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mercoledì 1 agosto 2012

Basket olimpico, giorno 2: Team U.S.A, Russia e Spagna senza problemi. E Parker ha la Meglio su Ginobili

di Davide Quaranta


Si sono disputate ieri le partite del secondo giorno del torneo Olimpico di pallacanestro maschile, dalle quali sono emerse alcune certezze già sospettate prima dell'inizio dei Giochi.

La difesa russa ha soffocato l'attacco cinese
La prima partita di giornata ha visto una bellissima Russia sconfiggere agevolmente la Cina di Yi (73-54), apparsa troppo prematura in fase di costruzione di gioco, spesso favorendo gli ottimi meccanismi della squadra allenata da David Blatt. Per i Russi risalta la grande prestazione di Shved (16+6) e Kirilenko che, dopo i 35 della prima gara, torna sulla terra segnandone 16.



photo by: sports.yahoo.com
Nella seconda partita a programma, la Spagna di Scariolo ma senza Navarro (fascite plantare) ha avuto la meglio per 82-70 su una Australia che, contro le attese, si è dimostrata dura a morire, dando del filo da torcere agli iberici, che hanno dovuto dar sfogo a tutte le energie per vincere la partita.
 Con la grande energia fornita da Ibaka e San Emeterio (entrambi in uscita dalla panchina), la Spagna riesce a mettere il naso avanti dopo una  brutta partenza, spronata anche da un Pau Gasol chirurgico, autore di 20 punti. Al rientro dall'intervallo lungo è un altro giocatore NBA ha dare la scossa alla partita: Rudy Fernandez, che guidando il 12-0 di parziale in favore della Roja, mette a referto 17 punti, coadiuvato dai 12 di Marc Gasol. Il terzo periodo fà segnare un perentorio 26-10 che, di fatto, chiude la partita e, probabilmente, con l'abilità dei Gasol e il buon sistema difensivo messo in piedi da Scariolo, rende la selezione Spagnola la più accreditata per combattere il dominio statunitense.

Si rialza la Lituania, colpita nel vivo dalla bruciante sconfitta di due giorni prima subita contro una grande Argentina guidata da Ginobili, e lo fa battendo con un ottimo 72-53 la Nigeria.
I baltici si affidano alla loro asfissiante difesa che, unita alla stanchezza della selezione africana, sigla l'accelerazione decisiva, portando lo scarto oltre le 20 lunghezze. A tutto ciò si deve sommare la prova di Sarunas Jasikevicius, autore di 9 punti ed altrettanti assist, illuminando il parquet di Londra con una regia che spesso ci ha abituato a vedere in Eurolega.
Note positive arrivano comunque dai "verdi", con i 12 punti e 10 rimbalzi di Ike Diogu, mostrando una preparazione e una capacità fisica e atletica mostruosa, forse seconda solamente a quella statunitense.




La partita più affascinante è stata senza dubbio quella delle 20.00, nella quale Argentina e Francia si sono date battaglia per 40 minuti (all'interno del match c'era un po' di Italia, con Gigi Lamonica a dirigere l'incontro), dai quali sono usciti i transalpini, guidati da un Parker ritrovato dopo la prova incolore contro Team U.S.A all'esordio. Proprio TP è stato il miglior realizzatore dei Bleus con 17 punti, ma una grandissima mano l'hanno data i due centri Turiaf e Seraphin, abili ad imbrigliare Luis Scola, tenendolo a "soli" 16 punti e 8 rimbalzi. Bene anche Batum, autore di 14 punti, 7 rimbalzi e 3 assistenze, mentre all'Argentina è mancata la precisione dall'arco di Carlos Delfino, letale per la Lituania due giorni prima.

photo by: espn.go.com
Ultima partita di giornata è stata forse la più scontata da tante edizioni delle Olimpiadi a questa parte: Team U.S.A ha asfaltato la Tunisia, con il punteggio di 110-63 che lascia pochi spazi alle considerazioni di tipo tecnico. I migliori realizzatori sono stati Kevin Love e Carmelo Anthony, autori di 16 punti a testa, seguiti subito dai 13 e 10 rimbalzi di Kevin Durant. Buona impressione fatta anche da Davis, autore di 5 schiacciate, per un totale di 12 punti.
Tra le fila magrebine da ricordare la prestazione di Romdhane, autore di 22 punti e 4 assist, per quello che è, visto l'avversario, qualcosa di unico nella carriera del giovane tunisino.

Nella terza partita di giornata il Brasile ha sconfitto i padroni di casa della Gran Bretagna con il punteggio di 67-62. Per i sudamericani sugli scudi Splitter (21+8 rimbalzi) e Huertas (13+8 assist), mentre per i britannici brillano Clark, Freeland e Mensah Bonsu.


Rimanete collegati con Basketzone per i recap delle giornate del basket olimpico di Londra 2012.





giovedì 26 luglio 2012

Road to London 2012: preview del girone A


di Davide Quaranta


Alla vigilia della cerimonia d'apertura dei giochi olimpici di Londra 2012, Basketzone vi propone una piccola presentazione dei due gironi del torneo di pallacanestro maschile.

TEAM U.S.A: I grandi favoriti per il primo posto del gruppo (e anche per il gradino più alto del podio) sono loro, che proveranno a difendere l'oro di Pechino 2008. Per tentare di bissare il successo cinese, lo staff tecnico e coach K hanno deciso di affidarsi ai grandi nomi già presenti quattro anni fa, con l'aggiunta di qualche volto nuovo: alle superstar come Kobe, LeBron, Melo, Paul e Deron, ccnfermatissimo il pilastro difensivo Chandler, che avrà il compito di fare da guida alla prima scelta Anthony Davis, convocato senza neanche una partita NBA alle spalle. Il volto, o meglio la barba, più nuovo è quello di James Harden che, insieme a Durant e Westbrook, torna a formare i big three già visti ad OKC.

ARGENTINA: Alla guida del generale Manu Ginobili (alla sua ultima olimpiade), Luis Scola, Andres Nocioni, Pablo Prigioni (fresco di firma con i Knicks) e Carlos Delfino cercheranno in tutti i modi di infastidire le stelle NBA, forti del piccolo scarto subito nella sconfitta contro gli U.S.A in amichevole a Barcellona (86-80 il finale). I sudamericani sono duri a morire, e ben se lo ricordano proprio gli statunitensi, memori dell'eliminazione patita alle olimpiadi di Atene 2004 da Ginobili e soci, poi campioni contro l'Italia; se quest'anno l'oro sembra lontano, l'obiettivo di salire sul podio potrebbe non essere così utopico.


FRANCIA: Dopo tante attese, la Francia arriva alla manifestazione come una delle favorite per i primi tre posti, forte della finale europea giocata (e persa) contro la Spagna dei fratelli Gasol. Condottiero dei bleus sarà Tony Parker che, coadiuvato da De Colo (approdato anche lui in NBA),Diawara, Diaw, Turiaf e Batum, vorrà imporsi come uno dei playmaker del torneo portando la sua nazionale alla conferma anche in ambito mondiale.

LITUANIA: Vera e propria veterana delle olimpiadi, questa volta la nazionale di Jasikevicius è dovuta passare da Caracas per disputare il preolimpico che ha permesso a Kaukenas e compagni di staccare il biglietto per Londra. Mancano i Lavrinovic, ma spiccano i nomi di Songaila, il neosenese Maciulis e il talento Valanciunas, che la prossima stagione la disputerà in NBA. I giovani non mancano, ma con i veterani a guidare la squadra, i baltici vorranno fare valere il proprio prestigio nel mondo del basket che, in Lituania, è una vera e propria religione.


NIGERIA: Per gli africani essere alle Olimpiadi vale già quanto una medaglia, se si considera che nel preolimpico hanno eliminato la ben piú quotata Grecia in una partita al cardiopalma decisa negli ultimi secondi. Il go to guy dei verdi è Al Farouq Aminu, che insieme a Ike Diogu avranno il compito rendere ancora più memorabile questa spedizione già di per sè incredibile.


TUNISIA: Le incognite su questa nazionale sono francamente molte: mai vista giocare in manifestazioni anche solo simili ai Giochi, il roster non presenta nomi di spicco. Come per la Nigeria anche per i Tunisini il successo sta nella sola qualificazione all'Olimpiade. Saranno quasi certamente la squadra materasso del girone, ma non avendo nulla da perdere, tutto puó succedere.


A breve arriverà anche il preview del girone B, per preparare i nostri lettori alla prima palla a due di queste tanto attese Olimpiadi che, anche se non vedranno impegnata la nazionale Italiana, verranno comunque seguite con grande interesse e impegno.

martedì 7 febbraio 2012

Record in NBA, Kobe supera Shaq. Tony Parker miglior assistman degli Spurs


di Claudio Pavesi


Il tempo passa veloce e giocatori che un attimo prima erano talentuosi giovani ormai sono già abili veterani e, in quanto tali, sono pronti a scrivere il loro nome nei libri di storia del basket mondiale.
E' questo il caso di Tony Parker, il playmaker franco-belga dei San Antonio Spurs, che ha tagliato l'ennesimo grande traguardo della sua carriera proprio l'altra notte nella vittoria degli Spurs sui Thunder diventando il leader negli assist nella storia della franchigia texana per cui ha giocato tutte le sue 11 stagioni da professionista NBA. Il playmaker trentunenne ha sorpassato Avery Johnson, attuale allenatore dei New Jersey Nets, raggiungendo quota 4477 assist in carriera, cifra che gli permette anche la postazione numero 72 nella classifica NBA di quella particolare specialità. L'ex marito dell'attrice Eva Longoria può aggiungere un'altro riconoscimento al suo palmarés che comprende anche 3 convocazioni all'All-Star Game, 3 titoli di Campione NBA e 1 titolo di MVP delle Finali, per non parlare del fatto che Parker è stato uno degli innovatori del suo ruolo, è infatti uno dei primi ad essere etichettato come scoring point guard e può essere dunque onorato del merito di aver spianato la strada a giocatori come Russell Westbrook e Derrick Rose. Questo nuovo record è la conferma del fatto che Parker è uno dei migliori europei che abbiano mai giocato in NBA e potrebbe anche essere uno dei motivi per cui in futuro vedremo la sua maglia numero 9 appesa al soffitto dell' AT&T Center.


L'altro record raggiunto in nottata è forse leggermente più prestigioso e porta il nome di Kobe Bryant. Il numero 24 più famoso del mondo, nella sconfitta di questa notte contro i 76ers, davanti al pubblico della suo città natale, ha superato Shaquille O'Neal nella classifica dei giocatori col maggior numero di punti segnati nella storia dell'NBA portandosi così al quinto posto, a ridosso di Wilt Chamberlain, quarto, e Michael Jordan, terzo assoluto. Kobe aveva già superato il suo amico-nemico Shaq nel numero di titoli NBA vinti nel 2010 quando conquistò l'anello di campione per la quinta volta, ciò nonostante Shaquille O'Neal è stato tra i primi a fare i complimenti a Kobe per averlo superato nella classifica dei più grandi realizzatori di sempre e non avuto problemi a definirlo "The Greatest Laker Ever". La guardia dei Lakers ha 33 anni e non dovrebbe avere problemi a superare Chamberlain e Jordan già nella prossima stagione se dovesse continuare a segnare con le stesse medie con cui sta tirando ora, anzi, come se non bastasse, Kobe ha una media punti a partita maggiore anche dei primi due scorer di sempre, Karl Malone e Kareem Abdul-Jabbar, quindi, se dovesse giocare il loro stesso numero di partite, potrebbe superarli diventando il più grande realizzatore della storia ma per fare ciò non dovrebbe mai mancare una partita per le prossime 5 stagioni oltre ovviamente a questa in corso, senza mai abbassare la sua media punti a partita. Kobe si è detto esaltato per il traguardo raggiunto ma ha rivelato che ormai vede la fine della sua carriera molto vicina e ha anche ricordato che il suo obbiettivo è raggiungere Jordan, non nei punti segnati ma negli anelli conquistati, per questo ha dichiarato "Quello di oggi è un gran traguardo ma non so se potrò raggiungere gli altri dato che non mi sono rimaste molte partite da giocare, quello che voglio davvero è solo il sesto titolo, non chiedo altro."