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venerdì 6 luglio 2012

Il ritorno di Brandon Roy per i T'Wolves che pensano in grande, Kidd sceglie i Knicks, continua il caso Ray Allen

di Luca Ngoi

Photo by: Sportsillustrated
Finalmente è successo. Brandon Roy è tornato in NBA dopo un anno di assenza dai parquet d'America e la sua scelta finale è caduta sui Minnesota Timberwolves, che hanno deciso di puntare fermamente sul ragazzo facendogli firmare un contratto di due anni per 10 milioni di dollari. I T'Wolves dunque aggiungono un tassello importante ad una squadra sempre più interessante e che con Ricky Rubio in regia e Kevin Love nel settore lunghi punta decisa verso i playoff. Il pezzo mancante era proprio una guardia realizzatrice in grado di sfruttare gli assist del playmaker spagnolo e allo stesso tempo di rappresentare una doppia minaccia per le difese avversarie, che dovranno concentrarsi allo stesso tempo su di lui e sul sopra citato Love. Ma i Lupi del Minnesota potrebbero non aver terminato qui il loro mercato in quanto potrebbe arrivare in seguito ad un sign and trade che porterebbe a Portland Derrick Williams e Martell Webster (per lui sarebbe un ritorno), Nicolas Batum al quale lo staff di Minny ha presentato un'offerta che i Blazers però possono sempre pareggiare.
Si muove molto il mercato dei playmaker intanto perchè dopo l'arrivo a Hollywood di Steve Nash nella nottata italiana di ieri anche un altro grande vecchio del basket NBA ha trovato una nuova sistemazione. Parliamo di Jason Kidd, che in seguito ad un clamoroso voltafaccia ha deciso di rifiutare l'offerta dei Dallas Mavericks per firmare un triennale con i New York Knicks ed andare alla ricerca di un alloro assieme a Carmelo Anthony e Amar'e Stoudemire. 
Per un play che arriva un altro potrebbe lasciare la Grande Mela, visto che Jeremy Lin, il fenomeno mediatico (ma non solo) della scorsa stagione, ha ricevuto un'offerta da parte degli Houston Rockets i quali hanno offerto un contratto da 30 milioni alla guardia di origine taiwanese, ma anche in questo caso New York ha la possibilità di pareggiare l'offerta e di trattenere il suo numero 17. I Rockets ad ogni modo si vedono costretti ad operare in maniera cospicua sul mercato, visto che hanno già perso Dragic tornato a Phoenix e adesso potrebbero seriamente perdere anche Kyle Lowry in direzione Toronto (dove è sempre più vicino Landry Fields, offerti 20 milioni di contratto) in cambio di una prima scelta futura.
Parliamo per concludere del mercato che riguardia le shooting guards, con il caso Ray Allen che continua a tenere banco. Il miglior tiratore da 3 della storia della Lega sta sempre vagliando diverse offerte, tra quella di rinnovo con i Celtics (peraltro quasi sfumata visto l'arrivo di Terry), quella di Miami che però può offrire soltanto 3 milioni di dollari e quella di Memphis, la squadra che ora come ora può offrire di più e che anche per questo sembra la favorita. La vicenda sembra comunque poter volgere alla conclusione nelle prossime ore, esattamente come si è concluso l'affare che ha portato Jamaal Crawford ai Los Angeles Clippers, dove tornerà anche Chauncey Billups che sta sempre recuperando dall'infortunio.

domenica 1 aprile 2012

Si spegne la Linsanity, stagione finita per Jeremy Lin

di Claudio Pavesi
Photo by Getty Images

Finisce così il fenomeno dell'anno, si conclude la Linsational story, si spegne il Super Lintendo. Il 24 marzo Jeremy Lin aveva abbandonato la sfida contro Detroit per un infortunio al ginocchio, in apparenza nulla di grave visto che il playmaker dei Knicks si era recato negli spogliatoi sulle sue gambe ma per sua sfortuna gli esami supplementari hanno rivelato una brutta lesione al menisco che necessiterà un intervento chirurgico.
Il tempo di recupero per un intervento del genere è solitamente di 6 settimane e la regular season dei Knicks finirà tra 4 settimane quindi, se si dovessero rispettare i tempi standard, Lin potrebbe tornare in campo in questa stagione solo se New York dovesse riuscire a raggiungere il secondo turno dei Playoffs, impresa possibile ma non certo scontata visto che i Knicks al momento occupano l'ottava piazza nella Eastern Conference e quindi l'ultimo posto disponibile per la post season.
Lin ha dichiarato di avere solitamente un tempo di recupero dagli infortuni molto veloce e ha aggiunto che, in ogni caso, l'anno prossimo sarà più forte e resistente che mai.
Lin a oggi giocava una media di 27 minuti a gara in cui viaggiava con 14.6 punti, 3 rimbalzi e 6 assist di media.

martedì 6 marzo 2012

Basketzone vi presenta in anteprima il nuovo Jeremy Lin

di Luca Ngoi

Si chiama Chris Tang, professione playmaker della Hampton Roads Academy in Virginia e non stupitevi se tra qualche anno lo vedrete sui parquet di un'arena vicina a voi o perchè no anche della NBA come il "nuovo Jeremy Lin", come è già stato soprannominato nell'ambiente del basket liceale, specialità che sta infiammando con le sue fiammate in campo aperto. Il ragazzo è un sophomore, dunque soltanto al suo secondo anno di liceo dunque è ancora molto presto per definire quali possano essere le sue prospettive tra i professionisti, ma su di lui si è già posato l'occhio di università importanti come Virginia, Virginia Tech, Maryland e Davidson, oltre all'occhio sempre vigile di Harvard che potrebbe dare un ulteriore slancio al suo discreto programma cestistico marciando sulla questione del nuovo "Lincredible". In attesa di vedere Tang su palcoscenici più impegnativi godetevi queste immagini di alcune sue partite in cui è scollinato anche oltre i 40 punti.


martedì 28 febbraio 2012

Matchups: Paola Ellisse

intervista realizzata da: Davide Quaranta.

Torna la rubrica delle interviste di Basketzone RTP, e lo fa con un altro componente del team "Sky" che segue il basket a stelle e strisce: Paola Ellisse, che spazia dalle sue prime esperienze a contatto con la pallacanestro, al progetto da lei sostenuto per i bambini malati, fino ai soliti, immancabili pronostici.

Come e quando è nata la passione per la pallacanestro?
La passione è nata nel 1987, quando ho conosciuto quello che poi sarebbe diventato mio marito, Franco Boselli. Lui cominciava la carriera, io seguendolo ho cominciato ad incuriosirmi nei confronti di questo sport che mi coinvolgeva, ho sentito il desiderio di capire quanto accadeva in campo. Da lui mi facevo spiegare tutto, e lui pazientemente mi ha insegnato.

Visto che è molto tempo che segui il basket come è cambiato secondo te questo gioco col passare del tempo?
E’ cambiato moltissimo. Se oggi guardi una partita degli anni 80 tutti sembrano lenti, tra difensore ed attaccante c’e’ sempre uno spazio che oggi è impensabile, ma soprattutto la differenza si vede a livello fisico. 30 anni fa un Antonello Riva era un unicum, oggi gambe come esplosive le sue sono la norma. In compenso alcune doti tecniche si sono un po’ perse, sacrificate all’atletismo.

C'è stata la violenta esplosione di Jeremy Lin, cosa ne pensi? Potrà durare tanto?
Se Lin non avesse giocato a New York probabilmente non ci sarebbe stata tutta questa risonanza mediatica intorno a lui. Certo, l’exploit di cui è stato protagonista è strabiliante, ma starei con la dichiarazione di LeBron: “ha giocato 11 partite, aspettiamo a giudicare”. Sembra che la testa sia quella giusta, il ragazzo pare avere i piedi saldamente piantati per terra, ma è troppo presto per esprimere qualsiasi parere, e troppo spesso abbiamo visto pronostici ribaltati in questo senso.

Parlando di basket nostrano; Siena è da considerarsi competitiva anche per la vittoria finale in Eurolega?
Siena è senz’altro una possibile protagonista da final four, poi quando sei a quel punto vale tutto. Ci sono ancora 2 mesi, durante i quali puo’ succedere di tutto. Per vincere l’Eurolega essere forti è fondamentale, ma è necessaria anche un po’ di fortuna, quella che per esempio ti porta a competere nei momenti più importanti con il roster al completo e con la testa libera da altri pensieri. L’augurio è che Siena possa arrivarci ed essere al 100%. Farebbe molto bene al nostro basket.

Cosa ne pensi della Milano di questo periodo?Dopo tanti cambiamenti (visto anche l'addio di Nicholas), può migliorare?
Non ho visto Milano con continuità, quindi l’opinione si basa su quanto letto e sul poco che ho visto. La sensazione è che l’Olimpia sia una Ferrari che, non da quest’anno, viaggia con il freno a mano tirato. Ci sono giocatori tecnicamente validi ma un po’ troppo “soft” nell’atteggiamento, ce ne sono alcuni visibilmente in difficoltà “mentale”, dare spazio ai giovani è difficile in una città come Milano dove il “tutto e subito” è necessità; oppure succede che Alessandro Gentile, arrivato in corsa e solo 19enne, prenda i primi 3 tiri in una partita di Eurolega, o l’ultimo tiro a fil di sirena, cosa che in una squadra con gerarchie ferree difficilmente potrebbe succedere. Difficile capire da dove cominciare per trovare gli equilibri.

Passiamo alla Nazionale: il peggio è passato? Con la generazione "d'argento" (l'Under 20) e gente come Della Valle possiamo tornare a sognare?
La Nazionale a mio parere paga il fatto che gli italiani siano stati troppo protetti negli ultimi anni. La regola dei 6 italiani a referto ha fatto in modo che la competitività tra i nostri ragazzi sia diminuita, perché molti di loro trovavano ingaggi a prescindere dal merito. Se a questo aggiungiamo la “fuga di talenti”- cioè il fatto che tanti ragazzini non trovando strutture o società pronte ad accoglierli si siano dedicati ad altri sport – e l’abbandono delle attività giovanili da parte di tante società, è comprensibile che mettere insieme una Nazionale competitiva diventi difficile. La speranza è che i 20enni d’argento diano una spinta ad una crescita che sembra essere iniziata, ma temo che la strada per tornare ai massimi livelli sia ancora lunghetta.

Segui anche il basket femminile, oppure ti limiti a quello più vivace giocato dagli uomini?
Purtroppo non ho mai avuto modo di seguire con particolare attenzione il basket femminile, mi manca il tempo per farlo, e questa è senz’altro una mancanza da parte mia. Com'è avere successo in un campo sportivo prettamente maschile come questo?
Da tempo sono abituata ad essere l’unica donna in un mondo popolato da maschi. Non è facile, sei sempre nel mirino dei critici, perché il mondo dello sport è abbastanza maschilista. Io però sono stata fortunata perché ho trovato persone stupende con le quali lavorare, nessuno mi ha mai fatto sentire a disagio per il fatto di essere una donna. So di essere “diversa”, so che questo mi rende più vulnerabile, e quindi mi obbliga ad essere più forte. E quando mi arriva qualche critica che ritengo gratuita, o qualche insulto, penso che faccio il lavoro più bello del mondo, e la voce di qualche incavolato non potrà mai cambiare questo fatto.

Hai cominciato a Telepiù con calcio e tennis, molti si sarebbero fermati al calcio ,sport più seguito, perchè hai voluto puntare proprio sul basket?
Ho fatto anche la Formula 1, ma il basket è sempre stato il mio punto di arrivo. So che molti avrebbero fatto qualsiasi cosa per andare a bordo campo per una partita della Juve o del Milan, io quando ero all’Olimpico o a San Siro morivo di noia….mentre quando sono in un palazzetto non mi annoio mai! E poi vuoi mettere poter lavorare con gente come Flavio, Federico e tutti gli altri della squadra Sky?

Sei una dei volti del progetto "Primo Salto" che coniuga lo sport alla salute dei bambini, cosa ci puoi dire di questo progetto?
Come qualsiasi progetto che riguarda i bambini, Primo Salto merita tutta l’attenzione da parte di chiunque possa spendere il proprio nome o la propria immagine per sostenerlo. Si spera che possa avere sempre più appoggio anche dal mondo del basket istituzionale. La nostra pallacanestro ha bisogno anche di rendersi utile per tornare a farsi amare.

Ultima domanda al quale tutti sono sottoposti: chi vince l'NBA, chi l'Eurolega, chi l'NCAA e chi la serie A?
Santo cielo, non ho mai indovinato un pronostico nella mia vita! Allora: NBA Miami, Eurolega CSKA, NCAA North Carolina, Serie A Siena. Non molto originale, vero?!

Ringraziando Paola per la sua estrema disponibilità e cordialità, le auguriamo tutte cose belle per il futuro professionale e non, e invitiamo voi lettori a continuare a seguire Basketzone RTP per gli aggiornamenti dal mondo della pallacanestro e per le prossime interessantissime interviste.

sabato 25 febbraio 2012

Il Team Chuck fa suo il Rising Stars Challenge, ma la notizia non sta nel risultato

di Luca Ngoi


Il nuovo formato della nuova Rising Stars Challenge, fu Rookie Challenge, doveva garantire più equilibrio e, se non proprio una partita vera, perlomeno punteggi più umani e magari un minimo di difesa, e invece anche a questo giro si sono ripresentate le care vecchie abitudini, merito delle scelte del "Black Pat Riley", all'anagrafe Shaquille O'Neal che ha interpretato magistralmente il suo ruolo di General Manager scegliendo la bellezza di sei playmaker, ovviamente inadeguati a fronteggiare l'atletismo del Team Chuck, quello messo insieme da un distratto Charles Barkley, che durante la gara ha ammesso candidamente ai microfoni di Craig Sager: "ci pagano per guardare queste partite". Finalmente è stato detto anche questo, ed in effetti solo un personaggio come Sir Charles poteva riuscirci.
Passando alle note "tecniche", se così si possono definire ovviamente non si sono contate le schiacciate, gli alley hoop e le giocate di grande fantasia sciorinate da questi ragazzi, piuttosto vogliosi in generale, con qualche eccezione (leggasi Greg Monroe, visibilmente fuori luogo nel contesto). Tra tutti i rookie e i sophomore mostrati ieri notte citiamo ovviamente l'MVP di serata, quel Kyirie Irving autore alla fine di 34 punti con 9 assist e la perfezione al tiro da 3 con un 8/8 che sicuramente farà sorridere i suoi Cavs che sperano in altrettanta precisione dalla lunga distanza anche alla ripresa delle operazioni, ma assieme a lui meritano una menzione d'onore anche Ricky Rubio, protagonista di quello che a mio modesto parere è il momento (tecnico) della serata, quando si è esibito in un tunnel alla Leo Messi a centrocampo su Demarcus Cousins, per poi finire con un lob per l'alley hoop gentilmente offerto da un Blake Griffin che per la verità si è visto ben poco in campo (soltanto 10:33 minuti di impiego per lui, ma lo ritroveremo domani notte) così come Jeremy Lin, fatto esibire per 8 minuti e spiccioli un po' a sorpresa, dato il momento tutto particolare del taiwanese che, sempre a mia opinione, mi aspettavo giocasse non meno di 20 minuti. Dall'altra parte, oltre a Irving, per il Team Chuck si è visto un John Wall decisamente in palla e con voglia di dimostrare che la sua annata storta è soltanto qualcosa di passeggero, non come la vena creativa di Marshon Brooks, protagonista ma in negativo con quello che a mani basse va annoverato come il "blooper", l'errore della serata, quando da solo sotto il canestro avversario ha provato ad avventurarsi in una schiacciata raccogliendo il rimbalzo sul parquet salvo sbagliare clamorosamente il tempo di salto e impatto con la sfera e rifugiarsi quindi in un passaggio in extremis per la susseguente schiacciata di Evan Turner: esilarante. Proprio come quello che va considerato a tutti gli effetti l'highlight della partita, ma non parliamo di un gesto tecnico, o meglio avremmo potuto parlarne ma non sarà così. Merito di quel burlone di Greg Monroe, come detto estraneo al gioco per 39 minuti salvo riscattarsi proprio nelle ultime battute di gioco con un'azione mai vista, anche in questo tipo di gare. Quando mancano solo pochi scampoli di gioco e tutti stanno ormai visibilmente camminando, anzi si è addirittura fermi, John Wall decide di approfittarne e di improvvisare un suo personale antipasto dello Slam Dunk Contest di oggi e quindi va per la schiacciata roboante dopo un auto-assist con rimbalzo sul terreno di gioco, ma non ha fatto i conti con il simpaticissimo Greg, che proprio nel momento appena precedente il decollo del playmaker dei Wizards interviene sulla palla a spicchi sottraendogliela. Quando sono quasi le 5 del mattino sono cose come queste che ti regalano la soddisfazione di aver resistito fino a quell'ora e di non essere crollato prima. Grazie Greg.

venerdì 24 febbraio 2012

In punta di penna; i rimorsi di Siena, il male delle italiane e...le retate fiscali

di Luca Policastro


Ci scuserete, ma per alcuni motivi tecnici non siamo riusciti a pubblicare la puntata di "In punta di penna" come di consueto nella giornata di giovedì, quindi l'appuntamento slitta a oggi con le consuete opinioni fuori dal coro del nostro Luca Policastro.

Apriamo la nostra rubrica parlando come di consueto dello sport nobile per eccellenza , la pallacanestro. Capitolo Eurolega : Montepaschi  Siena beffata in quel di Bilbao da un tiro , è proprio il caso di dirlo, sul fil di sirena del play spagnolo Raul Lopez . Diciamo che i toscani sono vicinissimi al primo posto nel girone in ogni caso ( devono solo evitare di perdere in casa di 30 punti col Real Madrid) . Curiosità della partita stessa : sembrava che nessuna volesse vincerla con una miriade di falli sistematici, scelte discutibili, palle perse e time out chiamati a pochi secondi dalla fine.

Basket NBA : ultime news riguardo al week end imminente che vedrà protagonista l’all Star Game. Joe Johnson , stella degli Hawks-anche molto sopravvalutato per il sottoscritto- , sarà costretta a rinunciare all’evento a causa di un infortunio. Probabile sostituto Rajon Rondo. No comment al riguardo…
Partita più interessante della notte appena di mercoledì : Miami –Sacramento giocatasi a South Beach. Innanzitutto per rimarcare lo stile di gioco dei Fuochi  voluto quest’anno da Spoelstra,  è rivoluzionario anzichenò; sicuramente invogliato dall’atletismo straripante del duo Wade-LeBron il coach di origine filippine sta facendo girare a mille la sua formazione. Molto spesso sembra di vedere giocate appartenenti ad altri sport come la pallavolo (certe stoppate sembrano la cosiddetta “veloce” o il football americano per i passaggi a una mano a tutto campo stile quarter-back). Se continuano di questo passo e con questo ritmo non si vede chi possa batterli a giugno.
Vorrei segnalarvi un giocatorino niente male che milita nelle file dei Kings : Isaiah Thomas ( c’è una “a” in più) autore di 20 punti … direte voi, nella partita? No no nel terzo quarto con 5/6 al tiro pesante. Nota di colore : questo viene fischiato a NYC perché ricorda il più famoso Isiah non molto amato nella Grande Mela per le cervellotiche scelte (vedi trade Melo e Co coi Nuggets).
Restando sulle rive del fiume Hudson esprimo la mia opinione sul fenomeno(da baraccone ) Jeremy Lin : farà sì tanti punti , sarà stato anche decisivo (vedi buzzer beater a Toronto) però per essere il play titolare di una franchigia NBA non puoi perdere così tanti palloni e accentrare il gioco su di te (che poi il tiro è appena buono e quindi c’è sempre la soluzione unica di buttarsi dentro). Evitiamo di paragonarlo a un genio e un fenomeno come Steve Nash. Grazie

Sport minori : Calcio. Champions League . L’andata del primo turno a eliminazione diretta della competizione per le squadre italiane è stata decisamente buona ( 2 su 3 ) e pessima (Inter).
Partiamo dalla sconfitta dei nerazzurri contro probabilmente la peggior squadra del lotto ; Ranieri non può puntare allo 0-0 ( vedi cambio Zarate per Obi a pochi minuti dalla fine) contro una formazione di una pochezza allucinante. Han fatto diventare buono questo Ayew che finora era conosciuto per essere discendente di A.Pelè . Applauso invece al Napoli che ha schiantato un Chelsea timoroso, provo di idee guidato in panchina da uno che a Mourinho non può pulire nemmeno le scarpe. Sarà un caso ma 2 partite che manca il tecnico di Livorno 2 vittorie , 6 gol fatti e 1 subito .
Accenno d’obbligo merita la sfida di San Siro di domani.  Sfida che scaramanticamente non pronostico e che è sicuramente da tripla nella Schedina. Dai ragazzi, dai ragazzi, dai ragazzi (cit.)


Extra sport : siccome siamo in periodo di esami universitari e son certo che molti lettori siano attanagliati da questa incombenza , colgo l’occasione per portare tutto il mio disprezzo verso quella categoria di persone che scrive sui vari social network tutti i propri voti ottenuti in sede di esame(se son superiori al 27) o che ci scartavetra i cosiddetti con stati descriventi le loro paranoie o insicurezze quando son sicuri che ,avendo studiato 30 ore al giorno , prenderanno 30 e lode. BASTA, PAR PIASE’

E’ finito il festival di Sanremo : non sto qui a criticare o incensare la manifestazione perché questo è proprio il genere di eventi che spezza in due l’opinione pubblica quindi io me ne guardo bene da ripetere cose banali e trite. Penso però che se nel nostro paese dobbiamo fare una questione di stato perché Belen porta o non porta l’intimo , Celentano dichiara che dona i suoi compensi  ai bisognosi (se non l’avesse fatto chissà !) , e la valletta che ha la cervicale e  ride come un cavallo ecc ecc . Ecco discorsi simile me li sarei aspettati dal parrucchiere sotto casa ma non da programmi televisivi (o pesudo tali) che su questi “temi” ci facevano intere puntate. UN PO’ DI RISPETTO E ALLORA…

Capitolo retate fiscali : invece di stupirci del fatto che si facciano dei controlli approfonditi sui vari esercizi commerciali perché non ci incazziamo che in occasione degli stessi i negozi in questione facciano introiti maggiorati del 200 o 300 % ? Invece di lamentarsi sul fatto che i controlli facciano scappare i clienti non possiamo chiederci il perché questo succeda ? Se in Italia nonostante tutto non cambia mai niente un motivo ci sarà ed è troppo comodo dare sempre la colpa a chi ci governa nonostante questi non ne siano esenti.

giovedì 16 febbraio 2012

Gara delle schiacciate, ecco chi parteciperà


di Claudio Pavesi


Dopo i partecipanti al tiro da 3 punti ecco anche quelli per l'attesissima gara delle schiacciate!
Come sapete non ci sarà Blake Griffin che preferisce riposare considerando che sarà impegnato anche venerdì al Rising Star Challenge Game e domanica nella ben più importante partita delle stelle, si era parlato di Lebron James ma non ci sarà nemmeno lui, i partecipanti infatti saranno Iman Shumpert (New York Knicks), Chase Budinger (Houston Rockets), Derrick Williams (Minnesota Timberwolves) e Paul George (Indiana Pacers).

Due rookies, un sophomore e un terzo anno, nessun nome altisonante ma non pensate per questo che questi quattro ragazzi non siano grandi atleti, Budinger è il più insospettabile di tutti, ala piccola, bianco ma che più bianco non si può, magro e con braccia lunghissime, un saltatore che non ti aspetti.

Iman Shumpert è la guardia rookie dei Knicks, per il gioco che ha New York non li si vede prendere il volo molte volte ma chi lo ha già visto l'anno scorso al college a Georgia Tech sa che cosa è in grado di fare (io personalmente ricordo un paio di schiacciate con rotazione a 360 gradi davvero da far brillare gli occhi). Ad assisterlo nelle schiacciate in coppia con un compagno ci sarà Jeremy Lin, sempre di più il fenomeno mediatico dell'anno, e fresco di convocazione allo Shooting Stars, competizione in cui si sfidano quattro squadre composte da tre giocatori ciascuna, una donna, un giocatore del passato e uno del presente.

Paul George è probabilmente il più esplosivo di tutti, ala piccola dei Pacers al secondo anno da Fresno State, saltatore prodigioso e assiduo frequentatore delle Top 10 per le migliori giocate settimanali, personalmente è l'uomo su cui punterei il mio dollaro per la vittoria finale e non lo dico solo perchè sono tifoso dei Pacers.

Derrick Williams è la seconda scelta assoluta del Draft di quest'anno proveniente dagli Arizona Wildcats come Chase Budinger anche se i due si sono mai incontrati nel campus dato che hanno frequentato in periodi diversi. Williams è una forza della natura, 109 chili di potenza perfettamente sparsi su 203 centimetri, può non essere particolarmente veloce ma parlando di verticalità è probabilmente il migliore della competizione inoltre potrebbe anche portarsi il suo compagno Ricky Rubio come come assistente per la schiacciata in coppia. Williams è molto chiacchierato ultimamente perchè, a quanto pare, Minnesota lo avrebbe offerto ai Lakers in cambio di Pau Gasol, sarà vero? Con che maglia parteciperà allo Slam Dunk Contest del 25 febbraio ad Orlando? Restate su Basketzone RTP per saperlo.

giovedì 9 febbraio 2012

In punta di penna; NBA tra infortuni e sorprese. In Eurolega invece...

di Luca Policastro


Premessa : nonostante i complimenti ricevuti , per questa settimana niente più “pensieri in libertà” per due motivi essenzialmente : il primo non ho cose interessanti da raccontarvi., il secondo – diretta conseguenza del primo- non vorrei appunto annoiarvi con banalità insulse.
Ecco perché ritornerò a scrivere sullo sport più bello al mondo e su suo fratello minore.
Mondo NBA : in copertina ci metto una notizia che non avrei mai voluto scrivere. Il Gallo, in lizza per un posto nel roster dell’Ovest per il prossimo ASG , purtroppo dovrà dare in ogni caso forfait a causa dell’infortunio occorsogli al piede in occasione del match interno dei suoi Nuggets contro i Rockets (poi perso tra l’altro) . Per lui si prospetta uno stop di circa un mese quindi anche volendo non potrà scender in campo con le altre stelle.
Altro grave incidente del quale si deve rendere conto è quello capitato a Chauncey Billups ; il play-guardia di Los Angeles  si è fermato quasi in contemporanea a Danilo ma sfiga vuole che probabilmente quella gara è stata l’ultima disputata dal buon Chauncey sicuramente in stagione e forse in carriera.
Passiamo alle note liete della settimana americana : una di queste , se non quella più incredibile , è Jeremy Lin . Come avrete sicuramente letto negli approfondimenti curati dal nostro blog questo playmaker di chiare origini cinesi ha realizzato due prove oltre il ventello permettendo ai New York Knicks di vincere altrettante partite e a D’Antoni di salvare la panchina che era più che mai traballante. Sicuramente dopo questo inizio di stagione come si poteva dare torto a Walsh e compagnia anche se pareva il tutto fosse stato orchestrato da quella volpe (asino ? ) di Isiah Thomas (che non si capisce come , dopo aver fatto più danni della grandine, sia ancora preso in considerazione dalla dirigenza della squadra della
Grande Mela). 
Personaggio della settimana : Paul Pierce. L’ala di Oakland ha superato una leggenda in biancoverde come Larry Bird in fatto di punti segnati in maglia Celtics (oltre 21 mila) . Non mi sento di aggiungere altro se non i miei personali complimenti a The Captain ancd The Truth ( Bagatta cosa ne penserà ? …) augurandogli altri successi a Bean Town e di poter raggiungere il top scorer Havlicek oltre i 26 mila punti.

Eurolega : complimenti alle due compagini italiane in campo ieri , Milano e Siena, che si son sbarazzate più (Siena ) o meno (Milano ) facilmente di Malaga e Kazan. Per Siena ormai playoff sono praticamente una certezza mentre per Milano restano sempre un miraggio ma si sa mai che l’oasi sia più reale di quanto sembri.

Sport minori . Calcio. Diamo spazio alla Coppa Italia (o Tim cup) con la semifinale di andata disputatasi ieri a San Siro tra Milan e Juventus. La fiera dell’antisport, giocatori pagati milioni di euro l’anno per rincorrere stancamente e svogliatamente il pallone. Cosa serve giocare queste partite se le squadre non le onorano come si deve ? Non voglio essere demagogico né populista però bisognerebbe avere più rispetto per la componente tifosi sempre più bistrattata (stadi non all’altezza, norme da prigione per entrare negli impianti-controlli,schedature ecc- , partite penose) e invece componente fondamentale e imprescindibile di qualunque sport degno di chiamarsi tale.

mercoledì 8 febbraio 2012

Who is Jeremy Lin? Scopriamo il cinesino che sta facendo impazzire New York

di Luca Ngoi


Da prossimo giocatore da tagliare a super star e idolo del Madison Square Garden in poche ore. Anche questo è possibile nella Lega sportiva più pazza del mondo, che quest'anno è se possibile ancora più esasperata da un calendario concentrato in pochi mesi nei quali vengono giocate partite una affianco all'altra. Ed è questo ciò che è accaduto al giovane Jeremy Shu-How Lin, playmaker classe '88 dei New York Knicks e prodotto dell'università di Harvard, probabilmente se non la prima una delle migliori tre in ambito accademico, ma sicuramente non un college di elite in ambito sportivo, nel quale i campioni non si sono praticamente mai visti.
Anche il ragazzo di origini cinesi, fino a pochi giorni fa, era solo uno dei tanti playmaker bianchi transitati dalla NBA, dotato di un buon ball-handling, un buon passaggio e poco altro, insomma uno di quei giocatori buoni solo per un po' di sano garbage time, da fare entrare quando la squadra è sopra o sotto di 25 per dare riposo ai titolari. E invece nel "derby" contro New Jersey qualcosa è scattato nel numero 17, che ha letteralmente preso per mano la squadra segnando 25 punti in 36 minuti aggiungendo anche 7 assist, e fin qui tutto bene nel senso che una prova "monstre" all'anno, da un giocatore che viene dal nulla te la potresti aspettare. Il copione inizia a prendere una piega inaspettata quando le prestazioni strepitose diventano due. Nella scorsa notte infatti si giocava Knicks-Jazz, e a complicare il tutto c'era anche l'infortunio occorso a Carmelo Anthony, che privava i padroni di casa della loro unica punta di diamante (vista anche l'assenza di Stoudemire causa morte del fratello), e invece a sbrogliare la matassa ci ha di nuovo pensato Lin, che si è addirittura superato mettendo a segno 28 punti in 45 minuti di impiego conditi da 8 assist e 2 palle rubate, inutile dire che siano tutti record in carriera per un giocatore che l'anno scorso, da rookie, ha giocato la miseria di 29 partite con i Golden State Warriors producendo 2.6 punti e 1.4 assist a gara e che, come detto, alla vigilia della gara contro i Nets sembrava dovesse essere tagliato anche da New York. Come se non bastassero tutti questi elementi a rendere straordinaria la storia si aggiunge il fatto che Jeremy aveva avuto contatti con diverse squadre italiane (Teramo, Cantù e Roma per la precisione), sia durante il lockout sia a stagione NBA iniziata e quindi avrebbe potuto giocare in qualche palazzetto a voi vicino e probabilmente dominare allo stesso modo, se non ancora di più, su palcoscenici europei sicuramente più adatti a lui per un inferiore livello di atletismo e per la maggior coralità del gioco.
New York e gli Stati Uniti in generale sono particolari perchè si affezionano subito alle storie da film che si verificano nella vita reale e in questi giorni Jeremy Lin è diventata una vera e propria mania. I suoi "followers" su Twitter sono più che raddoppiati in pochi giorni, i media hanno coniato soprannomi appositi scomodando miti del gioco come Vince Carter, se è vero che qualcuno ha da poco soprannominato il prodotto di Harvard Lin-Sanity in onore del vecchio Vince che schiacciò in testa proprio a un futuro Knick come Frederic Weis in quelle Olimpiadi del 2000. Insomma, corsi e ricorsi storici che si rincorrono anche per Jeremy Shu-How, una vita da film. E potremmo essere soltanto all'inizio.