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giovedì 5 luglio 2012

Steve Nash sbarca ai Lakers mentre i Suns ripartono da Dragic e Beasley.


di Claudio Pavesi
Nash e Kobe sembravano già in sintonia da avversari.
Photo by bleacherreport.com

Si sapeva che Steve Nash avrebbe abbandonato Phoenix, inizialmente si era detto che sarebbe andato a Toronto, nel suo Canada, con un triennale da 12 milioni di dollari all'anno mentre poi si era detto che la destinazione certa del numero 13 sarebbe stata New York, in cui avrebbe riabbracciato l'ex compagno Amar'e Stoudemire e avrebbe cercato di regalare un minimo di gioco ai Knicks di Melo e J.R. Smith, ormai conosciuti per l'assenza di ordine e di schemi offensivi. Tutto già scritto? Ovviamente no, arriva nell'Arizona l'offerta dei Lakers e viene accettata senza indugi: Nash arriverà ai gialloviola tramite il più classico dei sign-and-trade, a Phoenix andranno due prime scelte al Draft (quella del 2013 e quella del 2015) e due seconde scelte (2013 e 2014) mentre Nash firmerà un contratto triennale per 27 milioni di dollari complessivi. Considerando che l'ex giocatore di Santa Clara University non ha avuto in squadra giocatori di altissimo livello negli ultimi anni sarà per lui una grande occasione giocare con Kobe, Bynum, Gasol e compagni a cui dovrebbe aggiungersi nei prossimi giorni anche Grant Hill, ormai praticamente certo infatti il suo arrivo a L.A. dopo l'abbandono dei Phoenix Suns, ormai nel pieno della ricostruzione. Nash attualmente ha 38 anni e il suo contratto scadrà quando ne avrà 41 mentre Hill raggiungerà in Ottobre i 40 anni, i Lakers non diventeranno di certo la squadra più futuribile della NBA ma sicuramente si candidano al titolo per le prossime due stagioni.
Beasley cerca un nuovo
futuro a Phoenix
Photo by wikipedia.org
Come già accennato prima, i Suns stanno proseguendo la loro rivoluzione all'insegna dei giovani infatti hanno firmato sul mercato free agent l'ex ala di Miami e Minnesota Michael Beasley, in passato seconda scelta assoluta al Draft. Beasley ha accettato un contratto triennale da 18 milioni di dollari complessivi, un ottima spesa per un giocatore che, se realizzasse di mettere la testa a posto e di concentrarsi maggiormente, potrebbe sfruttare al meglio il suo clamoroso potenziale offensivo, comunque già discretamente utilizzato come dimostrano i 15.1 punti di media mantenuti nei suoi quattro anni di NBA.
Dragic è tornato in Arizona
Photo by Getty Images
A Beasley si aggiungerà anche Goran Dragic il quale, dopo la parentesi a Houston, tornerà quindi definitivamente a Phoenix con un contratto davvero ricco: 34 milioni di dollari in 4 anni. Inutile dire che il talento di Dragic è immenso infatti è uno dei giocatori più migliorati nel corso della stagione appena conclusa ma forse un contratto del genere è leggermente eccessivo, soprattutto perchè al Draft i Suns hanno puntato su Kendall Marshall con la tredicesima chiamata assoluta. Che non si fidino così ciecamente dell'ex North carolina?
Phoenix punta anche ad una vera stella, Eric Gordon, il giocatore di New Orleans infatti è un restricted free agent e quindi, una volta ricevuta un'offerta quest'ultima potrà essere pareggiata dagli Hornets che potrebbero così tenerlo. I Suns hanno offerto il massimo salariale a Gordon, 58 milioni di dollari in 4 anni, una proposta che sembra davvero irrinunciabile. Gli Hornets hanno fatto sapere che è loro intenzione trattenere Gordon ad ogni costo anche se, dopo due giorni, non hanno ancora pareggiato l'offerta dei Suns, che ci stiano ripensando? Non ci vorrà molto per scoprirlo dato che il termine per pareggiare l'offerta dei Suns è l'11 Luglio.

mercoledì 4 luglio 2012

Deron Williams rifirma con i Brooklin Nets. Su Nash e Howard piombano i Lakers. Terry vicinissimo ai Celtics

Di Davide Quaranta
Deron ha appena rifirmato un contratto faraonico con i Nets
photo by www.nba.com


Il mercato NBA è in costante fermento, ma questa notte è arrivata la notizia più inattesa e importante di tutte: Deron Williams rimarrà ai Brooklyn Nets, avendo firmando un contratto che lo porterà a guadagnare 100 milioni di dollari in 5 anni. La scelta è stata "molto difficile", come comunica lo stesso Williams tramite il suo profilo Twitter, ma la point-guard della nazionale americana alla fine ha preferito la squadra di Prokhorov ai Dallas Mavericks, titolari di un'offerta di "soli" 75 milioni in 4 anni. Dopo l'acquisto di Joe Johnson di ieri, a Brooklyn si sono assicurati due ottime guardie pericolose sia dal perimetro che in penetrazione, vedendo però ampiamente calare le possibilità di far approdare nel sobborgo newyorkese Dwight Howard, visto il grande spazio salariale che l'ingaggio del centro richiede.
photo by: www.magic.com

Proprio su Howard sembrano essere piombati i Lakers che, oltre all'interessamento per Steve Nash, in uscita da Phoenix, sarebbero disposti a sacrificare Bynum per arrivare al pivot dei Magic.
In realtà le voci dell'interesse della squadra di Kobe sembrano piuttosto infondate, mentre trovano molto più riscontro i rumors riguardo l'interesse degli Hawks, che con la cessione di Joe
Johnson e Marvin Williams in cambio di giocatori marginali (oltre che Devin Harris), hanno liberato un po' di quello spazio spazio salariale che sarebbe necessario per arrivare al centro della nazionale americana trionfante a Pechino

Asik e Noah saranno ancora compagni a Chicago.
photo by: www.bulls.com

 Anche da Chicago arriva la notizia di un rinnovo quantomeno discutibile; è quello di Omer Asik, che dopo essere stato ad un passo dai Rockets ha deciso di restare in maglia Bulls, firmando un contratto che al terzo anno lo porterà a guadagnare 15 milioni (a fronte dei 10 distribuiti equamente nei primi due anni).

Il "Jet" sembra destinato a volare lontano da Dallas
photo by: www.dimemag.com
L'ultimo rumors della notte riguarda Jason Terry, che viene accostato ai Boston Celtics, freschi del rinnovo di Kevin Garnett. Con l'eventuale arrivo del "Jet", sarà probabilmente Ray Allen a partire, trovando destinazione a Memphis o a Miami, dove verrebbe accolto a braccia aperte dopo il ritiro di Mike Miller.



L'unico modo per restare sempre aggiornati sul mercato NBA è quello di seguire il blog di Basketzone RTP, dove trovere sempre le ultime voci sulle trade e sui free agent del campionato più spettacolare del mondo.







martedì 3 luglio 2012

Rivoluzione in casa Hawks, Joe Johnson e Marvin Williams lasciano Atlanta


di Claudio Pavesi
Joe Johnson dovrà iniziare a cercare casa a New York
Photo by zimbio.com

Gli Atlanta Hawks sono una di quelle squadra che, dopo una buona stagione regolare, arrancano sempre nei Playoffs e di conseguenza la dirigenza ha pensato che fosse ora di cambiare qualcosa.
Il primo movimento sul mercato riguarderebbe nientemeno che la stella della squadra Joe Johnson, proprio il numero 2 degli Hawks sarebbe diretto ai Brooklyn Nets in cambio di Jordan Farmar, Anthony Morrow, DeShawn Stevenson, Johan Petro, Jordan Williams e una futura scelta al Draft, questa trade manca solo dell'ufficialità ma ormai è praticamente certa. Johnson, guardia di 31 anni, ha chiuso la stagione con medie da 18.8 punti, 3.7 rimbalzi e 4 assist, a Brooklyn porterà anche il suo clamoroso contratto da 19.8 milioni l'anno per i successivi quattro anni, al contratio Atlanta si libererebbe di quel pesantissimo contratto ma si priverebbe del miglior realizzatore della squadra ottenendo solo giocatori "da panchina", non certo in grado di sostituire le prestazione dell'ex Phoenix Suns.
Brooklyn sarà la quarta squadra in 8 anni per Harris
Photo by Ron Hoskins / Getty Images
Gli Hawks però non hanno intenzione di limitarsi a questo scambio, sono infatti pronti a cedere l'ala Marvin Williams agli Utah Jazz in cambio del playmaker Devin Harris. Lo scambio alla pari lascia qualche dubbio dato che ad Atlanta hanno già un ottimo playmaker in Jeff Teague, ritenuto uno dei giocatori più migliorati nell'ultima stagione, mentre Utah si ritroverebbe priva di un point man titolare. Nonostante tutto gli Hawks otterrebbero un playmaker da 11.3 punti e 5 assist di media con anche piedi velocissimi in difesa e un contratto da un solo anno mentre Utah si ritroverebbe con un'ala da 10.2 punti e 5.2 rimbalzi di media ma in aggiunta dovrebbe prendersi sulle spalle il suo pesantissimo contratto biennale.
Con questi due scambi, non ancora ufficiali, Atlanta si libererebbe di due contratti onerosissimi creando così enorme spazio salariale per poter portare a in Georgia un grande giocatore dal mercato Free Agent o per acquistare giocatori necessari ad un altro grande scambio: che si punti su un nativo di Atlanta come Dwight Howard?

martedì 26 giugno 2012

Trade tra Minnesota e Houston. Dwight Howard all'orizzonte?


di Claudio Pavesi
Budinger con la sua ormai ex squadra
Photo by Streeter Lecka / Getty Images

Come sempre succede quando ci si avvicina al Draft, le franchigie sono sempre più attive sul mercato. Una dimostrazione di ciò ce la offrono gli Houston Rockets e i Minnesota Timberwolves, la squadra di Kevin Love ha infatti deciso di privarsi della diciottesima scelta al Draft in cambio dell'ala piccola/guardia Chase Budinger e di Lior Eliyahu, il cestita del Maccabi Tel-Aviv che quest'anno farà la Summer League con la sua nuova squadra NBA.
Minnesota ha guadagnato un ottimo atleta e un buon tiratore, Budinger infatti ha raggiunto il 40% al tiro dall'arco dei 3 punti nell'ultima stagione, annata in cui ha tenuto una media di 9.6 punti, 3.8 rimbalzi e 1.3 assist; Houston invece si è assicurata le sua terza scelta al primo giro, ora possiede la numero 14, la 16 e 18 e la sensazione è quella che i Rockets stiano pensando di fare una grande trade dato che, dopo aver preso la terza scelta nelle prime 20, hanno dichiarato di aver messo sul mercato Kyle Lowry e Kevin Martin, nientemeno che il playmaker e la guardia titolare: che l'obbiettivo finale sia Dwight Howard? Per ora quest'ultima considerazione è solo un'ipotesi ma le voci che condividono quest'idea non sono poche. Sarà vero? Sarà l'ennesimo capitolo di fantamercato? Per ora nulla è certo ma lo scopriremo presto.

sabato 31 marzo 2012

E se i Blazers ripartissero da JJ Hickson?

di Luca Ngoi

Photo by: yimg.com

E se tutte le chiacchiere post-mercato sui Portland Trail Blazers fossero state affrettate ed esagerate? La franchigia dell'Oregon ha di fatto smobilitato gran parte dei suoi pezzi pregiati durante la sessione appena chiusa, e in cambio ha acquisito giocatori di basso spessore o sul viale del tramonto come Hasheem Thabeet e Mehmet Okur, dunque tutti gli addetti ai lavori, noi compresi, si sono subito precipitati a criticare le operazioni eseguite dalla ormai ex squadra di Nate McMillan, che qualche giorno dopo ha però effettuato un altro colpo dal mercato dei free agents: quello di JJ Hickson, prelevato dopo il taglio da parte dei Sacramento Kings, il cui acquisto è passato sotto silenzio dopo che a contenderselo erano stati anche i Golden State Warriors. L'ala uscita da North Carolina State può essere, per una squadra in fase di rifondazione, un ottimo punto di partenza, soprattutto se aggregato al leader del gruppo, Lamarcus Aldridge, col quale potrebbe formare un pacchetto di lunghi molto interessanti, dato che entrambi sono dotati di un buon tiro dalla media distanza e di doti fisiche sopra la media. Ovviamente Hickson non può essere il giocatore che cambia il volto di una squadra, ma se inserito in un contesto giovane e atletico, come pare che i Blazers puntino ad essere soprattutto passando dal prossimo interessantissimo draft, allora l'estensione del suo contratto appare come un mezzo obbligo per Portland, che verosimilmente non avrà una chiamata altissima e dovrà quindi dire addio alle migliori ali presenti nella lotteria del prossimo Giugno. Hickson è stato, prima di passare a Sacramento, il leader  della Cleveland post Lebron con 13.8 punti e 8.6 rimbalzi a gara dimostrando di poter essere un pezzo importante per una squadra che punti come minimo ai playoff, che sono esattamente l'obiettivo di Portland a partire dal prossimo anno. Se il ragazzo metterà un po' la testa a posto, particolare che gli è un po' sfuggito di mano durante l'esperienza ai Kings, e se la squadra sceglierà adeguatamente il pezzo che gli serve (una guardia?) al draft allora prepariamoci a rivedere i Blazers nuovamente nella post season, perchè è vero che un Brandon Roy non passa tutti i giorni, ma le grandi squadre si costruiscono anche a partire dai giocatori solidi ed Hickson sembra la scelta perfetta.

sabato 24 marzo 2012

Colpo degli Spurs: arriva Boris Diaw, il valzer degli "svincolati" non si ferma

di Luca Ngoi



Continua la campagna di rafforzamento dei San Antonio Spurs, che dopo lo scambio che ha portato in squadra Steph Jackson aggiungono anche l'ala grande Boris Diaw, appena rilasciato dagli Charlotte Bobcats. Il francese andrà in Texas come cambio di Tim Duncan ed appare una mossa decisamente azzeccata in quanto le sue caratteristiche di ottimo tiratore, ma allo stesso tempo di giocatore da post basso possono farne il giocatore ideale per il sistema di coach Popovich, che adesso dispone davvero di tutte le pedine che vanno a candidare molto più seriamente di prima San Antonio come pretendente al titolo per Giugno. A molti potrà sembrare un acquisto come tanti, ma in realtà siamo convinti che quello del nazionale francese possa essere decisivo per le sorti degli "Speroni", soprattutto se sommato all'arrivo di Jackson, da sempre uno dei preferiti del coach ex soldato della marina militare americana.
Non solo Spurs però in questo mercato dei free agents che ogni giorno ci regala qualche mossa interessante. I Boston Celtics infatti si sono assicurati le prestazioni del centro ex Cleveland Cavs Ryan Hollins, atleta superlativo ma decisamente da rivedere quando si tratta di tecnica cestistica; per i biancoverdi era atteso un acquisto nel settore lunghi, falcidiato dagli infortuni di Wilcox e O'Neal e da qualche partita ridotto ai soli Garnett, Bass e Stiemsa, troppo pochi per arrivare fino ai playoff dunque la presenza sotto le plance di Hollins potrà far rifiatare un po' i titolari e dare una carica di energia in più a coach Rivers. Aggiungono un centro anche gli Indiana Pacers, che sono arrivati primi nella corsa a Kyrilo Fesenko, prospetto ucraino molto interessante e con esperienze passate a Utah e Denver: lo segnaliamo perchè fino a questo momento non ha mai avuto una vera possibilità in NBA, ma il ragazzo ha talento e i Pacers potrebbero aver fatto un discreto colpo, magari non di quelli che ti cambia la squadra ma potrebbero aver trovato un giocatore di rotazione che rimpiazzi il neo ritirato Jeff Foster per i prossimi anni.

mercoledì 21 marzo 2012

Il ritorno di Agent Zero e i movimenti dei nuovi free agents

di Luca Ngoi


Dopo le voci che lo davano vicino ad un passaggio ai Lakers Gilbert Arenas ha finalmente sciolto i nodi sul suo futuro firmando con i Memphis Grizzlies, con i quali si stava già allenando da qualche giorno. Per il veterano ex Wizards è stato formulato un contratto di un anno per uno stipendio di 300.000 dollari, dunque appare chiara la volontà del playmaker cresciuto a Los Angeles di rimettersi pienamente in gioco in una piazza tranquilla e che sta regalando spettacolo ai propri tifosi, ormai preparati anche per i prossimi playoff nei quali l'esperienza di Arenas potrà essere fondamentale, ma prima occorrerà ripartire da Zero. Vi ricorda qualcosa?
Nell'ancora aperto mercato dei free agents però non ci sono soltanto nomi noti come Arenas, ma anche buoni giocatori che finora non hanno avuto o non hanno saputo sfruttare le chance che gli sono capitate. Uno di questi è Terrence Williams, che dopo gli alti e bassi di New Jersey che lo scelse con la numero 8 al primo giro e la depressione di Houston, dove non ha mai praticamente giocato, inframezzate anche da una partita di D-League in cui fece registrare una tripla doppia, tanto per dimostrare quanto potrebbe essere dominante, firmerà a breve un contratto di dieci giorni con i Sacramento Kings, che potrebbero essere di fatto la sua ancora di salvezza  visto il sistema di run&gun misto ad un contropiede esasperato messo in atto da coach Keith Smart che potrebbe decisamente rivitalizzarlo un po' come già successo a Gerald Green in quel di New Jersey.

Terrence Williams è pronto a rilanciarsi dopo la brutta esperienza ai Rockets
In chiusura vi raccontiamo dell'ex Blazer e atleta superlativo Chris Johnson, molto sfortunato a Portland a causa di diversi brutti infortuni che passa ai New Orleans Hornets, bisognosi di lunghi per allungare la rotazione e di Andres Nocioni, appena rilasciato da Philadelphia che potrebbe trovare un ingaggio in Europa: il suo agente è alla ricerca di nuove sistemazioni per l'argentino che dalle nostre parti potrebbe davvero fare la differenza, mentre è sempre più vicino l'accordo tra Derek Fisher e gli Oklahoma City Thunder come vi abbiamo raccontato nei giorni precedenti.

lunedì 19 marzo 2012

The Decision, Derek Fisher version

di Luca Ngoi


Chi l'ha detto che soltanto Lebron James può essere protagonista di "The Decision"? Dopo quella originale e dopo la parodia firmata Anthony Tolliver infatti anche Derek Fisher si troverà nei prossimi giorni a sfoltire una rosa di squadre per scegliere quella in cui giocherà per il resto della stagione. Fino a questo momento tre le franchigie a tentare le voglie del veterano, e in particolare stiamo parlando degli Oklahoma City Thunder, sempre alla ricerca di un sostituto dell'infortunato Eric Maynor e che con Fisher potrebbero aggiungere un pezzo d'esperienza fondamentale nei playoff in cui l'apporto del Venerabile Maestro potrebbe ancora rivelarsi decisivo nei finali di partita, oppure di due squadre che molto probabilmente si ritroveranno nella finale della Eastern Conference: i Chicago Bulls, per i quali proseguono i problemi di Derrick Rose e con un Fisher in più in regia potrebbero parzialmente risolvere alcune situazioni di gioco problematiche, e i Miami Heat che da sempre sono alla ricerca di un elemento carismatico non tanto per le questioni di campo, ma più per fare da mediatore in uno spogliatoio in cui collidono diversi ego non sempre gestibili. Magari la "Decision" di Fisher non andrà in prima serata su ESPN e in mondovisione, ma siamo sicuri che non si rivelerà altrettanto decisiva?

domenica 18 marzo 2012

New Jersey, Gerald Green firma fino al termine della stagione

di Luca Ngoi


Forse non ci credeva neanche lui, al suo arrivo a Newark, ma è successo. Gerald Green sta pian piano ritrovando quello status di discreto giocatore che aveva perso qualche anno fa. L'ex Celtic ha infatti firmato fino alla fine dell'anno un contratto con i New Jersey Nets, gli ultimi a dargli una chance di mostrare il suo devastante talento atletico dopo le buone prove con i Los Angeles D-Fenders in D-League. Green, evidentemente motivato, ha iniziato a sfornare una buona prova dopo l'altra, condendo le stesse con alcune fragorose schiacciate che ormai fanno parte fissa degli highlights delle notti NBA e con 11.7 punti di media in (finora) 11 gare disputate partendo dalla panchina e col compito di entrare e spaccare in due la partita. Non sempre il suo impatto ha coinciso con una vittoria per i suoi Nets, ma il pubblico del Prudential Center perlomeno si può divertire con le sue scorribande sopra il ferro nel vero senso della parola e ha un motivo in più per comprare il biglietto e dirigersi al Palazzo. Probabilmente Green ha capito che questa sarebbe stata la sua ultima occasione nella Lega più bella ma anche più insensibile del mondo, ed è arrivato con una carica ed un'energia che non aveva mai mostrato a questi livelli nelle sue precedenti avventure: lo staff tecnico guidato da Avery Johnson ha decisamente apprezzato e non stupiamoci, nel caso dovesse continuare così, di rivedere il vincitore dello Slam DUnk Contest del 2007 sopra i ferri Brooklyn anche l'anno prossimo.

venerdì 16 marzo 2012

Portland taglia Oden intanto Denver si avvicina a Wilson Chandler

di Claudio Pavesi

Portland è inarrestabile, ha cominciato con gli scambi poi è passata a licenziare gli allenatori e adesso? Siamo arrivati all'ultimo step, i tagli dei giocatori. C'è poco da stupirsi perchè dopo le trade che hanno portato nell'Oregon Mehmet Okur, Shawne Williams, Hasheem Thabeet e Jonny Flynn in cambio dei soli Gerald Wallace e Marcus Camby i Trail Blazers si sono ritrovati con 17 giocatori, 2 sopra il limite e di conseguenza con necessità di sfoltire. Il primo nome è già stato reso noto ed è quello di Greg Oden, ex prima scelta al Draft del 2007 davanti a due All-Star come Kevin Durant e Al Horford ma che per sua sfortuna non ha mai potuto mostrare tutto il suo potenziale a causa dei mille infortuni che lo hanno costretto a giocare solo 82 partite dal 2008 al 2010 per poi non rivedere più un campo da basket. Il secondo nome sarà annunciato nella giornata di domani ma girano voci che potrebbe essere uno dei nuovi innesti.

Wilson Chandler, più che probabile il ritorno a Denver
Spostiamoci in Colorado perchè iniziano a sentirsi voci importanti secondo le quali la controversa mossa di mercato che ha mandato Nenè a Washington in cambio di JaVale McGee e Ronny Turiaf è stata solo un modo per aumentare lo spazio salariale nel salary cap che sarà usato nei prossimi giorni per firmare Wilson Chandler, ala ora militante in Cina ma finalmente libero di tornare negli Stati Uniti dove è free agent. Chandler sarebbe un ottimo innesto per i Nuggets dato si sono appena privati di un realizzatore come Nenè quindi cosa ci sarebbe di meglio di un'ala di 207 centimetri con punti nelle mani? Penso nulla se pensiamo che Wilson Chandler è anche un ottimo rimbalzista e conosce già il sistema di coach George Karl oltre che molti dei futuri compagni che già l'anno scorso hanno condiviso il campo con lui dopo lo scambio che ha portato Carmelo Anthony a New York.
Chiudiamo con una piccola nota di colore. Nello scambio che ha mandato Steph Jackson a San Antonio i Golden State Warriors non hanno acquisito solo Richard Jefferson e una futura prima scelta al Draft ma anche... T.J. Ford che aveva annunciato il suo ritiro dal basket giocato solo due giorni prima. Dubito che deciderà di tornare solo per aiutare i Warriors.

giovedì 15 marzo 2012

Stephen Jackson torna a San Antonio, Richard Jefferson ai Warriors; Marcus Camby a Houston

di Luca Ngoi

Siamo ormai agli sgoccioli di questo bollente ultimo giorno di mercato NBA e le trade si fanno sempre più frequenti. In particolare vi diamo conto di uno scambio che potrebbe rivelarsi molto intelligente o molto deludente soltanto dopo il draft: quello in cui Stephen Jackson passa nuovamente agli Spurs dopo un solo giorno di militanza con i Warriors (anche questo era stato un ritorno) che si aggiudicano Richard Jefferson, ala esperta e dal tiro sempre interessante al quale si va ad aggiungere una prima scelta al prossimo draft, come sapete ricchissimo di talento e che quindi potrebbe portare un futuro ottimo giocatore nella Baia oppure un sonante bidone a seconda di chi verrà scelto dallo scouting staff dei Guerrieri.


Prosegue intanto la smobilitazione dei Blazers, i quali dopo aver ceduto Gerald Wallace ai Nets si liberano anche di Marcus Camby spedendolo a Houston in cambio dei contratti in scadenza di Jonny Flynn e Hasheem Thabeet (ex seconda scelta rivelatosi appunto un clamoroso bidone) assieme ad una seconda scelta al draft. In questo modo Portland continua nel suo tentativo di rifondazione attraverso la lotteria: la squadra in questo momento risulta decisamente indebolita da questo mercato ed è dunque probabile che la franchigia dell'Oregon possa usufruire di una scelta piuttosto alta, vista l'acquisizione di quella appartenente ai Nets e il probabile crollo verticale degli stessi Blazers da qui a fine stagione.
Segnaliamo inoltre che nella trade che ha portato Ramon Sessions a Los Angeles ha fatto il percorso opposto Jason Kapono, che dunque metterà il suo tiro a servizio dei Cavs.


Un play per i Lakers: arriva Ramon Sessions


di Luca Ngoi
 



Uno dei dilemmi più grossi di questo mercato NBA è quello legato al playmaker dei Lakers, i quali dopo aver valutato i più svariati nomi, tra i quali anche Gilbert Arenas (in queste ore vicino ai Grizzlies) e Allen Iverson, hanno ripiegato sull'ex Bucks Ramon Sessions, fino a poco fa in forza ai Cleveland Cavaliers ai quali è andata una futura prima scelta assieme a Luke Walton, mentre in maglia gialloviola oltre a Sessions arriva anche la guardia congolese Christian Eyenga.
In questi giorni i Lakers avevano lavorato per prendere DJ Augustine, rapidissimo playmaker dei Bobcats, e successivamente avevano fatto anche un tentativo, subito respinto, per Deron Williams, ma evidentemente l'urgenza di rinnovare la cabina di regia ha prevalso sul resto ed ecco arrivare Sessions, il classico playmaker moderno, poco passatore e molto realizzatore, ma quello che importava a coach Brown e al suo staff era che arrivasse un giocatore dinamico e veloce, in grado di imporre un ritmo più sostenuto ad un attacco troppe volte in modalità lumaca. Forse l'ex Timberwolves non è il giocatore che può scaldare i cuori dei tantissimi supporters in giro per il mondo, ma è solido e può dare un contributo da subito, mentre a Cleveland la stella di Kyrie Irving non avrà più rivali interni e potrà sbocciare tranquillamente in tutta la sua pienezza.

Niente Dwight, i Nets si accontentano di Gerald Wallace

di Luca Ngoi


Sembra questione di minuti l'ufficialità dell'affare che porterà Gerald Wallace a vestire la maglia dei New Jersey Nets, che cedono a Portland il centro Mehmet Okur, il tiratore Shawne Williams e una prima scelta per assicurarsi i servigi del super atleta ex Charlotte Bobcats.
Wallace aveva da qualche tempo deciso di non rifirmare con i Blazers, con i quali il feeling non è mai nato completamente e dunque ha deciso di accettare l'accordo con i Nets, dove troverà un playmaker del calibro di Deron Williams a servire le sue scorribande sopra il ferro con il quale potrebbe formare una coppia sicuramente interessante in attesa di convincere l'obiettivo numero uno, Dwight Howard, il quale però ha deciso di rifirmare anche per il prossimo anno con Orlando andando contro il consiglio del suo agente nel tentativo di non apparire come il cattivo di turno agli occhi di tifosi e addetti ai lavori, ai quali comunque non sarebbe piaciuta questa sua mossa forse un po' troppo da stratega e calcolatore. Per i Nets comunque quello di Wallace sarebbe un buon colpo soprattutto per tentare di convincere Williams a rimanere ancora nel Jersey: sicuramente il play ex Utah avrebbe gradito maggiormente un centro dominante come Howard al suo fianco, ma probabilmente la dirigenza guidata da Jay-Z farà di tutto per convincerlo che il neo arrivato potrà essere il primo pezzo nella costruzione di un futuro ciclo vincente.

mercoledì 14 marzo 2012

Monta Ellis dice addio ai Warriors, nella Baia arrivano Steph Jackson e Andrew Bogut

di Luca Ngoi


Qualche giorno fa vi abbiamo espresso le nostre perplessità sulle tante chiacchiere e pochi fatti nel mercato NBA, ma con l'avvicinarsi ormai prossimo della fine degli scambi per le varie franchigie qualcosa si è mosso. La notizia del giorno è infatti lo scambio a cinque giocatori che ha portato Monta Ellis, Ekpe Udoh e Kwame Brown a lasciare Golden State per Milwaukee e Andrew Bogut e Stephen Jackson a compiere il percorso inverso. Prima di analizzare pro e contro di questa situazione, in attesa ovviamente di valutarla sul campo, c'è da registrare il relativo (ed è un eufemismo) malcontento dei due giocatori che vedete in foto a lasciare le rispettive squadre. Sia Ellis sia Bogut infatti non si sono detti particolarmente dispiaciuti di provare una nuova esperienza dopo anni in cui sono progressivamente diventati gli uomini franchigia di Warriors e Bucks. 
Sul piano tecnico lo scambio aggiunge ai Bucks quella presenza fisica che cercavano da anni a questa parte, dopo gli esperimenti dei vari Biedrins (ancora sul piede di partenza), Gazduric, Amundson e lo stesso Kwame Brown malamente riusciti: finalmente arriva un centro degno di questo nome, in grado di reggere fisicamente contro tutti i pari ruolo e di affiancare David Lee formando una coppia di rimbalzisti davvero niente male. Inoltre il ritorno di Stephen Jackson, già protagonista in quei famosi Warriors del "We Believe" che arrivarono miracolosamente a sconfiggere Dallas in uno degli upset più clamorosi degli ultimi dieci anni, consentirà di non soffrire particolarmente la dipartita di Ellis sotto il piano puramente realizzativo e porterà una presenza esperta e carismatica in un settore, quello delle guardie, che ha sempre richiesto la presenza del famoso "closer", l'uomo che si prende l'ultimo tiro nelle partite decisive.
Per quanto riguarda Milwaukee invece loro potranno aggiungere un realizzatore dinamico, un giocatore che sa crearsi il proprio tiro anche dal palleggio ma allo stesso tempo essere mortifero sugli scarichi di Brandon Jennings che in questo modo potrà essere sgravato dalle responsabilità offensive e concentrarsi maggiormente sulla regia (staremo a vedere se tutto ciò significherà più o meno palle perse per lui); oltre all'ormai ex Golden State i Bucks vanno ad acquisire un lungo molto futuribile e in netta fase ascendente come Ekpe Udoh, autore di diverse prove positive in quintetto con i Warriors quest'anno e che in un ambiente favorevole ai giovani come quello del Wisconsin potrà dire la sua. Su Kwame Brown il giudizio non è eccessivamente negativo poichè nonostante un contratto totalmente immeritato da 7 milioni di dollari la sua durata lo porterà a scadere il 30 Giugno, momento in cui i Bucks potranno liberarsene senza problemi e rimpianti visto che crediamo che non sarà certo l'ennesima squadra nella sua carriera a portargli un qualsivoglia riscatto tecnico.
Come al solito al campo l'ardua sentenza per stabilire chi ci avrà visto giusto in questo primo scambio del mercato NBA, ma all'apparenza nessuna delle due squadre ci ha eccessivamente guadagnato o perso: la classica trade da "vissero tutti felici e contenti".

lunedì 12 marzo 2012

Supermarket Bucks: le due stelle disponibili; Warriors scatenati solo a parole?

di Luca Ngoi


Mancano solo tre giorni alla fine degli scambi in NBA e finora si è parlato tanto ma concluso poco in virtù del fatto che probabilmente in una stagione particolare molte squadre fanno fatica a rischiare con scambi che potrebbero a medio-lungo termine mettere a repentaglio il futuro della franchigia. Negli ultimi giorni però si sono fatte insistenti le voci secondo cui i Milwaukee Bucks sarebbero disposti a privarsi dei due giocatori sui quali di fatto è stata ricostruita la squadra: Andrew Bogut, che stando ad alcune fonti non sarebbe così dispiaciuto di lasciare il Wisconsin, e Brandon Jennings il quale sarebbe disponibile per "il giusto prezzo", così come riporta il sito hoopshype.com. Viene da chiedersi a questo punto come farebbe Milwaukee a sopportare la cessione di entrambi, e proprio per questo motivo crediamo che da qui a tre giorni potrebbe essere ceduto soltanto uno dei due, più precisamente mi sento di puntare su Bogut, il quale potrebbe essere più facilmente rimpiazzato magari acquisendo una prima scelta in un draft che in quanto a lunghi di talento sembra essere piuttosto provvisto.


Rimanendo in tema di squadre che finora hanno soltanto parlato e operato poco concretamente sicuramente i Golden State Warriors sono stati quelli più "attivi" in questo senso, con una serie pressochè infinita di giocatori seguiti (Josh Smith, Jamaal Crawford e Dwight Howard su tutti), ma nessuno acquistato. Nella giornata di oggi però si è fatto insistente l'ennesimo "rumour" secondo il quale sarebbe pronta una trade sull'asse San Francisco-Orlando che potrebbe portare ai Magic Monta Ellis, Dorell Wright e Andris Biedrins in cambio della grande sorpresa dell'anno, Ryan Anderson, JJ Redick, Hedo Turkoglu e Quentin Richardson. Uno scambio per il quale i Warriors andrebbero ad aggiungere una pericolosità impressionante sul perimetro acquistando quattro tiratori da tre inarrestabili e un rimbalzista molto sottovalutato come Anderson, la cui presenza nello scambio però ci fa nuovamente dubitare, visto che i Magic non hanno un grandissimo bisogno di uno scorer elettrizzante ma poco concreto come Ellis e di un lungo deludente come Biedrins. Insomma, anche questa trattativa ci sembra piuttosto difficile da realizzare, ma la storia ci insegna che tutto è possibile negli ultimi giorni di mercato e alla fine non ci stupiremmo di vedere realizzato anche questo scambio. 
Chiudiamo con la notizia di un ritiro dai campi: quello di TJ Ford, ex grandissima stella a livello di college con Texas, passato poi in NBA con le maglie di Toronto, Indiana e San Antonio e visto anche brevemente quest'autunno in Europa con il Cibona, dove ha avuto il tempo di sfornare una gara da 10 assist prima di ritornare negli States e infortunarsi nuovamente ad un collo che gli aveva già dato noie in passato. Rimane il rimpianto di non averlo mai visto esprimere tutto il grande potenziale di cui era dotato, ma chissà che non ci sia il tempo di vedere un suo ritorno un giorno magari non troppo lontano.

giovedì 8 marzo 2012

Mercato NBA, si lavora ad uno scambio Minnesota-Portland

di Luca Ngoi


La trade deadline del 15 Marzo si avvicina in maniera sempre più imminente e tra le squadre più attive alla ricerca di rinforzi figurano i Minnesota Timberwolves, che avrebbero messo gli occhi sulla guardia dei Blazers Jamaal Crawford. Le voci più insistenti parlano di uno scambio che coinvolgerebbe il rookie Derrick Williams e il centro serbo Nikola Pekovic, che sta vivendo la sua miglior stagione in NBA a suon di doppie doppie vere o sfiorate, ma il giornalista della ESPN Chad Ford, uno dei più informati sulle trade NBA, sostiene che essendo Crawford in scadenza di contratto e senza particolare voglia di allungare il suo accordo con Portland i Blazers potrebbero anche accontentarsi del solo Luke Ridnour.

Lo scambio dunque potrebbe avvenire in quanto i Blazers piuttosto che perdere il loro sesto uomo per niente la prossima estate si potrebbero anche accontentare di quello che resta uno dei pochi playmaker puri in circolazione nella Lega come Ridnour, che con i Milwaukee Bucks due anni fa aveva vissuto una stagione ottima portando la squadra ai playoff con un sistema di gioco abbastanza simile a quello dei Blazers, dove comunque andrebbe a fare il cambio di Raymond Felton, altro giocatore con la valigia pronta (direzione Lakers?). Insomma, l'intreccio di storie e di scambi in NBA non è ancora finito, anzi sta per entrare nel vivo proprio adesso dunque rimanete sintonizzati perchè da qui al 15 Marzo ci saranno parecchie novità a riguardo.

mercoledì 1 febbraio 2012

Mercato NBA, Dwight Howard attacca i suoi stessi compagni. Vendesi Kaman

di Claudio Pavesi


Finisce il calciomercato ma in NBA si continua a parlare di trade importanti infatti sono sempre di più le voci che riguardano Dwight Howard. Il centro dei Magic si è detto molto deluso dalle ultime sconfitte (4 in fila) tanto da essere arrivato a gridare negli spogliatoi contro i suoi stessi compagni apostrofandoli come svogliati dicendo anche "Se non volete impegnarvi allora statevene a casa, non voglio essere preso come uno che se ne frega, sono qui per dare il massimo." Parole forti quello del numero 12 che infatti ha dato vita a voci interessanti sul suo futuro, un esempio? A inizio stagione aveva dichiarato di non avere interesse a giocare nei Bulls mentre proprio ieri ha detto che sarebbe onorato di giocare con l'MVP Derrick Rose ma allo stesso tempo non chiude la porta ai Lakers nè tanto meno ai Nets, Un Howard quindi che non vede l'ora di sperimentare una nuova piazza, preferibilmente una in cui si usi un sistema diverso da quello dei Magic, con più pick'n'roll, probabilmente lo schema che esalta maggiormente le qualità del Superman di Orlando. Ricordiamo che Dwight Howard ha compiuto 26 anni da neanche due mesi e fu selezionato con la prima scelta assoluta del draft 2004 di conseguenza questo è il suo ottavo anno in NBA ed è anche l'ottavo anno in cui mette a segno una doppia-doppia di media con oltre il 52% dal campo, quest'anno infatti sta viaggiando con 20 punti, 15 rimbalzi e 2 stoppate di media con il 55% dal campo, niente male vero? Aggiungiamo anche che quello del prossimo febbraio sarà il suo sesto All-Star Game per non parlare del fatto che il suo palmares comprende anche un titolo di Rookie dell'anno e il premio di Miglior Difensore dell'anno, sempre vinto da Superman nelle ultime 3 stagioni. Sicuramente i Magic non lo faranno partire in cambio di nulla quindi bisognerà vedere quale sarà la squadra disposta a fare le maggiori follie per accaparrarselo ma purtroppo per scoprirlo non ci resta che aspettare.


Un'altro giocatore ufficialmente sul mercato è Chris Kaman ma in questo caso per volere del club, infatti i New Orleans Hornets non si sono detti soddisfatti dal centro col passaporto tedesco arrivato nello scambio che ha portato Chris Paul a "Lob City" Los Angeles. Il ventinovenne giocatore degli Hornetsi è stato addirittura messo nella lista degli inattivi già dal 24 gennaio e per questo non vedrà il campo finchè non verrà scambiato, non che questa sia una grande perdita per New Orleans dato che Kaman non giocava così pochi minuti dall'anno da rookie e non metteva a segno statistiche così basse dal suo secondo anno in NBA e, come se non bastasse, non ha mai avuto una percentuale al tiro più bassa di quella di quest'anno nella sua intera carriera. anche fisicamente Kaman crea qualche dubbio dato che solo nell'anno da rookie è riuscito a giocare tutte le 82 partite della stagione mentre proprio l'anno scorso ha toccato il suo minimo in carriera a livello di presenze, 32 partite e solo in 15 di queste partendo in quintetto. Non dobbiamo dimenticarci però che è anche un lungo dotato di grande fisico e una sorprendente tecnica in post basso, caratteristiche che lo hanno portato a essere la sesta scelta assoluta nel Draft 2003, subito dopo Dwyane Wade, e che gli hanno permesso di essere selezionato all'All-Star Game 2010 quindi, anche se le sue azioni sono in ribasso, puntare sul centro nativo del Michigan ma di passaporto tedesco potrebbe rivelarsi una scelta vincente, non per niente il General Manager degli Hornets ha dichiarato che già cinque squadre hanno avanzato offerte interessanti per il giocatore in questione ma New Orleans è stata chiara, vuole scelte ai draft futuri oltre a giovani talenti o in alternativa giocatori all'ultimo anno di contratto. Parte ufficialmente il toto-Kaman, per sapere quale sarà la sua prossima casa oltre ad altre succose notizie di mercato ovviamente il sito da visitare resta sempre basketzonertp.blogspot.com.



sabato 28 gennaio 2012

Mercato NBA, Arenas ai Lakers? I Raptors cedono Calderon?

di Luca Ngoi


Il mercato NBA, si sa, è la meno esatta delle scienze inesatte, e come tale riserva sempre sorprese. Le ultime notizie di questi giorni riguardano una vecchia superstar caduta un po' in disgrazia e un playmaker spagnolo che forse si è stufato di rimanere in un contesto perdente.
Stiamo parlando di Gilbert Arenas e Josè Calderon, rispettivamente free agent e giocatore dei Toronto Raptors che si stanno prendendo le prime pagine e le home page di siti e giornali in queste piovose giornate di Gennaio.
Partiamo dall'ex Agent Zero, che sarebbe stato richiesto dai prestigiosi Los Angeles Lakers, da alcuni anni alla ricerca di un regista per sostituire il sempre più anziano Derek Fisher. Arenas si sarebbe detto ben entusiasta di unirsi ai Lakers, dove ritroverebbe il suo vecchio compagno a Washington, Steve Blake, attualmente una delle limitate opzioni nel back court angeleno che lui potrebbe arricchire con la sua fantasia, la sua creatività e anche il suo dinamismo, soprattutto se ritornasse quello dei bei tempi. Dopo che i Magic hanno esercitato la famosa "amnesty clause" su di lui, il ragazzo nativo di Tampa ma cresciuto a Los Angeles (ecco un altro dei motivi per cui sarebbe entusiasta di diventare un gialloviola) ha continuato ad allenarsi al sole della Florida perdendo notevolmente peso, particolare importante per lo staff tecnico dei Lakers che sarebbe disposto a puntare sull'ex Wizard soltanto se in condizioni fisiche decenti.
L'altra storia di mercato che vi proponiamo oggi riguarda, come detto, Josè Calderon, playmaker che i Raptors vorrebbero cedere nonostante alcuni dichiarazioni ufficiali degli scorsi giorni che sostenevano l'esatto contrario. Quello tra lo spagnolo e la franchigia canadese infatti è un rapporto che si trascina da qualche anno, e più precisamente dall'estate del 2010, quando i Raptors avevano praticamente concluso lo scambio che avrebbe portato il playmaker a Charlotte in cambio di Tyson Chandler. Da lì in poi le due parti si sono sempre sopportate ma mai troppo amate, tra infortuni e problemi di vario genere, fino ad arrivare ad oggi, quando Calderon è sì un playmaker da 10.6 punti e 8.7 assist di media ma l'anno prossimo andrebbe a guadagnare ben 11 milioni di contratto, che Toronto non vorrebbe accollarsi; ecco dunque la volontà di scambiarlo, possibilmente per un altro playmaker in vista del draft del prossimo anno in cui i "dinosauri" dovrebbero avere una delle primissime scelte. Non si è ancora parlato concretamente di quali potrebbero essere le squadre interessate, ma seguendo l'identikit di ciò che i Raps richiederebbero potrebbero essere coinvolti i Knicks o i Lakers. Ovviamente sono ancora voci non confermate, così come quella che potrebbe vedere il club usare la "amnesty" in estate per liberarsi dell'oneroso contratto del nazionale iberico nel caso non riuscissero a piazzarlo prima della deadline del 15 Marzo.
Insomma, teniamo gli occhi aperti su questa e su molte altre situazioni di un mercato che fino alle idi di Marzo ci terrà col fiato sospeso.