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martedì 10 aprile 2012

Lamar Odom dice addio ai Dallas Mavericks


Di Claudio Pavesi
Kobe e Lamar torneranno a giocare insieme?
Photo by Steven Dunn / Getty Images

Nella marcia di avvicinamento ai Playoffs è normale che alcune squadre NBA diano una sistemata al proprio roster eliminando qualche nome dal libro-paga della dirigenza ma quest'anno i Dallas Mavericks hanno portato a termine uno dei "tagli" più inaspettati degli ultimi anni quando ieri hanno ufficializzato il rilascio di Lamar Odom. La mossa dei Mavericks risulta parecchio strana considerando che il giocatore in questione è il vincitore del premio come miglior sesto uomo NBA della scrsa stagione e che mancano solo 9 partite alla fine della stagione regolare, una stagione complessa per Dallas dato che al momento si trova nel bel mezzo di una lotta per la conquista di un posto alla post season, attualmente infatti occupa la settima piazza con lo stesso record di Denver, ottava, ma dovrà fare attenzione agli attacchi di Phoenix e Utah, rispettivamente nona e decima a Ovest a una sola vittoria di distacco dalla ormai ex squadra di Odom. L'ala trentaduenne 2 volte campione NBA con i Lakers stava avendo una delle sue peggiori stagioni da quando è arrivata in NBA, se confrontiamo le cifre stagionali con le sue medie in carriera possiamo notare come abbia dimezzato praticamente ogni cifra, dai punti ai rimbalzi, dagli assist alle stoppate, anche se molto probabilmente tutto ciò è dovuto allo scarso utilizzo che coach Rick Carlisle ha voluto fare di Lamar, limitando il suo impiego a soli 20 minuti a gara, niente a che vedere con i 33 minuti a gara che gli venivano concessi da Phil Jackson ai Lakers. Lo scarso minutaggio è stato uno dei motivi fondamentali dell'abbandono di Odom che ha rivelato di essersi trovato d'accordo con la dirigenza riguardo il suo allontanamento dai Mavs, motivo per cui è stato difficile trovare un accordo. Odom non è stato effettivamente tagliato da Dallas, è stato semplicemente allontanato dalla squadra, per cui continuerà a essere presente nei tabellini di Dallas ma sarà segnato come "inattivo" anche se non prenderà parte nemmeno agli allenamenti di squadra, ciò vuol dire che i diritti su Odom restano nelle mani di Mark Cuban che potrà decidere di scambiarlo il giorno del Draft, in caso contrario, l'anno prossimo, potrà firmare con qualsiasi squadra disposta a versare a Dallas 2,8 degli 8,2 milioni di dollari del contratto dell'ex Laker necessari per liberare Lamar dall'opzione che lo lega ai Mavericks anche per la stagione 2012/2013. Per quanto riguarda questa stagione Odom continuerà a percepire ciò che resta del suo stipendio pur restando seduto sul divano di casa (bella mossa Lamar!).
Metta World Peace continua
a scherzare con Odom
Photo by Stephen Dunn / Getty Images
Sono stati in molti a interessarsi del "caso-Odom", anche Metta World Peace ha voluto dire la sua con queste parole: "Certo, Odom potrebbe tornare ai Lakers, in questa stagione potrebbe fare il Ball-Boy, ci darebbe una grande mano ascigando il parquet e passandoci qualche asciugamano fino alla fine dei Playoffs, sarebbe l'unico Ball-Boy in grado di giocare a basket, mentre l'anno prossimo potrebbe tornare effettivamente a giocare." Ovviamente le parole del veterano dei Lakers non volevano essere per niente maligne dato che Metta è uno dei migliori amici di Odom fin dai tempi del liceo, quando ancora il suo nome era Ron Artest. Scherzi a parte il ritorno di Odom ai Lakers, o comunque a Los Angeles, è un'opzione più che probabile in vista della prossima stagione.

lunedì 5 marzo 2012

La vendetta è un piatto che va servito...con la maschera.

di Davide Quaranta.
"
Non svegliare il can che dorme" diremmo noi in Italia. Forse è anche quello che ha pensato ieri sera (pomeriggio a Los Angeles) Dwyane Wade quando, all'interno della "Noche Latina" ha visto Kobe Bryant mitragliare a ripetizione la retina dei canestri dello Staples Center. La guardia dei Los Angeles Lakers ha ritrovato da avversario proprio Flash, colpevole di un duro fallo durante l'All Star Game di Orlando che gli ha provocato la frattura del naso con conseguente maschera da gioco (qui sotto il fallo di Wade su Kobe).


Subito dopo il duro colpo, il Mamba ha dichiarato (probabilmente per non agitare ulteriormente le acque) di non voler nessun tipo di vendetta contro l'amico-rivale. Nonostante queste parole di circostanza, tutta la NBA si aspettava una reazione da parte della bandiera gialloviola, e questa reazione non si è fatta pregare: nei primi tre minuti di gioco, Kobe ha segnato 10 punti sulla faccia di Wade senza errori al tiro, dimostrando uno strapotere tecnico che da tanto non si vedeva (se si esclude la serie di quattro partite consecutive oltre i 40 punti). Il "24" non ha però finito così, terminando a 20 punti (con 8/11 al tiro) il primo tempo, tanti quanti la coppia LeBron-Wade, e, a metà quarto quarto, costringendo proprio Flash (abbastanza contrario alle decisione arbitrali) ad abbandonare il campo per falli.
Bryant ha chiuso la partita con 33 punti con 9 errori al tiro (su 23 tentativi), segnando nei momenti in cui "El Heat" sembravano poter rientrare e spaventare gli Angeleni.
Da segnalare anche l'ottima prestazione di Metta World Peace e di Andrew Bynum, autore di 16 punti e 13 rimbalzi. Per Miami si salva solo James, che mette a referto 25 punti, 13 rimbalzi e 7 assist.

Probabilmente Kobe non è più considerato il giocatore più forte della lega, ma ancora una volta, quando tutti lo davano per "morto", ha dimostrato che, per il passaggio di testimone ci vorrà ancora qualche tempo. Ancora per un po' giocherà con la maschera protettiva, che sembra dargli linfa vitale sul campo di gioco. Che l'America abbia trovato un nuovo supereroe nel "Masked Mamba"? Staremo a vedere.
Il famoso "viale del tramonto" lo ha imboccato, ma deve avere trovato traffico. [cit.]