Terry, liberatosi da Dallas che però potrebbe ancora aver voglia di rinnovarlo, e a Nick Young, guardia dal sicuro talento offensivo che però ai Clippers non si è espresso sui livelli sperati.
La notizia del giorno è comunque quella dell'allontanamento quasi definitivo tra i Phoenix Suns e Steve Nash, che sarebbe in questo momento molto vicino ai Toronto Raptors, i quali sono pronti a offrire un contratto da 12 milioni di dollari a stagione. Nash ci sta pensando ma in settimana incontrerà ancora la dirigenza di Phoenix, che però parte da dietro potendo offrire "solo" 10 milioni per tre anni. La vicenda comunque potrebbe non chiudersi entro breve, dunque ci si può aspettare qualunque tipo di sviluppo in merito.
Altro free agent importante per quest'estate è Eric Gordon, guardia degli Hornets (che possono comunque pareggiare qualsiasi offerta) che sta ricevendo una corte serrata da diverse squadre, e non da poco. L'ex Clippers infatti si incontrerà proprio nella giornata di oggi con gli Indiana Pacers (che punteranno sul fattore affettivo, essendo Eric un nativo dell'Indiana), domani invece è in programma un meeting con gli Houston Rockets (pronti a mettere sul piatto Luis Scola) e infine martedì si vedrà con i Phoenix Suns. Il giocatore vorrebbe riuscire a prendere una decisione prima del primo giorno di training camp con Team USA programmato per il 6 Luglio a Las Vegas, ecco il perchè di un calendario così serrato, che prevede a questo proposito un altro incontro con Portland il 5 Luglio e probabilmente anche altri summit con Dallas e Charlotte.
Altra guardia dal talento strepitoso è Brandon Roy, che è sulla via di un clamoroso ritorno e che si sta attrezzando in tal senso. L'ex Blazer infatti si è già incontrato con la dirigenza dei Timberwolves e coach Rick Adelman, e nelle prossime ore incontrerà emissari di diverse squadre quali Dallas, Chicago e Golden State, come riporta Yahoo. Roy si era già offerto nei giorni scorsi ai Lakers, i quali sembrano aver gentilmente rifiutato la proposta visti i dubbi sulle sue condizioni di salute, nonostante le quali il prodotto dell'università di Washington crede che potrà ottenere un contratto pluriennale.
Dell'ultim'ora anche la notizia secondo la quale Orlando avrebbe messo ufficialmente sul mercato Dwight Howard, per il quale sono pronti ad ascoltare tutte le offerte. La destinazione preferita del centro rimane sempre Brooklyn, come confermato anche dal suo agente, ma l'unica offerta reale e già pronta sul piatto sarebbe quella di Houston, che dispone di un pacchetto di giocatori solidi da offrire ai Magic, un pacchetto che comprende Luis Scola, Kyle Lowry e Kevin Martin, che arriverebbero ad Orlando colmando diverse lacune e risolvendo tanti problemi in una squadra che, per un possibile dopo-Howard avrà bisogno di rifondare. Tra tutte le trattative fin qui esposte questa sembra comunque la più lunga e complicata, ma rimanete con Basketzone per ogni aggiornamento.

venerdì 4 maggio 2012

La rivoluzione dei Brooklyn Nets, dalla squadra al design


di Claudio Pavesi
I due nuovi loghi della squadra
Photo by flippies.com

Come già tutti saprete i Nets della strana coppia Jay-Z e Mikhail Prokhorov hanno ufficializzato da lungo tempo il trasferimento a Brooklyn che avverrà fin dalla prossima stgione. Come è tipico in queste iniziative la squadra affronterà un vistoso restyling, a partire dai colori sociali, che saranno il bianco e il nero, passando per il logo (nell'immagine in alto), nella cui realizzazione ha messo mano anche il rapper Jay-Z, fino ad arrivare alla divisa da gioco. Parliamoci chiaro, con tutti gli artisti presenti in Brooklyn non si è riuscito a fare niente di meglio di una palla da basket con all'interno la lettera "B"? Per quanto riguarda i colori, benchè sia risaputo l'amore di Jay-Z per il nero, era necessario usare gli stessi esatti dei San Antonio Spurs? La maglia da gioco deve ancora essere completata e anche in questo caso vedrà la mano di Jay-Z tra quelle dei designers salvo essere realizzata da Adidas, il marchio che ha il monopolio dell'abbigliamento tecnico in NBA, possiamo già dirvi però che sarà molto diversa da quella dei vecchi New York/Brooklyn Nets che militarono nella ABA negli anni '70.
Le scarpe firmate Jay-Z e Nets
Photo by providermag.it
A parte tutto però i nuovi Brooklyn Nets stanno mettendo in atto un ottimo piano promozionale grazie ad un infinito numero di magliette, felpe, cappellini e accessori vari usando anche ottimi design, ovviamente anche in questo campo la mano di Jay-Z non venuta meno dato che ormai nei suoi concerti è immancabile l'accoppiata maglietta-cappellino con uno dei due nuovi loghi dei Nets ma questo non è tutto, il noto rapper e imprenditore ha pensato bene di sfornare anche un paio di scarpe insieme alla Gourmet Streetwear che, come potete vedere dalla foto, porta i nuovi colori della squadra, il nuovo logo e il nome d'arte di Shawn Carter sul tallone.
Per quanto riguarda la parte cestistica i Nets devono ancora fare molti miglioramenti, il primo compito per l'estate è quello di convincere Deron Williams a esercitare l'opzione che lo lega alla squadra per un'altra stagione nonostante il playmaker ex Utah abbia detto più volte di non essere soddisfatto del progetto della ex squadra del New Jersey che, tra le altre cose, non avrà l'opportunità di mettere sotto contratto Dwight Howard dal momento che ha già deciso di restare a Orlando per un'altra stagione firmando l'opzione sul suo contratto. Se pensate che Williams sia l'unico giocatore in bilico sbagliate di grosso, i Nets infatti avevano costruito la squadra in base alla situazione da Free Agent di Howard circondandosi di giocatori con un solo rimanente sul contratto e quindi in scadenza come Kris Humphries e Gerald Green, una delle poche belle sorprese della stagione, per non parlare di Gerald Wallace, anche lui in grado di estare esercitando l'opzione sul contratto come Deron Williams. La questione più spinosa è quella relativa a Brook Lopez, anch'egli Free Agent quest'anno, su cui è davvero difficile fare una scelta, lo si rinnova con un contratto importante? lo si lascia andare per via degli infortuni e delcalo subito in questa stagione? Lo si rinnova per scambiarlo cercando un mega-trade che porterebbe finalmente Howard a Brooklyn? Davvero difficile dirlo anche se ritengo che sarà la scelta di Deron Williams a decidere il futuro dei nuovi Nets, dalla sua permanenza, in quanto unica stella della squadra, dipendo molte cose, forse troppe.
Ormai certo il ritorno di AK47 in USA
Photo by www.rt.com
Un nome sembra già certo, mancherebbe solo l'ufficializzazione per il ritorno in America di Andrei Kirilenko, l'ala riabbraccerebbe così l'ex compagno a Utah Deron Williams e avrebbe l'opportunità, dopo un anno al CSKA Mosca, di continuare a parlare russo con il presidente, il connazionale Mikhail Prokhorov.

giovedì 15 marzo 2012

Un play per i Lakers: arriva Ramon Sessions


di Luca Ngoi
 



Uno dei dilemmi più grossi di questo mercato NBA è quello legato al playmaker dei Lakers, i quali dopo aver valutato i più svariati nomi, tra i quali anche Gilbert Arenas (in queste ore vicino ai Grizzlies) e Allen Iverson, hanno ripiegato sull'ex Bucks Ramon Sessions, fino a poco fa in forza ai Cleveland Cavaliers ai quali è andata una futura prima scelta assieme a Luke Walton, mentre in maglia gialloviola oltre a Sessions arriva anche la guardia congolese Christian Eyenga.
In questi giorni i Lakers avevano lavorato per prendere DJ Augustine, rapidissimo playmaker dei Bobcats, e successivamente avevano fatto anche un tentativo, subito respinto, per Deron Williams, ma evidentemente l'urgenza di rinnovare la cabina di regia ha prevalso sul resto ed ecco arrivare Sessions, il classico playmaker moderno, poco passatore e molto realizzatore, ma quello che importava a coach Brown e al suo staff era che arrivasse un giocatore dinamico e veloce, in grado di imporre un ritmo più sostenuto ad un attacco troppe volte in modalità lumaca. Forse l'ex Timberwolves non è il giocatore che può scaldare i cuori dei tantissimi supporters in giro per il mondo, ma è solido e può dare un contributo da subito, mentre a Cleveland la stella di Kyrie Irving non avrà più rivali interni e potrà sbocciare tranquillamente in tutta la sua pienezza.

Niente Dwight, i Nets si accontentano di Gerald Wallace

di Luca Ngoi


Sembra questione di minuti l'ufficialità dell'affare che porterà Gerald Wallace a vestire la maglia dei New Jersey Nets, che cedono a Portland il centro Mehmet Okur, il tiratore Shawne Williams e una prima scelta per assicurarsi i servigi del super atleta ex Charlotte Bobcats.
Wallace aveva da qualche tempo deciso di non rifirmare con i Blazers, con i quali il feeling non è mai nato completamente e dunque ha deciso di accettare l'accordo con i Nets, dove troverà un playmaker del calibro di Deron Williams a servire le sue scorribande sopra il ferro con il quale potrebbe formare una coppia sicuramente interessante in attesa di convincere l'obiettivo numero uno, Dwight Howard, il quale però ha deciso di rifirmare anche per il prossimo anno con Orlando andando contro il consiglio del suo agente nel tentativo di non apparire come il cattivo di turno agli occhi di tifosi e addetti ai lavori, ai quali comunque non sarebbe piaciuta questa sua mossa forse un po' troppo da stratega e calcolatore. Per i Nets comunque quello di Wallace sarebbe un buon colpo soprattutto per tentare di convincere Williams a rimanere ancora nel Jersey: sicuramente il play ex Utah avrebbe gradito maggiormente un centro dominante come Howard al suo fianco, ma probabilmente la dirigenza guidata da Jay-Z farà di tutto per convincerlo che il neo arrivato potrà essere il primo pezzo nella costruzione di un futuro ciclo vincente.

sabato 25 febbraio 2012

Mercato NBA: ecco cosa faremmo noi (parte 2).

di Davide Quaranta.

Siamo al secondo appuntamento con la rubrica "mercato NBA: ecco cosa faremmo noi", dove questa volta non sarà Federico ad esprimere le proprie opinioni e scelte, ma sarò io, Davide, ad immedesimarmi nel ruolo di General Manager NBA.
La partenza è ovviamente dedicata alla squadra per cui tifo da quando sono bambino, i Los Angeles Lakers. Dopo aver analizzato i gialloviola, si passa ai Boston Celtics, per poi chiudere con qualche salto da una franchigia all'altra in giro per la lega.


Los Angeles Lakers:
Ormai fatta per la firma di Rasheed Wallace con il club della famiglia Buss (e con Metta World Peace in spogliatoio ci sarà da divertirsi), i Lakers devono andare a caccia di quell'esterno, possibilmente playmaker, in grado di completare un reparto piccoli impreziosito dalla presenza di Kobe Bryant. I nomi più insistenti sono quelli di Rajon Rondo, che i Celtics starebbero pensando di scambiare per cominciare il processo di rivoluzionamento della squadra. Si era parlato di uno scambio con Pau Gasol che, avendolo già ceduto in estate, salvo poi dover fare "dietrofront", la dirigenza vorrebbe usare come pedina di scambio. Rondo nel sistema di Brown sarebbe una buonissima alternativa all'ormai "anziano" Fisher che, insieme a Blake, potrebbero dare quel minimo di profondità che manca in cabina di regia. Gli altri nomi sono quelli del sorprendente Kyle Lowry, ottime cifre per lui a Houston, e (si parla già di Fantabasket) di Deron Williams, che vorrebbe a tutti i costi vestire la maglia di una squadra pretendente al titolo.
Da non dimenticare la crescita esponenziale che sta avendo Andrew Bynum, ormai secondo terminale offensivo dell'attaco dei californiani, che si sta rivelando anche una macchina da rimbalzi.
Con l'arrivo di Sheed, la partenza di Gasol sarebbe sicuramente meno amara e, con la mossa giusta della dirigenza, potrebbe riportare i Lakers a lottare per la finale NBA.


Boston Celtics:
Aria di rivoluzione anche in casa Celtics, dove la dirigenza vorrebbe cercare di cambiare l'assetto della franchigia, magari ringiovanendo il roster. Dei big three (più Rondo), sicuramente non si vuole fare partire Paul Pierce, bandiera (e ce ne sono poche nella NBA moderna) e capitano storico della squadra. Difficile che Kevin Garnett cambi maglia, essendo diventato l'altro leader emotivo e difensivo della squadra di Rivers. Più probabile la partenza di Ray Allen che, nonostante la non tenera età, potrebbe essere ritenuto pedina di scambio importante per un giovane di medio borgo NBA. Oltre a tutto ciò c'è il "problema" Rondo: i Celtics lo cederebbero, se solo avessero una riserva all'altezza a roster, ma Bradley non rispecchia necessariamente il prototipo della pointguard ideale a cui affidare una squadra. Piccolo parere personale: Rondo non lo cederei mai, cercando di portare a casa una guardia di prospettiva, rinunciando magari a He Got Game.


Per la serie: "Altri Campi":
Ancora senza fine la telenovela "Dwight Howard", con il (ex?) centro dei Magic che una volta esprime la volontà di andarsene, e la volta dopo dichiara di stare bene in Florida dove vuole continuare a giocare. Si era accostato il suo nome ai Lakers, dicendo che Kobe stesso lo avrebbe chiamato per provare a convincerlo ad approdare a Los Angeles, fatti poi smentiti subito dal Mamba.
A parere di chi scrive, Howard non riuscirà a vincere un titolo con Orlando, a meno che non possa arrivare uno come Deron Williams, che sposterebbe di molto gli equilibri ad Est, ma non è esattamente il giocatore che serve ai Lakers che, con un Andrew Bynum così in palla e un sistema di gioco come quello di Mike Brown, farebbero un affare controproducente ad acquisire Howard.
Chiudiamo parlando proprio di Deron. Visto che i Nets, being the Nets (cit.), non sembrano intenzionati a muoversi in maniera decisa sul mercato, sta cercando di lasciare Brooklyn per approdare ad una franchigia che possa garantirgli la lotta all'anello. I nomi fatti sono quelli dei Knicks, prima della "Linsanity" ma che ora, con il ritorno del Barone e l'arrivo di JR Smith, hanno complicato la faccenda. Deron potrebbe andare, come detto, ai Lakers, ai Magic (dove sarebbe la principale ragione per non far andare via Howard) o a Dallas, dove porterebbe Jason Kidd al più consono ruolo di riserva di lusso.

Per oggi è tutto con il mercato NBA, noi vi invitiamo a rimanere sintonizzati su Basketzone RTP per una nuova "puntata" della mini-rubrica appena lanciata.
Nel salutarvi vi auguro un buon All Star Weekend e vi chiedo di commentare questo articolo, esprimendo il vostro consenso (o dissenso) alle mie osservazioni.
Stay tuned.

venerdì 20 gennaio 2012

Deron, addio ai Nets? Ecco dove vorrebbe andare

di Luca Ngoi


Che Deron Williams non fosse contento dei Nets come squadra in cui mostrare tutto il suo sconfinato potenziale cestistico lo si era capito la sera della sua trade da Utah a New Jersey quando si era detto "shockato" dalla scelta dei suoi allora dirigenti che avevano preferito rinunciare a lui nel dopo-Sloan per rifondare la squadra. 
Ora, dopo quasi un anno intero dell'ex Illinois in maglia Nets il suo scontento appare ancora più evidente dati gli scarsi risultati della squadra che ora si è trovata anche a far fronte al brutto infortunio occorso a Brook Lopez, tant'è che nella giornata di oggi è uscita l'indiscrezione secondo cui Williams avrebbe diramato una sorta di lista di squadre a lui gradite per una possibile trade. Della "Deron List" farebbero parte: Los Angeles Lakers, Dallas Mavericks e New York Knicks, tre squadre con un discreto bisogno di un playmaker (Lakers e Knicks in primis) e che, sapendo di un interesse del ragazzo in prima persona potrebbero farsi sotto in maniera più convinta dei semplici abboccamenti verificatisi negli ultimi mesi.
L'unica condizione che potrebbe convincere l'ex Utah a rimanere nel Jersey sarebbe l'arrivo in maglia Nets di Dwight Howard, del quale si era parlato soprattutto durante la off season salvo vedere poi le quotazioni del centro dei Magic scendere pian piano tramite dichiarazioni della società prima e del giocatore poi. Insomma, quel che è sicuro è che New Jersey non si arrenderà e non mollerà la presa su Howard tanto facilmente quindi queste due vicende legate a doppio filo ci terranno compagnia fino alla trade deadline del 15 Marzo.

sabato 24 dicembre 2011

Brutta botta per i Nets: fuori Brook Lopez.

di Federico Bianchi.
L'atmosfera in casa New Jersey Nets era estatica fino a pochi giorni fa a causa di una possibile e varei volte citata trade che potesse portare Dwight Howard ai Nets. La principale pedina di scambio per arrivare a "Superman" era Brook Lopez, l'attuale centro titolare e top scorer dei Nets.
Tutto è però cambiato da un paio di giorni, infatti Lopez ha riportato giovedì una frattura (fortunatamente non scomposta) al piede sinistro, un infortunio che lo costringerà fuori dal campo da basket per almeno sei settimane. A questo punto i Nets si trovano dalla condizione di squadra con buone prospettive ad affrontare un inizio di stagione che si prevede particolarmente difficile senza Brook Lopez.
Tuttavia la dirigenza si è mossa immediatamente sul mercato per sopperire alla perdita del centro titolare, assicurandosi il turco Mehmet Okur dagli Utah Jazz in cambio di una scelta al secondo giro del prossimo draft. Inoltre i Nets hanno aggiunto a roster anche il free-agent DeShaun Stevenson e lasciato libero Ime Udoka.
Con un roster formato principalmente da volti nuovi e un'unica certezza, Deron Williams, i Nets quindi si apprestano a un inizio difficile per la nuova stagione, in attesa che qualche trade cambi gli equilibri.