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martedì 26 giugno 2012

Virtus, ecco il rinnovo di Poeta, Varese sul Cincia

di Luca Ngoi


In attesa dei grandi colpi delle big (a Siena ancora soltanto voci) le due più grandi protagoniste del mercato italiano sono senza dubbio la Virtus Bologna e la Cimberio Varese.
Partiamo dagli emiliani, che dopo un lungo tira e molla sono riusciti a rinnovare il contratto al playmaker campano Giuseppe Poeta, il quale ha accettato un prolungamento di tre anni con il club bianconero, ovviamente molto felice come confermano le parole del patron Sabatini: "Sono entusiasta, per noi è una giornata molto importante. Siamo ben felici di consolidare il nostro rapporto con Peppe Poeta che era il nostro primo obiettivo" . D'ora in poi si penserà al resto della squadra, con l'attenzione puntata sulla guardia americana (Janning in pole) e con un'indiscrezione riguardante Mason Rocca, nuovo obiettivo per il settore lunghi.
Per quanto riguarda Varese, dopo la firma con Ebi Ere, continuano le trattative per portare in Lombardia Brandon Bowman, ala che guarda caso interesserebbe anche ai virtussini. La priorità comunque resta la firma dell'americano, dopo il quale ci si concentrerà sul playmaker con un forte interesse per Andrea Cinciarini, che non ha ancora chiarito le proprie priorità con Cantù, che potrebbe scegliere di preferirgli Tabu come playmaker cardine. Da lì in poi si ragionerà per un'eventuale conferma di Rannikko e per gli altri reparti in base alle regole che definiscono la situazione comunitari ed extra comunitari del nostro campionato.

mercoledì 28 dicembre 2011

Si ritira Terrell McIntyre



di Claudio Pavesi

24 Novembre 2011, si ritira uno dei simboli del basket giocato in Europa anche se inaspettatamente, ma perchè? Perchè adesso? Purtropo l'anca di McIntyre si è rivelata l'unico avversario in grado di fermare il play statunitense dato che nessun giocatore è mai sembrato in grado di farlo e le sue statistiche lo dimostrano. E' ovvio che a 34 anni un giocatore pianifichi il ritiro ma è strano vedere che accada nelle prime partite del campionato ma è proprio nelle parole del playmaker della Virtus Bologna che si vede la maturità del campione: "Preferisco ritirarmi ora e non pesare sulla squadra dato che con i miei problemi sarei solo d'intralcio." Maturità da vero leader, e dove trovarla se non in un giocatore che ha vinto così tanto e che si è dimostrato in grado di guidare tante squadre diverse a qualsiasi livello fin dai primi anni a Clemson University in cui in quattro anni non è mai sceso sotto i 12.7 punti di media tanto da essere poi diventato il secondo giocatore nella classifica dei punti segnati nella storia dell'ateneo del South Carolina ed è per questo considerato uno dei migliori giocatori che abbiano mai indossato la maglia dei Tigers che con tutta probabilità lo onoreranno alzando al soffitto del palazzetto la maglia con il tanto amato numero 5.
Nonostante la fantastica carriera universitaria non viene scelto al draft del 1999 per dubbi sulla sua altezza non impressionante ma il ragazzo non demorde e dopo due stagioni passate tra Francia e Germania arriva in NBDL dove viene eletto nell' All-NBDL Second Team anche se in NBA continuano a non accorgersi di lui ma il ragazzo non si perde d'animo e sceglie di riprendere l'aereo, direzione Italia più precisamente Ferrara in LegaDue che non è altro che un'antefatto a quello che si rivelerà il suo ufficiale trampolino di lancio cioè l'esperienza a Capo D'Orlando con cui riesce a conquistare la promozione in Legabasket dominando il campionato cadetto. Il sogno si avvicina, prima con l'arrivo in massima serie anche se non più con l'Orlandina ma con Reggio Emilia in cui si dimostra un leader sia in campionato che in ULEB Cup, e poi con il tanto atteso tesseramento da parte di una vera potenza come la Montepaschi Siena. In 4 anni a Siena dovrebbe essere riuscito a vincere qualcosina come 4 titoli italiani, 2 Coppe Italia, 3 SuperCoppe Italiana riuscendo anche ad arrivare alle Final 4 di Eurolega ma ciò non basta infatti viene anche nominato una volta MVP del nostro campionato, una volta MVP della finale di SuperCoppa e ben 3 volte MVP delle finali dei Playoffs italiani, se poi ci aggiungiamo anche che è stato nominato 2 volte nell' All-Euroleague First Team diventa davvero impossibile non classificare questo giocatore come uno dei più grandi degli ultimi anni.
L'anno scorso lo ha passato a Malaga ma non è passato molto perchè tornasse nel bel paese, quest'estate infatti ha firmato un biennale con la Virtus Bologna, contratto che purtroppo non ha potuto onorare completamente a causa degli infortuni, peccato, grande peccato dato che negli ultimi 6 anni aveva saltato 1, e ripeto 1, sola partita ufficiale. L'ultima partita la gioca contro Varese e lo fa come suo solito da grande protagonista guidando il parziale dell'ultimo quarto che porterà la vittoria alle V nere e che permetterà a McIntyre di chiudere con 16 punti ma soprattutto concedendogli di uscire dal campo qualche minuto prima in modo che possa godersi una meritata standing ovation in cui sono da ricordare le lacrime del preparatore atletico che lo segue dai tempi di Siena, Bencardino e il momento in cui Beppe Poete lo solleva in trionfo come è giusto che sia per un tale campione.
Di McIntyre ci ricorderemo le sue 193 presenze nel nostro campionato, i suoi 2637 punti, il 40% di media in carriera da 3 punti e il record di triple in una sola partita, 10, stabilito nel 2006 con Reggio Emilia, sua prima squadra in Italia, proprio contro Bologna, sua ultima squadra italiana, ma più di tutto ci ricorderemo tutti gli istanti di grande basket che McIntyre ci ha regalato in questi anni di favolosa carriera. Grazie Terrell, grazie.

martedì 27 dicembre 2011

Matchups: Gianluca Marchetti

intervista realizzata da: Claudio Pavesi



Cos'è Matchups? è la nuova rubrica di Basketzone RTP in cui vi proponiamo interviste, faccia a faccia (un matchup per l'appunto) con alcuni dei giocatori più interessanti del panorama cestistico.
Per Natale il gruppo di Basketzone RTP è pronto a farvi un fantastico regalo! Siamo infatti lieti ed orgogliosi di presentarvi la nostra prima intrvista che vedrà protagonista Gianluca Marchetti, playmaker classe '93 della Virtus Roma, un gran talento del basket azzurro che vi racconterà in questa intervista i suoi pensieri e le sue opinioni sul basket italiano e d'oltreoceano. (prima di ogni domanda e di ogni risposta ci sono le iniziali di intervistatore e intervistato)

CP: Innanzitutto cosa vuol dire per un giovanissimo ragazzo nato e cresciuto nella zona di Roma giocare proprio per la Virtus e rappresentare la propria città ad un livello così alto?
GM: Senza dubbio un onore, un sogno. Gioco in questa società da otto anni ed è sempre fantastico rappresentare questa città, vestire questa maglia e vedere come la squadra stessa creda in te.

CP: Parlando di grandi emozioni, cos'hai provato il momento dell'esordio con la prima squadra?
GM: Qualcosa di indescrivibile, un'emozione pazzesca in particolar modo perchè sono consapevole che non è cosa da tutti giocare su un parquet di Serie A. Ho lavorato tanto per arrivare a questo traguardo ma bisogna ammettere che ci vuole anche un po' di fortuna.

CP: Bisogna dire però che Roma sta affrontando qualche difficoltà quest'anno. Vi considerate comunque un mina vagante del campionato? Quanto può arrivare lontano questa Acea Roma?
GM: Sicuramente possiamo fare bene, e se devo essere onesto sono colpito perfino io dalla situazione in classifica, dato che in allenamento e in partita diamo sempre il 110% e abbiamo dimostrato che quando giochiamo bene possiamo dar filo da torcere a chiunque! C'è da dire che siamo stati anche un po' sfortunati dato che abbiamo perso tre partite ai tempi supplementari, ma noi lottiamo sempre e diamo tutti noi stessi indipendentemente dall'avversario, e questo coach Lino Lardo lo sa benissimo.

CP: Quanto lontano può arrivare invece Gianluca Marchetti?
GM: Per il momento non faccio molti progetti, cerco di dare il massimo in quello che faccio, quindi adesso i miei obiettivi sono semplici: cercare di fare bene con l'under-19 e conquistare un posto alle finali nazionali mentre, per quanto riguarda la prima squadra,cerco di allenarmi bene e di conquistarmi qualche minuto.

CP: Sei un playmaker particolare dato che l'altezza (solo 178 centimetri) non ti aiuta più di tanto, pensi che questo possa limitarti? C'è qualche giocatore nella tua stessa situazione da cui hai prenso ispirazione?
GM: Non penso sia un limite, in Italia infatti negli ultimi hanni ho avuto la fortuna di vedere giocatori come McIntyre, Boykins e Marques Green che non avranno tanto fisico ma sono la prova vivente dell'essenza del playmaking con la loro velocità, forza, resistenza, capacità di passare la palla e di pensare velocemente.Loro infatti hanno raggiunto traguardi incredibili nelle loro carriere. Quest'anno in squadra abbiamo Anthony Maestranzi che è alto come me ed è veramente super, lavora tantissimo sia sul campo che in palestra, fa sessioni di tiro veramente interminabili e si concentra molto sul controllo di palla e sui fondamentali, un vero esmpio, una scuola di basket.

CP: A proposito di modelli, in questi tuoi otto anni in maglia Virtus c'è un giocatore che ti ha aiutato più degli altri o con cui sei più legato?
GM: Sicuramente Tonolli è quello che mi ha dato più consigli fin dai primi anni e gli sarò sempre riconoscente. Anche Datome è veramente speciale, appena ha un secondo libero va a tirare e spesso mi ritrovo ad andare ad aiutarlo passandogli i palloni.

CP: Come abbiamo già detto sei giovanissimo, classe '93, e hai avuto più di una convocazione in Nazionale. Quest'anno le Nazionali under-19 e under-20 hanno vinto rispettivamente un bronzo e un argento europeo. Pensi che sia un segnale importante anche in prospettiva per la nazionale maggiore che in questo periodo non sta brillando?
GM: Sicuramente sì, poi due medaglie in un anno non si vedevano da molto tempo, ma abbiamo dimostrato di potercela giocare anche contro l'under-20 spagnola in cui dieci giocatori su dodici giocano nella massima serie del loro campionato, mentre nella nostra nazionale solo pochi hanno questa fortuna, e quindi direi che sono state grandissime prestazioni. In vista della Nazionale maggiore adesso è ancora presto per pensarci, ma sicuramente si potrà contare su un gruppo solido con tanti giocatori talentuosi.

CP: A proposito di giovani talentuosi, in Nazionale c'erano giocatori come Tessitori, lui si è trasferito a Siena in DNA per avere più minuti ma tu, in vista dell'anno prossimo cosa preferiresti fare, allenarti con giocatori più esperti in Serie A o avere tanti minuti in LegaDue o DNA, magari in una squadra di giovanissimi come quella del già citato Tessitori?
GM: Ora non ci penso, ma avrò tempo per farlo;comunque il modo migliore per imparare è senza dubbio giocare molti minuti. Sicuramente giocare con dei veterani permette di imparare molto ma squadre come quella di Siena in DNA, con ben undici giocatori nati tra il '92 e il '94, si crea un ambiente certamente piacevole e con grandi potenzialità.

CP: Con il Lockout NBA hai potuto ammirare molti giocatori americani in Italia quindi due domande vengono spontanee, sei più contento per la ripresa dell'NBA e sei più dispiaciuto per aver perso la possibilità di giocare contro giocatori del genere? C'è un giocatore che più di tutti avresti voluto vedere in Italia?
GM: Onestamente non so risponderti, sono felice per la ripresa dell'NBA ma dispiaciuto per non aver giocato per esempio contro Danilo Gallinari, contro cui avremmo dovuto giocare il 3 Gennaio. Oltre a Danilo mi sarebbe piaciuto moltissimo vedere Bargnani proprio alla Virtus dato che è romano.

CP: A proposito, proprio il giorno prima della fine del Lockout Roma aveva firmato Tyreke Evans che ovviamente non è mai arrivato. Cosa sarebbe stato per te giocare e allenarti con un ex Rookie dell'anno NBA?
GM: Non so nemmeno come definirlo, non avrei mai pensato di avere un'opportunità del genere a Roma, ma anche in questo caso siamo stati davvero sfortunati.

CP: Hai ragione, al massimo potrai raggiungere questi giocatori andando tu oltroceano.
GM: (ride) Aspettiamo a parlare, sarà il tempo a dirlo.

CP: In ogni caso se dovesse succedere noi di Basketzone RTP vogliamo essere i primi ad intervistarti
GM: (ride ancora) Ve lo prometto, lo sarete.

Facciamo i nostri saluti e ringraziamenti al giovane e simpaticissimo Gianluca e gli auguriamo, oltre al buon Natale, ogni bene in ambito cestistico e non. Ricambiamo gli stessi saluti e auguri a voi lettori sperando che questa sia la prima intervista di una lunga lista.

sabato 17 dicembre 2011

Mercato italiano, tra vecchie conoscenze e NCAA


di Claudio Pavesi


Mai come quest'anno la partenza del campionato NBA ha influenzato tutte le leghe europee tra cui anche la nostra. Tante sono le squadre che hanno dovuto rinunciare ai loro campioni made in USA e ripiegare su altri giocatori, magari meno conosciuti, ma che si spera si rivelino come le sorprese del campionato.
La squadra che più di tutte ha sofferto per la partenza dell'NBA è stata Treviso ma di questo abbiamo già parlato in un recente articolo quindi concentriamoci su altre squadre come Cremona che perde Von Wafer, capocannoniere del campionato italiano che torna dall'altra parte del Pacifico, ma cerca di rinforzarsi inserendo l'ex Ohio State e Bennet Cantù David Lighty, giocatore sicuramente speciale ma forse limitato alla fase difensiva negli schemi canturini. La stessa Cremona a fine Novembre aveva aggiunto la guardia Terrence Roderick al roster a cui viene aggiunta anche un po' di esperienza con il lungo Marko Tusek. Cantù invece per rimediare alla perdita di un giovane come Lighty decide di optare per un giocatore di esperienza come Carlos Nicolas Gianella, classe '78 proveniente da Granada ma già visto in Italia a Reggio Calabria e Scafati. Non dimentichiamo però la Virtus Bologna che decide di assicurarsi i servigi di Dan Werner, ala ex Florida University (come si può notare dalla foto in alto) che sceglie l'Italia dopo aver cominciato la sua carriera europea in Ungheria dove dominava con 18 punti, 9 rimbalzi e 4 assist a partita tirando con il 42% da 3 punti.
Il mercato comunque sembra essere pronto a mostrarci altre sorprese ma per saprle basta aspettare e restare collegati con il nostro blog.

martedì 13 dicembre 2011

Guarda un po' chi si rivede


di Claudio Pavesi

Chissà quante volte si incontra una persona per strada e si pensa "ma io quello lo conosco, sicuramente l'ho già visto da qualche parte", questa volta è successa la stessa cosa ma con un giocatore NBA, precisiamo, non è che lo conosca personalmente ma sicuramente lo conosce di più il popolo cestistico Italiano rispetto a quello Statunitense. Ecco infatti spuntare nel roster della Summer League degli Houston Rockets l'arcinoto Ibrahim "Ibby" Jaaber, esatto, proprio l'ex Roma e Milano che tanto ha fatto esaltare i tifosi del PalaLottomatica e del Forum di Assago. Il giocatore bulgaro (ma che più bulgaro non si può) aveva cominciato la sua carriera europea in Grecia nell'Egaleo dopo aver tentato la sua prima esperienza in Summer League, questa volta con i Detroit Pistons e i Los Angeles Lakers. Ovviamente facciamo i più sentiti auguri di buona fortuna all'ex giocatore di Pennsylvenia University per un pronto futuro nel mondo nell'NBA

sabato 10 dicembre 2011

Biella non si ferma più. Stesa anche la Virtus !

di Luca Ngoi

Chi, all'inizio della off season, avesse pronosticato una Biella prima in classifica, da sola dopo dieci giornate probabilmente sarebbe stato trascinato verso il più vicino centro psichiatrico, e invece dopo una decina di settimane dall'inizio del campionato Biella è lì, che guarda tutti dall'alto in basso.
Contro la Canadian Solar arriva un nuovo successo per la truppa di coach Cancellieri, che guida i suoi in una partita difficile, dura e intensa, senza pause. In questo clima così fisico sono due tra i giocatori più duri sotto il piano atletico e psichico della nostra Serie A: Jacob Pullen e Aubrey Coleman. Per il primo ci sono 19 punti, conditi da ben 7 assist: decisamente non pochi per una guardia definita da tutti gli addetti ai lavori americani e non principalmente come un realizzatore designato. Quest'anno sta dimostrando di sapersi adattare a stili di gioco differenti e di valere un posto anche nella Lega che tutti sognano al di là dell'Oceano. Per l'ex Houston University, Coleman invece sono arrivati 23 punti e 3 rimbalzi con un'energia che è raro vedere dai giocatori di squadre piccole, invece lui considera ogni partita come una finale di Eurolega.
Insomma, Biella sembra una macchina perfetta e splendidamente orchestrata dal Gran Maestro Cancellieri, bravo a definire perfettamente il ruolo per ciascun giocatore: tutti protagonisti e nessuno che esce dallo script o che si lamenta.
In casa virtussina non è comunque il caso di lasciarsi andare ad allarmismi di alcun tipo: una vittoria al Biella Forum di questi tempi non è cosa facile da ottenere, e la squadra bianconera ci ha creduto fino alla fine, con i tre tiri liberi di un ispiratissimo Petteri Koponen (18 punti, 16 di valutazione) che nel finale avevano riconsegnato, assieme alla tripla di un Sanikidze sempre più leader dopo la dipartita del rissoso Jared Homan, un po' di fiducia nella clamorosa rimonta. Alla fine è mancata la forza per risalire, anche a causa dei soliti noti Coleman-Pullen che rispettivamente con una tripla dall'angolo e con un palleggio, arresto e tiro chiudevano definitivamente i conti. Le preoccupazioni per coach Finelli, se mai, vengono dai due nuovi acquisti: Luca Vitali e Kris Lang, arrivati per sostituire Terrell McIntyre (impresa ardua per chiunque) e il Jared Homan di cui sopra ma che fino a questo momento non sono riusciti in alcun modo a far dimenticare coloro che fino a qualche settimana fa erano effettivamente i leader di questa squadra.
Ritornando al signore che a inizio campionato vedeva una Biella prima da sola all'alba della decima giornata, in questo momento avrebbe ragione lui perchè si sa, non bisogna mai giudicare un libro dalla propria copertina.