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domenica 15 aprile 2012

David West manda all'ospedale la mascotte di Cleveland


di Claudio Pavesi
David West in azione con Indiana
Photo by Chris Chambers / Getty Images

Da quando Lebron James ha abbandonato i Cavaliers, la città di Cleveland ha perso la sua più importante (e forse unica) attrattiva non solo dal punto di vista cestistico. I Cavaliers non hanno più avuto molta attrattiva e non ci sono più stati molti highlights nelle loro stagioni. Fino ad oggi. Recentemente Cleveland ha affrontato gli Indiana Pacers di David West, da sempre ritenuto uno dei giocatori più tranquilli e buoni di tutta l'NBA, non certo un giocatore sullo stile del trio Ron Artest-Jermaine O'Neal-Stephen Jackson, gruppetto che si è fatto più volte conoscere per i propri comportamenti sopra le righe come ad esempio la famosa rissa del Palace of Auburn Hills a Detroit il lontano 19 novembre 2004. David West però questa volta è entrato nel gruppo dei grandi "picchiatori" dei Pacers quando ha mandato all'ospedale la mascotte dei Cavaliers, il cane Moondog, anche se è giusto precisare che è stato un incidente.
Moondog prima della "rissa"
Photo by msn.com
Moondog è solito divertirsi ingaggiando finte risse con giocatori e allenatori avversari nel prepartita ma, purtroppo per lui, o meglio, purtroppo per la persona all'interno di Moondog, questa volta ha iniziato una finta scazzottata con David West che però si è fatto prendere leggermente la mano, cosa non certo piacevole dato che il West in questione porta a spasso 109 chili in un corpo da 206 centimetri. Dopo un breve scambio di pugni l'ala dei Pacers ha rifilato due montanti al morbido volto del cane dei Cavaliers che è crollato al suolo dolorante e, successivamente, è stato obbligato a recarsi in ospedale per medicare l'occhio ferito. West non si era nemmeno reso conto dell'accaduto ma, nella conferenza stampa post-partita, alcuni giornalisti divertiti gli hanno comunicato l'accaduto e West, imbarazzatissimo, si è prontamente scusato: "Stavamo giocando poi a un certo punto è crollato a terra, è stato un incidente, credevo scherzasse. Spero davvero stia bene, mi sento malissimo a riguardo e voglio solo che sappia che mi dispiace moltissimo."
L'ex New Orleans Hornets non l'ha fatto di certo apposta ma c'è da dire che è stata una scena piuttosto comica soprattutto perchè Moondog è stato visitato in campo dal medico dei Cavaliers quando ancora aveva addosso tutto il costume da cane, testa compresa.
Moondog soccorso dallo staff di Cleveland
Photo by Presswire
Con Moondog si allunga nuovamente la lista degli infortunati dei Cavaliers, il suo recupero dovrebbe essere piuttosto rapido ma, anche in caso contrario, non credo che Cleveland si affretterà a cercare un sostituto, magari promuovendo la mascotte della squadra della D-League.

mercoledì 8 febbraio 2012

La lite Kevin Love - Luis Scola e la rabbia di Mike Brown. Siete sicuri che l'NBA sia "soft"?


di Claudio Pavesi


Molti dicono che l'NBA stia diventando soft rispetto al passato e che non ci siano più le rivalità di una volta, a questo proposito negli ultimi giorni due giocatori si sono impegnati per smentire la diceria, Kevin Love dei Minnesota Timberwolves e Luis Scola degli Houston Rockets. L'argentino infatti, provando a salvare un palla diretta fuori dal campo, aveva tirato una vera e propria fucilata nel basso ventre della stella di Minnesota costringendolo ad una sosta in panchina per riprendersi. Love era convinto dell'intenzionalità della mossa di Scola e ha pensato bene di vendicarsi nell'incontro successivo tra le due squadre in cui prima ha rifilato la classica "mannaiata" in occasione di un tiro dell'ala dei Rockets mandandolo a terra e successivamente, dato che il fallo di Love incredibilmente non era stato sanzionato, ha pensato bene di infierire tirando un calcio in faccia all'argentino. Il fatto è strano perchè Love non è famoso per essere un giocatore sporco, ciò nonostante Scola non si è arrabbiato e ha detto nel post partita che cose del genere possono succedere e che l'unica cosa che lo ha innervosito è stato il mancato fischio dell'arbitro sul contatto precedente. Per questa bravata Love sarà sospeso per due partite.


Non sono solo i giocatori ad arrabbiarsi, a volte succede anche agli allenatori, prendiamo il caso di Mike Brown, coach dei Los Angeles Lakers, che dopo una disattenzione di Gasol nella partita contro i Jazz, ha perso completamente il controllo, è entrato in campo prendendo a male parole gli arbitri che gli intimavamo di tornare in panchina. Non rispondendo agli ordini la terna arbitrale ha deciso di rifilargli un doppio fallo tecnico e di conseguenza un'espulsione, cosa che ha fatto aumentare la rabbia dell'ex allenatore dei Cleveland Cavaliers fino a portarlo a rifilare un notevole "spintone" all'arbitro Zach Barba. Le scuse dell'head coach non sono bastate ad evitargli una squalifica di una partita e una multa da 25000 dollari, sicuramente non sta seguendo lo stile zen del suo predecessore su quella panchina.

sabato 7 gennaio 2012

NBA regular season Day 13: Lakers e Knicks tornano a vincere, cadono i Celtics.

di Federico Bianchi.



Nella 13 notte di NBA si sono giocate 12 partite. com avete letto dal titolo tornano a vincere i Lakers, grazie ai 39 di Kobe contro Golden State e i Knicks, corsari a Washington contro i Wizards grazie alla tripla di Melo che vedete nella foto in alto. per gli altri risultati della notte vincono i Nets contro Toronto, vittoria anche per i 76ers contro Detroit, Atlanta batte Charlotte, e vincono anche Oklahoma City, Cleveland, Utah e Phoenix ripettivamente contro Houston, Minnesota, Memphis e Portland.
Ora passiamo ai top e flop della notte.

TOP: CHICAGO BULLS E DANILO GALLINARI. Ottima prestazione nella notte NBA dei Chicago Bulls che migliorano il loro record a 7 vittorie e 1 sola sconfitta, grazie alla vittoria con i Magic di Dwight Howard. Nonostante Superman abbia messo a referto 28 punti con 15 rimbalzi, la formazione di coach Tom Thibodeau ha risposto alla grande con una performance da vera Squadra (non a caso con la S maiuscola). I Bulls hanno dimostrato di non essere Derrick Rose dipendenti ma di avere un nucleo ben collaudato e molto forte, in grado di mettere in difficoltà chiunque in NBA. Rose infatti, autore comunque di 21 punti, 10 assist e 8 rimbalzi, è stato solo uno dei tre giocatori oltre quota 20 punti. Insieme ai suoi 21 ci sono anche i 20 di Boozer con 13 rimbalzi e i 21 di Luol Deng, ai quali si aggiungono 18 punti di Kyle Korver. La serata del Gallo invece ha portato alla vittoria dei Nuggets contro gli Hornets dell'altro italiano Marco Belinelli. Gallinari è stato autore di 23 punti, 4 rimbalzi e 6 assist, confermandosi sempre di più leader di questi Nuggets. Dall'altra parte buona prestazione anche di Belinelli con 13 punti.

FLOP: BOSTON CELTICS. Da tifoso bianco-verde quale sono mi duole dirlo, ma i peggiori della notte sono stati proprio i Celtics, sconfitti in casa dai Pacers 87-74. Boston ha passato una serata di blackout offensivo decisamente pesante, infatti, oltre al fatto che 74 punti sono pochini, l'unico uomo oltre quota 15 punti è stato Ray Allen, che ne ha segnati 23, bruttissima prestazione invece di Paul Pierce che ha chiuso la partita con 3-17 dal campo. I Celtics hanno iniziato la stagione con tre sconfitte e ora si ritrovano un record di 4 vittorie e 4 sconfitte, che in una stagione breve come questa non è il massimo. Onore al merito dei Pacers, comunque vincitori e autori di una buona partita, con 6 giocatori in doppia cifra a fine partita.

SORPRESA: CLEVELAND CAVALIERS. Come accennato in apertura i Cavs nella notte hanno battuto i talentuosi Minnesota T-Wolves con il risultato finale di 98-87. Per Cleveland ottima prestazione di Antwan Jamison, top scorer con 22 punti con anche 6 rimbalzi, seguito da Kyrie Irving, autore di 14 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Alla fine della partita però sono addirittura 6 i giocatori dei Cavs in doppia cifra, mentre dall'altra parte non basta la solita prestazione allucinante da 29 punti e 14 rimbalzi di Kevin Love.

SARANNO FAMOSI: CHRIS SINGLETON. oggi per quanto riguarda i prospetti futuri ci concenriamo su Singleton, rookie dei Wizards proveniente da Florida State University. Il compagno di John Wall con il numero 31 nella sconfitta di questa notte dei Wizards è stato autore di una buona prestazione da 12 punti e 7 rimbalzi. Singleton è sempre stato riconosciuto, fin dai tempi del college, come un ottimo difensore, con grande fisico e buon stoppatore; ecco, nella notte è stato impegnato su un certo Carmelo Anthony in alcuni passaggi della partita ed è riuscito anche a stopparlo in una delle azioni del numero 7 dei Knicks. Lasciando perdere la schiacciata che ha sbagliato da solo in contropiede Singleton ha fornito una prestazione solida per i Wizards e potrebbe diventare un buon giocatore di ruolo per il futuro della franchigia della capitale.

Per oggi è tutto con il report NBA, continuate a seguire Basketzone, un saluto e un ringraziamento da Federico Bianchi.